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Autore: admin

‘Ballando con le Stelle’: “Elisa Isoardi si esibirà comunque, siamo ottimisti” 

(di Alisa Toaff) 

”Elisa Isoardi farà comunque la sua esibizione, siamo ottimisti e speriamo che riesca a sostenere la prova. Facciamo il tifo per lei”. L’annuncio all’Adnkronos da fonti vicine al programma di Ra1 arriva poco dopo le affermazioni dell’ex conduttrice de ‘La Prova del cuoco’ che, sempre all’Adnkronos, aveva detto di non credere di riuscire a ballare sabato sera: “Ho una caviglia quasi rotta e sabato non penso proprio di ballare, però si naviga a vista”, aveva affermato la Isoardi.  

A quanto pare invece il programma di Milly Carlucci ha trovato una formula per non farle saltare l’esibizione. Visto il peggioramento delle condizioni della sua caviglia destra, che l’ha costretta ad interrompere gli allenamenti, la concorrente di ‘Ballando con le Stelle’, munita di stampelle si è recata a Villa Stuart per una visita di controllo assieme al suo ‘partner’ Raimondo Todaro che, come si vede in un video postato dalla conduttrice su instagram, le sta sempre accanto tentando di spronarla a farsi forza. 

”Ciao ragazzi – scrive Elisa su instagram – innanzitutto grazie a tutti per il vostro interessamento… Purtroppo questa mattina non riuscivo neanche a poggiare la caviglia per terra quindi sono dovuta tornare dal dottore… Risultato? Fasciatura allo zinco, stampelle e riposo… Come potrete immaginare l’umore adesso non è dei migliori e non so che succederà sabato”.  

Azzolina scrive a Fontana e De Luca: “Trovare altre soluzioni sulla scuola” 

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha scritto ai governatori di Lombardia e Campania. La scelta della Regione Lombardia sulla didattica a distanza per le scuole secondarie “appare come una imposizione che non tiene conto delle specificità dei contesti territoriali e degli enormi sforzi compiuti da tutta la comunità scolastica, a cui va il mio ringraziamento, per garantire il corretto avvio e l’ordinario svolgimento dell’anno scolastico” scrive la ministra dell’Istruzione al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “In una fase così complessa per la Nazione, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse”, aggiunge Azzolina. 

“Nel ribadire la mia disponibilità e quella del Ministero dell’istruzione alla più ampia collaborazione per la tutela della salute e della sicurezza di tutti i cittadini, Le chiedo però di contribuire, con oculatezza, attenzione e capacità di confronto, in spirito di unità e responsabilità collettiva, a garantire pienamente il diritto all’istruzione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi” scrive la ministra dell’Istruzione.  

“Una efficace cooperazione tra tutti gli attori istituzionali, nazionali e locali – continua Azzolina – può rappresentare un elemento determinante per affrontare l’emergenza che stiamo vivendo. Un adeguato scambio informativo e una previa analisi accurata, comune, dei differenti contesti territoriali consentono sia al Governo, sia alle Regioni di agire sinergicamente e in maniera puntuale ed efficace rispetto alle criticità che via via si determinano”. 

La scuola, sottolinea, “secondo il disposto costituzionale, è aperta a tutti e rappresenta il luogo nel quale i capaci e i meritevoli, pur se privi di mezzi, possano coltivare le proprie capacità, aspirazioni, raggiungendo i più altri gradi degli studi. E’ occasione di socialità, di crescita, di tutela degli ultimi, dei più fragili. Fragili che rischiano di pagare caramente una scelta il cui semplicismo e la mancanza di organicità appaiono fatalmente evidenti. La scuola è avamposto di legalità e speranza per il futuro del Paese”. 

In una lettera di risposta al ministro dell’Istruzione, che l’Adnkronos ha potuto visionare, il governatore lombardo Attilio Fontana rimarca che la scelta della didattica a distanza per le scuole superiori in Lombardia è stata adottata “a fronte di una posizione del Comitato tecnico-scientifico regionale che aveva proposto proprio la didattica a distanza per le scuole superiori (nonché per le Università), come una delle misure da assumere nel più breve tempo possibile, stante la grave escalation nella diffusione del contagio”.  

Fontana porta alcuni numeri a sostegno della decisione della Regione. In particolare, emerge dalla lettera, “la propensione all’uso dei mezzi pubblici da parte degli studenti in Lombardia è maggiore rispetto alla media nazionale (36% vs 32,4%)” e “focalizzando l’attenzione sugli studenti over 14 in Lombardia si rileva un utilizzo dei mezzi pubblici pari al 44,5%, e dei mezzi privati a motore del 40,2%”. La mobilità degli studenti over 14, pari a circa 950.000 spostamenti in sola andata, rappresenta circa il 10% degli spostamenti nei giorni feriali. In Lombardia, sottolinea ancora, “ci sono 1,7 milioni di studenti, di cui 415.000 delle scuole superiori (pari al 24%); ogni giorno si spostano per motivi di studio (in sola andata) circa 1,8 milioni”.  

Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, è in contatto da questa mattina – a quanto si apprende – con il governatore Fontana, la ministra Azzolina e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, per trovare una soluzione condivisa sulla percentuale di didattica a distanza da applicare alle scuole lombarde. 

“Serve grande collaborazione e buon senso”. Le preoccupazioni del presidente Fontana, fanno sapere le stesse fonti, sono comprensibili ma c’è sempre la totale disponibilità del governo nell’essere al fianco della regione Lombardia per ogni ulteriore esigenza che allenti le pressioni dei contagi sul sistema sanitario territoriale. Inoltre, a quanto viene riferito, sulla dad le ordinanze di Lazio, Piemonte e Basilicata rappresentano “un buon equilibrio”. 

Fontana: “Necessarie decisioni stringenti, può sempre impugnarle” 

Nella lettera inviata al presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, la ministra Azzolina scrive che con riguardo alla scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, “auspico che si riesca a consentire sollecitamente la ripresa dello svolgimento in presenza dell’attività didattica educativa”, adeguando anche le disposizioni già emanate “per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado”.  

Azzolina, assicurando che “il Ministero dell’istruzione, ogni qualvolta si rendesse necessaria l’adozione di ulteriori provvedimenti d’urgenza, è pronto a cooperare, per quanto di competenza, nell’identificazione e per la sollecita attuazione delle soluzioni che meglio si adattino al contesto territoriale campano”, sottolinea la necessità di garantire “le necessarie tutele per assicurare il diritto allo studio degli alunni e le alunne con disabilità, con disturbi specifici per l’apprendimento e con altri bisogni educativi speciali”. 

