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Autore: admin

Elezioni Roma, Salvini-Meloni tirano volata a Michetti: “Sinistra ci teme”

“Sento che la città sta reagendo e vi chiedo dunque di andare a votare, ci andiamo a riprendere il Campidoglio!”, grida Enrico Michetti al termine del suo intervento dal palco allestito dal centrodestra in Campo deì Fiori, davanti alla statua di Giordano Bruno, il filosofo di Nola ucciso dall’Inquisizione. Nel giorno di chiusura della campagna elettorale del ‘tribuno della radio’ ci sono tutti i leader della coalizione. Giorgia Meloni innanzitutto, che lo ha fortemente voluto sin dal primo momento come candidato sindaco, è in ‘presenza’, insieme al coordinatore nazionale di Fi, Antonio Tajani, mentre Matteo Salvini e Silvio Berlusconi partecipano all’iniziativa ‘da remoto’: il numero uno della Lega è collegato in video da Varese, il Cav al telefono da Arcore. La piazza si riempie verso la fine, sventolano i tricolori, alcune bandiere di Fdi e di Forza Italia, qualcuna del Carroccio.  

Anche se i bookmakers dei palazzi danno per favorito Roberto Gualtieri al ballottaggio, Meloni e Salvini ci credono e dicono all’unisono ”la partita è ancora aperta”, incrociando le dita nella speranza che alla fine il ”miracolo” si compia, come ammette lo stesso ‘Capitano’ che prende la parola prima dell’alleata: ”Daje Enrico, serve un piccolo grande miracolo: a volte Davide vince contro Golia, hanno schierato di tutto, i giornali, le corazzate, Gualtieri è il sistema, penso che a questo giro possiamo farcela”. E ancora: ”Ho la sensazione che si possa fare qualcosa di straordinario come una finale di Champions vinta ai calci di rigore, possiamo ribaltare un risultato che a sinistra danno già per scontato, le ultime 48 ore si devono usare per chiamare con i telefonini gli amici e andare a votare”.  

Anche Meloni, soprattutto lei che ci ha messo la faccia più di altri, scommette che alla fine l’avvocato amministrativista prestato alla politica possa spuntarla, nonostante le roventi polemiche legate al caso Fanpage e alla presenza dei vertici di Forza Nuova agli scontri di sabato scorso: ”La partita è ancora aperta, non solo qui a Roma. La sinistra non ci fa paura, loro sono spaventati perché noi cresciamo sempre di più. E’ finita una campagna elettorale indegna contro di noi -si sfoga- abbiamo visto di tutto: finte inchieste in tv, intere serate intente a dipingerci come un mostro, tanto fango”, compreso il ”tentativo di scaricare le responsabilità della devastazione alla Cgil all’unica forza di opposizione, quando la responsabilità è solo della Lamorgese che, se avesse una dignità, dovrebbe dimettersi oggi stesso”.  

”Ringrazio Michetti, perché io ho le spalle larghe, ma pure lui è rimasto sempre calmo, senza rispondere alle provocazioni”, dice la presidente di Fdi, riferendosi alle minacce di morte ricevute da Michetti con tanto di stella delle Br a ‘firma’ degli atti di vandalismo al Comitato elettorale del candidato sindaco. Pure Forza Italia si stringe attorno a Michetti.  

Scende in campo in prima persona Berlusconi che telefona da Milano per lanciare Guido Bertolaso come futuro commissario per la gestione dell’emergenza rifiuti in città in caso di vittoria e fare un appello a tutti gli indecisi: ”Romani se volete davvero il cambiamento, andate a votare, perchè se non vi recare alle urne e poi resta la sinistra a governare poi non vi lamentare: la colpa sarà solo vostra”. ”Siamo qui per vincere, portiamo il maggior numero di romani a votare per la Roma del domani”, è la raccomandazione di Tajani, che è uno dei primi a parlare sul palco per poi annunciare, come sempre, la telefonata di Berlusconi.  

La manifestazione si chiude intorno alle 20, con Meloni a cantare l’inno di Mameli insieme a Michetti e ai presenti in piazza. Finite le note di Fratelli d’Italia, tutti scendono dal palco e mentre la gente comincia a lasciare la piazza parte un brano di Rino Gaetano, ‘A mano a mano’. 

Green pass lavoro, Draghi vince sfida ma scoppia grana Reddito cittadinanza

Fila liscio l’esordio del green pass su tutti i luoghi di lavoro, una misura voluta e difesa a spada tratta dal governo e che, solo sabato scorso, aveva scatenato l’ira dei no vax, col centro di Roma teatro di scontri fino all’inimmaginabile assalto alla sede nazionale della Cgil. L’espressione che rimbalzava ai piani alti di Palazzo Chigi era ‘rischio calcolato’: sul piatto della bilancia la tenuta del sistema, dalle possibili violenze ai contraccolpi sull’economia del Paese, a partire dagli scaffali dei supermercati che qualcuno temeva restassero vuoti. Mario Draghi, racconta chi gli è vicino, non ha tentennato, puntando dritto sulla tenuta del sistema. 

Da qui la decisione di non accelerare ma darsi il tempo necessario per mettere a punto, eventualmente, degli interventi aggiuntivi sui tamponi, calmierandone il prezzo o introducendo sgravi fiscali per le imprese che decidono di accollarsene il costo. Intanto le nuove regole sul green pass fanno il loro esordio anche a Palazzo Chigi. I ministri arrivano alla spicciolata, rinunciano al tradizionale ingresso dal cancello centrale, virano a sinistra dove ad attenderli ci sono i tornelli con gli scanner per i controlli.  

