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Fase 2, Rezza: “Rilevare anche piccoli segnali d’allarme” 

“Questo strumento messo a punto è un po’ una novità per il nostro Paese, per monitorizzare l’andamento dell’epidemia e riuscire a rilevare anche piccoli segnali d’allarme che possono comparire”. Lo ha detto Gianni Rezza, neodirettore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, illustrando il report sulla situazione di Covid-19 in Italia e ricordando che, nel momento in cui si passa alla fase 2, “il timore è che la popolazione possa non rispettare le indicazioni” relative “all’uso di mascherine, al distanziamento fisico e al lavaggio delle mani”, e il rischio è di non riuscire “a rilevare anche piccoli scostamenti, piccoli segnali d’allarme”. I sistemi regionali devono “essere in grado di rilevarli”, raccomanda, sottolineando che da questo punto di vista arrivano segnali positivi. Viene posta molta attenzione all’indice di contagio Rt, “ma non è l’unico elemento: in una regione piccola bastano pochi casi per farlo scattare, ma poi l’incidenza per abitanti è relativamente bassa”, ha ricordato Rezza citando il caso della Valle d’Aosta (1,6). “Valutiamo complessivamente questi casi, non facciamo come è successo in passato per la povera Umbria”.  

“Ero tendenzialmente pessimista, ma vedendo come stanno andando le cose”, direi che “possiamo essere leggermente più sollevati. Questo non vuol dire che il pericolo sia alle nostre spalle”, avverte ancora Rezza, che continua: “Gli indicatori mostrano che le cose per ora stanno andando benino, anche se sappiamo che il virus sta continuando a circolare e, come trova l’occasione, fa subito un grappolo di casi – ha aggiunto Rezza – quindi bisogna tenerlo sotto controllo”. “Sembra che stia aumentando la resilienza delle regioni e la capacità di intercettare anche piccoli numeri di nuovi casi, e questo deve continuare anche nei mesi estivi”, ha raccomandato l’esperto.  

Per Rezza, “è ancora tutta da determinare la possibile influenza del caldo sul Sars-Cov-2”. Normalmente, infatti, “le infezioni respiratorie nel periodo estivo hanno una diminuita incidenza: dall’influenza alle varie forme di raffreddore, tra cui anche quelle da coronavirus comuni. In questo caso, però, ancora non lo sappiamo”. 

“Il caldo – ha spiegato Rezza – ha un effetto sulle virosi respiratorie. Questo non tanto perché può provocare uno stress del virus attraverso una più rapida evaporazione, con l’essiccamento dei droplets, e quindi anche un minore resistenza ambientale. Potrebbe essere un effetto, ma non è facilmente quantizzabile. La vera ragione è che nella stagione estiva, in tempi normali, c’è naturalmente il distanziamento sociale: chiudono scuole, uffici, si vive di più all’aperto”. Insomma “c’è un effetto suoi comportamenti umani che può diminuire l’incidenza d virosi respiratorie”. Ma quando si parla di “un virus nuovo, con un’ampia popolazione suscettibile è difficile dirlo. L’influenza che può avere è tutta da determinare” .  

 

Coronavirus, Inail: “Sempre più casi sul lavoro con esito mortale” 

I casi di infezione con esito mortale denunciati all’Inail tra la fine di febbraio e il 15 maggio sono 171, 42 in più rispetto al monitoraggio precedente, e circa la metà riguarda il personale sanitario e socio-assistenziale, con i tecnici della salute e i medici al primo posto tra le categorie più colpite. Lo comunica l’istituto in una nota. 

Sono 43.399 i contagi da nuovo coronavirus di origine professionale denunciati all’Inail tra la fine di febbraio e il 15 maggio, circa seimila in più rispetto ai 37.352 della rilevazione del 4 maggio.  

Tra le regioni più di un’infezione da coronavirus di origine professionale su tre (34,9%) è avvenuta in Lombardia. E’ quanto emerge dal terzo report sui contagi sul lavoro da Covid-19, denunciati all’Inail tra la fine di febbraio e il 15 maggio, elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail. 

Tra le regioni il 43,9% dei decessi dei contagiati sul lavoro è avvenuto in Lombardia. E’ quanto emerge dal terzo report sui contagi sul lavoro da Covid-19, denunciati all’Inail tra la fine di febbraio e il 15 maggio, elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail. 

Tra le regioni più di un’infezione da coronavirus di origine professionale su tre (34,9%) è avvenuta sempre in Lombardia.  

L’analisi territoriale dei lavoratori che hanno contratto il coronavirus conferma il primato negativo del Nord-Ovest, con oltre la metà delle denunce complessive (55,2%) e il 57,9% dei casi mortali.  

Le categorie dei tecnici della salute (il 70% sono infermieri) e dei medici che hanno contratto il coronavirus sul lavoro sono quelle più colpite dai decessi, con il 15,5% dei casi codificati per entrambe, seguite da quelle degli operatori socio-sanitari (10,7%), dagli impiegati amministrativi con l’8,3% e degli operatori socio-assistenziali (6,0%). 

Rispetto alle attività produttive, il settore della Sanità e assistenza sociale, che comprende ospedali, case di cura e case di riposo, registra il 32,3% dei casi mortali.  

 

Malagò: “Ripartenza Serie A? C’è egoismo da parte di tutti i presidenti” 

“C’è egoismo da parte di tutti i presidenti dei Serie A sul fatto di voler giocare o no? Si, tutti hanno in qualche modo un condizionamento da una posizione di classifica, non mi sento di dire che ci sono buoni e cattivi. Questo forse è nella natura umana che ci possono essere delle spinte, in virtù anche del fatto che nel momento in cui si è fermato tutto uno era ad un punto dalla retrocessione o dallo scudetto”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a Radio Incontro Olympia, sui presidenti della Serie A e le differenti vedute sulla ripartenza del campionato.  

“Playoff e playout come piano B del calcio? Non si può pensare che o il campionato parte e finisce oppure non so cosa succede. O tutto o niente. Questa – continua Malagò – è la mia idea del tutto personale. In Italia ci sono circa 15 sport di squadra, dalla pallamano al football americano, dalla pallacanestro al pattinaggio a rotelle, dal rugby al calcio. 14 su 15 hanno fermato i campionati, 14 su 15 non hanno assegnato lo scudetto, 14 su 15 non hanno dato le retrocessioni. Cito la situazione quale è. E’ rimasto il calcio perché è diverso, va bene, perché muove tanti interessi. Io mi permetto di dire che anche la Virtus Bologna di basket avrebbe voluto vincere il campionato o la Pro Recco nella pallanuoto”. 

“Io penso che c’è un rischio piccolo o grande che il campionato o non ricominci, anche se ormai si sono create tutte le condizioni da protocollo che ricominci, ma ci può essere la possibilità che non finisca. A differenza di tanti paesi, a cominciare dalla Germania, che ha già messo in sicurezza il sistema, ha già fatto l’accordo con le televisioni, da noi non c’è assolutamente nulla”, ha sottolineato Malagò. “Allora ho detto facciamo un piano B, poi sta alla federazione dire se giochiamo fino ad ottobre o si fanno playoff o playout. Normalmente se scegli una strada non puoi dire facciamo prima questo e poi l’altro, non è elegantissimo. E’ giusto che la Roma rientri con i playoff nella lotta scudetto? Ma certo che no. Ma lo deve dire la federazione e il consiglio Federale”, ha aggiunto il presidente del Coni. 

Quanto rimpianto c’è nelle Olimpiadi a Roma? “Credo in tutto questo periodo di essermi comportato in modo assolutamente rispettoso, ma – continua il numero uno del Coni, che torna sulla mancata occasione dei Giochi olimpici a Roma – ho sempre sostenuto la tesi che è una ferita che si è cicatrizzata ma sta lì rimangono i segni, e resta per tutta la vita perché si è persa una occasione clamorosa. Per i romani non ci sarebbe stato un euro di aggravio di costi”. 

“Le Olimpiadi estive – continua Malagò – avrebbero risolto anche i problemi degli stadi di calcio. Per sistemare gli stadi in un paese, si passa sempre e solo da una regola, una manifestazione internazionale, campionati del mondo, europei o olimpiadi estive. Prendendo le Olimpiadi a Roma, avevamo già visto le 10 città dove era previsto un intervento sugli stadi che dovevano rispettare le regole del gioco, ma c’era l’accelerazione della burocrazia e della tempistica”, ha proseguito. 