Turismo: Airbnb hospitaly index, a San Zeno e Roverto medaglie d’oro ospitalità 

San Zeno di Montagna (Vr) e Rovereto (Tn) sono le mete più ospitali d’Italia secondo l’Hospitality Index di Airbnb, che classifica le destinazioni turistiche in base alla percentuale di recensioni a pieni voti registrate negli ultimi 12 mesi.  

Sono oltre 140 milioni le recensioni ‘a cinque stelle’ lasciate nel tempo dagli ospiti di 1 Airbnb, a evidenziare l’apprezzamento per elementi come l’ospitalità autentica, l’unicità dell’esperienza, la convenienza, la posizione ma sempre più anche la serietà nell’accoglienza e l’attenzione all’igiene e alla pulizia. Tutti elementi comuni al tipo di offerta turistica italiana.  

L’analisi delle recensioni lasciate mostra come a registrare i dati più alti sono piccole località. In particolare, tra le regioni che vantano una maggior presenza di comuni nelle posizioni di rilievo emerge la Toscana, seguita da Trentino- Alto Adige e Lombardia. Complessivamente, nelle prime 10 posizioni delle due classifiche dell’indice, compaiono 11 comuni del nord, 6 del centro e 3 del sud.  

“I nostri dati sullo smart working ci dicono che fra chi sta considerando per i prossimi mesi di soggiornare e lavorare da remoto per un periodo di tempo, 1 persona su 3 cerca una sistemazione raggiungibile in giornata. La disponibilità diffusa su Airbnb di soluzioni fuori porta in borghi, villaggi o piccoli centri è una garanzia preziosa per chi, in questo momento difficile, sta prendendo in considerazione nuovi modelli di abitare”, spiega Giacomo Trovato, Country Manager di Airbnb Italia.  

Le classifiche L’Hospitality Index distingue le destinazioni in due categorie, sulla base del numero di recensioni complessivo degli annunci, stilando una classifica in base alla percentuale di recensioni con il punteggio massimo sulla base dei giudizi espressi. Nel caso delle località con almeno 200 recensioni, tutta la top 10 fa registrare un indice superiore al 90%. Nel caso della classifica delle destinazioni con almeno 400 recensioni, la valutazione registrata nelle prime 10 posizioni è superiore all’87%.  

Per quanto riguarda il periodo settembre 2019-agosto 2020 (almeno 200 recensioni), al primo posto in classifica quindi San Zeno di Montagna (Vr). Seguono Gudon (Chiusa) (Bz); Abbadia Lariana (Lc); Civitella in Val di Chiana (Ar); Casorate Sempione (Va); Fiè Allo Sciliar (Bz); Rignano sull’Arno (Fi); Scala (Sa); Montelupo Fiorentino (Fi); Bagnoregio (Vt). Per quanto riguarda il periodo settembre 2019-agosto 2020 (almeno 400 recensioni) al primo posto si classifica Rovereto (Tn). Seguono Bagno a Ripoli (Fi); Tirano (So); Gorizia (Go); Moltrasio (Co); Maiori (Sa) ; Cortona (Ar) ; Brunico (Bz) ; Positano (Sa) e La Morra (Cn). 

Covid Lombardia, i dati: 4.125 nuovi casi e 29 morti 

Sono 4.125 i nuovi casi di Coronavirus e 29 i morti registrati in Lombardia nelle ultime 24 ore. Da ieri nella Regione sono stati effettuati 35.715 tamponi. Il numero dei casi totali di Covid in Lombardia dall’inizio dell’emergenza sale così a 138.729. I pazienti in terapia intensiva sono 156, in aumento di 22 unità rispetto a ieri. I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.685. In isolamento domiciliare 31.677 persone, per un totale di 33.518 persone attualmente positive.  

Nella Regione da stasera coprifuoco alle 23 

Whirlpool conferma stop produzione a Napoli il 31 ottobre 

“Dopo 18 mesi, sebbene gli sforzi messi in campo sono stati importanti e unici, il mercato su Napoli non è cambiato. Quindi confermo quanto abbiamo già detto un anno fa. Il 31 di ottobre la produzione su Napoli cesserà”. Luigi La Morgia, ad di Whirlpool, ha ribadito nel corso della riunione al Mise la volontà della multinazionale americana di dismettere il sito di via Argine a Napoli che impiega circa 350 lavoratori, “ma sottolineo che Whirlpool non ha mai abbandonato nessuno, abbiamo sempre fatto la nostra parte” e “resta l’impegno” nei confronti di tutti gli altri siti nel 2021. 

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, informerà il governo nel Consiglio dei ministri di questa sera “e sentirò anche il presidente del Consiglio sulle iniziative da mettere in campo. Dal governo c’è un impegno massimo su questa vertenza. Il lavoro che stiamo facendo da mesi su Napoli è serio e lo continueremo a fare” ha detto Patuanelli, secondo quanto ricostruito dai sindacati presenti al tavolo. 

Il sito campano produce al momento 200mila lavatrici l’anno contro le 900mila di capacità massima e la soglia di 500mila perché la produzione sia sostenibile, ha elencato l’ad Whirlpool La Morgia replicando in chiusura di confronto. Dati che non hanno convinto il ministro: “La prima possibilità è che la scelta di chiudere Napoli sia stata fatta da molto tempo in modo strategica, la seconda è che avete sbagliato prodotto per Napoli. Avrei voluto sentire una di queste cose, perché se si ammette di fare un errore si può rimediare all’errore. Io non credo nell’errore, ma credo che sia una scelta presa molto tempo prima”, ha scandito. 

La sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde, ha annunciato che “da oggi verrà convocato un tavolo permanente su Whirlpool in cui parteciperanno tutte le parti. Questo tavolo operativo si pone come obiettivo quello di discutere con tutti gli attori, visto che le relazioni industriali con l’azienda si sono deteriorate nel tempo”.  

“Dal governo, e lo ha confermato anche l’azienda, sono stati portati avanti – ha sottolineato – sforzi unici, ma non possiamo più sottostare ai desiderata e alle pretese della multinazionale. Dobbiamo lavorare in prospettiva e in resilienza, con operazioni robuste dal punto di vista industriale. Abbiamo lavorato incessantemente, e lo stiamo continuando a fare, per la piena occupazione per i lavoratori di Napoli con delle prospettive importanti e non per un futuro di sussistenza”. 

Uno sciopero di 8 ore in tutti e 6 gli stabilimenti Whirlpool in Italia scandisce l’incontro al Mise e i sindacati sono sul piede di guerra. “Di fronte alla conferma della chiusura dello stabilimento di Napoli risponderemo con lo scontro sociale” ha detto Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil per la quale “la dichiarazione dell’azienda di oggi è una dichiarazione di guerra, ancora più grave nel momento in cui l’Italia vive una crisi pandemica senza precedenti”.  

