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Autore: admin

Fase 2, Conte: “Il peggio alle spalle ma non è tempo di movida” 

Il peggio è alle spalle, ma il tempo della movida, dei party e degli assembramenti è ancora lontano. Bisogna tenere la barra dritta -messaggio rivolto soprattutto ai giovani – tutelare sé stessi per preservare i propri cari. E poi le misure messe in campo dal governo per ripartire, le norme a favore delle imprese, del turismo, dei lavoratori e delle famiglie. Senza dimenticare la tutela della salute pubblica, con l’annuncio dei 150mila test sierologici gratuiti a partire dal prossimo 25 maggio. Questo, in estrema sintesi, il cuore dell’informativa del premier Giuseppe Conte alle Camere, oggi al centro di un duro scontro a Montecitorio tra maggioranza e opposizioni che ha costretto il presidente Roberto Fico a sospendere la seduta. 

Il governo, esordisce il premier, vuole ora “riavviare il motore economico e produttivo del Paese, dopo aver superato la fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Siamo consapevoli che quella che abbiamo davanti è una sfida ancora più difficile, certamente non meno insidiosa, di quella che abbiamo affrontato all’inizio dell’emergenza, quando – di fronte al diffondersi progressivo e a tratti impetuoso del contagio – siamo stati costretti a introdurre misure contenitive sempre più severe che, in base ai principi di massima precauzione e di proporzionalità, sono state estese progressivamente a tutto il territorio nazionale”. Una stretta che oggi Conte rivendica, tacciandola come la scelta giusta. 

“Per tutelare i beni primari della persona – la vita, la salute, l’integrità fisica – siamo stati costretti a limitare il più possibile gli spostamenti, imporre il distanziamento sociale, sospendere ogni attività che contemplasse il contatto e, conseguentemente, l’incremento esponenziale del contagio”. Conte riconosce agli italiani il merito dei risultati ottenuti. 

“Gli Italiani – rimarca – hanno pienamente compreso il rischio rappresentato da questo virus insidioso e sconosciuto e hanno condiviso il grande sforzo collettivo realizzato per contenerlo e mitigarlo. Le misure – salvo limitate eccezioni prontamente sanzionate – sono state ovunque rispettate con disciplina e consapevolezza. Se oggi possiamo constatare che il peggio è alle nostre spalle, e ovviamente lo affermo con tutta la dovuta prudenza, lo dobbiamo ai nostri cittadini, ai sacrifici che hanno compiuto in queste settimane, durante le quali è stato loro chiesto di modificare profondamente le abitudini di vita”. 

“Forse non tutti allora avrebbero assunto decisioni così sofferte, suscettibili di incidere su alcuni dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione. Tuttavia, dopo tre mesi esatti dal primo caso registrato all’ospedale di Codogno, possiamo affermare – in coscienza – di aver compiuto la scelta giusta, l’unica in grado di contrastare il diffondersi dell’epidemia sull’intero territorio nazionale”, rivendica dunque il presidente del Consiglio. 

Ora è tuttavia arrivato il momento di voltare pagina. “Con la stessa determinazione ritengo oggi possibile, anzi doveroso, pur in presenza di un quadro epidemiologico non completamente risolto, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità – sottolinea infatti Conte – Siamo nella condizione di attraversare la ‘fase 2’ con fiducia e responsabilità. Tutti ormai conosciamo meglio il virus, sappiamo come proteggerci, quali sono le regole di distanziamento sociale e di igiene, la funzione utile, a volte necessaria, dei dispositivi di protezione individuale”. 

Quindi il richiamo alla responsabilità, per superare indenni questa fase di convivenza col virus. “Mi rivolgo a tutti, soprattutto ai giovani dei quali è pienamente comprensibile l’entusiasmo per la riconquistata libertà di movimento – concede loro il premier – In questa fase, più che mai, rimane fondamentale, anche quando siamo all’aperto, il rispetto delle distanze di sicurezza e, ove necessario, l’utilizzo delle mascherine. Non è ancora questo il tempo dei party, delle movide e degli assembramenti. Occorre fare attenzione perché esporre sé stessi al contagio significa esporre al contagio anche i propri cari”. 

“Abbiamo predisposto un accurato piano nazionale di monitoraggio, che ci consente – sulla base delle informazioni quotidiane che sono tenute a trasmetterci le Regioni – di disporre di un quadro dettagliato della curva epidemiologica, fondato sull’incrocio di una nutrita serie di parametri. Questo piano ci permetterà di intervenire, se necessario, con misure restrittive nel caso in cui, in luoghi specifici, dovessero generarsi nuovi focolai”, istituendo nuove e circoscritte zone rosse. 

“Siamo consapevoli che l’avvio della nuova fase potrebbe favorire, in alcune zone, l’aumento della curva del contagio, un rischio che però abbiamo calcolato e che terremo sotto osservazione. Dobbiamo accettare questo rischio, non possiamo fermarci in attesa di un vaccino. Altrimenti non saremo mai nelle condizioni di ripartire e ci troveremo con un tessuto produttivo, un tessuto sociale irrimediabilmente compromesso”, spiega Conte nel silenzio dell’Aula. 

“Non ci possiamo permettere di protrarre l’efficacia delle misure limitative per un tempo indefinito. Un ordinamento liberale e democratico non può infatti tollerare una compressione dei diritti fondamentali se non nella misura strettamente necessaria a difendere i beni primari della vita e della salute dei cittadini in dipendenza di una minaccia grave e attuale. La permanenza di misure, di così severe misure limitative oltre il tempo necessario a invertire la curva del contagio sarebbe dunque irragionevole e assolutamente incompatibile – rimarca il presidente del Consiglio – con i principi della nostra Costituzione”. 

“In questa prospettiva, abbiamo inserito le residue limitazioni alle libertà fondamentali, ancora indispensabili per superare completamente la crisi sanitaria, in disposizioni di rango primario, mentre abbiamo riservato alla normazione secondaria esclusivamente le previsioni di maggiore dettaglio”. 

Ecco dunque i passaggi per avviare questo secondo step di uscita dal lockdown. “La scorsa settimana, il 16 maggio, abbiamo pertanto adottato il decreto-legge n. 33 che limita le restrizioni alla circolazione esclusivamente agli spostamenti fra le Regioni e, allo stato, solo fino al prossimo 2 giugno. Restano evidentemente confermate le misure limitative per le persone positive al virus e per quelle che hanno avuto contatti stretti con positivi”, sottolinea Conte.  

“All’interno del quadro normativo disposto con queste norme primarie – e che potrà quindi essere esaminato, modificato e integrato dal Parlamento in sede di conversione del decreto-legge – si pone poi il Dpcm adottato lo scorso 17 maggio. Il provvedimento è stato definito all’esito di un’interlocuzione serrata e costante con le Regioni e gli altri enti locali, che ringrazio, voglio qui ringraziare pubblicamente per l’impegno profuso e per la collaborazione dimostrata”. 

Il Dpcm “contiene disposizioni specifiche per la riapertura in sicurezza delle attività economiche e sociali, nonché dettagliati protocolli di settore definiti con il supporto del Comitato tecnico-scientifico e il contributo determinante dell’Inail, di cui sottolineo in questa sede la professionalità e l’impegno”. 

