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Autore: admin

Ragazzi trovati morti a Terni, fermato 41enne 

Un 41enne ternano è stato fermato in serata perché ritenuto collegato al tragico malore che ha provocato la morte del quindicenne e del sedicenne di Terni trovati questa mattina senza vita dai genitori nelle loro camere da letto. I particolari della vicenda saranno illustrati dal procuratore, Alberto Liguori e dal pm Raffaele Pesiri nel corso di una conferenza stampa in programma domani alle 11 presso il Commando provinciale dei carabinieri di Terni.  

Potrebbe essere stata causata da assunzione di droghe la morte dei due minorenni, uno di 15 e l’altro di 16 anni, ritrovati senza vita questa mattina nei loro rispettivi letti, in due diversi quartieri del capoluogo umbro. A scoprire i corpi i genitori. Sui decessi indagano i Carabinieri del Comando Provinciale di Terni. Sui corpi dei ragazzi non sarebbero stati trovati segni di violenza. 

Dalle prime ricostruzioni, la morte dei due giovani, molto amici fra loro, potrebbe essere quindi collegata all’assunzione di sostanze stupefacenti. Le due vittime avrebbero infatti trascorso la serata di ieri insieme. Sarà in ogni caso solo l’esito definitivo dei test tossicologici a poter dare la certezza assoluta che siano morti per droga. I due ragazzini, che, secondo gli investigatori, potrebbero aver assunto cocaina o anche altri tipi di sostanze stupefacenti, sarebbero deceduti subito dopo essere tornati a casa, al termine della serata ‘brava’ passata insieme. Stando i primi accertamenti del medico legale, infatti, gli adolescenti erano morti già da diverse ore quando i rispettivi genitori si sono accorti del decesso, trovandoli senza vita nel letto.  

Quello che è certo è che i due giovanissimi, molto legati tra di loro, ieri avessero trascorso tutta la serata insieme. Per questo motivo gli investigatori stanno ascoltando e rintracciando gli amici e coloro con i quali si presume possano aver avuto contatti, per capire cosa sia successo e, soprattutto, che tipo di sostanza abbiano assunto e chi gliela abbia fornita. 

“Una tragedia immensa, non posso far altro che stringermi al cordoglio della famiglia dei due giovani. Sono diventato papà da pochi giorni e non oso immaginare il dolore di un genitore che ritrova il corpo senza vita del proprio figlio nel letto. Oggi per Terni e per i suoi cittadini è una giornata di lutto”. Così all’Adnkronos il sindaco Leonardo Latini. “Droga? Non è il momento di fare polemica ora, ma è chiaro che se dovesse essere confermata questa ipotesi riemergerebbe, ancora una volta, un problema molto serio che, insieme a tutte le forze dell’ordine, stiamo cercando di combattere con ogni mezzo a disposizione”, conclude il sindaco leghista.  

 

SuperEnalotto, centrato un 6 da quasi 60 milioni  

SuperEnalotto rende milionaria Sassari con un 6 da 59.472.355,48 euro. La vincita del Jackpot è stata realizzata a Sassari presso il punto di vendita Sisal Tabacchi Riv 45 situato in via Luna e Sole, 11 con una schedina da soli 3 euro. I numeri vincenti erano 16, 24, 29, 53, 73, 88. Jolly: 62. Superstar: 50.  

Quella di stasera arriva dopo 51 concorsi di attesa ed è la seconda vincita con punti sei del 2020. Con quest’ultima sono 124 le vincite con punti 6 realizzate dalla nascita del SuperEnalotto. Il 6 mancava dal 28 gennaio 2020, ricorda Agipronews, quando è stato vinto ad Arcola (SP) un Jackpot da 67,2 milioni di euro, il 14° montepremi più alto dei Jackpot SuperEnalotto assegnati. 

Dal 1997 a oggi, considerando solo le vincite di prima categoria, sono stati distribuiti premi per oltre 5 miliardi di euro. Ecco la Top five dei Jackpot della storia. Per ognuno viene indicato anche il ritardo rispetto alla vincita precedente. 13/08/19 209.160.441,54 euro Lodi (LO) 178 concorsi; 30/10/10 177.729.043,16 euro Bacheca dei Sistemi 112 concorsi; 27/10/16 163.538.706,00 euro Vibo Valentia (VV) 200 concorsi; 22/08/09 147.807.299,08 euro Bagnone (MS) 86 concorsi; 09/02/10 139.022.314,64 euro Parma (PR) e Pistoia (PT) 72 concorsi.  

Grazie al Jackpot di ripartenza, la sestina vincente già dal prossimo concorso metterà sul piatto oltre 11 milioni di euro: un ‘tesoretto’, spiega Agipronews, costruito grazie a tutti i concorsi successivi all’ultimo 6 in cui non sono stati realizzati dei 5+, con la metà del montepremi della seconda categoria di premio che incrementa il Jackpot in palio, mentre il restante 50% va a formare il montepremi di ripartenza. Dal suo lancio, nel dicembre 1997, l’anno record per la raccolta del SuperEnalotto è stato il 2009: con il Jackpot da 148 milioni centrato a Bagnone le giocate superarono i 3,3 miliardi di euro, ma nel 2019 grazie al Jackpot record assegnato il 13 agosto, le giocate hanno superato gli 1,6 miliardi di euro.  

“Mi dovete scusare ma sono molto emozionata. Ci sono state alcune vincite con i ‘Gratta e Vinci’ ma un ‘6’ nella nostra ricevitoria davvero non ce lo aspettavamo”, sottolinea Piera Fara, titolare della ricevitoria, dove c’è stata la vincita. Per la Sardegna non è solo la settima vincita nella storia del gioco ma anche la più alta mai realizzata: “Per tutti noi, per la nostra regione è una cosa mi vista – continua ad Agipronews – Stavamo chiudendo quando ci è giunta la notizia della vincita: non saprei se chi ha giocato la schedina è una persona del luogo o un turista, questo è un punto di passaggio e molto frequentato”, continua la signora Fara. La titolare della ricevitoria non sa nemmeno quando è stata giocata la schedina fortunata: “Con calma verificheremo tutto. Adesso ci dobbiamo ancora rendere bene conto di ciò che è accaduto. Vorrei farei i miei complimenti al vincitore. Che altro dire: speriamo che si ricordi di noi”.  

