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Autore: admin

Floyd, nuova autopsia: “Morto per asfissia da compressione” 

George Floyd è morto per asfissia a causa di una compressione del collo e della schiena. Queste le conclusioni dell’autopsia indipendente condotta su richiesta della famiglia sul corpo dell’uomo deceduto nel corso di un fermo di polizia a Minneapolis. A riferirne sono stati due medici legali. “Le prove emerse coincidono con un’asfissia meccanica quale causa della morte”, ha dichiarato la dottoressa Allecia Wilson che ha parlato di “omicidio”.  

Il dottor Michael Baden ha detto a sua volta che Floyd è morto per “asfissia” a causa della compressione di collo e schiena. L’autopsia dimostra “che non ci sono problemi medici preesistenti che hanno causato o contribuito alla sua morte. Era in buone condizioni di salute”, ha concluso.   

I funerali di George Floyd si svolgeranno il 9 giugno alle 11 a Houston, in Texas. Ad annunciarlo è stato il legale che assiste la famiglia, Ben Crump. Un memoriale funebre si terrà invece, come precedentemente annunciato, a Minneapolis giovedì dalle 13 alle 15 ora locale.  

 

Zangrillo: “Seconda ondata virus? Nessuno lo sa, immaginiamo di no”  

“Io ho il massimo rispetto del comitato tecnico scientifico, alcune puntualizzazioni personalmente mi sono sembrate indigeste, soprattutto quando sembrava ci fosse una netta divisione tra gli scienziati e coloro che sono dei poveri clinici o dei poveri virologi d’ospedale”. Lo dice a Quarta Repubblica Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione generale dell’ospedale San Raffaele di Milano.  

Seconda ondata? “Non sono Nostradamus, non ho la sfera magica. E’ come dire che a Sant’Ambrogio a Milano nevicherà. Noi immaginiamo che la seconda non ci possa essere: sappiamo che i Betacoronavirus che abbiamo conosciuto in precedenza non hanno fatto danni in autunno – spiega Zangrillo – Speriamo che questo Betacoronavirus particolarmente fastidioso si comporti allo stesso modo. Nessuno può dirlo, il virus ci ha già sorpreso una volta, speriamo lo faccia positivamente in autunno”.  

In questi mesi, “l’Italia ha dato prova di grande maturità: abbiamo avuto – rivendica – un sistema sanitario nazionale eccellente, l’apice di questa eccellenza l’abbiamo toccata in Lombardia”. E ancora: “Sono contento che dopo ci sia Sileri, con lui abbiamo avuto una grande identità di vedute”. Quelle che ha fatto, sul virus clinicamente sparito, “sono affermazioni che sottoscrivo e ho il dovere di farlo”.  

“Io ho semplicemente detto la verità – ribadisce – ho detto quello che tutti i rianimatori e tutti i clinici di Italia osservano e cioè che l’evidenza clinica, la malattia provocata dal virus, è inesistente. Questa cosa ha fatto scalpore, a qualcuno probabilmente è dispiaciuto”. Tuttavia, precisa tornando sulla sua frase, “io non ho detto che il virus è mutato, non è mutato. Non ho detto che si è attutito o è inesistente, ho osservato ciò che accade, poi di chi è merito non lo so”.  

Oggi, spiega ancora, “noi vediamo altri numeri, numeri positivi, che ci danno ragione e dicono che stiamo probabilmente vincendo la nostra battaglia. Oggi ho sorriso quando la professoressa Capua nell’interpretare le mie affermazioni ha detto che ‘no, non è il virus ma noi che ci siamo comportati meglio’. Va bene, può darsi che siamo noi che ci siamo comportati meglio. Allora invoco tutti i ragazzi che ci stanno ascoltando: fatelo per me, continuate per un po’ a fare i bravi, a mettere la mascherina, perché se le cose dovessero peggiorare, io vengo fatto fuori, quindi per favore fatelo per me”.  

Secondo Zangrillo, “la paura era giustificata e dev’essere giustificata, io ho avuto molta paura. Ora così come siamo stati bravi e veloci ad affrontare la crisi e l’emergenza, secondo me dobbiamo essere capaci di modificare il nostro comportamento mano a mano che il tempo passa. Noi dobbiamo uscirne e se continuiamo a comportarci così siamo sulla buona strada”.  

 

 

Di Battista lancia ‘servizio ambientale’, lavoro per 200mila under 32 

‘Servizio ambientale’, sulla scia del Ccc lanciato negli Usa negli anni ’30. Obiettivo dare lavoro – “ben pagato” – a 200mila under 32 l’anno e, contemporaneamente, proteggere l’ambiente, cuore pulsante del M5S. Alessandro Di Battista lancia la sua proposta su Facebook, ma ancor prima va dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa per presentargli il progetto. Lo scatto che li ritrae insieme accompagna il post sui social network dell’ex deputato grillino, con un’idea che suona un po’ come un reddito di cittadinanza rivisitato, 2.0. 

“Nel 1933, negli Stati Uniti, venne lanciato il Civilian Conservation Corps (CCC), un programma di lavoro statale per giovani americani – spiega ‘Dibba’ – Fu il programma di maggior successo del New Deal roosveltiano e venne realizzato da un lato per combattere la disoccupazione post-crisi del ’29 e dall’altro per mettere in sicurezza il territorio americano. Il CCC, in 10 anni di attività, diede lavoro a 3 milioni di americani, realizzò migliaia di opere infrastrutturali e migliorò l’accesso e la conservazione di parchi statunitensi quali Yellowstone o Yosemite diventati negli anni le principali attrazioni turistiche del Paese”. 

“Veniamo all’Italia: prima della crisi del COVID-19 i dati relativi alla disoccupazione giovanile erano già allarmanti. 27,1% (20-24 anni), 30,9% (25-29 anni) con punte superiori al 40% per i giovani fra i 18 e i 29 anni in Campania, Calabria e Sicilia – snocciola i numeri Di Battista – I giovani italiani si trovano intrappolati tra il disagio dovuto all’esclusione dal mondo del lavoro e l’ansia per un’incombente crisi ecologica che potrebbe rendere il futuro più incerto. Nei prossimi mesi, oltretutto, sia i lavori stagionali e sia quelli fatti all’estero nella ristorazione (da sempre boccate d’ossigeno per i nostri giovani) saranno più difficili da trovare”. 

“Pensate, delle oltre 900 mila frane censite nelle banche dati europee (dati ISPRA), quasi due terzi sono italiane, inoltre le aree a rischio inondazione in Italia risultano pari a 37.803 km2 (una superficie pari alla somma del Lazio e dell’Abruzzo). Quante volte avete sentito la frase: ‘lo Stato avrebbe dovuto investire in prevenzione’? Questo – per Di Battista – è il momento di farlo più che mai e per farlo va dato direttamente lavoro a decine di migliaia di giovani”. 