Dunque Conte riassume le principali disposizioni del Dpcm, “che da lunedì 18 maggio disciplinano, assieme alle ordinanze presenti e future delle Regioni, l’andamento della ‘fase 2’, articolato secondo una scansione temporale ben definita. Per quanto riguarda le attività commerciali al dettaglio e le attività di ristorazione, ne abbiamo fissato la riapertura per il 18 maggio, in virtù dei rigorosi protocolli di sicurezza adottati e nella consapevolezza della grave sofferenza economica accumulata da questi settori”. 

“Allo stesso modo e nel rispetto dei relativi protocolli, sono state riaperte le attività inerenti ai servizi alla persona e gli stabilimenti balneari. Dal 25 maggio – indica ancora il premier – riapriranno le palestre e le piscine, dal 3 giugno sarà possibile per i cittadini dell’Unione Europea fare ingresso in Italia senza obbligo di quarantena, dal 15 giugno riapriranno cinema, teatri e centri estivi per l’infanzia. Questo complesso di norme di rango primario e di rango secondario garantisce la possibilità di ritornare, progressivamente e in sicurezza, al pieno svolgimento della vita economica e sociale”. 

“D’altra parte, nell’avviare la fase 2′, non confidiamo soltanto nell’autodisciplina dei singoli. Abbiamo definito, in queste settimane, un articolato sistema di controlli e interventi degli andamenti epidemiologici, affidato alla ormai ricorrente formula del ‘testare, tracciare e trattare'”, sottolinea Conte.  

Sul fronte dei test, “stiamo potenziando i controlli tramite i test molecolari, quelli sierologici, utili anche al fine di mappare la diffusione del contagio all’interno del Paese”. Conte snocciola i numeri: “In Italia sono stati fatti, sin qui, 3.171.719 tamponi, che collocano il nostro Paese al primo posto per numero di tamponi per abitante, agli amanti della statistica dico anche che si tratta di 5.134 per 100.000 abitanti”. 

Ma soprattutto in questa fase “è importante incrementare l’utilizzo dei test molecolari e, per questo, lo scorso 11 maggio la struttura del Commissario ha avviato una richiesta di offerta per kit e reagenti per permettere la somministrazione di ulteriori 5 milioni di test. 59 aziende nazionali e internazionali hanno presentato offerte per 95 tipologie di prodotti, che saranno verificati in tempi rapidissimi”. Ed ecco la novità. 

“Per quanto riguarda i test sierologici – annuncia infatti Conte – lunedì 25 maggio partiranno test sierologici gratuiti su un campione di 150.000 cittadini, per esclusive finalità di ricerca scientifica. Per effettuarli occorrerà uno sforzo, sono stati mobilitati 550 tra volontari e operatori su base regionale, con la predisposizione di una struttura nazionale di coordinamento”. 

“Per quanto concerne il secondo pilastro della strategia di controllo del virus”, ovvero il contact tracing, “il Governo con decreto-legge n. 28, ha introdotto una disciplina per garantire la realizzazione dell’app Immuni’, in modo da garantire il pieno rispetto della privacy e della sicurezza dei cittadini oltreché la tutela dell’interesse nazionale. Per le necessarie attività di verifica e ulteriore sviluppo del codice sorgente e di quelle finalizzate alla distribuzione, all’installazione e gestione dell’app sono state interessate società pubbliche interamente partecipate dallo Stato, PagoPA e Sogei, con le quali sono state stipulate convenzioni a titolo gratuito”, sottolinea Conte.  

“Nei prossimi giorni partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione. Ricordo che il codice sorgente, aperto, potrà essere conosciuto da chiunque nei prossimi giorni e i dati verranno impiegati solo per tracciare la diffusione del virus e cancellati appena terminata l’emergenza. Il decreto-legge n. 28 è attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato e, durante l’iter parlamentare, potrà certamente arricchirsi anche del contributo delle Camere”. 

Infine il “terzo pilastro, quello relativo al trattamento dei pazienti, si fonda su un costante incremento della capacità ricettiva del nostro sistema sanitario. I posti letto in terapia intensiva sono pari a 7.864, con un incremento del 52% rispetto all’inizio dell’emergenza – illustra Conte – Al contempo, i posti letto nei reparti di malattia infettiva e pneumologia sono pari a 28.299, con un incremento ancora più significativo pari al 334%”. 

Con lo stanziamento di 3,2 miliardi per la sanità previsto nel dl rilancio “potremo rendere stabile l’incremento di 3.500 posti letto in terapia intensiva disposto per far fronte all’emergenza, e riqualificare 4.225 posti letto di area semi-intensiva, che saranno fruibili sia in regime ordinario, sia in regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure e il 50% dei quali dovrà essere immediatamente convertibile in posti letti di terapia intensiva”, illustra il premier. 

“Siamo consapevoli, tuttavia, che la riapertura delle attività non è sufficiente a riattivare il motore della nostra economia, provata da due mesi di restrizioni e anche, non dimentichiamolo mai, dal crollo generalizzato della domanda globale. Di fronte a uno shock di tale portata è necessaria un’azione costante, efficace e prolungata di accompagnamento delle attività produttive e commerciali da parte dei poteri pubblici”. Dunque Conte si sofferma sul dl rilancio, con cui il governo “ha proseguito l’azione di sostegno all’economia avviata dai decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, ma ha anche compiuto un passo in più, ponendo le basi per una vera ripartenza economica del Paese”.  

“Il provvedimento stanzia 55 miliardi di euro misurati in termini di indebitamento netto, e che vale 155 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare, considerando anche il finanziamento delle politiche per la liquidità. Lo offriamo alla valutazione del Parlamento e al contributo migliorativo che ne deriverà”. 

Per il presidente del Consiglio si tratta di “un testo molto complesso, che ha richiesto un lungo iter di elaborazione, e che supera anche l’entità di una tradizionale manovra economica, tanto per la portata della sua dotazione finanziaria, quanto per l’ampio spettro di interventi che consente. Sostegno non è un obiettivo incompatibile con quello del rilancio – rivendica Conte – Tutelare le reti di protezione sanitarie, sociali ed economiche che proteggono i diritti costituzionalmente garantiti e che assicurano il benessere dei cittadini, infatti, è fondamentale per la crescita”. 

“Soltanto garantendo questi presìdi potremo ricominciare a progettare, con fiducia e sicurezza, l’Italia del domani. Accanto alla necessaria prosecuzione delle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese abbiamo voluto concentrare risorse significative nei settori di maggiore interesse strategico per la crescita futura. Fra i principali, vorrei ricordare la scuola, l’università, la ricerca, la sanità, il turismo, il settore edilizio”. 

“Un primo capitolo del decreto, che vale 5 miliardi di euro, riguarda gli interventi di potenziamento a beneficio del sistema sanitario, dei quali ho già fornito qualche dettaglio, nonché interventi in favore delle forze dell’ordine e della Protezione civile”, rimarca Conte. 

“Un altro corposo capitolo del decreto riguarda le misure a beneficio dei lavoratori, per cui vengono stanziati circa 25 miliardi di euro al fine di estendere, anche per i prossimi mesi, gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, i sussidi di disoccupazione e le indennità per i lavoratori autonomi. Oltre a stanziare le risorse necessarie a questo scopo, il Governo ha introdotto anche una drastica semplificazione delle procedure di erogazione di questi strumenti”, dice Conte, provocando qualche protesta dagli scranni dell’opposizione.  