Poker Milan, Juve spreca matchpoint scudetto 

La Juve perde a Milano e spreca il matchpoint scudetto. I bianconeri cedono 4-2 contro il Milan, sprecando il vantaggio di 2-0 acquisito dopo un’ora e incassando 4 reti in 20 minuti. Il passo falso clamoroso non permette alla Vecchia Signora di cucirsi virtualmente il tricolore sulla maglia. La Juve resta a 75 punti e mantiene 7 lunghezze di vantaggio sulla Lazio, battuta a Lecce nella gara che ha aperto la 31esima giornata. 

A San Siro, la capolista sembra padrona della gara all’inizio della ripresa. Rabiot sblocca il risultato al 47′ con una strepitosa azione personale, chiusa con un sinistro dal limite dell’area. Al 53′, Ronaldo sfrutta il disastro della coppia Kjaer-Romagnoli e raddoppia. La Juve esce dal campo, il Milan rientra in partita complice il rigore che l’arbitro Guida assegna per un tocco di mano di Bonucci. Ibrahimovic va a segno dal dischetto al 62′ e dà il via alla rimonta. Al 66′ Kessie firma il 2-2 con una conclusione deviata da un difensore bianconero che beffa Szczesny. Passa una manciata di secondi e Leao scappa a sinistra e tira: altra deviazione. 3-2. La Juve completa l’opera con l’errore di Alex Sandro, che regala palla agli avversari e permette a Rebic di chiudere i conti all’81’: 4-2. 

Scuola, Arcuri commissario per la ripartenza 

Domenico Arcuri, il commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19, “fino alla scadenza del predetto stato di emergenza”, procede, “nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali”. E’ quanto si legge nella bozza del dl Semplificazioni.  

Il commissario, si legge ancora, “per l’attuazione di quanto previsto dal precedente periodo, provvede nel limite delle risorse assegnate allo scopo con Delibera del Consiglio dei Ministri a valere sul Fondo emergenze nazionali di cui all’articolo 44 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1; le risorse sono versate sull’apposita contabilità speciale intestata al Commissario”. A tale scopo, “le procedure di affidamento dei contratti pubblici potranno essere avviate dal Commissario anche precedentemente al trasferimento alla contabilità speciale delle suddette risorse”. 

”Piena soddisfazione per la norma inserita nel Semplificazioni che affida nuove competenze al commissario Arcuri per supportare la riapertura delle scuole a settembre. Una norma scritta e fortemente voluta dal mio ministero. E che permetterà ad esempio di velocizzare l’iter per l’acquisto e la distribuzione degli arredi scolastici, come i banchi singoli di nuova generazione”. Così la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. 

Volo Dacca-Roma, 36 passeggeri positivi  

“I casi positivi al tampone rilevati all’aeroporto di Fiumicino e riferiti al volo atterrato ieri da Dacca (Bangladesh) sono stati 36 (oltre il 13%) e sono stati in gran parte trasferiti al Covid Center di Casal Palocco (spoke dello Spallanzani)”. In totale “i casi correlabili ai voli provenienti da Dacca (Bangladesh) sono stati finora complessivamente 77”. Lo evidenzia l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, nel bollettino dell’Unità di crisi Covid-19.  

“Tutti i passeggeri del volo di ieri sono stati posti in isolamento presso strutture alberghiere e alcuni di loro presso il proprio domicilio previa la verifica delle condizioni di isolamento – aggiunge l’assessore – Una straordinaria adesione da parte della comunità del Bangladesh per i test al drive-in Santa Caterina delle Rose (Asl Roma 2) a dimostrazione che è stato raccolto l’appello lanciato dalla Asl Roma 2. Sono state importanti le indicazioni delle autorità religiose e dei rappresentanti della comunità”.  

“Una vera e propria ‘bomba’ virale che abbiamo disinnescato con tempestività attraverso l’ordinanza del presidente Zingaretti”, aveva sottolineato D’Amato aggiungendo: “E’ la conferma che non ci sono le condizioni di sicurezza da quella provenienza e bene la sospensione dei voli, ma bisogna valutare attentamente le misure da adottare”. “Se non avessimo messo in piedi una imponente macchina dei controlli questi passeggeri molto probabilmente sarebbero stati a loro volta un vettore di trasmissione del virus presso le loro comunità a cui abbiamo chiesto la massima collaborazione, innanzitutto nel loro interesse, per mettersi a disposizione delle autorità sanitarie al fine di eseguire i test per coloro che nell’ultimo mese sono rientrati dal loro Paese di origine o hanno avuto contatti diretti con persone rientrate”, ha sottolineato.  

Tutti coloro che dal 1° giugno sono rientrati dal Bangladesh o sono entrati in contatto stretto con persone di rientro dal Paese asiatico sono invitati “a recarsi presso il drive-in di Santa Caterina delle Rose operativo tutti i giorni dalle ore 9 alle 18 in Largo Preneste (Asl Roma 2) per effettuare i test. Inoltre in via del tutto straordinaria sono stati predisposti, in collaborazione con la Comunità, ulteriori due punti disponibili per questo sabato e questa domenica in piazza della Marranella 1 e via degli Eucalipti 20 (Asl Roma 2)”. L’invito arriva appunto dopo l’incontro di questa mattina, riferisce l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio. “Si invitano inoltre anche coloro che non abbiano sintomi a rispettare l’isolamento per 14 giorni dopo l’arrivo ricordano le regole fondamentali di distanziamento. E per coloro che non hanno una possibilità logistica vengono messi a disposizione degli appositi alberghi”.  

Nel Lazio sono 873 gli attuali casi positivi Covid-19, di cui 658 in isolamento domiciliare, 202 ricoverati non in terapia intensiva e 13 in terapia intensiva. Sono in totale 842 i pazienti deceduti e 6.495 le persone guarite. In totale sono stati esaminati 8.210 casi. Lo evidenzia il bollettino dell’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio.  

Minori morti a Terni, sempre più accreditata ipotesi droga 

Potrebbe essere stata causata da assunzione di droghe la morte dei due minorenni, uno di 15 e l’altro di 16 anni, ritrovati senza vita questa mattina nei loro rispettivi letti, in due diversi quartieri del capoluogo umbro. A scoprire i corpi i genitori. Sui decessi indagano i Carabinieri del Comando Provinciale di Terni. Sui corpi dei ragazzi non sarebbero stati trovati segni di violenza. 

Dalle prime ricostruzioni, la morte dei due giovani, molto amici fra loro, potrebbe essere quindi collegata all’assunzione di sostanze stupefacenti. Le due vittime avrebbero infatti trascorso la serata di ieri insieme. Per questo gli inquirenti, sotto la direzione del Dott. Raffaele Pesiri e la supervisione del Dott. Alberto Liguori, rispettivamente Pubblico Ministero e Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terni, stanno ripercorrendo quanto fatto nelle ultime ore dai minori, scandagliando a fondo il contesto delle loro amicizie. 

