Municipio: Largo Felice Armati, 1 00043 Ciampino (RM) (+39) 06.79097.1 protocollo@pec.comune.ciampino.roma.it

Autore: admin

Salvini: “Ho fatto tanti errori, ma a destra il leader sono ancora io” 

”È vero ho fatto tanti errori. Ma a destra il leader sono ancora io”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, a Repubblica. ”Di errori, certo – sottolinea – ne faccio anche dieci al giorno, ne commetto come tutti quelli che compiono delle scelte. Ma resto alla guida del partito che secondo l’ultimo sondaggio Swg ha 8 punti di vantaggio sul Pd. E sull’emergenza ho sentito con grande gioia e commozione le parole di apprezzamento di Papa Francesco, di certo non tacciabile di simpatie leghiste,nei confronti della Lombardia e del governatore Fontana. Ripaga di tante amarezze”. 

“Sto lavorando da parecchi mesi a un progetto di governo. Stavolta saremo pronti e strutturati. Sto incontrando in via riservata ambasciatori, imprenditori, sindacalisti, perfino uomini di Chiesa. Lavoro a un progetto per l’Italia dei prossimi 30 anni”, assicura il leader del Carroccio. 

Finanza, sequestri per 1 miliardo a evasori 

Nel 2019 sul fronte della lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali la Gdf ha scoperto 6.841 reati fiscali e ha enunciato 14.540 responsabili, di cui 389 tratti in arresto. Il valore dei beni sequestrati per reati in materia di imposte dirette e iva è di oltre 1 miliardo di euro. Emerge dal bilancio operativo del 2019 della Guardia di Finanza e dell’emergenza da “covid-19” diffuso in occasione del 246° anniversario della fondazione del corpo. Nel 2019 la Guardia di Finanza ha eseguito in totale 1.084.537 interventi operativi e 51.130 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile in tutti gli ambiti della propria missione istituzionale. 

Sono 1.627 i casi di evasione fiscale internazionale rilevati, riconducibili principalmente a stabili organizzazioni occulte, estero-vestizioni della residenza fiscale e illecita detenzione di capitali all’estero, 9.020 gli evasori totali individuati nel corso del 2019. Nel settore del contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica sono stati 22.151 gli interventi della guardia di Finanza lo scorso anno, 5.434 le deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 1.309 le deleghe svolte con la Corte dei conti.  

Reddito di cittadinanza: denunciati all’Autorità Giudiziaria 709 soggetti che lo percepivano indebitamente. 

Nel 2019, con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 10.750 soggetti. Nel contempo, si è proceduto ad un sistematico ricorso alle alternative misure di prevenzione, individuate dal Codice Antimafia nell’amministrazione e nel controllo giudiziario di aziende infiltrate o condizionate dalla criminalità organizzata, tese al recupero delle condizioni di legalità ed al reinserimento nel mercato economico di queste realtà imprenditoriali. 

In materia di repressione del riciclaggio dei capitali illeciti sono state sviluppate 1.168 indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 2.351 persone per i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio, dei quali 253 sono stati tratti in arresto.  

Nel settore della tutela del mercato dei beni e dei servizi i Reparti operativi della Gdf hanno effettuato oltre 13.300 interventi e dato esecuzione a più di 2.700 deleghe dell’Autorità Giudiziaria, sottoponendo a sequestro oltre 290 milioni di prodotti industriali contraffatti. Oltre 1.030 i siti internet oscurati o sequestrati nel 2019 perché utilizzati per commercializzare on line merce contraffatta. 

Nell’ambito del contrasto ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti perpetrati via mare, il Corpo della Gdf attraverso la Componente Aeronavale ha sequestrato oltre 16 tonnellate di droga e arrestato 15 narcotrafficanti. 

Sul fronte dell’immigrazione irregolare, nel 2019, la Guardia di Finanza ha arrestato 48 responsabili e sequestrato 145 mezzi utilizzati per l’illecito traffico, mentre i migranti intercettati dai Reparti territoriali e navali sono stati 4.971. Emerge dal bilancio operativo del 2019 della Guardia di Finanza e dell’emergenza da “covid-19” diffuso in occasione del 246° anniversario della fondazione del corpo. 

Sequestrati 11 milioni di kg i prodotti energetici e 201.699 kg di sigarette di contrabbando, mentre nel settore del gioco illegale, sono state riscontrate 1.883 violazioni e concluse 157 indagini di polizia giudiziaria. 

Sono circa 1 milione i controlli svolti dalla Guardia di Finanza a partire dallo scorso mese di marzo per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia: quasi 5.800 persone denunciate, a vario titolo, per violazioni commesse nel periodo dell’emergenza, di cui 139 tratte in arresto. Nei primi mesi del 2020, nel settore della contraffazione sono stati denunciati 655 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione, constatate sanzioni amministrative in 138 casi e sottoposti a sequestro oltre 26,3 milioni di mascherine e dispositivi di protezione individuale, circa 724 mila confezioni e 85 mila litri di igienizzanti (venduti come disinfettanti). Oltre 607 mila mascherine e oltre 15 mila flaconi di prodotti per l’igiene sono stati requisiti dal Commissario straordinario, su richiesta di Reparti del Corpo e su conforme avviso delle competenti Autorità penali e amministrative, per essere distribuiti a strutture della Protezione Civile, ospedali, enti pubblici. 