“Nelle scorse settimane i complessi meccanismi burocratici legati alla cassa integrazione in deroga hanno rallentato l’erogazione delle risorse, con tempi non adeguati alla profondità dell’emergenza che stiamo vivendo. Ed è per questo che il decreto introduce una procedura semplificata, tramite la quale l’Inps può anticipare il 40% delle prestazioni all’atto della domanda da parte delle imprese, senza passare per l’invio delle domande da parte delle Regioni”.  

“Grazie all’impegno della ministra Catalfo, per tutti coloro che non sono stati coperti da precedenti misure di sostegno – e che quindi versano nelle condizioni economiche più critiche – istituiamo il ‘reddito di emergenza’, che sarà erogato in due quote di entità variabile dai 400 a 800 euro mensili, a seconda dell’ampiezza del nucleo familiare”. 

Dopo il reddito di emergenza, Conte si sofferma sulla misura per l’emersione del lavoro nero fortemente voluta da Iv, misura che viene contestata dall’opposizione in Aula, mentre si levano applausi dagli scranni dove siedono i parlamentari di Iv e Pd. “È stata inoltre introdotta, su impulso della ministra Bellanova, una norma che, in presenza di determinate condizioni, consente di far emergere il lavoro sommerso nei settori dell’agricoltura e delle attività di sostegno familiari. E ricordo che la sospensione dei procedimenti penali non opera nei confronti dei datori di lavoro – ricorda il premier – in presenza dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reati di tratta e sfruttamento del lavoro”.  

“Il secondo ambito di intervento del decreto è relativo alle misure di sostegno alle imprese, un capitolo che mobilita circa 15 miliardi di euro in termini di maggiore disavanzo, attraverso aiuti a fondo perduto, sgravi fiscali e un ampio ventaglio di incentivi volti a sostenere la riapertura in sicurezza delle attività economiche. Per le imprese e i professionisti che hanno conseguito nel 2019 un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, e che nel mese di aprile 2020 abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi di almeno due terzi rispetto al mese di aprile 2019, prevediamo un contributo a fondo perduto”, snocciola i numeri del dl rilancio Conte. 

“Fra le agevolazioni fiscali a beneficio delle imprese, viene disposta l’esenzione dal versamento del saldo Irap dovuto per il 2019 e dell’acconto Irap dovuto per il 2020 per le imprese con ricavi inferiori a 250 milioni di euro. È una misura che trattiene all’interno delle imprese 4 miliardi di liquidità, a beneficio di oltre 2 milioni di aziende – rivendica il presidente del Consiglio – Al contempo, vengono prorogati dal 30 giugno al 16 settembre i termini per i versamenti di imposte e contributi che ricordo erano già stati sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio”. 

Nel dl rilancio, sottolinea ancora Conte, “sono previsti anche crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la loro sanificazione, per il rimborso degli affitti commerciali nei mesi di marzo, aprile e maggio, nonché un potenziamento del vigente credito d’imposta per la ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno”. 

Conte prosegue sul capitolo imprese. “A beneficio di alberghi, pensioni e stabilimenti balneari – ricorda – viene poi abolito il versamento della prima rata dell’Imu in scadenza alla data del 16 giugno 2020, e – per fornire un aiuto concreto a tutte le attività economiche – il decreto dispone anche una riduzione del costo delle bollette elettriche per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020”. 

“Tutelare la nostra struttura produttiva in questa difficile fase recessiva richiede uno sforzo ulteriore, che valga a rafforzare la capitalizzazione delle nostre imprese per difenderne la competitività e la resilienza – le parole di Conte – E troverete nel decreto delle agevolazioni fiscali notevoli per favorire la ricapitalizzazione, soprattutto delle Pmi. Inoltre, sempre per favorire il consolidamento delle Pmi il decreto interviene a istituire un apposito fondo, affidato a Invitalia, finalizzato a sottoscrivere strumenti finanziari partecipativi emessi dalle Pmi. E’ anche prevista la costituzione di un patrimonio destinato, denominato ‘Patrimonio Rilancio’ che – attraverso l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti – potrà impiegare risorse per il sostegno e il rilancio delle grandi imprese strategiche, nel rispetto del quadro normativo europeo in materia di aiuti di Stato”. 

Conte si sofferma poi sulle misure per le famiglie, con una attenzione particolare per quelle con figli, “su cui hanno inciso profondamente la chiusura prolungata delle scuole e i profondi cambiamenti nei tempi di vita e lavoro generati dalla chiusura delle attività economiche”. 

“Potenziamo il bonus baby-sitting – illustra il presidente del Consiglio – incrementandone il limite fino a 1.200 euro – un limite che sale fino a 2.000 per i comparti della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico – e aggiungiamo poi la possibilità, in alternativa, di utilizzare il bonus per l’iscrizione ai servizi per l’infanzia e ai centri estivi. In favore di questi ultimi, peraltro, stanziamo 150 milioni di euro per il 2020 al fine di potenziare e sostenere l’offerta di attività ludiche e ricreative a favore dei più piccoli”. 

“In secondo luogo, aumentiamo a 30 giorni i congedi di cui possono fruire i genitori dipendenti del settore privato con figli minori di 12 anni, riconoscendo un’indennità pari al 50% della retribuzione ed estendendo l’arco temporale di fruizione fino al 31 luglio 2020. Prevediamo, poi, misure specifiche per le persone con disabilità. Aumentiamo di 12 giornate i permessi retribuiti complessivi nei mesi di maggio e giugno per le persone con disabilità e i loro familiari. Stanziamo anche 150 milioni di euro complessivi in favore del Fondo per le non autosufficienze, del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive di sostegno, e di un nuovo Fondo di sostegno per le strutture semi-residenziali dedicate alle persone con disabilità”, sottolinea il premier. 

Il decreto, rimarca ancora Conte, “contiene anche importanti misure per dare impulso alla crescita nei settori di maggiore interesse strategico. Grazie al suggerimento del sottosegretario Fraccaro, abbiamo disposto nel decreto un super-bonus che incentiva gli interventi di efficienza energetica degli edifici, di riduzione del rischio sismico e degli interventi connessi, relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per i veicoli elettrici”.  

“Per questi interventi, i cittadini potranno beneficiare di una detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute e fruibile in 5 anni, oppure – in alternativa – di uno sconto in fattura erogato dal fornitore, il quale potrà recuperarlo sotto forma di credito d’imposta cedibile ad altri soggetti, incluse le banche e gli intermediari finanziari. Grazie a questa misura, le famiglie avranno la possibilità di risparmiare sul costo dell’energia e potranno realizzare nuovi impianti a costo 0. Inoltre, riusciamo a dare un potente impulso alle attività di ristrutturazione edilizia e agli investimenti privati nella sostenibilità ambientale. 

Il presidente del Consiglio si sofferma poi sulle misure sul turismo, “un comparto che mobilita oltre il 13% del nostro PIL, e che sarà messo a dura prova dall’impatto globale del Covid-19. Per sostenere il settore sarà cruciale puntare, in misura ancora superiore rispetto al passato, sulla mobilità interna”. 

