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Autore: admin

L’ex presidente della Borsa, ‘quotarla si può, Brexit un problema’ 

Una Borsa Italiana indipendente e quotata, come una qualsiasi società per azioni, non è un’ipotesi improbabile né tantomeno uno scenario impossibile. Uno dei suoi ex presidenti, Stefano Preda, alla guida del mercato finanziario negli anni della sua privatizzazione, dal 1997 al 2000, lo ritiene anzi auspicabile, soprattutto in vista della Brexit.  

“Con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea è diventato un problema serio”, spiega Preda, che oggi è presidente di Credit Suisse Italy, in un’intervista all’Adnkronos. “Non c’è mai stata piena consapevolezza del valore strategico della Borsa, ma ora le cose sono cambiate”.  

Il Governo sembra aver capito che la società, controllata dal London Stock Exchange, meriti di essere inserita nel catalogo delle imprese di rilevanza nazionale. Soprattutto nell’ottica in cui la Borsa di Londra sia costretta o ritenga di doverla cederla insieme a Mts, la piattaforma di trading dei Titoli di Stato, per i vincoli Antitrust che la Commissione europea dovesse rilevare durante l’istruttoria aperta per l’acquisto di Refinitiv.  

“Ho l’impressione che in questo momento – sottolinea Preda – ci sia la consapevolezza che sarebbe opportuno avere alcuni settori strategici su cui un soggetto aggregante intervenga e crei una filiera capace di rendere il Paese indipendente da sbandamenti e crisi internazionali di vario genere”. Non solo Difesa, Infrastrutture e Sanità, ma ora anche il Ftse Mib.  

Cdp si è ritagliata questo ruolo negli ultimi tempi. “Non credo – dice Preda – che Cdp possa fare tutto, ma oggi ha un ruolo interessante, motore propulsore di filiere di interesse strategico. La Borsa è una di queste, tanto più con Mts”.  

Secondo il manager, per una quotazione di Piazza Affari gli investitori non mancherebbero. “Anche le banche potrebbero essere interessate, perché no? Non stiamo parlando di cifre straordinarie, se c’è un ‘progetto Paese’ su una società tra l’altro redditizia, non escludo possano pensarci anche banche internazionali”. Secondo indiscrezioni, Borsa italiana potrebbe essere valutata tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Per un nocciolo di azionisti che detenga il 25-30% non sarebbe un investimento monstre.  

E poi, oggi ci sono le condizioni tecniche per farlo. “La cornice è cambiata: allora, quando ero presidente, non c’erano le condizioni giuridiche per potere quotare una Borsa, oggi sì. Una Borsa può essere quotata, ormai da molti anni, e anche sul suo stesso mercato azionario”. Forse non si è mai fatto perché “non c’è mai stata consapevolezza del suo valore aggiunto per il Paese e così la governance e il controllo della sua compagine azionaria sono passati in secondo piano”. 

A differenza di Mts, per cui c’è stata “più attenzione, vista la delicatezza e l’importanza delle emissioni di Titoli del Tesoro”, la Borsa di Milano è stata un po’ una Cenerentola.  

“Con la Brexit, un riassetto non è più solo un’ambizione di pochi, ma un problema vero. Nella sua forma più estrema, ma non solo, la Brexit potrebbe far sorgere problemi enormi sull’efficienza della Borsa, sull’accesso da parte degli operatori internazionali, e quindi il problema è reale, non è teorico, non si può non affrontare. Le modalità sono solo da scegliere”.  

(di Vittoria Vimercati) 

Ponte Genova, “non illegittimo escludere Autostrade da ricostruzione” 

La Corte Costituzionale ha esaminato nell’odierna camera di consiglio le questioni sollevate dal Tar della Liguria riguardanti numerose disposizioni del decreto legge n. 109 del 2018, cosiddetto decreto Genova, emanato dopo il crollo del Ponte Morandi. Il decreto ha affidato a un commissario straordinario le attività volte alla demolizione integrale e alla ricostruzione del Ponte nonché all’espropriazione delle aree a ciò necessarie. Inoltre, è stato demandato al commissario di individuare le imprese affidatarie, precludendogli di rivolgersi alla concessionaria Autostrade Spa (Aspi) e alle società da essa controllate o con essa collegate. Infine, il decreto impugnato ha obbligato Aspi a far fronte ai costi della ricostruzione e degli espropri. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto non fondate le questioni relative all’esclusione legislativa di Aspi dalla procedura negoziata volta alla scelta delle imprese alle quali affidare le opere di demolizione e di ricostruzione. 

“La decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso” fa sapere l’Ufficio stampa della Consulta che ha deciso che ‘non è illegittimo estromettere Autostrade da ricostruzione’.  

