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Autore: admin

Riaperture, Galli: “Non si possono fare se non si vaccina”

“La soluzione è vaccinare e sapere che non puoi fare certe riaperture se non si vaccina abbastanza”. Il professor Massimo Galli, responsabile di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, a Otto e mezzo si esprime così sulle riaperture annunciate dal governo. “Ora non è comunque tutto chiuso? Certo che non è tutto chiuso. Basta sentire le storie di chi arriva in ospedale e si è preso l’infezione perché il figlio o il nipote ha partecipato a X feste. Gli inglesi hanno fatto una chiusura significativa e hanno vaccinato, vaccinato, vaccinato”, dice. 

“La Sardegna è passata da zona bianca a zona rossa in 15 giorni. In un periodo senza turismo doveva esserci un bel po’ di infezione residua nell’isola. E’ ricominciato tutto subito, in modo clamoroso. E’ incontrovertibile. E’ una lezione, come quella delle zone gialle che diventano arancioni, che bisognava imparare: è un sistema che non funziona, soprattutto vista la presenza della variante inglese che attualmente rappresenta quasi il 100% del virus in Italia ed è molto più contagiosa”, dice ribadendo le proprie critiche al sistema a zona e a colori.  

Ragazzo pestato a Colleferro, paese dove fu ucciso Willy Monteiro

Un 17enne è stato vittima di un pestaggio oggi a Colleferro, il paese in provincia di Roma finito sotto i riflettori per la tragica uccisione di Willy Duarte Monteiro, il giovane cuoco di origine capoverdiana morto in circostanze analoghe dopo aver tentato di difendere un amico. Ad aggredire il 17enne, trasportato poi in ospedale in codice rosso, sarebbe stato un gruppo di tre o quattro ragazzi.  

“L’aggressione di oggi pomeriggio su Corso Turati è un fatto gravissimo e inaccettabile, che fa venire i brividi alla nostra Comunità”, ha scritto su Facebook il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna. “Giovani che picchiano un giovane minorenne, di giorno, su Corso Turati e scappano, non possono rimanere impuniti. Sono in contatto continuo con il Pronto Soccorso per avere notizie sullo stato di salute della vittima dell’aggressione, attualmente in codice rosso”, si legge nel post, dove Sanna i spiega che “attendiamo tutti notizie ufficiali dalla Polizia di Stato che chiariscano la dinamica dei fatti: sappiamo che sono vicini all’arresto dei colpevoli. Le nostre ferite sono ancora troppo aperte su queste questioni: il nostro dolore e la nostra indignazione sono particolarmente vasti”.  

Covid Regno Unito, 35 morti e 2.200 nuovi casi

Altre 35 persone che hanno contratto il Covid-19 sono morte nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, dove il bilancio totale è di 127.260 decessi. Lo ha riferito la Bbc, citando i dati diffusi dal governo. Per quanto riguarda i contagi, rispetto a ieri si contano 2.206 nuovi casi, quasi 400 in meno di ieri.  

Intanto prosegue a pieno ritmo la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 nel Regno Unito dove nelle ultime 24 ore sono state somministrate oltre 600mila dosi. Secondo il ‘Guardian’, per 119.306 persone si è trattato della prima dose, mentre 485.421 hanno ricevuto la seconda dose e sono stati immunizzati. In totale i vaccini somministrati sono oltre 42 milioni. 

“Navalny sta morendo, è questione di giorni”, l’allarme della portavoce

“Alexei Navalny sta morendo. Nelle condizioni in cui si trova, è questione di giorni”. E’ quanto ha affermato Kira Yarmish, la portavoce del dissidente detenuto nel carcere Ik-2 della regione di Vladimir.  

Secondo una lettera scritta al Servizio penitenziario federale dalla sua dottoressa, Anastasia Vasilyeva insieme a tre colleghi, fra cui un cardiologo, Navalny rischia l’arresto cardiaco e problemi gravi della funzione renale “in ogni momento” dato che ha una concentrazione eccessiva di potassio nel sangue (7,1 millimoli per litro, quando la soglia massima è 6). I medici chiedono di poter vedere immediatamente l’oppositore che deve essere visitato immediatamente “considerati i risultati dei suoi esami del sangue e il suo recente avvelenamento”. 

Intanto più di 70 ‘celeb’ in tutto il mondo hanno firmato una lettera aperta al Presidente russo Vladimir Putin chiedendo assistenza medica “immediata” per il dissidente. “Come cittadino russo ha diritto legale a essere visitato e curato da un medico di sua fiducia”, si legge nell’appello. Fra i firmatari, la scrittrice, JK Rowling, i tre Nobel per la letteratura, Herta Mueller, Louise Gluck e Svetlana Alexievich, gli attori Benedict Cumberbatch e Kristin Scott Thomas e gli storici Niall Ferguson e Simon Schama signed. 

Covid e vacanze, Gelmini: “Prenotate ma in Italia”

Prenotare le vacanze estive? Si ma in Italia. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, al ‘Tg1’. ”Dobbiamo fare tesoro dei risultati che abbiamo guadagnato con tanti sacrifici, però io credo che ci aspetti un’estate da trascorrere in tranquillità, prenotando anche le vacanze, mi permetto di dire, rigorosamente in Italia per dare una mano alla nostra economia”, ha detto rispondendo sulla possibilità per i cittadini di cominciare a prenotare le vacanze.  