Il più entusiasta è il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, tra i più grandi sostenitori della misura e del pugno duro nella P.A.: posta su Twitter le foto che lo ritraggono mentre si sottopone al check, mostrando fiero il passaporto vaccinale nel cortile di Palazzo Chigi. Anche in sala stampa, dopo i primi intralci, tutto fila liscio. In Cdm Draghi, raccontano, non si riconosce meriti né tantomeno si lascia andare a commenti sul pericolo scampato. Si approva il dl fiscale, ma ecco che nella maggioranza scoppia un’altra grana. Perché a Palazzo Chigi, da sempre e al netto del ‘colore’ politico di ogni governo, ogni giorno porta la sua pena. Quella di oggi, per Draghi, prende il nome di reddito di cittadinanza. 

A battagliare è la Lega, sostenuta da Fi e Iv. Mentre dall’altra parte della barricata figurano il M5S e il Pd. Ad accendere la miccia, i duecento milioni di euro per rifinanziare il rdc, una delle tante poste del decreto fiscale in discussione. Il ministro e capodelegazione leghista, Giancarlo Giorgetti, si mette di traverso: “Beffardo usare i soldi di chi ha lavorato duramente per una misura simile. Rifinanziamo con i soldi dei lavoratori una misura che di lavoro non ne crea”, tuona. I ministri Renato Brunetta e Elena Bonetti si schierano dalla sua parte. Ma Stefano Patuanelli, capodelegazione del M5S al governo, non ci sta. E la tensione sale, davanti a un Draghi -raccontano – che osserva la scena alzando il sopracciglio, chiaro segno di una malcelata disapprovazione. 

“Senza il reddito di cittadinanza – le parole del responsabile delle Politiche agricole in Cdm, riportate dall’Adnkronos – la tensione sociale sarebbe esplosa, non sarebbe stata gestibile. Ma qui c’è chi fa finta di non averlo capito”. Il dem Andrea Orlando si schiera al fianco di Patuanelli e fa muro, rimarcando la necessità di non smantellare la misura. Entrambi concordi sulla necessità di potenziare le politiche attive sul lavoro, “anche se – puntualizza il ministro grillino – era impensabile credere che il lavoro ripartisse e l’impianto del rdc funzionasse considerando che abbiamo dovuto fare i conti con il lockdown”.  

A stretto giro fa sentire la sua voce anche l’ex premier e leader del M5S Giuseppe Conte, che pubblica un lungo post su Facebook per difendere a spada tratta lo storico cavallo di battaglia del suo Movimento. “Ogni giorno Salvini e Meloni si svegliano e lottano contro i sostegni dello Stato alle persone e alle famiglie in difficoltà economica. A ogni occasione – l’ultima il Consiglio dei Ministri di oggi – alcune forze anche di maggioranza si danno da fare per sabotarli. Si battono contro gli aiuti per chi è senza lavoro, per chi lo sta cercando o affonda nel precariato, senza percepire paghe dignitose”. “Noi ci rimbocchiamo le maniche per trovare soluzioni. Invito Salvini e Meloni, così come quelli che la pensano come loro al Governo, a fare lo stesso. E a smetterla di assaltare uno strumento di civiltà. Noi non lo permetteremo”. 

E anche il segretario del Pd, Enrico Letta, pur riconoscendo la necessità di modificarne l’impianto originario, rimarca l’importanza di preservare il rdc. “Sono d’accordo col presidente del Consiglio Draghi che il reddito di cittadinanza va modificato non cancellato, cioè va reso più funzionante per quanto riguarda la fondamentale missione che è quella di aggredire le sacche di povertà che esistono nel nostro Paese, ma va completamente modificato e trasformato per l’altra missione che aveva che era quella sul tema del lavoro perché su quello non ha funzionato”. 

Del resto Salvini è lungi dall’arretrare, anche oggi torna all’attacco e affonda. ”Una cosa su cui dovremmo intervenire l’anno prossimo – dice – è il tema reddito di cittadinanza perché garantirlo a chi non può lavorare è sacrosanto, disabili, invalidi, persone in difficoltà, il problema è che gli abusi e i furti ormai sono quotidiani per cui regalare miliardi di euro a chi magari arriva dall’estero, fa un salto in Italia e torna a casa mantenuto a spese degli italiani non è possibile”.  

Dunque il rdc “è tutto da rivedere – mette in chiaro il leader della Lega – anche perché sono 8 mld di spesa e con otto miliardi alle imprese immaginate quante assunzioni verrebbero permesse”. Intanto il primo assalto tentato oggi dalla Lega in Cdm non ha centrato l’obiettivo. Ma c’è chi è pronto a scommettere che la battaglia sarà lunga e senza esclusione di colpi.  

In Consiglio dei ministri, dove si è alzata la tensione tra M5S e Lega, si sarebbe detto d’accordo sulla necessità di procedere col rifinanziamento nel dl fisco, raccontano, anche il ministro dell’Economia Daniele Franco, che non avrebbe tuttavia espresso alcun parere politico, limitandosi a sottolineare come fosse il decreto contenente norme fiscali la sede tecnicamente corretta per rifinanziare la misura.  

Sostanzialmente in linea con Patuanelli e Orlando, riportano le stesse fonti, il premier Mario Draghi, che avrebbe chiuso la discussione spiegando che delle politiche attive si discuterà solo poi, nel confronto sulla legge di bilancio. Mettendo così fine a un Cdm di fuoco, ‘antipasto’ di un nuovo match che è solo rinviato: si giocherà settimana prossima. Perché ogni giorno, a Palazzo Chigi, porta la sua pena. E al netto delle vittorie, anche il governo Draghi non è immune.  