“Oltre al già citato taglio dell’Imu a beneficio di alberghi e stabilimenti balneari mettiamo in campo un ‘bonus vacanze’ per incentivare la domanda, che verrà riconosciuto alle famiglie con un Isee non superiore a 40.000 euro e sarà spendibile in ambito nazionale presso strutture recettizie, e interveniamo anche con misure strutturali per sostenere il settore, come la creazione di un ‘Fondo turismo’ in Italia, dotato di 50 milioni di euro per il 2020, di un ‘Fondo per la promozione del turismo in Italia’, con una dotazione di 30 milioni di euro, e un ulteriore fondo – illustra ancora Conte – dotato di 50 milioni di euro per aiutare le imprese ricettive e gli stabilimenti balneari a sostenere le spese di sanificazione e di adeguamento alle misure di contenimento del virus”. 

“Siamo consapevoli che il turismo richiede ulteriori interventi – ammette Conte – che ci riserviamo di attivare non appena sarà definito il piano dei finanziamenti alla ripresa in sede europea. Non entro qui in un elenco dettagliato che riguarda anche misure di sostegno in altri settori come: cinema, spettacoli, teatri che stanno particolarmente soffrendo in questo periodo”. 

Segue l’appello agli italiani, per un comparto che forse più di chiunque altro è stato messo in ginocchio dal Covid-19. “Colgo l’occasione per invitare tutti i cittadini a fare le vacanze in Italia – le parole del premier – scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo o torniamo a godere e visitare quelle che già conosciamo, e in questo il modo migliore per contribuire al rilancio della nostra economia in questa fase d’emergenza”. 

“Guardando ancora più avanti – va avanti Conte – siamo convinti che non vi sia futuro per il nostro Paese senza un investimento ambizioso nella scuola, nell’università, nella ricerca e nella formazione. Questi ambiti cruciali hanno ricevuto ampia considerazione nel decreto rilancio. La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola”. 

“Un ulteriore stanziamento di 1,4 miliardi è destinato al rafforzamento del sistema universitario e della ricerca, uno stanziamento che consente di assegnare 4.000 posti aggiuntivi da ricercatore, oltre ai 1.600 già deliberati con la legge di bilancio per il 2020, di potenziare il diritto allo studio e di investire in un grande programma di ricerca nazionale. E’ il più grande investimento fatto nel campo dell’università e della ricerca degli ultimi vent’anni: questo, forse, è il più importante legato che consegniamo allo sviluppo del Paese”, rivendica. 

Il dl rilancio, illustra ancora Conte, “prevede stanziamenti importanti per i Comuni, interventi destinati all’export, alla tutela delle filiere in crisi per il settore agricolo, al sostegno del settore dei trasporti. Gli interventi sin qui disposti – ne siamo consapevoli – costituiscono una linea di protezione necessaria ma che non esaurisce le azioni da mettere in campo per riattivare pienamente l’economia del Paese”. 

“Sento la sofferenza che cresce e si diffonde nel Paese. Avverto le paure, le ansie e le inquietudini di tutti i nostri concittadini: di quelli che, dopo aver investito anni ed energie nelle proprie attività commerciali, temono di vedere vanificati tutti i loro sacrifici; di chi non sa se nei prossimi mesi riuscirà a conservare il proprio posto di lavoro, e quindi teme di non poter assicurare il sostentamento dei propri cari. Non mi sfuggono la gravità e la profondità di questa crisi – assicura il premier – testimoniata da gesti forti, come la riconsegna delle chiavi da parte di tanti piccoli commercianti e imprenditori, e anche dalle numerose lettere che ricevo ogni giorno dai cittadini”. 

“E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ciascuno farà la propria parte e se riusciremo a coordinare gli sforzi e a creare la necessaria sinergia dell’intero sistema Paese”, si dice convinto il premier. 

Come già avvenuto per l’ultima informativa alle Camere, Conte torna sul sistema bancario, invitandolo a ‘oliare’ i meccanismi di credito introdotti a sostegno dell’economia. “Il sistema bancario, che pure sta offrendo la sua collaborazione, può fare e deve fare ancora di più e, in particolare, deve accelerare le procedure necessarie a erogare i prestiti coperti dalla garanzia pubblica”, l’invito di Conte. 

Le norme contenute nel decreto-legge liquidità infatti consentono, soprattutto nel caso delle richieste inferiori a 25.000 euro, di erogare prestiti garantiti nel giro di 24 ore. “In alcuni casi sono state rispettate queste tempistiche. Ma mi giungono anche numerose segnalazioni – riconosce il presidente del Consiglio – che in molti casi, e giungono anche a voi, che questo non sta avvenendo. È essenziale che le banche riescano ad allinearsi alle pratiche più efficienti, assicurando la liquidità garantita nei tempi più rapidi”. 

“Non possiamo tollerare che le imprese possano sentirsi private del denaro necessario per garantire la continuità economica delle proprie attività. È una preoccupazione che ho condiviso personalmente con i presidenti di Confcommercio e Confesercenti, i quali mi hanno rappresentato le difficoltà delle categorie che rappresentano nell’ottenere queste risorse”, rimarca Conte. 

“Se le stime di crescita per l’anno in corso, purtroppo, non possono sorprenderci, ciò che deve preoccuparci è soprattutto, guardando a ritroso, quella dinamica di bassa crescita che il nostro Paese ha sperimentato nell’ultimo decennio, quando abbiamo registrato un divario medio di oltre un punto percentuale rispetto alla media europea di crescita del Pil. Alla luce di questa eredità, non possiamo permettere in alcun modo – sottolinea Conte – che i divari socio-economici, già ampi all’interno del continente e fra diverse aree del nostro Paese, continuino ad accentuarsi”. 

“Il compito della politica tutta, allora, è quello di lavorare per elaborare un ampio programma di rinascita economica e sociale, insieme alle migliori energie del Paese. Il primo tassello di questo progetto riformatore – per il premier – non può che essere una drastica semplificazione della macchina burocratica, un’architettura che, a causa delle sue eccessive complessità, ha rallentato oltre misura l’arrivo a destinazione delle risorse pubbliche stanziate, e ha quindi impedito il rafforzamento del capitale infrastrutturale del nostro Paese”. 

“A tal proposito, il prossimo decreto-legge dedicato proprio alla semplificazione amministrativa e burocratica introdurrà molti elementi di novità, per fornire all’Italia uno ‘shock’ economico senza precedenti, in particolare nel settore delle infrastrutture. Considero questa riforma la ‘madre’ di tutte le riforme, l’unica in grado di rilanciare efficacemente la competitività del nostro Paese. L’Italia non può più attendere. Questo – per Conte – è il momento della svolta. Se non riusciremo nell’opera di semplificazione neppure in questa condizione di assoluta emergenza, lo dico molto francamente, dubito che sarà possibile farlo in futuro”. 

“Attivare il motore delle opere pubbliche è una priorità per tutte le forze di maggioranza che sostengono questo esecutivo – assicura il premier – e alcune di esse hanno già elaborato proposte alcuni articolati, che troveranno senz’altro ampio spazio nel decreto-legge, al cui interno una sezione specifica sarà dedicata al rafforzamento della capacità di spesa e all’accelerazione dei cantieri. Al riguardo, prevediamo di definire un elenco prioritario di ‘opere strategiche’, di grandi e medie dimensioni – annuncia Conte – che potranno essere realizzate con un iter semplificato rispetto al quadro normativo vigente, valutando, laddove è opportuno, la concessione di poteri derogatori, senza che ciò faccia venir meno i controlli più rigorosi, che assicurano piena trasparenza e tengono lontano gli appetiti delle infiltrazioni criminali”. 