La Corte ha poi dichiarato inammissibili le questioni sull’analoga esclusione delle imprese collegate ad Aspi e quelle concernenti l’obbligo della concessionaria di far fronte alle spese di ricostruzione del Ponte e di esproprio delle aree interessate. La sentenza sarà depositata nelle prossime settimane. 

“Anche la Consulta ci dà ragione: legittimo estromettere Aspi dalla ricostruzione del Ponte Morandi. Altra conferma del grande lavoro dell’allora ministro Danilo Toninelli con il decreto Genova. Perché giustizia sia fatta adesso non rimane che la revoca”, scrive in un tweet il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri.  

“La Corte Costituzionale ha dichiarato legittimo estromettere Aspi dalla ricostruzione del Ponte Morandi. Questa sentenza è il risultato della determinazione del Movimento 5 Stelle e di Danilo Toninelli, non ci siamo mai piegati. Il pensiero va alle 43 vittime e ai loro familiari”, il post su Facebook del Movimento 5 Stelle. 

Commenta in una nota il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “La Consulta ci ha dato ragione, non era illegittimo estromettere i Benetton dalla ricostruzione del Ponte di Genova, il nostro decreto andava bene. Un grazie, doveroso, a Danilo Toninelli che ha sempre dato il massimo per la ricostruzione del Ponte. Adesso pensiamo a fare giustizia per le famiglie delle 43 vittime”.  

Nuovo ponte Genova, gestione ad Autostrade 

“La lettera al sindaco Bucci l’ho firmata io: una lettera in cui confermo la procedura di collaudo consegna e anche quella della gestione che va al concessionario, ovviamente in questa fase concessionario è Aspi”. Lo afferma la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli ai microfoni di Radio 24, riferendosi alla gestione del viadotto autostradale di Genova ricostruito dopo il crollo del Ponte Morandi. In questa fase “questa è l’opzione, la soluzione che io stessa ho indicato”, ha detto. 

“Confermo che è arrivata la lettera dal ministro e ha affidato al commissario il verbale di verifica dell’ispezione di viabilità. Lo faremo noi con la struttura commissariale e decideremo il team di consulenti che farà questo lavoro, possono essere Anas, Rina o altri. E’ una decisione che prenderanno i responsabili tecnici”, aveva detto dal canto suo in un’intervista al Sole 24 Ore il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del viadotto Polcevera Marco Bucci. 

Bonafede: “Momento di decidere su concessione”. 

“Confermata la concessione ad Autostrade? Cosa non si fa per salvare la poltrona, 5Stelle ridicoli e bugiardi, due anni di menzogne e tempo perso: colpa di Salvini anche questo?”., commenta il leader della Lega Matteo Salvini. 

Crimi: “Mai ai Benetton” 

“Rinviare non significa risolvere i problemi! Il conto, salato, alla fine si paga sempre. I cittadini ci hanno eletto per #cambiare e #decidere e non per avere ‘l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo’ #NonInMioNome #ViaIBenetton”. Lo scrive in un tweet il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni, citando gli ignavi nel vestibolo dell’Inferno di Dante. 

“Non ci sono chiacchiere o dietrologie da fare, il Movimento 5 stelle per l’ennesima volta è stato smentito dai fatti, il populismo si è infranto sulla realtà, sulle regole dello Stato di diritto. Conte ha preso in giro il popolo presentandosi a Genova due giorni dopo la tragedia e dicendo ‘mai più Benetton’, non sapendo o volendo ignorare consapevolmente che quell’azienda è composta per il 70% da investitori stranieri”. Così Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, intervenendo questa mattina ad Agora’ Estate. 

“Dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il Governo M5S-PD”. Lo scrive in un post sulla sua pagina Facebook questa mattina il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.  

“Io non dico nulla – prosegue – Ma nulla di nulla. Aspetto solo il commento di: Travaglio, Pedullà, Salvatore, Di Maio, Lunardon, alcuni giornalisti che vorrebbero fare politica, insomma tutti coloro che in questi anni hanno pontificato per i loro amici. Perché a differenza loro, noi siamo amici solo dei liguri e vogliamo autostrade che funzionino e sicure. Ci interessa solo questo. Altri forse sono amici di altro… e altri. Sicuro non della verità”. 

“Leggo la rassegna di questa mattina e penso… – aveva iniziato Toti, nel suo post – Ai grillini che promettevano, sulle macerie del Morandi, che avrebbero tolto subito le concessioni. A chi ci accusava di essere amici di Autostrade quando predicavamo solo buon senso dicendo che la giustizia si fa nei tribunali. Ai tanti partiti di Governo che si sono riempiti la bocca di cambiamento e nuova politica senza prendere una, che sia una, decisione su questo tema. Ad alcuni giornalisti che concionavano sulle malefatte di Autostrade, ci accusavano di difenderle e inneggiavano alla giustizia che il Governo avrebbe fatto togliendo le concessioni”. 