“Oggi, in Italia, come negli Stati Uniti negli anni della Grande Depressione, vi è la necessità di uno ‘Stato datore di lavoro’ sia per contrastare la disoccupazione giovanile sia per intraprendere attività di prevenzione di crisi ecologiche future. Da alcuni mesi sto lavorando ad un programma nazionale con questi obiettivi. Ho strutturato una prima proposta insieme a Lapo Sermonti, un giovane esperto delle Nazioni Unite che si occupa dell’integrazione della protezione ambientale e degli effetti del cambiamento climatico nei progetti del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad)”. 

“Abbiamo chiamato il programma ‘Servizio Ambientale’ (come fu servizio militare e il servizio civile, ma ambientale e pagato bene). Un programma coordinato dal ministero dell’Ambiente con l’obbiettivo di impiegare fino a 200.000 giovani (under 32) all’anno. Pensateci bene. Il servizio militare (e poi quello civile) sono stati programma pensati e realizzati per difendere la Patria. Oggi la prevenzione ambientale è il modo migliore per difendere la Nazione”. 

“Attraverso il ‘Servizio ambientale’ – va avanti l’esponente M5S – verranno create vere e proprie squadre di lavoro che, su tutto il territorio nazionale (con priorità data ai terreni demaniali ma senza escludere interventi su proprietà private a determinate condizioni), si occuperanno della salvaguardia del territorio attraverso attività che stiamo strutturando grazie al Piano Nazionale per l’Adattamento al Cambiamento Climatico (PNACC), uno studio commissionato dal Ministero dell’Ambiente che stila le azioni necessarie per mettere in sicurezza il nostro territorio”. 

“Rimboscamento dei crinali, arginare l’erosione del suolo, prevenire frane e inondazioni, combattere la desertificazione, ripristinare eco-sistemi degradati, connettività ecologica, riqualificazione delle sponde dei fiumi, ripopolamento faunistico ed ittico. Queste sono alcune delle attività alle quali si dovranno dedicare i giovani che parteciperanno al programma. Inoltre, come avvenne con il Ccc, il nostro programma avrà come obiettivi quello della formazione di una coscienza ambientale e del rafforzamento dello spirito nazionale”. 

“I costi del ‘Servizio ambientale’ non sono bassi ma sono infinitamente minori di quelli relativi a grandi opere inutili (vedrete, ci sarà presto chi dirà che per uscire dalla crisi economica dovremo costruire il Ponte sullo Stretto) e soprattutto saranno ammortizzati da mancate spese”, ragiona ancora Di Battista. 

“Pensate, dal 1945 ad oggi il dissesto idrogeologico è costato all’Italia una media di 3,5 miliardi di euro all’anno inoltre 1 euro investito in prevenzione fa risparmiare fino a 100 euro in riparazione dei danni. Arriveranno parecchi miliardi nei prossimi mesi – rimarca l’esponente M5S – vanno strutturati programmi seri, duraturi e con obiettivi che si possano integrare. E va fatto alla svelta prima che gli “esperti” in opere inutili, sprechi e arricchimenti personali provino a metterci le mani. Abbiamo appena presentato la proposta al Ministro dell’ambiente Sergio Costa che si è mostrato entusiasta”, assicura Di Battista postando lo scatto col responsabile dell’Ambiente. 

Proteste in Usa, coprifuoco a New York 

Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, e il sindaco della Grande Mela Bill De Blasio hanno decretato il coprifuoco nella città a partire dalle 23 di stasera fino alle 5 di domani mattina. In una nota congiunta che Cuomo ha postato su twitter, governatore e sindaco hanno anche annunciato che stanotte verranno raddoppiati gli agenti in strada, per provare a contenere le proteste per l’uccisione di George Floyd. “Dovete restare a casa dopo le 23!”, l’appello di Cuomo ai residenti di Ny. 

A Washington mezzi militari si stanno spostando in Pennsylvania Avenue, vicino alla Casa Bianca, mentre continuano le proteste e le violenze dopo la morte di Floyd. Il sindaco di Washington Muriel Bowser ha istituito il coprifuoco in città dalle 19 di lunedì. 

2 giugno, Mattarella: “Tra dolore e volontà di nuovo inizio” 

“Il 2 giugno, domani, si celebra l’anniversario della nascita della nostra Repubblica. Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza. Stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci è toccato vivere e la volontà di un nuovo inizio. Di una stagione nuova, nella quale sia possibile uscire al più presto da questa sorta di incubo globale”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Concerto al Quirinale dedicato alle vittime del coronavirus nel 74/mo anniversario della Festa Nazionale della Repubblica. 

“Tanti fra di noi – ha aggiunto il capo dello Stato – avvertono il ricordo struggente delle persone scomparse a causa del coronavirus: familiari, amici, colleghi. Sovente senza l’ultimo saluto. A tutte le vittime, a chi è morto solo, al ricordo dei tanti affetti spezzati è dedicato questo concerto, con il maestro Daniele Gatti e l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, che ringrazio per la loro partecipazione”.  

“Accanto al dolore per le perdite e per le sofferenze patite avvertiamo, giorno dopo giorno, una crescente volontà di ripresa e di rinascita, civile ed economica”. 

“Dobbiamo avere piena consapevolezza delle difficoltà che abbiamo di fronte. La risalita non sarà veloce, la ricostruzione sarà impegnativa, per qualche aspetto sofferta. Serviranno coraggio e prudenza – ha detto Mattarella – Il coraggio di guardare oltre i limiti dell’emergenza, pensando al futuro e a ciò che deve cambiare. E la prudenza per tenere sotto controllo un possibile ritorno del virus, imparando a conviverci in sicurezza per il tempo che sarà necessario alla scienza per sconfiggerlo definitivamente”.  

“La nascita della Repubblica, nel 1946, segnava anch’essa” come oggi “un nuovo inizio – ha evidenziato – Superando divisioni che avevano lacerato il Paese, per fare della Repubblica la casa di tutti, sulla base dei valori di libertà, pace e democrazia. Forze politiche, che erano divise, distanti e contrapposte su molti punti, trovavano il modo di collaborare nella redazione della nostra Costituzione, convergendo nella condivisione di valori e principi su cui fondare la nostra democrazia. Quello spirito costituente rappresentò il principale motore della rinascita dell’Italia. Seppe unire gli italiani, al di là delle appartenenze, nella convinzione che soltanto insieme si sarebbe potuta affrontare la condizione di estrema difficoltà nella quale il Paese era precipitato”. 

“Quella sostanziale unità morale – ha aggiunto il capo dello Stato – è stata il vero cemento che ha fatto nascere e ha tenuto insieme la Repubblica. E’ quel che ci fa riconoscere, ancora oggi, legati da un comune destino”.  

Il 2 giugno del 1946 “si reagiva ai lutti, alle sofferenze e alle distruzioni della guerra. Oggi dobbiamo contrastare un nemico invisibile, per molti aspetti sconosciuto, imprevedibile, che ha sconvolto le nostre esistenze e abitudini consolidate. Ha costretto a interrompere relazioni sociali, a chiudere le scuole. Ha messo a rischio tanti progetti di vita e di lavoro. Ha posto a durissima prova la struttura produttiva del nostro Paese. Possiamo assumere questa giornata come emblematica per l’inizio della nostra ripartenza”. 