Il leader Uilm, Rocco Palombella, ha rigettato la palla nel campo dell’esecutivo che, nel luglio scorso, aveva annunciato la presenza di due proposte di acquisizione del sito di via Argine a Napoli profilando tempi brevi per la due diligence. “Patuanelli deve prendersi le sue responsabilità – ha affermato Palombella – Whirlpool non se ne può andare. Altrimenti diventa la vergogna italiana. Diamo indicazioni precise di quello che si vuole fare. Dove stanno i progetti di Invitalia? La multinazionale aveva già deciso di andarsene. Altrimenti è aria fritta. Io non li prendo in giro i lavoratori. Una volta per tutte chiariamo cosa vogliamo fare”.  

Per Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim, “il tavolo deve rimanere aperto con incontri anche settimanali per trovare una soluzione domani e dare speranza ai lavoratori. A questa partita di ping-pong tra governo e azienda non vogliamo più partecipare”.  

Quella di Whirlpool è “una decisione grave anche dopo che il governo e la regione hanno messo in campo diverse misure per supportare l’azienda e che ancora oggi vengono spedite al mittente. Ci auguriamo che il governo intervenga per scongiurare l’ennesimo schiaffo al sud: la vertenza non è chiusa e metteremo in campo tutte le iniziative possibili” ha detto Antonio Spera, segretario generale Ugl metalmeccanici.  

 

Rifiuti: in Italia 598 Comuni ‘ricicloni’, nord-est al top  

Sono 598 i Comuni ‘rifiuti free’, quelli dove ogni cittadino produce al massimo 75 kg di secco residuo all’anno: 51 in più dello scorso anno. Una buona notizia, specialmente se si considera che la crescita maggiore è avvenuta nel Meridione. I comuni rifiuti free del Sud Italia sono passati, infatti, da 84 a 122 e pesano, ora, per il 20,4% sul totale dei comuni in graduatoria.  

E’ il Nord-Est a guidare la classifica grazie al porta a porta e alla tariffazione puntuale, Veneto e Trentino Alto Adige le regioni più virtuose. E mentre cresce il Sud, il Centro resta immobile. E’ quanto emerge da Comuni Ricicloni 2020, l’indagine presentata oggi durante EcoForum, organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club.  

Il merito della rimonta del sud va, soprattutto, all’Abruzzo, che porta i comuni virtuosi da 15 a 38 (con un balzo dal 5 al 12% sul totale dei comuni della Regione), alla Campania che sale da 23 a 36 comuni (dal 4 al 7%) e alla Sicilia che passa da uno a otto comuni (da 0 a 2%), tra cui Misilmeri di oltre 30mila abitanti. 

I comuni del Centro rappresentano il 6,5% del totale dei Comuni in classifica e il Nord, nonostante l’incremento in numeri assoluti, per la prima volta scende dal 77% al 73,1%. Da segnalare la Lombardia che cresce di 22 comuni (da 85 a 107). Tra i capoluoghi di provincia sono solo 4 le città che rientrano nei parametri dei Comuni Rifiuti Free: Pordenone, Trento e Treviso in testa, seguiti da Belluno. 

Il Veneto si conferma la regione con il numero più elevato di Comuni rifiuti free: 168 comuni per una percentuale sul totale del 30%, stabile rispetto allo scorso anno. Seguono il Trentino-Alto Adige con 78 comuni (28%), due in più rispetto al 2019 che lo aveva visto in forte crescita, e il Friuli-Venezia Giulia, che con 48 comuni rimane a quota 22%. Poi l’Abruzzo e il Molise che passa da nove a 13 comuni (dal 7% al 10%). 

Secondo gli ultimi dati Ispra disponibili (2018), nel complesso in Italia la produzione dei rifiuti rimane ancora alta, con 499,7 kg/ab/anno, e se la raccolta differenziata intercetta, mediamente a livello nazionale, oltre la metà dei rifiuti prodotti con il 58,1%, si registra ancora un forte divario tra Nord (67,7%), Sud (46,1%) e Centro Italia (54,1%). 

“Come fotografa il nostro rapporto Comuni Ricicloni 2020, ad oggi la produzione dei rifiuti non recuperabili e conferiti in discarica al di sotto dei 75 chili per abitante all’anno è raggiunta solo da 598 Comuni: in aumento rispetto allo scorso anno ma ancora pochi – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – Proprio per questo è determinante applicare il sistema di tariffazione puntuale su tutto il territorio nazionale, in nome del principio chi inquina paga, supportando le amministrazioni che ce l’hanno fatta”. 

EcoForum ha ospitato anche la premiazione dei Comuni rifiuti free. Nell’indagine Comuni Rifiuti Free 2020, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto sono le uniche tre regioni che si vedono rappresentate in tutte e quattro le categorie del concorso: i comuni sotto i 5.000 abitanti, tra i 5.000 e i 15.000, oltre i 15.000 e Capoluoghi. Come a dire che nel triveneto la raccolta differenziata è di qualità indipendentemente dalla dimensione demografica, grazie a un sistema di raccolta e gestione efficace basato, nella maggior parte dei casi, su sistemi consortili, raccolta porta a porta e tariffazione puntuale. 

All’altro capo della classifica, con zero comuni rifiuti free, troviamo la Valle d’Aosta (stazionaria sullo zero), con la Liguria e la Puglia che perdono entrambe i loro due comuni virtuosi. Tra i comuni non capoluogo sopra i 15 mila abitanti, oltre a Misilmeri, i vincitori di quest’anno sono Baronissi, Castelfranco Emilia, Porcia, Porto Mantovano, Castelfidardo, Certaldo, Pergine Valsugana e Vedelago. Carpi (71mila abitanti) tra i vincitori 2019 passa invece in seconda linea. 

Nel dossier, i dati accorpati per consorzio indicano ai primi posti quelli al di sotto dei 100mila abitanti. In testa i due consorzi trentini Amnu Spa e Asia (Azienda Speciale per l’Igiene Ambientale), seguiti dal consorzio veneto Unione Montana Agordina. Per quanto riguarda i consorzi più grandi, quelli sopra i 100mila abitanti, troviamo al primo posto il Consorzio di Bacino Priula, al secondo il Consiglio di Bacino Sinistra Piave e al terzo il consorzio A&T 2000 S.p.A. 

Campania, coprifuoco dalle 23 alle 5 

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha firmato l’ordinanza numero 83 con la quale viene disposto il “coprifuoco” dalle ore 23 alle ore 5 del giorno successivo, con decorrenza dal 23 ottobre e fino al 13 novembre “e comunque fino all’adozione di un prossimo Dpcm”. L’ordinanza prevede l’obbligo di chiusura di tutte le attività commerciali, sociali e ricreative dalle ore 23 alle ore 5 del giorno successivo. “Gli avventori degli esercizi di svolgimento delle attività indicate al primo periodo sono tenuti a rientrare al proprio domicilio, dimora o residenza entro le ore 23.30”.  