A chi ha bloccato infrastrutture già finanziate da Autostrade, come la Gronda, che ora annunciano come opera strategica dopo averla stoppata (facendo risparmiare la concessionaria). “A chi – sottolinea ancora – pur conoscendo la legge, ha mentito agli italiani facendo credere loro che avrebbero potuto estromettere Autostrade con un colpo di spugna. A chi ha permesso che Autostrade non facesse lavori di messa in sicurezza in questi due anni. A chi per colpa di questo squallido balletto ha inchiodato i liguri in code interminabili in piena stagione estiva”. 

“Voi ridate il ponte ad Autostrade – dice Toti – senza ottenere nulla. Noi continuiamo a lavorare per l’interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi… ma visti i risultati…”. 

Ponte Genova, rabbia M5S: “Tenuti all’oscuro” 

“Della lettera di De Micheli non sapevamo nulla… E se abbiamo un viceministro alle Infrastrutture e un sottosegretario al Mit, per giunta ligure, allora sì che è grave”. La rabbia M5S rimbalza sui telefonini dei parlamentari e dei membri di governo grillini, mentre monta la notizia della missiva della responsabile delle Infrastrutture, la dem Paola De Micheli, al commissario Bucci: in sintesi, affidare ad Autostrade il nuovo ponte per consentirne l’apertura immediata. Almeno fino all’arrivo di un’eventuale revoca. 

Ma la rabbia grillina tocca soprattutto questo. “Sono due anni che parliamo di revoca – lamentano gli eletti – e siamo sempre fermi”. E’ un tutti contro tutti quello che si registra in queste ore in un Movimento in forte fibrillazione. Contro De Micheli, dunque, ma non solo. “Per tagliare il nastro del nuovo ponte – fa notare un ministro M5S all’Adnkronos – l’affidamento al gestore era d’obbligo, De Micheli non aveva altre scelte… Il problema è che il gestore è sempre lì, ed è ancora Benetton”. 

Certo il silenzio di De Micheli non passa inosservato: “Non poteva non sapere che stava lanciando una bomba, soprattutto nel campo del M5S”. Nel mirino dei pentastellati c’è però anche il premier Giuseppe Conte, che era stato ‘messo per conoscenza’ nella lettera di De Micheli ma non ne avrebbe fatto parola con i 5 Stelle, con il sottosegretario Riccardo Fraccaro e con il capodelegazione Alfonso Bonafede, assicurano all’Adnkronos i beninformati. Ma anche gli stessi Fraccaro, Bonafede, e il viceministro al Mit Giancarlo Cancelleri vengono ‘bacchettati’ in ore complicate. 

L’accusa è di non aver “tenuto il fiato sul collo su questa vicenda, che per il M5S è vitale: dovevano essere come una goccia cinese, scavare la roccia – sbotta un sottosegretario – e invece si è lasciato ‘non decidere’, questa è la verità”.  

Un’accusa che sembra emergere anche nel tweet al vetriolo del viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni, finito nei mesi scorsi proprio nel mirino di Benetton: “Rinviare non significa risolvere i problemi! Il conto, salato, alla fine si paga sempre. I cittadini ci hanno eletto per #cambiare e #decidere e non per avere ‘l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo’ #NonInMioNome #ViaIBenetton”, scrive durissimo citando non a caso gli ignavi nel vestibolo dell’Inferno di Dante. (di Ileana Sciarra) 

Coronavirus, altri 71 positivi e 12 morti in Lombardia 

Sono 71 i nuovi casi e 12 morti in Lombardia per il coronavirus. Secondo gli ultimi aggiornamenti della Regione c’è stato un calo dei ricoverati: 211 i pazienti in ospedale, 18 in meno rispetto a ieri. In terapia intensiva i pazienti sono due in meno, per un totale di 34 persone. Sale ancora il numero di guariti e dimessi, che diventano 69.466 (+673).  

In Lombardia torna il primato di Bergamo per i nuovi casi di Covid19. Sono 30 i positivi rilevati in provincia; secondo il bollettino della Regione, segue Milano, con 16 casi, di cui 6 nel capoluogo, e Brescia, con 9 positivi al virus. A Mantova, sotto osservazione per i focolai nei macelli, ci sono 4 casi, a Lodi idem. Nel resto delle province uno, due o tre casi al massimo, come a Cremona.  

Centrodestra: “Ok a incontro con Conte ma settimana prossima” 

“Il centrodestra è pronto a incontrare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte settimana prossima. L’ipotesi di organizzare il confronto già domani non è percorribile per il poco preavviso, per impegni già assunti precedentemente e per la scarsa chiarezza con cui Palazzo Chigi ha deciso di informare i leader, ovvero in tempi diversi. I prossimi giorni saranno utili al premier anche per inviare il documento di sintesi dopo gli Stati Generali, documento che sarà la base per il confronto con l’opposizione”. E’ quanto dichiarano fonti di centrodestra, dopo l’ennesimo scontro a distanza con il premier per un confronto sulla cosiddetta fase 3. 

