Data ultima modifica: 19 Agosto 2020

“Vi chiedo di non riconoscere queste elezioni fraudolente”. E’ quanto afferma, questa volta in inglese, Svetlana Tikhanovskaya in un nuovo video diffuso su YouTube di cui dà notizia stamani l’agenzia russa Tass nel giorno del vertice europeo straordinario dedicato alla Bielorussia. Tikhanovskaya è fuggita dal suo Paese, per rifugiarsi in Lituania, dopo aver sfidato Alexander Lukashenko alle contestate elezioni presidenziali del 9 agosto.  “Le elezioni del 9 agosto non sono state giuste né trasparenti – dice -. I risultati sono stati truccati”. “Le persone che sono scese in strada nelle città della Bielorussia per difendere il proprio voto sono state brutalmente picchiate, sbattute in prigione e torturate dal regime”, denuncia ancora nel video, parlando di quello che accade “ora nel cuore dell’Europa”. Per Tikhanovskaya, Lukashenko “ha perso ogni legittimità agli occhi del nostro Paese e del mondo. Per facilitare una transizione pacifica del potere nel mio Paese, ho costituito il Consiglio di coordinamento nazionale della Bielorussia. Guiderà il processo di transizione pacifica del potere tramite il dialogo”, prosegue. Il Consiglio, ha detto, “convocherà immediatamente nuove elezioni presidenziali giuste e democratiche con osservatori internazionali”. Poi un nuovo appello ai leader europei, a “sostenere il risveglio della Bielorussia”, i “principi del diritto internazionale” e le “scelte del popolo bielorusso” dopo che ieri Lukashenko ha accusato l’opposizione di voler organizzare un colpo di stato. LUKASHENKO: “PREOCCUPATEVI DEI VOSTRI PROBLEMI” – “Consiglierei semplicemente che prima di puntare il dito contro di noi, mettessero nell’agenda delle loro riunioni i temi dei ‘gilet gialli’ in Francia, i terribili disordini negli Stati Uniti” o “le proteste che ci sono state contro il lockdown in Germania e in altri Paesi europei”. Si è espresso così il leader durante una riunione del Consiglio di Sicurezza bielorusso, secondo quanto riporta l’agenzia BelTa a poche ore dal vertice europeo straordinario. Lukashenko, che ha ottenuto il sesto mandato alle contestate elezioni presidenziali del 9 agosto, ha parlato dei “tanti problemi” dei Paesi europei, accusati di voler “sviare l’attenzione”. “Voglio dire – ha continuato nell’accusa rivolta agli Usa come ai Paesi europei – che hanno un bel po’ di problemi a casa loro. Non puntate il dito contro la Bielorussia per distogliere l’attenzione dalle questioni in Francia, negli Usa, in Germania e via dicendo”. “I Paesi occidentali hanno già annunciato apertamente e direttamente raccolte di fondi e il loro invio in Bielorussia. Lo vediamo”, ha detto ancora, continuando: “Ovviamente non possiamo rintracciare tutto il denaro che arriva qui – ha aggiunto, convinto ci sia un sostegno finanziario da parte dell’Occidente alle proteste – perché molti fondi vengono trasferiti in contante. Lo sappiamo e ci concentreremo su questo”. “I leader dei Paesi occidentali suggeriscono colloqui – ha proseguito – e nel frattempo portano avanti la loro agenda. Lo vediamo. Ne siamo consapevoli, ma non lo accettiamo”. Lukashenko – che nei giorni scorsi ha escluso la possibilità di nuove elezioni nell’immediato e si è detto disposto a “condividere il potere, a procedere con modifiche alla Costituzione” – oggi ha ripetuto, secondo l’agenzia BelTa, che “qualsiasi cambiamento” deve avvenire nel quadro della Costituzione. Lukashenko ha bollato poi come “fake news” la presenza di “truppe straniere” in Bielorussia. “Non c’è un solo militare di un altro Paese in Bielorussia”, ha detto. “Bugie palesi su Internet: truppe straniere in Bielorussia, materiale militare della Federazione russa in Bielorussia. Probabilmente avete già visto – ha affermato il leader bielorusso – Mostrano un convoglio militare, ma non è chiaro dove stia andando e quando e chi lo abbia mandato, ma dicono che il convoglio va a Orsha dal confine russo”. Secondo Lukashenko, sono stati “mostrati filmati senza capire che si tratta di mezzi bielorussi”, che “si spostano verso il confine occidentale” dopo l’ordine arrivato nei giorni scorsi. MOSCA – Per il Cremlino per il momento non c’è necessità che la Russia aiuti la Bielorussia con lo strumento militare o altrimenti. La crisi in corso è una questione interna che i bielorussi devono risolvere da soli. Il portavoce Dmitri Peskov ha assicurato che “la stessa leadership Bielorussia non ne vede la necessità”. “Attualmente non c’è bisogno dell’aiuto previsto fra i Paesi che aderiscono al Trattato per la sicurezza collettiva e dal Trattato sull’unione”, ha affermato Peskov.  Lukashenko ha dato istruzioni al ministero degli Interni di prevenire disordini nel Paese e in particolare a Minsk, e di rafforzare i controlli alle frontiere in tutto il Paese “per bloccare l’arrivo di militanti, armi, munizioni e denaro da altri Paesi per alimentare le proteste”. “Non ci devono più essere manifestazioni a Minsk. La gente è stufa. E chiede pace e tranquillità”, ha affermato Lukashenko, citato dall’agenzia Belta.   UN’ALTRA VITTIMA – Un oppositore di 43 anni è morto nell’ospedale militare dove era stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere rimasto ferito da un proiettile in una manifestazione a Brest, martedì della scorsa settimana, hanno denunciato i suoi familiari. Il ministero degli Interni ha confermato la notizia della morte senza precisarne le cause. E’ il terzo oppositore deceduto dall’inizio delle proteste.     

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