Dopo Lombardia e Lazio, anche la Campania – visti i numerosi contagi – ha deciso di ricorrere al coprifuoco.  

Dalle 23 alle 5 inoltre “sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute”. Nell’ordinanza si legge che “è sempre consentito il rientro al proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro”. L’ordinanza numero 83 ribadisce quanto già contenuto in una precedente ordinanza regionale relativamente agli spostamenti fra province, e cioè che “per l’intero arco della giornata è fatto divieto di spostamenti dalla provincia di domicilio, dimora o residenza sul territorio regionale verso altre province della Campania”.  

Sono consentiti “limitatamente al diretto interessato nonché ad accompagnatore, ove necessario, esclusivamente spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, familiari, scolastiche, di formazione o socio-assistenziali ovvero situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute”. E’ in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro. 

Coronavirus: Consulenti lavoro, servono misure straordinarie a sostegno imprese  

La situazione di difficoltà in cui versano già moltissime piccole e medie imprese richiede misure straordinarie a loro sostegno, in grado di supportarle economicamente e salvaguardarne i livelli occupazionali. E’ uno degli aspetti che emergono dall’indagine ‘Crisi, emergenza sanitaria e lavoro nelle pmi’, che sarà presentata al Festival del Lavoro, in programma oggi e domani, e condotta dalla Fondazione studi consulenti del lavoro tra gli iscritti.  

Il 56,6% dei consulenti intervistati indica al primo posto l’urgenza di fornire contributi a fondo perduto per sostenere l’attività; a seguire, il 53,2% la proroga degli ammortizzatori sociali e il 51,9% la sospensione delle scadenze fiscali. Interventi importanti, a fronte dei quali altre possibili misure di incentivo e supporto, quali contributi per sostenere i costi della sicurezza o riorganizzare le aziende in modalità agile appaiono del tutto residuali.  

Secondo la ricerca dei consulenti del lavoro l’esigenza di convogliare le risorse in interventi rilevanti da un punto di vista economico, per consentire il necessario afflusso di liquidità, rappresenta lo stato di forte criticità con cui le piccole e medie imprese si apprestano ad affrontare la seconda ondata pandemica. È indicativo che al Sud, prima ancora che contributi e ammortizzatori sociali, si indichi come prioritaria la sospensione delle scadenze fiscali, segnalando l’impossibilità totale delle aziende di far fronte ai propri adempimenti. Di contro al Nord, l’attenzione è posta soprattutto sugli ammortizzatori sociali, per rendere sostenibile il proseguimento delle attività, anche in condizione di forte criticità, puntando quanto possibile alla salvaguardia dei livelli occupazionali.  

Sardegna verso lockdown 

Un lockdown di due settimane, con la Sardegna di nuovo chiusa ai collegamenti aerei e marittimi, divieti di spostamenti tra Comuni, serrata delle attività. Sono alcuni dei provvedimenti che il presidente della Regione, Christian Solinas, potrebbe adottare con una nuova ordinanza, attesa per le prossime ore. Il governatore ha anticipato ieri l’intenzione di una stretta anche nell’Isola, dopo l’aumento dei contagi e la difficile situazione degli ospedali sardi. Oggi si è confrontato con i capigruppo di maggioranza e di opposizione: non è escluso che, per ora, si decida solo per un coprifuoco, dalla mezzanotte alle 6 del mattino, e per la chiusura della grande distribuzione nei weekend.  

Covid, Conte: “Pronti a nuovi interventi”  

“Siamo pronti a intervenire nuovamente se necessario”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla Camera, parlando delle misure per contenere il contagio da Covid. E’ iniziata poco dopo le 10, nell’Aula di Montecitorio, l’informativa urgente del presidente del Consiglio sul Dpcm adottato per contrastare la seconda ondata del Covid-19.  

“L’Italia è oggi in una situazione ben diversa rispetto a quella del mese di marzo, anche se questa situazione si sta dimostrando molto critica”, ha sottolineato. 

Pochi deputati in Aula 

“In questi giorni e ancora nelle prossime settimane dovremo rimanere ben concentrati sul contenimento del contagio – ha detto ancora – Siamo consapevoli che il nemico non è stato ancora sconfitto e circola ancora fra noi. Siamo ancora dentro la pandemia e il costante aumento dei contagi ci impone di tenere l’attenzione altissima: stavolta però, forti dell’esperienza della scorsa primavera, dovremo adoperarci, rimanendo vigili e prudenti”. 

“Le attività scolastiche continueranno in presenza. Non possiamo permetterci che uno dei principali assi portanti del Paese, dove sono riposte le migliori garanzie di un futuro migliore, possa subire ulteriori compromissioni, ulteriori sacrifici. Lo dobbiamo all’impegno sin qui risposto dai nostri dirigenti scolastici, dai nostri docenti e dal personale Ata, che – pur in condizioni difficili – hanno garantito, nel periodo anche più duro, la continuità didattica, sperimentando nuove e talvolta inesplorate attività di insegnamento”, ha detto ancora Conte in un passaggio della sua informativa. 

“Lo dobbiamo anche alle famiglie – ha aggiunto subito dopo – E lo dobbiamo, soprattutto, ai nostri ragazzi, che non possiamo lasciare privi del valore di un’esperienza irripetibile di formazione culturale e umana, che si realizza nella scuola, attraverso un’offerta didattica che presuppone e integra, quale tratto caratterizzante, la fondamentale ‘relazione interpersonale'”. 

 

Usa, 19enne afroamericano ucciso da polizia in Illinois 

Un altro giovane afroamericano ucciso dalla polizia. E’ successo a Waukegan, in Illinois, dove un ragazzo di 19 anni è stato ucciso da un agente che ha aperto il fuoco contro un’auto che si era mossa in retromarcia dopo essere stata fermata per un controllo. Nell’auto non è stata trovata nessun arma nel veicolo e la polizia di stato ha avviato un’inchiesta sulla sparatoria. 

“Mentre l’agente usciva dal veicolo e si avvicinava all’auto sospetta, questa ha iniziato ad andare in retromarcia e l’agente ha sparato con la sua semi automatica temendo per la sua sicurezza”, si legge nel comunicato della polizia.  

