Data ultima modifica: 15 Luglio 2020

Non si può pensare nel 2020 di poter nazionalizzare di fatto Autostrade… Si tratterebbe di una scelta antistorica e antieconomica. Silvio Berlusconi segue dalla Sardegna gli ultimi sviluppi della vicenda Aspi con la proposta del governo Conte di far entrare in Autostrade lo Stato attraverso la Cassa depositi e prestiti. A tenerlo informato ci ha pensato Antonio Tajani, numero due di Forza Italia.  L’ex premier non condivide, raccontano fonti azzurre all’Adnkronos, l’idea di uno Stato imprenditore. Un concetto già ribadito nei giorni scorsi per criticare le misure adottate dall’esecutivo per fronteggiare l’emergenza economica legata al Covid: lo Stato non deve immettere liquidità per far piacere alle imprese, ma per far piacere all’Italia. Di tutto abbiamo bisogno, meno di nazionalizzazione. E ancora: lo Stato imprenditore è fallito nel secolo scorso. Tajani a fine serata verga una lunga nota, d’intesa con il Cav, dove si usano toni duri nei confronti dell’operazione avallata dalla maggioranza giallorossa: ”E’ del resto emblematico dello stato confusionale con cui procede il governo il fatto che questa operazione di ‘giustizia sommaria’ avvenga non nell’immediatezza, ma dopo due anni dalla tragedia del Ponte Morandi”. Tajani non usa mezzi termini (“Le vittime del Ponte Morandi meritano ben altra giustizia, questa è un’operazione di pura propaganda a spese degli italiani”) e avverte Cdp: ”Il risparmio postale convogliato in Cassa Depositi e Prestiti non è un bancomat per le voglie stataliste e giustizialiste dei grillini. Confidiamo nella professionalità dei vertici e del management di CDP, il cui primo obbiettivo dev’essere la tutela del risparmio e non assecondare i calcoli politici del governo”.    

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