 

Twitter, ecco i ‘fleet’: cosa sono e come funzionano 

Durano lo spazio di un giorno e poi scompaiono. Sono i fleet di Twitter, ‘storie’ realizzate con testi, foto o video che rimangono visibili ai follower (o a tutti se il profilo è pubblico) per 24 ore. Non ci sono retweet e nemmeno ‘mi piace’ e le risposte sono solo in privato. 

La nuova funzionalità, molto simile a quella di altri social, come Instagram, rende più ‘libera’ la condivisione del proprio pensiero, senza l’ansia da pubblico apprezzamento. Creare i fleet è semplice: basterà cliccare sulla propria icona in alto a sinistra, il contenuto potrà essere un testo accompagnato da foto o video, oppure solamente di tipo multimediale, e poi cliccare su pubblica ‘fleet’ e il gioco è fatto. 

Mo Al Aladham, Twitter Group Product Manager, ha rivelato al ‘Corriere’ come al momento “l’Italia sia l’unico Paese, oltre al Brasile, in cui sarà possibile sperimentare la nuova funzionalità”, “valuteremo in seguito se rilasciare Fleet in tutto il mondo”.  

La novità, ovviamente, non ha lasciato indifferenti gli utenti. L’hashtag ‘fleets’ staziona nelle zone alte della graduatoria delle tendenze. E a giudicare dai tweet, la svolta non è promossa all’unanimità. Molti avrebbero gradito un’altra novità: “Caro Twitter, oltre ai fleets potresti anche partorire la funzione modifica per i Tweet? Grazie”. 

Libia, Onu chiede stop escalation militare 

La missione delle Nazioni Unite in Libia, l’Unsmil, ha esortato ”tutte le parti” coinvolte ”ad astenersi dall’escalation militare e a ricorrere a mezzi pacifici” per risolvere la crisi in corso. Affermando che sta seguendo con ”grande preoccupazione gli sviluppi militari e la mobilitazione attorno alla città di Tarhouna”, su Twitter l’Unsmil ha ”ricordato a tutte le parti coinvolte i loro obblighi rispetto al diritto umanitario internazionale e ha messo in guardia contro qualsiasi attacco contro i civili, punizioni extra giudiziarie, saccheggi, rapine e incendi di proprietà pubbliche e private”. 

Intanto l”autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), guidato dal generale Khalifa Haftar, ha annunciato il “ripristino di quattro caccia”. “Abbiamo appena testato i nostri jet recentemente ripristinati in loco – ha twittato nelle scorse ore il portavoce dell’Lna, Ahmed Al-Mismari – I quattro caccia sono pronti per essere usati a pieno”. “Il nostro personale è riuscito a ripristinare quattro vecchi caccia – ha detto lo stesso portavoce in dichiarazioni riportate da Libya Review – D’ora in poi saranno parte cruciale delle nostre operazioni militari”. 

Le parole di Al-Mismari arrivano dopo le notizie diffuse da Tripoli secondo cui almeno otto caccia russi sono stati dispiegati in Libia – trasferiti da una base russa in Siria – a sostegno delle forze di Haftar, che dall’aprile dello scorso anno punta alla capitale. Ieri le forze al comando del generale hanno minacciato l’avvio di una “campagna aerea”, la “più vasta nella storia della Libia”, anche contro obiettivi della Turchia nel Paese. 

 

Caso Open Arms, martedì voto Giunta Senato su Salvini 

”Noi siamo convocati lunedì pomeriggio, alle 18, per concludere il dibattito” sul caso Salvini-Open Arms, “qualora i membri della Giunta stessa vogliano aggiungere qualcosa”. Una nuova riunione si terrà martedì mattina, alle 9, per la replica del relatore. Dopo la replica ci saranno le dichiarazioni di voto dei gruppi e seguirà il ”voto finale”. Le riunioni di ”lunedì e martedì si terranno nella sala Kock di Palazzo Madama e non nella sede abituale di Sant’Ivo”, per rispettare il distanziamento previsto dalla misure igienico sanitarie anti Covid-19. Lo annuncia all’Adnkronos il senatore azzurro Maurizio Gasparri, presidente della Giunta per le elezioni e le immunità di Palazzo Madama.  

”Avevamo sospeso il caso Open Arms – ricorda l’ex ministro – perché l’attività parlamentare, per alcune settimane, è stata limitata all’emergenza Coronavirus. Nei giorni scorsi ho scritto alla presidente Casellati per capire quando avremmo potuto riprendere la trattazione dei vari casi sul nostro tavolo e la presidente del Senato, con una lettera, mi ha comunicato che la capigruppo aveva dato il via libera all’attività di tutte le Commissioni e Giunte. Nei giorni scorsi abbiamo ripreso le nostre riunioni”. ”Lunedì quindi – spiega Gasparri – se qualche collega vuole intervenire sulla vicenda Open Arms, potrà farlo, in modo che nessuno possa recriminare. Tutti avranno tempi, 10 minuti, e modi per riparlare. Martedì mattina – annuncia – torneremo a riunirci di mattina, alle 9, e la procedura prevede la mia replica come relatore”.  

“Ricordo – dice Gasparri – che nella mia proposta conclusiva ho detto che il comportamento dell’allora ministro Salvini era coperto da immunità, perché ha agito nella sua qualità di ministro dell’Interno, di conformità ai principi fondamentali della Costituzione. Dopo la mia replica, ci saranno le dichiarazioni di voto dei gruppi e si procederà alla votazione finale per vedere se concedere o meno l’autorizzazione richiesta dal Tribunale dei ministri di processare Salvini secondo le norme della Costituzione e della legge costituzionale, che regola la nostra attività in questi casi”.  

“Quindi – ripete il senatore di Forza Italia – si voterà martedì mattina. Le riunioni di lunedì e martedì della Giunta si terranno non nella sede abituale di Sant’Ivo, ma, per rispettare le regole sul distanziamento si svolgeranno nella sala Kock di Palazzo Madama. Dunque, ci saranno votazioni dal vivo in presenza, come tutte le votazioni del Senato, ma nella sala Koch, per garantire la massima sicurezza anti contagio”.  

Inps, Loy rassicura: “No problemi per pensioni” 

In un’intervista al Gr1 Guglielmo Loy, presidente del collegio dei sindaci dell’Inps, dice che i dati dell’Inps, un rosso da 35,7 miliardi di euro con il covid “sono problematici ma non preoccupanti. Il rosso naturalmente è stato stravolto dagli effetti del Covid 19 e quindi meno entrate perché meno lavoratori che lavorano, meno aziende pagano i contributi per quei lavoratori e più uscite perché una parte delle prestazioni sono state pagate, soprattutto la cassa integrazione, con il bilancio dell’istituto”.  

Problemi con le pensioni? “No, direi proprio di no. L’Inps opera ovviamente con solidarietà tra i vari fondi. Sono sostanzialmente in equilibrio – ha replicato Loy – ”è chiaro che se la crisi pian piano rientra e con un sostegno del governo la situazione è gestibile. Se ovviamente l’economia crolla e crolla il lavoro il problema generale dell’equilibrio ce l’avrà il paese prima e dopo l’Inps naturalmente”. Quindi – è stato chiesto – se la crisi dovesse continuare sarà necessario un intervento del governo per tenere in equilibrio il sistema pensionistico? ”Penso proprio di si”, la risposta di Loy. 

Coronavirus, in Messico quasi 3mila casi in 24 ore 

In Messico sono stati registrati 2.973 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, portando a 59.567 il totale delle persone contagiate. Lo ha reso noto il ministero della Sanità messicano, affermando che in totale si contano 6.510 morti per complicanze legate al coronavirus. La curva dei contagi ha iniziato a stabilizzarsi la scorsa settimana a Città del Messico e nella sua area metropolitana, la più colpita dalla pandemia. Lo ha dichiarato il vice ministro della Sanità messicano Hugo Lopez-Gatell. 

Il 16 aprile il governo messicano ha esteso al 30 maggio il lockdown su base nazionale per cercare di contenere la diffusione del coronavirus. 

Conte: “Sì a proposte Renzi su Family act e infrastrutture” 

“Accoglieremo le proposte di Italia Viva su infrastrutture e family act. Ma non sviliamo il dibattito su temi come ministri, sottosegretari, presidenti di commissioni”. Sembra cominciare una nuova fase nei rapporti fra Conte e Renzi, come sottolineato dallo stesso premier sul Messaggero di oggi, il cui “unico dubbio sull’ex presidente del Consiglio riguarda la sua scissione, a suo tempo dal Pd, mentre ora sono alle spalle anche i contrasti sulla mozione di sfiducia a Bonafede”. 

