Data ultima modifica: 15 Ottobre 2020

Il Consiglio Europeo “invita” il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier a continuare i negoziati con il Regno Unito sulla relazione futura “nelle prossime settimane” e “fa appello” al governo britannico affinché “faccia le mosse necessarie per rendere possibile un accordo”. Lo riportano le conclusioni sulla Brexit adottate dai capi di Stato e di governo dell’Ue, riuniti a Bruxelles. I leader notano “con preoccupazione” che non sono stati fatti abbastanza progressi per raggiungere un accordo sulle “questioni chiave” per l’Ue, in particolare “la concorrenza leale, la governance e la pesca”. L’Unione ricorda che l’accordo di ritiro e i suoi protocolli “devono essere attuati in pieno e puntualmente”. I leader invitano tutti i portatori di interesse poi a prepararsi per “tutti gli scenari, incluso il no deal” e chiedono alla Commissione di preparare misurare unilaterali e temporanee di emergenza “nell’interesse dell’Ue”, che dovrebbero riguardare soprattutto il settore dei trasporti. I capi di Stato e di governo, riferiscono fonti Ue, hanno espresso “totale sostegno” a Michel Barnier e al suo approccio ai negoziati. Sulla Brexit, tra i leader “prevalgono la solidarietà e l’unità”. L’Ue a 27 ha una “chiara preferenza per un accordo”, ma “resterà unita sul level playing field”, cioè la concorrenza leale nel mercato interno, specie per quello che riguarda gli aiuti di Stato, “la pesca e la governance”. Ciò nonostante, gli Stati membri chiedono che la Commissione “si prepari per l’eventualità che non ci sia un accordo” entro la fine del periodo di transizione. Nei colloqui tra Ue e Regno Unito sulla relazione futura “ci sono tre materie sulle quali le distanze sono” tuttora “grandi: il level playing field, la governance e la pesca – ha detto il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier, in videoconferenza stampa a margine del Consiglio Europeo – C’è molto lavoro da fare: lunedì prossimo saremo a Londra e la settimana successiva saremo a Bruxelles per negoziare in modo intensivo, per arrivare a fine ottobre all’accordo che desideriamo”, anche se “non” sarà un accordo “ad ogni costo”.  Il “level playing field”, la concorrenza leale, è una questione cruciale nei negoziati con Londra sulla relazione futura con l’Ue, perché la riacquistata “sovranità” britannica, che Bruxelles “rispetta”, non deve diventare un mezzo per fare “dumping”, concorrenza sleale a danno delle imprese europee, ha spiegato Barnier.  “Non siamo alla fine del negoziato – ha detto Barnier, che ha rappresentato la Commissione dopo che Ursula von der Leyen è dovuta tornare in autoisolamento – il level playing field è sempre stato il cuore delle regole del gioco. I Paesi europei sono pronti ad aprire” il mercato unico alle imprese britanniche, ma “desideriamo semplicemente che la sovranità legislativa non possa essere usata come strumento di dumping”. I negoziati sono difficili perché, ha continuato Barnier, “è la prima volta che negoziamo con un Paese terzo in un contesto di divergenza e non di convergenza delle regole. Se il Regno Unito vuole accesso senza tariffa e quote al mercato unico, questa divergenza sarà ragionevole?”. Su questo serviranno “trasparenza è informazione”. Occorrerà inserire nel trattato “principii precisi per avere l’assicurazione dell’enforcement”, con “autorità” indipendenti e “un meccanismo efficace per la risoluzione delle controversie. Abbiamo molto lavoro da fare. Siamo rispettosi della sovranità britannica”, ma Londra deve “rispettare” l’Ue. Barnier è comunque convinto che, lavorando, si possa “costruire un quadro trasparente per una concorrenza libera ed equa”.   

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