Data ultima modifica: 18 Febbraio 2022

(Adnkronos) – Il governo vara un decreto contro l’aumento delle bollette, in favore di famiglie e imprese alle prese con gli aumenti di luce e gas, con lo stanziamento di risorse per calmierare i prezzi dell’energia. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, elenca nel dettaglio gli interventi: per le famiglie sono previsti 2,6-2,7 miliardi di euro, per le imprese 2,8-2,9 miliardi di euro e per i servizi degli enti locali, come quello sanitario e l’illuminazione, altri 700 milioni. Sommando i numeri elencati dal ministro risulta un totale di 6,1-6,3 miliardi di euro.  In particolare per le famiglie è previsto l’intervento sugli oneri di sistema per 1,8 miliardi, sull’iva che vale circa 400 milioni e del bonus sociale per un totale di 2,6-2,7 miliardi di euro. Per le imprese sono previsti interventi per gli oneri di sistema, per le aziende energivore e sulle gasivore per 2,8-2,9 miliardi di euro. Infine ”per garantire i servizi degli enti locali, come quello sanitario e l’illuminazione, sono previsti altri 700 milioni. Sul fronte energetico le misure approvate oggi dal Cdm “ammontano a quasi 8 miliardi, di cui circa 5,5 saranno destinati a fare fronte al caro energia e la restante parte invece a sostegno delle filiere produttive che stanno soffrendo maggiormente in questa fase, spiega palazzo Chigi nel comunicato relativo alla riunione del Cdm. 
Per quel che riguarda l’energia, l’intervento si divide in due parti: – emergenza, misure per calmierare nel breve tempo i costi delle bollette energetiche; – prospettiva, misure che consentano nel futuro di evitare altre crisi come quella in corso, per esempio con l’aumento della produzione nazionale di energia”, sottolinea sempre il governo. 
Emergenza – Il governo è già intervenuto per ridurre la pressione per il “caro bollette” con 1,2 miliardi (III trimestre 2021), 3,5 miliardi (IV trimestre 2021) e 5,5 miliardi (I trimestre 2022). Con questo nuovo decreto vengono prorogate le misure già in essere, come l’azzeramento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kW, nonché alle utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico, la riduzione dell’Iva al 5% e degli oneri generali per il settore gas, il rafforzamento del bonus sociale per le famiglie con ISEE di circa 8.000 euro o di 20.000 nel caso di famiglie numerose e il credito d’imposta per le imprese energivore. Viene inoltre introdotto un nuovo contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, in favore delle imprese gasivore, elenca palazzo Chigi.  
Prospettiva – Il decreto include un poderoso programma di accelerazione sul fronte delle sorgenti rinnovabili, in particolare per il fotovoltaico, con un intervento di semplificazione per l’installazione sui tetti di edifici pubblici e privati e in aree agricole e industriali, sottolinea il governo. Inoltre è previsto l’incremento della produzione nazionale di gas allo scopo di diminuire il rapporto importazione/produzione da utilizzarsi a costo equo per imprese e PMI. Il provvedimento comprende anche un pacchetto di norme per aumento e ottimizzazione dello stoccaggio di gas. È previsto l’aumento della produzione di carburante sintetico e supporto al suo utilizzo in settori strategici, come ad esempio trasporti e aerei.  Per quanto attiene al sostegno alle filiere produttive, il decreto interviene su due settori in particolare che sono interessati da grandi trasformazioni in corso: automotive e microprocessori, prosegue palazzo Chigi. 
Automotive – Il provvedimento stanzia risorse pluriennali, fino al 2030, con l’obbiettivo di favorire la transizione verde, la ricerca, la riconversione e riqualificazione dell’industria del settore automotive. Inoltre sono previsti incentivi all’acquisto di veicoli non inquinanti 
Microprocessori – Sono previsti fondi pluriennali, fino al 2030, per la produzione nazionale di microchip. Inoltre, viene ampliato l’ambito di interventi di riqualificazione e adeguamento strutturale delle competenze dei lavoratori finanziabili con il Fondo nuovo competenze e si incrementa il fondo per l’adeguamento dei prezzi, inserendo specifiche norme in materia di revisione dei prezzi dei materiali nei contratti pubblici in essere. Infine, il decreto prevede stanziamenti a favore delle Regioni, in particolare per far fronte alle maggiori spese relative alla crisi pandemica, e ai Comuni che stanno affrontando l’aumento dei costi per l’illuminazione, conclude il governo. 

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