Municipio: Largo Felice Armati, 1 00043 Ciampino (RM) (+39) 06.79097.1 protocollo@pec.comune.ciampino.roma.it

Autore: admin

Caso Regeni, Egitto fa richieste su attività di Giulio al Cairo 

Il procuratore egiziano Hamada Elsawy “ha formulato alcune richieste investigative finalizzate a meglio delineare l’attività di Giulio Regeni in Egitto”. E’ quanto si legge in una nota della Procura di Roma al termine del vertice durato circa un’ora, tenutosi in videoconferenza, tra magistrati italiani e quelli egiziani sull’inchiesta per l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto. 

“Nel corso del suo intervento – prosegue la nota – il procuratore generale egiziano ha ribadito la ferma volontà del suo Paese e del suo ufficio di arrivare a individuare i responsabili dei fatti e per questo ha affermato che l’incontro ha costituito un passo decisivo nello sviluppo dei rapporti di collaborazione, con l’auspicio di raccoglierne esiti fruttuosi”. 

“Il procuratore generale egiziano ha assicurato che, sulla base del principio di reciprocità, le richieste avanzate dalla procura di Roma sono allo studio per la formulazione delle relative risposte alla luce della legislazione egiziana vigente” si legge nella nota della Procura di Roma. Il riferimento è alla rogatoria inviata dai pm di Roma il 28 aprile dello scorso anno. 

Il procuratore di Roma, Michele Prestipino, ha “insistito sulla necessità di avere riscontro concreto, in tempi brevi, alla rogatoria avanzata nell’aprile del 2019 ed in particolare in ordine all’elezione di domicilio da parte degli indagati, alla presenza e alle dichiarazioni rese da uno degli indagati in Kenya nell’agosto del 2017”. 

Una delle richieste contenute nella rogatoria inviata dai magistrati italiani nell’aprile del 2019 ai colleghi egiziani e su cui oggi il procuratore Prestipino ha chiesto di avere riscontri in tempi brevi è quella di approfondire il “ruolo di altri soggetti della National Security che risultano in stretti rapporti con gli attuali cinque indagati”. 

I GENITORI DI GIULIO: “RICHIAMARE AMBASCIATORE UNICA STRADA PERCORRIBILE” – “Richiamare l’ambasciatore oggi è l’unica strada percorribile. Non solo per ottenere giustizia per Giulio e tutti gli altri Giuli, ma per salvare la dignità del nostro Paese e di chi lo governa” affermano i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, e il loro avvocato Alessandra Ballerini, dopo il vertice tra magistrati italiani e quelli egiziani.  

“A leggere il comunicato della procura di Roma è evidente che l’incontro virtuale di oggi con la procura egiziana è stato fallimentare. Gli egiziani non hanno fornito una sola risposta alla rogatoria italiana sebbene siano passati ormai 14 mesi dalle richieste dei nostri magistrati. E addirittura si sono permessi di formulare istanze investigative sull’attività di Giulio in Egitto – sottolineano – Istanze che oggi, dopo quattro anni e mezzo dalla sua uccisione, senza che nessuna indagine sugli assassini e sui loro mandanti sia stata seriamente svolta al Cairo, suona offensiva e provocatoria”. “Nonostante le continue promesse non c’è stata da parte egiziana nessuna reale collaborazione. Solo depistaggi, silenzi, bugie ed estenuanti rinvii. Il tempo della pazienza e della fiducia è ormai scaduto” affermano i genitori di Regeni e l’avvocato Ballerini. 

“Chi sosteneva che la migliore strategia nei confronti degli egiziani per ottenere verità fosse quella della condiscendenza, chi pensava che fare affari, vendere armi e navi di guerra, stringere mani e guardare negli occhi gli interlocutori egiziani fosse funzionale ad ottenere collaborazione giudiziaria, oggi sa di aver fallito” concludono. 

Berlusconi, ‘la verità del Cav’: “Toghe militanti accanite contro di me” 

“Non si sono visti né carri armati, né militari, né cortei di gente in rivolta nelle strade, ma come chiamare il capovolgimento della volontà espressa liberamente dai cittadini alle elezioni senza passare di nuovo dalle urne? Non c’è che una risposta: si è verificato un colpo di Stato. Questo è quanto è successo per quattro volte negli ultimi venti anni in Italia…”. Il 2013 è un annus horribilis per Silvio Berlusconi: condannato dalla Cassazione per frode fiscale viene dichiarato ‘decaduto’ dal Senato per effetto della legge Severino.  

Un anno dopo il Cav inizia a scrivere un libro, mai andato alle stampe, dal titolo provvisorio ‘La verità’, dove parla dei ”quattro colpi di Stato” vissuti e si sfoga contro certa “magistratura militante”, soprattutto di sinistra, in particolare esponenti di Md, che fa un ”uso politico della giustizia” e prova a ”rovesciare la volontà popolare imprimendo un salto di qualità alla gogna mediatica” nei confronti del premier e leader dell’allora maggioranza di governo, mettendo a rischio la democrazia.  

Berlusconi, Di Pietro: “La condanna è una pietra tombale” 

Il capitolo sulla giustizia contenuto nella bozza del pamphlet, rimasta riservata e ora in possesso dell’Adnkronos, sembra quantomai attuale dopo le polemiche sollevate dalla pubblicazione di una registrazione audio del magistrato Amedeo Franco, relatore in Cassazione nel processo sui diritti Mediaset. L’ex premier si definisce lui ”vittima di una frode”, convinto di essere ”stato condannato” e poi “estromesso dal Parlamento sulla base di una sentenza ‘politica’ costruita scientificamente ed assolutamente infondata”.  

“In questi venti anni la magistratura militante -avverte- si è accanita contro di me, come è evidente a tutti coloro che non siano animati da pregiudizio. Me ne hanno fatte di tutti i colori. Sono stato colpito nei miei affetti, nella mia reputazione, sul versante aziendale, economico, personale. Sono stato intercettato e spiato a casa mia. Sono stato oggetto, sino a oggi, di 57 processi…”.  

“Nel processo sui diritti Mediaset -denuncia il leader forzista nella bozza del libro risalente a fine gennaio del 2014 e fatta visionare ad alcuni parlamentari azzurri – i collegi giudicanti sono stati addirittura presieduti da magistrati che si erano messi in luce partecipando a manifestazioni pubbliche contro di me e contro i miei governi. In primo e in secondo grado sono stati rifiutati 171 testimoni a mio favore, vanificando del tutto il mio diritto alla difesa”.  

Nel primo capitolo (‘Storia dei quattro colpi di Stato’) Berlusconi ricostruisce tutta la vicenda giudiziaria Mediaset e dà la sua versione dei fatti: ”Dopo la condanna di primo grado, si è proceduto con una velocità tale che tra la sentenza di primo grado e il pronunciamento della Cassazione sono passati meno di otto mesi, un record assoluto. Ovviamente sono stati usati anche i vecchi metodi ben collaudati negli anni precedenti”. 

