Data ultima modifica: 24 Agosto 2020

“Stiamo creando le premesse per procedere molto più speditamente rispetto al passato”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte ad Amatrice a margine della cerimonia di commemorazione a quattro anni dal sisma. “Il problema di queste aree è anche il rischio dello spopolamento. Quindi è anche una corsa contro il tempo. Dobbiamo fare presto contro il rischio spopolamento di queste aree”, riconosce Conte. “Abbiamo capito che andava modificata la disciplina vigente. Adesso si può ricostruire anche qui nel centro storico nella logica di una ristrutturazione edilizia e non di nuove costruzioni altrimenti era impossibile procedere. Per quanto riguarda la ricostruzione privata -prosegue- abbiamo fatto diversi interventi, valorizzando anche l’apporto dei professionisti. Abbiamo compreso che per accelerare le procedure bisognava valorizzare le autocertificazioni e mi dicono anche che c’è stata un’ultima ordinanza che ha consentito anche a 8000 domande pendenti di essere trattate con la nuova disciplina accelerata”.  Secondo il premier, “con il nuovo commissario Legnini c’è un quadro per accelerare sicuramente la ricostruzione. Con la normativa vigente era pressoché impossibile ricostruire”. I cittadini e i familiari delle vittime “hanno completamente ragione. Noi siamo qui per ascoltare e per fare sempre meglio. Le istituzioni devono agire nel migliore tutela delle comunità locali”.  E in seguito sui social il premier assicura: “Noi faremo di tutto per mettere in moto, al più presto, soluzioni per risolvere tutti i problemi ancora impantanati nella burocrazia. Per restituire dignità e fiducia a quanti, quattro anni fa, hanno perso tutto: affetti, beni materiali e speranza”. “Oggi ad Amatrice – ricorda – si è tenuta la cerimonia di commemorazione delle vittime del terribile terremoto che quattro anni fa ha devastato il centro Italia, provocando 299 morti e causando innumerevoli danni. Ad Amatrice ho ascoltato le voci di chi ha subito ferite che non si sono ancora rimarginate. Intere comunità locali sono state decimate: hanno perso i propri cari, hanno perso le case, il lavoro. Molti, insieme al dolore che si rinnova, hanno manifestato la propria rabbia per i ritardi nella ricostruzione. Hanno ragione e continueranno ad avere ragione fino a quando la ricostruzione non sarà terminata”.  “In questi mesi -assicura- abbiamo compiuto un grande sforzo per rendere la normativa più snella in modo da velocizzare tutte le procedure di ricostruzione, pubblica e privata. Con le vecchie norme era pressoché impossibile far ripartire i lavori, ma grazie al lavoro del nuovo commissario Legnini, alle misure previste dal decreto di agosto ‘Rilancio 2’ e dal decreto Semplificazioni ora abbiamo gli strumenti necessari per accelerare il processo di ricostruzione. In questo senso, anche il Recovery Fund potrà dare un ulteriore contributo per integrare le risorse già stanziate”.  

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