Un’altra sfida, indica il premier, “sarà promuovere una rivoluzione culturale nella pubblica amministrazione, affinché – pur in un’ottica di rigore e trasparenza – i funzionari pubblici possano essere quanto più possibile incentivati a sbloccare le opere e gli appalti pubblici, evitando che sul loro operato gravi un’eccessiva incertezza giuridica e regolamentare”. 

“Non da ultimo, intendiamo rendere più attrattivo il nostro ordinamento giuridico a beneficio delle imprese, rendendo più favorevole l’ambiente normativo e l’assetto della governance aziendale al fine di trattenere o attirare quanti più investimenti possibili sul territorio, e – se del caso – di attrarne ancora di più dall’estero. Favoriremo la ricapitalizzazione delle imprese e stiamo pensando di migliorare i modelli di governance per renderli più snelli ed efficienti, senza comprimere i diritti delle minoranze”. 

“Queste riforme, che l’Italia attende da anni – sottolinea il presidente del Consiglio – non avranno soltanto un impatto positivo nel breve periodo sulla crescita degli investimenti pubblici, ma ci aiuteranno anche a rendere il Paese più attrattivo nei confronti degli investitori internazionali e dovranno necessariamente accompagnarsi alla riforma dei tempi della giustizia civile e penale, e ricordo anche che in Parlamento c’è una prospettiva di riforma del nostro vecchio Codice Civile che risale al 1942”. 

“Un secondo elemento imprescindibile per lo sviluppo futuro è l’innovazione, che va pensata come il risultato di un processo partecipato e collettivo, che nasce sin dai banchi di scuola, fino ad arrivare allo sviluppo della creatività imprenditoriale, organizzativa e sociale. Le settimane di chiusura degli istituti scolastici hanno mostrato, peraltro, che dobbiamo potenziare la dotazione digitale delle nostre scuole, e ha provato l’importanza di avere reti di connettività resilienti e capillari in tutto il territorio, anche per rendere possibile il lavoro a distanza. Sono investimenti preziosi che renderemo ancora più incisivi, anche in sinergia con le aziende strategiche a partecipazione pubblica”. 

Ma una strategia dell’innovazione, per Conte, ” deve essere indirizzata anche al sistema produttivo e a quello delle pubbliche amministrazioni. Sul primo fronte, sono molte le eccellenze di cui disponiamo nella ricerca, che possono e devono essere messe al servizio delle realtà produttive. Penso all’industria farmaceutica e alla ricerca biomedica, alla meccanica, alla robotica, alle tecnologie energetiche, alle eccellenze alimentari”. 

Il presidente del Consiglio rimarca come l’Italia possa “far valere il suo saper fare, il saper inventare, che piace al mondo intero e rende uniche non soltanto le nostre produzioni, ma anche le esperienze che i nostri luoghi, i nostri esercizi commerciali, i nostri artigiani sanno regalare a chi visita il nostro Paese. Nessuna di queste categorie – promette Conte – sarà dimenticata”. 

Per quanto riguarda il settore pubblico, “l’investimento cruciale resta quello nel capitale umano: dobbiamo potenziare le strutture tecniche delle amministrazioni e la loro capacità progettuale, riducendo gli adempimenti ma migliorando i servizi al cittadino e rafforzando la cultura dei dati e della digitalizzazione dei processi”. 

“Il terzo pilastro per una efficace ripartenza – indica ancora Conte – è l’inclusività. Il Paese è giunto alla crisi del Covid-19 reduce, lo ricordiamo, da un decennio di divari crescenti fra Nord e Sud, e attraversato da profonde disuguaglianze di genere nell’accesso al lavoro, a causa di un basso tasso di partecipazione femminile. Eliminare alla radice questi ostacoli all’eguaglianza, sociale e territoriale, non è un lusso ma è anzi una precondizione per lo sviluppo futuro”. 

“Per evitare che entrambi i divari continuino ad ampliarsi, è cruciale – da un lato – sfruttare al massimo le risorse europee per gli investimenti nella coesione territoriale e il rafforzamento delle infrastrutture e – dall’altro – investire con decisione nelle politiche per la famiglia e l’infanzia, potenziando i progetti educativi e di cura anche con il coinvolgimento degli enti locali e del Terzo Settore, e le misure di sostegno economico per le famiglie. Ma dobbiamo anche stimolare e risvegliare la vocazione delle ragazze nelle carriere scientifiche, mettendo in campo politiche che diano maggiore accesso e visibilità alle donne in questi ambiti”, sottolinea ancora Conte. 

Che aggiunge: “Devo riconoscerlo in quest’Aula, troppo poco è stato fatto per le famiglie, complice anche un quadro di finanza pubblica che continua a essere complesso, a causa della pluralità degli interventi necessari a contenere i costi socio-economici del Covid-19. Dobbiamo quindi proseguire il lavoro già avviato in vista del Family Act, coordinato dalla ministra Bonetti, che ci potrà permettere di potenziare ulteriormente le misure economiche a sostegno della famiglia e della natalità”. 

“Al contempo – riconosce – dovrà aumentare l’impegno del Governo nel promuovere al massimo grado l’accessibilità, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati”. 

“La crisi del Covid-19, una crisi profonda, violenta, drammatica – sottolinea il premier – ci restituisce il bisogno di una società che pone al centro del suo sistema di tutele la salute, la qualità della vita, i beni comuni. È una crisi che ci consegna una comunità nella quale la garanzia del benessere individuale e collettivo non può essere più pensata come un mero corollario dell’attività economica, ma deve essere programmata quale precondizione dello sviluppo, che può essere anche fonte di crescita sostenuta se sapremo affrontarla con soluzioni innovative e con la creatività che è nel nostro DNA, tipica del genio italico”. 

Per Conte, “abbiamo di fronte un’opportunità storica: possiamo sciogliere i nodi e rimuovere le incrostazioni che sin qui ci hanno impedito di produrre benessere diffuso a beneficio di tutti i cittadini, superando i punti di debolezza che hanno sin qui frenato lo sviluppo del nostro Paese, in particolare dalla metà degli anni Novanta. Spetta a noi tutti trasformare questa emergenza in opportunità”. 

“Non ci illudiamo affatto che sia una sfida facile, ma il nostro impegno sarà massimo e ci conforta la consapevolezza che l’Italia è un grande Paese, lo sappiamo bene noi, e lo sanno anche tanti, tantissimi cittadini del mondo”, conclude il premier ringraziando l’Aula per l’attenzione. 

Coronavirus, per ospedale Fiera a Milano spesi 17 milioni 

Per la realizzazione dell’ospedale alla Fiera di Milano sono stati investiti 17,257 milioni di euro. E’ quanto emerge da una prima rendicontazione delle spese per la realizzazione delle infrastrutture per l’emergenza sanitaria, realizzata al Portello a Milano. Secondo quanto indica Fondazione Fiera Milano, le opere civili hanno comportato un costo di 7,91 milioni di euro, gli impianti elettrici e speciali di 4,54 milioni, gli impianti termomeccanici e anti incendio di 3,183 milioni, gli impianti per i gas medicali di 1,23 milioni e la progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, l’assistenza alla direzione lavori e il coordinamento per la sicurezza di 393.342 mila euro. Per un totale di 17,257 milioni di euro. 