“Il centrodestra – proseguono le stesse fonti – conferma la ferma volontà di illustrare al governo una serie di misure urgenti: la situazione è sempre più preoccupante anche per l’evidente disfacimento della maggioranza su temi decisivi e urgenti come quelli delle concessioni autostradali. 

Coronavirus, altri 15 morti e 193 nuovi casi 

Altri 15 morti in Italia per coronavirus. Le vittime dall’inizio dell’emergenza sono 34.914, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. I nuovi casi positivi sono 193. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 825 guariti, che portano il totale a 193.640. 

I dati dell’emergenza in Italia 

In Lombardia 12 decessi e 71 positivi nelle ultime 24 ore 

Morricone, il patron degli studi Forum: “Era il primo ad arrivare, ma se giocava la Roma…”  

(di Ilaria Floris) 

“Arrivava sempre un’ora prima degli altri, dei tecnici e dei musicisti, e aveva profondo rispetto di tutti coloro che ci lavoravano. Mi ha trasmesso il senso della professionalità, l’amore per la musica e la serietà, perché per Ennio la musica era una cosa seria”. E’ un ricordo del maestro Morricone commosso e profondo quello che regala all’Adnkronos Marco Patrignani, patron degli storici studi di registrazione Forum di Piazza Euclide fondati nel 1970 dallo stesso Morricone insieme ad Armando Trovajoli, Luis Bacalov e Piero Piccioni. 

La gestione degli studi passò poi nel 1979 allo storico tecnico del suono del maestro, Franco Patrignani, papà di Marco, che ha quindi conosciuto il grande compositore fin dalla tenera età. E il ritratto che emerge è quello, oltre che di un genio, di un essere umano speciale. “Ho impressi nella memoria 40 anni di storia che ho vissuto nella sua orbita -racconta Patrignani- L’ho conosciuto a 12 anni, nel 1979, e i i ricordi sono innumerevoli, con oltre 250 progetti musicali da lui incisi nei nostri studi”. 

“Gli studi – ricorda il produttore – erano una sua seconda casa. Quando entrava, gli si leggeva negli occhi la gioia di iniziare un nuovo progetto. Amava mettere le persone a proprio agio e scherzare ma sul lavoro era serissimo, perché aveva un approccio secondo il quale considerava la musica un qualcosa su cui non scherzare. Certo, c’è da dire che se giocava la Roma, difficilmente avrebbe registrato nello stesso momento… era tifosissimo”.  

Tra i ricordi più indelebili di Patrignani c’è sicuramente la festa di compleanno per i 90 anni del maestro, organizzata proprio negli studi dove registrava tutti i suoi capolavori, e che lui accettò di buon grado di trascorrere, oltre che con la sua famiglia, la sua amatissima moglie Maria, il figlio Marco, e l’inseparabile Giuseppe Tornatore, insieme a tutti i musicisti e collaboratori che lavoravano con lui ogni giorno. “Fu per me un grandissimo regalo quando accettò l’invito a festeggiare un evento così privato fra quelle mura”, ricorda commosso il produttore. 

Fu una serata pregna di emozione. “Lo abbiamo celebrato facendo omaggio ad Ennio di una serie di esecuzioni di musica contemporanea, perché lui ci teneva moltissimo ad essere riconosciuto ed considerato per il suo lavoro di musica classica seria, contemporanea. E questo omaggio lo abbiamo fatto tramite tutte le prime parti dell’Orchestra italiana del Cinema, fondata dieci anni prima attraverso questi storici studi, l’unica orchestra specializzata nella grande musica del cinema”. Un modo per contraccambiare la generosità di Morricone eseguendo quegli stessi brani che spesso “lui stesso dedicava ai singoli musicisti. Perché era molto generoso in termini artistici, dedicava spesso dei piccoli spartiti ora ad un violinista, ora ad un contrabbassista”, rivela il produttore.  

Alla fine dell’esecuzione, che Morricone ha ascoltato seduto sul divano nel suo Studio A, “si alzò in piedi, e con una forte commozione prese il microfono e con voce commossa disse una cosa importantissima. ‘Io ringrazio voi ma soprattutto ringrazio ad uno ad uno tutti i musicisti che hanno collaborato con me nella mia vita e tutti i tecnici perché senza di loro il mio lavoro non avrebbe avuto lo stesso risultato’. Un momento che non dimenticheremo mai”. Quest’anno ricorrono i 50 anni dalla fondazione degli studi, e Patrignani, dopo la scomparsa del maestro, li vive con particolare senso di responsabilità. “Sono rimasto io -dice commosso- con in mano il testimone di quattro Cavalieri di una Tavola Rotonda da difendere”. E conclude: “Ora nel firmamento c’è una nuova grande stella, forse la più brillante”. 