(di Ileana Sciarra) 

Duranti (Radio Radio): “Istruttoria Agcom per frasi antisemite? Manipolazione indegna per screditare Michetti”

“Frasi antisemite? Ma chi? Ma quando mai? E’ una di quelle invenzioni e manipolazioni mediatiche come non si sono mai viste, indegna, utile al solo scopo di accaparrarsi una manciata di voti
da parte della comunità ebraica e t

entare di screditare il candidato sindaco Enrico Michetti”. E’ l’ira del fondatore ed editore di Radio Radio Fabio Duranti che commenta così all’Adnkronos la notizia dell’apertura, da parte dell’Agcom, di un’istruttoria a carico dell’emittente radiofonica “per le affermazioni sugli ebrei e il nazifascismo pronunciate nel corso di alcune trasmissioni”. 

“Mimmo Politanò (il conduttore che avrebbe pronunciato le frasi, ndr) è la persona più buona del mondo, un uomo che sparge amore dalla mattina alla sera, è una di quelle persone che cerca di mettere pace ovunque -tuona Duranti- e su di lui ci metterei non una, ma cento mani sul fuoco”. Per l’editore radiofonico si tratta di “un evidente tentativo dell’altra parte politica, che sostiene il candidato Gualtieri, di raggranellare qualche voto da parte di persone della comunità ebraica sperando che caschino in questi tranelli -spiega Duranti- Ma non c’è nulla, assolutamente nulla di vero”.  

Tant’è che “lunedì sicuramente sarà finito tutto -è l’analisi del conduttore- Loro giocano sul fatto che facendo queste azioni il giovedì o venerdì prima del ballottaggio, non ci sia il tempo di mettere una pezza”. Ciononostante, osserva Duranti, “io non so nulla ufficialmente di questa istruttoria ma se dovesse andare avanti a quel punto metteremo la cosa nelle mani dei nostri legali, perché non accettiamo intimidazioni di sorta. Si tratta di una manipolazione vergognosa ai danni di un uomo specchiato”, conclude l’editore di Radio Radio. 

 

Decreto fiscale, cinque mesi in più per pagare cartelle

Cinque mesi di tempo per l’adesione spontanea alle cartelle fiscali notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021. La misura, contenuta nel decreto legge fiscale, viene illustrata da palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al provvedimento. ”Viene prolungato a 150 giorni dalla notifica, in luogo di 60, il termine per l’adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021”, si legge nella nota. ”Fino allo scadere del termine dei 150 giorni non saranno dovuti interessi di mora e l’agente della riscossione non potrà agire per il recupero del debito”. 

Terza dose, Francia sconsiglia Moderna: si userà solo Pfizer

Sconsigliato in Francia l’utilizzo del vaccino anti-Covid di Moderna per la terza dose, somministrata a chi ha già completato il ciclo vaccinale. L’Alta autorità della salute (Has) d’oltralpe ha fatto un passo indietro rispetto alle raccomandazioni emanate il 6 ottobre, in cui prevedeva l’uso dei due vaccini a mRna, escludendo ora Moderna e raccomandando unicamente Pfizer, in attesa dei risultati delle analisi più dettagliate dell’Agenzia europea del farmaco Ema. Il parere sull’uso del vaccino Moderna per le prime due dosi, invece, resta invariato.  

La Has ha deciso di seguire un principio di precauzione anche in relazione alle decisioni delle autorità sanitarie di alcuni Paesi europei, Svezia e Danimarca, che hanno sospeso il vaccino per le fasce di popolazione più giovane. In Francia la terza dose è prevista in generale per gli anziani, ma ci sono anche i giovani che lavorano nella sanità o gli immunodepressi.  

Il vaccino Moderna è stato recentemente sospeso tra i giovani in Svezia e Danimarca. La Svezia ha deciso di dire stop alla somministrazione per le persone nate nel 1991 e dopo. E questo per il rischio di possibili effetti collaterali rari, come la miocardite. “L’Agenzia svedese per la sanità pubblica ha deciso di sospendere l’uso del vaccino Spikevax di Moderna per tutti i nati dal 1991 in poi per motivi precauzionali”, il contenuto di una nota del 6 ottobre. “Sono in aumento le segnalazioni degli effetti collaterali come miocardite e pericardite. Tuttavia – si precisa – il rischio di essere colpiti da questi effetti collaterali è molto basso”. L’agenzia sanitaria ha affermato di aver raccomandato invece la somministrazione del vaccino Comirnaty di Pfizer/BioNtech. Le persone nate nel 1991 o successivamente che hanno già ricevuto una prima dose di Moderna, circa 81mila persone, riceveranno la seconda dose di un vaccino diverso.  

La Danimarca sospenderà invece la somministrazione di Moderna per le persone al di sotto dei 18 anni, dopo i rapporti relativi a possibili rari effetti avversi, come le miocarditi, come hanno annunciato le autorità sanitarie del Paese. 

 

Malattie rare, Trama (Sifo): “In Campania gruppi lavoro su Pdta con farmacisti, medici ed esperti”

“In regione Campania si sta lavorando su Pdta (Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali) di grande importanza. Abbiamo esperienze molto forti che hanno visto il coinvolgimento dei farmacisti, della medicina generale, degli specialisti ambulatoriali e delle strutture ospedaliere. Forti di queste esperienze e dei gruppi di lavoro sul Pdta, sono sicuro che saranno messe in campo delle azioni che porteranno al maggiore coinvolgimento e alla maggiore presa in carico di tutti gli assistiti sul territorio regionale”. Lo ha dichiarato Ugo Trama, dirigente del Servizio farmaceutico della Regione Campania e componente del consiglio direttivo della Sifo, in occasione del Congresso nazionale 2021 della Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici, durante il quale, nel corso di una sessione specifica, si è parlato anche dell’approccio integrato come modalità di successo nella gestione delle patologie.  