A bordo dell’auto oltre alla vittima, Marcellis Stinette, c’era la sua fidanzata e madre di suoi figlio, Tafara Williams, che è rimasta ferita ed ora è ricoverata. “Quando l’ho vista mi ha detto ‘Mamma ci hanno sparato per non aver fatto niente”, ha detto la madre al Chicago Tribune. Non è ancora chiaro perché la polizia abbia considerato l’auto sospetta. Ci sono già state alcune proteste nella zona e per oggi è stata indetta una manifestazione di Black Lives Matter. 

 

Covid, Germania dichiara 11 regioni italiane ‘aree ad alto rischio’  

Gran parte dell’Italia è zona ad “alto rischio” coronavirus per la Germania. Il governo tedesco ha inserito nell’elenco delle aree ad “alto rischio” gran parte dell’Italia, in aggiunta a Svizzera, Polonia e quasi tutta l’Austria. Misure con effetto da sabato. Un nuovo avviso sul sito del ministero degli Esteri riguarda la provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo e Sardegna.  

In Germania picco di oltre 11.000 nuovi casi 

Chi arriva in Germania da queste aree dovrà rispettare la quarantena a meno che non sia in possesso di un recente test per il coronavirus con risultato negativo. Sono state invece rimosse dalla lista le Canarie, come ha annunciato l’Istituto Robert Koch. La Spagna resta tra le aree per le quali valgono le regole della quarantena. 

 

e-Commerce: Bcg, in Ue 25-40% vendite auto online in 2035  

Nei prossimi anni il mercato online delle auto nuove in Europa sotto la spinta della pandemia potrebbe volare dall’attuale 1% al delle transazioni totali al 6-8% entro il 2025 per toccare il 25-40% entro il 2035. Stando ad una indagine di Bcg, sarà una crescita più rapida rispetto a quella degli Stati Uniti, dove si passerebbe dall’1% attuale al 5-7% in 5 anni e poi al 21-33% in 15 anni, perché nel vecchio continente una porzione maggiore del mercato avviene già su ordinazione e le leggi sul franchising dei concessionari sono relativamente più flessibili. 

Ma – nello studio “Will consumers finally be able to buy new cars online?” – gli analisti sottolineano che l’e-commerce delle vetture nuove corre ancora più veloce in Cina, dove le vendite online di autovetture sono già il 2% del totale, con la possibilità di arrivare all’8-10% entro il 2025 e al 32-43% entro il 2035.  

Le analisi della società di consulenza strategica rilevano che la pandemia da Covid-19, infatti, “ha spinto molte persone a scegliere di utilizzare l’automobile anziché i mezzi pubblici”. E secondo una recente indagine sempre di Bcg, l’8% dei consumatori europei a seguito dell’emergenza sanitaria ha intenzione di acquistare un’auto, quota che arriva al 16% negli Stati Uniti e al 60% in Cina.  

Nonostante questo quadro, “molti consumatori restano ancora diffidenti nell’intraprendere negoziazioni faccia a faccia e a partecipare a visite di persona nel tradizionale processo di acquisto di un veicolo” commentano da Bcg. 

Durante la pandemia, infatti, il 35% dei consumatori ha ammesso di essere preoccupato di poter contrarre il virus durante l’acquisto di un prodotto e le vendite online sono diventate ancora più popolari. L’e-Commerce potrebbe spingere le vendite di veicoli in questa fase, se il settore ne saprà cogliere le opportunità, avvertono da Bcg.  

Guardando ad oggi, infine, sono ancora poche le vetture vendute interamente su internet: nell’esperienza d’acquisto c’è l’abitudine di vedere, toccare e provare la macchina in concessionaria, spiegano gli analisti.  

Covid: nanotecnologie, abiti da sartoria trattati con tecnologie per proteggere tessuti e salute 

“Il Covid 19 ogni giorno d più sta condizionando le nostre vite e la nostra economia, ma la ricerca non si ferma, e nell’attesa che sia trovato un vaccino, noi stiamo concentrando la nostra azione su un nuovo formulato nanotecnologico per proteggere gli abiti del made in Italy rendendoli anti batterci. Il nostro intento è cercare di contribuire a far ripartire l’industria della moda e nello stesso tempo tentare di proteggere la nostra salute attraverso questa tecnologia che abbiamo provato con ottimi risultati su indumenti da alta Sartoria. Speriamo sia applicata anche per abiti da cerimonia, e che questa iniziativa possa contribuire ad aiutare un altro dei settori più in crisi in questo momento: quello degli eventi”. A dirlo Sabrina Zuccalà, direttore del laboratorio di Nanotecnologie “4ward360” dopo aver applicato questa nuova tecnologia ad un abito dell’alta sartoria Milanese che sarà presentato il prossimo 7 Novembre a Milano durante un evento dell’artista milanese Germano Lanzoni con i talenti della moda Fimelatoando .  

“Dopo aver creato, primi in Italia, un formulato nanotecnologico antibatterico per i tessuti delle mascherine occupandoci, tra l’altro, delle mascherine della presidenza del Consiglio e del ministero della difesa diventando fornitore nell’Operazione Eunaform-Med Irini.“ – prosegue Zuccalà – ora abbiamo realizzato altre nanotecnologie per i più importanti brand della moda e per la Sartoria d’eccellenza. Puntiamo su abiti non solo idrorepellenti, ma antibatterici: auspichiamo possano incentivare la realizzazione di nuovi indumenti per cerimonie, infondendo fiducia a tutto il settore, affinché riprendano con le giuste precauzioni e senza pericoli. C’è un intero comparto che ha bisogno di risposte e concretezza. Migliaia di lavoratori che operano nel settore dei grandi eventi, della moda, delle cerimonie oggi sono nella totale incertezza. La riduzione delle persone consentite a questi grandi eventi ha mandato in tilt una macchina organizzativa che per realizzare ogni singolo evento lavora mesi e coinvolge professionalità che spaziano in tantissimi campi”.  

“Il settore della moda merita più rispetto e attenzione – prosegue Zuccalà _e sono d’accordo con quanto dichiarato di recente dal ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini che ha detto: ‘La nostra moda è parte dell’arte italiana contemporanea e non c’è mai stata come ora questa consapevolezza. Al suo interno ci sono secoli di bellezza entrati nel nostro dna, di cultura, di conoscenza dei mestieri e di saperi tramandati’. Prendendo spunto da queste parole vogliamo incentrare il nostro focus operativo su questa innovativa linea, puntando sulla sicurezza e sull’innovazione. Insieme possiamo contribuire a rendere più normale la vita anche in tempo di Covid, dando una mano alla moda e alla sartoria italiana”.  

 Nel Lazio coprifuoco dalle 24 alle 5   

Blocco della circolazione dalle 24 alle 5. E’ il primo punto contenuto nell’ordinanza della Regione Lazio, già pronta e che dovrebbe essere firmata in serata. La misura dovrebbe scattare da venerdì.  