 

Brasile, uomo senza Hiv con un cocktail di farmaci 

Un uomo brasiliano potrebbe essere la prima persona al mondo ad aver ottenuto una remissione a lungo termine dell’Hiv , dopo un trattamento con un nuovo cocktail di antiretrovirali. Una vicenda resa nota dai medici brasiliani che l’hanno seguito, accolta con qualche scetticismo da alcuni specialisti, come riferisce il ‘New York Times’. A rendere eccezionale il caso è il fatto che il paziente avrebbe ‘sconfitto’ il virus senza essere sottoposto a trapianto di midollo, come successo in precedenza. La vicenda del ‘paziente di San Paolo’ è stata illustrata dai ricercatori dell’Università Federale di San Paolo alla Conferenza Aids 2020. 

“Benché si tratti di un caso isolato, potrebbe rappresentare la prima remissione a lungo termine dall’Hiv” senza un trapianto, hanno detto i medici brasiliani. Le analisi del sangue non hanno rilevato nell’uomo, di 36 anni, segni di infezione dopo il trattamento speciale: in aggiunta al cocktail di farmaci standard il paziente ha ricevuto tre medicinali antiretrovirali per 48 settimane, fra i quali maraviroc e nicotinamide, che sarebbero in grado di far emerge ‘i serbatoi’ del virus nell’organismo, in modo che questo possa essere eliminato dagli altri farmaci. Il paziente, sieropositivo dall’ottobre 2012, aveva iniziato i trattamenti due mesi dopo. Nel 2016 è stato uno dei 5 soggetti coinvolti nella sperimentazione di questa nuova terapia mirata.  

Alla fine della sperimentazione, il paziente è tornato al trattamento standard, che ha interrotto nel marzo 2019. Le analisi del sangue condotte da allora ogni 3 settimane non hanno rilevato finora segni di infezione, secondo i ricercatori del team di Ricardo Diaz. Anche se sulla vicenda non manca lo scetticismo di altri studiosi. “Si tratta di risultati eccitanti, ma molto preliminari”, avverte Monica Gandhi, esperta di Hiv dell’Università della California a San Francisco e fra gli organizzatori della conferenza. Altri studiosi invitano alla cautela e chiedono ulteriori dati. 

Il caso dell’uomo brasiliano potrebbe aggiungersi ai celebri casi dei pazienti di Berlino e di Londra, che hanno sconfitto l’infezione dopo un trapianto di staminali. 

Scuola, Azzolina: “78mila docenti a ruolo” 

“E’ in corso di perfezionamento la richiesta al Mef di oltre 80mila assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per l’anno scolastico 2020-21”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante il seguito dell’audizione in Commissione Istruzione del Senato sulle iniziative connesse all’emergenza coronavirus e sull’avvio del prossimo anno scolastico. 

“Inoltre – ha aggiunto la ministra – con la definizione delle graduatorie provinciali per le supplenze, nei prossimi giorni, contiamo entro l’inizio dell’attività didattica di avere in cattedra tutti i docenti necessari. Si tratta di uno strumento che inizia a porre rimedio in via strutturale a tematiche annose per il nostro sistema di istruzione, come la cronica mancanza di docenti soprattutto nelle aree del Nord”. 

“Abbiamo bisogno di docenti formati, reclutati con concorsi che si svolgano a cadenza regolare e che puntino ad assicurare presenza stabile di docenti a tempo indeterminato – sottolinea – Bisogna dare tempi certi e stabili ai concorsi. Per troppo tempo abbiamo assistito a ritardi sui bandi: garantiremo che difficoltà siano superate e che sia possibile misurarsi regolarmente con i concorsi. A conclusione delle procedure avviate dal ministero, avremo garantito l’immissione in ruolo di 78mila docenti. E’ un grande risultato”.  

“Nel decreto Semplificazioni è stata inserita una norma scritta dal mio ministero che affida al commissario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, la facoltà di intervenire per l’acquisto, la fornitura e la distribuzione di beni utili e arredi per l’avvio in sicurezza. Per garantire l’azione tempestiva di rinnovo degli arredi, come i banchi singoli di nuova generazione, il supporto di Arcuri sarà indispensabile in ottica della velocizzazione dei processi burocratici. Esprimo soddisfazione per la nomina”, ha sottolineato poi Azzolina.  