“Il Pdta è uno strumento necessario del quale si conosce anche l’utilità per garantire un percorso assistenziale appropriato all’interno di una regione – ha proseguito Trama – Dal punto di vista farmaceutico, diventa anche uno strumento ulteriore che facilita l’accesso alle cure farmacologiche in maniera adeguata. Volontà delle Regioni è quella di cercare di permettere su tutto il territorio regionale, ma quando parliamo di malattie rare su tutto il territorio nazionale, l’accesso alle terapie innovative. Questo, affinché possa essere reso sostenibile in termini di sanità e di economicità, si può fare solo mediante gli strumenti del Pdta”. 

Milan, Brahim Diaz positivo al covid

Il Milan perde anche Brahim Diaz per covid. Dopo Theo Hernandez, anche lo spagnolo è positivo al coronavirus. Diaz, come rende noto il club rossonero, è “risultato positivo ad un tampone effettuato oggi”. “Il calciatore sta bene ed è in isolamento a domicilio. Tutto il gruppo squadra è stato testato con esito negativo -prosegue la nota-. Seguirà un monitoraggio stretto con tamponi secondo le indicazioni fornite dalle autorità sanitarie competenti, che sono state subito informate”. 

Dopo la sosta per le Nazionali, il Milan riparte in campionato affrontando il Verona. Oltre ai due giocatori positivi al covid, assente anche il portiere Mike Maignan: operato al polso sinistro, l’estremo difensore starà fermo circa 2 mesi. 

Covid oggi Piemonte, 203 contagi: bollettino 15 ottobre

Sono 203 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 15 ottobre 2021, secondo i dati covid del bollettino della regione. Si registrano 2 morti. I nuovi casi, di cui 107 dopo test antigenico, sono pari allo 0,3% di 64.502 tamponi eseguiti, di cui 59.390 antigenici. Gli asintomatici sono 120 (59,1 %). I ricoverati in terapia intensiva sono 20 (invariato rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 177 (+2 rispetto a ieri). 

Le persone in isolamento domiciliare sono 3.067. I tamponi diagnostici finora processati sono 7.524.184 (+ 64.502 rispetto a ieri), di cui 2.268.582 risultati negativi. I pazienti guariti diventano complessivamente 370.450 (+185 rispetto a ieri). 

Covid Italia, Brusaferro: “Rt in calo, casi in decrescita in tutte le fasce di età”

“L’Italia ha un’incidenza tra le più contenute in Europa. Siamo in una fase di decrescita dei casi di Covid-19. La mappa dell’Europa ci mostra il nostro Paese in progressivo lento miglioramento, più Regioni hanno un colore verde e questo caratterizza anche gli stati europei anche se in una parte dei paesi Ue la circolazione e i ricoveri sono intensi. “. Lo ha affermato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel suo intervento alla conferenza stampa sui dati del Monitoraggio regionale Covid-19 della Cabina di Regia.  

Rispetto all’indice di trasmissibilità Rt puntuale, che al 29 settembre risulta “a 0,86, quello proiettato in avanti” di una settimana “è a 0,84 e quello ospedaliero è a 0,83”. “Questi dati – prosegue – ci dicono che siamo sotto la soglia epidemica e questo è un elemento importante perché ci consente di prevedere che in questa fase abbiamo ancora una decrescita dei nuovi casi e si traduce in un Rt per le regioni mediamente sotto 1”.  

“Quando guardiamo la circolazione del coronavirus” nelle varie “fasce d’età e nelle diverse regioni negli ultimi 7 giorni, vediamo che un po’ in tutte le fasce d’età” la curva “è in decrescita”. L’età mediana delle persone colpite dall’infezione” in Italia “è piuttosto stabile sotto i 40 anni, 39 anni questa settimana”. Anche stringendo l’obiettivo sui più giovani, sui casi pediatrici, “il numero di nuovi casi in tutte le fasce d’età è lentamente in decrescita, e lo vediamo dalle fasce più giovani a quelle vicine ai 19 anni”. In tutte “abbiamo curve in decrescita”.  

Quanto alle vaccinazioni, “sono ancora in crescita le persone tra i 20-29 anni che si vaccinano con la prima dose, hanno superato l’85% e sta crescendo la vaccinazione tra i 12-19 anni che sono oltre il 70% con la prima dose. Rimangono però delle fasce di popolazione, in particolare nelle fasce più adulte o le persone over 50, che stanno migliorando la copertura ma essendo fasce di popolazione molto rappresentate quantitativamente ci sono ancora milioni di persone che non hanno iniziato il ciclo vaccinale o non l’hanno completato”. 

Delta oltre 99%, vaccino protegge al 78% da infezione
 

“Questa settimana viene pubblicato il bollettino quindicinale” sulle varianti di Sars-CoV-2 che circolano in Italia “e abbiamo un dato che conferma la netta prevalenza della variante Delta. Più del 99% dei casi sequenziati sono attribuibili a questo mutante”, ha spiegato Brusaferro. L’esperto ha riportato anche i dati sull’efficacia vaccinale. In questo momento “mostrano che il completamento del ciclo” delle due dosi “è estremamente protettivo per il rischio di decesso” per Covid (94,3), ma anche “rispetto al ricovero in terapia intensiva”, 94,8%, “e all’ospedalizzazione”, 92,4%, “e rimane molto elevata, intorno al 78%”, 77,8%, “la copertura anche dal rischio di infezione”.  

