Data ultima modifica: 7 Ottobre 2020

Un plico anonimo con all’interno dei documenti: sarebbe partita da qui l’inchiesta de Le Iene sul caso di Cecilia Marogna, la 39enne cagliaritana che sarebbe legata da un rapporto fiduciario al cardinale Angelo Becciu e che è finita al centro dello scandalo vaticano per aver ricevuto mezzo milione di euro dalla Segreteria di Stato vaticana. I soldi, che sarebbero dovuti servire a operazioni segrete umanitarie in Asia e Africa, in parte sarebbero finiti nell’acquisto di borsette, cosmetici e altri beni di lusso.  Nella busta anonima le Iene – come raccontano nel servizio andato in onda questa sera – avrebbero trovato i movimenti di un conto corrente di una società slovena, la Logsic d.o.o., con sede a Lubiana, la visura camerale della società, l’indirizzo e il nome della persona che l’amministra, appunto la Marogna, oltre alla lettera firmata da Becciu che accredita la signora come persona di sua fiducia e a una descrizione della donna (“una piacente 40enne”) accompagnata da indirizzo e numero telefonico. Dai documenti risulterebbe che la società della Marogna avrebbe ricevuto circa 500 milioni dalla Segreteria di Stato Vaticano in diverse tranche corrisposte tra il dicembre 2018 il luglio 2019, versamenti tutti con causale “contributo per missione umanitaria”. E risulterebbero anche spese per decine di migliaia di euro al mese in vestiti, ristoranti e lussuosi accessori (tra le cifre evidenziate nel documento mostrato in video 12mila euro per una poltrona Frau, 2.200 spesi da Prada, 1.400 da Tod’s, 8mila da Chanel) per un totale di circa 200mila euro.  Per chiedere un chiarimento sui fatti le Iene sono andate a Lubiana e hanno bussato alla porta della società: nel palazzo indicato come sede, tuttavia, hanno trovato solo una casella postale, che la Logsic condivide con altre cinque società, mentre l’ufficio – senza targhetta – era chiuso e testimoni sul posto hanno detto di non aver mai incontrato nessuno che ci entrasse. 

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