“Sono in corso di definizione le linee guida per l’utilizzo della didattica digitale integrata proprio perché sia chiara la sua funzione di integrare, e non di sostituire, il percorso di apprendimento quale ulteriore strumento metodologico in via ordinaria e straordinaria. Per tali ragioni, a questa attività si accompagneranno nelle prossime settimane spazi di formazione del personale scolastico sulle tematiche digitali e sul rientro in sicurezza”, ha fatto sapere ancora la ministra accogliendo “con favore la possibilità di svolgere test sierologici sul personale scolastico in vista dell’inizio del nuovo anno. E’ una misura da me caldeggiata che garantirebbe maggiore sicurezza in vista della ripresa, a cui sta lavorando il ministero della Salute”.  

 

Ponte Genova, De Micheli conferma: “Gestione ad Autostrade” 

“La lettera al sindaco Bucci l’ho firmata io: una lettera in cui confermo la procedura di collaudo consegna e anche quella della gestione che va al concessionario, ovviamente in questa fase concessionario è Aspi”. Lo afferma la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli ai microfoni di Radio 24, riferendosi alla gestione del viadotto autostradale di Genova ricostruito dopo il crollo del Ponte Morandi. In questa fase “questa è l’opzione, la soluzione che io stessa ho indicato”, ha detto. 

“Confermo che è arrivata la lettera dal ministro e ha affidato al commissario il verbale di verifica dell’ispezione di viabilità. Lo faremo noi con la struttura commissariale e decideremo il team di consulenti che farà questo lavoro, possono essere Anas, Rina o altri. E’ una decisione che prenderanno i responsabili tecnici”, aveva detto dal canto suo in un’intervista al Sole 24 Ore il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del viadotto Polcevera Marco Bucci. 

“Confermata la concessione ad Autostrade? Cosa non si fa per salvare la poltrona, 5Stelle ridicoli e bugiardi, due anni di menzogne e tempo perso: colpa di Salvini anche questo?”., commenta il leader della Lega Matteo Salvini. 

“Dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il Governo M5S-PD”. Lo scrive in un post sulla sua pagina Facebook questa mattina il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.  

“Io non dico nulla – prosegue – Ma nulla di nulla. Aspetto solo il commento di: Travaglio, Pedullà, Salvatore, Di Maio, Lunardon, alcuni giornalisti che vorrebbero fare politica, insomma tutti coloro che in questi anni hanno pontificato per i loro amici. Perché a differenza loro, noi siamo amici solo dei liguri e vogliamo autostrade che funzionino e sicure. Ci interessa solo questo. Altri forse sono amici di altro… e altri. Sicuro non della verità”. 

“Leggo la rassegna di questa mattina e penso… – aveva iniziato Toti, nel suo post – Ai grillini che promettevano, sulle macerie del Morandi, che avrebbero tolto subito le concessioni. A chi ci accusava di essere amici di Autostrade quando predicavamo solo buon senso dicendo che la giustizia si fa nei tribunali. Ai tanti partiti di Governo che si sono riempiti la bocca di cambiamento e nuova politica senza prendere una, che sia una, decisione su questo tema. Ad alcuni giornalisti che concionavano sulle malefatte di Autostrade, ci accusavano di difenderle e inneggiavano alla giustizia che il Governo avrebbe fatto togliendo le concessioni”. 

A chi ha bloccato infrastrutture già finanziate da Autostrade, come la Gronda, che ora annunciano come opera strategica dopo averla stoppata (facendo risparmiare la concessionaria). “A chi – sottolinea ancora – pur conoscendo la legge, ha mentito agli italiani facendo credere loro che avrebbero potuto estromettere Autostrade con un colpo di spugna. A chi ha permesso che Autostrade non facesse lavori di messa in sicurezza in questi due anni. A chi per colpa di questo squallido balletto ha inchiodato i liguri in code interminabili in piena stagione estiva”. 

“Voi ridate il ponte ad Autostrade – dice Toti – senza ottenere nulla. Noi continuiamo a lavorare per l’interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi… ma visti i risultati…”. 

 

Morricone: su radio e tv nominato una volta ogni due minuti 

La scomparsa di Ennio Morricone ha avuto larghissima eco sui mezzi di informazione italiani: negli ultimi due giorni, infatti, il nome del Maestro ha ottenuto 3434 citazioni sui media ed è stato pronunciato quasi una volta ogni 2 minuti sulle radio e tv nazionali e sulle principali emittenti regionali. 

È quanto emerge dal monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it. L’analisi ha rilevato le citazioni relative a Ennio Morricone sui media nazionali e locali nel periodo che va dalla mattina del 6 luglio (quando è stata annunciata la sua scomparsa) alle 12 del 7 luglio. 

La ricerca di Mediamonitor.it ha inoltre rilevato che, nel periodo preso in esame, il termine più ricorrente affiancato a quello del grande compositore è stato ‘Oscar’, con 1648 citazioni, seguito dal nome di Sergio Leone (1278), il regista che deve parte del successo della sua “trilogia del dollaro” alle indimenticabili colonne sonore composte dal Maestro. 