Sarà in ogni caso solo l’esito definitivo dei test tossicologici a poter dare la certezza assoluta che siano morti per droga. Tuttavia, a quanto emerge dalle indagini condotte dai carabinieri diretti dal colonnello Stefano Verlengia, man mano che passano le ore l’ipotesi sembrerebbe farsi sempre più concreta.  

I due ragazzini, che, secondo gli investigatori, potrebbero aver assunto cocaina o anche altri tipi di sostanze stupefacenti, sarebbero deceduti subito dopo essere tornati a casa, al termine della serata ‘brava’ passata insieme. Stando i primi accertamenti del medico legale, infatti, gli adolescenti erano morti già da diverse ore quando i rispettivi genitori si sono accorti del decesso, trovandoli senza vita nel letto.  

Quello che è certo è che i due giovanissimi, molto legati tra di loro, ieri avessero trascorso tutta la serata insieme. Per questo motivo gli investigatori stanno ascoltando e rintracciando gli amici e coloro con i quali si presume possano aver avuto contatti, per capire cosa sia successo e, soprattutto, che tipo di sostanza abbiano assunto e chi gliela abbia fornita. 

“Una tragedia immensa, non posso far altro che stringermi al cordoglio della famiglia dei due giovani. Sono diventato papà da pochi giorni e non oso immaginare il dolore di un genitore che ritrova il corpo senza vita del proprio figlio nel letto. Oggi per Terni e per i suoi cittadini è una giornata di lutto”. Così all’Adnkronos il sindaco Leonardo Latini. “Droga? Non è il momento di fare polemica ora, ma è chiaro che se dovesse essere confermata questa ipotesi riemergerebbe, ancora una volta, un problema molto serio che, insieme a tutte le forze dell’ordine, stiamo cercando di combattere con ogni mezzo a disposizione”, conclude il sindaco leghista.  

 

Gismondo: “Nuova ondata non certa” 

“Non possiamo dire se ci sarà una nuova ondata” di Covid-19, “ma possiamo immaginare che non sarà mai più come a marzo e aprile perché ora siamo più preparati, conosciamo meglio il virus, abbiamo armi terapeutiche. Non siamo più l’Italia di febbraio 2020”. E’ l’analisi di Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano.  

La virologa, che in questi giorni debutta nelle librerie con ‘Ombre allo specchio. Bioterrorismo, infodemia e il futuro dopo la crisi’ (editore La nave di Teseo), sottolinea l’importanza di fare tesoro dell’eredità lasciata dall’emergenza vissuta. “Nell’era post Covid-19 nulla sarà come prima – spiega all’Adnkronos Salute – Il mio invito è: prepariamoci, senza panico, per la stagione influenzale, quando ci troveremo davanti a persone con sintomi e dovremo distinguere se si tratta di Covid oppure no. Per allora dovremo avere in casa test che in meno di un’ora ci dicono se è influenza o Sars-Cov-2, e danno un responso per diversi agenti respiratori. Oppure rischiamo di intasare di nuovo i pronto soccorso e, se c’è un positivo, si creeranno focolai”. 

Gismondo, che con la sua attività scientifica è stata in prima linea contro la Sars, guarda alla pandemia di Covid-19 e spiega in cosa, a suo avviso, si è rivelata profondamente differente rispetto ad altre pandemie recenti. Prima di tutto, per l’esperta, l’emergenza nuovo coronavirus ha fatto emergere “interessi economici non chiari in movimento, ombre” e ha messo in luce “l’attuale crisi delle istituzioni internazionali. Ne abbiamo tante – Oms, Onu e molte altre – ma non hanno potere verso gli Stati membri, tutto ciò che viene detto rimane un puro consiglio di comportamento che si traduce spesso in niente”.  

Oggi, ragiona Gismondo, “in un mondo che cambia precipitosamente, con la globalizzazione che porta a sfide mai avute, dobbiamo pretendere che vengano riviste le istituzioni internazionali perché diventino qualcosa di concreto, un cappello sovrastante le nazioni che dia la sicurezza di regole da rispettare tutti. Se tutti questi organi avessero lavorato davvero, non ci saremmo trovati impreparati a livello globale. Basti pensare che i comitati antipandemici non si riuniscono dal 2009. Noi avremmo bisogno di molta più Oms, nel senso di un’Organizzazione mondiale della sanità più chiara e autorevole”.  

In generale, “tante ombre non si sono ancora dissipate”. Molto è accaduto, continua l’esperta, “perché è difficile che i politici investano in un futuro che non si sa se si verificherà mai. In realtà questo non ce lo possiamo permettere più, perché il pericolo di pandemie sarà sempre più frequente, con la globalizzazione e il clima che cambia. Se prima l’intervallo di tempo era di 30 anni ora è di 10. Dobbiamo prendere la lezione dura del coronavirus e trasformarla in opportunità per migliorare il futuro”. 

Durante questa emergenza, racconta Gismondo, “ho visto sponsorizzazioni e flussi di denaro pazzeschi di cui non sappiamo niente, senza controllo, maxi investimenti in vaccini e terapie di cui ancora non sappiamo niente. E’ un po’ scioccante per chi in tempi normali è abituato a fare i conti con la difficoltà di trovare fondi per la ricerca”.  

“Io sono rimasta colpita – ammette la virologa – e va detto che sono abituata a disordini a livello sanitario, a misure prese che non hanno a che vedere con la salute della gente. Il dimagrimento della sanità negli ultimi 10 anni è stato allucinante, eravamo quasi senza terapie intensive” nei giorni clou della pandemia. “Non me l’aspettavo una cosa così. Nessuno aveva idea che avremmo potuto vivere questo tipo di situazione e ancora questa esplosione così è in parte non spiegabile”. 

Quello che è certo, sottolinea Gismondo, è che “non è facile affrontare una pandemia, nessun uomo politico si augurerebbe di doversi trovare a gestire qualcosa di simile. Confusione ce n’è stata tanta, è vero, e qualche errore si poteva evitare – come ad esempio non far fare autopsie, con le quali avremmo conosciuto prima e meglio la patologia – ma è facile vederlo col senno di poi. C’è stato il problema delle mascherine e dell’infodemia diffusa. La gente è stata disorientata da indicazioni contrastanti. Questo non si può fare”. Le diverse politiche sui tamponi “fanno parte del caos. Una sanità spezzettata in tante regioni può avere un suo senso, ma in pandemia la strategia sia condivisa. Adesso vedo confusione sulla sierologia con test anche di qualità ma usati per scopi errati a mio avviso”.  