“Con Italia Viva c’è piena collaborazione, come in passato. Ora c’è da lavorare insieme – aggiunge -, su cantieri e politiche per la famiglia. Puntiamo sul dl semplificazione e sugli interventi al codice degli appalti. Ma la mia preoccupazione è adesso rivolta alle tensioni sociali della fase 2, con l’emergenza sanitaria che si sarebbe potuta trasformare in emergenza economica e sociale”. “Con il prossimo decreto semplificheremo con presidi di legalità forti e rigorosi”,  dice ancora Conte, per scongiurare che i 55 miliardi per il rilancio finiscano a corruttori e boss.  

Covid, Trump: “Seconda ondata? Non chiuderò gli Usa” 

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che non chiuderà nuovamente gli Stati Uniti se nel Paese dovesse registrarsi una seconda ondata di coronavirus. Durante una visita in una fabbrica della Ford in Michigan, Trump ha detto che ”stiamo per spegnere gli incendi, non chiuderemo il Paese, spegneremo il fuoco. Che si tratti di una brace o di una fiamma, la spegneremo”. Parole che arrivano mentre i cinquanta Stati hanno allentato il lockdown, con una accelerazione in quelli a guida repubblicana e un atteggiamento più cauto in quelli democratici. Funzionari della sanità pubblica hanno avvertito che allentare troppo rapidamente le misure potrebbe portare a una seconda ondata di coronavirus in autunno e in inverno. 

Intanto, su Twitter, Trump ha annunciato per lunedì bandiere a mezz’asta sugli edifici governativi degli Stati Uniti in ricordo delle vittime nel Paese: “Abbasserò le bandiere di tutti gli edifici federali e dei monumenti nazionali nei prossimi tre giorni in memoria degli americani che abbiamo perso con il Coronavirus”, ha scritto. Lunedì negli Usa viene celebrato il Memorial Day, tradizionalmente dedicato ai veterani di guerra e ai soldati caduti. Ieri i leader democratici del Congresso, la Speaker Nancy Pelosi e il leader della minoranza al Senato Charles Schumer, avevano chiesto a Trump di ordinare bandiere a mezz’asta in tutti gli edifici pubblici americani quando sarebbero state raggiunte le 100mila vittime dell’epidemia di Covid-19 come in segno di lutto nazionale. 

 

Elezioni, Cdm conferma ipotesi ‘super election day’ 

Al momento resta in campo ipotesi del 13-14 settembre “con la valutazione che serve accordo tra tutti in Parlamento”. E’ quanto viene riferito all’Adnkronos da fonti di governo in merito alla possibile data del ‘super election day’, ipotesi avanzata oggi in sede parlamentare e che ha provocato polemiche in particolare da Fdi e Fi ma perplessità sono state espresse anche da Lega, Italia Viva e Leu.  

Sul nodo elezioni sono diverse le posizioni in campo. Da una parte c’è la posizione unanime dei presidenti che vogliono votare il prima possibile, visto che i consigli sono già scaduti. Oggi il governatore della Liguria, Giovanni Toti, è tornato alla carica proponendo la data del 26 luglio o, al più tardi, ai primi di settembre. C’è poi l’ipotesi, avanzata oggi in sede parlamentare dal sottosegretario Achille Variati, di fissare la data del 13-14 settembre per una consultazione che accorpi regionali, amministrative e referendum sul taglio del numero dei parlamentari.  

In tutto questo, c’è il parere del Comitato tecnico scientifico, oggi citato da Variati in commissione Affari costituzionali alla Camera (dove è all’esame il dl Elezioni). Il Cts consiglia di votare con il caldo. Viene tenuto in considerazione, inoltre, nel caso si rinviasse ad ottobre l’election day (come chiedono Lega, Fdi, Fi che sono per posticipare la data almeno a fine settembre), il rischio di un nuovo contagio molto alto.  

E la valutazione è che “non si può sospendere la democrazia allungando di un anno le legislature regionali e la vita di 1140 comuni. Sarebbe grave”. Dunque nella riunione del Cdm stasera che ha affrontato il tema, per il momento, resta in piedi l’ipotesi presentata in Parlamento per il voto il 13 e 14 settembre, con i vari emendamenti sui quali ci sarà la valutazione del governo. Il governo “vuole una condivisione ampia”, si rimarca da fonti ministeriali all’Adnkronos.  

DECRETO MISSIONI – Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato il dl missioni. Nel decreto, a quanto si apprende, anche la missione europea Irini, per attuare l’embargo e bloccare l’ingresso delle armi in Libia. Proprio questo pomeriggio il ministro Luigi Di Maio ha sentito telefonicamente il segretario di Stato Mike Pompeo. Al centro del colloquio anche il dossier libico. Tra le altre missioni anche quella di assistenza medica in Sahel. 

Il Consiglio dei ministri, previa comunicazione al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in considerazione della necessità di adempiere agli impegni assunti dall’Italia, ha deliberato – riferisce il comunicato diffuso al termine della riunione – in merito alla prosecuzione delle missioni e delle iniziative di cooperazione allo sviluppo per il sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione e all’avvio di nuove missioni per il 2020, ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2, e dell’articolo 3, comma 1, della legge 21 luglio 2016, n. 145. 

FISCO – Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola e del Ministro dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha anche approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione dell’articolo 1 della direttiva (UE) 2017/2455 che modifica la direttiva relativa a taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni. In particolare le nuove disposizioni sono volte a ridurre gli oneri connessi alla fornitura all’interno dell’Unione europea dei servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione e di quelli forniti per via elettronica resi nei confronti di committenti non soggetti passivi d’imposta, anche ampliando il novero dei prestatori di tali servizi che possono accedere al regime speciale del “mini sportello unico”. 

La direttiva, si legge, ha introdotto una soglia a livello europeo entro la quale i servizi delle categorie già elencate, resi per via elettronica, forniti in Stati membri diversi da quello di stabilimento del prestatore, sono imponibili ai fini IVA nello Stato di stabilimento, derogando quindi ai criteri di territorialità previsti in via generale laddove resi nei confronti di committenti non soggetti passivi. Allo stesso tempo si è introdotto l’obbligo, nel caso in cui si sia optato per l’utilizzo del regime MOSS, dell’adozione delle norme in materia di fatturazione dello Stato membro di identificazione del prestatore.  

GOLDEN POWER SU OPERAZIONE GSE TRIESTE – Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ha poi deliberato l’esercizio dei poteri speciali, nella forma di imposizione di specifiche condizioni, in relazione all’operazione notificata dalle società Gse Trieste S.rl , M23 S.r.l, Sph S.r.l, Al Shamal 3 Llc. 

NOMINE POLIZIA E VIGILI DEL FUOCO – Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno Luciana Lamorgese, ha inoltre deliberato la nomina a dirigente generale di Pubblica sicurezza dei dirigenti superiori della Polizia di Stato Filippo Santarelli, Leopoldo Laricchia e Maurizio Auriemma; la nomina a dirigente generale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del dirigente superiore Carlo Dall’Oppio, con incarico di direttore della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile della Calabria; la nomina a dirigente generale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del dirigente superiore Giampietro Boscaino, con incarico di direttore della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile della Basilicata. 

NOMINE DIFESA – Su proposta del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il Consiglio dei ministri ha anche deliberato l’avvio della procedura per la nomina dell’ammiraglio di squadra in quiescenza Donato Marzano a presidente della Lega navale italiana; la promozione a generale di corpo d’armata dei generali di divisione del ruolo normale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni dell’esercito in promozione a generale di squadra aerea del ruolo naviganti normale dell’Arma aeronautica del generale di divisione in servizio permanente Nicola Lanza de Cristoforis; la promozione ad ammiraglio di squadra dell’ammiraglio di divisione del ruolo normale del corpo di stato maggiore della Marina militare in servizio permanente Aurelio De Carolis; la promozione ad ammiraglio ispettore capo dell’ammiraglio ispettore del ruolo normale del corpo del genio della Marina militare in servizio permanente Giuseppe Abbamonte. 

PIANO SHOCK – Al Cdm si è parlato anche del piano shock. Lo ha spiegato la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, di Italia Viva, ospite, di ‘Dritto e rovescio’ su Retequattro. “Crediamo molto nel piano shock e nel Consiglio dei ministri che è terminato pochi minuti fa ho riproposto la questione – ha detto Bellanova – e su questo c’è un impegno del governo, intanto del presidente del Consiglio, a lavorare in un provvedimento che si chiamerà semplificazione, che vedrà nelle prossime ore già i gruppi di lavoro impegnati, nel quale c’è tutto quello che noi riteniamo ci debba essere attraverso il piano shock”.  