Berlusconi scrive di come la “Cassazione fissò l’udienza il 30 luglio, affidandomi a un collegio feriale scelto ad hoc. Fui sottratto così al mio giudice naturale, cioè alla Terza Sezione penale della Cassazione, competente per i reati tributari, la Sezione che già il 6 marzo 2013, aveva confermato il mio proscioglimento per gli stessi fatti, ma riferiti ad anni diversi, così come aveva deciso anche la Sezione Seconda della stessa Cassazione un anno prima, nel 2012”.  

E ancora: “La Sezione cosiddetta feriale della Cassazione, composta con giudici ad hoc, emise la sua sentenza di condanna il 1° agosto confermando le condanne in primo e secondo grado, decise in base ad accuse risibili e inconsistenti”, si legge nel testo che l’Adnkronos ha visionato.  

“Dopo la sentenza -sottolinea il leader azzurro- alle incontestabili prove a mio discarico che erano state presentate dai miei legali nel processo, si sono aggiunte due ulteriori e insuperabili prove di innocenza: i documenti pervenuti alla Procura di Milano da Hong Kong e dall’Irlanda e la deposizione resa al fisco americano dall’ad del Gruppo Agrama (fornitore di diritti a Mediaset, Rai, ecc.) che, entrambe, escludono una mia partecipazione ‘occulta’ alle società off-shore dello stesso Gruppo Agrama”. 

“In conclusione, io -assicura- sono stato condannato e poi estromesso dal Parlamento sulla base di una sentenza ‘politica’ costruita scientificamente ed assolutamente infondata. Come ho sempre sostenuto, sono stato io la vittima di una frode”. “Del resto -si chiede il Cav- come avrei potuto, se davvero fossi stato socio occulto di Agrama, continuare a tollerare che in una azienda del mio Gruppo lui corrompesse il capo dell’ufficio acquisti e il nostro collaboratore che ci segnalava dall’America i programmi da acquistare?”. 

Berlusconi fa una sorta di excursus storico e descrive nel dettaglio i ”quattro colpi di Stato”: il primo nel ’92-’93, “con l’operazione Mani pulite”, il secondo nel ’94 con l’avviso di garanzia, ”recapitato in prima pagina” dal Corsera mentre sta presiedendo a Napoli il vertice Onu contro la criminalità organizzata, il terzo nel 2011 con ”l’imbroglio degli spread”, l’ultimo, quello del 2013 culminato nella estromissione dal Parlamento.  

“Per questo -si legge in un passaggio della bozza del libro- quando dico che la malattia che sta devastando la democrazia italiana si chiama ‘uso politico della giustizia’, non faccio che rendere un servizio alla verità. La mia forza politica e io siamo estremisti per questo? Forse sì! Perché amiamo all’estremo la libertà e non ci rassegniamo all’idea di vivere in un Paese in cui avvengono simili colpi di Stato”.  

Berlusconi non se ne fa una ragione e si chiede: ”È ancora democratico un Paese dominato da un nucleo di magistrati collocato nel cuore dello Stato, dotato di un enorme potere, non sottoposto ad alcun controllo, del tutto autoreferenziale e non legittimato da una elezione democratica?”. 

“L’unica colpa -assicura- che mi si può attribuire, oggi come nel 1994, è quella di aver saputo vincere le elezioni e di aver resistito negli anni di opposizione”. Da qui la scelta di restare nell’agone politico, allora come oggi: ”Se non fossi sceso in campo io (certo, con il mio conflitto di interesse, evidente e perciò controllabile proprio perché sotto gli occhi di tutti), la democrazia italiana sarebbe stata dominata da un fortissimo sistema di potere politico, giudiziario, finanziario e mediatico”. 

Gli altri due capitoli del libro mai pubblicato del Cav si intitolano, rispettivamente, ‘Un generoso tentativo riformatore’ e ‘E andiamo avanti!’.  

(di Vittorio Amato) 

Coronavirus, “Usa comprano tutte le scorte di Remdesivir” 

“Gli Usa hanno acquistato virtualmente tutte le scorte per i prossimi tre mesi di uno dei due farmaci che hanno dimostrato di funzionare contro Covid-19, senza lasciare praticamente nulla a Regno Unito, Europa o alla maggior parte del resto del mondo”. E’ quanto riferisce il quotidiano britannico ‘The Guardian’, secondo il quale la mossa statunitense ha allarmato esperti e associazioni. “Hanno avuto accesso alla maggior parte delle scorte” del Remdesivir “e quindi non c’è nulla per l’Europa”, afferma Andrew Hill, senior visiting reserach fellow della Liverpool University. 

Remdesivir è il primo farmaco approvato dalle autorità regolatorie in Usa per il trattamento di Covid-19, è prodotto da Gilead e si è dimostrato utile ad aiutare le persone a guarire più rapidamente da Covid-19. “Le prime 140.000 dosi, fornite per le sperimentazioni farmacologiche in tutto il mondo, sono state esaurite – riferisce il quotidiano – e l’amministrazione Trump ha ora acquistato più di 500.000 dosi, che è tutta la produzione di Gilead per luglio e il 90% di agosto e settembre”.  

“Il presidente Trump ha raggiunto un accordo straordinario per garantire agli americani l’accesso al primo medicinale autorizzato per Covid-19”, ha dichiarato il segretario Usa alla Salute Alex Azar. “Per quanto possibile, vogliamo garantire che ogni paziente americano che abbia bisogno di remdesivir possa riceverlo. L’amministrazione Trump sta facendo tutto ciò che è in nostro potere per apprendere di più sulle terapie salvavita per Covid-19 e per assicurare l’accesso a queste opzioni al popolo americano”. 

Dunque il Paese avrebbe adottato un approccio ‘America first’ nella gestione della pandemia, rileva il quotidiano britannico. 

Estate, ansia da vacanza e da Covid per 63% italiani  

di Margherita Lopes 

Vacanze estive all’insegna della cautela, nella fase 3 della pandemia di Covid-19. Un terzo degli italiani non partirà per le ferie. Chi viaggerà lo farà per brevi tragitti, sfruttando maggiormente le seconde case o affittandole per tutto il periodo. In grande crescita è il turismo all’aperto, come campeggi o viaggi in camper. E il 63% si dice preoccupato per la partenza. E’ quanto emerge da un sondaggio promosso dall’Eurodap (Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico), a cui hanno partecipato 632 connazionali.  