Guardando al presente, “dobbiamo capire ancora tanto – dice Gismondo – e avere i numeri veri per analizzare cosa è stato veramente Covid-19”. E’ stato diverso “senz’altro l’approccio alla comunicazione, mai così frenetica e folle. Ho visto voglia di panico ed è stata la prima volta. Ora però bisogna guardare avanti. Va bene proteggere la popolazione, ma in questa fase in cui i contagiati perlopiù non sono malati cerchiamo di lavorare, l’economia è a terra, rischiamo una strage di suicidi quando saranno sbloccati i licenziamenti a settembre-ottobre. Stiamo attenti a tracciare, circoscrivere i focolai, ma come controllo sanitario. La gente lasciamola lavorare, diamole tranquillità”.  

Bolsonaro positivo al coronavirus: “Sto bene” 

Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha annunciato in diretta tv di essere risultato positivo al Covid-19. Bolsonaro con indosso la mascherina ha annunciato i risultati del tampone a un gruppo di giornalisti. “Mi sento perfettamente bene”, le parole del 65enne presidente a Cnn Brasil, Record e Tv Brasil. Come riferisce il quotidiano Folha, Bolsonaro si è sottoposto all’esame dopo aver avvertito sintomi lievi, tra tosse e febbre bassa. In una nota, il ministero delle Comunicazioni ha evidenziato che lo stato di salute del presidente è “buono”. 

Le voci su una possibilità positività del presidente brasiliano si rincorrevano già da alcune ore dopo che lo stesso Bolsonaro aveva detto di avere i sintomi del Covid-19. Il presidente, che ha compiuto 65 anni a marzo, aveva dichiarato di avere 38° C di febbre e una saturazione di ossigeno nel sangue del 96%, spiegando che stava assumendo idrossiclorochina. A causa dei sintomi erano stati annullati gli impegni in programma per il resto della settimana.  

Mantenendo un’abitudine praticamente quotidiana, Bolsonaro ha comunque incontrato i sostenitori nel giardino del Palácio da Alvorada, residenza ufficiale del presidente. 

 

 

Dl Semplificazioni, Conte: “Via libera a 130 opere strategiche” 

“Questo provvedimento, il dl Semplificazioni, rappresenta anche la base del ‘Recovery Plan’, la base del nostro rilancio”. Lo assicura il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, aggiungendo: ”Avremo degli appalti più semplici e veloci, ci sarà l’affidamento diretto”, ha detto Conte, che ha parlato del via libera a una lista di “130 opere strategiche”. 

“Agli stati generali dell’economia è arrivato un appello corale a ridurre le burocrazie e far correre il Paese. Noi siamo sempre convinti di questa priorità e l’abbiamo realizzata con un decreto che semplifica, velocizza, digitalizza, sblocca una volta per tutte i cantieri e gli appalti. Questo decreto è il trampolino di lancio di cui l’Italia ha bisogno”, per uscire dall’emergenza “è necessario, per renderlo più agile e competitivo”, ha continuato il premier. Poi l’annuncio: “Questo pomeriggio inizierò un tour nelle capitali europee per elaborare la strategia finale in vista del Consiglio europeo”. 

L’elenco delle opere da realizzare 

”Non vogliamo abusi, non introduciamo condoni. Vogliamo solo valutazioni ambientali più semplici e veloci. Non è pensabile che occorrano 10 anni per la Pedemontana”, ha sottolineato, continuando: “D’ora in poi opere e cantieri non si bloccheranno più, si deciderà con una sentenza breve e la tutela sarà limitata” al “solo risarcimento danni”. Le “stazioni appaltanti – ha spiegato ancora Conte – avranno l’obbligo di precedere anche in presenza di contenzioso, oggi in presenza di un contenzioso anche minimo si bloccano: non accadrà più, salvo che non vi sia un provvedimento del giudice che espressamente blocca la stazione appaltante”. “Avremo anche un collegio dei tecnici per prevenire liti e risolvere dispute tecniche”, precisa il premier. “Diamo poteri regolatori a tutte le stazioni appaltanti. Non serve necessariamente un commissario per procedere velocemente, ma prevediamo che in casi complessi sia possibile nominare commissari sulla scia di Expo e del ponte di Genova”, ha sottolineato ancora Conte. ”E ancora: in materia edilizia – ha assicurato il premier – sarà più semplice costruire. Avremo procedure più veloci. Sempre nel rispetto dei principi di legalità e di legittimità”.  

“Demolizioni e ricostruzioni più semplici, procedure più veloci, senza maggior consumo di suolo. Incentivi e riduzione del contributo da pagare al Comune per interventi di rigenerazione urbana, come interventi su aree degradate e strutture da riqualificare”, ha aggiunto Conte. 

E ancora: “Vogliamo ancora più legalità e trasparenza: saranno facilitati i protocolli di legalità presso il ministero dell’Interno contro appetiti criminali, procedure urgenti per le certificazioni antimafia con ulteriori 82 banche date consultate, i dati incrociati. Abbiamo rafforzato i presidi di legalità”. “Il controllo sarà più celere e a portata di click, il controllo preventivo e” rafforzato dall'”incrocio tra banche dati”, puntualizza Conte. 

“Gli appalti saranno più veloci – ribadisce -. Niente gara sotto i 150 mila euro; la soglia per l’affidamento diretto passa da 40 mila a 150. Da oggi le pubbliche amministrazioni saranno in grado di far partire le opere. Fino a 5 milioni non ci sarà il bando e la gara sarà negoziata. E ancora sopra i 5 milioni la regola resta la gara, ma con un’abbreviazione dei termini, salvo ci sia causale Covi e in questo caso si procederà con la procedura negoziata e gli inviti”, ha spiegato il premier.  