Quindi, sul piano di riaperture previsto dal governo a partire dal 26 aprile, ha detto: “E’ chiaro che non è un liberi tutti, dobbiamo continuare a mettere in campo le misure precauzionali per evitare i contagi e i problemi che abbiamo vissuto in questo anno molto difficile”.  

SCUOLA 

”C’è un’altra notizia positiva per il paese, dopo un anno scolastico particolarmente difficile, credo che sia un segnale di speranza e di fiducia che i nostri ragazzi concluderanno l’anno scolastico in presenza, tornando a frequentare le scuole”, detto ancora Gelmini.”Il governo si è assunto la responsabilità vista la riduzione del numero dei contagi e l’aumento delle vaccinazione di procedere a progressiva e graduale riapertura delle attività economiche all’aperto a partire dal 26 aprile e quindi complice la bella stagione sarà possibile progressivamente tornare al ristorante, al bar, a frequentare i luoghi dello sport, i teatri e le manifestazioni all’aperto”, ha aggiunto.  

 

Napoli, spari da uno scooter: donna ferita

Colpi d’arma da fuoco da uno scooter a Napoli. Una 25enne è stata ferita al piede. E’ successo intorno alle 17 in via Serino nel quartiere partenopeo di Barra. A chiamare i carabinieri della compagnia Napoli Poggioreale, ora impegnati nelle indagini, è stato il personale sanitario dell’ospedale del Mare di Napoli, dove si sono presentati un 26enne e la fidanzata di un anno più giovane con una ferita d’arma da fuoco al piede. 

I due ragazzi hanno raccontato che poco prima, mentre passeggiavano insieme in via Serino, hanno sentito un trambusto e visto due persone in sella a uno scooter sparare in aria dei colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha raggiunto al piede la donna. 

Calcio, Sassuolo mette ko la Fiorentina 3-1

Il Sassuolo batte in rimonta la Fiorentina 3-1 al Mapei Stadium grazie a uno strepitoso Domenico Berardi che firma una doppietta in 3 minuti dal dischetto, 57′ e 60′, e Maxime Lopez, 75′, che ribaltano il gol del primo tempo di Giacomo Bonaventura al 31′. In classifica la squadra neroverde sale a 46 punti, fermi a 30 i toscani. La doppietta di oggi porta Berardi a quota 101 gol in Serie A.  

Parte bene la squadra ospite, al 7′ è Castrovilli a impegnare Consigli. Dieci minuti più tardi è Biraghi a trovare spazio sulla sinistra, il diagonale viene respinto dal portiere, la sfera è sui piedi di Ribery che spreca calciando tra le braccia di Consigli.  

Al 22′ la reazione neroverde con un tiro a giro di Traore, Dragowski si salva coi pugni. Al 24′ su corner Caceres, il portiere degli emiliani blocca. Al 31′ ripartenza viola con Ribery che al limite serve Bonaventura, l’ex Milan si porta la palla sul sinistro e con un tiro potente beffa Consigli con un tiro sotto la traversa.  

La reazione del Sassuolo arriva al 38′ quando Traore entra in area e tenta un tiro-cross con la sfera che attraversa l’area senza trovare la deviazione vincente. Un minuto dopo rasoterra di Djuricic dal limite, palla a lato. Al 43′ grande azione di Castrovilli che si accentra e dal limite lascia partire una sassata che si stampa sul palo.  

La ripresa vede al 57′ un rigore per il Sassuolo per un netto atterramento di Dragowski su Berardi servito in verticale da Obiang. Dagli 11 metri l’attaccante neroverde insacca sotto la traversa, centesimo gol in Serie A per lui. Dopo 3 minuti nuovo penalty per il Sassuolo per un fallo di Pezzella su Raspadori. Ancora Berardi dal dischetto, portiere spiazzato e gol numero 101.  

Al 71′ punizione dal limite per il Sassuolo, la parabola di Berardi sorvola la traversa. La reazione della Fiorentina è un tiro alto da fuori area di Eysseric. Al 75′ arriva la terza rete degli emiliani con Maxime Lopez che lascia partire un rasoterra a fil di palo imparabile per il portiere.  

All’84’ occasione sciupata da Berardi che tutto solo davanti al portiere sbaglia l’impatto di testa su cross di Kyriakopoulos mancando l’occasione per realizzare una tripletta. Sul fronte opposto intervento provvidenziale di Chiriches che toglie all’ultimo la palla a Vlahovic lanciato a rete. Nel recupero il difensore rumeno è ancora attento nell’anticipare Vlahovic. Dopo 4 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine delle ostilità.  

 

 

 

Riaperture e zona gialla, cosa dicono gli esperti

Le zone gialle e le riaperture di alcune attività dal 26 aprile, privilegiando quelle all’aperto, dividono gli esperti. Tra chi teme un aumento dei contagi da coronavirus, chi definisce quella del governo una decisione puramente politica e chi ritiene l’allentamento graduale delle restrizioni una misura di buon senso. 