“Abbiamo detto tante volte che noi italiani abbiamo le qualità e la forza d’animo per riuscire a superare anche questa prova. Così come abbiamo ricostruito il Paese settant’anni fa. Lo abbiamo visto nelle settimane che abbiamo alle spalle. Abbiamo toccato con mano la solidarietà, la generosità, la professionalità, la pazienza, il rispetto delle regole. Abbiamo riscoperto, in tante occasioni, giorno per giorno, doti che, a taluno, sembravano nascoste o appannate, come il senso dello Stato e l’altruismo. Abbiamo ritrovato, nel momento più difficile, il vero volto della Repubblica” ha affermato Mattarella.  

“Ora – ha aggiunto – sarebbe inaccettabile e imperdonabile disperdere questo patrimonio, fatto del sacrificio, del dolore, della speranza e del bisogno di fiducia che c’è nella nostra gente. Ce lo chiede, anzitutto, il ricordo dei medici, degli infermieri, degli operatori caduti vittime del virus nelle settimane passate”. 

E “questo 2 giugno ci invita a riflettere tutti su cosa è, su cosa vuole essere la Repubblica oggi. Questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale – a partire da me naturalmente – circa il dovere di essere all’altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia. Non si tratta di immaginare di sospendere o annullare la normale dialettica politica. La democrazia vive e si alimenta di confronto fra posizioni diverse”.  

“Ma c’è qualcosa – ha sottolineato il capo dello Stato – che viene prima della politica e che segna il suo limite. Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo”. 

“Mi permetto di invitare, ancora una volta, a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica né la diversità dei ruoli istituzionali”. 

“Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale. Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri” ha detto il presidente della Repubblica.  

“Questo sentimento profondo, che avverto nei nostri concittadini, esige rispetto, serietà, rigore, senso della misura e attaccamento alle istituzioni. E lo richiede a tutti, tanto più a chi ha maggiori responsabilità. Non soltanto a livello politico”.  

“Siamo chiamati a scelte impegnative. Non siamo soli. L’Italia non è sola in questa difficile risalita. L’Europa manifesta di aver ritrovato l’autentico spirito della sua integrazione. Si va affermando, sempre più forte, la consapevolezza che la solidarietà tra i Paesi dell’Unione non è una scelta tra le tante ma la sola via possibile per affrontare con successo la crisi più grave che le nostre generazioni abbiano vissuto. Nessun Paese avrà un futuro accettabile senza l’Unione europea. Neppure il più forte. Neppure il meno colpito dal virus” ha sottolineato Mattarella.  

“Adesso dipende anche da noi: dalla nostra intelligenza, dalla nostra coesione, dalla nostra capacità di decisioni efficaci. Sono convinto che insieme ce la faremo. Che il legame che ci tiene uniti sarà più forte delle tensioni e delle difficoltà. Ma so anche che la condizione perché ciò avvenga sarà legata al fatto che ciascuno, partecipando alla ricostruzione che ci attende, ricerchi, come unico scopo, il perseguimento del bene della Repubblica come bene di tutti. Nessuno escluso”.  

“Domani – ha ricordato il capo dello Stato – mi recherò a Codogno, luogo simbolo dell’inizio di questo drammatico periodo, per rendere omaggio a tutte le vittime e per attestare il coraggio di tutte le italiane e tutti gli italiani, che hanno affrontato in prima linea, spesso in condizioni estreme, con coraggio e abnegazione, la lotta contro il coronavirus. Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L’Italia – in questa emergenza – ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese”. 

 

Floyd, Trump ai governatori: “Siete deboli, arrestate le persone” 

Il presidente Donald Trump ha chiesto ai governatori degli Stati americani di usare maggiore fermezza per contrastare le violenze scoppiate in decine di città statunitensi a seguito della morte dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis. 

Parlando ai governatori in videoconferenza, Trump li ha invitati a diventare “più duri”. “Molti di voi sono deboli – ha detto senza mezzi termini il presidente, citato dai media americani – Dovete arrestare le persone”.  

“Dovete dominare o sembrerete un branco di cretini, dovete arrestare e processare le persone”, ha affermato Trump. Il presidente statunitense si è poi detto convinto che le violenze siano provocate dalla “sinistra radicale” e commentando quanto accaduto nei giorni scorsi nella città dove tutto ha avuto inizio ha affermato: “Il mondo intero ha riso di Minneapolis quando la stazione di polizia veniva data alle fiamme”.  

 

App Immuni si può scaricare, lanciato il sito ufficiale  

L’App Immuni si può scaricare. E’ stato lanciato infatti il sito ufficiale all’indirizzo https://www.immuni.italia.it. L’applicazione è scaricabile sullo store di Google e Apple. “Ripartiamo insieme” è lo slogan che campeggia sull’home page. “Tornare a vivere normalmente è possibile. Immuni ci aiuta a farlo prima e senza rinunciare alla privacy. Aiuta te stesso, la tua famiglia e il tuo Paese”, si legge ancora. Immuni, spiega il sito, è “uno strumento in più contro l’epidemia. Immuni è un’app creata per aiutarci a combattere l’epidemia di Covid-19. L’app utilizza la tecnologia per avvertire gli utenti che hanno avuto un’esposizione a rischio, anche se sono asintomatici”.  

Oggi l’app ha avuto il via libera del Garante per la protezione dei dati personali che ha autorizzato il Ministero della Salute ad avviare il trattamento relativo al Sistema di allerta Covid-19 (app “Immuni”). Sulla base della valutazione d’impatto trasmessa dal Ministero, il trattamento di dati personali effettuato nell’ambito del Sistema può essere considerato proporzionato, essendo state previste misure volte a garantire in misura sufficiente il rispetto dei diritti e le libertà degli interessati, che attenuano i rischi che potrebbero derivare da trattamento. 

Tenuto conto della complessità del sistema di allerta e del numero dei soggetti potenzialmente coinvolti, il Garante ha comunque ritenuto di dare una serie di misure volte a rafforzare la sicurezza dei dati delle persone che scaricheranno la app. Tali misure potranno essere adottate nell’ambito della sperimentazione del Sistema, così da garantire che nella fase di attuazione ogni residua criticità sia risolta. 

In particolare, l’Autorità ha chiesto che gli utenti siano informati adeguatamente in ordine al funzionamento dell’algoritmo di calcolo utilizzato per la valutazione del rischio di esposizione al contagio. E dovranno essere portati a conoscenza del fatto che il sistema potrebbe generare notifiche di esposizione che non sempre riflettono un’effettiva condizione di rischio. Gli utenti dovranno avere inoltre la possibilità di disattivare temporaneamente l’app attraverso una funzione facilmente accessibile nella schermata principale. 

