Data ultima modifica: 5 Aprile 2022

(Adnkronos) –
È il Passante di Bologna la prima infrastruttura autostradale in Europa a ricevere la certificazione Envision con il più alto livello di rating raggiungibile, il Platinum. Un riconoscimento che porta un nuovo primato in casa Autostrade per l’Italia, l’aver progettato una infrastruttura capace di rispondere per intero ai requisiti previsti dal protocollo internazionale che ne ha valutato la sostenibilità economica, sociale, ambientale durante l’intero ciclo di vita, dalla progettazione, alla realizzazione fino all’entrata in esercizio.  Al progetto del Passante, Icmq, l’unico ente accreditato nel nostro Paese per il rilascio della certificazione internazionale, riconosce alti livelli qualitativi nelle 5 macroaree di valutazione individuate, quali: l’impatto positivo sulla qualità della vita del territorio in cui si colloca; l’uso sostenibile delle risorse per la sua realizzazione; la tutela e il rispetto del clima e dell’ambiente. Ultimo pilastro, la proficua collaborazione e costante comunicazione che il Gruppo Aspi ha portato avanti nella definizione del progetto, in primo luogo con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e con le Istituzioni del territorio, quali il Comune di Bologna, il Comune di San Lazzaro e la Regione Emilia-Romagna. Il rating Platinum, conferito al progetto, potrà essere esteso anche all’infrastruttura, una volta completata la sua realizzazione. Le motivazioni della certificazione sono state presentate questa mattina nella sala Anziani di Palazzo d’Accursio alla presenza del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, del sindaco della città metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi e dell’amministratore delegato di Tecne, società di progettazione del gruppo Aspi, Stefano Susani.  Presente inoltre Lorenzo Orsenigo, responsabile Italia Icmq. Il sistema autostradale e tangenziale di Bologna è allo stesso tempo sia snodo metropolitano, cruciale per una delle principali realtà produttive nazionali, sia cerniera per l’intera mobilità autostradale italiana, la cui funzionalità è strettamente legata alla crescita economica del Paese. Nella certificazione Envision è stata valutata la duplice funzione che il progetto assolve, ossia la capacità di migliorare la mobilità di uno dei nodi più critici dell’intera rete autostradale italiana (preservando i collegamenti con la rete autostradale interconnessa alle principali direttrici, quali la A1, la A13 e la A14), fluidificando contestualmente il tratto autostradale urbano. Il potenziamento del nodo comporterà infatti riduzioni di tempo di viaggio di 4,5 milioni di ore circa l’anno, la diminuzione dei tempi e delle lunghezze di percorrenza genererà inoltre una diminuzione di emissioni di CO2 nell’intera città metropolitana, quantificabile in circa 1350 tonnellate l’anno. La certificazione Envision evidenzia inoltre la rispondenza del progetto alle caratteristiche di tutela e rispetto del clima e dell’ambiente in cui si colloca. Il Passante infatti è stato pensato, di concerto con il territorio, come una vera e propria green infrastructure, un’opera capace di riqualificare l’area attraversata, di aumentarne le dotazioni ambientali e di contenere sistematicamente l’inquinamento acustico e le emissioni in atmosfera. Ne è un esempio l’innovativo intervento della Galleria fonica San Donnino, attraverso la quale si otterrà un aumento delle superfici ambientali e dello spazio pubblico pedonale al di sopra dell’infrastruttura che consentirà anche di riconnettere i due lembi della città. Il progetto complessivo del Passante, inoltre, si caratterizza per la realizzazione di una continua presenza di piste ciclopedonali e di sottovia riqualificati che consentono, unitamente agli interventi di forestazione urbana, la realizzazione di un articolato telaio di infrastrutturazione paesistico-ambientale lungo tutto il tracciato infrastrutturale.  Il Passante risponde anche alle caratteristiche previste dal protocollo alla voce “Uso delle risorse”, grazie all’impegno del Gruppo Aspi nell’incentivare l’adozione di politiche per la corretta identificazione e allocazione delle risorse necessarie alla realizzazione dell’opera. L’applicazione dei criteri qualitativi e quantitativi del Protocollo ha portato infatti a una ridefinizione dei requisiti inseriti nei bandi di gara per la scelta degli appaltatori e della catena di fornitura, con ricadute positive sulla qualità e la sostenibilità del progetto, anche in fase realizzativa. Il progetto del Passante – realizzato da Tecne, società di ingegneria e progettazione del Gruppo Aspi – prevede il potenziamento in sede dell’attuale sistema Autostrada A14/Tangenziale, con un allargamento di circa 8 m per lato e una estensione di circa 13 km, con un investimento complessivo di oltre 1,5 miliardi di euro. I lavori propedeutici alla sua realizzazione verranno avviati ad inizio 2023, per una durata di circa 55 mesi.  La priorità verrà data alla realizzazione delle aree green che, nella massima attenzione al territorio, saranno avviate subito dopo il completamento delle procedure di affidamento dei lavori. L’intervento concretizzerà lo sviluppo di un ideale “anello verde” di circa 140 ettari che fungerà da grande opera di mitigazione e inserimento ambientale/paesaggistico dell’infrastruttura, ampliando al contempo anche l’offerta di aree fruibili alla cittadinanza con 30 ettari di nuovi parchi pubblici. Il progetto prevede, nel complesso, la messa a dimora di 34.300 alberi e circa 60.000 arbusti, incrementando sensibilmente la dotazione di verde urbano.  “Temi come la salvaguardia delle risorse idriche, il risparmio di suolo, il riutilizzo dei materiali di costruzione, la resilienza delle infrastrutture agli effetti del cambiamento climatico, il contributo alla qualità della vita e agli effetti economici, sono temi già centrali nelle metodologie di progettazione di ASPI – dichiara Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia. “Tutte queste caratteristiche – prosegue Tomasi – ci hanno guidato nella stesura del progetto del Passante, fino a renderlo, grazie a un costante confronto tecnico con il Mims e con tutte le istituzioni del territorio, un progetto di visione urbanistica più ampia, concepito in modo da rispondere non solo alle esigenze di mobilità ma anche alla necessità di connetterlo, con le altre modalità di trasporto e di integrarlo con i nodi urbani e il territorio. Una visione innovativa dell’infrastruttura – conclude Tomasi – funzionale alla vita delle persone valutata con grande accuratezza secondo i parametri del Protocollo Envision che ne ha attestato il più alto livello di sostenibilità possibile. Un progetto che credo possa aprire la strada a un nuovo modo di pensare e realizzare le infrastrutture del nostro Paese».  “Uno dei grandi pregi del protocollo Envision – ha dichiarato Stefano Susani, amministratore delegato di Tecne – è la possibilità di favorire un approccio innovativo alla progettazione e di rendere i traguardi di sostenibilità trasparenti e misurabili. Progettare secondo i criteri di sostenibilità ambientale del protocollo significa anche spingersi a cercare delle soluzioni nuove e creative per raggiungere un livello funzionale di alta qualità con meno sprechi, per garantire un impiego attento delle risorse naturali, per utilizzare materiali innovativi perché provenienti da filiere sostenibili, e così via. Concepire l’infrastruttura con questa visione fondata sulla limitazione degli impatti ha riflessi virtuosi e diretti lungo tutto il suo ciclo di vita, tanto nelle fasi di costruzione quanto in quelle di esercizio”.  

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