Data ultima modifica: 2 Gennaio 2021

E’ Franco Colleoni, 68 anni, il ristoratore ucciso questa mattina a Dalmine, in provincia di Bergamo, nel cortile vicino al suo ristorante. Colleoni era stato assessore al Comune di Dalmine e segretario provinciale della Lega fino al 2004. Colleoni aveva poi lasciato la politica e gestiva il ristorante ‘Il Carroccio’. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato colpito alla testa. Sul posto si trovano i carabinieri di Treviglio, la polizia locale e il medico legale.  Secondo il comandante dei carabinieri di Treviglio, Filippo Testa, c’è stata una colluttazione fra Colleoni e il suo o i suoi aggressori: “Ci sono segni di colluttazione, ma le ferite sono molto chiare”, ha spiegato all’Adnkronos sottolineando che Colleoni “è morto per le ferite lacero-contuse al volto e alla testa, provocate da un oggetto contundente che stiamo ancora cercando”. L’omicidio è avvenuto in mattinata, ma il medico legale sta ancora valutando “diversi elementi”. I militari stanno lavorando “a 360 gradi”, senza escludere alcuna ipotesi. “Stiamo cercando ogni elemento utile per chiarire la vicenda. Stiamo cercando di acquisire elementi con l’aiuto dei familiari, dei vicini di casa e di eventuali testimoni”, aggiunge Testa. “E’ una cosa assurda. Umanamente sono addolorato. Lo conoscevo da anni, da quando era stato assessore quando mio padre era sindaco a Dalmine. Non era più in politica da tempo, ma dava sempre spunti interessanti”, il commento di Francesco Bramani, sindaco di Dalmine ed esponente della Lega, contattato dall’Adnkronos. “Ho parlato con i carabinieri, che non si sono sbilanciati. Però mi hanno parlato di una scena agghiacciante, con Colleoni che aveva moltissime ferite alla testa”. Per Bramani una rapina è “strana. Il sabato mattina, con i ristoranti chiusi in questo periodo. Però è inutile sbilanciarsi”.  “Fatti simili non ne sono mai accaduti a Dalmine, né in questa zona né altrove. Quando avremo un quadro più chiaro della situazione mi confronterò con carabinieri e polizia, ma un’emergenza sicurezza non c’è”, ha affermato ancora Bramani aggiungendo: “Siamo rimasti senza parole e scossi, non abbiamo mai avuto problemi di sicurezza particolati qui a Dalmine”. “Aveva lasciato da tanti anni la politica -continua- ma il nome del suo ristorante, ‘Il Carroccio’, confermava che la sua fede politica e i suoi valori erano rimasti inalterati”. “Era un amico di famiglia, mio padre e mio zio lo conoscevano. Era una persona tranquilla e simpatica”. Così un vicino di casa ricorda Franco Colleoni. “Venivo spesso nel suo ristorante a mezzogiorno. Era sempre pieno”, racconta un altro abitante del quartiere. “La zona è tranquilla. La rapina mi sembra strana in questo periodo di Covid in cui il ristorante era chiuso”. Una coppia di amici passeggia davanti al ristorante ‘Il Carroccio’, che Colleoni gestiva. “Siamo cresciuti qui e venivamo spesso a pranzo. Il ristorante -dicono- era sempre pieno e ogni tanto si faceva fatica a sedersi. Difficilmente poteva avere problemi economici visto come andava il locale”.  

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