Sono state sviluppate, poi, attività a contrasto di pratiche anticoncorrenziali e di manovre speculative commesse approfittando dell’aumento della richiesta di taluni beni. In questo ambito, sono stati approfonditi elementi sintomatici di condotte distorsive della corretta dinamica di formazione dei prezzi, con indagini finalizzate a risalire sistematicamente la filiera commerciale, fino alle strutture e ai soggetti del processo produttivo/distributivo dai quali hanno tratto origine le speculazioni. In tale ambito, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria 195 soggetti per il reato di manovre speculative su merci ed è stato sequestrato oltre 1 milione di beni, alcuni dei quali commercializzati al pubblico con ricarichi sino al 6.000% rispetto al prezzo di acquisto.  

Nei primi cinque mesi del 2020 sono stati svolti accertamenti patrimoniali nei confronti di 2.672 soggetti, con beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie, per un valore di oltre 586 milioni di euro, proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro, nell’ambito contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico del paese. I provvedimenti di sequestro e confisca operati in applicazione della normativa antimafia hanno invece raggiunto, rispettivamente, quota 181 milioni di euro e 409 milioni di euro circa. 

Coronavirus: la Componente aerea del Corpo della Gdf ha fornito supporto al Dipartimento della Protezione Civile con l’esecuzione di 34 missioni di volo che hanno consentito il trasporto di oltre 29 tonnellate di materiale sanitario e di 500 medici e infermieri. Nel complesso, durante l’emergenza epidemiologia da COVID-19, che ha interessato l’intero territorio nazionale, la Guardia di Finanza, unitamente alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione delle misure di contenimento del contagio, attraverso l’impiego giornaliero di circa 4.500 militari. 

Spesa previdenziale e sanitaria: i reparti della Gdf hanno portato a termine, in totale nel 2019 , 1.430 interventi, segnalando all’Autorità giudiziaria 3.844 persone, di cui 35 tratte in arresto. Scoperte, a livello nazionale, indebite percezioni e richieste di contributi nel settore della Politica Agricola Comune e della Politica Comune della Pesca per oltre 47 milioni di euro. Sono stati segnalati alla Magistratura contabile 5.205 soggetti per danni erariali nonché eseguiti sequestri per 66 milioni di euro. 

Il Nucleo Speciale Polizia Valutaria ha proceduto nel corso del 2019 all’analisi di 82.810 segnalazioni di operazioni sospette in materia di repressione del riciclaggio dei capitali illeciti. L’attività di sorveglianza svolta dai Reparti aeronavali della Gdf, anche con il supporto della componente territoriale, ha permesso di intercettare e sottoporre a sequestro, in occasione di 4 distinte operazioni, oltre 20 tonnellate di T.L.E. e di procedere all’arresto di 33 contrabbandieri di varie nazionalità. 

Nel 2019, gli interventi effettuati del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.) sono stati 1.694 ed hanno permesso di portare in salvo 1.784 persone. 

Attacco con coltello a Reading: “Almeno tre morti” 

Diverse persone sono state accoltellate a Reading, in Gran Bretagna, nel parco Forbury Gardens. Secondo quanto riporta il Daily Telegraph, ci sarebbero almeno tre morti e altre due persone ricoverate in condizioni critiche in ospedale.  

Secondo Sky News, un uomo è stato arrestato. Per l’emittente britannica, che cita fonti delle forze dell’ordine, l’attacco viene trattato come di matrice “terroristica”. Su twitter la polizia della Valle del Tamigi, regione in cui si trova Reading, ha confermato che “alcune persone sono state ferite e sono state trasferite in ospedale, un cordone di sicurezza è stato istituito al Forbury Gardens”. “Chiediamo alla popolazione di evitare l’area”, scrive ancora la polizia.  

“I miei pensieri sono con tutti quelli coinvolti in questo orribile incidente a Reading e i miei ringraziamenti vanno ai servizi di emergenza sulla scena”, le parole del premier britannico Boris Johnson. 

L’accoltellamento è avvenuto intorno alle 19.30 ora locale. Forbury Gardens è il luogo in cui negli ultimi weekend si sono tenute le proteste del Black Lives Matter, per solidarietà con il movimento americano sceso in piazza dopo la morte di George Floyd, ma al momento non ci sarebbero indicazioni di un legame tra l’incidente e le manifestazioni.  

Gli organizzatori delle proteste di Black Lives Matter, che anche oggi si sono tenute nel parco di Forbury Gardens, escludono qualsiasi collegamento con l’attacco. Nieema Hassam ha detto alla Bbc che “tutte le persone che hanno partecipato alla protesta sono salve, nessuno di noi è stato coinvolto, eravamo andati tutti via quando è successo”. 

Serie A riparte, Torino-Parma 1-1: N’Koulou in ginocchio per Floyd 

Un punto per parte nel giorno della ripartenza. Finisce così la sfida Torino-Parma, la prima della Serie A dopo circa tre mesi di stop per il Coronavirus. Il recupero del 25° turno, giocato senza pubblico per le restrizioni seguite all’emergenza, regala due gol nel primo tempo ed emozioni sparse nella ripresa. A sbloccare il match ci pensa N’Koulou al quarto d’ora, con una dedica speciale: il difensore granata infila Sepe con un colpo di testa su corner di Berenguer, poi festeggia inginocchiandosi in omaggio a George Floyd.  