Usa abbandonano Trattato su Cieli Aperti 

Gli Stati Uniti hanno deciso di abbandonare il Trattato sui Cieli Aperti (Open Skies) motivando la loro decisione, annunciata agli altri 34 Paesi firmatari come richiesto in caso di uscita dall’accordo, con le violazioni da parte della Russia. L’uscita dal Trattato, del 2002, frutto di negoziati iniziati nel 1992, sarà effettiva fra sei mesi.  

L’accordo consente ai Paesi firmatari di effettuare voli di ricognizione sui reciproci territori per osservare installazioni militari e altri siti sensibili. Donald Trump accusa Mosca di aver impedito voli di ricognizione su Kaliningrad e vicino al confine con la Georgia, voli invece previsti dall’accordo.  

Mosca invece accusa gli Stati Uniti di aver usato un “pretesto infondato” per lasciare il Trattato Open Skies perché la Russia non ha mai violato l’accordo, ha sottolineato il direttore del dipartimento per il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri, Vladimir Ermakov. “Non è la prima volta che gli Usa cercano di presentare le cose come se la Russia si fosse resa colpevole di violazioni e quindi ritirare la loro partecipazione ad accordi sul controllo degli armamenti”, ha aggiunto riferendosi al ritiro, avvenuto due anni fa da parte degli Usa, a cui ha fatto seguito quello della Russia, dal Trattato per le forze nucleari a medio raggio (Inf).  

 

 

Coronavirus, procura di Milano apre fascicolo su ospedale Fiera 

La procura di Milano, come atto dovuto, ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza ipotesi di reato né indagati, sulla realizzazione dell’ospedale Covid nei padiglioni della Fiera, a seguito dell’esposto presentato nei giorni scorsi dall’Adl Cobas Lombardia. Del fascicolo se ne occupa il dipartimento di contrasto ai reati nella Pubblica amministrazione guidato dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli.  

Nella denuncia, firmata dal portavoce del sindacato Riccardo Germani e depositata tramite l’avvocato Vincenzo Barbarisi, si segnala che l’operazione della costruzione della struttura modulare in Fiera “presenta delle criticità già dal giorno successivo alla decisione di pubblicizzazione da parte di Regione Lombardia”, ma anche rispetto alle “cospicue donazioni arrivate da parte dei privati” per un totale “di oltre 21 milioni di euro”. Nell’esposto-denuncia si sottolinea come si sarebbe trattata di un’operazione “prettamente di propaganda”, rilevatasi “uno spreco enorme di risorse”. 

Dl liquidità, Lega abbandona i lavori della Commissione 

“Abbandoniamo i lavori della Commissione. Maggioranza spaccata, litigi tra componenti dello stesso partito, governo assorto nel mutismo più assoluto e Commissione continuamente sospesa. Risultato: decreto liquidità alle imprese impantanato”. Lo annunciano i capogruppo della Lega nelle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, Giulio Centemero e Giorgia Andreuzza. “L’Italia e le imprese – aggiungono – attendono risposte concrete e tempestive: risorse subito per ripartire. Di questo passo, invece, non si va da nessuna parte”.  

Crisanti: “In Veneto zero contagi, netto anticipo rispetto a previsioni” 

Il Veneto ha raggiunto oggi ‘Zero’ contagi, in netto anticipo rispetto alle previsioni. E il professor Andrea Crisanti commenta con soddisfazione: “Questo è il risultato di un lavoro che ha visto in prima linea la Regione, l’Università di Padova e l’Azienda Ospedale di Padova. Il merito va a tutte le persone che hanno lavorato giorno e notte per raggiungere questo risultato, e alla fine l’intuizione di cercare gli asintomatici ha pagato. Il modello Veneto funziona”. 

“Lo ‘zero’ è un bene prezioso da conservare con un comportamento virtuoso. Il mio grazie a tutti quelli che ci hanno creduto, a chi ha rispettato le regole spesso dure delle precauzioni messe in atto per il contenimento dei contagi, confidando che questo importante traguardo non vada perso.”, conclude. 

Fontana: “Esterrefatto da violenti attacchi a Lombardia” 

“Sono abbastanza esterrefatto dalla serie di violenti attacchi che vengono rivolti quotidianamente alla Lombardia. Dato che la cosa si sta ripetendo da giorni e settimane inizio a pensare che oltre a una questione di carattere politico ci possa essere anche qualcosa nei confronti di una Regione che si è sempre evidenziata per la sua capacità di affrontare i problemi, di essere all’avanguardia nell’innovazione e nella ricerca e questo mi lascia amareggiato”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ospite di Zapping su Rai Radio 1. Un sentimento anti-lombardo che si trova “solamente nella classe politica. Ho invece la sensazione che da parte dei cittadini ci sia una grande solidarietà nei nostri confronti”, ha aggiunto Fontana.  

 

Fase 2, Conte: “Il peggio alle spalle ma non è tempo di movida” 

Il peggio è alle spalle, ma il tempo della movida, dei party e degli assembramenti è ancora lontano. Bisogna tenere la barra dritta -messaggio rivolto soprattutto ai giovani – tutelare sé stessi per preservare i propri cari. E poi le misure messe in campo dal governo per ripartire, le norme a favore delle imprese, del turismo, dei lavoratori e delle famiglie. Senza dimenticare la tutela della salute pubblica, con l’annuncio dei 150mila test sierologici gratuiti a partire dal prossimo 25 maggio. Questo, in estrema sintesi, il cuore dell’informativa del premier Giuseppe Conte alle Camere, oggi al centro di un duro scontro a Montecitorio tra maggioranza e opposizioni che ha costretto il presidente Roberto Fico a sospendere la seduta. 

Il governo, esordisce il premier, vuole ora “riavviare il motore economico e produttivo del Paese, dopo aver superato la fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Siamo consapevoli che quella che abbiamo davanti è una sfida ancora più difficile, certamente non meno insidiosa, di quella che abbiamo affrontato all’inizio dell’emergenza, quando – di fronte al diffondersi progressivo e a tratti impetuoso del contagio – siamo stati costretti a introdurre misure contenitive sempre più severe che, in base ai principi di massima precauzione e di proporzionalità, sono state estese progressivamente a tutto il territorio nazionale”. Una stretta che oggi Conte rivendica, tacciandola come la scelta giusta. 

“Per tutelare i beni primari della persona – la vita, la salute, l’integrità fisica – siamo stati costretti a limitare il più possibile gli spostamenti, imporre il distanziamento sociale, sospendere ogni attività che contemplasse il contatto e, conseguentemente, l’incremento esponenziale del contagio”. Conte riconosce agli italiani il merito dei risultati ottenuti. 

“Gli Italiani – rimarca – hanno pienamente compreso il rischio rappresentato da questo virus insidioso e sconosciuto e hanno condiviso il grande sforzo collettivo realizzato per contenerlo e mitigarlo. Le misure – salvo limitate eccezioni prontamente sanzionate – sono state ovunque rispettate con disciplina e consapevolezza. Se oggi possiamo constatare che il peggio è alle nostre spalle, e ovviamente lo affermo con tutta la dovuta prudenza, lo dobbiamo ai nostri cittadini, ai sacrifici che hanno compiuto in queste settimane, durante le quali è stato loro chiesto di modificare profondamente le abitudini di vita”. 

“Forse non tutti allora avrebbero assunto decisioni così sofferte, suscettibili di incidere su alcuni dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione. Tuttavia, dopo tre mesi esatti dal primo caso registrato all’ospedale di Codogno, possiamo affermare – in coscienza – di aver compiuto la scelta giusta, l’unica in grado di contrastare il diffondersi dell’epidemia sull’intero territorio nazionale”, rivendica dunque il presidente del Consiglio. 

Ora è tuttavia arrivato il momento di voltare pagina. “Con la stessa determinazione ritengo oggi possibile, anzi doveroso, pur in presenza di un quadro epidemiologico non completamente risolto, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità – sottolinea infatti Conte – Siamo nella condizione di attraversare la ‘fase 2’ con fiducia e responsabilità. Tutti ormai conosciamo meglio il virus, sappiamo come proteggerci, quali sono le regole di distanziamento sociale e di igiene, la funzione utile, a volte necessaria, dei dispositivi di protezione individuale”. 

Quindi il richiamo alla responsabilità, per superare indenni questa fase di convivenza col virus. “Mi rivolgo a tutti, soprattutto ai giovani dei quali è pienamente comprensibile l’entusiasmo per la riconquistata libertà di movimento – concede loro il premier – In questa fase, più che mai, rimane fondamentale, anche quando siamo all’aperto, il rispetto delle distanze di sicurezza e, ove necessario, l’utilizzo delle mascherine. Non è ancora questo il tempo dei party, delle movide e degli assembramenti. Occorre fare attenzione perché esporre sé stessi al contagio significa esporre al contagio anche i propri cari”. 