Dalle strade alle ferrovie: arrivano i commissari 

“Oggi il rapporto con la Pa è vissuta dai cittadini come un percorso a ostacoli, una strada tortuosa in cui finiscono per impantanarsi anche i progetti migliori”, compresi quelli “dei giovani che vogliono lanciare start up e si ritrovano impantanati. Vogliamo migliorare tutto questo, lo facciamo con questo dl che offre una strada a percorrenza veloce. Alziamo il limite di velocità dell’Italia che deve correre, ma al contempo rafforziamo i presidi di legalità, gli autovelox”, ha spiegato. Capitolo “richieste e autorizzazioni. Stop alle attese infinite, le PA devono rispondere per tempo, entro i termini previsti” ed “esporre tutte le ragioni per il non accoglimento delle richieste dei cittadini”. Le “amministrazioni avranno 60 giorni per dare risposte”, puntualizza ancora Conte, che aggiunge: “Da ora in poi la PA deve pubblicare i tempi effettivi di durata delle pratiche, devono essere compatibili con i tempi previsti da legge. Ogni cittadino deve sapere se i tempi vengono sforati o rispettati”. Con dl semplificazioni ”interveniamo a tutto campo” sulla pubblica amministrazione. ”E’ una rivoluzione, un risultato clamoroso”, dice Conte. 

Disco verde del Cdm al decreto ‘salvo intese’ arrivato dopo una riunione fiume 

”Avremo un Paese tutto a portata di click… Tutto sarà più semplice. Avremo meno scartoffie e un internet più veloce e a portata di tutti”, ha assicurato ancora il premier. 

Stop bandi per opere fino a 5 milioni 

Con la riforma dell’abuso di ufficio contenuta nel dl semplificazioni, spiega il presidente del Consiglio, “andiamo a colpire chi non fa, e non più il dirigente che si assume la responsabilità di firmare per sbloccare un’opera”. Su questo, “c’è stata larghissima convergenza nelle giornate ‘progettiamo il rilancio’, interveniamo per modificare e circoscriverne la portata ma non lo aboliamo affatto”. “Prevediamo – precisa ancora – una violazione di specifiche regole di condotta perché possa scattare la fattispecie criminosa e non più per principi generali”. 

“A breve – ha detto ancora – annunceremo un grande progetto in materia di banda larga, perché è stato anche quello al centro delle riflessioni a Villa Doria Pamphilij”’. 

Il dl semplificazioni ”l’ho definito una rivoluzione senza nessuna concessione all’enfasi, perché una semplificazione così non è mai stata fatta oggettivamente. Ora il fatto di aver dovuto far convergere quattro forze politiche di maggioranza e la sensibilità dei vari ministri, è davvero un risultato clamoroso. Voi vi soffermate sulla gestazione sofferta, io vedo il risultato e per me è un risultato clamoroso”, ha detto replicando ai cronisti. “Questo senso di responsabilità è stata la molla per superare il guado” e per il rilancio. ”Ringrazio ancora una volta ministri e maggioranza che hanno compreso il momento”. Come presidente del Consiglio, “sto portando avanti un progetto politico secondo me molto caratterizzato e connotato sul piano politico. Stiamo facendo l’Italia più digitale, verde e inclusiva. Questo è un progetto che non si realizza con forze politiche intercambiabili, qualsiasi. Questo assetto secondo me è utile per il Paese” e “io confido che tutte le forze politiche che in questo momento sono nostre compagne di viaggio possano, anche nelle occasioni territoriali, esprimere questo progetto politico e dargli continuità, fermo restando che sono consapevole che governo nazionali e governi territoriali sono mondi diversi…”, ha sottolineato. 

”Lo scostamento di bilancio lo dovremo fare prima che gli italiani vadano in vacanza agostana”, ha quindi precisato il premier. Sul Ponte di Messina ”non c’è nessuna novità”, ”siamo concentrati sulle opere a terra”, ha aggiunto il premier rispondendo alle domande della stampa. 

“Su Aspi avete ragione”, è un dossier “che non siamo ancora riusciti a sbloccare, però le valutazioni fatele tutte insieme. C’è una legge del 2008 – ha detto Conte rispondendo ancora ai cronisti – che ha bloccato il concessionario, lo ha dotato di uno strumento in cui non c’è corrispondenza tra pedaggi e investimenti -questo lo dico non io ma la Corte dei Conti che ha parlato di opacità- abbiamo dovuto avviare un procedimento, ora il governo ha definito la sua posizione, ha dettato le sue condizioni. Ora Aspi deve farci sapere, altrimenti” scatta “la procedura di revoca. E’ una società quotata ma non sto dicendo nulla di nuovo: le proposte avanzate da Aspi non sono accettabili per il governo”.  

Per quanto riguarda invece Alitalia, “è stata sbloccata, forse non ve ne siete accorti: abbiamo individuato il nuovo management, gli advisor e troverete una norma in questo decreto per l’aspetto finanziario. Non vuole essere il governo a finanziare” la compagnia di bandiera, ma si attende “un piano industriale che metta la compagnia nelle condizioni per camminare sulle proprie gambe. La nuova compagnia deve stare sul mercato e camminare con le proprie gambe”, osserva Conte. 

Sull’ex Ilva “c’è stato un problema per l’emergenza Covid rispetto alla tabella di marcia”, ma “c’è un accordo siglato a marzo, nel frattempo abbiamo individuato il partner pubblico, Invitalia, per il coinvestimento con i Mittal. Invitalia sta negoziando per dare attuazione all’accordo. Il dossier Ilva sta andando avanti con gli obiettivi occupazioni e ambientali prefissati”, spiega. 

Con “colleghi europei”, come Sanchez e Costa, ”parleremo di Mes? Parleremo di tutti gli strumenti. Non è mio interesse – dice Conte – sollecitare i miei colleghi a utilizzare il Mes. Potremo anche parlare di Mes ma non vado con questa intenzione”. 

Gemelline siamesi unite per la testa, separate a Roma: prima mondiale – Video  

Unite per la testa dalla nascita, nuca contro nuca, e ora finalmente sono in grado di guardarsi negli occhi e abbracciarsi. E’ la nuova vita di due gemelline siamesi di 2 anni, Ervina e Prefina, giunte a Roma dalla Repubblica Centrafricana e separate grazie ad un intervento straordinario preparato in oltre un anno di studio e in più fasi chirurgiche dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Le gemelle siamesi “erano craniopaghe totali, una tra le più rare e complesse forme di fusione cranica e cerebrale. Avevano in comune le ossa dell’area posteriore del cranio e il sistema venoso. Ora stanno bene”, sottolinea l’ospedale. Il loro “è il primo caso in Italia – e probabilmente l’unico al mondo (in letteratura non sono descritte operazioni simili) – di intervento riuscito su una coppia di craniopagi totali posteriori”, precisano i medici dell’ospedale del Gianicolo. 