Rezza: “In Italia situazione buona, Paese molto virtuoso”
 

“Cala ancora l’incidenza dei casi Covid, siamo intorno a 29 per 100mila abitanti ben al di sotto dei 50 per 100 mila che rappresenta la soglia sotto la quale è possibile rintracciare i casi e fare il contact tracing dei contatti. La situazione da questo punto di vista è piuttosto buona mentre nel resto dell’Europa abbiamo un’alta incidenza soprattutto all’Est. La Germania ha ora un’incidenza più alta della nostra e in questo, va sottolineato, è stata sempre un Paese molto virtuoso. L’Rt è in leggerissimo aumento, 0,85 la scorsa settimana era 0.83 quindi resta sotto 1 e questo spiega perché l’inidenza tende a scendere”, ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, nel suo intervento alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Covid della Cabina di Regia.  

 

 

Caos procure, Palamara rinviato a giudizio con ex pm Fava

(dall’inviata Assunta Cassiano) – Dopo il rinvio a giudizio per corruzione dello scorso luglio, Luca Palamara dovrà affrontare un processo per l’accusa di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio in relazione a uno degli episodi contestati dalla Procura di Perugia nel capitolo delle rivelazioni ai giornalisti del Fatto Quotidiano e della Verità. Il gup Angela Avila, dopo due ore e mezzo di camera di consiglio, ha disposto il processo, fissandolo per il prossimo 19 gennaio, in relazione all’accusa, contestata in concorso con l’ex pm Stefano Rocco Fava, per aver rivelato notizie d’ufficio “che sarebbero dovute rimanere segrete”, e in particolare “che Fava aveva predisposto una misura cautelare nei confronti di Amara per il delitto di autoriciclaggio e che anche in relazione a tale misura il procuratore della Repubblica non aveva apposto il visto”. 

Per Palamara è stato disposto il non luogo a procedere in relazione all’altro episodio di rivelazione ai giornalisti e il proscioglimento perché il fatto non sussiste in relazione all’accusa di rivelazione per l’esposto presentato da Fava presso il Comitato di Presidenza del Csm. Accusa che era contestata all’ex consigliere del Csm in concorso con l’ex procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio: quest’ultimo, dopo aver optato per il rito abbreviato, lo scorso 23 luglio era stato assolto dal gup Piercarlo Frabotta. A processo andrà anche l’ex pm di Roma Stefano Rocco Fava, all’epoca dei fatti sostituto procuratore nella capitale e ora giudice civile a Latina, oltre che per lo stesso episodio contestato a Palamara, per le accuse di abuso d’ufficio e accesso abusivo a sistema informatico. 

“Siamo soddisfatti per la decisione presa dal gup di Perugia” dice l’avvocato Benedetto Buratti che, insieme a Roberto Rampioni e Mariano Buratti, difende l’ex consigliere del Csm Luca Palamara. “L’imputazione rimasta, già oggetto di ripensamento da parte della procura, arriva al dibattimento svuotata, priva di contenuto e in contrasto con le deposizioni rese. Insomma un dibattimento che si palesa inutile prima di iniziare”.  

 

“Prendo atto con soddisfazione che sono cadute le principali accuse” ha detto Luca Palamara. “Sulla residua imputazione il dibattimento servirà a fare luce sulla mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati come già per altro chiarito dai giornalisti de Il Fatto e della Verità, i quali hanno escluso di avere appreso da me la notizia dell’esposto di Fava”. “Sono certo che non solo questo ma che tutte le accuse che mi riguardano cadranno e lasceranno il posto alla verità”, ha aggiunto. 

 

 

Fondatore Open Arms: “Profughi afghani già nel 2005, ma non andavano di moda”

“I profughi afghani? C’erano già nel 2005. C’erano migliaia di profughi afghani che temevano la rappresaglia dei talebani, e tentavano di scappare e di approdare a lidi più sicuri, ma in quel caso venivano rimandati a casa perché non si consideravano realmente minacciati. All’epoca, andavano più di moda i siriani”. A dirlo all’Adnkronos è Oscar Camps, il fondatore di Open Arms, a Roma in occasione della presentazione del film che porta il nome dell’Ong che ha fondato e che racconta la storia della nascita di Open Arms.  

“Se continuiamo a manipolare l’informazione, non andremo mai avanti -affonda l’attivista- I profughi ci sono sempre stati, e sempre ci saranno questi flussi migratori finché ci saranno guerre, differenze di status e lotte di potere”. Camps è ospite alla Festa di Roma per presentare la pellicola ‘Open Arms’, in Selezione Ufficiale, che racconta, diretta dal regista spagnolo Marcel Barrena, la storia del fondatore di Open Arms, organizzazione che per prima si è occupata di proteggere in mare le persone che cercano di raggiungere l’Europa. “Un film che racconta la storia della nascita di Open Arms e anche parte della mia vita? Benvenga, se questo può aiutare, può far pendere l’ago della bilancia verso il bene e sensibilizzare sul problema dei migranti”, dice l’attivista. 

“La cosa importante per me -dice Camps- era sapere con quale etica lo avrebbero raccontato, se ci sarebbe stata delicatezza e rispetto dell’essere umano. Rispetto al racconto della mia storia ma anche del momento piccolo di vita dei profughi. E questo rispetto c’è stato. I profughi hanno potuto lavorare come comparse e raccontare qualcosa di loro”. Il fondatore dell’Ong si schermisce: “Non sono importante io, ma la storia. La mia vita è normale, io ho 4 figli, e tre sono seccati perché non compaiono nella pellicola mentre uno si loro sì”, scherza. 