“Abbiamo predisposto un accurato piano nazionale di monitoraggio, che ci consente – sulla base delle informazioni quotidiane che sono tenute a trasmetterci le Regioni – di disporre di un quadro dettagliato della curva epidemiologica, fondato sull’incrocio di una nutrita serie di parametri. Questo piano ci permetterà di intervenire, se necessario, con misure restrittive nel caso in cui, in luoghi specifici, dovessero generarsi nuovi focolai”, istituendo nuove e circoscritte zone rosse. 

“Siamo consapevoli che l’avvio della nuova fase potrebbe favorire, in alcune zone, l’aumento della curva del contagio, un rischio che però abbiamo calcolato e che terremo sotto osservazione. Dobbiamo accettare questo rischio, non possiamo fermarci in attesa di un vaccino. Altrimenti non saremo mai nelle condizioni di ripartire e ci troveremo con un tessuto produttivo, un tessuto sociale irrimediabilmente compromesso”, spiega Conte nel silenzio dell’Aula. 

“Non ci possiamo permettere di protrarre l’efficacia delle misure limitative per un tempo indefinito. Un ordinamento liberale e democratico non può infatti tollerare una compressione dei diritti fondamentali se non nella misura strettamente necessaria a difendere i beni primari della vita e della salute dei cittadini in dipendenza di una minaccia grave e attuale. La permanenza di misure, di così severe misure limitative oltre il tempo necessario a invertire la curva del contagio sarebbe dunque irragionevole e assolutamente incompatibile – rimarca il presidente del Consiglio – con i principi della nostra Costituzione”. 

“In questa prospettiva, abbiamo inserito le residue limitazioni alle libertà fondamentali, ancora indispensabili per superare completamente la crisi sanitaria, in disposizioni di rango primario, mentre abbiamo riservato alla normazione secondaria esclusivamente le previsioni di maggiore dettaglio”. 

Ecco dunque i passaggi per avviare questo secondo step di uscita dal lockdown. “La scorsa settimana, il 16 maggio, abbiamo pertanto adottato il decreto-legge n. 33 che limita le restrizioni alla circolazione esclusivamente agli spostamenti fra le Regioni e, allo stato, solo fino al prossimo 2 giugno. Restano evidentemente confermate le misure limitative per le persone positive al virus e per quelle che hanno avuto contatti stretti con positivi”, sottolinea Conte.  

“All’interno del quadro normativo disposto con queste norme primarie – e che potrà quindi essere esaminato, modificato e integrato dal Parlamento in sede di conversione del decreto-legge – si pone poi il Dpcm adottato lo scorso 17 maggio. Il provvedimento è stato definito all’esito di un’interlocuzione serrata e costante con le Regioni e gli altri enti locali, che ringrazio, voglio qui ringraziare pubblicamente per l’impegno profuso e per la collaborazione dimostrata”. 

Il Dpcm “contiene disposizioni specifiche per la riapertura in sicurezza delle attività economiche e sociali, nonché dettagliati protocolli di settore definiti con il supporto del Comitato tecnico-scientifico e il contributo determinante dell’Inail, di cui sottolineo in questa sede la professionalità e l’impegno”. 

Dunque Conte riassume le principali disposizioni del Dpcm, “che da lunedì 18 maggio disciplinano, assieme alle ordinanze presenti e future delle Regioni, l’andamento della ‘fase 2’, articolato secondo una scansione temporale ben definita. Per quanto riguarda le attività commerciali al dettaglio e le attività di ristorazione, ne abbiamo fissato la riapertura per il 18 maggio, in virtù dei rigorosi protocolli di sicurezza adottati e nella consapevolezza della grave sofferenza economica accumulata da questi settori”. 

“Allo stesso modo e nel rispetto dei relativi protocolli, sono state riaperte le attività inerenti ai servizi alla persona e gli stabilimenti balneari. Dal 25 maggio – indica ancora il premier – riapriranno le palestre e le piscine, dal 3 giugno sarà possibile per i cittadini dell’Unione Europea fare ingresso in Italia senza obbligo di quarantena, dal 15 giugno riapriranno cinema, teatri e centri estivi per l’infanzia. Questo complesso di norme di rango primario e di rango secondario garantisce la possibilità di ritornare, progressivamente e in sicurezza, al pieno svolgimento della vita economica e sociale”. 

“D’altra parte, nell’avviare la fase 2′, non confidiamo soltanto nell’autodisciplina dei singoli. Abbiamo definito, in queste settimane, un articolato sistema di controlli e interventi degli andamenti epidemiologici, affidato alla ormai ricorrente formula del ‘testare, tracciare e trattare'”, sottolinea Conte.  

Sul fronte dei test, “stiamo potenziando i controlli tramite i test molecolari, quelli sierologici, utili anche al fine di mappare la diffusione del contagio all’interno del Paese”. Conte snocciola i numeri: “In Italia sono stati fatti, sin qui, 3.171.719 tamponi, che collocano il nostro Paese al primo posto per numero di tamponi per abitante, agli amanti della statistica dico anche che si tratta di 5.134 per 100.000 abitanti”. 

Ma soprattutto in questa fase “è importante incrementare l’utilizzo dei test molecolari e, per questo, lo scorso 11 maggio la struttura del Commissario ha avviato una richiesta di offerta per kit e reagenti per permettere la somministrazione di ulteriori 5 milioni di test. 59 aziende nazionali e internazionali hanno presentato offerte per 95 tipologie di prodotti, che saranno verificati in tempi rapidissimi”. Ed ecco la novità. 

“Per quanto riguarda i test sierologici – annuncia infatti Conte – lunedì 25 maggio partiranno test sierologici gratuiti su un campione di 150.000 cittadini, per esclusive finalità di ricerca scientifica. Per effettuarli occorrerà uno sforzo, sono stati mobilitati 550 tra volontari e operatori su base regionale, con la predisposizione di una struttura nazionale di coordinamento”. 

“Per quanto concerne il secondo pilastro della strategia di controllo del virus”, ovvero il contact tracing, “il Governo con decreto-legge n. 28, ha introdotto una disciplina per garantire la realizzazione dell’app Immuni’, in modo da garantire il pieno rispetto della privacy e della sicurezza dei cittadini oltreché la tutela dell’interesse nazionale. Per le necessarie attività di verifica e ulteriore sviluppo del codice sorgente e di quelle finalizzate alla distribuzione, all’installazione e gestione dell’app sono state interessate società pubbliche interamente partecipate dallo Stato, PagoPA e Sogei, con le quali sono state stipulate convenzioni a titolo gratuito”, sottolinea Conte.  

“Nei prossimi giorni partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione. Ricordo che il codice sorgente, aperto, potrà essere conosciuto da chiunque nei prossimi giorni e i dati verranno impiegati solo per tracciare la diffusione del virus e cancellati appena terminata l’emergenza. Il decreto-legge n. 28 è attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato e, durante l’iter parlamentare, potrà certamente arricchirsi anche del contributo delle Camere”. 

Infine il “terzo pilastro, quello relativo al trattamento dei pazienti, si fonda su un costante incremento della capacità ricettiva del nostro sistema sanitario. I posti letto in terapia intensiva sono pari a 7.864, con un incremento del 52% rispetto all’inizio dell’emergenza – illustra Conte – Al contempo, i posti letto nei reparti di malattia infettiva e pneumologia sono pari a 28.299, con un incremento ancora più significativo pari al 334%”. 

Con lo stanziamento di 3,2 miliardi per la sanità previsto nel dl rilancio “potremo rendere stabile l’incremento di 3.500 posti letto in terapia intensiva disposto per far fronte all’emergenza, e riqualificare 4.225 posti letto di area semi-intensiva, che saranno fruibili sia in regime ordinario, sia in regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure e il 50% dei quali dovrà essere immediatamente convertibile in posti letti di terapia intensiva”, illustra il premier. 

“Siamo consapevoli, tuttavia, che la riapertura delle attività non è sufficiente a riattivare il motore della nostra economia, provata da due mesi di restrizioni e anche, non dimentichiamolo mai, dal crollo generalizzato della domanda globale. Di fronte a uno shock di tale portata è necessaria un’azione costante, efficace e prolungata di accompagnamento delle attività produttive e commerciali da parte dei poteri pubblici”. Dunque Conte si sofferma sul dl rilancio, con cui il governo “ha proseguito l’azione di sostegno all’economia avviata dai decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, ma ha anche compiuto un passo in più, ponendo le basi per una vera ripartenza economica del Paese”.  