I dati raccolti attraverso il sistema di allerta non potranno essere trattati per finalità non previste dalla norma che istituisce l’app. Dovrà anche essere garantita la trasparenza del trattamento a fini statistico-epidemiologici dei dati raccolti e individuate modalità adeguate a proteggerli, evitando ogni forma di riassociazione a soggetti identificabili e adottando idonee misure di sicurezza e tecniche di anonimizzazione. Dovranno essere introdotte misure volte ad assicurare il tracciamento delle operazioni compiute dagli amministratori di sistema sui sistemi operativi, sulla rete e sulle basi dati. 

La conservazione degli indirizzi ip dei cellulari dovrà essere commisurata ai tempi strettamente necessari per il rilevamento di anomalie e di attacchi. Dovranno essere adottate misure tecniche e organizzative per mitigare i rischi derivanti da falsi positivi. Particolare attenzione dovrà essere dedicata all’informativa e al messaggio di allerta, tenendo altresì conto del fatto che è previsto l’uso del Sistema anche da parte di minori ultra quattordicenni. Il Garante ha sottolineato infine che il trattamento di dati personali raccolti attraverso la app, da parte di soggetti non autorizzati, può determinare un trattamento di dati personali illecito, eventualmente anche sotto il profilo penale. 

Indennità Covid per altri 42mila, ecco a chi spetta 

Circa 42mila fra titolari di assegni di invalidità e lavoratori stagionali riceveranno l’indennità Covid 19 a seguito del riesame delle domande. Lo comunica l’Inps. Nuove categorie di lavoratori dello spettacolo beneficeranno dell’indennità. 

L’Inps ha infatti concluso il riesame d’ufficio di circa 42.000 domande di indennità Covid per il mese di marzo, in precedenza respinte, relative ai titolari di assegno ordinario di invalidità (19mila circa) e ai lavoratori stagionali (23mila circa) con qualifica rilevata attraverso le comunicazioni obbligatorie (Unilav). Queste domande saranno quindi poste in pagamento sia per il mese di marzo sia per il mese di aprile 2020. 

Il decreto Rilancio ha previsto poi per i lavoratori dello spettacolo una indennità di 600 euro mensili per i mesi di aprile e maggio. I beneficiari iscritti al Fondo dei lavoratori dello spettacolo sono ricompresi in due platee: con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 da cui deriva nel medesimo anno 2019 un reddito non superiore a 50.000 euro; con almeno 7 contributi giornalieri versati nell’anno 2019, da cui deriva nel medesimo anno 2019 un reddito non superiore a 35.000 euro. Per entrambe le platee è prevista l’incompatibilità con le pensioni dirette o con il lavoro dipendente verificati alla data del 19 maggio 2020. 

Per entrambe le platee si precisa che sono on-line le domande di accesso con unico format per le due mensilità. Inoltre, coloro che con il requisito dei 30 contributi giornalieri che hanno già presentato domanda per il mese di marzo non devono presentare nuova domanda.  

L’Inps spiega che a seguito delle novità introdotte co Il dl Rilancio inoltre i soggetti titolari di assegno ordinario di invalidità potranno presentare domanda per le indennità Covid in scadenza per il mese di marzo, fino a lunedì prossimo 8 giugno 2020 (termine previsto inizialmente al 3 giugno). L’eventuale ammissione al pagamento di marzo comporterà anche il pagamento dell’indennità per il mese di aprile.  

Analogo termine prorogato dell’8 giugno 2020 viene previsto per i titolari di reddito di cittadinanza che, pur non avendo diritto all’indennità per il mese di marzo, possono beneficiare dell’integrazione del reddito di cittadinanza stesso fino a capienza dei 600 euro (500 euro in caso di lavoratore agricolo) per il mese di aprile 2020. In caso di ammissione al beneficio non sarà quindi pagata l’indennità ma esclusivamente una integrazione del proprio reddito di cittadinanza in corso di percezione. 

 

 

Salvini: “Bene Mattarella, no dossier contro Lombardia” 

“Grazie al presidente Mattarella: non solo ha scelto di essere a Codogno per la Festa della Repubblica, ma col suo appello alle Istituzioni che devono essere all’altezza del dolore degli italiani ricorda a tutti che le vittime e la sofferenza non possono essere la scusa per miseri attacchi politici”. Lo afferma il segretario della Lega, Matteo Salvini. 

“Un messaggio quanto mai opportuno, dopo che -aggiunge il leader del Carroccio- abbiamo letto addirittura di ‘dossier’ per colpire la Lombardia e i suoi morti”. 

Mattarella: “Risalita non sarà veloce, coraggio e prudenza” 

 

Da cura coppia cinese a vaccino, 120 giorni di Covid a Spallanzani  

Sono passati 120 giorni da quando – il 29 gennaio – all’Inmi Spallanzani di Roma furono ricoverati i coniugi cinesi: i primi positivi al coronavirus in Italia. Da quel giorno l’Istituto è sceso in campo diventando il punto di riferimento nazionale nella lotta al Covid-19. Quattro lunghi mesi in cui l’ospedale specializzato in malattie infettive, dove tra il 2014 e il 2015 furono ricoverati e curati gli italiani colpiti da Ebola, ha salvato la coppia cinese arrivata in condizioni disperare. I medici e gli infermieri hanno assistito, fino ad oggi, 700 pazienti Covid positivi (oltre 500 quelli dimessi). Domani il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alle ore 19, renderà omaggio alle vittime della pandemia e al personale sanitario dello Spallanzani nel cortile dell’Istituto, partecipando ad un concerto del tenore Francesco Grollo insieme al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.  

“Sono stati 120 giorni di grande lavoro, tanta fatica ed emozioni. Ma anche di grande soddisfazioni nel leggere il grazie negli occhi e nelle parole dei pazienti guariti, a partire dalla coppia cinese – afferma all’Adnkronos Salute il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia – Un omaggio importante, quello di domani, da parte del presidente Mattarella e del tenore ai miei colleghi. Sarà una emozione grande che segnerà per sempre la mia vita”, confida. 

Lo Spallanzani non è solo assistenza. La lotta al coronavirus passa anche per la ricerca. Il 2 febbraio, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, i virologi dello Spallanzani sono riusciti ad isolare il virus responsabile dell’infezione. Un traguardo che per l’Italia ha significato essere tra i primi Paesi in Europa ad aver raggiunto questo risultato, ottenuto da un team di ricercatrici tutto al femminile. Da allora il motore scientifico dell’Inmi non si è mai fermato. A marzo il Comitato etico dello Spallanzani, insieme all’Agenzia del farmaco, è stato investito del ruolo di referente per le autorizzazioni delle sperimentazioni cliniche contro il coronavirus.  

L’ultimo tassello, forse quello più atteso, arriva dalla sperimentazione sull’uomo del vaccino contro il Covid. Un progetto che vede coinvolto l’Istituto, l’azienda ReiThera e il Cnr, con il finanziamento della Regione Lazio, del Miur e del ministero della Salute per un totale di 8 milioni di euro. Un traguardo che potrebbe essere tagliano nei primi mesi del 2021. Lo Spallanzani ha inoltre avuto un’attenzione particolare verso i tanti pazienti anziani colpiti dal coronavirus e ricoverati: fino al 10 maggio erano 176 i pazienti ‘over 65’ guariti e dimessi. Il caso record, di un’anziana di 100 anni in degenza ordinaria guarita dal virus. 

