Data ultima modifica: 6 Giugno 2021

“Essendo ‘Bella Ciao’ un canto della Resistenza ed essendo stata questa un moto di popolo è giusto che diventi un inno istituzionale, espressione popolare dei più alti valori alla base della nascita della Repubblica”. Così all’Adnkronos Laura Boldrini, deputata del Pd ed ex presidente della Camera, in merito alla proposta di legge che prevede il riconoscimento del canto ‘Bella ciao’ e la definizione di disposizioni per la sua esecuzione durante le cerimonie ufficiali del 25 aprile. “La resistenza non fu di parte, ma un moto di popolo, che coinvolse tutti coloro che non ritenevano più possibile vivere sotto una dittatura: un moto eterogeneo. Fecero parte della resistenza comunisti, socialisti, azionisti, liberali anarchici”, sottolinea.  “Se può essere strumentalizzata? Tutto può essere strumentalizzato ma chi lo fa non conosce la storia – aggiunge Boldrini – Bella Ciao ci ha unito anche all’inizio della pandemia, in quel momento le sue note rimbalzavano da quartiere a quartiere delle grandi città italiane. E anche dall’estero, quando noi eravamo i più esposti al Covid 19, abbiamo ricevuto omaggi di solidarietà di città, associazioni di movimenti che ci dedicavano ‘Bella ciao’. Bisognava appunto resistere, era un momento difficile, e questo canto è legatissimo alla resistenza e all’Italia”. 

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