Il Parma trova il pari alla mezz’ora con un tocco sotto porta di Kucka su assist di Gervinho. In avvio di ripresa il Toro potrebbe mettere di nuovo la freccia su rigore, concesso per un fallo di Iacoponi su Edera, ma dagli 11 metri Belotti si fa ipnotizzare da Sepe e il risultato non cambia più. In classifica i ducali agganciano il Milan al settimo posto con 36 punti, mentre i granata raggiungono l’Udinese in 14esima posizione con 28 punti.  

Prima del match minuto di raccoglimento per le oltre 34.000 vittime del Covid-19 e lungo applauso per gli operatori socio-sanitari, ‘eroi’ del periodo di pandemia. 

​​​​ 

Vigili fuoco: Vallefuoco lascia la Sicilia, ‘realtà complessa ma non difficile, amo Palermo’ 

“La Sicilia è una realtà davvero complessa ma non difficile, in squadra qualsiasi complessità si può affrontare. E’ stata una bella esperienza”. A parlare è Gaetano Vallefuoco, il direttore regionale dei Vigili del fuoco della Sicilia che da lunedì 22 giugno assumerà l’incarico di Direttore della Direzione Centrale della Formazione presso il Dipartimento. Si è talmente affezionato a Palermo e alla Sicilia da avere comprato casa nel cuore del centro storico, a Ballarò. “Ormai sono un cittadino palermitano…”, dice sorridendo. Ma come è stata questa esperienza tutta siciliana per l’ingegnere Vallefuoco? Ce lo racconta lui stesso in una intervista all’Adnkronos. “Lascio questa Direzione regionale dopo circa un anno e mezzo dal mio arrivo il 3 dicembre 2018, anzi del mio ritorno nella splendida terra di Sicilia, nella certezza che quest’altra mia esperienza “sicula” è stata, ancora una volta e sicuramente, intensa per il lavoro svolto con tutti”. 

Sin da subito Vallefuoco è stato impegnato con l’emergenza sisma alle Pendici dell’Etna del 26 dicembre 2018, poi a seguire l’emergenza del vulcano Stromboli del 3 luglio del 2019, dopo pochi giorni quella per gli incendi boschivi a Catania e a Siracusa e quindi dal 16 al 19 luglio 2019 per l’esercitazione Modex Sicily 2019 a Poggioreale (Trapani) e a Montevago (Argrigento).  

Vallefuoco ha anche organizzato il 20 novembre 2019, al Teatro Bellini di Catania ed alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la conclusione dei festeggiamenti per l’80° anniversario dell’istituzione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 

“L’inizio di quest’anno ci ha visto parte attiva per fornire il necessario supporto tecnico-logistico ai Comandi della Sicilia durante l’emergenza epidemiologica ancora in atto da coronavirus Covid-19, che ha cambiato il nostro modo di lavorare”, dice.  

A Gaetano Vallefuoco subentrerà da lunedì Maurizio Lucia che sarà a capo della Direzione regionale dei vigili del fuoco della Sicilia, “con lui – dice Vallefuoco – abbiamo mosso insieme il 5 dicembre del 1990 i primi passi nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco”. 

Tornerà presto a Palermo, “per tornare nella mia casetta a Ballarò – dice ancora Vallefuoco – ho preso anche la residenza. Tornerò da cittadino palermitano, grazie a Palermo e ai palermitani per il periodo trascorso insieme”. Vuole ricordare, in particolare, “la convenzione che abbiamo sottoscritto con la Regione siciliana nel dicembre dell’anno scorso, abbiamo ricevuto un elicottero Av139, 20 aps e 20 pick up – dice – Questo elicottoro di ultima generazione verrà dislocato a Boccadifalco dove andremo ad avviare la realizzazione di una base di volo che fa capo a reparto volo Catania”. “Ci consentirà di coprire tutta la Sicilia occidentale, e arrivare in modo agevole fino a Lampedusa. Abbiamo i nuclei sommozzatori e ora avremo anche due basi di volo, una a Catania e l’altra entro l’estate a Boccadifalco”.,  

Meloni: “Salvini? Non avrei fatto governo con M5S né ballato inno in spiaggia”  

“Io non ho fatto, né avrei mai fatto, il governo con i 5Stelle, da incallita patriota poi non sarei riuscita a ballare l’inno d’Italia, in spiaggia, in costume da bagno”. Lo dice Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda su Rai 3, a ‘Aspettando le parole’, su che cosa non avrebbe fatto al posto di Matteo Salvini. 

CONTE – “Non abbiamo partecipato al dibattito con Conte sul Consiglio Europeo per difendere il ruolo e l’onorabilità del Parlamento, perché i parlamentari non sono degli spettatori nel reality show di Conte, sono parlamentari della Repubblica italiana”. Così Giorgia Meloni, intervistata a ‘Aspettando le parole’, su Rai 3, programma che andrà in onda questa sera. “Quanto accaduto è stata una violazione della legge italiana, la 234 del 2012, che prevede che quando il presidente del consiglio o i ministri partecipano a riunioni europee le cui decisioni potrebbero incidere sulla finanza pubblica, il governo, nell’esprimere la propria posizione, debba tenere conto degli indirizzi del Parlamento – ricorda la leader di Fdi – Per averli bisogna votare. Ma il governo non ha voluto votare quando andava a discutere Recovery Fund, Mes e una serie di temi molto seri, perché in realtà hanno il problema di mettere insieme la loro maggioranza e quella è una violazione della legge”. 