Le due bimbe hanno “tante cose in comune, ma non la personalità, diversa e distinta: Prefina è giocherellona e vivace, Ervina più seria e osservatrice – raccontano i sanitari – Per farle conoscere, e riconoscere, anche attraverso il contatto visivo prima della separazione, nell’ambito del percorso riabilitativo è stato utilizzato un sistema di specchi”. L’intervento finale è durato 18 ore ed è stato preparato anche con diverse operazioni preparatorie intermedie pianificate da un team multidisciplinare con l’ausilio di sistemi di imaging avanzati. 

Posizionate nuca contro nuca, le bimbe “avevano in comune la scatola cranica e gran parte del sistema venoso – ricordano i chirurghi del Bambino Gesù – Oltre un anno di preparazione e di studio con l’ausilio sistemi di imaging avanzato e di simulazione chirurgica è culminato in tre interventi delicatissimi. L’ultimo, la separazione definitiva, il 5 giugno scorso, con un’operazione di 18 ore e l’impegno di oltre 30 persone tra medici e infermieri”. A un mese di distanza le bambine “stanno bene, hanno appena compiuto 2 anni e sono ricoverate nel reparto di Neurochirurgia in due lettini vicini, una accanto all’altra, insieme alla loro mamma. Hanno superato operazioni difficilissime, le ferite impiegheranno del tempo a rimarginarsi e il rischio di infezione è ancora presente”, avvertono i sanitari.  

I controlli post-operatori “indicano che il cervello è integro. Il sistema ricreato funziona, il flusso di sangue si è adattato al nuovo percorso. Si trovano in una condizione – spiegano i medici del Dipartimento di Neuroscienze – che darà loro la possibilità di crescere regolarmente sia dal punto di vista motorio che cognitivo, e di condurre una vita normale, come tutte le bimbe della loro età”. (segue) 

Per affrontare il caso di Ervina e Prefina “bisogna studiare ogni aspetto, pianificare il minimo dettaglio”, sottolinea il team del Bambino Gesù. “Con questo obiettivo, è stato formato un gruppo multidisciplinare composto da neurochirurghi, anestesisti, neuroradiologi, chirurghi plastici, neuroriabilitatori, ingegneri, infermieri di differenti aree specialistiche e fisioterapisti”, ricostruisce il Bambino Gesù. Poi “viene coinvolto il Comitato Etico che condivide un percorso terapeutico che possa dare a entrambe le bambine le stesse chance di qualità della vita. Sulla base dell’esperienza maturata con i precedenti casi di siamesi separati con successo, l’équipe del Bambino Gesù mette a punto il programma”. 

“Nel corso dei mesi anche le gemelline vengono preparate alla separazione – ricordano i medici – con la neuroriabilitazione raggiungono un livello di sviluppo cognitivo e motorio analogo a quello delle loro coetanee; con l’ausilio di numerosi sistemi posturali, che le aiutano a trascorrere le giornate nella migliore posizione possibile, affrontano le complesse fasi del trattamento; con il sistema di specchi imparano a riconoscere il volto e le espressioni dell’altra e a stabilire una relazione visiva”. Prima di procedere con le fasi chirurgiche, il complesso caso delle gemelline di Banguiè stato presentato e discusso anche a livello internazionale, a Nuova Delhi, in India, dove nel febbraio 2019 si è tenuta la prima conferenza mondiale nel campo della chirurgia dei gemelli siamesi.  

“La grande sfida, per il buon esito della separazione, è il sistema venoso cerebrale, la rete di vasi sanguigni (seni venosi) che le gemelle condividono in più punti. La chirurgia sulle strutture venose del cervello è complessa e il rischio di emorragie e ischemie è elevato”, prosegue il racconto della preparazione dell’operazione. L’équipe di Neurochirurgia del Bambino Gesù decide di procedere per fasi: tre interventi delicatissimi per ricostruire progressivamente due sistemi venosi indipendenti, in grado di contenere il carico di sangue che viaggia dal cervello al cuore. Il primo a maggio 2019: le gemelline entrano in sala operatoria per iniziare a dare forma alle nuove strutture venose autonome: i neurochirurghi separano una parte del tentorio e il primo dei due seni trasversi in comune che saranno assegnati a ciascuna delle bambine; poi, con materiali biocompatibili, “ricostruiscono una membrana in grado di mantenere divise le strutture cerebrali prima della separazione definitiva”. 

A giugno 2019 il secondo intervento. “L’équipe, separa i seni sagittali superiori (la metà posteriore dei canali venosi che corrono tra i due emisferi cerebrali) e il torculare di Erofilo, ovvero il punto di congiunzione dei seni venosi del cervello dove confluisce tutto il sangue che va al cuore. È una fase cruciale: lo spazio operatorio è di pochi millimetri e i neurochirurghi procedono con la guida del neuronavigatore. Il 5 giugno di un anno dopo, è il momento della separazione definitiva – prosegue l’ospedale pediatrico – Le bambine sono cresciute, la nuova architettura delle vene si è consolidata e funziona; la porzione di pelle necessaria a coprire il cranio di ciascuna delle piccole è stata ampliata con gli espansori posizionati qualche mese prima con una serie di interventi di chirurgia plastica e si può dare il via all’ultima fase. In sala operatoria è pronta un’équipe di oltre 30 persone tra medici, chirurghi e infermieri”.  

L’intervento dura 18 ore. “Prima vengono rimossi gli espansori cutanei, poi viene separato il secondo seno trasverso e il relativo tentorio; vengono infine divise le ossa del cranio che tengono unite le due bambine. Una volta separate le gemelline, l’operazione prosegue in due diverse camere operatorie, con due équipe distinte, per ricostruire la membrana che riveste il cervello (dura madre), rimodellare le ossa della scatola cranica e ricreare il rivestimento cutaneo”, precisano l’ospedale. 

Ogni fase del percorso delle gemelline “è stata studiata e pianificata con l’ausilio dei sistemi di imaging avanzato disponibili in Ospedale: Tac e risonanze magnetiche tridimensionali, angiografia 4D, software per la ricostruzione 3D, neurosimulatore”, sottolinea l’ospedale.  

“Con queste tecnologie, combinate tra loro, è stata ricreata in 3D la scatola cranica delle bambine con tutti i dettagli anatomici interni, compresa la rete vascolare. Contemporaneamente, è stato possibile valutare la funzionalità delle singole strutture del cervello, quantificare il flusso sanguigno e fare una previsione di come avrebbe funzionato il nuovo sistema dopo gli interventi. In sala operatoria sono stati utilizzati i più avanzati sistemi di neuronavigazione, strumenti particolarmente utili in casi così complessi e rari che indicano al chirurgo, con precisione millimetrica, la posizione delle strutture più delicate”, conclude il Bambino Gesù.  

