Data ultima modifica: 23 Maggio 2020

“Io sono veramente sconvolto, questo non è altro che scopiazzare la peggiore politica…”. Con queste parole Giuseppe Ayala, pubblico ministero al maxiprocesso alla mafia di Palermo e grande amico di Giovanni Falcone, commenta con l’Adnkronos le ultime intercettazioni nell’inchiesta all’ex consigliere del Csm Luca Palamara. “Per me non c’è stato nulla di nuovo nel leggere quelle intercettazioni – spiega – anche se non sono mai stato addentro queste logiche. Ma il vero pericolo è che la gente possa perdere la fiducia nella magistratura”.  Per Ayala, che oggi ha partecipato alle cerimonie per ricordare il giudice Giovanni Falcone, “è un pericolo molto concreto, ecco perché è una priorità di cui si dovranno fare carico le istituzioni”. “Devono intervenire, non so come, trovino il modo – auspica – Quando io scoprii che il precedente Csm, con Palamara consigliere, faceva le nomine a ‘pacchetto’, come le hanno chiamate, per cui c’era una Procura che rimaneva vuota per mesi finché non si combinavano i giochi, questo è davvero scopiazzare la peggiore politica”.  “Su questo sono impietoso – dice Ayala – naturalmente non generalizziamo, ci sono molte persone serie, ma lì una responsabilità politica a carico del governo e del Parlamento c’è tutta. Il nodo è il metodo delle elezioni del Csm” anche se secondo il magistrato “il sorteggio mi sembra assurdo, se ne inventino un’altra…”. Ayala commenta poi le parole piene di amarezza di Luciano Traina, fratello di Claudio Traina ucciso nella strage di Capaci, che ieri in un’intervista all’Adnkronos ha detto di essere “stanco delle solite passerelle”, di “promesse lunghe 28 anni” e “di vuote parole a cui non seguono mai fatti”. “Non ho più fiducia in questo Stato, uno Stato che resta sempre in debito verso chi ha dato la propria vita per il Paese”, si è sfogato Traina. “Rispetto l’opinione del fratello dell’agente di scorta Traina, sono opinioni personali e rispettabilissime. Ognuno si regola come sente di fare – dice ala – Io, che sono vicepresidente della Fondazione Falcone e che da tanti anni si occupa soprattutto dei giovani, ci credo molto. Inoltre, sul piano strettamente personale non riesco a non venire e a non fermarmi sulla tomba di Giovanni. Secondo me queste cerimonie servono”.   “Certo, ci sono quelli che dicono la sfilata delle autorità sono solo passerelle, ma rappresentano le istituzioni, è la struttura del paese. Non possiamo dire che le istituzioni non devono venire e che deve partecipare solo la gente comune. Rispetto ovviamente chi ha questa sensibilità. Ma io mi comporto diversamente”.  Sul versante della lotta alla mafia, secondo il magistrato, da parte del Governo Conte “c’è stata una continuità, non ho visto particolari debolezze nel contrasto a Cosa nostra”. E aggiunge: “C’è una parte consistente della magistratura e delle forze di polizia, che sono in prima linea, che questo impegno lo assolvono con grande dignità. E poi vorrei ricordare che noi abbiamo una legislazione ottima proprio grazie a giudici come Giovanni e Paolo”.  

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