“Abbiamo fatto un lavoro di preparazione prima, e ci siamo rivolti ad uno psichiatra perché molti di loro avevano perso i loro cari, erano sotto trauma”, spiega all’Adnkronos il regista della pellicola Barrena. Che racconta un aneddoto toccante: “Durante la lavorazione, c’era una bambina in acqua che doveva simulare una situazione di emergenza. Vedendola piangere a dirotto, e ricordandomi di quello che mi aveva detto lo psichiatra cioè di fare attenzione, ho ordinato immediatamente che si fermasse la registrazione. Mi sono buttato in acqua, l’ho raggiunta e ho cercato di calmarla, chiedendole se andasse tutto bene. Lei mi ha guardato, e mi ha chiesto: Non lo sto facendo bene? Mi ha commosso, si stava impegnando al massimo e ci teneva tantissimo a far capire cosa avessero vissuto”. 

 

Rizzotti (Fi): “Rivedere governance del farmaco, approvazioni veloci salvano vite”

“In Italia è necessario rivedere la governance del farmaco, senza legarla a ideologie politiche ma con la consapevolezza che la ricerca è sempre più veloce delle decisioni politiche”. Lo ha detto Maria Rizzotti, senatrice di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Igiene e Salute, intervenendo al webinar “Nuove strategie per la lotta ai tumori del polmone”, promosso da The European House Ambrosetti con il contributo non condizionante di Amgen.  

“La cosa drammatica – ha aggiunto Rizzotti – è che dietro le decisioni della politica ci sono decine di migliaia di cittadini che magari sanno di un farmaco che può salvargli la vita ma che non viene approvato, e questo è un problema; mi appello al Parlamento per rivedere la governance del farmaco, è un invito che faccio da medico”.  

Reddito cittadinanza, braccio di ferro in Cdm

Braccio di ferro in Consiglio dei ministri sul reddito di cittadinanza. A quanto apprende l’Adnkronos, i ministri Giancarlo Giorgetti (Lega), Renato Brunetta (Fi) e Elena Bonetti (Iv), avrebbero chiesto di modificare profondamente il testo, cavallo di battaglia del M5S. 

Il ministro grillino Stefano Patuanelli avrebbe difeso a spada tratta la misura, trovando l’appoggio del ministro dem Andrea Orlando ma anche del premier Mario Draghi. Alla fine, riferiscono fonti presenti al Cdm, l’impianto del reddito di cittadinanza non è stato modificato. 

Covid oggi Germania, oltre 11mila contagi e 65 morti

Nelle ultime 24 ore la Germania ha registrato 11.518 nuovi contagi Covid e 65 morti. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Robert Koch L’incidenza degli ultimi sette giorni è di 68,7 contagi ogni 100mila abitanti. Ieri l’incidenza era pari a 67 casi, mentre venerdì scorso arrivava a 63,8. Un mese fa l’incidenza si attestava a 77,9 casi. Una settimana fa i morti erano 86. 

L’incidenza dei ricoveri è di 1,93 casi su 100mila, un dato che aveva raggiunto un picco sotto Natale con 15,5 casi. Dall’inizio della pandemia si sono registrati 4.354.158 contagi e 94.526 decessi per il Covid-19. 

Alitalia addio, ecco Ita Airways: livrea azzurra, aerei e voli

Nuovo brand e nuovi colori per Ita, la compagnia aerea ‘azzurra’ che prende il posto della vecchia Alitalia. L’annuncio è arrivato in occasione del battesimo in streaming dell’aviolinea, decollata oggi con il primo volo operato da un Airbus A320 targato Az 1637, è partito oggi da Milano Linate alle ore 6:20 e atterrato all’aeroporto di Bari alle ore 7:45. Alla guida il Comandante Fabrizio Campolucci. La scelta del nuovo brand Ita Airways, spiega la compagnia, nasce dall’ascolto delle persone e del loro livello di gradimento, perseguendo uno dei pilastri fondamentali del piano industriale, la “centralità cliente”. 

Il marchio e la visual identity, firmati Landor&fitch, inaugurano così un nuovo corso con una firma storica per l’aviazione civile, Walter Landor, che disegnò negli anni ’60 il marchio della compagnia di bandiera, a cui il nuovo brand rende omaggio con l’utilizzo degli stessi colori. Ita Airways volerà con una nuova livrea. L’azzurro è il colore scelto, simbolo di unità, coesione e orgoglio del Paese e rappresentativo dello sport e della nazionale italiana. Sul timone il tricolore, sullo sfondo azzurro il logo oro bianco e rosso di Ita Airways e icone stilizzate ispirate al patrimonio artistico nazionale. Acquistato, inoltre, il brand “Alitalia” con lo scopo di gestire la transizione verso la nuova livrea e riservarsi il diritto di futuri utilizzi del marchio.  

Ita Airways opererà a partire da oggi con un network di 44 destinazioni e 59 rotte, 191 voli in totale (24 nazionali e 56 internazionali), che nel 2022 arriveranno a 58 destinazioni e 74 rotte per giungere nel 2025 74 destinazioni e 89 rotte. Inaugurata oggi anche l’attività charter con il primo volo Malpensa – Fiumicino con a bordo l’Inter, campione d’Italia. Ita Airways focalizzerà la propria attività sull’hub di Roma Fiumicino e sull’aeroporto di Milano Linate, dove si posizionerà come la compagnia aerea di riferimento per il traffico business e leisure. In attesa dell’individuazione del partner strategico, Ita Airways entrerà in Sky Team garantendo progressivamente ai suoi viaggiatori il code sharing con tutti i membri SkyTeam con voli in connessione. 