Dl Rilancio, i rilievi della Ragioneria di Stato 

“Sono arrivati gli elementi che mancavano” dalla ragioneria generale dello Stato “per convocare il comitato dei 9, chiedo quindi di poter convocare il comitato e poi rivederci alle 12”. Così il relatore del dl Rilancio, Fabio Melilli del Pd, alla ripresa dei lavori in Aula, alla Camera, dopo la sospensione chiesta in mattinata per mancanza della documentazione. La richiesta del relatore Melilli è stata accolta e si riprenderà alle 12. Trentuno, a quanto si apprende, gli emendamenti dei relatori al dl Rilancio dopo i rilievi della Ragioneria generale dello Stato. I tecnici, nelle 22 pagine di appunti inviate ai parlamentari, hanno chiesto una serie di riformulazioni in termini di coperture, in particolare riguardo la possibilità per i contribuenti di investire i propri risparmi nel patrimonio dedicato di Cassa depositi e prestiti, la proroga automatica di quindici anni alle concessioni demaniali marittime e la possibilità di nuove intese per la bioraffinazione nel Paese.  

In particolare, la Ragioneria dello Stato chiede intanto di rivedere l’emendamento al dl Rilancio che rifinanzia con 30 milioni di euro il Fondo di garanzia per i mutui relativi alla costruzione, l’acquisto e l’ampiamento di impianti sportivi. E’ quanto si legge nella nota inviata dalla stessa Ragioneria alla commissione Bilancio di Montecitorio. “Le risorse per la copertura proposta- si legge nella nota- non sono più nella disponibilità di Bilancio”. Per sostenere le disposizioni contenute nell’emendamento, la Ragioneria suggerisce, di provvedere “mediante le entrate del bilancio dello Stato” e non attraverso il Fondo per le Pmi. Nella lettera la Ragioneria manifesta inoltre “fortissime perplessità” per gli emendamenti approvati che permettono la proroga automatica di quindici anni alle concessioni demaniali marittime. Questo perché “la situazione prospettata, nel protrarre lo status quo – sottolinea la Ragioneria- potrebbe determinare un’ingiustificata compressione dell’assetto concorrenziale del mercato del demani marittimo”. I tecnici dello Stato evidenziano inoltre come la Commissione Europea abbia già avviato una procedura di pre-infrazione sul tema. 

La Ragioneria dello Stato sottolinea inoltre come “ai componenti del comitato tecnico” che nascerà per mettere a punto i criteri di validazione delle mascherine chirurgiche e degli altri dispositivi di protezione individuale, “non spettano compensi, gettoni presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati”, per evitare nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato. 

Ue peggiora le stime, Pil Italia -11,2% nel 2020 

La Commissione Europea rivede al ribasso le stime relative all’andamento dell’economia italiana, colpita dagli effetti della pandemia di Covid-19. Secondo le previsioni economiche d’estate diffuse oggi, il nostro Paese dovrebbe registrare un crollo del Pil dell’11,2% nel 2020, il più marcato dell’Eurozona e dell’intera Ue, rispetto al calo del 9,5% stimato il 6 maggio scorso, con le previsioni economiche di primavera. L’economia italiana dovrebbe poi rimbalzare del 6,1% nel 2021, un po’ meno del 6,5% stimato in maggio, e partendo da una base minore.  

L’inflazione è attesa a zero nel 2020, per risalire allo 0,8% nel 2021. La crisi colpirà duramente l’intero continente: nell’area euro i Paesi che cedono meno sono Lussemburgo e Malta, che comunque lasciano sul terreno rispettivamente il 6,2% e il 6%. Tra i grandi Paesi Ue, la Germania è attesa nel 2020 in calo del 6,3%, la Francia del 10,6%, la Spagna del 10,9%, la Polonia del 4,6%, la Romania del 6%. 

PIL EUROZONA – Secondo le previsioni il Pil dell’area euro dovrebbe calare dell’8,7% nel 2020 rispetto al 2019, per poi rimbalzare del 6,1% nel 2021. Nelle previsioni di primavera il calo del Pil dell’area euro era stimato al -7,7%. L’inflazione nell’Eurozona è prevista allo 0,3% nel 2020, dall’1,2% del 2019, e all’1,1% nel 2021. Peggiorano anche le previsioni per l’Ue a 27: il Pil nel 2020 è atteso in calo dell’8,3%, rispetto al -7,5% stimato in maggio, con un rimbalzo del 5,8% nel 2021. 

Covid, studio in Spagna ‘boccia’ immunità di gregge contro pandemia 

Un studio spagnolo pubblicato su ‘Lancet’ e condotto su oltre 60 mila persone ha stimato che circa il 5% della popolazione ha sviluppato gli anticorpi. “Nonostante il forte impatto della malattia Covid-19 in Spagna, le stime di prevalenza rimangono basse e sono chiaramente insufficienti a fornire l’immunità di gregge”, hanno affermato gli autori della ricerca, studiosi del National Centre for Epidemiology, Institute of Health Carlos III di Madrid. “A questo punto l’immunità di gregge non può essere ottenuta senza accettare il danno collaterale di molti decessi e il sovraccarico dei sistemi sanitari – precisano gli scienziati – In questa situazione, le misure di distanziamento sociale e gli sforzi per identificare e isolare i nuovi casi e i loro contatti sono indispensabili per il futuro controllo dell’epidemia”.  

Questo non è l’unico studio che ‘boccia’ lo strumento dell’immunità di gregge come soluzione per battere il coronavirus. “Altri studi in Cina e negli Usa sono arrivati a queste conclusioni, ovvero che la maggior parte della popolazione sembra essere rimasta non esposta a Covid-19 anche in aree dove il virus si è molto diffuso”, ricordano gli autori.  

Domani Casaleggio vede Di Maio, rumors su incontro con Conte  

Dopo aver cenato ieri sera in una pizzeria a Testaccio con Alessandro Di Battista, a quanto apprende l’Adnkronos Davide Casaleggio, che resterà a Roma più giorni al lavoro sul M5S, vedrà domani il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, già capo politico del Movimento.  

Intanto in queste ore si rincorrono rumors di un possibile incontro tra il figlio del cofondatore del M5S con il premier Giuseppe Conte. Al centro di un ipotetico incontro, stando a fonti del M5S, il nodo delle alleanze alle regionali, con il presidente dell’associazione Rousseau che vede con fumo negli occhi un’intesa col Pd e gli alleati di governo e il presidente del Consiglio che, al contrario, ha parlato della mancata alleanza come una “sconfitta per tutti”. 