Nel dettaglio l’indagine rileva che per il 78% degli intervistati il budget per le vacanze è inferiore a quello dell’anno scorso e si preferisce restare in famiglia e in case di proprietà. Il 53% predilige soggiorni brevi e all’insegna del relax, mentre il 35% sceglie il contatto con la natura e soluzioni avventurose. Molti non hanno più ferie poiché sono stati forzati a consumarle durante il lockdown. E se il 63% è preoccupato, teme per lo più la possibilità di esporsi al contagio, il non rispetto delle regole di sanificazione da parte dei locali, ma anche le limitazioni ai divertimenti e la modalità di gestione dei figli. “A prescindere dal fatto che si sia lavorato o meno durante la quarantena, non va sottovalutato il livello di stress a cui si è stati esposti – spiega Eleonora Iacobelli, psicologa, presidente Eurodap, responsabile trainer del Centro Bioequilibrium – Essere costretti a stare in casa per via di un oggettivo pericolo per la salute è ben diverso dal rimanere a casa per scelta”.  

“In molti sono riusciti a trovare delle occupazioni alternative durante il lockdown, ma sarebbe fortemente errato considerarle vacanze – avverte Iacobelli – Non va, inoltre, sottovalutato il fatto che, se già normalmente in alcuni casi si può parlare di ‘ansia da vacanza’, in questo momento storico di incertezza sanitaria ed economica, partire per le ferie potrebbe non essere così bello e rilassante”. Ecco alcuni consigli per allontanare l’ansia e sfruttare appieno il periodo estivo, al di là che si decida di partire o restare a casa: 

1) Cercare di godere pienamente di ogni momento di relax con azioni concrete che aiutino a recuperare energie e uno stato di benessere psicofisico; 

2) Mantenersi attivi, sfruttando le occasioni che offrono mare, montagna o città per scrollarsi di dosso il torpore della quarantena; 

3) Non sottovalutare l’importanza della socializzazione e della condivisione. Che sia con parenti o amici, è bene organizzare attività che possano incrementare la socializzazione anche mantenendo le dovute distanze; 

4) Dare ascolto alle proprie esigenze e ritagliarsi degli spazi, anche se piccoli, da dedicare a soddisfare i propri interessi. 

Lidl, un piano per l’Italia da 2.000 assunzioni e 50 nuovi punti vendita  

Cinquanta nuovi punti vendita sul territorio nazionale e 2000 assunzioni entro la fine dell’anno: è il piano con cui Lidl Italia punta a dare nuovo impulso all’economia nazionale, duramente provata lockdown seguita all’emergenza sanitaria del Covid-19. Con “Lidl per l’Italia” -questo il nome del piano, presentato oggi a Milano nel nuovo punto vendita di via delle Forze Armate 314- l’azienda strutturerà gli investimenti su tre pilastri: immobiliare e logistica; creazione di nuovi di posti di lavoro; valorizzazione della filiera agroalimentare italiana.  

“Nei mesi scorsi abbiamo sentito parlare spesso di ripartenza e fiducia -ha detto Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia- si tratta di concetti che assumono oggi più che mai un significato importante non solo per il comparto della Grande Distribuzione Organizzata, ma per tutta l’economia italiana. Oggi vogliamo condividere la nostra visione di futuro, che esprimiamo attraverso i tre pilastri alla base di questo piano: occupazione, investimenti e sostegno alla filiera del Made in Italy”.  

La parte del piano riguardante gli investimenti immobiliari vale 400 milioni e prevede l’apertura di 50 nuovi punti vendita entro la fine dell’esercizio fiscale, vari interventi di restyling della rete esistente e altri investimenti nella logistica. Il piano di sviluppo è ripartito il 4 maggio con l’inaugurazione dei nuovi punti vendita di Ancona, Manerba del Garda (BS), Osio Sotto (BG), Cormano (MI), e da domani con il quinto, in via delle Forze Armate a Milano.
Il capitolo sull’occupazione prevede 2.000 assunzioni sul territorio nazionale. “Le assunzioni riguarderanno soprattutto i giovani -spiega Silvestri- nei settori classici della nostra produzione come gli operatori di filiale, commessi, addetti alle vendite, capi area e capi filiale, perché a parte la dovuta attenzione alla sicurezza e al distanziamento sociale, l’organizzazione nei nostri punti vendita è rimasta invariata. Oggi il personale di Lidl in Italia è composto da circa 16.500 collaboratori impiegati in 660 punti vendita e 10 piattaforme logistiche. 

“L’italianità continuerà a rappresentare uno dei pilastri imprescindibili della strategia aziendale -promette Lidl- con l’impegno della valorizzazione della filiera agroalimentare italiana: L’80% di quello che i clienti Lidl trovano in assortimento è prodotto in Italia. Rimarrà centrale il ruolo delle piccole e medie imprese alimentari, che sono la spina dorsale del sistema economico del Paese e che negli ultimi anni sono cresciute insieme a Lidl”.  

Operativa in 29 Paesi con 10.800 punti vendita e circa 287.000 dipendenti, Lidl esporta nel mondo la tradizione enogastronomica italiana: nel 2019 l’azienda ha esportato prodotti italiani per un totale di 1,6 miliardi. Di questi, oltre 420 milioni di Euro sono generati dall’ortofrutta, il 9% del valore totale di export di frutta e verdura italiana a livello globale.  

 E’ morto Georg Ratzinger, il fratello di Benedetto XVI 

Georg Ratzinger, fratello maggiore del Papa emerito, è morto all’età di 96 anni. Si trovava a Ratisbona, la città dove ha vissuto la maggior parte della sua lunga vita. 

Georg era gravemente ammalato da tempo, tanto che Joseph Ratzinger nei giorni scorsi ha affrontato il viaggio impegnativo a Ratisbona per andare al capezzale del fratello e stargli vicino alcuni giorni. Benedetto XVI e il fratello sono stati ordinati sacerdoti insieme, nel 1951 e il loro legame era strettissimo.  

Nato a Pleiskirchen il 15 gennaio 1924. Appassionato di musica sacra sin da piccolo, Georg Ratzinger iniziò a suonare l’organo in chiesa già dall’età di undici anni. Nel 1935 entrò nel seminario minore di Traunstein, dove maturò la sua istruzione musicale. A undici anni ha fatto persino l’aiutante in un negozio di pellicce. Nel 1942 viene coscritto nelle Reichsarbeitsdienst, e in seguito nella Wehrmacht, con la quale combatté anche in Italia. Catturato dagli Alleati nel marzo 1945, venne detenuto come prigioniero militare a Napoli e rilasciato nel giugno 1945.  