Nell’ordinanza sarebbe prevista anche la Dad al 50% per le scuole superiori, tranne che per gli studenti del primo anno, e al 75% per le Università ad eccezione delle matricole e dei laboratori formativi. La misura dovrebbe essere in vigore da lunedì prossimo.  

Previsto poi un incremento dei posti Covid nella rete ospedaliera fino ad arrivare ad un totale di 2913, di cui 552 dedicati alla terapie intensive. Tra le altre misure messe in campo dalla Regione Lazio, è prevista una manifestazione di interesse per trovare strutture private per effettuare 5mila tamponi molecolari al giorno.  

Nessuna ordinanza di coprifuoco è invece allo studio della Regione Piemonte. Lo precisa una nota in cui si legge che in merito alle notizie su un imminente introduzione del coprifuoco “la Regione Piemonte non ha in programma alcuna ordinanza in tal senso”. 

“Le misure attualmente in vigore sono state assunte ieri sera con le ultime ordinanze che prevedono misure rigorose, ma chirurgiche per colpire laddove l’assembramento è reale, cioè il trasporto scolastico e le aree dei grandi centri commerciali – evidenzia la nota – non quindi un blocco generalizzato, ma mirato e integrato poi dai sindaci laddove necessario”. “Eventuali altre restrizioni verranno prese in considerazione in base all’evoluzione del quadro epidemiologico”, conclude la nota.  

 

 

Conte: “Limitare gli spostamenti non necessari” 

“L’evolversi della situazione epidemiologica ha reso necessaria l’adozione di ulteriori misure di carattere restrittivo in presenza di una recrudescenza del virus in atto da alcune settimane. Vista l’urgenza non è stato possibile illustrare in anticipo il contenuto del provvedimento, ma ho annunciato ai presidenti delle Camere la mia intenzione di riferire in Parlamento” sui contenuti del nuovo dpcm. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato sulle misure adottate per la nuova fase relativa all’emergenza epidemiologica da Covid-19. 

“Non abbiamo mai abbassato la guardia in questi mesi”, l’Italia “è stato il primo Paese ad adottare misure rigorose fino al lockdown, il più prudente anche nelle riaperture” ha sottolineato il premier. “Nonostante i tanti passi in avanti fatti non potevamo e non dovevamo considerarci un porto sicuro mentre a nostri confini il contagio si moltiplicava – ha affermato – Siamo consapevoli che chiediamo ancora volta sacrifici e rinunce a cittadini”.  

Conte ha spiegato che “i principi” sono “sempre gli stessi, sono quelli che ci hanno consentito di affrontare e superare la prima ondata” del contagio, i principi di “adeguatezza e proporzionalità”. “La tutela delle salute è il presupposto del godimento di tutti gli altri diritti. L’esperienza di questi mesi” ci ha insegnato “che la tutela della salute consente anche la tutela del tessuto produttivo”. E “la correttezza” delle scelte operate fin qui “che rivendico come una disciplina, è confermata dai dati economici di quest’anno più confortanti delle attese. La nostra economia ha un’elevata resilienza. La contrazione del Pil è più contenuta rispetto ad altri partner europei”. 

Poi la scuola. “Le attività scolastiche continueranno in presenza, non possiamo permetterci che uno degli assi portanti del Paese possa subire ulteriori compromissioni e sacrifici” ha sottolineato il premier. “Non possiamo lasciare i nostri ragazzi” senza la possibilità di relazioni interpersonali, ha scandito il presidente del Consiglio, che ha inoltre evidenziato: “Attualmente produciamo 20 milioni di mascherine al giorno, a breve ne produrremo 30 milioni. Siamo tra i pochi Paesi al momento a distribuire mascherine gratis ogni giorno a ogni studente”.  

“Per quanto riguarda la vita di relazione – ha aggiunto – il dpcm del 13 ottobre aveva già previsto alcune limitazioni” come “il divieto di feste al chiuso o all’aperto” a eccezione di quelle collegate a cerimonie civili o religiose. Conte ha inoltre ricordato la “forte raccomandazione” ad “evitare feste anche nelle abitazioni private”. 

Il premier ha inoltre sottolineato che “bisogna sforzarci tutti a limitare il contagio, limitare gli spostamenti non necessari: se faremo questi sacrifici eviteremo interventi più gravosi, tanto più rigoroso sarà il rispetto delle prescrizioni tanto più sarà possibile contenere la seconda ondata con minor sacrificio per il Paese. Sono fiducioso che avremo la serenità e impegno necessari per superare” anche questa fase. 

“Siamo consapevoli – ha detto ancora il presidente del Consiglio – che alcune categorie, mi riferisco a bar e ristoranti ma non solo” sono particolarmente colpite e “ho incontrato proprio i rappresentanti di queste categorie all’indomani del dpcm del 13 ottobre”, a queste filiere “assicuro l’impegno del governo a misure di sostegno mirate”.  

“A tal fine, nel Bilancio 2021” è stata messa in campo “una strategia che, pur agendo sul medio e lungo periodo, non trascuri misure immediate in una fase ancora critica: il Paese ha bisogno di ossigeno per tornare a correre”. In particolare, “nella manovra abbiamo previsto 4 miliardi” da destinare a “turismo, cultura, spettacolo” e ristorazione.  

Quanto ai comuni, “abbiamo fugato le preoccupazioni comprensibili espresse dai sindaci, i quali temevano di non poter disporre di forze di polizia adeguate per predisporre le chiusure” previste dal dpcm per evitare gli assembramenti.  

“Vanno evitate chiusure generalizzate su tutto il territorio nazionale – ha ribadito – L’Italia è oggi in una situazione diversa rispetto a quella del mese di marzo. Oggi siamo più pronti, grazie al lavoro e al sacrificio di tutti. Permettetemi qui solo di ringraziare gli operatori sanitari che sono in prima fila in questa battaglia e gli uomini e le donne della Protezione civile”. Il premier ha ringraziato anche le parti sociali per la loro “responsabile partecipazione: questo ci ha consentito di definire condizioni sicurezza sui luoghi di lavoro”.  

Nelle settimane e nei mesi a venire “dovremo rimanere ben concentrati sul contenimento del contagio, siamo dentro la pandemia, il nemico non è sconfitto ma circola ancora tra noi. Bisogna mantenere l’attenzione altissima, stavolta però forti dell’esperienza maturata nella scorsa primavera, dunque vigili e prudenti”. 

Il premier si è detto “fiducioso che l’intera comunità nazionale sarà in grado di esprimere serietà, impegno e la forza d’animo necessari per affrontare e superare la difficile sfida” della seconda ondata.  