Roma, la denuncia: “Dipendente Municipio IV positiva, nessuna sanificazione” 

“Una dipendente del IV Municipio è risultata positiva al Covid ma ad oggi non sono state ancora adottate misure di sanificazione da parte del direttore Fabrizio Mazzenga né del commissario del municipio IV Virginia Raggi a tutela della salute dei dipendenti e degli utenti. E’ gravissimo, ne sono a conoscenza da ieri”. La denuncia arriva da Dino Bacchetti, già presidente della commissione controllo del Municipio IV. 

“Si continuano ad erogare i servizi – dice Bacchetti all’Adnkronos- come se nulla fosse accaduto e i colleghi della dipendente risultata positiva continuano a lavorare in quella stessa stanza. E’ una situazione di grave irresponsabilità e di grave pericolo per la salute pubblica. Si rischia un focolaio nel Municipio IV”. 

Ocean Viking, migranti tutti negativi al Covid: terminato trasbordo  

Sono risultati tutti negativi, come apprende l’Adnkronos, i 180 migranti a bordo della nave Ocean Viking che nella notte sono stati trasbordati al porto di Porto Empedocle (Agrigento) sulla nave Moby Zaza per la quarantena. Le operazioni del trasbordo, senza pullman per “una questione di sicurezza” ma a piedi, sono state coordinate dalla Capitaneria di porto, dalla Questura e della Prefettura. Presenti al porto poliziotti, uomini della Gdf e carabinieri.  

I 180 migranti, tra cui donne e bambini, trascorreranno a bordo della Zaza, ormeggiata al porto, i prossimi 15 giorni. Poi verranno smistati in vari centri di accoglienza.  

Dl semplificazioni, Cdm approva ‘salvo intese’ 

Alla fine il via libera è arrivato, ma ‘salvo intese’, come era chiaro sin dal mattino di ieri. Il dl semplificazioni ha ottenuto il disco verde del Consiglio dei ministri dopo una riunione fiume, terminata all’alba, dopo le 4.30. Più fonti assicurano che il ‘salvo intese’ – ovvero la formula adottata quando manca un testo definitivo degli articolati, che potranno essere così riveduti e corretti prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale – si sia reso in realtà necessario per questioni tecniche, perché l’accordo politico sui punti più controversi sarebbe stato stretto. 

Tra questi, a far tardare il Cdm prima – è iniziato con oltre due ore e mezzo di ritardo – e ad allungare la discussione poi, l’elenco delle grandi opere da sbloccare, appalti che potranno viaggiare su una ‘corsia preferenziale’ su ispirazione del cosiddetto ‘modello Genova’.  

La riunione al Mit ha visto ‘partorire’ una lista di 50 opere, che potranno essere affidate a dei commissari nominati con Dpcm ad hoc da qui a fine anno. La lista non compare nel testo del decreto, ma nell’allegato infrastrutture adottato insieme al Programma nazionale di riforma, approvato anch’esso nella riunione di ieri assieme all’assestamento di bilancio e al rendiconto dello Stato. 

Anche sulla riforma dell’abuso d’ufficio, altra ‘partita’ difficile del dl semplificazioni, sarà necessaria una riformulazione tecnica del testo, rispetto al quale però, nel corso della riunione, la ministra e capodelegazione di Iv, Teresa Bellanova, ha “confermato le riserve già espresse”.  

L’accordo raggiunto però, riferiscono fonti di governo, avrebbe fatto salvo l’obiettivo della riforma di circoscrivere i margini di responsabilità per abuso d’ufficio elencando ipotesi e violazioni che fanno scattare il penale, riducendo dunque la rilevanza della ‘discrezionalità’ di pubblici ufficiali e incaricati di un pubblico servizio. Così da superare quella che il premier Giuseppe Conte ha definito la ‘paura della firma’ e che frena il lavoro dei dirigenti pubblici. Il danno erariale – altro tassello della riforma – scatta solo se c’è dolo. 

Nel testo – 48 articoli in 100 pagine – trova spazio poi la digitalizzazione della Pa, con servizi e pagamenti che potranno essere gestiti da un’App e la carta d’identità digitale che assume un ruolo sempre più centrale per accedere ai servizi della Pubblica amministrazione. Procedure speciali, e più veloci, poi, per la valutazione di impatto ambientale e per le autorizzazioni da parte degli enti locali: passa anche da qui la strada per la semplificazione del Paese. 

Mafia, arrestato boss del trapanese e avviso di garanzia a ex deputato regionale 

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, stanno eseguendo 4 misure cautelari e una interdittiva in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Palermo nei confronti degli affiliati alle famiglie mafiose di Castellammare del Golfo e Paceco. Tra gli arrestati “il reggente, Mariano Asaro, soprannominato ‘il dentista’ e già condannato per associazione mafiosa – spiegano gli inquirenti – e Carmelo Salerno, considerato il capomafia di Paceco, già detenuto dal giorno del suo arresto nell’operazione dei carabinieri Scrigno del marzo del 2019”. 

I reati contestati sono quelli di associazione di tipo mafioso e fittizia intestazione di società aggravati dal metodo mafioso. Asaro “con l’ausilio di Salerno ed altri indagati creava una società intestata a prestanomi per la gestione di un ambulatorio odontoiatrico a Paceco – dicono i carabinieri – Grazie all’intervento dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello lo studio odontoiatrico doveva essere convenzionato con la mutua”. 

Per Ruggirello è scattato un nuovo avviso di garanzia. L’ex deputato regionale siciliano del Pd, arrestato nell’ambito di un’altra indagine antimafia del trapanese, si trova ai domiciliari.  

I carabinieri stanno inoltre perquisendo l’abitazione e l’ufficio del sindaco del comune di Paceco, Giuseppe Scarcella, che è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il primo cittadino è stato destinatario di invito a rendere interrogatorio innanzi all’Autorità Giudiziaria ed informazione di garanzia. 

Dl semplificazioni, Renzi: “Passo avanti, ora aprire cantieri”  

“Ciò che esce dal Consiglio dei ministri non è interamente il #PianoShock come noi l’avevamo designato ma è un passo in avanti importante nella direzione indicata da Italia Viva. Adesso apriamo i cantieri e chiudiamo le polemiche. L’Italia ha bisogno di lavoro, non di assistenzialismo”. Lo scrive su Facebook Matteo Renzi, commentando il via libera del Cdm al dl semplificazioni.