Lo Spallanzani fu inaugurato nel 1936 come presidio destinato alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive, “con una dotazione di 296 posti letto in 15 differenti padiglioni e in un’area di 134mila metri quadrati. Nel corso degli anni il suo campo di interesse si è via via trasformato in conseguenza dell’evolversi delle malattie infettive prevalenti. Una sezione dedicata alla cura e riabilitazione della poliomelite fu attivata nel corso degli anni ’30 – riporta il sito dello Spallanzani – Nel 1970 l’epidemia del colera diventa una delle principali emergenze sanitarie, così come la salmonellosi”. 

“E’ durante questo periodo che l’ospedale inizia il suo impegno nei confronti dell’epidemia dell’epatite B, particolarmente collegata con le problematiche della tossicodipendenza. Questa esperienza rappresenta un punto di partenza verso una specifica competenza nel campo dell’epatite virale acuta e cronica – prosegue la pagina online dedicata alla storia dello Spallanzani – A partire dal 1980, l’ospedale è stato uno dei maggiori centri per l’assistenza, la cura e la ricerca sulle infezioni da Hiv e sull’Aids. Nel 1991, inizia la costruzione di un nuovo complesso ospedaliero, progettato in conformità ai più avanzati standard e con caratteristiche di isolamento delle patologie contagiose uniche nel Paese.  

Nel dicembre 1996, il ministero della Sanità ha riconosciuto lo Spallanzani lo stato di Irccs, ovvero Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Successivamente (2001-2003) il ministero della Salute ha identificato lo Spallanzani quale polo nazionale di riferimento per il bioterrorismo, e polo nazionale di riferimento per la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars).  

Attualmente l’Istituto detiene l’unico laboratorio italiano di livello di biosicurezza 4 e cinque laboratori di livello 3. A fine aprile 2020 l’ultimo tassello per rafforzare la struttura: è stata inaugurata dal ministro della Salute Roberto Speranza l’Unità di alto isolamento: “Un centro per la lotta alle malattie infettive che ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento in Europa”, ha affermato Nicola Zingaretti commentando la nuova Unità.  

Coronavirus, in Italia 60 morti nelle ultime 24 ore 

Sono 60 i morti per Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati forniti dalla Protezione Civile. Sale così a 33.475 il conto totale dei decessi. Il numero dei guariti dall’inizio dell’emergenza è di 158.355, con un aumento di 848 nelle ultime 24 ore, mentre i casi attualmente positivi scendono di 708 rispetto a ieri e sono 41.367. 

I dati dell’emergenza in Italia 

In isolamento domiciliare 34.844 (-409) persone. I ricoverati con sintomi sono 6.099 (-288), i pazienti in terapia intensiva 424 (-11). I casi totali dall’inizio dell’emergenza sono 233.197, in aumento di 178 rispetto a ieri. In tutto sono stati eseguiti 3.910.133 tamponi, i casi testati sono 2.451.674.  

Zaia: “Spero Grecia tolga idiozia delle limitazioni” 

“Auspico che si risolva presto la partita della Grecia. Sono partiti da “tutto chiuso, sono appestati”, poi a limitazioni  per 4 regioni e adesso “solo fino a luglio”. Speriamo che tolgano anche questa idiozia di regolamentazione e lo dico per un fatto di giustizia perché la Grecia si trova in Europa e in area Schengen, quindi mi pare tutto incomprensibile”. Lo ha ribadito il governatore del Veneto Luca Zaia parlando nel corso del consueto punto stampa alla sede della Protezione civile di Marghera.  

Sala chiede scusa alla Sardegna: “Me ne ricorderò era per politica” 

“Quando oltre al lavoro nella mia vita esisteva anche il tempo libero, il mio massimo piacere era starmene sulla mia barca a vela. Poi l’ho venduta, ma negli ultimi anni l’ho sempre lasciata in Sardegna, prima alla Maddalena e poi a Cagliari. Non posso certamente provare sentimenti negativi verso la Sardegna. Il mio ‘me ne ricorderò’, comunque sbagliato nella forma, era rivolto alla politica sarda”. Lo scrive il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un post su Instagram, sulla polemica con il presidente della Sardegna, Christian Solinas.  

“So di essere spesso ruvido. Ma forse stavo anticipando un tema sentito dai cittadini. E lo dico alla vigilia della festa della Repubblica”, continua. “Certo il punto centrale non è dove si fanno le vacanze. Ma, molto semplicemente, penso che sentirsi una sola comunità debba trovare conferma nei momenti positivi e in quelli difficili. E penso anche che la generosità e il senso di accoglienza di Milano non ci abbiano mai portato a fare alcun distinguo. Tutto qui”. 

Prato, fece sesso con minore: condannata a 6 anni e mezzo 

Sei anni e mezzo di reclusione: si è concluso con questa sentenza di condanna, emessa dal giudice Daniela Migliorati, il processo in primo grado al Tribunale di Prato a carico della donna 32enne pratese, operatrice socio-sanitaria, accusata di atti sessuali e violenza sessuale nei confronti di un minorenne, oggi 16enne, a cui dava ripetizioni private e da cui ha avuto un figlio circa due anni fa. Per la donna, i pm Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli avevano chiesto una pena di 7 anni. 

Con la donna è stato processato anche il marito. L’uomo è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione: è accusato di falsa attestazione di stato poiché in una prima fase della vicenda aveva affermato di essere lui il padre del bambino nato dalla relazione della moglie con il ragazzino, pur sapendo, secondo la Procura, che il bambino era stato concepito con il minore, che all’epoca dei fatti contestati, secondo gli inquirenti, non aveva ancora compiuto 14 anni. Per il marito, i pubblici ministeri avevano chiesto una pena di 2 anni.  

Durante il processo, la difesa della donna, l’avvocato Mattia Alfano, aveva chiesto l’assoluzione per tutti i capi di imputazione. Ora il legale attende il deposito delle motivazioni della sentenza e poi presenterà appello. 

L’indagine, condotta dalla squadra mobile di Prato e coordinata dai pm Gestri e Boscagli, era stata avviata nei primi giorni di marzo del 2019 in seguito alla denuncia presentata dai genitori del ragazzo minorenne a cui la donna aveva dato in passato ripetizioni private.  

Ai genitori il minore aveva raccontato della relazione con la donna e di essere il padre del neonato che la sua insegnante di ripetizioni in orario pomeridiano, già madre di un altro bambino, aveva partorito pochi mesi prima. 