“Fratelli d’Italia ha sempre partecipato al confronto quando ci è stato chiesto nelle sedi opportune. Siamo dunque disponibili anche stavolta, ma per svelare il bluff chiederemo conto al governo e al premier delle proposte di buon senso che abbiamo presentato al decreto Rilancio e che anche stavolta la maggioranza sta bocciando a raffica”.  

“Noi ascoltiamo moltissimo: mi pare che siano loro che non vogliono ascoltare noi, abbiamo scelto di non partecipare agli Stati Generali perché li consideravamo una passerella ma questo non toglie che siamo disponibili ad esempio a discutere gli emendamenti che abbiamo presentato al decreto rilancio, dopo che sono stati bocciati tutti quelli che avevamo presentato al Cura Italia e dopo che sono decaduti quelli che avevamo presentato sul decreto liquidità”. “Invece mi pare – aggiunge – che Conte butti un po’ la palla in avanti: mentre si discute di come spendere 55 miliardi, che il Governo ha a disposizione grazie al nostro voto, voglia parlare di quello che facciamo dopo”. “Il tutto mentre in queste ore in commissione bilancio, tutti i nostri emendamenti sono stati bocciati. Emendamenti seri e per fare un esempio Cito quello che prevedeva l’unificazione dell’anno fiscale 2019-2020 per consentire la compensazione tra utili 2019 e perdite 2020. È un problema di dichiarare che si vuole dialogare quando poi nei fatti non lo si vuole fare”.  

NORD E SUD – “Noi al Sud? Siamo un partito nazionale, al sud abbiamo dedicato tanto lavoro, ma siamo un partito produttivista, al nord siamo cresciuti tanto, all’Italia ci teniamo tutta” sottolinea Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda se Fdi nel centrodestra punta al sud e la Lega al nord. 

ABORTO – “La privacy di una donna che vuole abortire in ospedale si può garantire, la salute di quella donna a casa, probabilmente no, quello che ha fatto Donatella Tesei è rispettare una legge nazionale e i pronunciamenti del Consiglio superiore di sanità sulla pillola abortiva” dice Giorgia Meloni ad ‘Aspettando le parole’, rispondendo a una domanda sulla decisione della governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei di abolire il day hospital per la Ru486. Per la leader di Fdi “non è, al contrario, che il day hospital per la Ru486 è un metodo ipocrita per considerare l’aborto un metodo anticoncezionale? Perché l’aborto non lo è e non lo deve diventare, l’aborto è sempre una sofferenza, dobbiamo fare tutto quello che è possibile per prevenire l’aborto”. “Far finta – conclude – che il dolore dell’aborto non esiste, non ci aiuterà a diminuire gli aborti stessi”. 

Serie A, Verona-Cagliari 2-1: esordio amaro per Zenga 

Il Verona batte il Cagliari e riparte col piede giusto in serie A dopo lo stop di oltre tre mesi per il Coronavirus. Gli scaligeri si impongono in casa contro il Cagliari per 2-1, trascinati da una doppietta di Di Carmine nel primo tempo (14′ e 26′). La squadra di Juric resta in dieci uomini al 35′ per il rosso diretto a Borini, deciso dall’arbitro Manganiello con l’ausilio del Var per un fallo su Rog. Il Cagliari approfitta della superiorità numerica per accorciare le distanze già prima dell’intervallo con Simeone (43′), ma nella ripresa nonostante il forcing non riesce a trovare il gol del possibile pareggio. L’espulsione al 70′ di Cigarini, che ristabilisce la parità in campo, spegne le residue speranze dei sardi nel finale e dà il primo dispiacere a Zenga. Per il tecnico, chiamato a sostituire Maran prima dello stop al campionato, è un esordio amaro. Il Verona invece si gode tre punti che lo proiettano al settimo posto, a ridosso della zona Europa League.  

Coronavirus, Cnn: “Positivi 6 membri staff di Trump a Tulsa” 

Sei membri dello staff di Donald Trump che lavorano al comizio che il presidente terrà stasera a Tulsa, in Oklahoma, sono risultati positivi al coronavirus. Lo ha reso noto la campagna di Trump, secondo quanto riferisce la Cnn.  

Quello di Tulsa è il primo comizio della campagna di Trump per la rielezione, dopo lo stop imposto dalla pandemia. L’evento, che si terrà al chiuso nel Bank of Oklahoma Center, con una capienza di 19mila persone, è stato accompagnato dalle polemiche, per il timore di una diffusione del contagio da coronavirus.  

Il via libera definitivo si è avuto dopo che la Corte Suprema dell’Oklahoma ha respinto il ricorso presentato dal John Hope Franklin for Reconciliation, un’organizzazione che promuove l’uguaglianza razziale e da altri che chiedevano di vietare il comizio per impedire il rischio di nuove infezioni nello Stato. Preoccupazione è stata espressa anche dalle autorità sanitarie locali.  

La campagna Trump ha riferito di aver ricevuto oltre un milione di richieste di biglietti per l’evento, mentre una lunga coda fuori dal Bank of Oklahoma Center che ospiterà il comizio, ha cominciato a formarsi già nei giorni scorsi. Gli organizzatori hanno annunciato che a tutti i partecipanti verrà misurata la temperatura all’ingresso e saranno forniti gel sanificanti e mascherine. La procedura online di acquisto dei biglietti prevedeva l’accettazione di una liberatoria nella quale si accetta il rischio di esposizione al Covid-19 e si esenta la campagna Trump da qualsiasi responsabilità per eventuali “malattie o lesioni”.  