“In questi ultimi giorni e in queste ultime ore ci sono alcune regioni che hanno promosso la procedura per venire a misure più restrittive – ha ricordato – Si è concluso l’iter della Lombardia ed è in corso quello della Campania e non possiamo escludere ulteriori aggiornamenti”. 

“A livello regionale bisogna mantenersi pronti a intervenire per modulare in modo più restrittivo” le misure “se aumenta il contagio. La Regione può stabilire norme d’intesa con il ministro della Salute. In questa fase ritengo fondamentale e decisivo il massimo coordinamento tra i diversi livelli di governo, con la collegialità delle scelte, che devono preservare i caratteri di omogeneità e coerenza” ha detto Conte. 

E nel fronteggiare l’emergenza, “il governo manterrà salda e costante l’interlocuzione con il Parlamento”, di cui “raccolgo i suggerimenti. Il governo continuerà a dialogare con i rappresentanti delle regioni e degli enti locali, per gestire insieme” l’emergenza con “una strategia condivisa e responsabile”.  

Covid, oltre 15mila nuovi casi e altri 127 morti 

Sono 15.199 i nuovi casi di coronavirus in Italia. Lo rende noto il ministero della Salute. I decessi nelle ultime 24 ore sono 127 e portano a 36.832 il totale delle vittime dall’inizio dell’emergenza. Da ieri sono stati eseguiti 177.848 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 926, con un incremento di 56 unità. 

Covid Campania, oggi 1.760 nuovi casi: mai così tanti 

Covid Lazio, 1.219 nuovi casi e 16 decessi 

Tv: chi decide governo o governatori? Su Rai3 ‘Titolo V’ si interroga per fare chiarezza  

Un nuovo programma, ‘Titolo V’, sbarca su Rai3 per aiutare i cittadini a capire chi decide in Italia: il governo centrale o i presidenti delle Regioni? Una riposta che fa concretamente la differenza in tempi di coronavirus, poiché incide sul vivere quotidiano, ma che, secondo la visione del direttore di Rai3, Franco Di Mare, farà la differenza anche nel corso che prenderà la vita politica e sociale italiana, visto che “la riforma del Titolo V è un’anatra zoppa”, come il Covid ha dimostrato con conseguenze reali sul diritto alla salute delle persone che i cittadini dovrebbero poter esercitare tutti nello stesso modo. 

“In questa emergenza sanitaria – ha evidenziato il direttore oggi nel corso della presentazione del programma condotto da Napoli e da Milano, rispettivamente da Francesca Romana Elisei e Roberto Vicaretti – ogni presidente di regione si è mosso in maniera autonoma sulla chiusura delle scuole, dei locali e persino di quelle che impropriamente chiamiamo frontiere regionali. De Luca, per esempio, ha detto ‘chiudo la Campania’, ma come si fa dire questo? L’articolo 120 della Costituzione vieta espressamente alle regioni di alzare barriera regionale e di impedire il passaggio dei cittadini da una regione all’altra? E allora come ci si muove in una diatriba di questo tipo?”.  

‘Titolo V’, chiarisce Di Mare, “non è un programma di diritto costituzionale, ma vuol essere vicino alla gente e parlare alla gente”. Una affermazione che prende ancora più corpo con Vicarietti: “Diremo agli italiani ‘questa è la legge, ora ve la spieghiamo come si spiega al bar o al supermercato, ma con persone che sanno le cose”. E, infatti, oltre agli ospiti che saranno chiamati in causa dall’attualità e dal dibattito quali presidenti di regione, sindaci, leader politici, a Titolo V non mancheranno “figure terze”, sottolinea la Elisei, che anticipa la presenza del costituzionalista Francesco Clementi nella prima puntata e non solo. L’intento, quindi, è capire e portare alla luce asimmetrie e conseguenze, ma rifuggendo gli scontri: “Stiamo lontano dalle risse come la peste – scandisce Di Mare – Questa non è una trasmissione urlata. I conduttori faranno certamente tutte le domande che devono fare con decisione, ma garbo e gentilezza non sono acquiescenza o sudditanza. E se dovesse prendere un po’ il sopravvento la veemenza, i conduttori sapranno come fare per tenere sotto controllo la situazione. Sono giovani, ma sono navigati abbastanza”. 

“La riforma del Titolo V della Costituzione, che oramai ha 20 anni – ha rimarcato Di Mare – doveva servire a contenere le spinte della Lega che voleva l’autonomia fiscale se non addirittura l’autonomia delle regioni. In quel momento fu, quindi, una concessione importante che dava alle regioni l’autonomia nella gestione delle risorse sanitarie che costituiscono per alcune oltre il 70% dei costi da sostenere. Ora con il Covid, ci siamo resi conto che ci sono, infatti, delle regioni che si sono mosse meglio di altre, dando risposte migliori. Questo, però, di fatto ha contribuito a creare 21 sistemi sanitari differenti, cosa che è in contrasto con le norme della Costituzione secondo le quali tutti i cittadini hanno diritto allo stesso e al migliore trattamento sanitario possibile senza distinzione di censo, di razza, religione e, soprattutto, di provenienza regionale. Così, purtroppo, non è, come sanno bene quelli che vivono in regioni meno virtuose nella gestione delle politiche sanitarie”.  

Il desiderio di indagare le differenze territoriali italiane si manifesta anche nella scelta di due studi per il programma, una in Lombardia e un’altra in Campania. “Abbiamo pensato ad un programma che fosse diviso nelle due grandi capitali del Paese, Roma a parte. La capitale del Centro Nord che è Milano, e la capitale del Centro Sud, che è Napoli. Città – ha osservato il direttore di Rai3 – che proprio in questi giorni diventano ancora di più il centro della questione politica sanitaria, divise dalla gestione delll’emergenza e unite dalla stessa drammatica emergenza. Avremo, quindi, 2 sedi, una nel centro di produzione tv di Milano e l’altra nel centro di produzione tv di Napoli. Alternativamente il programma sarà condotto prima da una città e poi dall’altra. Per l’esordio cominceremo da Napoli per i primi 40 minuti, poi ci sarà uno stacco e passeremo a Milano per altri 40 minuti”, e poi avanti così.  