La rendicontazione definitiva sulle spese sarà possibile solo dopo che sarà stato ultimato il controllo di tutte le fatture, si spiega dalla Fondazione Fiera Milano. Sarà pubblicata sul sito di Fondazione Fiera Milano (www.fondazionefieramilano.it) e di Fondazione di Comunità Milano (www.fondazionecomunitamilano.org) entro la fine del mese di luglio. La struttura, attualmente in funzione, è stata realizzata “in tempi rapidissimi grazie all’impegno di centinaia di persone che, anche volontariamente, hanno offerto il proprio contributo”, si sottolinea dalla Fondazione Fiera Milano. Hanno collaborato all’opera 110 fornitori e 829 tra tecnici e maestranze, lavorando “costantemente, senza sosta, 24 ore su 24”, per rispettare i tempi di realizzazione.  

M5S contro Lombardia, bagarre alla Camera  

Tensione in aula alla Camera tra M5s e Lega, tanto che il presidente Roberto Fico ha dovuto sospendere la seduta. A innescare le polemiche l’intervento di Riccardo Ricciardi (M5s), che ha attaccato la Lombardia: “Chi critica Conte propone il modello Lombardia, un ospedale da 21mln per 25 pazienti, ecco come sono stati spesi i soldi delle tasse e dei cittadini”.  

Caos in Aula, microfono rotto e pugni sugli scranni 

Dai banchi della Lega si è alzato subito un coro di critiche e alcuni slogan offensivi verso il deputato M5s (“buffone”). Poi, quando alcuni parlamentari leghisti hanno iniziato a lasciare il proprio posto per scendere alla base dell’emiciclo, la zona da cui parlava Ricciardi, Fico li ha prima ripresi e poi ha sospeso la seduta.  

Regionali, verso voto il 13 settembre 

Nel Cdm in programma oggi alle 18 si affronterà anche la questione della data del voto alle regionali 2020, sulla quale è in corso una interlocuzione tra maggioranza, governo e presidenti delle regioni interesate. La data per tornare alle urne sembra essere stata individuata nel weekend del 12-13 settembre. “Al massimo – spiega una fonte di governo all’Adnkronos – si vota a fine settembre, ma l’ipotesi più accreditata è per il weekend di metà mese. Al 90% si vota il 12-13”.  

Le Regioni che torneranno al voto nel 2020 sono Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Veneto e Valle d’Aosta. Con un dl ad hoc, causa emergenza Covid-19, la scadenza delle amministrazioni regionali interessate è stata prorogata di 3 mesi, “ma a metà settembre verranno rinnovate”, indicano più fonti di governo. 

Lega: “Ricciardi sciacallo, infanga Lombardia e le sue vittime” 

“C’è chi fa politica e chi lo sciacallo. Ricciardi appartiene alla seconda categoria. Infangare una Regione, le sue vittime, le famiglie che hanno sofferto e tutti i medici e gli operatori che hanno combattuto in prima linea il virus, solamente per difendere il proprio orticello e coprire le nefandezze di questo governo, è da sciacalli”. Così in una nota i deputati lombardi della Lega. 

M5S contro Lombardia, bagarre alla Camera 

“Solo chi non ha altre argomentazioni da proporre usa i morti e una tragedia nazionale per trarne vantaggio. Ricciardi è uno di questi. L’unico modo per difendere l’indifendibile governo Conte trovato da Ricciardi è stato attaccare in maniera vigliacca e disinformata una Regione da sempre riconosciuta da tutti un modello in ambito sanitario – aggiungono i leghisti – . Ricciardi, prima di parlare della Lombardia, abbia almeno la decenza di informarsi e soprattutto chieda scusa per la pessima pagina politica che ha scritto”. 

Coronavirus, Inps: “Dati mortalità Protezione civile poco attendibili” 

di Enzo BonaiutoIl conto non torna, mancano quasi ventimila vittime del coronavirus nel conteggio ‘ufficioso’ redatto in base ai numeri forniti dalla Protezione Civile. A fare chiarezza statistica è l’analisi della mortalità nel periodo di epidemia da Covid-19 redatta dall’Inps, che spiega: “La quantificazione dei decessi per coronavirus, condotta utilizzando il numero di pazienti deceduti positivi fornito su base giornaliera dal dipartimento della Protezione Civile, è considerata poco attendibile, in quanto influenzata non solo dalla modalità di classificazione della causa di morte, ma anche dall’esecuzione di un test di positività al virus”. Inoltre, “anche il luogo in cui avviene il decesso è rilevante poiché, mentre è molto probabile che il test venga effettuato in ambito ospedaliero, è molto difficile che questo venga effettuato se il decesso avviene in casa”. 

L’Inps fa ‘parlare’ i numeri: “Il periodo dal 1° gennaio al 28 febbraio 2020 registra un numero di decessi inferiore di 10.148 rispetto ai 124.662 attesi dalla baseline. 

Il periodo dal 1° marzo al 30 aprile 2020 registra un aumento di 46.909 decessi rispetto ai 109.520 attesi. Il numero di morti dichiarate come Covid-19 nello stesso periodo è stato di 27.938. A questo punto ci si può chiedere: quali sono i motivi di un ulteriore aumento di decessi pari a 18.971, di cui 18.412 tutti al Nord? Tenuto conto che il numero di decessi è piuttosto stabile nel tempo, con le dovute cautele, possiamo attribuire una gran parte dei maggiori decessi avvenuti negli ultimi due mesi, rispetto a quelli della baseline riferita allo stesso periodo, all’epidemia in atto”. 

E dire che il 2020, tra gennaio e febbraio, si avviava ad essere un anno con una mortalità inferiore a quella attesa, considerando la media tracciata dalla ‘baseline’ statistica: -8% in media, -7% per gli uomini e -9% per le donne, di cui -9% al Nord, -9% al Centro e -7% al Sud. Quanto alle classi d’età, la diminuzione più forte si era registrata fra 0 e 49 anni (-13%), poi 60-69 anni (-12%), 70-79 anni (-10%), 80-89 anni (-9%), 50-59 anni e da 90 anni in su (-4%). Per quanto riguarda le zone territoriali, la diminuzione della mortalità si era segnalata in tutte le oltre cento province italiane, tranne tre soltanto: Teramo, Matera e Vibo Valentia; ancor più accentuata la discesa in Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Sicilia. Con riferimento, invece, al periodo da marzo ad aprile, dai dati in confronto omogeneo con il bimestre precedente gennaio-febbraio, “emerge immediatamente un cambio di segno per quanto riguarda la differenza del numero dei decessi rilevati rispetto a quelli attesi”. L’inversione, con diversa intensità, riguarda tutto il territorio nazionale con un +43% ma soprattutto il Nord Italia dove si ha quasi un raddoppio del numero dei morti giornalieri pari al +84% contro il +11% del Centro e il +5% del Sud.  

