Data ultima modifica: 1 Ottobre 2020

La revoca sulla concessione ad Aspi è più probabile? “Credo di sì”. Lo ha detto oggi la ministra alle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli rispondendo a una domanda a margine dell’inaugurazione del Salone Nautico di Genova, in merito allo stallo nella trattativa fra Atlantia e Cdp. Riguardo alle indiscrezioni relative a eventuali licenziamenti e rischio fallimento in caso di revoca della concessione, De Micheli ha sottolineato: “Riteniamo che Atlantia non debba assumersi una responsabilità così grave di fronte al Paese e ai suoi lavoratori”.  “Il governo – ha precisato – ha fatto un negoziato che è durato un anno di cui tutti voi vi siete lamentati abbondantemente. Quel negoziato aveva portato a una soluzione assolutamente utile per l’azienda e per il Paese perché sostenendo il risultato che avevamo tenuto al Consiglio dei ministri quella sarebbe stata una soluzione utile a tutti, ad Atlantia e soprattutto agli italiani e alle italiane, che è la cosa che ci interessa di più. Essersi discostati da quella scelta è una responsabilità di Atlantia e di Aspi. Noi ci attendiamo che ci sia un momento rapido di presa di coscienza che gli impegni vanno mantenuti, lo abbiamo sempre detto in questi giorni. In questo negoziato, noi stiamo rispettando le regole di mercato, come avevamo garantito fin dal primo momento”. “Su Aspi siamo in una situazione di stallo – ha aggiunto De Micheli – Aspi e Atlantia hanno mandato due lettere che complessivamente determinano un non rispetto degli impegni assunti da loro con le lettere che avevano inviato il 14 luglio al Consiglio dei ministri”.  “Nella valutazione negativa che abbiamo fatto di queste lettere – ha sottolineato – riteniamo che si sia generato uno stallo del quale riferiremo in uno dei prossimi Consigli dei ministri molto a breve. Abbiamo un Consiglio dei ministri convocato per lunedì e nell’arco della settimana ne avremo un altro”. Poi, parlando di Alitalia, De Micheli ha affermato: “Non vi nascondo una certa irritazione per il ritardo sulla firma del decreto che, come avevo detto qualche giorno fa, è pronto”. 

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