“Il provvedimento stanzia 55 miliardi di euro misurati in termini di indebitamento netto, e che vale 155 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare, considerando anche il finanziamento delle politiche per la liquidità. Lo offriamo alla valutazione del Parlamento e al contributo migliorativo che ne deriverà”. 

Per il presidente del Consiglio si tratta di “un testo molto complesso, che ha richiesto un lungo iter di elaborazione, e che supera anche l’entità di una tradizionale manovra economica, tanto per la portata della sua dotazione finanziaria, quanto per l’ampio spettro di interventi che consente. Sostegno non è un obiettivo incompatibile con quello del rilancio – rivendica Conte – Tutelare le reti di protezione sanitarie, sociali ed economiche che proteggono i diritti costituzionalmente garantiti e che assicurano il benessere dei cittadini, infatti, è fondamentale per la crescita”. 

“Soltanto garantendo questi presìdi potremo ricominciare a progettare, con fiducia e sicurezza, l’Italia del domani. Accanto alla necessaria prosecuzione delle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese abbiamo voluto concentrare risorse significative nei settori di maggiore interesse strategico per la crescita futura. Fra i principali, vorrei ricordare la scuola, l’università, la ricerca, la sanità, il turismo, il settore edilizio”. 

“Un primo capitolo del decreto, che vale 5 miliardi di euro, riguarda gli interventi di potenziamento a beneficio del sistema sanitario, dei quali ho già fornito qualche dettaglio, nonché interventi in favore delle forze dell’ordine e della Protezione civile”, rimarca Conte. 

“Un altro corposo capitolo del decreto riguarda le misure a beneficio dei lavoratori, per cui vengono stanziati circa 25 miliardi di euro al fine di estendere, anche per i prossimi mesi, gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, i sussidi di disoccupazione e le indennità per i lavoratori autonomi. Oltre a stanziare le risorse necessarie a questo scopo, il Governo ha introdotto anche una drastica semplificazione delle procedure di erogazione di questi strumenti”, dice Conte, provocando qualche protesta dagli scranni dell’opposizione.  

“Nelle scorse settimane i complessi meccanismi burocratici legati alla cassa integrazione in deroga hanno rallentato l’erogazione delle risorse, con tempi non adeguati alla profondità dell’emergenza che stiamo vivendo. Ed è per questo che il decreto introduce una procedura semplificata, tramite la quale l’Inps può anticipare il 40% delle prestazioni all’atto della domanda da parte delle imprese, senza passare per l’invio delle domande da parte delle Regioni”.  

“Grazie all’impegno della ministra Catalfo, per tutti coloro che non sono stati coperti da precedenti misure di sostegno – e che quindi versano nelle condizioni economiche più critiche – istituiamo il ‘reddito di emergenza’, che sarà erogato in due quote di entità variabile dai 400 a 800 euro mensili, a seconda dell’ampiezza del nucleo familiare”. 

Dopo il reddito di emergenza, Conte si sofferma sulla misura per l’emersione del lavoro nero fortemente voluta da Iv, misura che viene contestata dall’opposizione in Aula, mentre si levano applausi dagli scranni dove siedono i parlamentari di Iv e Pd. “È stata inoltre introdotta, su impulso della ministra Bellanova, una norma che, in presenza di determinate condizioni, consente di far emergere il lavoro sommerso nei settori dell’agricoltura e delle attività di sostegno familiari. E ricordo che la sospensione dei procedimenti penali non opera nei confronti dei datori di lavoro – ricorda il premier – in presenza dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reati di tratta e sfruttamento del lavoro”.  

“Il secondo ambito di intervento del decreto è relativo alle misure di sostegno alle imprese, un capitolo che mobilita circa 15 miliardi di euro in termini di maggiore disavanzo, attraverso aiuti a fondo perduto, sgravi fiscali e un ampio ventaglio di incentivi volti a sostenere la riapertura in sicurezza delle attività economiche. Per le imprese e i professionisti che hanno conseguito nel 2019 un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, e che nel mese di aprile 2020 abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi di almeno due terzi rispetto al mese di aprile 2019, prevediamo un contributo a fondo perduto”, snocciola i numeri del dl rilancio Conte. 

“Fra le agevolazioni fiscali a beneficio delle imprese, viene disposta l’esenzione dal versamento del saldo Irap dovuto per il 2019 e dell’acconto Irap dovuto per il 2020 per le imprese con ricavi inferiori a 250 milioni di euro. È una misura che trattiene all’interno delle imprese 4 miliardi di liquidità, a beneficio di oltre 2 milioni di aziende – rivendica il presidente del Consiglio – Al contempo, vengono prorogati dal 30 giugno al 16 settembre i termini per i versamenti di imposte e contributi che ricordo erano già stati sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio”. 

Nel dl rilancio, sottolinea ancora Conte, “sono previsti anche crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la loro sanificazione, per il rimborso degli affitti commerciali nei mesi di marzo, aprile e maggio, nonché un potenziamento del vigente credito d’imposta per la ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno”. 

Conte prosegue sul capitolo imprese. “A beneficio di alberghi, pensioni e stabilimenti balneari – ricorda – viene poi abolito il versamento della prima rata dell’Imu in scadenza alla data del 16 giugno 2020, e – per fornire un aiuto concreto a tutte le attività economiche – il decreto dispone anche una riduzione del costo delle bollette elettriche per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020”. 

“Tutelare la nostra struttura produttiva in questa difficile fase recessiva richiede uno sforzo ulteriore, che valga a rafforzare la capitalizzazione delle nostre imprese per difenderne la competitività e la resilienza – le parole di Conte – E troverete nel decreto delle agevolazioni fiscali notevoli per favorire la ricapitalizzazione, soprattutto delle Pmi. Inoltre, sempre per favorire il consolidamento delle Pmi il decreto interviene a istituire un apposito fondo, affidato a Invitalia, finalizzato a sottoscrivere strumenti finanziari partecipativi emessi dalle Pmi. E’ anche prevista la costituzione di un patrimonio destinato, denominato ‘Patrimonio Rilancio’ che – attraverso l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti – potrà impiegare risorse per il sostegno e il rilancio delle grandi imprese strategiche, nel rispetto del quadro normativo europeo in materia di aiuti di Stato”. 

Conte si sofferma poi sulle misure per le famiglie, con una attenzione particolare per quelle con figli, “su cui hanno inciso profondamente la chiusura prolungata delle scuole e i profondi cambiamenti nei tempi di vita e lavoro generati dalla chiusura delle attività economiche”. 

“Potenziamo il bonus baby-sitting – illustra il presidente del Consiglio – incrementandone il limite fino a 1.200 euro – un limite che sale fino a 2.000 per i comparti della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico – e aggiungiamo poi la possibilità, in alternativa, di utilizzare il bonus per l’iscrizione ai servizi per l’infanzia e ai centri estivi. In favore di questi ultimi, peraltro, stanziamo 150 milioni di euro per il 2020 al fine di potenziare e sostenere l’offerta di attività ludiche e ricreative a favore dei più piccoli”. 

“In secondo luogo, aumentiamo a 30 giorni i congedi di cui possono fruire i genitori dipendenti del settore privato con figli minori di 12 anni, riconoscendo un’indennità pari al 50% della retribuzione ed estendendo l’arco temporale di fruizione fino al 31 luglio 2020. Prevediamo, poi, misure specifiche per le persone con disabilità. Aumentiamo di 12 giornate i permessi retribuiti complessivi nei mesi di maggio e giugno per le persone con disabilità e i loro familiari. Stanziamo anche 150 milioni di euro complessivi in favore del Fondo per le non autosufficienze, del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive di sostegno, e di un nuovo Fondo di sostegno per le strutture semi-residenziali dedicate alle persone con disabilità”, sottolinea il premier. 

Il decreto, rimarca ancora Conte, “contiene anche importanti misure per dare impulso alla crescita nei settori di maggiore interesse strategico. Grazie al suggerimento del sottosegretario Fraccaro, abbiamo disposto nel decreto un super-bonus che incentiva gli interventi di efficienza energetica degli edifici, di riduzione del rischio sismico e degli interventi connessi, relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per i veicoli elettrici”.  

“Per questi interventi, i cittadini potranno beneficiare di una detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute e fruibile in 5 anni, oppure – in alternativa – di uno sconto in fattura erogato dal fornitore, il quale potrà recuperarlo sotto forma di credito d’imposta cedibile ad altri soggetti, incluse le banche e gli intermediari finanziari. Grazie a questa misura, le famiglie avranno la possibilità di risparmiare sul costo dell’energia e potranno realizzare nuovi impianti a costo 0. Inoltre, riusciamo a dare un potente impulso alle attività di ristrutturazione edilizia e agli investimenti privati nella sostenibilità ambientale. 