Nel 1947 assieme al fratello Joseph Ratzinger entrò nel seminario Herzogliches Georgianum di Monaco di Baviera, da dove uscirono entrambi nel 1951, ordinati sacerdoti. Georg Ratzinger completò i suoi studi musicali nel 1957, divenendo maestro di cappella a Traunstein. Nel 1964 divenne direttore del coro della Cattedrale di Ratisbona che diresse fino al 1994. Alla guida del coro di voci bianche e del coro a voci virili della cattedrale di Ratisbona, il maestro Ratzinger ha effettuato centinaia di concerti in tutto il mondo.  

Don Georg, nel 2017, si è ritrovato al centro di accuse dopo una inchiesta condotta dall’avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di fare luce su centinaia di episodi di violenza fisica, psichica e sessuale ai danni di minorenni. Il rapporto ritenne Georg Ratzinger corresponsabile per non essere intervenuto per impedire i fatti che gli erano noti. In un’intervista del 2010 ammise di aver picchiato dei minori durante i primi anni in cui era direttore del coro. 

Benedetto XVI e il fratello erano legatissimi. Mons. Georg era solito fare spesso visita in Vaticano al fratello Papa. Georg veniva a trovare il pontefice anche al monastero Mater Ecclesiae, dopo la rinuncia al soglio di Pietro, in occasione dei compleanni. Nel 2008 il sindaco di Castel Gandolfo gli conferì la cittadinanza onoraria.  

La Pec è un asset, l’Italia ha risparmiato 4 mld  

di Andreana d’Aquino  

La Pec, è un asset digitale che sta facendo risparmiare al Paese 4 miliardi di euro e che farà tagliare nel 2022 fino a 120mila tonnellate di emissioni di CO2 . Non solo un risparmio economico, dunque, perché la posta certificata elettronica consente anche la riduzione dell’inquinamento, degli spazi d’archiviazione fisici e dei tempi d’attesa. Stando ai risultati della ricerca di Idc con Aruba, InfoCert e Trust Technologies, mostra infatti i “benefici concreti” della Posta Elettronica Certificata in Italia, misurati dal 2008 al 2019 e con proiezioni fino al 2022. Secondo Idc, affinché l’economia digitale possa sviluppare le proprie potenzialità, il Digital Trust dovrà diventare un requisito sempre più importante per ogni azienda”.  

“Con la crescita delle attività digitali, entro il 2025 il 25% della spesa in sicurezza informatica sarà indirizzato allo sviluppo dei ‘Trust Frameworks’ modelli concepiti per garantire e proteggere la fiducia tra le parti durante una transazione digitale. A questo riguardo, Idc ha evidenziato come i programmi di Digital Trust siano considerati essenziali dal 62,5% dei Ceo delle imprese a livello globale. Il primo tassello tecnologico e di processo dell’ecosistema del Digital Trust italiano è rappresentato dalla Posta Elettronica Certificata (Pec). Ed, in base agli ultimi dati diffusi da Agid, nel 2019 nel nostro Paese risultavano attive 10,8 milioni di caselle Pec e i messaggi scambiati in un anno sono stati superiori a 2 miliardi e 380 milioni. Ed entro il 2022 si prevedono oltre 15 milioni di caselle attive e più di 3 miliardi di messaggi annuali. Crescono quindi il numero di utenti ed i volumi di traffico con un sempre maggiore e più diffuso utilizzo dello strumento. Lo studio, inoltre, ha stimato in modo quantitativo i benefici diretti per l’intero sistema Paese – cittadini, imprese e istituzioni – dell’efficienza generata dall’uso della Pec in termini di: riduzione degli spostamenti (mobilità frizionale), abbattimento dell’impronta carbonica conseguente alla riduzione di tali spostamenti, eliminazione dei tempi di attesa (ore uomo risparmiate), liberazione degli spazi (metri quadri di archivi non utilizzati).  

 

In particolare, secondo lo studio, in base alle simulazioni sul dato storico, i benefici netti complessivi della Pec si attestano su un valore medio di circa 2,2 miliardi di euro sul mercato italiano nel periodo compreso tra il 2008 e il 2019. Valore che cresce ulteriormente di 1,8 miliardi di euro nella proiezione compresa tra il 2020 e il 2022. Dallo studio Idc emerge, tra le altre cose, come soltanto una parte minoritaria dei flussi di Pec dipenda da processi di sostituzione della corrispondenza tradizionale. Un altissimo numero di messaggi Pec attuali e futuri è determinato dalla creazione di nuovi servizi, nuove modalità d’uso e nuovo business. In pratica, la Posta Elettronica Certificata agisce come loro abilitatore e, in più, funge da facilitatore di servizi ibridi affiancando la Posta Descritta (raccomandate/ assicurate/ atti giudiziari), anche grazie a vere e proprie sinergie con altre soluzioni tecnologiche già presenti sul mercato. 

L’analisi quantitativa, inoltre, basandosi su molte fonti referenziate ed aggiornate quali l’Agid, l’Istat, l’Aci e il Greenhouse Gas Protocol, per citarne alcune, ha stimato l’impatto anche su altre dimensioni oltre a quella economica, come la riduzione dell’impronta carbonica e della mobilità frizionale. Idc ha calcolato che, attraverso l’uso della Pec, la mobilità frizionale è stata ridotta di 253 milioni di chilometri nel 2019, destinati a diventare 391 milioni di chilometri nel 2022. Inoltre, la Pec ha consentito un risparmio di 78.000 tonnellate di CO2 nel 2019, che saliranno a 120.000 tonnellate nel 2022. Riguardo la riduzione degli spazi di archiviazione di breve e lungo termine, secondo le stime l’archiviazione digitale della corrispondenza ha consentito di liberare oltre 1,3 milioni di metri quadri di spazi di archiviazione nel 2019 – sia di giacenza che di conservazione – che si prevede raggiungano la cifra di 1,6 milioni di metri quadri nel 2022. Eliminati grazie alla Pec anche i tempi di attesa per l’accesso ai servizi del sistema postale. Grazie alla sostituzione di una parte della Posta Descritta con la Pec si eliminano virtualmente i tempi di attesa fisica presso gli uffici postali, stimati -pari a 2.150 anni-uomo nel 2019, destinati a diventare addirittura 3.234 nel 2022.  