CRISANTI
 

Ad essere particolarmente preoccupato Andrea Crisanti, per il quale è a rischio l’estate. “Con una situazione di contagio elevato, pensare alle riaperture vuole dire che tra un mese avremo un aumento dei casi di Covid-19 e l’estate sarà a rischio e dovremmo richiudere”, dice all’Adnkronos Salute il direttore di Microbiologia e virologia dell’università di Padova. “Riproporre le zone gialle, quelle arancioni e rosse, è continuare con un sistema infernale – avverte – ed è la dimostrazione che in un anno non si è trovata un’alternativa efficace e non si sono costruiti strumenti adeguati per contenere l’epidemia. Siamo sempre lì, con oscillazioni tra zone gialle e arancioni, nelle prime si apre e il contagio aumenta”. Ieri il presidente del Consiglio ha parlato di “rischio ragionato” per la roadmap delle riaperture: “Mi auguro che abbiano delle proiezioni – osserva Crisanti – Ma i numeri non li vediamo, non c’è trasparenza. L’espressione ‘rischio ragionato’ è vuota e decisamente politica e non scientifica. Il rischio è dato da due componenti, la probabilità e l’intensità del rischio. Per la prima sappiamo già che i contagi aumenteranno e non è una probabilità, con le riaperture accadrà questo. Servirebbe un programma di vaccinazioni a tamburo battente per evitarlo. L’intensità – ricorda l’esperto – è la gravita del fenomeno e i nostri dati sono ancora alti, con le aperture aumenteranno e dovremmo chiudere proprio in estate, quando invece gli altri Paesi saranno fuori dal tunnel”.  

Quello che sta accadendo in Italia è “il risultato di una mediazione tra chi è cauto e chi vuole aprire tutto – avverte Crisanti – Siamo un Paese ostaggio di un gruppo di pressione che fa prevalere gli interessi di parte alla sanità pubblica”. Ma quale sarà allora lo scenario delle prossime settimane? “Non ho la sfera di cristallo, ma aumenteranno i contagi”, risponde il virologo che poi riflette anche sul dato dei decessi “ancora molto alto in Italia e non si capisce il perché, forse – ipotizza – questo dato è falsato da quello dei nuovi positivi che sono sicuramente di più di quelli registrati, perché il sistema di tracciamento è da mesi che non funziona più”. 

GALLI
 

Sulla stessa linea Massimo Galli, per il quale “le riaperture sono un rischio calcolato male. Mi sembra scontato che invece di vedere la flessione” della curva dei contagi “che è appena accennata, finiremo per avere il processo opposto. A meno che non si riesca a vaccinare a tamburo battente tanta gente, ma non mi pare il caso”. Il professore, responsabile di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, è “in allerta e in grande preoccupazione”. “Abbiamo ancora più di 500.000 casi ufficiali di infezione in atto”, ha detto, spiegando che “questo significa averne il doppio, quelle che ci sono sfuggite sono sicuramente molte. Alla fine del lockdown dell’anno scorso ce n’erano 100.000 ufficiali, anche se non erano meno di 400-500.000. Abbiamo fatto 23,5 dosi di vaccino per 100 abitanti, abbiamo ancora una parte rilevante di 70enni, 80enni e 90enni che non sono vaccinati”, aggiunge. 

ANDREONI
 

“Mentre gli altri Paesi del mondo sono ancora in lockdown o stanno lentamente uscendo dopo mesi di serrata e milioni di vaccinazioni, noi stiamo riaprendo con 15mila casi e 400 morti al giorno. In termini epidemici riaprire ora è un azzardo che ha una solo motivazione, quella politica e non certo un avallo scientifico”, ha detto all’Adnkronos Salute il direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. “In un momento cruciale della campagna vaccinale italiana – rimarca Andreoni – dovremmo essere più rigorosi, pensare alle chiusure e non ad aprire. Ricordo che le terapie intensive vivono ancora una situazione molto complicata di allerta che non è risolta”. Sul fatto che il Cts abbia dato l’ok alla decisione di riaprire “il mio parere è che ci sia da parte della componente tecnica una condiscendenza alla politica”, avverte l’infettivologo. “E’ assurdo che ogni volta dobbiamo riscoprire qualcosa che abbiamo già vissuto – osserva – quello che succederà con le riaperture ormai lo sappiamo”.Deluso dal premier Draghi per la decisione di aprire alcune attività dal 26 aprile? “La mia sensazione è che in questo momento ci sia una reale debolezza della politica – risponde – chi deve mediare tra le varie anime presenti nel Governo è in difficoltà. Però è un fatto che stiamo andando in controtendenza rispetto all’Europa, spero che ci si renda conto delle conseguenze”. 

BURIONI
 

“La decisione di riaprire è una decisione politica e non scientifica. Questo l’ho scritto un anno fa ma è estremamente attuale”, twitta Roberto Burioni, virologo dell’università Vita-Salute san Raffaele di Milano. “È in questi momenti che la politica deve riappropriarsi di spazi che spesso ha colpevolmente trascurato o demandato ad altri – scriveva Burioni quasi un anno fa, parlando del dibattito sulle riaperture dopo il lungo lockdown – Le conoscenze scientifiche sono fondamentali nel contribuire ad arrivare a decisioni quali la riapertura parziale delle attività, ma non possono essere l’unico aspetto da prendere in considerazione”. 