Il presidente del Consiglio si sofferma poi sulle misure sul turismo, “un comparto che mobilita oltre il 13% del nostro PIL, e che sarà messo a dura prova dall’impatto globale del Covid-19. Per sostenere il settore sarà cruciale puntare, in misura ancora superiore rispetto al passato, sulla mobilità interna”. 

“Oltre al già citato taglio dell’Imu a beneficio di alberghi e stabilimenti balneari mettiamo in campo un ‘bonus vacanze’ per incentivare la domanda, che verrà riconosciuto alle famiglie con un Isee non superiore a 40.000 euro e sarà spendibile in ambito nazionale presso strutture recettizie, e interveniamo anche con misure strutturali per sostenere il settore, come la creazione di un ‘Fondo turismo’ in Italia, dotato di 50 milioni di euro per il 2020, di un ‘Fondo per la promozione del turismo in Italia’, con una dotazione di 30 milioni di euro, e un ulteriore fondo – illustra ancora Conte – dotato di 50 milioni di euro per aiutare le imprese ricettive e gli stabilimenti balneari a sostenere le spese di sanificazione e di adeguamento alle misure di contenimento del virus”. 

“Siamo consapevoli che il turismo richiede ulteriori interventi – ammette Conte – che ci riserviamo di attivare non appena sarà definito il piano dei finanziamenti alla ripresa in sede europea. Non entro qui in un elenco dettagliato che riguarda anche misure di sostegno in altri settori come: cinema, spettacoli, teatri che stanno particolarmente soffrendo in questo periodo”. 

Segue l’appello agli italiani, per un comparto che forse più di chiunque altro è stato messo in ginocchio dal Covid-19. “Colgo l’occasione per invitare tutti i cittadini a fare le vacanze in Italia – le parole del premier – scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo o torniamo a godere e visitare quelle che già conosciamo, e in questo il modo migliore per contribuire al rilancio della nostra economia in questa fase d’emergenza”. 

“Guardando ancora più avanti – va avanti Conte – siamo convinti che non vi sia futuro per il nostro Paese senza un investimento ambizioso nella scuola, nell’università, nella ricerca e nella formazione. Questi ambiti cruciali hanno ricevuto ampia considerazione nel decreto rilancio. La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola”. 

“Un ulteriore stanziamento di 1,4 miliardi è destinato al rafforzamento del sistema universitario e della ricerca, uno stanziamento che consente di assegnare 4.000 posti aggiuntivi da ricercatore, oltre ai 1.600 già deliberati con la legge di bilancio per il 2020, di potenziare il diritto allo studio e di investire in un grande programma di ricerca nazionale. E’ il più grande investimento fatto nel campo dell’università e della ricerca degli ultimi vent’anni: questo, forse, è il più importante legato che consegniamo allo sviluppo del Paese”, rivendica. 

Il dl rilancio, illustra ancora Conte, “prevede stanziamenti importanti per i Comuni, interventi destinati all’export, alla tutela delle filiere in crisi per il settore agricolo, al sostegno del settore dei trasporti. Gli interventi sin qui disposti – ne siamo consapevoli – costituiscono una linea di protezione necessaria ma che non esaurisce le azioni da mettere in campo per riattivare pienamente l’economia del Paese”. 

“Sento la sofferenza che cresce e si diffonde nel Paese. Avverto le paure, le ansie e le inquietudini di tutti i nostri concittadini: di quelli che, dopo aver investito anni ed energie nelle proprie attività commerciali, temono di vedere vanificati tutti i loro sacrifici; di chi non sa se nei prossimi mesi riuscirà a conservare il proprio posto di lavoro, e quindi teme di non poter assicurare il sostentamento dei propri cari. Non mi sfuggono la gravità e la profondità di questa crisi – assicura il premier – testimoniata da gesti forti, come la riconsegna delle chiavi da parte di tanti piccoli commercianti e imprenditori, e anche dalle numerose lettere che ricevo ogni giorno dai cittadini”. 

“E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ciascuno farà la propria parte e se riusciremo a coordinare gli sforzi e a creare la necessaria sinergia dell’intero sistema Paese”, si dice convinto il premier. 

Come già avvenuto per l’ultima informativa alle Camere, Conte torna sul sistema bancario, invitandolo a ‘oliare’ i meccanismi di credito introdotti a sostegno dell’economia. “Il sistema bancario, che pure sta offrendo la sua collaborazione, può fare e deve fare ancora di più e, in particolare, deve accelerare le procedure necessarie a erogare i prestiti coperti dalla garanzia pubblica”, l’invito di Conte. 

Le norme contenute nel decreto-legge liquidità infatti consentono, soprattutto nel caso delle richieste inferiori a 25.000 euro, di erogare prestiti garantiti nel giro di 24 ore. “In alcuni casi sono state rispettate queste tempistiche. Ma mi giungono anche numerose segnalazioni – riconosce il presidente del Consiglio – che in molti casi, e giungono anche a voi, che questo non sta avvenendo. È essenziale che le banche riescano ad allinearsi alle pratiche più efficienti, assicurando la liquidità garantita nei tempi più rapidi”. 

“Non possiamo tollerare che le imprese possano sentirsi private del denaro necessario per garantire la continuità economica delle proprie attività. È una preoccupazione che ho condiviso personalmente con i presidenti di Confcommercio e Confesercenti, i quali mi hanno rappresentato le difficoltà delle categorie che rappresentano nell’ottenere queste risorse”, rimarca Conte. 

“Se le stime di crescita per l’anno in corso, purtroppo, non possono sorprenderci, ciò che deve preoccuparci è soprattutto, guardando a ritroso, quella dinamica di bassa crescita che il nostro Paese ha sperimentato nell’ultimo decennio, quando abbiamo registrato un divario medio di oltre un punto percentuale rispetto alla media europea di crescita del Pil. Alla luce di questa eredità, non possiamo permettere in alcun modo – sottolinea Conte – che i divari socio-economici, già ampi all’interno del continente e fra diverse aree del nostro Paese, continuino ad accentuarsi”. 

“Il compito della politica tutta, allora, è quello di lavorare per elaborare un ampio programma di rinascita economica e sociale, insieme alle migliori energie del Paese. Il primo tassello di questo progetto riformatore – per il premier – non può che essere una drastica semplificazione della macchina burocratica, un’architettura che, a causa delle sue eccessive complessità, ha rallentato oltre misura l’arrivo a destinazione delle risorse pubbliche stanziate, e ha quindi impedito il rafforzamento del capitale infrastrutturale del nostro Paese”. 

“A tal proposito, il prossimo decreto-legge dedicato proprio alla semplificazione amministrativa e burocratica introdurrà molti elementi di novità, per fornire all’Italia uno ‘shock’ economico senza precedenti, in particolare nel settore delle infrastrutture. Considero questa riforma la ‘madre’ di tutte le riforme, l’unica in grado di rilanciare efficacemente la competitività del nostro Paese. L’Italia non può più attendere. Questo – per Conte – è il momento della svolta. Se non riusciremo nell’opera di semplificazione neppure in questa condizione di assoluta emergenza, lo dico molto francamente, dubito che sarà possibile farlo in futuro”. 

“Attivare il motore delle opere pubbliche è una priorità per tutte le forze di maggioranza che sostengono questo esecutivo – assicura il premier – e alcune di esse hanno già elaborato proposte alcuni articolati, che troveranno senz’altro ampio spazio nel decreto-legge, al cui interno una sezione specifica sarà dedicata al rafforzamento della capacità di spesa e all’accelerazione dei cantieri. Al riguardo, prevediamo di definire un elenco prioritario di ‘opere strategiche’, di grandi e medie dimensioni – annuncia Conte – che potranno essere realizzate con un iter semplificato rispetto al quadro normativo vigente, valutando, laddove è opportuno, la concessione di poteri derogatori, senza che ciò faccia venir meno i controlli più rigorosi, che assicurano piena trasparenza e tengono lontano gli appetiti delle infiltrazioni criminali”. 

Un’altra sfida, indica il premier, “sarà promuovere una rivoluzione culturale nella pubblica amministrazione, affinché – pur in un’ottica di rigore e trasparenza – i funzionari pubblici possano essere quanto più possibile incentivati a sbloccare le opere e gli appalti pubblici, evitando che sul loro operato gravi un’eccessiva incertezza giuridica e regolamentare”. 