 

“A nostro avviso, l’aspetto di maggior rilievo che emerge dallo studio è come il digitale abbia aperto un green market tanto per i nuovi operatori del circuito Pec quanto per gli operatori tradizionali del sistema postale, evidenziando come sia possibile mitigare efficacemente gli effetti più disruptive dell’innovazione tecnologica attraverso una coopetizione virtuosa tra gli operatori sotto la guida delle istituzioni”, sottolinea Giancarlo Vercellino, Associate Director Research & Consulting, Idc Italia. “La Pec è un asset strategico per il Paese che ci pone all’avanguardia in Europa per i sistemi di recapito certificato. È un sistema indispensabile, sempre più diffuso ed utilizzato da professionisti, cittadini ed imprese; uno strumento ormai profondamente integrato nei processi aziendali” commenta Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba. “Lo conferma il report che dimostra ampiamente l’impatto dei benefici ambientali ed economici della Pec sulla collettività, pur prendendo in esame solamente una parte minoritaria dei processi esistenti. Ne consegue come i benefici complessivi e reali, siano quindi molto più ampi, potenzialmente enormi”. Sposato evidenzia anche i dati interni di Aruba, secondo cui nel 2019 i principali titolari di caselle Aruba Pec sono stati proprio i soggetti che non avevano l’obbligo legale di usarla, ossia i privati (per il 43%), seguiti dalle ditte individuali (25%), dalle aziende (25%) e dai liberi professionisti (7%), “indice di come sia ormai superato l’utilizzo dello strumento relativo all’adempimento per obbligo”.  

Appello società scientifiche: “Rischio epidemico non è finito” 

“Affermare che il ‘rischio epidemico’ sia cessato di esistere non ha nessuna base scientifica, può essere causa di disorientamento e indurre una parte della popolazione a non rispettare le indicazioni di contenimento che invece devono essere mantenute”. Lo sottolineano congiuntamente i presidenti di Simit (infettivologi), Siaarti (anestesisti rianimatori), Simg (medici di famiglia), Sid (diabetologi) e Sigot (geriatri). Gli infettivologi della Simit (Società italiana malattie infettive e tropicali) e i colleghi delle altre società scientifiche illustrano le proprie argomentazioni in una lettera aperta che risponde al Manifesto dei 10 colleghi dello scorso 20 giugno.  

Le prime firme sono di Marcello Tavio (presidente Simit), Massimo Andreoni (direttore scientifico Simit), Giovanni Di Perri (consigliere Simit), Massimo Galli (past president Simit,), Claudio Maria Mastroianni (vice presidente Simit) e Carlo Federico Perno (Niguarda Milano). Dopo la pubblicazione di questa lettera hanno aderito alla posizione della Simit le altre società scientifiche. Nella lettera, gli infettivologi sottolineano che “è solo grazie alle misure di contenimento adottate con il lockdown che è stato possibile arrestare la progressione dell’ondata epidemica”. Non esistono diverse tipologie del virus: il ceppo virale implicato tanto nei casi mortali quanto in quelli di modesto significato clinico è stato sostanzialmente lo stesso, con le variazioni nel genoma che sono attese in un virus a Rna, ma che non sono tali da giustificare una differente virulenza di un ceppo rispetto agli altri. Inoltre, dagli studi attuati e in corso non emergono differenze significative nei ceppi virali presenti e studiati in Italia. 

Tutte le evidenze scientifiche attualmente disponibili indicano nella risposta immunitaria individuale l’elemento determinante nel condizionare il decorso della malattia. In altre parole, non è il virus ad essere più o meno aggressivo, secondo gli esperti, ma è il singolo ospite umano più o meno in grado di difendersi. E’ inoltre verosimile che il virus responsabile della disastrosa epidemia in corso in Brasile sia lo stesso che si è diffuso nel nostro Paese. I recenti focolai a Roma, a Palmi, a Mondragone e in Emilia dimostrano che il virus attualmente circolante è attivo e contagiante; quando incontra contesti in cui possono essere coinvolti anziani o pazienti a rischio, come è accaduto al San Raffaele Pisana di Roma, è in grado di causare casi di estrema gravità come all’inizio dell’epidemia.  

“Affermare che il rischio epidemico sia cessato di esistere non ha nessuna base scientifica e può essere causa di disorientamento e indurre una parte della popolazione a non rispettare le indicazioni di contenimento che invece devono essere mantenute – sottolinea Tavio – Il fatto che altre società scientifiche condividano la stessa interpretazione dei dati fino a questo momento disponibili è importante, perché permette di costituire un fronte più ampio di risposta a una eventuale seconda ondata epidemica; seconda ondata che è tanto più probabile quanto più abbassiamo il nostro livello di attenzione e protezione, individuale e collettiva”. 

“La Simg condivide il Manifesto di Simit e sottoscrive tutti i concetti chiave espressi nella lettera. I numeri fanno pensare a una conclusione della pandemia: in realtà è in atto un secondo ciclo endemico, caratterizzato da modalità di manifestazione differenti da prima”, evidenzia Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale. “Non vi è alcuna evidenza scientifica che vi sia stato un cambiamento nella natura del virus. Noi oggi vediamo una minore incidenza di contagi e un numero più basso di persone così gravi da ricorrere all’ospedale grazie a tutte le misure prese in questi mesi. Il pericolo non è ancora passato, è necessario continuare a mantenere le misure di contenimento del contagio, specialmente in previsione della maggiore mobilità estiva”, commenta Filippo Fimognari, presidente Sigot. 

“Credo che sia dovere di tutta la comunità medica attenersi alle prove scientifiche e utilizzare le ipotesi solo per disegnare studi sperimentali. Fino all’ottenimento di solidi risultati, diffondere ipotesi al grande pubblico attraverso i media crea disorientamento e alimenta comportamenti pericolosi”, dice Francesco Purrello, presidente Sid. “Le misure di distanziamento sociale e di contenimento dei contagi hanno determinato il controllo di una pandemia che si era presentata in vaste aree del paese in modo devastante. Non ci sono evidenze scientifiche che indichino una riduzione della carica virale o una minore aggressività del virus. Il fatto che la presentazione clinica della malattia in questi ultimi mesi sia stata modificata è un buon motivo per convincerci a continuare nella sorveglianza, nel distanziamento e nell’atteggiamento prudenziale”, conclude Flavia Petrini, presidente Siaarti. 

Migranti, oltre 80mila le domande di regolarizzazione 

In costante crescita l’andamento giornaliero delle istanze: è quanto risulta dal secondo Report sulla procedura di emersione dei rapporti di lavoro avviata lo scorso 1º giugno. Ogni giorno, si legge sul sito del Viminale, dal 1º giugno, sono state presentate dai datori di lavoro al portale del ministero dell’Interno oltre 2.650 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell’ambito della procedura di emersione prevista dall’articolo 103, comma 1, del decreto legge n.34 del 19 maggio 2020 per i settori dell’agricoltura, del lavoro domestico e di assistenza alla persona. 

Alle ore 20 di martedì 30 giugno, a più di 4 settimane dall’apertura della procedura, le domande pervenute sono, complessivamente, 80.366: di cui 69.721 già perfezionate e 10.645 in corso di lavorazione. 