Ita Airways parte con 52 aerei (7 wide body e 45 narrow body). Già nel 2022 la flotta crescerà a 78 aeromobili (26 nuovi aerei, +50% sul 2021) di cui 13 wide body (+6 sul 2021) e 65 narrow body (+20 sul 2021), con l’inserimento progressivo di aeromobili di nuova generazione che al 2025 raggiungeranno il 75%, con 105 nuovi aerei (23 wide body e 82 narrow body). L’accordo firmato con la società Air Lease Corporation fornirà in leasing altri 31 aerei Airbus di nuova generazione fra velivoli di lungo, medio e breve raggio. 

Ita Airways si doterà così di una flotta moderna ed environment-friendly che includerà tecnologie all’avanguardia e che ridurrà nell’arco di piano ‘21-‘25 le emissioni di CO2 di 750 mila tonnellate. Per la sua flotta green, Ita Airways ha, inoltre, firmato un Memorandum of Understanding con Airbus per l’acquisto di 28 nuovi aeromobili: 10 Airbus A330neo per i collegamenti di lungo raggio, 7 esemplari della famiglia di aerei regional Airbus A220 e 11 velivoli della famiglia A320neo. 

Già all’avvio delle operazioni, i primi 10 voli in partenza oggi dallo scalo di Fiumicino, grazie ad un progetto pilota con Eni ed Adr, imbarcheranno Saf (sustainable aviation fuel, carburanti sostenibili alternativi) prodotto da Eni, società leader nel processo di transizione energetica, anticipando le proposte del pacchetto UE ‘Fit for 55’ e contribuendo così in modo significativo alla decarbonizzazione del trasporto aereo. Un passo importante, frutto anche di occasioni di confronto e dialogo offerte dall’Osservatorio Nazionale It-Saf coordinato da Enac, a cui seguiranno presto altre iniziative di riduzione dell’impatto ambientale nelle operazioni della Compagnia. 

 

Digitale, Pnrr e educazione 4.0: nuovo round per il DigitalMeet

Una smart-land digitale, più peso alle discipline Stem al femminile, e poi telemedicina, didattica online, sviluppo della cultura della digitalizzazione. Il tutto coniugato con lo slancio del Pnrr e una educazione in chiave 4.0. E’ il terreno sul quale si muove il DigitalMeet 2021, il Festival che si svolge in tutta Italia e che si appresta al suo nuovo round a partire da martedì 19 ottobre. Centinaia gli eventi in presenza e da remoto programmati fino al 23 ottobre con il minimo comune denominatore di un Paese che si muove con le risorse per il digitale.  

Presentato oggi nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, la nona edizione di DigitalMeet si snoda in tutte le regioni italiane, con 150 eventi. Il racconto del Festival parte dalla considerazione che questa edizione si svolge “in un momento storico particolare, che vede una evoluzione culturale inattesa e la disponibilità di importanti risorse per la digitalizzazione grazie al Pnrr. Le condizioni, insomma, per mettere realmente in pratica un programma strutturato di digitalizzazione capillare su vari ambiti soprattutto a livello di cultura e infrastrutture, ancora deboli” é stato sottolineato nel corso della presentazione al Senato cui hanno preso parte, tra gli altri, Gianni Potti, presidente di Fondazione Comunica e founder di Digitalmeet, il senatore dell’Udc Antonio De Poli e Maurizio Beretta, Responsabile Rapporti Istituzionali di UniCredit.
 

Al nono DigitalMeet tutti gli eventi consentiranno di identificare i punti di debolezza e di forza su cui le risorse del Pnrr andranno investite attraverso incontri, seminari, convegni a cui partecipano le istituzioni e gli esperti dei settori coinvolti nel piano di sviluppo digitale. “Nell’anno e mezzo di pandemia, tutti i processi digitali hanno avuto un’accelerazione pari a quasi 7 volte rispetto al periodo precedente e noi siamo stati spinti inevitabilmente e velocemente verso la transizione digitale. Circa 10 milioni di italiani si sono avvicinati a internet, modificando la propria percezione del digitale e rafforzando il suo utilizzo nelle attività quotidiane, da quelle più semplici alle più complesse” ha rilevato Gianni Potti, presidente di Fondazione Comunica e founder di DigitalMeet.
 

“Secondo l’indice Desi, il 58% degli italiani non ha le competenze digitali di base. E’ centrale il tema della formazione. E’ questa la mission del DigitalMeet, festival dedicato appunto all’alfabetizzazione digitale” ha sottolineato il senatore Udc Antonio De Poli. “La svolta digitale che subirà un’accelerazione anche e grazie soprattutto alle risorse del Recovery richiede di indirizzare con lungimiranza il grande sistema dell’education investendo di più su formazione professionale, lauree Stem (Scienze, tecnologia, Ingegneria e Matematica) e creando strumenti a supporto della formazione continua” ha indicato De Poli rilevando inoltre che “l’innovazione oggi corre a ritmi sempre più veloci. E’ indispensabile porre le condizioni per un’educazione in chiave 4.0”.  

Nel corso della presentazione del DigitalMeet sono stati diffusi anche i risultati di una ricerca condotta da InfoCamere. “Secondo questa ricerca -a ha rilevato De Poli- il 25% delle imprese digitali sono femminili. Il digitale, dunque, si veste ‘di rosa’ soprattutto in due settori: data analysis ed e-commerce. Nel settore del data analysis il 30% delle imprese è guidato da donne, ad esempio. Ecco perché in ambito digitale – uno degli assi principali del Recovery – le donne potranno svolgere un ruolo chiave” ha affermato De Poli.  

Alla kermesse 2021 sul digitale, nata a Padova 9 anni fa, si parlerà del tema del coding come materia di studio nelle scuole; dell’unione tra i centri cittadini e le periferie attraverso infrastrutture digitali in grado di riequilibrare le disuguaglianze; del ruolo strategico delle donne nello sviluppo digitale. Con questi punti cardine la nuova edizione di DigitalMeet organizzata da Fondazione Comunica e I-Center Tag si conferma anche come il più grande evento di alfabetizzazione digitale del Paese.  