“Non da ultimo, intendiamo rendere più attrattivo il nostro ordinamento giuridico a beneficio delle imprese, rendendo più favorevole l’ambiente normativo e l’assetto della governance aziendale al fine di trattenere o attirare quanti più investimenti possibili sul territorio, e – se del caso – di attrarne ancora di più dall’estero. Favoriremo la ricapitalizzazione delle imprese e stiamo pensando di migliorare i modelli di governance per renderli più snelli ed efficienti, senza comprimere i diritti delle minoranze”. 

“Queste riforme, che l’Italia attende da anni – sottolinea il presidente del Consiglio – non avranno soltanto un impatto positivo nel breve periodo sulla crescita degli investimenti pubblici, ma ci aiuteranno anche a rendere il Paese più attrattivo nei confronti degli investitori internazionali e dovranno necessariamente accompagnarsi alla riforma dei tempi della giustizia civile e penale, e ricordo anche che in Parlamento c’è una prospettiva di riforma del nostro vecchio Codice Civile che risale al 1942”. 

“Un secondo elemento imprescindibile per lo sviluppo futuro è l’innovazione, che va pensata come il risultato di un processo partecipato e collettivo, che nasce sin dai banchi di scuola, fino ad arrivare allo sviluppo della creatività imprenditoriale, organizzativa e sociale. Le settimane di chiusura degli istituti scolastici hanno mostrato, peraltro, che dobbiamo potenziare la dotazione digitale delle nostre scuole, e ha provato l’importanza di avere reti di connettività resilienti e capillari in tutto il territorio, anche per rendere possibile il lavoro a distanza. Sono investimenti preziosi che renderemo ancora più incisivi, anche in sinergia con le aziende strategiche a partecipazione pubblica”. 

Ma una strategia dell’innovazione, per Conte, ” deve essere indirizzata anche al sistema produttivo e a quello delle pubbliche amministrazioni. Sul primo fronte, sono molte le eccellenze di cui disponiamo nella ricerca, che possono e devono essere messe al servizio delle realtà produttive. Penso all’industria farmaceutica e alla ricerca biomedica, alla meccanica, alla robotica, alle tecnologie energetiche, alle eccellenze alimentari”. 

Il presidente del Consiglio rimarca come l’Italia possa “far valere il suo saper fare, il saper inventare, che piace al mondo intero e rende uniche non soltanto le nostre produzioni, ma anche le esperienze che i nostri luoghi, i nostri esercizi commerciali, i nostri artigiani sanno regalare a chi visita il nostro Paese. Nessuna di queste categorie – promette Conte – sarà dimenticata”. 

Per quanto riguarda il settore pubblico, “l’investimento cruciale resta quello nel capitale umano: dobbiamo potenziare le strutture tecniche delle amministrazioni e la loro capacità progettuale, riducendo gli adempimenti ma migliorando i servizi al cittadino e rafforzando la cultura dei dati e della digitalizzazione dei processi”. 

“Il terzo pilastro per una efficace ripartenza – indica ancora Conte – è l’inclusività. Il Paese è giunto alla crisi del Covid-19 reduce, lo ricordiamo, da un decennio di divari crescenti fra Nord e Sud, e attraversato da profonde disuguaglianze di genere nell’accesso al lavoro, a causa di un basso tasso di partecipazione femminile. Eliminare alla radice questi ostacoli all’eguaglianza, sociale e territoriale, non è un lusso ma è anzi una precondizione per lo sviluppo futuro”. 

“Per evitare che entrambi i divari continuino ad ampliarsi, è cruciale – da un lato – sfruttare al massimo le risorse europee per gli investimenti nella coesione territoriale e il rafforzamento delle infrastrutture e – dall’altro – investire con decisione nelle politiche per la famiglia e l’infanzia, potenziando i progetti educativi e di cura anche con il coinvolgimento degli enti locali e del Terzo Settore, e le misure di sostegno economico per le famiglie. Ma dobbiamo anche stimolare e risvegliare la vocazione delle ragazze nelle carriere scientifiche, mettendo in campo politiche che diano maggiore accesso e visibilità alle donne in questi ambiti”, sottolinea ancora Conte. 

Che aggiunge: “Devo riconoscerlo in quest’Aula, troppo poco è stato fatto per le famiglie, complice anche un quadro di finanza pubblica che continua a essere complesso, a causa della pluralità degli interventi necessari a contenere i costi socio-economici del Covid-19. Dobbiamo quindi proseguire il lavoro già avviato in vista del Family Act, coordinato dalla ministra Bonetti, che ci potrà permettere di potenziare ulteriormente le misure economiche a sostegno della famiglia e della natalità”. 

“Al contempo – riconosce – dovrà aumentare l’impegno del Governo nel promuovere al massimo grado l’accessibilità, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati”. 

“La crisi del Covid-19, una crisi profonda, violenta, drammatica – sottolinea il premier – ci restituisce il bisogno di una società che pone al centro del suo sistema di tutele la salute, la qualità della vita, i beni comuni. È una crisi che ci consegna una comunità nella quale la garanzia del benessere individuale e collettivo non può essere più pensata come un mero corollario dell’attività economica, ma deve essere programmata quale precondizione dello sviluppo, che può essere anche fonte di crescita sostenuta se sapremo affrontarla con soluzioni innovative e con la creatività che è nel nostro DNA, tipica del genio italico”. 

Per Conte, “abbiamo di fronte un’opportunità storica: possiamo sciogliere i nodi e rimuovere le incrostazioni che sin qui ci hanno impedito di produrre benessere diffuso a beneficio di tutti i cittadini, superando i punti di debolezza che hanno sin qui frenato lo sviluppo del nostro Paese, in particolare dalla metà degli anni Novanta. Spetta a noi tutti trasformare questa emergenza in opportunità”. 

“Non ci illudiamo affatto che sia una sfida facile, ma il nostro impegno sarà massimo e ci conforta la consapevolezza che l’Italia è un grande Paese, lo sappiamo bene noi, e lo sanno anche tanti, tantissimi cittadini del mondo”, conclude il premier ringraziando l’Aula per l’attenzione. 

Coronavirus, per ospedale Fiera a Milano spesi 17 milioni 

Per la realizzazione dell’ospedale alla Fiera di Milano sono stati investiti 17,257 milioni di euro. E’ quanto emerge da una prima rendicontazione delle spese per la realizzazione delle infrastrutture per l’emergenza sanitaria, realizzata al Portello a Milano. Secondo quanto indica Fondazione Fiera Milano, le opere civili hanno comportato un costo di 7,91 milioni di euro, gli impianti elettrici e speciali di 4,54 milioni, gli impianti termomeccanici e anti incendio di 3,183 milioni, gli impianti per i gas medicali di 1,23 milioni e la progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, l’assistenza alla direzione lavori e il coordinamento per la sicurezza di 393.342 mila euro. Per un totale di 17,257 milioni di euro. 

La rendicontazione definitiva sulle spese sarà possibile solo dopo che sarà stato ultimato il controllo di tutte le fatture, si spiega dalla Fondazione Fiera Milano. Sarà pubblicata sul sito di Fondazione Fiera Milano (www.fondazionefieramilano.it) e di Fondazione di Comunità Milano (www.fondazionecomunitamilano.org) entro la fine del mese di luglio. La struttura, attualmente in funzione, è stata realizzata “in tempi rapidissimi grazie all’impegno di centinaia di persone che, anche volontariamente, hanno offerto il proprio contributo”, si sottolinea dalla Fondazione Fiera Milano. Hanno collaborato all’opera 110 fornitori e 829 tra tecnici e maestranze, lavorando “costantemente, senza sosta, 24 ore su 24”, per rispettare i tempi di realizzazione.  

M5S contro Lombardia, bagarre alla Camera  

Tensione in aula alla Camera tra M5s e Lega, tanto che il presidente Roberto Fico ha dovuto sospendere la seduta. A innescare le polemiche l’intervento di Riccardo Ricciardi (M5s), che ha attaccato la Lombardia: “Chi critica Conte propone il modello Lombardia, un ospedale da 21mln per 25 pazienti, ecco come sono stati spesi i soldi delle tasse e dei cittadini”.  

Caos in Aula, microfono rotto e pugni sugli scranni 

Dai banchi della Lega si è alzato subito un coro di critiche e alcuni slogan offensivi verso il deputato M5s (“buffone”). Poi, quando alcuni parlamentari leghisti hanno iniziato a lasciare il proprio posto per scendere alla base dell’emiciclo, la zona da cui parlava Ricciardi, Fico li ha prima ripresi e poi ha sospeso la seduta.