“Le due città non si confronteranno direttamente perché non ci piace l’idea di scatenare risse da stadio – ha insistito così Di Mare palesando ancora una volta l’intenzione di procedere verso un confronto costruttivo – Noi vogliamo piuttosto che vengano evidenziati i problemi nella maniera più civile possibile, senza risparmiare domande o censurare risposte”. Quanto alla prima puntata “è ancora tutto in divenire”, ma al momento è confermata la presenza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (in collegamento), di Lucia Annunziata, Ferruccio De Bortoli, Giulio Tremonti, del costituzionalista firma de ‘Il Sole 24ore’ Francesco Clementi, come anticipato, e di Marino Golinelli. “Ci auguriamo che De Luca possa esserci – ha detto Di Mare – ma in questi giorni i suoi impegni lo tengono un po’ legato alla sedia”. Tanti ospiti, quindi. E, invece, niente vox populi: “E un’arma a doppio taglio – ha detto il direttore di Rai3 – per essere tale deve essere studiata scientificamente da un sociologo che faccia un’analisi di chi rappresenta cosa. Noi non abbiamo questa ambizione e non abbiamo nemmeno la voglia di tirare per la giacca la gente. Gli inviati certamente ci saranno, ma cercheremo di evitare le voci di strada perché io credo, da giornalista, che siano fuorvianti”.  

(Ver/Adnkronos) 

“Ora più che mai – è intervenuta Francesca Romana Elisei – è arrivato il momento di raccontare la pandemia anche dal Sud, perché ora tocca anche al Sud fronteggiare un problema che durante la prima fase aveva solo lambito regioni come la Campania, la Puglia e la Sicilia. Sono contenta di raccontare l’emergenza, il conflitto tra poteri dalla prospettiva del Sud. La scommessa grande di ‘Titolo V’, però, non è quella di raccontare tutta la pandemia, ma quella di porre sul tavolo un dibattito sulla riforma del titolo V. Il passo in più che proveremo a fare è porre il tema di una riforma politica che evidentemente ha mostrato criticità che sono emerse durante la fase di emergenza sanitaria”. 

“E’ imploso, infatti – le ha dato man forte Vicarietti – un disegno istituzionale incompleto. La pandemia non ha fatto altro che da lente di ingrandimento di calcoli fatti 20 anni fa e ora rivelatisi non corretti probabilmente. La nostra missione, infatti, è proprio quella di capire se è stato così, se quella riforma ha favorito la follia comunicativa che abbiamo visto a marzo e aprile e che stiamo vedendo oggi. Lo faremo parlandone con i protagonisti, con chi firma decreti e ordinanze. E lo faremo da cittadini visto che ci siamo trovati ad interpretare quelle norme, a capire che vivere in una regione e lavorare in un’altra cambiava il quotidiano, come è capitato a me. La missione, quindi – ha aggiunto Vicarietti – è capire quanto tutto questo sia praticabile e sopportabile da parte dei cittadini”. 

Napoli e Milano sono pronte, quindi, con Francesca Romana Elisei in Campania e Roberto Vicarietti in Lombardia, in una sorta di ping pong che vedrà l’alternarsi dei due conduttori e dei rispettivi studi. “L’idea – ha anticipato Di Mare entrando nel vivo del programma – è quella di alternare le posizioni su uno stesso tema. E sentire cosa pensano i governatori, i politici del Sud e i governatori e i politici del Nord intorno alla stessa questione. La prima puntata ruoterà intorno al lockdown, alle misure già prese e cercherà di comprendere perché, pur avendo intravisto da lontano l’arrivo della seconda ondata di coronavirus, forse la risposta non è stata delle più pronte e soddisfacenti. Forse si poteva rispondere meglio e forse proprio il Titolo V e la differente risposta regionale ha dato dei risultati non all’altezza delle aspettative”. 

Covid Lazio, 1.219 nuovi casi e 16 decessi 

“Oggi su oltre 20mila tamponi si registrano 1.219 casi positivi, 16 i decessi e 133 i guariti. Il rapporto tra i tamponi e i positivi è 5,9%. Bene avvio sistema di prenotazione online dei ‘drive-in’, da ieri effettuate 5mila prenotazioni e presto tutti i drive di Roma avranno accesso solo previa prenotazione online. Ci aspettiamo un incremento del valore Rt soprattutto nelle province, Roma sta tenendo. La rete ospedaliera è entrata nella settima fase, programmati a regime circa 3.000 posti riservati a Covid”. Lo evidenzia l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, in una nota al termine dell’odierna videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle asl e aziende ospedaliere, policlinici universitari e l’ospedale Pediatrico Bambino Gesù. 

“Queste sono le giornate più difficili, occorre rigore e rispetto del distanziamento” raccomanda D’Amato.  

“Ad oggi nelle scuole si registrano circa 2mila casi e di questi l’84% studenti in prevalenza delle scuole secondarie superiori, il 16% è personale scolastico. Le Asl sono intervenute in oltre mille istituti chiudendo provvisoriamente 9 per consentire la sanificazione” spiega l’assessore alla Sanità. 

“Nella Asl Roma 1 sono 177 i casi nelle ultime 24 ore e si tratta di casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano cinque decessi di 76, 88, 91, 91 e 93 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 233 i casi nelle ultime 24 ore e si tratta di 80 casi con link familiare o contatto di un caso già noto e 78 i casi individuati su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano cinque decessi di 58, 61, 70, 72 e 102 anni con patologie – prosegue D’Amato – Nella Asl Roma 3 sono 133 i casi nelle ultime 24 ore e si tratta di casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 88 anni con patologie. Nella Asl Roma 4 sono 35 i casi nelle ultime 24 ore e si tratta di quattro casi con link familiare o contatto di un caso già noto e sette casi individuato su segnalazione del medico di medicina generale. Due i casi individuati in fase di pre-ospedalizzazione”.  

“Nella Asl Roma 5 sono 107 i casi nelle ultime 24 ore e si tratta di diciannove casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Undici i casi con link al cluster del Nomentana Hospital dove è in corso l’indagine epidemiologica. Si registra un decesso di 57 anni con patologie. Nella Asl Roma 6 sono 88 i casi nelle ultime 24h e si tratta di trentotto casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 79 anni con patologie”, sottolinea l’assessore D’Amato. 

Nelle province si registrano 446 casi e tre i decessi nelle ultime 24 ore. “Nella Asl di Latina sono 101 i nuovi casi e si tratta di casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 69 e 84 anni con patologie – ricorda l’assessore alla Sanità del Lazio – Nella Asl di Frosinone si registrano centocinquantanove nuovi casi e si tratta di casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 83 anni con patologie”.  

“Nella Asl di Viterbo si registrano 99 nuovi casi e si tratta di 59 casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Nella Asl di Rieti si registrano 87 nuovi casi e di questi 67 con link al cluster della Rsa San Raffaele a Borbona dove è in corso l’indagine epidemiologica. Venti i casi con link familiare o contatto di un caso già noto”, conclude D’Amato. 

Nel Lazio sono 17.403 i casi attualmente positivi a Covid-19, 1.226 i ricoverati, cui si aggiungono 129 pazienti in terapia intensiva, e 16.048 in isolamento domiciliare. I guariti sono arrivati a 9.913, i decessi a 1.054 e il totale dei casi esaminati è pari a 28.370.