BASSETTI
 

“La decisione sulle riaperture è di buon senso e si attendeva, anche perché non viene detto che da domani si apre tutto indiscriminatamente. Ma è giusto iniziare dalle aree esterne dei ristoranti e dei bar perché sappiamo che il contagio all’aria aperta è pari a zero. Draghi si è dimostrato un vero leader che si assume la responsabilità delle decisioni dopo aver sentito tutte le campane”, afferma invece all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria. “E’ chiaro che non c’è per questo tipo di decisioni il rischio zero, bisogna fare attenzione e monitorare, nelle aree dove le misure non vengono rispettate si deve tornare alla zona rossa – avverte – I furbi che non rispettano i protocolli vanno sanzionati subito”.  

Per Bassetti il cambio di passo sulle riaperture dal 26 aprile “è un segnale positivo, visto che i contagi e le ospedalizzazioni stanno lentamente scendendo. Infatti ‘perdiamo’ circa tra i 6-700 pazienti in media complessità e tra i 50 e gli 80 terapia intensiva. Quindi – suggerisce – mi pare che il trend sia in discesa anche se purtroppo ci sono ancora troppo decessi questo perché abbiamo troppi pazienti ricoverati (30 mila) e la letalità ospedaliera è tra il 5-7%. Purtroppo molti non ce la fanno. Questi numeri ancora per alcune settimana rimarranno”.  

PREGLIASCO
 

“Il piano di riaperture è graduale ma è un rischio, ci sarà un prezzo da pagare e dovremmo essere tutti molto consapevoli. Si è parlato di ‘rischio accettato’, quindi si sa che i morti ci saranno. Sono morti nell’esigenza di una ripresa sociale ed economica”, dice all’Adnkronos Salute Fabrizio, virologo e docente dell’università Statale di Milano. “Come abbiamo fatto fin’ora dovremo essere responsabili, questo non perché lo Stato voglia scaricare la responsabilità sui singoli ma perché comunque ci vuole una corresponsabilità, cioè – spiega Pregliasco – lo Stato sta accettando dei rischi e dobbiamo farlo insieme perché una progressione che possa essere confermata e che desideriamo tutti sia confermata, si basa su un’adesione dei protocolli e su una responsabilità dei singoli. Del resto – sottolinea il virologo – è la prima volta al mondo che si è cercato attraverso dei lockdown di contrastare una pandemia. Questa modalità finora del solo lockdown ovviamente sta diventando insostenibile in termini di accettabilità”.  

“Abbiamo ancora qualche miglio da percorrere e però – ricorda – abbiamo la promessa dell’efficacia della vaccinazione che sicuramente non azzererà la malattia, che rimarrà anche se comunque spero che raggiungeremo le cifre previste di copertura vaccinale, ma questo ci permetterà via via di convivere meglio con questo virus e ci permetterà di mantenere aperte e operative le zone gialle. Ricordiamolo – evidenzia Pregliasco – stiamo parlando di zone gialle, non è automatico che tutte le zone nel prossimo futuro lo siano. Quindi continuiamo a mantenere alta la guardia – raccomanda – perché è normale che col tempo ci si abitui al rischio. Il contagio è un fatto probabilistico: in questo momento ogni contatto è a rischio e quindi più contatti abbiamo più statisticamente possiamo incappare in quello dell’infezione”, conclude.  

 

Covid Italia, oggi 15.370 contagi e 310 morti: bollettino 17 aprile

Sono 15.370 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 17 aprile, secondo i dati regione per regione nel bollettino della Protezione Civile. Da ieri registrati altri 310 morti nella tabella del ministero della Salute. Sono 331.734 i tamponi processati, tra molecolari e antigenici, in 24 ore. Il tasso di positività è pari al 4,6%. Nelle terapie intensive sono stati 163 gli ingressi da ieri. I ricoverati con sintomi diminuiscono di 643 unità. 

LOMBARDIA – Sono 2.546 i nuovi contagi da Coronavirus in Lombardia secondo il bollettino di oggi, 17 aprile. Nella tabella si fa riferimento ad altri 74 morti. I guariti sono stati 2.006 nelle ultime 24 ore. Tra le province con il maggior numero di nuovi casi Milano a 696, Varese a 410 e Brescia a 282.
 

EMILIA-ROMAGNA – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 357.231 casi di positività, 1.076 in più rispetto a ieri, su un totale di 30.416 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,5%. Purtroppo, si registrano 30 nuovi decessi. 

PUGLIA – Sono 1.525 i nuovi contagi da coronavirus in Puglia secondo il bollettino di oggi, 17 aprile. La tabella dei dati della Regione registra inoltre altri 11 morti. Lievemente diminuito il numero di nuovi casi positivi al Covid 19 rispetto a ieri, a fronte di una decrescita dei test. Il numero dei morti è invece drasticamente calato (di un quinto). Sempre consistente il numero dei nuovi guariti mentre diminuiscono ancora, seppure di poco, gli attuali positivi. Tornano a crescere i pazienti ricoverati, anche in questo caso lievemente. E’ un quadro in chiaroscuro quello offerto nel bollettino epidemiologico quotidiano stilato dalla Regione, sulla base delle informazioni del Dipartimento della salute. 