Al quarto posto, con 863 citazioni, troviamo Quentin Tarantino: il regista americano considerava Morricone il suo compositore preferito, superiore addirittura a Mozart e Beethoven, tanto da affidargli la colonna sonora di “The hateful eight”, che si aggiudicò l’Oscar nel 2016. 

Sono proprio le colonne sonore a ricorrere più spesso negli articoli e nei servizi radiotelevisivi dedicati al Maestro, a cominciare da quella di Mission (al quinto posto con 810 citazioni), il cui mancato Oscar fu motivo di grande delusione per Morricone, seguita da “Nuovo Cinema Paradiso” (696) e “C’era un volta in America” (686), rispettivamente in sesta e settima posizione, mentre “Per un pugno di dollari”, con 667 menzioni, è nona, alle spalle del regista Giuseppe Tornatore (683). 

Chiudono la classifica stilata da Mediamonitor.it due riferimenti allo struggente testo scritto dal Maestro poco prima di morire: il termine “necrologio”, menzionato 551 volte, e la frase “non voglio disturbare” (467 citazioni). 

Ibrahimovic: “Forse ultime volte che tifosi mi vedono giocare” 

“Può essere una delle ultime volte che mi vedono giocare…”. L’attaccante del Milan Zlatan Ibrahimovic si esprime così sul proprio futuro. “Vediamo, c’è ancora un mese per divertirmi -dice il 38enne svedese a Dazn- Ci sono cose che stanno succedendo qua di cui non siamo in controllo, mi dispiace per i tifosi. Giocare senza di loro è brutto, oggi avrebbero potuto divertirsi con noi”. “Io mi sto divertendo, ho 38 anni, non ho il fisico di prima, faccio quello che posso fare, non posso fare quello che facevo a 20 anni, ma con l’intelligenza ci si arriva. Non sto qua per fare la mascotte ma perché voglio portare i risultati”, conclude Ibrahimovic. 

Italiano incitava alla jihad, arrestato a Milano 

Nel corso nella notte, i carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale Ordinario di Milano su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un trentenne italiano, indagato per istigazione a delinquere aggravata dall’uso del mezzo telematico. 

L’attività investigativa, sviluppata lungo un consistente lasso temporale, ha consentito di documentare l’assidua condotta posta in essere dall’indagato, il quale, aderendo pienamente all’ideologia estremista di matrice salafita, si è impegnato nel diffondere il credo propugnato dall’autoproclamato Stato Islamico, esaltandone le gesta in chiave apologetica e istigando i propri interlocutori a unirsi al jihad globale contro i miscredenti. A conferma di quanto è ormai consolidato, l’indagato, per realizzare il proprio disegno criminoso, si è avvalso della rete internet, strumento più efficace per colpire le fasce di popolazione mondiale maggiormente influenzabili, utilizzando i social media (tra gli altri, Facebook e la piattaforma ‘Sound Cloud’) per condividere immagini e documenti audio/video di esaltazione delle azioni violente del Daesh. 

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I fatti contestati, commessi in Milano dal novembre 2015 e tutt’ora in atto, sono aggravati dalle finalità di terrorismo internazionale e dall’utilizzo dello strumento informatico e telematico. 

La pericolosità dell’indagato è stata avvalorata dal circuito relazionale – sia nazionale, sia internazionale – particolarmente qualificato, composto da una rete di persone dedite alla sistematica propaganda a favore dello Stato Islamico e dell’esaltazione del Jihad mediante la condivisione di post e commenti sui social. 

I dettagli dell’operazione, denominata ‘Al Bidaya’, verranno fornito nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Milano alle 12.  

Coronavirus, record di casi negli Usa  

Gli Stati Uniti fanno segnare un nuovo record dall’inizio dell’emergenza coronavirus con 60.209 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Mai negli Usa si erano contati tanti contagi da Covid-19 in un solo giorno. Le vittime in più rispetto a ieri sono 1.114, per un totale di 131.362 decessi, come riferisce la Johns Hopkins University. 

Trump: “Tasso mortalità sceso di 10 volte, farò pressioni perché scuole riaprano in autunno” 

Coronavirus, Trump: “Tasso mortalità sceso di 10 volte” 

“Il tasso di mortalità è sceso di 10 volte!”. Lo ha scritto in un tweet il presidente americano, Donald Trump, riferendosi ai decessi causati negli Usa dalla pandemia di coronavirus.  

Trump ha allo stesso tempo assicurato che farà “pressione” sui governatori perché in autunno riaprano le scuole, sottolineando che il Paese “è in una buona posizione” per quanto riguarda la pandemia di coronavirus, nonostante l’aumento dei casi e il record di oltre 60mila nuovi contagi nelle ultime 24 ore. 