 

Meloni: “Parlamentari non sono spettatori del reality show di Conte”  

“Non abbiamo partecipato al dibattito con Conte sul Consiglio Europeo per difendere il ruolo e l’onorabilità del Parlamento, perché i parlamentari non sono degli spettatori nel reality show di Conte, sono parlamentari della Repubblica italiana”. Così Giorgia Meloni, intervistata a ‘Aspettando le parole’, su Rai 3, programma che andrà in onda questa sera. “Quanto accaduto è stata una violazione della legge italiana, la 234 del 2012, che prevede che quando il presidente del consiglio o i ministri partecipano a riunioni europee le cui decisioni potrebbero incidere sulla finanza pubblica, il governo, nell’esprimere la propria posizione, debba tenere conto degli indirizzi del Parlamento – ricorda la leader di Fdi – Per averli bisogna votare. Ma il governo non ha voluto votare quando andava a discutere Recovery Fund, Mes e una serie di temi molto seri, perché in realtà hanno il problema di mettere insieme la loro maggioranza e quella è una violazione della legge”. 

“Fratelli d’Italia ha sempre partecipato al confronto quando ci è stato chiesto nelle sedi opportune. Siamo dunque disponibili anche stavolta, ma per svelare il bluff chiederemo conto al governo e al premier delle proposte di buon senso che abbiamo presentato al decreto Rilancio e che anche stavolta la maggioranza sta bocciando a raffica”.  

“Noi ascoltiamo moltissimo: mi pare che siano loro che non vogliono ascoltare noi, abbiamo scelto di non partecipare agli Stati Generali perché li consideravamo una passerella ma questo non toglie che siamo disponibili ad esempio a discutere gli emendamenti che abbiamo presentato al decreto rilancio, dopo che sono stati bocciati tutti quelli che avevamo presentato al Cura Italia e dopo che sono decaduti quelli che avevamo presentato sul decreto liquidità”. “Invece mi pare – aggiunge – che Conte butti un po’ la palla in avanti: mentre si discute di come spendere 55 miliardi, che il Governo ha a disposizione grazie al nostro voto, voglia parlare di quello che facciamo dopo”. “Il tutto mentre in queste ore in commissione bilancio, tutti i nostri emendamenti sono stati bocciati. Emendamenti seri e per fare un esempio Cito quello che prevedeva l’unificazione dell’anno fiscale 2019-2020 per consentire la compensazione tra utili 2019 e perdite 2020. È un problema di dichiarare che si vuole dialogare quando poi nei fatti non lo si vuole fare”, conclude la leader di Fdi.  

 

Fonti Lega: “Il 4 luglio a piazza del Popolo senza simboli” 

“Il 4 luglio il centrodestra lavora a una manifestazione in piazza del Popolo a Roma, senza simboli di partito ma con un palco, immaginando di portare un numero di persone coerente con la necessità di distanziamento”. E’ quanto rendono noto fonti della Lega, che esprimono anche “ottimismo sulle regionali”.  

“La Lega è la prima forza politica del Paese e lavora responsabilmente su programmi e progetti per il futuro, con liste pulite e rinnovate (nessuno spazio per chi è coinvolto in brutte vicende)”, riferiscono le fonti, sottolineando che “il partito guarda con grande interesse ai Comuni al voto, soprattutto quelli nel centro sud dove Salvini vuole confermare e rafforzare il radicamento della Lega”. 

Omicidio Cerciello, “vicebrigadiere aveva con sé manette e distintivo” 

Mario Cerciello Rega aveva con sé le manette e il distintivo la sera in cui è stato ucciso. Lo ha riferito il colonnello Lorenzo D’Aloia, comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri di Roma, ascoltato dalle parti nell’udienza della scorsa settimana al processo per l’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri, avvenuto lo scorso 26 luglio nella Capitale. Sul banco degli imputati, con le accuse di concorso in omicidio, lesioni e  tentata estorsione, ci sono i due giovani americani Finegan Lee Elder e Christian Natale Hjorth. 

“Cerciello aveva con sé le manette – ha spiegato D’Aloia in aula su domanda dell’avvocato Massimo Ferrandino, legale di parte civile della vedova, Rosa Maria Esilio – e anche il distintivo, come abbiamo ricostruito”. La placchetta, dall’ospedale, è stata consegnata dopo nella stazione dei Carabinieri, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini. 

Landini: “Chiediamo stop ai licenziamenti fino a fine anno” 

“Noi abbiamo chiesto il blocco dei licenziamenti fino a fine anno e abbiamo chiesto la proroga degli ammortizzatori sociali, avviando una vera riforma”. Così il segretario generale Cgil Maurizio Landini al Tg 4 in merito all’emergenza coronavirus. “Nel nostro Paese di precarietà ce n’è anche troppa”, ma se “c’è bisogno di affrontare” il tema dei contratti a tempo determinato “con un provvedimento temporaneo siamo disponibili”, ma “il punto è che nel nostro paese per provvedimenti legislativi sbagliati stiamo pagando con troppa precarietà” quindi “oggi il problema è fare ripartire gli investimenti e cancellare la precarietà”.  