LAZIO – Sono 1.378 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 17 aprile, secondo i dati del bollettino della regione. Da ieri, registrati altri 25 morti. A Roma segnalati 700 nuovi casi. Nel dettaglio, “su oltre 15 mila tamponi (-1.986) e oltre 18 mila antigenici per un totale di oltre 33 mila test, si registrano 1.378 casi positivi (-96), 25 i decessi (-14) e +1.538 i guariti. Diminuiscono i casi, i decessi e i ricoveri, mentre aumentano le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 8%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 4%. I casi a Roma città sono a quota 700”, dice l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato. 

“Nelle province si registrano 332 casi e sono dieci i decessi nelle ultime 24 ore”, aggiunge. A Latina 169 contagi e 4 morti. A Frosinone 80 nuovi casi e 6 decessi. A Viterbo 44 positivi, a Rieti sono 39. 

CAMPANIA – Sono 2.232 i contagi da coronavirus in Campania resi noti oggi, 17 aprile, secondo il bollettino della regione. Da ieri, segnalati altri 12 morti. Tra i nuovi positivi, 1.471 sono asintomatici e 761 sintomatici. I tamponi molecolari effettuati sono 22.075. Tra i decessi, 9 sono avvenuti nelle ultime 48 ore e 3 in precedenza. I pazienti in terapia intensiva sono 145, quelli in area non critica sono 1.532. 

BASILICATA – In Basilicata sono 219 i nuovi casi di coronavirus (213 sono residenti) registrati oggi 17 aprile, su un totale di 1.709 tamponi molecolari. Nelle ultime 24 ore c’è stato un decesso. Lo rende noto la task force regionale attraverso il bollettino quotidiano. La persona deceduta è di Montalbano Jonico. I lucani guariti o negativizzati sono 115. Aggiornando i dati complessivi, i lucani attualmente positivi salgono a 5.492 (+97), di cui 5.312 in isolamento domiciliare. Sono 15.543 le persone residenti in Basilicata guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 479 quelle decedute. 

FRIULI VENEZIA GIULIA – Oggi in Friuli Venezia Giulia su 5.373 tamponi molecolari sono stati rilevati 126 nuovi contagi con una percentuale di positività del 2,35%. Sono inoltre 4.369 i test rapidi antigenici realizzati (il numero è in corso di verifica), dai quali sono stati rilevati 29 casi (0,66%). I decessi registrati sono 9; i ricoveri nelle terapie intensive scendono a 57 così come quelli in altri reparti che risultano essere 396. Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. 

I decessi complessivamente ammontano a 3.588, con la seguente suddivisione territoriale: 760 a Trieste, 1.910 a Udine, 653 a Pordenone e 265 a Gorizia. I totalmente guariti sono 84.622, i clinicamente guariti 4.960, mentre quelli in isolamento scendono a 9.279. 

Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 102.902 persone con la seguente suddivisione territoriale: 19.844 a Trieste, 49.405 a Udine, 20.011 a Pordenone, 12.503 a Gorizia e 1.139 da fuori regione. 

CALABRIA – Sono 472 i contagi da coronavirus in Calabria oggi, 17 aprile, secondo i dati del bollettino della regione. Da ieri, registrati altri 6 morti. Aumentano le terapie intensive (+5), sono 537 i nuovi guariti/dimessi. 

TOSCANA – Sono 1.150 i contagi da coronavirus in Toscana resi noti oggi, 17 aprile, secondo i dati del bollettino. Da ieri, registrati altri 20 morti. Tra i nuovi vasi, 1.127 confermati con tampone molecolare e 23 da test rapido antigenico. I nuovi casi sono lo 0,5% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,7% e raggiungono quota 183.426 (85,1% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 15.612 tamponi molecolari e 11.253 tamponi antigenici rapidi, di questi il 4,3% è risultato positivo. Sono invece 8.812 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 13,1% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 26.370, -0,7% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.815 (20 in meno rispetto a ieri), di cui 278 in terapia intensiva (stabili). 

MARCHE – Sono 341 i contagi da coronavirus nelle Marche oggi, 17 aprile, secondo i dati del bollettino della regione. Il Servizio Sanità, emerge dalla tabella, ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4513 tamponi: 2484 nel percorso nuove diagnosi (di cui 750 nello screening con percorso Antigenico) e 2029 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 13,7%). 

I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 341 (74 in provincia di Macerata, 86 in provincia di Ancona, 89 in provincia di Pesaro-Urbino, 13 in provincia di Fermo, 63 in provincia di Ascoli Piceno e 16 fuori regione). 

Questi casi comprendono soggetti sintomatici (62 casi rilevati), contatti in setting domestico (113 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (101 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (7 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (2 casi rilevati), screening percorso sanitario (1 caso rilevato) e 1 caso proveniente da fuori regione. Per altri 54 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 750 test e sono stati riscontrati 42 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 6%. 

SICILIA – Sono 1.301 i nuovi contagi da Coronavirus in Sicilia secondo il bollettino di oggi. Nella tabella si fa riferimento ad altri 24 morti. I guariti sono stati 675 nella Regione nelle ultime 24 ore.  

“Riaperture? Aiutare anche chi non ha tavoli fuori”, l’appello della chef Bowerman

Le date certe per le riaperture di bar e ristoranti sono “un grande passo in avanti, la richiesta che è stata fatta anche nelle manifestazioni dei giorni scorsi era infatti di uscire dall’incertezza per poter programmare l’apertura al pubblico dei locali”. Così la chef stellata Cristina Bowerman commenta con l’Adnkronos le nuove comunicazioni del governo sulle riaperture graduali degli esercizi pubblici, laddove si prevede che il 26 aprile, nelle zone gialle, possano aprire anche a cena ma solo all’aperto e dal 1 giugno anche all’interno, ma solo a pranzo. 