“Faremo molta pressione sui governatori e sul mondo intero per riaprire le scuole, per tenerle aperte”, ha detto Trump durante un evento alla Casa Bianca in cui ha insistito sul fatto che la sua Amministrazione “spera che la maggior parte delle scuole riapriranno”. 

 

Coronavirus, a Pechino secondo giorno senza nuovi casi 

Per il secondo giorno consecutivo Pechino non ha registrato nuovi casi di trasmissione locale di Covid-19. Lo hanno comunicato le autorità sanitarie cinesi, a quasi un mese dall’allarme scattato per un nuovo focolaio di coronavirus nella capitale cinese. Il bollettino resta così fermo a 335 contagi dall’11 giugno. La Commissione sanitaria della città ha indicato inoltre che non si sono registrati nuovi casi di soggetti asintomatici, mentre 13 persone sono state dimesse dall’ospedale. 

Usa, Biden vince primarie democratiche in New Jersey e Delaware 

L’ex vice presidente Joe Biden ha vinto le primarie democratiche in New Jersey e Delaware. Secondo quanto riferito dai media americani, nel New Jersey Biden ha superato con oltre l’87% dei voti il suo sfidante Bernie Sanders. In questo Stato le primarie si sono svolte attraverso il voto per posta a causa della pandemia di coronavirus. Netta affermazione dell’ex vice presidente anche nel Delaware (dove in passato è stato eletto senatore due volte), con circa il 90% dei consensi.  

Conte: “Crisi senza precedenti, si vince solo tutti insieme” 

“Abbiamo bisogno di una ripresa economica per tutta l’Europa. Non ci saranno singoli vincitori o singoli vinti: vinceremo o perderemo tutti insieme. Questa è una crisi senza precedenti”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa con il premier portoghese Antonio Costa a Lisbona. “Sono lieto di cominciare il mio tour europeo da Lisbona. Con Costa abbiamo sempre trovato il modo per coltivare un dialogo intenso e franco e devo dire che quasi sempre ci siamo ritrovati su posizioni comuni”. “Ci siamo soffermati sulle relazioni” tra i nostri paesi “che sono eccellenti, sono convinto che potranno rafforzarsi”. “Italia e Portogallo lavorano insieme per ottenere dal Consiglio Ue una risposta immediata, forte e adeguata alla grande crisi che stiamo vivendo. Non c’è tempo da perdere, bisogna avere il coraggio di decidere. Subito”. 

“Ci auguriamo che il prossimo consiglio europeo sia quello risolutivo e ci batteremo per questo” dice il premier Conte. “Anche perché le previsioni diffuse oggi sono molto negative”. “Non abbiamo il tempo e dobbiamo avere il coraggio di decidere subito” ha detto a proposito delle misure Ue contro la crisi per le conseguenze dell’emergenza coronavirus. “La linea rossa” oltre la quale non si può scendere “direi è che la risposta deve essere forte e ambiziosa. Qualsiasi soluzione di compromesso al ribasso no è accettabile”. “Non è possibile pensare di completare il negoziato in Europa con una proposta al ribasso, di basso profilo o cercando un compromesso a 27 perché significherebbe indebolire questa risposta che invece deve essere forte come i nostri cittadini si aspettano”, sottolinea. “Abbiamo condiviso la necessità di una risposta solida, forte, coordinata a livello europeo. Molti sforzi sono stati già compiuto, non partiamo da zero. Ora bisogna percorrere l’ultimo miglio e non distrarci, serve massima concentrazione sulla fase finale del negoziato”. “Il progetto Next generation Eu insieme al Quadro finanziario pluriennale sono un pacchetto unitario e vanno considerati tutti i suoi aspetti. No ha molto senso non isolare qualche aspetto”. 

CASALEGGIO – “Davide Casaleggio mi aveva chiesto un incontro nei giorni scorsi, perché gli avrebbe fatto piacere presentarmi il piano dell’associazione dedicata a suo padre. Poi abbiamo fatto qualche ulteriore accenno all’attualità, il tema delle elezioni regionali le abbiamo solo sfiorate, non c’è stato in alcun modo un confronto sulle strategie” elettorali.  

PIL – “Le previsioni di oggi” sui dati del Pil “sono negative ma sono quelle che si potevano attendere e non cambiano le nostre determinazioni sullo scostamento”. “Non abbiamo parlato di Mes. Non è tra i nostri principali pensieri” .  

REGIONALI – “Sulle regionali non era mia intenzione forzare la mano a nessuno. Ho solo formulato un auspicio come presidente del consiglio di 4 forze politiche che si presentano separate mentre le opposizioni saranno unite. Questo non significa tirare per la giacchetta il Movimento 5 Stelle”.