L’andamento giornaliero delle domande per la procedura di regolarizzazione, che proseguirà fino al prossimo 15 agosto, è in costante crescita: il giorno di apertura, il 1º giugno, le domande perfezionate erano 870; venerdì 30 giugno è di 2.324 la media giornaliera consolidata delle domande perfezionate. Per quanto riguarda i diversi settori interessati, il lavoro domestico e di assistenza alla persona rappresenta l’88% delle domande già perfezionate (61.411) e il 76% di quelle in lavorazione (8.116). 

Nella distribuzione delle domande per regioni, la Lombardia si conferma al primo posto per le richieste presentate per il lavoro domestico e di assistenza alla persona e la Campania per quello agricolo. Nella distribuzione delle domande per Paese di provenienza del lavoratore, ai primi posti risultano il Marocco, l’Ucraina e il Bangladesh per il lavoro domestico e di assistenza alla persona; l’Albania, il Marocco e l’India per l’agricoltura e l’allevamento. 

Su 61.411 datori di lavoro che hanno perfezionato la domanda di regolarizzazione per il settore domestico, 45.730 sono italiani (il 75% del totale). Per il settore agricolo, su 8.310 datori di lavoro 7.451 sono italiani (90%). Dal 1º al 29 giugno, sono state 3.231 le richieste di permesso di soggiorno temporaneo presentate agli sportelli postali da cittadini stranieri ai sensi dell’articolo 103, comma 2, del decreto rilancio che riguarda i titolari di permessi di soggiorno scaduti dal 31 ottobre 2019. 

 

Arriva il ‘bike hotel’, in bici ma senza rinunciare al lusso  

Lasciarsi alle spalle le restrizioni e le preoccupazioni del ‘lockdown’ grazie a una vacanza in cui la voglia di farsi coccolare nei migliori hotel incontra la libertà di movimento delle escursioni in bicicletta nei luoghi più belli d’Italia. La proposta arriva da Luxury Bike Hotels, che offre pacchetti pensati sia per gli appassionati delle due ruote sia per le famiglie che vogliano trascorrere giornate di sport e al tempo stesso rilassarsi in strutture d’eccellenza. (FOTOGALLERY) 

La bicicletta sarà uno strumento per riconnettersi con la natura in libertà e visitare luoghi favolosi. Per inerpicarsi, ad esempio, tra le strade di Cortina d’Ampezzo, con le Dolomiti patrimonio Unesco sullo sfondo. “Cortina d’Ampezzo è da sempre sinonimo di spazi ampi – dice Carmelo Franco Lentini, direttore del Cristallo Resort & Spa – aria fresca, buona cucina e tanta attività fisica, caratteristiche che la rendono la meta turistica privilegiata per questa estate 2020, soprattutto per gli amanti della bicicletta che ci scelgono ormai sempre più numerosi. Cristallo è collocato proprio a poche pedalate da una bellissima pista ciclabile che corre lungo tutta la valle e, per i più allenati, consente di raggiungere l’Austria, e da numerosi percorsi offroad, di tutti i livelli di difficoltà”. 

Per chi invece preferisce la Toscana e il Centro, itinerari tutti da scoprire sono quelli tra i saliscendi di Montalcino, lungo i sentieri della ciclostorica Eroica. Oppure le strade tra i vigneti dei Colli del Chianti. Per Annabella Pascale, della Tenuta di Artimino, la bici è una questione di famiglia: “Il cicloturismo è una componente molto importante dell’offerta della Tenuta di Artimino. Il ciclismo è parte del nostro dna e della nostra storia: mio nonno, Giuseppe Olmo, che acquistò la tenuta alla fine degli anni ‘80, era un famoso velocista che aveva vinto diversi riconoscimenti e il record dell’ora nel ’35. In più il territorio di Carmignano è perfetto per appassionati delle due ruote: strade di campagna con vigneti e oliveti, percorsi straordinari da fare sia con biciclette tradizionali che in ebike. Vogliamo che i nostri ospiti possano viversi un’esperienza immersiva, per il corpo e la mente: mettiamo gratuitamente a disposizione le nostre bike Olmo ma possiamo anche organizzare tour guidati, o ancora noleggiare una ebike per andare alla scoperta del territorio”. 

Al Sud, invece, la proposta di Luxury Bike Hotels prevede come meta privilegiata la Puglia, con i suoi litorali e la Valle d’Itria, tra muretti a secco, ulivi e trulli. “La bicicletta è il mezzo ideale per immergersi nella natura e i percorsi sono delineati in base alle esigenze degli ospiti – dice Aldo Melpignano, proprietario e managing director di Borgo Egnazia – per creare esperienze uniche come sempre facciamo a Borgo Egnazia. Sotto questo punto di vista, siamo fortunati: il territorio ha una conformazione naturale tale da permettere una grande varietà di tracciati. I più esperti potranno sfidare se stessi in percorsi più lunghi con impegnative variazioni altimetriche; gli appassionati e i più piccoli potranno invece passeggiare ammirando il paesaggio inconfondibile della macchia mediterranea e scoprire la Valle d’Itria su percorsi più pianeggianti e lineari”. 

Le strutture che aderiscono a Luxury Bike Hotels garantiscono un servizio completo per gli appassionati di turismo in bicicletta: dallo spazio bike room all’officina per veloci interventi e piccole manutenzioni, dalla zona lavaggio all’eventuale servizio di noleggio di bici, anche a pedalata assistita. Ci sono, infine, anche spazi dedicati allo smart working, che consentono la giusta tranquillità per riunioni di lavoro in caso di necessità. 

Pensioni, arriva la quattordicesima 

Quattordicesima in arrivo per i pensionati d’Italia. Tra i 336 e 655 euro, la quattordicesima, erogata dall’Inps, spetta ai pensionati di età maggiore o uguale a 64 anni che percepiscano redditi inferiori a due volte il trattamento minimo. La cifra dipenderà quindi dal reddito e dagli anni di versamenti contributivi, attribuita d’ufficio sulla mensilità di pensione di luglio 2020 ai soggetti che rientrano nei limiti reddituali stabiliti. 

Il reddito complessivo, oltre il quale non si ha diritto alla quattordicesima, è di 13.391,82 euro. Secondo i parametri fissati, il tetto massimo di reddito viene incrementato dell’importo del beneficio, che varia ovviamente per ciascuna fascia contributiva. A coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dal 1° agosto (per la Gestione privata ed Enpals) o dal 1° luglio (per le pensioni della Gestione pubblica) al 31 dicembre 2020 e ai soggetti divenuti titolari di pensione nel corso del 2020, sempre a condizione che rientrino nei limiti reddituali, la quattordicesima sarà attribuita d’ufficio con la rata di dicembre 2020. Ai beneficiari viene inviata la comunicazione dedicata con l’indicazione dell’importo attribuito e della provvisorietà del beneficio. Coloro che non ricevano la quattordicesima e ritengano di averne diritto possono, in ogni caso, presentare apposita domanda di ricostituzione on line, attraverso il portale dell’Istituto. 