Dl fisco, via libera al provvedimento

Disco verde del Consiglio dei ministri al decreto fiscale. Lo si apprende da fonti di governo del Consiglio dei Ministri. 

Nel decreto fiscale, secondo l’ultima bozza, ci sarebbero altre 13 settimane di cassa integrazione Covid entro fine anno. I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19 possono presentare, per i lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del presente decreto, domanda di assegno ordinario e di cassa integrazione salariale in deroga per una durata massima di tredici settimane nel periodo tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021. I trattamenti di cui al presente comma sono concessi nel limite massimo di spesa pari a 657,9 milioni di euro per l’anno 2021. Le settimane si riducono a 9 nel caso di industrie tessili, delle confezioni di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia, e delle fabbricazioni di articoli in pelle e simili. E in quest’ultimo caso vengono concessi nel limite massimo di spesa pari a 140,5 milioni di euro per l’anno 2021. 

Al fine di accelerare il completamento dei programmi di ammodernamento e rinnovamento destinati alla difesa nazionale per l’anno 2021, si legge nella bozza, è autorizzata la spesa di euro 340 milioni. Le risorse, che andranno in particolare al rinnovamento e ammodernamento dei sistemi d’arma, delle opere, dei mezzi e dei beni direttamente destinati alla difesa nazionale, vengono ‘anticipate dal 2022 a quest’anno. 

In arrivo 63 milioni di euro, da destinare ai comuni della provincia di Treviso, si legge sempre nella bozza, in attuazione delle sentenze del Consiglio di Stato dello scorso agosto, con cui sono state accolti i ricorsi degli enti locali sulle ripartizioni del fondo di solidarietà. La norma stabilisce che ”è riconosciuto ai comuni ricorrenti un contributo del complessivo importo di euro 62.931.857,60 da assegnare secondo gli importi indicati” nella tabella che accompagna la norma. 

Il fondo per fronteggiare le emergenze causate dagli eventi alluvionali viene incrementato di 187 milioni per l’anno 2021. Le nuove risorse, si legge nella bozza, saranno gestite dalla Protezione civile. La norma prevede che gli interventi saranno coordinate attraverso le ordinanze di della Protezione civile e dovranno riguardare: organizzazione ed effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata dall’evento; ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche; attivazione di prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione; realizzazione di interventi, per la riduzione del rischio residuo nelle aree colpite dagli eventi calamitosi; ricognizione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture. 

 

 

 

 

Covid Russia, record di contagi e morti: mai così tanti da inizio pandemia

In Russia è stato registrato un nuovo record di contagi da covid-19e di morti causati da complicanze riconducibili all’infezione. Lo rende noto la task force incaricata dal governo di Mosca di monitorare l’andamento della pandemia, confermando 999 morti di Covid-19 nelle ultime 24 ore. Il record precedente era stato stabilito ieri, con 986 decessi. 

Rispetto ai contagi, nell’ultima giornata ne sono stati segnalati 32.196. E’ solo la seconda volta, dallo scoppio della pandemia, che la Russia ha registrato ufficialmente più di 30mila nuovi casi in un solo giorno. 

Covid Francia, da oggi tamponi a pagamento per incoraggiare vaccinazione

A partire da oggi i tamponi per Covid-19 non sono più gratuiti in Francia. L’obiettivo è “incoraggiare la vaccinazione invece dei test”, aveva detto il presidente Emmanuel Macron a luglio, quando aveva annunciato la scadenza entro la quale i tamponi sarebbero diventati a pagamento. Il primo ministro Jean Castex aveva poi confermato la decisione il 26 settembre, sottolineando di non trovare giusto “pagare test a oltranza, a spese dei contribuenti”. 

I prezzi oscillano fra i 22 i 45 euro, a seconda del tipo di test e del luogo dove l’esame viene effettuato. Il costo, spiega ‘Le Figaro’, è “identico” a quello che finora era pagato dallo Stato. I test verranno rimborsati dalla mutua a minorenni, persone che non possono vaccinarsi, chi deve subire un’operazione chirurgica e persone, anche vaccinate, in possesso di un certificato medico che richiede il test (in caso di sintomi o contatti sospetti).  

In pratica, diventa a pagamento principalmente per chi lo usa per il Green pass, necessario in Francia per accedere a vari luoghi pubblici fra cui bar, ristoranti, palestre, luoghi di svago e cultura, trasporti a lunga percorrenza. Il passaporto verde è richiesto anche a chi lavora in queste strutture. 

Green pass lavoro, a Palazzo Chigi controlli per ministri

Le nuove regole per il Green pass – da oggi obbligatorio sul lavoro pubblico e privato – toccano anche i ministri, arrivati alla spicciolata a Palazzo Chigi per prendere parte al Cdm. L’accesso per loro non avviene più dal cancello centrale, ma passando dai tornelli a sinistra dell’ingresso, così da mostrare il passaporto vaccinale allo scanner deputato a controllare anche la temperatura corporea. Stessa procedura per i giornalisti -con qualche inghippo in sala stampa- e per gli addetti esterni in arrivo a Chigi, come il personale che si occupa della pulizia del Palazzo. Anche per i ministri in arrivo dall’ingresso posteriore stessa procedura, con lo scanner pronto a rilevare il green pass. E’ il primo Cdm -ed è questa la vera novità- a cui i ministri possono prendere parte senza sottoporsi al tampone. Da oggi in poi, infatti, basterà il passaporto vaccinale.