Data ultima modifica: 1 Agosto 2020

Crolla il valore delle società quotate italiane: in un anno la capitalizzazione è diminuita di oltre 100 miliardi di euro. E restano sotto la soglia del 50% le quote di possesso, in mano a fondi esteri, delle imprese presenti in Borsa. E’ quanto emerge dai dati principali di un rapporto del Centro studi di Unimpresa, secondo il quale dal primo trimestre 2019 al primo trimestre 2020 le società per azioni hanno visto crollare di oltre 234 miliardi di euro il loro valore, mentre le “quotate” hanno visto calare di 101 miliardi la loro capitalizzazione.  Il sistema imprenditoriale italiano, segnala ancora lo studio di Unimpresa, resta a trazione familiare: le quote complessive delle società per azioni, il cui valore è sceso di 234 miliardi a quota 2.060 miliardi in 12 mesi, sono per lo più in mano alle famiglie con il 36% del totale, seguito dal 25% in mano agli stranieri, dal 15% in mano alle aziende e dal 12% delle banche. “Il brusco calo del valore complessivo delle nostre società quotate- commenta il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro – può rappresentare, per i predatori stranieri, l’occasione di acquisti a prezzi particolarmente vantaggiosi. L’avanzata dei fondi esteri nei nostri confini, se fatta con fini squisitamente speculativi, è tuttavia un pericolo per il nostro sistema-Paese e per il made in Italy. Avremmo infatti bisogno di investimenti stabili, fatti per prospettive di lungo periodo, capaci di dare slancio alla nostra economia. Al contrario, corriamo il rischio di assistere inermi a scorribande di “barbari” e al declino definitivo dell’Italia”.   

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