Superbonus 110%, ecco maxi sconto per ristrutturazioni 

Anche il Superbonus al 110% fra le novità di luglio. Previsto infatti anche lo sconto fiscale per le ristrutturazioni, che sarà spalmato in 5 anni ed è valido per la riqualificazione energetica degli edifici e per la messa in sicurezza antisismica.  

Si tratta di un maxi credito di imposta per risollevare l’economia guardando al green e alla sicurezza introdotto nel decreto Rilancio. Il bonus permette quindi gli interventi con un miglioramento della classe energetica e di riduzione del rischio sismico praticamente gratis grazie al meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito. Per i dettagli dell’agevolazione servirà però attendere l’approvazione del dl Rilancio in Parlamento, prevista entro il 18 luglio. 

Bonus vacanze, domande al via 

Parte il ‘bonus vacanze’, una delle iniziative previste dal dl Rilancio. Da oggi e fino al 31 dicembre 2020 sarò infatti possibile richiedere il contributo fino 500 euro da utilizzare per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia. Potranno ottenerlo i nuclei familiari con ISEE fino a 40.000 euro mentre l’importo del bonus è modulato secondo la numerosità del nucleo familiare: 500 euro per nucleo composto da tre o più persone, 300 euro da due persone, 150 euro da una persona. 

Il bonus potrà essere richiesto e sarà erogato esclusivamente in forma digitale. Per ottenerlo è necessario che un componente del nucleo familiare sia in possesso di un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE 3.0 (Carta d’Identita Elettonica). Al momento della richiesta del bonus, infatti, si dovranno inserire le credenziali SPID e successivamente fornire l’Isee. Non si dovrà stampare nulla, ma si potrà averlo sempre a disposizione sullo smartphone: basterà mostrarlo all’albergatore quando si dovrà pagare il soggiorno direttamente presso la struttura scelta per le vacanze. 

Si ricorda che il bonus può essere utilizzato da un solo componente del nucleo familiare, anche diverso dalla persona che lo ha richiesto; può essere speso in un’unica soluzione, presso un’unica struttura turistica ricettiva in Italia; è fruibile nella misura dell’80%, sotto forma di sconto immediato, per il pagamento dei servizi prestati dall’albergatore, mentre il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo familiare a cui viene intestato il documento di spesa del soggiorno (fattura, documento commerciale, scontrino/ricevuta fiscale). Lo sconto applicato come ‘bonus vacanze’ sarà rimborsato all’albergatore sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione, o cedibile anche a istituti di credito. 

 

Contanti, da oggi scatta il nuovo limite 

Scatta da oggi il nuovo tetto ai pagamenti in contanti. Come stabilito dal decreto fiscale collegato alla legge di bilancio, il limite all’uso delle banconote passa infatti da 3.000 a 2.000 euro grazie alla misura nata per contrastare l’evasione favorendo i pagamenti elettronici. Da oggi dunque – salvo alcuni casi particolari – sarà obbligatorio utilizzare sistemi tracciabili (carte, bonifici ecc.) per spese superiori a 1.999 euro, che siano tra privati o tra privati ed esercenti. Sanzioni in arrivo per chi non rispetta le norme: si rischia infatti una ammenda da 3.000, arrivando fino a 50.000 euro per una singola operazione, secondo la gravità dell’infrazione. 

Dl semplificazioni, vertice aggiornato: restano nodi sul tavolo 

Si aggiorna domani il vertice sul dl semplificazioni, che ha visto riuniti il premier Giuseppe Conte, il ministro all’Economia Roberto Gualtieri e i capidelegazioni delle forze di maggioranza. Alcuni nodi restano ancora sul tavolo -vedi la partita dei commissari per gli appalti pubblici, legata al cosiddetto ‘modello Genova’ e che vede contrapposti M5S e Pd- per questo la riunione a Palazzo Chigi proseguirà domani, a partire da mezzogiorno. La riunione di domani sarà decisiva per capire se il dl potrà essere portato in Cdm già questa settimana, come auspica il premier Giuseppe Conte. 

Secondo quanto viene riferito da fonti della maggioranza all’Adnkronos, ci sarebbe stato un confronto su condono e assunzioni Pa. con un pressing diffuso tra le forze politiche di maggioranza per lo stralcio del condono. 

Fontana: “Virus già presente, protocolli erano sbagliati” 

“Ecco la verità: se la dottoressa Malara non avesse violato i protocolli ministeriali non avremmo scoperto il virus. Studi sierologici e lettura a posteriori delle cartelle cliniche confermano la presenza del virus sul territorio già da diversi mesi. I medici hanno fatto il loro dovere. I protocolli erano sbagliati”. Così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, su Facebook.  

“Ringraziamo ogni giorno la dottoressa di Codogno che, contravvenendo al protocollo, il 20 febbraio ha eseguito quel tampone rintracciando il primo paziente positivo in Lombardia. Il suo coraggio ci ha concesso di capire che dovevamo attivarci per affrontare un’emergenza da molti ampiamente sottostimata”, sottolinea.  

Juve vince a Genova, sempre +4 su Lazio 

La Juventus si impone 3-1 a Marassi con il Genoa con tre prodezze nella ripresa di Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa, a nulla serva la rete di Pinamonti, e sale a 72 punti rispedendo la Lazio a -4 nel secondo anticipo della ventinovesima giornata di A. Per l’occasione Nicola schiera un 3-5-2 con Favilli e Pinamonti in attacco e con Ghiglione e Sturaro esterni, Behrami, Cassata e Schone in mezzo al campo e di fatto regge un tempo, grazie anche alle parate di Perin, contro il 4-3-3 di Sarri composto in avanti da Bernardeschi, Dybala e Ronaldo, con Bentancur, Pjanic (passato al Barcellona) e Rabiot a centrocampo, con la carta Douglas Costa inserito nella ripresa. 

La Juve parte subito forte e al 12′ un gran sinistro da fuori di Bernardeschi costringe Perin a ribattere in tuffo. Passa un minuto e ci prova anche Ronaldo ma il portiere rossoblu vola e salva. Al 16′ Cr7 scaglia un destro dalla distanza ma non sorprende Perin. Il Genoa si difende e prova a pungere con Pinamonti che tenta un destro ma de Ligt respinge. Il controllo della gara è nelle mani dei bianconeri che però non trovano la via del gol: al 28′ Bernardeschi attacca, va sul fondo e ci prova ma Perin respinge ancora, poi un colpo di testa di Rabiot è ancora preda del portiere del Genoa che si ripete nel finale di tempo ancora su Ronaldo.  