“Fontana Assassino”, cartello choc dei centri sociali a Milano /Foto 

“Cacciamoli”. Una grande scritta, in strada, dipinta con la vernice bianca ha concluso la manifestazione davanti al palazzo della Regione Lombardia a Milano organizzata dai centri sociali e dagli antagonisti. Il sit-in fuori dalla sede istituzionale si è svolto in modo pacifico, nonostante i timori che le proteste sfociassero in tensioni con la polizia. In via Padova, invece, si sta ancora svolgendo il corteo di area anarchica. Gli elicotteri della polizia sorvolano il cielo di Milano sopra la manifestazione. 

I manifestanti dei centri sociali e dell’area antagonista hanno manifestato in via Melchiorre Gioia a Milano davanti al Palazzo della Regione Lombardia contro “la gestione criminale” dell’emergenza Covid-19 in Lombardia. “Vogliamo giustizia” è il nome del sit-in organizzato dal collettivo Zam, che ha richiamato altri centri sociali della città e da tutta la regione, come la Fornace di Rho, il Lambretta, il Lume. Ci sono anche gli esponenti del Carc, il partito di estrema sinistra che ha rivendicato le scritte contro il governatore Attilio Fontana. E ne ha portate diverse anche in via Gioia: su un cartello la scritta “Fontana Assassino, commissariamento popolare!” campeggia sotto il palazzo della Regione con tanto di fantoccio di Fontana rappresentato come una statua da tirare giù.   

Sono tutti abbastanza giovani, dai 20 ai 30 anni, quelli che manifestano, e ci sono anche molti adolescenti: per evitare scontri sono schierati almeno un centinaio tra carabinieri e agenti di polizia in tenuta antisommossa. Oggi il presidente Fontana non è in sede ma a Roma in visita dal Papa con una delegazione di medici. “Rivendichiamo il diritto di esprimerci nonostante il distanziamento sociale. Hanno ceduto a Confindustria”, spiega una portavoce della Brigata di Mutuo Soccorso, che distribuisce alimenti alle persone più bisognose. Secondo i manifestanti bisogna commissariare la Regione Lombardia. 

Al grido di “contro lo Stato che ci fa ammalare, rivolta nelle carceri sciopero generale” e “i morti in Lombardia gridano vendetta, Confindustria che tu sia maledetta” è partito anche il corteo di area anarchica a Milano, che percorrerà via Padova. Tutti vestiti di nero, con bandiere rosse e nere, sono alcune centinaia di persone a manifestare, per ora con qualche fumogeno sparato in aria. Gli anarchici, oltre ai morti di Covid19, ricordano i morti nelle carceri e la rivolta dell’8 marzo. In testa alla manifestazione, questa scritta: “Contro Stato, sfruttamento e repressione delle lotte/organizziamoci”. Piazzale Loreto è blindato, con un centinaio di agenti e una decina di camionette di polizia e carabinieri. Niente Covid- 19: le bandiere rosse sventolanti invocano uno stop agli sfratti e agli sgomberi, mentre in testa al corteo si chiede una “sanatoria generalizzata” e “residenza per tutti”.  

Della vernice nera è stata gettata contro l’ingresso della filiale di una banca in via Padova, durante la manifestazione degli anarchici a Milano. I manifestanti, circa 200 persone, stanno percorrendo la via intonando cori contro lo Stato. 

Conte: “Confronto con opposizioni, poi chiuderemo piano rilancio” 

Sul piano di rilancio, “confidiamo già la settimana prossima di rivedere il programma e provare a chiuderlo. Faremo un confronto con le forze politiche di opposizione, dopodiché avremo la bozza di piano di rilancio a cui lavorare alacremente nelle prossime settimane”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, incontrando le società partecipate agli Stati generali dell’Economia, in corso a Villa Pamphili. 

“Concretamente da questo ricaveremo il Recovery Plan che presenteremo a settembre. L’ho ribadito anche ieri al Consiglio europeo: il fatto che l’Italia, anziché come spesso accaduto in passato, sia stato il primo Paese in Ue a predisporsi a questo rilancio è un valore aggiunto”, rimarca il premier.  

“Nella logica europea, sarà importante rispettare il cronoprogramma, la road map ben precisa, e articolare progetti concreti” nel Recovery Plan che l’Italia metterà a punto per accedere ai fondi. “Motivo per cui assegniamo grande importanza al Decreto semplificazioni, sul quale stiamo continuando a lavorare anche in questi giorni, per cui confido che saremo pronti già la settimana prossima” dice il presidente del Consiglio.  

“Ci serve un provvedimento mirato per intervenire su alcuni snodi – prosegue Conte – per quanto sappiamo che un solo provvedimento normativo non possa risolvere il problema atavico di una ‘incrostazione’ burocratica”. 

Aprendo l’incontro con le società partecipate, il premier spiega che “questa è una consultazione nazionale dedicata al piano di rilancio: un piano articolato in macro-obiettivi, linee di intervento e declinati in alcuni progetti specifici. Alcuni sono più puntuali, più circoscritti come raggio d’azione, altri si tratta di obiettivi di più ampio raggio. Con cui intendiamo contribuire a realizzare il Paese che vogliamo, e abbiamo necessità di farlo perché siamo nel pieno di una pandemia che sta deprimendo il tessuto economico e sociale molto severamente”.  

“Voi conoscete le stime che le maggiori autorità europee e internazionali hanno diffuso. Dobbiamo confrontarci con uno scenario di grande incertezza ancora – riconosce il presidente del Consiglio – Questa è una variabile in questo momento per la crescita economica, che ci impedisce di avere contezza del quadro macroeconomico nei dettagli. La nostra convinzione è tuttavia che per il nostro Paese dobbiamo creare ora le premesse per poter consentire un recupero in termini di produttività, di prodotto interno lordo”.  