Sospesa ordinanza de Magistris, Tar accoglie ricorso Campania 

Il Tar della Campania ha accolto il ricorso della Regione Campania per la sospensione dell’ordinanza del sindaco di Napoli Luigi de Magistris che stabiliva orari di chiusura dei locali alle 2.30 durante la settimana e alle 3.30 nel weekend, in contrasto con l’ordinanza del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che ne disponeva la chiusura all’una di notte, con divieto di vendita da asporto di alcolici dalle ore 22. 

Il decreto del presidente del Tar Campania Salvatore Veneziano specifica che la “sospensione dell’ordinanza sindacale” permette di ovviare “all’aggravamento del rischio sanitario anche in ambito ultracomunale, atteso il prevedibile afflusso dai comuni limitrofi, se non da tutta la provincia, sul territorio del comune di Napoli in ragione dei più ampi orari previsti dall’ordinanza sindacale e delle eventuali attività ludiche dalla stessa consentite”, e alla “situazione di incertezza derivante dalla concorrenza di due discipline differenziate e contrastanti, tali da ingenerare oggettivi dubbi sulla liceità dei comportamenti da tenere da parte degli operatori economici e degli avventori, e conseguenti criticità nello svolgimento delle attività di verifica e controllo da parte degli operatori a ciò deputati, con potenziali rischi di ordine pubblico”. 

DE MAGISTRIS – “Serve un chiarimento del Governo sulla legittimità dei sindaci di operare ordinanze sulla regolamentazione delle attività cittadine”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, parlando con i cronisti al termine della presentazione della nuova stagione del Teatro San Carlo. “I sindaci – ricorda de Magistris – hanno chiesto e ottenuto dal presidente del Consiglio di avere la centralità in questa fase, dopo aver consegnato una delega in bianco sui loro poteri di natura sanitaria. Il presidente del Consiglio ci ha rassicurato che siamo nella piena legittimità di operare ordinanze che hanno a che fare con la regolamentazione delle attività cittadine. Su questo ci vuole un chiarimento del Governo, sennò non ne usciamo e i sindaci vengono implicitamente esautorati dalle proprie funzioni”. Secondo de Magistris, “di fronte a chi sta abusando in maniera evidente di una posizione dominante, in questo caso il presidente della Regione Campania, è necessario che intervenga il Governo. Ho ragione di ritenere che da qui a qualche giorno ci sia un intervento chiarificatore, altrimenti, se noi sindaci non siamo più in condizione di svolgere il nostro ruolo, viene meno la tenuta democratica e salta tutto”. 

Sullo scontro di ordinanze con il governatore campano sugli orari di chiusura dei locali e la vendita da asporto di alcolici, de Magistris ha spiegato che “noi siamo stati disponibili a trovare un’intesa, ma non c’è voglia di cooperare. Voglio che sia chiara l’idea tra chi fa sforzi, anche partendo da posizioni differenti e davanti ad atteggiamenti provocatori, e chi vuole evidentemente lo scontro. Ma chi vuole lo scontro su questo si farà molto male, perché questo Paese senza sindaci non va da nessuna parte, si ferma domani mattina. Ora sta al presidente del Consiglio rimettere a posto la democrazia, altrimenti sarà un caos istituzionale e sociale molto pericoloso per le nostre comunità”. 

 

Maturità, l’allarme: “Mancano 1500 presidenti di commissione” 

L’Esame di maturità è ormai alle porte, ma le nomine dei presidenti di commissione sono ancora in alto mare. Mancano, infatti, i presidenti. All’appello, infatti, al momento, mancano circa 1.500 presidenti e, di questi oltre 700 in Lombardia. A lanciare l’allarme la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, che evidenzi come le regioni in cui si registrano le maggiori defezioni si registrano in quelle regioni in cui i timori di contagi da parte dei docenti sono ancora forti. Anche se criticità si registrano anche nel Lazio, in Toscana, Veneto e Piemonte. 

“Probabilmente – spiega Gissi all’Adnkronos – ci sarà ora un aggiornamento delle disponibilità, invitando o facendo pressioni su cui ancora non ha espresso tale disponibilità. Ma il problema – evidenzia – è che, nonostante le norme sulla sicurezza e le rassicurazioni, molti docenti non sono disponibili a darle, ad affrontare questa incognita, anche tenendo conto che ci sono molte situazioni di fragilità”. Secondo la leader della Cisl Scuola, “accanto all’ipotesi, già allo studio, di prevedere un solo presidente su più commissioni, in quelle situazioni in cui sono maggiori le difficoltà, sarebbe opportuno prevedere la possibilità di svolgere l’esame a distanza, on line. Sarebbe comunque preferibile una mappa precisa delle criticità piuttosto che una comunicazione dell’ultim’ora”.  

Mancano a livello nazionale un po’ meno del 10% delle nomine dei presidenti di Commissione, per l’esame di maturità ” ed è necessario intervenire con urgenza”, denuncia poi l’Associazione nazionale presidi (Anp) che ha tenuto oggi, in videoconferenza, una riunione informativa con il Ministero dell’Istruzione sulla imminente emanazione dell’ordinanza ministeriale per assicurare il reperimento urgente dei presidenti delle commissioni d’esame conclusivo del secondo ciclo. L’Amministrazione era rappresentata dalla Dott.ssa Palermo, Direttore Generale degli ordinamenti, che ha espresso l’esigenza di nominare i Presidenti per garantire il diritto costituzionale dei candidati ad essere esaminati da commissioni regolarmente costituite. 

La situazione, spiegano i presidi, “è molto diversificata a livello regionale: le Regioni con più difficoltà sono la Lombardia (come ampiamente prevedibile data la severità con cui è stata colpita dal contagio), l’Emilia-Romagna, il Veneto e la Toscana”. L’Ordinanza fornirà ai Direttori degli Uffici scolastici regionali lo strumento normativo per provvedere alle nomine d’ufficio, anche derogando all’ordinario requisito, per i docenti, di dieci anni di anzianità di ruolo. Come ultima possibilità, potranno essere assegnate più commissioni allo stesso Presidente.La delegazione ANP ha espressamente richiesto “che non si ricorra a questa evenienza, in quanto si aggraverebbe eccessivamente la funzione dei Presidenti: non si consentirebbe loro di presenziare a tutti i colloqui oppure si produrrebbe un prolungamento delle operazioni d’esame”. 

Su nostra richiesta, concludono i Presidi, “l’Amministrazione ha precisato che i dati sulla partecipazione dei dirigenti scolastici del primo e del secondo ciclo sono del tutto in linea con quelli dello scorso anno. Questo conferma, ancora una volta, quanto l’ANP sostiene da sempre: i colleghi si distinguono – soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà – per l’altissimo senso di responsabilità e, quando devono garantire il servizio, sono pronti a farlo”. 

