Data ultima modifica: 16 Dicembre 2020

La Corte d’assise di Parigi non ha riconosciuto come terroristi sei accusati al processo per gli attentati di Charlie Hebdo. Secondo il verdetto, i sei sono colpevoli di associazione a delinquere, riferisce Le Figaro.  Il processo vedeva imputate 14 persone, undici delle quali presenti in aula, con l’accusa di aver dato sostegno ai fratelli Cherif e Said Kouachi e Amedy Coulibaly, i terroristi responsabili dell’attacco al settimanale satirico Charlie Hebdo e la successiva presa di ostaggi al minimarket ebraico Hyper Cacher. Gli attacchi, fra il 7 e il 9 gennaio 2015, causarono la morte di 17 vittime, più i tre terroristi uccisi dalle forze dell’ordine Il principale accusato presente in aula, Ali Riza Polat, è stato dichiarato colpevole di complicità in omicidio terrorista, per aver fornito “un aiuto logistico determinate” a Coulibaly. Hayat Boumeddiene, vedova di Coulibaly, latitante dopo essere fuggita in Siria, è stata riconosciuta colpevole di associazione a delinquere terrorista e finanziamento del terrorismo. Fuggiti all’estero anche altri due imputati, Mohamed et Mehdi Belhoucine, che potrebbero essere deceduti. Uno di loro è stato riconosciuto colpevole di complicità dei reati commessi dai Kouachi e Coulibaly.  Nezar Mickael Pastor, Amar Ramdani e Willy Prevost sono stati riconosciuti colpevoli di associazione a delinquere terrorista. Said Makhlouf, Mohamed Fares, Abdelaziz Abbad, Metin Karasular, Miguel Martinez, Christophe Raumel sono colpevoli solo di associazione a delinquere. Il processo, che si è aperto tre mesi fa, è stato una dura prova, non solo per le parti civili, i sopravvissuti e i familiari delle vittime, che hanno rivissuto l’orrore di quei giorni. Vi è stata una interruzione di oltre un mese, a causa del contagio di uno degli imputati, Polat, che si è ammalato di coronavirus. E durante il dibattimento vi sono stati due attacchi terroristici: a settembre due persone sono state ferite a coltellate vicino all’ex sede di Charle Hebdo e in ottobre è stato decapitato l’insegnate Samuel Paty che aveva mostrato vignette di Maometto in classe.    

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