“Siamo profondamente insoddisfatti dell’andamento di questi indici negli ultimi anni. Siamo sempre stati al di sotto della media europea. Riteniamo che il Paese abbia potenzialità di recupero superiori, di gran lunga più elevate. Non siamo ancora riusciti a esprimerle, questo evidentemente per le carenze di struttura, dei vizi ‘funzionali’ che l’intero sistema Italia si porta avanti. Come superarlo? Questo crediamo sia il modo migliore. Noi oggi programmiamo questo rilancio”. 

Poi, rivolto alle società partecipate, il premier dice: “Siete la spina dorsale del Paese”. 

“Noi oggi programmiamo il rilancio – le parole del presidente del Consiglio – Abbiamo lavorato con i ministri, abbiamo condiviso il Piano con tutta la maggioranza per dare già una base di partenza solida dal punto di vista politico; ora ci confrontiamo con tutte le forze produttive, culturali, sociali ed economiche del Paese. Quindi anche con voi che siete la spina dorsale del Paese: molti di voi hanno assetti di governance che rispondono a logiche di mercato e quindi dovete perseguire le finalità che una società tale deve avere. Avete delle sensibilità che ci consentono di confrontarci in modo concreto e di coinvolgervi nel raggiungimento di questi obiettivi”. 

“Le direttrici su cui ci muoviamo sono tendenzialmente tre – indica dunque il premier – modernizzazione del Paese, transizione ecologica e inclusione sociale, territoriale e di genere. Non immaginiamo oggi qui di concordare nel dettaglio e nello specifico i progetti, ma riteniamo di dare a questa riunione un senso allorché voi darete contributi. Nei prossimi giorni potrete far pervenire degli appunti scritti, anche in termini di nuovi progetti da noi non individuati; osservazioni puntuali sui progetti sui quali vi sentiti più coinvolti. Confidiamo già la settimana prossima di rivedere il programma e provare a chiuderlo”, dice Conte spiegando che ci sarà un passaggio con le forze di opposizione.  

Dal piano di rilancio che il governo sta mettendo a punto -anche attraverso il confronto con le forze economiche, sociali e culturali del Paese a Villa Doria Pamphili – “ricaveremo il Recovery Plan che presenteremo a settembre”. “Qui non è solo questione di intervenire sui Paesi e le zone più colpite, ma predisporre sostegni economici in forma di grants and loans per quei Paesi che per fisionomia e struttura, capacità di spesa negli anni, hanno minore reazione, minore resilienza. Noi siamo tra quelli. Ci viene riconosciuta la possibilità di recuperare un gap”. 

“Abbiamo una grande responsabilità oggi, ma anche rispetto ai nostri figli e nipoti. Sta a noi tramutare la sofferenza di questo periodo in opportunità: e vogliamo farlo con voi – le parole del presidente del Consiglio – Da questo piano di rilancio, come detto, andremo a ricavare il Recovery Plan che sarà più circoscritto, sarà un pacchetto di investimenti e riforme che verranno finanziati con fondi europei. Per questo, anche nella logica europea, sarà importante rispettare il cronoprogramma, la road map ben precisa, e articolare progetti concreti”.  

 

Giulia Grillo: “Minacce sui social, stavolta non lascerò perdere” 

“Lascio sempre correre le offese, comprendo che il dibattito politico, la differenza di idee e posizioni, portino ad accendere i toni. Ma c’e’ un limite ben preciso tra l’offesa e la minaccia”. Così in una nota l’ex ministro M5s della Salute Giulia Grillo, commenta la minaccia ricevuta ieri sera su Facebook che riportava: ‘Ti rifaremo la pelle…rasata al cranio come alle detenute criminali’.  

“Questa non è la prima che mi giunge e forse non sarà nemmeno l’ultima, ma oggi voglio mostrare a tutti la semplicità dell’odio – prosegue – Un uomo comune, sarà un padre, un fratello, un amico, dal quale probabilmente non ti aspetteresti tutto questo livore e che invece di fronte ad uno schermo si concede il lusso di dare il peggio di sé. E’ l’identikit di tanti odiatori, purtroppo. Uomini o donne non importa. Questa volta ho deciso di non lasciar perdere: bisogna capire che non sempre tutto è concesso”. 

“Esprimo solidarietà alla collega Giulia Grillo vittima di vergognose e ignobili minacce da parte di alcuni haters. A lei va la mia vicinanza e quella di tutto il gruppo M5S alla Camera”, scrive in un tweet Davide Crippa, capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera. 

 

Salerno, bimbo di 7 anni ferito con coltello dal padre 

Un bimbo di 7 anni è stato ferito dal padre a Salerno. Il fatto è avvenuto in un’abitazione in una zona non lontana dal confine con il comune di Pontecagnano. L’uomo ha inferto al bimbo delle ferite al collo con un’arma da taglio. Ferita anche la madre del bambino, che è intervenuta per difendere il figlio. Il bimbo è ricoverato in ospedale ed è in condizioni stabili, non in pericolo di vita. Anche la donna ha fatto ricorso alle cure in ospedale per ferite comunque non gravi. I Carabinieri stanno indagando per ricostruire l’accaduto nei dettagli. 

