Data ultima modifica: 30 Gennaio 2021

Il procedimento sul caso Bibbiano e degli affidi illeciti in Val D’Enza, “per effetto di una martellante campagna mediatica, ha esposto tutto il sistema della Giustizia minorile e familiare, come era prevedibile, al sospetto generalizzato e alle rivendicazioni di soggetti interessati”. Così, il presidente vicario della Corte d’Appello di Bologna, Roberto Aponte, in apertura dell’anno giudiziario. Aponte cita la relazione del presidente del Tribunale per i minorenni, Giuseppe Spadaro, che ha segnalato come, “durante le indagini, il lavoro di tutti i magistrati dell’Ufficio sia stato fortemente e negativamente condizionato in termini di delegittimazione dai riflessi riverberati dalle deprecabili fughe di notizie”. Per Spadaro, inoltre, c’è stata “una vera e propria strumentalizzazione, ad opera di gran parte dei media”, dell’inchiesta in questione, che ha provocato “lo scatenarsi del triste fenomeno del cosiddetto odio del web, nonché una vera e propria gogna mediatica” nei confronti dei magistrati del tribunale minorile, “vittime di innumerevoli episodi di minacce che, comunque, non hanno minimamente scalfito il sereno svolgimento dell’attività giurisdizionale dei colleghi”.  “Ma l’ombra del dubbio e del sospetto – spiega Aponte – ha investito in modo indistinto tutto il sistema di aiuto, assistenza, cura e protezione, ha investito le stesse famiglie e le comunità che hanno accolto minori in difficoltà”. “Quello che preme ribadire, in questa sede – ha sottolineato Aponte -, è la validità, pur nella consapevolezza di indubbie criticità da affrontare con spirito libero da pregiudizi, dell’impianto del sistema della nostra giustizia minorile”. “E’ assolutamente indispensabile – ha aggiunto – combattere il messaggio volto a dipingere il Tribunale per i Minorenni come uno strumento cieco, condizionato da chi vuole solo togliere i figli ai genitori. Un grande giurista del secolo scorso descriveva la ‘famiglia’ come ‘un’isola che il mare del diritto può solo lambire’. Ma quest’isola, purtroppo, non sempre è il luogo più sicuro e migliore per crescere, e il compito del Tribunale per i Minorenni è quello di salvaguardare i minori, se è assolutamente necessario, anche nei confronti del loro ambiente naturale”. 

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