Data ultima modifica: 28 Maggio 2020

(Di Alessandra Testorio) Cessione confermata per l’Ast di Terni. La storica acciaieria umbra sarà infatti al centro di una procedura di vendita o, in alternativa, di cessione della propria partnership ad un’altra società. A ribadire e formalizzare la volontà di Thyssenkrupp di far rientrare anche il sito di Terni, specializzato in laminati di acciaio, all’interno del complessivo ‘riallineamento strategico’ disegnato per l’intero gruppo tedesco, il Ceo per l’Italia Massimiliano Burelli, nel corso del lungo incontro di oggi al Mise con enti locali e sindacati, allertati dalla lettera ufficializzata sul sito della società nei giorni scorsi.  Il futuro infatti preoccupa Fim Fiom Uilm e Ugl che guardano ad un territorio già provato ma anche alle possibili tensioni sociali che incertezza e crisi tra i lavoratori, anche all’indomani del lungo lockdown, portano con se’: l’Ast, infatti, annotano i sindacati, dopo due anni di utile, fa registrare una perdita di circa 2 miliardi di euro e questo al netto delle ricadute dell’emergenza legata alla pandemia. A preoccupare l’impatto occupazionale ed il nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali che si profilano all’orizzonte, alle centinaia di lavoratori interinali che rischiano il posto, ma anche alla tentazione che si possa percorrere la strada di una vendita frazionata dello stabilimento. I tempi di realizzazione di un possibile cambio della guardia inoltre appaiono lunghi: dal 1 ottobre prossimo Ast sarà collocata in una business unit ‘Multi-tracks’e da lì in poi si darà avvio alla procedura di scouting fino alla cessione vera e propria: il tutto si concluderà dopo 9-12 mesi come spiegato al tavolo dal Ceo di Thissenkrupp Italia, Massimiliano Burelli. “Troppi”, hanno commentato in coro i sindacati che mettono in guarda azienda e governo dal percorrere per asset strategici come la siderurgia di Terni, una ipotesi “spezzatino”. La vera cartina tornasole del destino dello stabilimento sarà comunque per Fim Fiom Uilm e Ugl nei piani industriali dei possibili acquirenti che sembrano essersi già fatti avanti. Lo aveva accennato lo stesso ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, nell’ultima informativa sulla siderurgia: attenzione da parte del Gruppo Marcegaglia, del Gruppo Arvedi ma anche da altri soggetti, player internazionali del mercato dell’acciaio speciale, aveva detto. Al tavolo di oggi però nessun nome. “Non abbiamo ancora offerte formali perché non abbiamo aperto una procedura. Siamo pronti ad esaminare offerte non vincolanti per chi volesse vedere i numeri dell’azienda. Ci attendiamo che diversi gruppi internazionali saranno interessanti al nostro sito, noi siamo un’azienda in crisi”, puntualizza ancora Thissen.  Dai sindacati comunque guardia alta: “Saremmo interessati a conoscere e confrontarci su piani di sviluppo industriale ed occupazionale di questi soggetti. Serve l’apertura di una discussione preliminare su progetti di prospettiva dell’acciaieria ternana”, chiede Guglielmo Gambardella, Coordinatore nazionale Uilm. “Partita difficile” anche per Antonio Spera dell’Ugl sia sotto il profilo “della vigilanza economica e finanziaria che dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto”. Un invito a “fare presto” arriva anche dalla Fim che chiede, come spiega Valerio d’Alò, segretario nazionale “di coinvolgere i sindacati non solo nella fase finale del processo”. D’altra parte ricorda, “già nel 2011 si sono scaricate su Terni le inefficienze di Thyssenkrupp”.  E no allo spezzatino anche dalla Fiom che “chiama il Governo a tenere saldamente in mano un percorso nel quale la vicenda della cessione di Ast pur rispondendo alle regole e ai tempi di una trattativa tra privati con le regole e i tempi assegnati, consenta di valutarne tutte le ricadute industriali ed occupazionali”, dice Gianni Venturi, segretario nazionale delle tute blu Cgil. Un invito questo di fatto già raccolto dal Governo, da Patuanelli nei giorni scorsi e oggi dagli stessi sottosegretari al tavolo di confronto, Alessandra Todde e Alessia Morani. “L’Ast di Terni è un’azienda strategica nazionale che va tutelata nel pieno rispetto di una procedura privata di cessione. Il Mise monitorerà l’evoluzione della situazione, confermando la volontà del Governo di studiare un piano complessivo per sostenere un settore strategico per la nostra economia come quello siderurgico”, dicono. Il tavolo non è stato al momento riaggiornato. 

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