Il break che sblocca il risultato arriva ad inizio ripresa. Al 50′ grandissima azione personale di Dybala che in area si libera di due giocatori e con il sinistro a giro infila Perin sul secondo palo. Il Genoa accusa il colpo e rischia ancora al 54′: cross di Cuadrado e colpo di testa di Bernardeschi che sfiora il palo. Per il raddoppio bianconero non bisogna attendere molto. Al 56′ ci pensa Ronaldo che avanza palla al piede e dal limite esplode un destro che si infila sotto l’incrocio dei pali senza dare scampo a Perin. La pressione della squadra di Sarri non si arresta e al 73′ arriva il tris. Dybala recupera palla e la serve a Douglas Costa che si inventa uno splendido sinistro a giro dal limite che si infila sotto l’incrocio.  

Il Genoa reagisce con orgoglio e trova la rete della speranza poco dopo. Al 76′ cross di Biraschi, la difesa bianconera va a vuoto e Pinamonti controlla e con il sinistro batte Szczesny. Dieci minuti dopo è ancora l’attaccante rossoblu ad andare vicino al gol, ma il portiere bianconero lo ferma in scivolata dopo un brutto retropassaggio. Nel finale la Juve cerca il poker con Higuain e Ramsey ma senza successo. Tre reti di pregevole fattura bastano a Sarri per riallungare in classifica su Lazio e Inter. 

Airbus taglierà 15 mila posti di lavoro entro estate 2021 

Airbus taglierà 15 mila posti di lavoro entro l’estate del 2021. Lo rende noto il costruttore aeronautico europeo precisando che questa decisione è stata presa in seguito all’emergenza coronavirus che ha determinato il ridimensionamento del numero degli ordini di aerei.Il processo di consultazione con le parti sociali è iniziato per raggiungere un accordi “all’autunno del 2020”.  

Negli ultimi mesi l’attività commerciale degli aeromobili commerciali è diminuita di quasi il 40%.  

l traffico aereo, sottolinea Airbus, “non dovrebbe ritornare ai livelli pre-Covid prima del 2023 e forse non prima di fine 2025”. Nel dettaglio i tagli riguarderanno: 5.000 posti in Francia, 5.100 posti in Germania, 900 posti in Spagna, 1.700 posti in Regno Unito e 1.300 posti negli altri stabilimenti del gruppo. 

Enasarco: ok a bilancio 2019, avanzo economico di 233 mln  

L’assemblea dei delegati di Fondazione Enasarco ha approvato il bilancio consuntivo 2019, chiuso con un avanzo economico pari a 233 milioni di euro, in netto aumento rispetto al 2018, di oltre 90 milioni. L’avanzo del 2019 è già diminuito di 11 milioni, somma destinata preventivamente al Fondo Firr, il trattamento di fine rapporto degli iscritti. 

Tutti in miglioramento i saldi di bilancio principali, in particolare sono positivi i risultati conseguiti nella gestione istituzionale con un saldo complessivo di +188 milioni, a fronte dell’avanzo di +170 milioni del 2018 e di quello del bilancio tecnico 2017 previsto in +188 milioni. Il patrimonio complessivo della Fondazione cresce ed arriva a quota 7,8 miliardi, di cui 5.196 milioni costituiscono il patrimonio della previdenza, pari a 5,18 volte il valore delle pensioni in essere e 2.392 milioni il patrimonio del Firr. 

Il saldo della gestione previdenziale (+71 mln) continua a crescere, con entrate previdenziali che finanziano la spesa per prestazioni. Le spese di funzionamento diminuiscono dell’1,3%, ma i risparmi realizzati non hanno intaccato l’efficacia dei servizi all’utenza, comunque migliorati, come dimostrano le nuove funzionalità disponibili, sia quelle previste nell’area riservata, che quelle introdotte con la nuova app Enasarco.  

Positivi i risultati nella gestione del patrimonio. I proventi finanziari ordinari lordi, infatti, sono passati dai 113 mln del 2018 agli oltre 154 mln del 2019. Il saldo finanziario totale è pari a 182 mln, contro 75 mln del 2018. Il patrimonio liquido è passato dal +5% del 2011 al +48% del 2019, mentre il valore complessivo del patrimonio della Fondazione espresso al fair value è cresciuto di oltre il 19% rispetto al 2012.  

Il rendimento lordo del patrimonio finanziario nel 2019 è stato del 3,9%. Nel 2019 le scelte d’investimento hanno visto prevalere strumenti finanziari liquidi e a basso costo gestionale, con profilo di rischio/rendimento allineati all’asset allocation strategica che il Consiglio di amministrazione ha approvato. Per ciò che riguarda la gestione della dismissione immobiliare nel 2019, pur continuando le attività volte alle vendite dirette agli inquilini, si stanno sviluppando nuove strategie di gestione: dalle vendite delle unità immobiliari libere all’asta, alla gestione del patrimonio residuo diretto ed indiretto tramite lo strumento della Sicaf, con la finalità di ottimizzare i risultati e diminuire i costi di gestione. 

L’assemblea dei delegati, che si è tenuta per la prima volta totalmente in videoconferenza per rispettare le disposizioni anti-Covid, è stata chiamata a votare anche il complesso delle misure di sostegno economico per gli agenti, rappresentanti e consulenti finanziari che hanno subito un decremento del reddito a causa dell’emergenza. In quest’ambito, sono state approvate le modalità di recepimento dell’ ‘Accordo per il sostegno della filiera commerciale’ per l’anticipazione di una quota del Firr ed è stato approvato lo stanziamento di ulteriori 16 mln (oltre i 2 milioni aggiuntivi già proposti dal CdA) per le erogazioni straordinarie, che si vanno ad aggiungere agli 8,4 già precedentemente approvati dal Consiglio.  

Si raggiunge la quota complessiva di 26,4 mln dall’inizio del periodo di emergenza. In particolare, lo stanziamento ulteriore dei 16 mln sarà sottoposto al parere dei Ministeri vigilanti.  

E la Fondazione comunica che “con nota del 26 giugno, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, ha comunicato l’approvazione della delibera dell’assemblea dei delegati del 18 dicembre 2019, con la quale sono state apportate alcune modifiche al Regolamento delle attività istituzionali. Con la c.d. Miniriforma, la Fondazione Enasarco si è posta l’obiettivo di agevolare l’ingresso e la permanenza nella professione dei propri iscritti. Con l’introduzione dell’articolo 5 bis, ‘Agevolazioni giovani agenti’, la Fondazione ha stabilito un regime contributivo agevolato per quegli agenti, rappresentanti di commercio e consulenti finanziari che nel triennio 2021-2023 vengono iscritti per la prima volta oppure ricevono un nuovo incarico di agenzia dopo tre anni di inattività. In entrambi i casi le agevolazioni sono valide per gli iscritti fino a trent’anni di età”, conclude la nota.