“Quello che ritengo ingiusto è che ci sia una penalizzazione senza che sia preannunciato un ristoro nei confronti di chi non può aprire perché non ha i tavoli all’aperto”, afferma Bowerman, in qualità anche di presidente dell’associazione Ambasciatori del Gusto, in rappresentanza della categoria visto che il suo ristorante a Trastevere a Roma ha questa possibilità. 

Altro aspetto penalizzante è il mantenimento del coprifuoco alle 22 di sera. “E’ un grosso danno il coprifuoco per i ristoranti” sostiene Bowerman che sul tema degli assembramenti e delle misure per eliminarli è categorica: “Bisogna eliminare totalmente il consumo di alcol per strada – spiega – io sono vissuta tanti anni in America è lì c’è il divieto, anche da noi c’è, ad esempio a Roma c’è l’ordinanza che dopo le 23 non si può bere alcol per strada ma le misure vanno fatte rispettare con rigore, finché non c’è l’esecutività e non si individuano le responsabilità non se ne esce”. 

“Ad esempio, – suggerisce Bowerman – se ragazzi quattordicenni girano ubriachi per strada, si devono multare i genitori. Anche durante il giorno poi, ci sono assembramenti fuori dai bar o dagli empori dei bangladini che vendono un po’ di tutto, magari anche per bere un cappuccino. Ma allora servono pattugliamenti seri”. 

Oscar 2021, Laura Pausini canterà alla cerimonia

Laura Pausini canterà alla cerimonia degli Oscar. La cantante italiana e gli altri candidati alla statuetta per la Miglior canzone originale (Celeste, H.E.R., Leslie Odom, Jr., Daniel Pemberton, Molly Sandén) si esibiranno nello show che introdurrà la consegna delle statuette, cantando proprio i brani in gara. Laura Pausini canterà quindi ‘Io sì (Seen)’, scritta da Dianne Warren, anche lei presente nello show. La canzone, scritta nella parte in italiano dalla stessa Laura con Nicolò Agliardi, è in gara perché nella colonna sonora del film ‘La vita davanti a sé’ di Edoardo Ponti con Sophia Loren. 

Lo show introduttivo di 90 minuti, intitolato ‘Oscar: Into The Spotlight’, è una novità di questa edizione, che sarà in presenza ma dovrà comunque fare i conti con le limitazioni di una pandemia ancora in corso. Ad annunciarlo sono stati i produttori della cerimonia Jesse Collins, Stacey Sher e Steven Soderbergh. Una delle performance sarà registrata a Husavik, in Islanda, quattro si terranno alla Dolby Family Terrace dell’Academy Museum of Motion Pictures in Los Angeles. 

Presentato dagli attori Ariana DeBose (“Hamilton”) e Lil Rel Howery (“Bad Trip”), ‘Oscar: Into the Spotlight’ racconterà in 90 minuti il viaggio dei candidati verso la notte più importante di Hollywood, offrendo ai fan di tutto il mondo e agli addetti ai lavori la possibilità di curiosare nell’evento e portando per la prima volta portano la musica degli Oscar ai festeggiamenti. 

L’unica candidata per la migliore canzone che non sarà a Los Angeles è Molly Sanden, che eseguirà il brano ‘Husavik’ nella città islandese che ha dato il nome alla canzone. La traccia è presente in ‘Eurovision Song Contest: The Story Of Fire Saga’ di Netflix. 

Grazie al pre-show, che sarà un modo anche per ovviare all’assenza di un affollatissimo red carpet. tutte le canzoni potranno essere eseguite nella loro interezza, ha detto l’Accademia, piuttosto che essere abbreviate per adattarsi alla cerimonia principale. 

Ci sarà anche un after-show dopo la consegna dei premi, che si intitolerà ‘Oscars: After Dark’ e sarà presentato dagli attori Colman Domingo e Andrew Rannells. Questo segmento ricapitolerà i momenti più importanti della cerimonia. I produttori Jesse Collins, Stacey Sher e Steven Soderbergh hanno assicurato: “Il nostro suggerimento è di sintonizzarvi per seguire tutta la faccenda, altrimenti vi perderete qualcosa di veramente inaspettato e divertente”. 

Funerale principe Filippo a Londra

Funerali del principe Filippo, l’ultimo saluto oggi nella Cappella di San Giorgio al Castello di Windsor. A trasportare il feretro la Land Rover che lo stesso duca ha contribuito a progettare. Dietro, a piedi, il corteo composto da alcuni membri della famiglia reale fra cui il principe Carlo e i figli, Harry e William nella stessa fila, ma separati dal primo cugino Peter Philips. Non ci sarà Meghan, moglie del principe Harry, rimasta negli Usa a causa della sua gravidanza. 

Schierate nel cortile superiore, il Quadrangolo, la Household Cavalry e le Foot Guards, insieme ad altre rappresentanze di unità militari che avevano un legame con il duca di Edimburgo. Quando le bande militari smetteranno di suonare, il feretro verrà posto sulla Land Rover per la processione. I membri della royal family e lo staff reale seguiranno la Land Rover sulla quale sarò posto il feretro di Filippo, mentre la regina chiuderà il corteo a bordo di una Bentley di stato. 