 

Confindustria: Pil scenderà ancora 

A maggio la produzione industriale è diminuita del 33,8% rispetto a maggio 2019, quindi leggermente un calo meno forte dopo il 44,3% rilevato ad aprile sui dodici mesi. In termini congiunturali, ovvero rispetto al mese precedente, si è avuto un rimbalzo del 31,4% in maggio, dopo una caduta del 24,2% in aprile. Gli ordini in volume sono diminuiti del 51,6% annuo in maggio (+12,3% sul mese precedente) e del 29,6% in aprile (-43,7% su marzo). E’ quanto rileva il Centro studi Confindustria nella indagine rapida sulla produzione industriale. “Nei due mesi di rilevazione, l’attività nell’industria ha mostrato, in termini congiunturali, una dinamica molto oscillante. – spiega il Csc – Alla caduta della produzione in aprile è infatti seguito un rimbalzo ‘tecnico’ in maggio, spiegato da un effetto base, dovuto ai livelli estremamente bassi raggiunti nel mese precedente. In aprile, infatti, i volumi di attività nell’industria erano circa la metà di quelli rilevati nella media del primo bimestre dell’anno”. “Con la riapertura di tutte le imprese industriali a inizio maggio e di quasi tutte quelle dei servizi nel corso dello stesso mese, – proseguono gli esperti di Confindustria – si è avuto un marginale aumento della domanda; in condizioni di bassi livelli di attività, anche minimi progressi dei volumi si traducono in significativi incrementi percentuali. Il dato di maggio, dunque, è viziato da questo effetto statistico e non deve essere interpretato come una robusta ripresa. Tutt’altro. La caduta di circa un terzo della produzione industriale rispetto a maggio 2019 offre la giusta chiave di lettura e mostra quanto siano ancora distanti da una situazione di ‘normalità’ le condizioni nelle quali opera l’industria italiana”.  

Nei mesi primaverili, per il Pil e la produzione industriale sono attese diminuzioni più forti rispetto a quanto osservato nel primo trimestre, stima ancora il Centro Studi Confindustria. La variazione acquisita della produzione industriale nel secondo trimestre è di -27,7% sul primo, quando era diminuita dell’8,4% sul quarto 2019; se anche in giugno procedesse la lenta ripresa della domanda, nella media del secondo trimestre si avrebbe comunque una riduzione di oltre il 20% dell’attività, quasi tre volte la dinamica registrata a inizio anno. Questo calo comporterebbe un contributo negativo di circa 5 punti percentuali alla diminuzione del Pil nel secondo trimestre.  

SIXTHCONTINENT: il supporto degli e-commerce al tempo dell’emergenza Covid-19 

L’Italia si è trovata a vivere, quasi dall’oggi al domani, l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus. L’incertezza e la difficoltà del vivere in piena pandemia hanno generato problemi su più livelli. Non soltanto l’incertezza economica, il distanziamento sociale e il divieto di spostarsi da una città all’altra, ma anche l’impossibilità di acquistare articoli. Sebbene non si parli di beni di prima necessità, acquistare dei vestiti, delle scarpe, della biancheria o degli articoli specifici per noi stessi e/o per la casa può risultare inevitabile anche in pandemia.  

Non dobbiamo dimenticare che in molti ci siamo trovati a dover inventare dal nulla delle vere e proprie postazioni per lavorare in Smart Working: abbiamo dovuto creare dei veri e propri séparé tra la vita privata e la vita lavorativa, equipaggiare la nostra casa con articoli di elettronica per poter lavorare serenamente e in modo consono; molti hanno dovuto acquistare dispositivi elettronici perché impossibilitati a recuperare il PC dell’ufficio. Tralasciando le necessità lavorative, si è sentito forte il bisogno di acquistare qualcosa per sé e per i propri cari e l’unica soluzione percorribile è stata quella dello shopping online. Non potendo acquistare beni di largo consumo nei negozi fisici, ci si è catapultati sul web e sugli e-commerce. 

Perché abbiamo sentito il bisogno di fare shopping online? 

Almeno una volta nella vita abbiamo sentito dire che fare shopping è terapeutico. Fare acquisti ci permette di svagare, di allontanarci dalle preoccupazioni di tutti i giorni e di concentrarci soltanto sullo scegliere gli articoli di cui abbiamo bisogno. È terapeutico perché ci impegna, ci gratifica e ci fa sentir meglio. Ci rende appagati perché ci stiamo occupando di noi, ci stiamo dedicando del tempo e ci stiamo facendo un regalo. Anche durante l’emergenza dovuta al Covid-19 abbiamo avuto bisogno di mantenerci attivi, sia mentalmente che fisicamente. Abbiamo dovuto ricreare una routine personale incentrata sullo stare in casa, l’occuparci di noi, dei nostri affetti, del nostro nido; per evitare di sprofondare in un sentimento di irrealtà e alienazione abbiamo presto dovuto far pace e iniziare a convivere con questa realtà: ci siamo tenuti occupati manualmente cucinando o facendo del bricolage, abbiamo riscoperto i rapporti con persone che non sentivamo da tanto, abbiamo rispolverato hobby del passato e… abbiamo fatto shopping. La noia ha fatto la sua parte: venendo meno molte delle nostre occupazioni quotidiane, abbiamo avuto più tempo per spulciare i diversi siti, per confrontare prezzi e prodotti presenti negli e-commerce e abbiamo processato acquisti su acquisti. Facendo shopping ci è sembrato di tornare, in un certo qual modo, alla normalità, regalandoci anche la bellezza dell’attesa del pacco da scartare e scoprire finalmente l’articolo tanto atteso. 

SixthContinent: un valido supporto allo shopping online  

Impossibile pensare allo shopping online senza che la nostra mente vada inevitabilmente alla parola e-commerce. Gli e-commerce sono dei veri e propri negozi online che permettono di avere accesso a un numero pressoché illimitato di prodotti. Tra i colossi internazionali nel mondo e-commerce annoveriamo a pieno titolo SixthContinent, che permette di avere lo shopping online a portata di mano… o meglio, di click! Questo perché lo acquistare online non intimidisce più: inizialmente eravamo tutti più diffidenti, un po’ perché non si era avvezzi all’utilizzo di carte prepagate, bancomat, conti online, un po’ perché l’acquisto “a scatola chiusa” faceva paura. Ma la curiosità ha vinto: tutti ci siamo lanciati nell’acquisto online, alle volte anche un po’ compulsivo perché, grazie alle app e ai siti web mobile-friendly, si ha accesso in qualsiasi momento ai vari e-commerce.  

SixthContinent permette di beneficiare di numerosi vantaggi e di avere accesso a una piattaforma che copre tutti i beni di largo consumo, dai prodotti della casa a quelli per la cura della persona. Gli utenti possono beneficiare a dei prezzi vantaggiosi di Shopping Card digitali da usare nei negozi fisici e/o online per l’acquisto di una vasta gamma di prodotti.  

Essendo stata al centro di una bufera mediatica, la società ha precisato di aver subito una frode nel 2019, che ha causato ritardi nella ricezione delle Shopping Card vendute all’inzio del 2020. Pertanto, SixthContinent sta provvedendo a rimborsare i clienti che hanno avuto problemi con gli account e con le Shopping Card stesse grazie ad aumenti di capitale provenienti dalla Parent Company americana, la SIXTHCONTINENT INC.  

