Data ultima modifica: 19 Giugno 2021

“Non ho timore a dirlo: Salvini ci ha ascoltati e ha tentato di dare risposte in modo pragmatico sulle riaperture di bar e ristoranti. Abbiamo anche ottimi rapporti con Italia viva e Forza Italia, ma Salvini è stato indispensabile. Oggi voglio testimoniarlo: Se non ci fosse stato lui il primo giugno stando al ministro Speranza avremmo dovuto chiudere alle 18”. Ne parla con l’Adnkronos Paolo Bianchini, presidente di M.i.o. (Movimento imprese ospitalità) sul palco oggi a Roma alla manifestazione della Lega organizzata in nome del ritorno alla vita e sui referendum sulla Giustizia. Tra le altre questioni di cui il presidente di M.i.o intende parlare dal palco di piazza Bocca della Verità “quella aperta delle esodate, circa tremila imprese e di tutte le aziende che hanno aperto dal primo maggio 2019 in poi, magari dopo aver chiuso per ristrutturazione, ma che non avendo parametro del reddito sono state escluse da tutti i ristori: sono migliaia”. Al centro anche la liberalizzazione Bersani: “chiederò la sospensione della concessione di licenze per due anni per evitare che malavita e cinesi, cioè chi ha soldi, possano operare in modo scellerato e per far recuperare chi ha sofferto in pandemia”. Infine anche la richiesta di abbassamento delle aliquote Iva del comparto “per dare possibilità alle aziende di creare liquidità”. Quali sono le criticità maggiori incontrate oggi? “Noi abbiamo grossi problemi a trovare personale sia di sala che di cucina perché in questi 14 mesi i nostri collaboratori hanno trovato lavoro in altri settori o sono andati all’estero. Uno scenario aggravato da incentivi, sussidi e reddito di cittadinanza, che non aiutano. E poi c’è il tema centrale del costo del lavoro: 15 mensilità con un costo di mille euro costano a noi 1800 euro. Chiediamo un patto aziendale con lo Stato per avere incentivi alle assunzioni attingendo anche al reddito di cittadinanza”. (di Roberta Lanzara) 

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