Il feretro, avvolto nello stendardo del duca di Edimburgo, con sopra una corona di fiori, il berretto della Marina e una sciabola sarà accolto dall’arciprete di Windsor e dall’arcivescovo di Canterbury per la cerimonia funebre. Alle 16, in tutta la nazione verrà osservato un minuto di silenzio in memoria del principe Filippo e avrà inizio la funzione religiosa. Quella di oggi sarà una cerimonia funebre molto ristretta, alla presenza dei soli parenti più vicini a causa delle restrizioni imposte dal Covid – ma anche per volontà dello stesso duca di Edimburgo da sempre contrario ai funerali di Stato – e che vedrà riservato un ruolo speciale ai militari, l’altra ‘famiglia’ di Filippo, con una presenza complessivamente ben più consistente, 730 unità. Il duca, un eroe di guerra decorato per il suo servizio nella seconda guerra mondiale, rinunciò a una fiorente carriera navale per dedicarsi ai suoi doveri reali. Le prove militari per la processione cerimoniale si sono svolte a Pirbright, un centro di addestramento dell’esercito a sud-ovest di Londra, per tutta la settimana.  

I partecipanti alla cerimonia terranno le mascherine per tutta la sua durata. Un coro di quattro persone – seduto lontano dalle persone nella navata – canterà una selezione di musiche scelte dal duca. 

Dopo la funzione religiosa, la salma verrà tumulata nella Volta Reale della cappella e benedetta dall’arcivescovo di Canterbury. In linea con le attuali norme anti Covid, alla funzione potranno partecipare solamente trenta persone, in maggioranza membri della Royal Family, seguendo le regole del distanziamento e indossando la mascherina. 

Oltre alla regina Elisabetta II, i quattro figli della coppia reale e gli otto nipoti, alle esequie prenderanno parte tra gli altri i parenti tedeschi di Filippo: Bernhard, principe ereditario di Baden, Philipp, principe di Hohenlohe-Langenburg e il principe Donato d’Assia. Anche Patricia, contessa Mountbatten di Burma, parteciperà alla cerimonia, come alcuni dei consorti dei figli e dei nipoti della famiglia reale. 

Vaccino Moderna in Italia, in arrivo oltre 400mila dosi: bugiardino

Vaccino Moderna in Italia, sono oltre 400.000 le dosi in arrivo previste nella serata di oggi all’hub nazionale vaccini della Difesa situato all’interno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare. Il lotto verrà distribuito alle Regioni a partire da domani. Ne dà notizia l’ufficio del commissario straordinario per l’emergenza coronavirus. Ma quali sono le caratteristiche del prodotto? Dal bugiardino passando per le dosi necessarie, chi lo produce fino agli effetti collaterali e al consenso informato da firmare, ecco tutte le ultime informazioni disponibili rese note dal ministero della Salute e aggiornate al 31 marzo 2021. 

Il ‘COVID-19 Vaccine Moderna’ è prodotto da Moderna Biotech, azienda statunitense che opera nel campo delle biotecnologie. Quello dell’azienda Usa – si legge sul sito del ministero – è un vaccino a mRNA (RNA messaggero) contro COVID-19 (modificato a livello dei nucleosidi). La sua efficacia è del 93,6% a partire da 14 giorni dopo la somministrazione della seconda dose. 

Il vaccino Moderna ha inoltre un’efficacia superiore al 90% a 6 mesi dalla seconda dose. Ed è efficace al 95% abbondante nel contrasto alla forma grave del covid. Questi i dati diffusi dall’azienda statunitense sulla base dei trial clinici effettuati nella fase 3. I nuovi dati sono stati raccolti sulla base di analisi compiute fino al 9 aprile, come si legge sul sito della Nbc.
 

La modalità di somministrazione consiste in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 28 giorni l’una dall’altra. In soggetti con malattia febbrile severa o infezione acuta la vaccinazione deve essere posticipata. La presenza di un’infezione minore e/o febbre di bassa entità non deve invece ritardare la vaccinazione, si legge nel ‘bugiardino’ Aifa. 

Come per le altre iniezioni intramuscolari, il vaccino – si legge ancora – deve essere somministrato con cautela a soggetti che ricevono terapia anticoagulante o sono affetti da trombocitopenia o da qualsiasi disturbo della coagulazione (come l’emofilia), poiché in questi soggetti possono verificarsi sanguinamento o formazione di ematomi in seguito alla somministrazione per via intramuscolare. La prima dose somministrata risale al 14 gennaio 2021. 

Il vaccino Moderna si conserva in congelatore a una temperatura compresa tra -25°C e -15°C, ed è stabile tra +2°C e +8°C per 30 giorni se in confezione integra. 