Inoltre, proprio durante l’emergenza dettata dal Coronavirus, SixthContinent ha dimostrato la propria vicinanza all’Italia permettendo alle famiglie più toccate dalla crisi di ricevere € 30,00 di SXC Ticket utilizzabili per acquistare Buoni Spesa dei Brand che vendono beni di prima necessità. Un ottimo biglietto da visita per chi si avvicina per la prima volta a questo e-commerce e ha voglia di conoscerlo meglio! 

Morte Floyd, il coprifuoco non ferma la protesta 

Ancora proteste, disordini e arresti negli Stati Uniti dopo la morte dell’afroamericano George Floyd durante un fermo di polizia a Minneapolis. E’ una domenica notte di coprifuoco in decine di città, Washington compresa, dopo che decine di migliaia di persone sono ancora una volta scese in piazza. In 15 stati e nel distretto di Columbia sono state attivate oltre 5.000 unità della Guardia nazionale. A Los Angeles e nelle città limitrofe ci sono stati saccheggi. Incendi a Washington dove proseguono le proteste davanti alla Casa Bianca. 

Tra le persone arrestate anche Chiara de Blasio, la figlia 25enne del sindaco di New York Bill de Blasio. Lo riporta la Cnn citando fonti di polizia. E’ stata fermata a Manhattan con l’accusa di partecipare a un raduno non autorizzato ed è stata poi rilasciata. 

Intanto due poliziotti sono stati licenziati ad Atlanta dopo che sui social media ha iniziato a circolare un video che immortalava l’arresto, con violenza, di due studenti fermati sabato notte. Immagini “molto inquietanti”, ha detto il sindaco Keisha Lance Bottoms annunciando il licenziamento. “C’è stato chiaramente un uso eccessivo della forza”, che – ha detto – “non è mai accettabile”, pur ammettendo come siano giorni difficili per gli agenti. Il video mostra i poliziotti che si avvicinano alla macchina in cui si trovano i due ragazzi, viene rotto il finestrino del conducente e i due vengono prelevati con violenza dopo essere stati bloccati con l’uso del taser. 

Morte Floyd, scontri e coprifuoco negli Usa 

Continuano negli Stati Uniti le proteste dopo la morte dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis per mano della polizia.  

A Indianapolis una persona è stata uccisa mentre altre tre sarebbero rimaste ferite dopo uno scontro a fuoco per mano della polizia. Lo ha annunciato, riferisce la Cnn, il capo della Polizia di Indianapolis, Randal Taylor durante una conferenza stampa. La polizia sta indagando. Nella città ci sono state dozzine di arresti. Non si sarebbero registrati feriti gravi secondo quanto riferito dalle autorità locali. 

Un ufficiale della polizia a Jacksonville, in Florida, è stato “pugnalato o ferito al collo ed è attualmente in ospedale”. A riferirlo è lo sceriffo di Jacksonville Mike Williams nel corso di una conferenza stampa sottolineando che altri ufficiali sono stati attaccati dai rivoltosi: sarebbero stati colpiti con pietre e mattoni durante le proteste in città. Sono stati fatti molti arresti, ha detto lo sceriffo, anche se non ha quantificato. Il sindaco di Jacksonville Lenny Curry, riferisce la Cnn, ha dichiarato alla stessa conferenza stampa che la protesta era iniziata con 1.200 persone pacifiche e famiglie rispettose e che dopo sono scoppiate delle violenze. “Non le tollereremo nella nostra città né lasceremo che la nostra città bruci”, ha detto. 

Quasi 1.400 persone sono state arrestate in 16 città in tutti gli Stati Uniti a partire dal giovedì, nel corso delle proteste per la morte di George Floyd. Oltre 500 persone sono state arrestate venerdì nel corso delle proteste a Los Angeles. E’ quanto riportano i media Usa tracciando un bilancio degli scontri tra manifestanti e polizia. 

Venticinque città in 16 Stati, riferisce la Cnn, hanno imposto un coprifuoco mentre la Guardia Nazionale è stata inviata in circa dodici Stati e nel Distretto di Columbia. Oltre a Minnapolis, tra le città che hanno imposto il coprifuoco figurano Beverly Hills, Los Angeles, Denver, Miami, Atlanta, Chicago, Louisville, San Paolo, Rochester, Cincinnati, Cleveland, Colombo, Dayton, Toledo, Eugene, Portland, Filadelfia, Pittsburgh, Charleston, Columbia, Nashville, Salt Lake City, Seattle, Milwaukee e San Francisco. “Sono tempi difficili per la nostra città e per il nostro paese”, ha spiegato il sindaco di San Francisco London Breed. “Stiamo prendendo questa decisione per assicurarci che tutti siano al sicuro”, ha sottolineato il sindaco annunciando anche di aver chiesto alla Guardia Nazionale della California di rimanere ‘in stand-by’. 

La California ha dichiarato lo Stato di emergenza per la contea di Los Angeles. Ad annunciarlo, riferiscono i media Usa, è il governatore della California Gavin Newsom. Il governatore ha anche autorizzato l’invio della Guardia Nazionale per aiutare a disperdere le proteste per la morte di Floyd.  

Stato d’emergenza anche a Nashville. A dichiararlo il sindaco della capitale del Tennessee John Cooper dopo che i manifestanti hanno dato fuoco all’edificio che ospita il tribunale della città. Il governatore dello Stato, Bill Lee, ha annunciato di avere autorizzato, su richiesta del sindaco, la mobilitazione della Guardia Nazionale “in risposta alle proteste che hanno assunto a Nashville un connotato violento e illegale”. Il dipartimento di polizia della città ha riferito di avere impiegato i gas lacrimogeni al tribunale per “proteggere l’edificio, dopo che i manifestanti hanno appiccato il fuoco”. In città è in vigore il coprifuoco a partire dalle 22 di sabato 

A New York i manifestanti, riferiscono i media Usa, si sono riuniti in marce a Harlem, Brooklyn, Queens e nelle vicinanze delle Trump Tower. A Brooklyn si sono registrati incidenti e scontri con la polizia. Oltre 340 persone sono state arrestate a New York nella notte tra sabato e domenica, durante le proteste. Negli scontri sono rimasti feriti almeno 33 agenti, alcuni dei quali in modo grave. I manifestanti hanno danneggiato quasi una cinquantina di mezzi della polizia.  

“Protestare contro questa brutalità è giusto e necessario. E’ una riposta assolutamente americana. Ma bruciare le comunità e distruggere inutilmente non lo è. La violenza che mette in pericolo la vita non lo è. La violenza che distrugge e fa chiudere delle attività che servono alla comunità non lo è”. Così il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden. “Questi ultimi giorni – aggiunge – hanno messo a nudo il fatto che siamo una nazione furiosa per l’ingiustizia. Ogni persona di coscienza può capire la sciagura del trauma che possono vivere le persone di colore in questo Paese, dalla mancanza di rispetto quotidiano all’estrema violenza come lo testimonia l’orrendo omicidio di George Floyd”, sottolinea.