“L’andamento dei decessi, nel periodo considerato, è stato condizionato sia dall’epidemia che dalle conseguenze del lockdown – sottolinea l’Inps – sia in negativo, ad esempio per le persone morte per altre malattie perché non sono riuscite a trovare un letto d’ospedale o perché non vi si sono recate per paura del contagio; sia in positivo, pensando alla riduzione delle vittime della strada o degli infortuni sul lavoro per lo smartworking e il blocco dell’Italia”. In ogni caso, “per comprendere al meglio le vere conseguenze dell’epidemia – avverte l’Inps – si dovrà aspettare di debellare completamente il virus, il che avverrà presumibilmente tramite un vaccino o una terapia antivirale efficace”. 

“Il Veneto, nonostante abbia avuto a febbraio un focolaio di epidemia da coronavirus come in Lombardia, ha saputo contenere la propagazione grazie a un approccio sanitario diverso rispetto a quello lombardo”, si afferma ancora. 

Napoli, uomo sgozzato trovato morto in casa 

Il cadavere di un 46enne di origine cinese è stato trovato questa mattina dai Carabinieri in un appartamento in zona Settetermini, a Torre Annunziata (Napoli). Il corpo presentava ferite alla gola e una ferita più profonda all’addome. Nell’abitazione erano presenti due suoi connazionali, che vengono sentiti dagli investigatori. Sono in corso indagini per ricostruire la dinamica di quanto accaduto: al momento non viene confermato né l’omicidio né un cruento suicidio con lesioni da taglio auto inflitte. Si escludono al momento collegamenti con fenomeni di criminalità organizzata. Il sopralluogo è stato eseguito dai militari della sezione rilievi del gruppo Carabinieri di Torre Annunziata. 

Coronavirus, Cdp dona 2 mln mascherine a Carabinieri impegnati in vigilanza e controllo 

Cdp dona 2 milioni di mascherine all’arma dei carabinieri impegnati nell’attività di vigilanza e controllo sul territorio: ”Un impegno tangibile per garantire alle donne e agli uomini dell’Arma di operare in sicurezza a tutela dei cittadini”. Il gruppo Cassa depositi e prestiti, si legge in una nota, ”sostiene l’attività di chi ogni giorno è impegnato nella difficile battaglia contro il contagio da covid-19 e mette in campo iniziative concrete a supporto del sistema sanitario e della Protezione civile per far fronte all’emergenza nazionale”.  

La consegna è avvenuta oggi a Roma, presso il comando generale dell’arma dei carabinieri, alla presenza del comandante generale dell’arma dei carabinieri, Giovanni Nistri e dell’amministratore delegato di Cdp, Fabrizio Palermo. Nelle scorse settimane, si ricorda, un primo lotto è già stato distribuito ai militari delle regioni del Nord più colpite dall’emergenza. La consegna dei dispositivi di protezione individuale ”è stata possibile in tempi rapidi grazie alla collaborazione con il team del gruppo Alibaba”, si sottolinea. 

“Esprimo, a titolo personale e di tutta l’arma dei carabinieri, il mio ringraziamento a Cassa depositi e prestiti per l’iniziativa assunta a favore dei carabinieri nonché ad Alibaba per aver collaborato a rendere attiva in tempi rapidi la consegna delle mascherine presso le nostre caserme, incrementando il materiale protettivo già in ciclo”, sottolinea Nistri. “Siamo onorati, come istituzione a servizio del Paese, di poter contribuire al lavoro che i carabinieri, presidio fondamentale sul territorio per la sicurezza nazionale, svolgono ogni giorno per tutelare tutti i cittadini. E’ molto importante che coloro che operano in prima linea, siano dotati di adeguati dispositivi di protezione individuale. Quest’iniziativa va oltre le misure di sistema che il gruppo ha già messo in campo per sostenere le imprese e le pubbliche amministrazioni e testimonia la vicinanza del gruppo Cdp all’Italia”, afferma Palermo. 

Meteo, weekend con caldo estivo 

Sull’Italia sta per tornare l’alta pressione. I temporali che hanno interessato in questi giorni molte regioni si stanno portando al Sud per poi abbandonare il nostro Paese. Fino al weekend il tempo tornerà in gran parte stabile e decisamente molto caldo. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che oggi (specie al mattino) le regioni meridionali saranno interessate dagli ultimi fenomeni temporaleschi a carattere sparso, ma già dal pomeriggio il tempo tenderà a migliorare. Sul resto d’Italia l’avanzata dell’alta pressione avrà già riportato il bel tempo con sole prevalente e un primo rialzo termico, più sensibile a partire da venerdì. Nel corso del weekend l’anticiclone si sarà esteso a quasi tutta l’Italia garantendo due giornate in gran parte soleggiate e molto calde. Nella giornata di sabato le temperature massime potrebbero toccare i 30°C su Emilia e Veneto e addirittura i 32°C sulle valli dell’Alto Adige, fino a 27-29°C a Milano, Torino, Firenze e Roma. Domenica, a parte qualche nube in più al Nordest dove si avvertirà un contenuto calo termico, il sole splenderà ovunque con un clima caldo estivo. 

Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che dalla prossima settimana la presenza anticiclonica si farà sempre più ingombrante. Il tempo sarà prevalentemente soleggiato su gran parte d’Italia e le temperature continueranno a mantenersi calde con valori massimi superiori ai 25°C su gran parte delle città. 

Fiano: “Il 2 giugno è di tutti, no manifestazioni di parte” 

“Alla Meloni, a Molinari, alla Gelmini dico, apprezziamo meno che qualcuno voglia appropriarsi della data del 2 giugno, che è di tutti gli italiani, per una manifestazione politica di parte, di una sola parte, nella prima volta nella storia della Repubblica. La collaborazione bisogna attuarla tutti, qui, nelle piazze, nelle date che hanno scritto il calendario civile italiano”. Lo ha detto il deputato del Pd Emanuele Fiano in aula alla Camera.  

“La prevalenza parlamentare è un elemento insostituibile, questa fase non deve intaccare gli equilibri istituzionali, abbiamo approvato un ordine del giorno che impegna il governo a illustrare alla Camera i provvedimenti da adottare con Dpcm e per i diritti si dovrà adottare un Dl. Nessun lockdown della democrazia, nessuno scivolamento verso i pieni poteri”, ha aggiunto Fiano parlando dei provvedimenti su fase 2 e coronavirus.  

 

J-Ax: ”Ho lasciato vincesse il virus ma ora torno con ‘Una voglia assurda”’ 

”Devo essere sincero. Per un lungo momento ho lasciato che questo virus vincesse su di me. La sofferenza che vedevo in giro mi schiacciava la testa sul pavimento, impedendomi di muovermi, pensare, creare. Ma la musica mi ha salvato ancora, come già era successo a 20 anni e qualche anno fa”. Così j-Ax su instagram annuncia l’uscita di ”Una voglia assurda’, il suo nuovo singolo da mezzanotte disponibile in Pre-Save e che per il rapper ha un significato importante: “Ho voluto scrivere un nuovo pezzo per celebrare il fatto che possiamo rialzarci e guardare al futuro con un sorriso. ”È vero, questo è un mondo nuovo -scrive postando un video che mostra il rapper che si rade dopo tanto tempo- ma non significa che dobbiamo vivere a metà. Possiamo tornare a ridere, giocare, baciarci. A vivere. E io voglio farlo anche più intensamente di prima. Sono tornato”. Il brano uscirà il 29 maggio, rivela lo stesso J-Ax nel post, e sarò trasmesso in rotazione in radio e su tutte le piattaforme digitali. 