Qui il pdf del documento Aifa con il ‘bugiardino’ del prodotto: nel testo composizione, conservazione, ecc. Tra le controindicazioni segnalate, l’ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Queste le reazioni avverse più comunemente segnalate secondo il ‘bugiardino’ Aifa: “Dolore in sede di iniezione (92%), stanchezza (70%), cefalea (64,7%), mialgia (61,5%), artralgia (46,4%), brividi (45,4%), nausea/vomito (23%), tumefazione/dolorabilità ascellare (19,8%), febbre (15,5%), tumefazione (14,7%) e arrossamento (10%) in sede di iniezione. Le reazioni avverse sono state normalmente di intensità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni. Una frequenza leggermente inferiore di eventi di reattogenicità è stata associata all’età più avanzata. Complessivamente, l’incidenza di alcune reazioni avverse è stata più elevata nei gruppi di età inferiore: l’incidenza di tumefazione/dolorabilità ascellare, stanchezza, cefalea, mialgia, artralgia, brividi, nausea/vomito e febbre è stata maggiore negli adulti di età compresa tra 18 e

Qui invece il pdf del consenso informato che i cittadini dovranno firmare prima della somministrazione. Questo, invece, il pdf del foglio illustrativo del prodotto. 

Funerale principe Filippo, il programma

Buckingham Palace ha diffuso il programma con il quale questo pomeriggio, nella Cappella di San Giorgio del Castello di Windsor, si svolgerà il funerale del principe Filippo. Entro le 15.15 (ora italiana) nel cortile superiore, il Quadrangolo, si schiereranno la Household Cavalry e le Foot Guards, insieme ad altre rappresentanze di unità militari che avevano un legame con il duca di Edimburgo. 

A partire dalle 15.20, i membri della famiglia reale e della famiglia di Filippo che non prenderanno parte alla processione percorreranno in auto il breve tragitto che separa il castello dalla Cappella di San Giorgio. Alle 15.40 le bande militari presenti sul Quadrangolo smetteranno di suonare e il feretro verrà posto sulla Land Rover utilizzata per la processione. I membri della famiglia reale che prenderanno parte alla processione lasceranno l’entrata ufficiale degli appartamenti di stato e prenderanno posto dietro al feretro. 

Alle 15.45 avrà inizio la processione, guidata dalla banda delle Grenadier Guards. I membri della royal family e lo staff reale seguiranno la LAnd Rover sulla quale sarò posto il feretro di Filippo, mentre la regina chiuderà il corteo a bordo di una Bentley di stato. 

Alle 15.53 è previsto l’arrivo della Land Rover davanti alla scalinata occidentale della Cappella di San Giorgio, dove ad attendere il feretro di Filippo ci sarà una guardia d’onore e la banda del Rifles Regiment, che suonerà l’inno nazionale. Il feretro, avvolto nello stendardo del duca di Edimburgo, con sopra una corona di fiori, il berretto della Marina e una sciabola sarà accolto dall’arciprete di Windsor e dall’arcivescovo di Canterbury per la cerimonia funebre. Alle 16, in tutta la nazione verrà osservato un minuto di silenzio in memoria del principe Filippo e avrà inizio la funzione religiosa. 

Covid Marche, oggi 341 contagi: bollettino 17 aprile

Sono 341 i contagi da coronavirus nelle Marche oggi, 17 aprile, secondo i dati del bollettino della regione. Il Servizio Sanità, emerge dalla tabella, ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4513 tamponi: 2484 nel percorso nuove diagnosi (di cui 750 nello screening con percorso Antigenico) e 2029 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 13,7%). 

I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 341 (74 in provincia di Macerata, 86 in provincia di Ancona, 89 in provincia di Pesaro-Urbino, 13 in provincia di Fermo, 63 in provincia di Ascoli Piceno e 16 fuori regione). 

Questi casi comprendono soggetti sintomatici (62 casi rilevati), contatti in setting domestico (113 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (101 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (7 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (2 casi rilevati), screening percorso sanitario (1 caso rilevato) e 1 caso proveniente da fuori regione. Per altri 54 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 750 test e sono stati riscontrati 42 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 6%. 

Covid Italia oggi, bollettino contagi regioni: dati 17 aprile

I numeri del covid in Italia oggi, regione per regione, con il bollettino della Protezione Civile e news su contagi, ricoveri, decessi. I dati e le ultime notizie dalla Campania -che entra in zona arancione- alla Lombardia, dalla Puglia al Lazio, dal Veneto alla Sicilia. Ecci i dati: 

Sono 1.150 i contagi da coronavirus in Toscana resi noti oggi, 17 aprile, secondo i dati del bollettino anticipato dal governatore Eugenio Giani. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 1.150 su 26.865 test di cui 15.612 tamponi molecolari e 11.253 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 4,28% (13,1% sulle prime diagnosi)”, scrive Giani su Twitter. 

Sono 341 i contagi da coronavirus nelle Marche oggi, 17 aprile, secondo i dati del bollettino della regione. Il Servizio Sanità, emerge dalla tabella, ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4513 tamponi: 2484 nel percorso nuove diagnosi (di cui 750 nello screening con percorso Antigenico) e 2029 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 13,7%). 

I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 341 (74 in provincia di Macerata, 86 in provincia di Ancona, 89 in provincia di Pesaro-Urbino, 13 in provincia di Fermo, 63 in provincia di Ascoli Piceno e 16 fuori regione). 

Questi casi comprendono soggetti sintomatici (62 casi rilevati), contatti in setting domestico (113 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (101 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (7 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (2 casi rilevati), screening percorso sanitario (1 caso rilevato) e 1 caso proveniente da fuori regione. Per altri 54 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 750 test e sono stati riscontrati 42 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 6%.