Data ultima modifica: 21 Settembre 2020

Per l’opposizione bielorussa “è inaccettabile qualsiasi interferenza esterna”, ma “difendere i diritti umani e la democrazia non è un’interferenza negli affari interni del Paese”. Lo dice Svetlana Tikhanovskaya, una delle leader dell’opposizione al regime di Aleksander Lukashenko, ospite della commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, a Bruxelles. “La rivoluzione bielorussa – ha continuato la leader dell’opposizione – non è una rivoluzione geopolitica. Non è una rivoluzione né pro-russa né anti-russa, non è una rivoluzione né pro Ue né anti Ue. E’ una rivoluzione per la Bielorussia”.  Il presidente Lukashenko “spera che le nostre proteste si spengano, piano piano. Noi protesteremo per tutto il tempo necessario: per settimane, per mesi, per anni, se necessario. Non torneremo mai nelle condizioni in cui siamo stati per 26 anni”, continua Tikhanovskaya, che aggiunge: “Per 26 anni abbiamo vissuto sotto una dittatura – continua – per tutti questi anni abbiamo vissuto nella paura. Ora il popolo bielorusso si è svegliato e da sette settimane di fila scende in strada a protestare. Le nostre proteste pacifiche sono state contrastate con la violenza”. “Dimostranti – prosegue – sono stati torturati, molestati e stuprati. Alcuni di loro sono stati uccisi. Non dimenticherò mai le voci dei prigionieri, che sono stati torturati e stuprati: tutto questo succede nel 2020, nel mezzo dell’Europa. State dalla parte del popolo bielorusso – spiega Tikhanovskaya – abbiamo bisogno del vostro sostegno”. “Il popolo bielorusso non riconoscerà mai i risultati delle elezioni del 9 agosto”, spiega ancora la leader dell’opposizione, che chiede all’Ue di “dichiarare illegittimo il regime di Aleksander Lukashenko”, di esigere “il rilascio dei prigionieri politici” e di adottare “sanzioni individuali contro tutte le persone coinvolte nella falsificazione dei risultati elettorali”. Per lTikhanovskaya la risoluzione del Parlamento Europeo della settimana scorsa “è stato uno degli atti più importanti nella storia della Bielorussia”. La Tikhanovskaya ha spiegato anche di aver redatto una lista dei responsabili delle repressioni contro i manifestanti, in particolare delle “torture” e degli “stupri”, contro i quali dovrebbero essere avviate “indagini penali”. Nei confronti dei responsabili della “brutale repressione” condotta contro l’opposizione andrebbero adottate “sanzioni”. I programmi di assistenza Ue, inoltre, dovrebbero passare da “soggetti statali a soggetti non legati allo Stato e chiedo anche di riconsiderare la partnership con organizzazioni statali vicine a Lukhashenko. Lavorate con noi per elezioni libere, trasparenti e giuste”, conclude Svetlana Tikhanovskaya.  

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