Data ultima modifica: 25 Marzo 2021

“I differenziali dei titoli di Stato italiani sono diminuiti notevolmente nel periodo precedente la formazione di un nuovo governo da parte dell’ex presidente della BCE Mario Draghi e hanno brevemente raggiunto un nuovo minimo pluriennale prima di tornare a crescere. In particolare, durante il periodo in esame, i differenziali di rendimento a dieci anni italiani si sono ridotti di 12 punti base, attestandosi allo 0,73 per cento”. Lo sottolinea la Bce nel Bollettino Economico appena diffuso. Quanto alla situazione economica complessiva, osserva l’Eurotower, “nonostante le attese di un miglioramento nel corso del 2021, l’incertezza continua a caratterizzare le prospettive economiche a breve termine, in particolare per quanto riguarda la dinamica della pandemia di coronavirus e la rapidità delle campagne vaccinali”. “In tale situazione rimane essenziale preservare condizioni di finanziamento favorevoli nel periodo della pandemia”, sostiene la Bce.  NEL 2020 DEFICIT EUROZONA AL 7,6% La crisi aperta dalla pandemia e la “reazione dal vigore senza precedenti in termini di politiche di bilancio” hanno fatto volare nel 2020 il deficit dei conti pubblici nell’Eurozona al 7,2 per cento del PIL nel 2020, dopo il – 0,6 per cento segnato nel 2019, sottolinea la Bce nel Bollettino Economico, in cui evidenzia come le nuove proiezioni macroeconomiche vedono il disavanzo di bilancio scendere al 6,1 per cento del PIL nel 2021 e al 2,4 per cento alla fine dell’orizzonte di proiezione, nel 2023. Tuttavia l’Eurotower osserva che sebbene “tale percorso porterà il debito pubblico dell’area dell’euro ad aumentare fino al 95 per cento del PIL nel 2023, circa 11 punti percentuali in più rispetto al periodo precedente la crisi, l’impatto avverso sulla posizione di bilancio sarà con ogni probabilità lievemente minore rispetto a quanto generalmente atteso all’inizio della pandemia”. In ogni caso, si precisa da Francoforte “resta essenziale un orientamento di bilancio ambizioso e coordinato” e “a tal fine, occorrerebbe confermare il sostegno delle politiche di bilancio nazionali, data la debolezza della domanda da parte di imprese e famiglie”. “La ripresa dell’economia mondiale dalla recessione indotta dalla pandemia è stata più rapida rispetto alle attese. Gli investimenti mondiali, che beneficiano di condizioni di finanziamento favorevoli nel contesto del forte sostegno offerto dalla politica monetaria, sono già prossimi ai livelli precedenti la pandemia”. Lo sottolinea la Bce nel Bollettino Economico appena diffuso, aggiungendo però che la ripresa dei consumi “sorretta da provvedimenti di bilancio volti a rafforzare il reddito e a preservare l’occupazione, continua a evidenziare ritardi, poiché le misure di contenimento in vigore gravano sui servizi ad alta intensità di contatti”.  Le nuove stime Bce parlano di una crescita del PIL in termini reali a livello mondiale (esclusa l’area dell’euro) che nel terzo trimestre del 2020 la crescita “ha subito un forte rialzo, aumentando del 7,4 per cento, ovvero 0,7 punti percentuali in più” rispetto alle previsioni macroeconomiche di dicembre 2020 con “un ritmo di ripresa più dinamico osservato sia nelle economie avanzate sia in quelle emergenti”. “Dopo tale netto rialzo, si prevede che nel quarto trimestre del 2020 la ripresa dell’attività economica mondiale sia proseguita al ritmo vigoroso, ma più moderato, del 2,1 per cento, segnando una crescita pur sempre superiore a quella prevista dalle precedenti proiezioni”. Per l’Eurotower “il pacchetto di stimolo fiscale approvato negli Stati Uniti lo scorso dicembre e l’accordo commerciale tra Unione europea e Regno Unito determinano migliori prospettive per il 2021” mentre “l’ampio stimolo fiscale aggiuntivo previsto dalla nuova amministrazione rappresenta un importante rischio al rialzo per le attuali proiezioni”. Il PIL mondiale (esclusa l’area dell’euro) dovrebbe complessivamente aumentare del 6,5 per cento nel 2021 (dato rivisto al rialzo di 0,7 punti), per poi rallentare e raggiungere il 3,9 e il 3,7 per cento, rispettivamente, nel 2022 e nel 2023. Ciò fa seguito alla contrazione segnata nel 2020, pari, secondo le stime, al 2,4 per cento.  

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