 Giudice boccia richiesta Trump, libro Bolton può essere pubblicato 

Il libro di memorie dalla Casa Bianca di John Bolton può essere pubblicato. Lo ha deciso un giudice federale di Washington, che ha bocciato la richiesta dell’amministrazione Trump di bloccare il volume che, sulla base di alcune anticipazioni già uscite, descrive tra l’altro il presidente come “dipendente dal caos” e interessato solo a rivincere le elezioni, a qualsiasi costo. Il giudice Royce Lamberth ha sottolineato come il libro ‘The room where it happened: a White House memoir’ sia già stato “stampato e inviato in tutto il Paese”.  

Il giudice ha stabilito che bloccare il libro come richiesto dal dipartimento di Giustizia, sulla base di motivazioni di sicurezza nazionale, è impossibile da attuare. Tuttavia ha criticato la decisione dell’ex consigliere della Casa Bianca di procedere con la pubblicazione del libro anche in assenza di un esplicito via libera da parte dell’amministrazione. 

Spazio, nuovo rinvio per lancio Vega 

(di Andreana d’Aquino)-  

Nuovo rinvio per il lancio di Vega. Arianespace ha confermato ufficialmente la decisione di “non avviare le operazioni cronologiche finali per il volo VV16” che era già slittato a questa notte, alle 03,51 ora italiana, dopo il mancato volo di giovedì scorso, 18 giugno. A fermare il primo lancio del 2020 di Vega, il vettore europeo di concezione tutta italiana, sono state ancora una volta le condizioni meteo avverse. Arianespace, la società che commercializza i lanci dell’Agenzia Spaziale Europea, ha infatti spiegato che anche per oggi la decisione di non far partire il Vega è dovuta “ai venti ad alta quota sopra il centro spaziale della Guiana” che “rimangono sfavorevoli”.  

“Una nuova data sarà annunciata al più presto, in base all’evoluzione delle condizioni meteorologiche” ha chiarito Arianespace che attende l’ultima parola dei meteorologhi per iniziare le operazioni di lancio. Intanto il “Vega ed i suoi 53 satelliti a bordo” rimangono nelle “condizioni di sicurezza” ha assicurato Arianespace.  

La missione di Vega VV16 è una missione strategica per le attività spaziali europee ed italiane, è infatti scandita dall’esordio del sistema di distribuzione di satelliti dell’Esa, Small Spacecraft Mission Service (Ssms), “un dispenser” che consente di mettere in orbita 53 tra nano, micro e minisatelliti. Si tratta di satelliti del peso da 1 chilo e fino a 400 chili, una nuova chance tecnologica spaziale che va a beneficio di 21 clienti di 13 Paesi. Questo nuovo strumento “consentirà di moltiplicare la capacità di lancio di Vega” come ha sottolineato l’Agenzia Spaziale Italiana alla vigilia della missione.  

Spazio, nuovo rinvio per lancio Vega 

(di Andreana d’Aquino)-  

Nuovo rinvio per il lancio di Vega. Arianespace ha confermato ufficialmente la decisione di “non avviare le operazioni cronologiche finali per il volo VV16” che era già slittato a questa notte, alle 03,51 ora italiana, dopo il mancato volo di giovedì scorso, 18 giugno. A fermare il primo lancio del 2020 di Vega, il vettore europeo di concezione tutta italiana, sono state ancora una volta le condizioni meteo avverse. Arianespace, la società che commercializza i lanci dell’Agenzia Spaziale Europea, ha infatti spiegato che anche per oggi la decisione di non far partire il Vega è dovuta “ai venti ad alta quota sopra il centro spaziale della Guiana” che “rimangono sfavorevoli”.  

“Una nuova data sarà annunciata al più presto, in base all’evoluzione delle condizioni meteorologiche” ha chiarito Arianespace che attende l’ultima parola dei meteorologhi per iniziare le operazioni di lancio. Intanto il “Vega ed i suoi 53 satelliti a bordo” rimangono nelle “condizioni di sicurezza” ha assicurato Arianespace.  

La missione di Vega VV16 è una missione strategica per le attività spaziali europee ed italiane, è infatti scandita dall’esordio del sistema di distribuzione di satelliti dell’Esa, Small Spacecraft Mission Service (Ssms), “un dispenser” che consente di mettere in orbita 53 tra nano, micro e minisatelliti. Si tratta di satelliti del peso da 1 chilo e fino a 400 chili, una nuova chance tecnologica spaziale che va a beneficio di 21 clienti di 13 Paesi. Questo nuovo strumento “consentirà di moltiplicare la capacità di lancio di Vega” come ha sottolineato l’Agenzia Spaziale Italiana alla vigilia della missione.  

Palamara: “Mi è stato negato diritto di parola e difesa” 

‘Mi è stato negato il diritto di parola e di difesa, nemmeno nell’Inquisizione”. Così all’Adnkronos Luca Palamara, indagato a Perugia, commentando la decisione del Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati che ha respinto all’unanimità la sua richiesta di essere sentito. L’ex presidente Anm è poi stato espulso. 

“Non farò il capro espiatorio di un sistema”, “volevo un cambiamento, ma mi sono lasciato inghiottire dal sistema”, “mi dimetterò solo se i colleghi del sistema correnti faranno lo stesso”, “chiedo scusa ai colleghi fuori dal sistema delle correnti”: ecco alcuni passaggi del discorso che Palamara avrebbe voluto pronunciare all’Anm visionato dall’Adnkronos.