Da Lombardia in altre Regioni? Zampa: “Andrà valutata situazione” 

Sul via libera agli spostamenti tra regioni previsti a partire dal 3 giugno, “andrà valutata seriamente” la situazione della Lombardia. “E’ chiaro che dobbiamo vedere anche lì una vera riduzione”. Così Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital. 

“C’è un rischio molto alto. Il virus non è scomparso e la riapertura non vuol dire che abbiamo superato il problema. Dobbiamo convivere con questo problema. Il contagio non è diminuito. Sono stati messi a punto degli strumenti, ma chiediamo a tutti i cittadini di mantenere comportamenti virtuosi”, sottolinea aggiungendo: “Le Regioni che ora sono responsabili di un piano concordato insieme devono fare in modo di attuarlo; se non sarà così non interverremo”. 

Appalti sanità in Sicilia, ai domiciliari commissario emergenza Covid 

E’ un vero e proprio terremoto giudiziario, quello che vede coinvolto in un vasto giro di mazzette nella sanità siciliana anche il coordinatore della struttura Covid in Sicilia. La Guardia di Finanza di Palermo ha scoperto un di corruzione e di appalti pilotati nella sanità siciliana ed eseguito all’alba di oggi dodici misure cautelari. Su delega della Procura della Repubblica di Palermo, i finanzieri del locale Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale del capoluogo nei confronti di 12 persone, a vario titolo indagati per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti. Due sono destinatari di custodia cautelare in carcere, si tratta di Fabio Damiani di 55 anni, attuale Direttore generale dell’Asp 9 di Trapani) e Salvatore Manganaro di 44 anni, per l’accusa “faccendiere di riferimento per Damiani”.  

Altri otto sono stati sottoposti agli arresti domiciliari: Antonino Candela, 55 anni, attuale Coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19, già Commissario Straordinario e Direttore generale dell’Asp 6 di Palermo, Giuseppe Taibbi di 47 anni, faccendiere di riferimento per Candela, per la Gdf, Francesco Zanzi di 56 anni di Roma, amministratore delegato della Tecnologie Sanitarie S.p.a.), Roberto Satta di 50 anni, di Cagliari, responsabile operativo della Tecnologie Sanitarie S.p.a., Angelo Montisanti di 51 anni, responsabile operativo per la Sicilia di Siram S.p.a. e amministratore delegato di Sei Energia s.c.a.r.l.), Crescenzo De Stasio di 49 anni di Napoli – direttore unità business centro sud di Siram S.p.a.), Ivan Turola di 40 anni “referente occulto di Fer.Co. s.r.l.), Salvatore Navarra di 47 anni di Caltanissetta, Presidente del consiglio di amministrazione di Pfe S.p.a.). 

Nei confronti di Giovanni Tranquillo di 61 anni di Catania – referente occulto di Euro&Promos S.p.a. e di Pfe S.p.a) e di Giuseppe DI Martino di 63 anni, originario di Polizzi Generosa (Palermo) – ingegnere e membro di commissione di gara) è stata invece applicata la misura del divieto temporaneo di esercitare attività professionali, imprenditoriale e pubblici uffici. Con lo stesso provvedimento il Gip ha disposto il sequestro preventivo di 7 società, con sede in Sicilia e Lombardia, “nonché di disponibilità finanziarie per 160.000 euro, quale ammontare allo stato accertato delle tangenti già versate: le tangenti promesse ai pubblici ufficiali raggiungono, però, una cifra pari ad almeno 1.800.000 euro”, dicono le Fiamme gialle. 

“Le complesse indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle fiamme gialle palermitane”, svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti, videoriprese, esami documentali e dei flussi finanziari, “hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di un centro di potere composto da faccendieri, imprenditori e pubblici ufficiali infedeli che avrebbero asservito la funzione pubblica agli interessi privati, in modo da consentire di lucrare indebiti e cospicui vantaggi economici nel settore della sanità pubblica”. “Le articolate fasi del sistema corruttivo ruotavano intorno alle gare indette dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana e dall’ASP 6 di Palermo, disvelando le trame sottese all’accaparramento di appalti milionari del settore sanitario siciliano”, dice la Gdf. “Nello specifico sono state analizzate 4 procedure ad evidenza pubblica interessate da condotte di turbativa, aggiudicate a partire dal 2016, il cui valore complessivo sfiora i 600 milioni di euro, aventi ad oggetto la gestione e manutenzione apparecchiature elettromedicali – bandita dall’ ASP 6 del valore di 17.635.000 euro; servizi integrati manutenzione apparecchiature elettromedicali – bandita dalla CUC del valore di 202.400.000 euro; fornitura vettori energetici, conduzione e manutenzione impianti tecnologici – bandita dal ASP 6 del valore di 126.490.000 euro; servizi di pulizia per gli enti del servizio sanitario regionale – bandita dalla CUC del valore di 227.686.423 euro”.  

“Le spregiudicate condotte illecite garantivano l’arricchimento personale dei pubblici ufficiali infedeli e dei loro intermediari, mediante l’applicazione di un tariffario che si aggirava intorno al 5 % del valore della commessa aggiudicata”. “Gli operatori economici vincitori delle gare, importanti società di livello nazionale, erano consapevoli e partecipi delle dinamiche criminali, dalle quali traevano un vantaggio che avrebbe remunerato nel tempo il pagamento delle tangenti – dicono gli inquirenti -Lo schema illecito, ricostruito dagli specialisti anticorruzione del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria, appariva consolidato”. “L’imprenditore interessato all’appalto avvicina il faccendiere, noto interfaccia del pubblico ufficiale corrotto – spiegano le Fiamme gialle – il faccendiere, d’intesa con il pubblico ufficiale, concorda con l’impresa corruttrice le strategie criminali per favorire l’aggiudicazione della gara; la società, ricevute notizie dettagliate e riservate, presenta la propria “offerta guidata”, che sarà poi adeguatamente seguita fino all’ottenimento del risultato illecito ricercato”.  

“Le condotte scorrette emerse nel corso dello svolgimento delle procedure turbate riguardano: l’attribuzione di punteggi discrezionali, non riflettenti il merito del progetto presentato; la sostituzione delle buste contenenti le offerte economiche; il pagamento di stati avanzamenti lavoro anche in mancanza della documentazione giustificativa necessaria; la diffusione di informazioni riservate, coperte da segreto di ufficio”. 

Bonafede, Senato respinge prima mozione di sfiducia 

Il Senato ha respinto le due mozioni di sfiducia al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. La prima, presentata dalle opposizioni, ha ottenuto 131 voti favorevoli e 160 contrari. Un solo astenuto sui 292 senatori che hanno votato. La seconda mozione, presentata da Emma Bonino, ha ottenuto 124 voti favorevoli e 158 contrari. Le astensioni sono state 19. 

Bonafede: “Io sempre contro il malaffare” 

Renzi: “Abbiamo salvato il governo” 

Sfiducia Bonafede, la giornata in Senato