Data ultima modifica: 5 Ottobre 2020

Bristol Myers Squibb è tra i migliori datori di lavoro per le donne in Italia nella classifica ‘Italy’s best employers for women 2021′ stilata dall’Istituto tedesco qualità e finanza, leader in Europa nelle ricerche di mercato. Si tratta di un’ampia analisi online che ha incluso un universo di oltre 2.000 delle più importanti aziende che operano in Italia, analizzando oltre 2,5 milioni di citazioni su temi quali donne, pari opportunità e lavoro. “Siamo molto orgogliosi del risultato ottenuto, che valorizza l’impegno dell’azienda a favore del lavoro delle donne”, afferma Emma Charles, General manager Bristol Myers Squibb Italia. “Per sostenere la crescita professionale femminile all’interno dell’azienda, Bristol Myers Squibb promuove strategie per conciliare impegni di lavoro e vita privata, adottiamo un modello di lavoro flessibile come lo smartworking da tempo, ben prima dell’emergenza Covid-19. Sosteniamo le pari opportunità, le nostre policy sono gender neutral – prosegue – e, sia quando selezioniamo nuovi candidati sia quando promuoviamo le nostre persone, non abbiamo differenze retributive basate sul genere. Un esempio concreto delle pari opportunità che offriamo alle nostre persone – conclude – è la composizione del nostro leadership team, in cui il numero dei direttori donne è pari a quello degli uomini”. “Abbiamo lanciato a livello globale numerose iniziative per favorire lo sviluppo delle donne in azienda”, dichiara Elinora Pisanti, direttore Human resources Bristol Myers Squibb Italia. “In particolare il programma B-Now intende promuovere sia la crescita professionale che lo sviluppo di una leadership al femminile, creando così un ambiente di lavoro diversificato ed inclusivo. Siamo anche partner di ‘Valore D’, la prima associazione di imprese che promuove l’equilibrio di genere e la cultura inclusiva per la crescita delle aziende e del Paese, e insieme sosteniamo lo sviluppo delle donne in diversi settori e a diversi livelli grazie a programmi di mentorship. Valorizziamo le competenze femminili e l’inclusione – conclude Pisanti – per questo vogliamo aumentare la nostra capacità di attrarre le donne in azienda, soprattutto giovani laureate in materie scientifiche”. 

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