Data ultima modifica: 15 Ottobre 2021

(dall’inviata Assunta Cassiano) – Dopo il rinvio a giudizio per corruzione dello scorso luglio, Luca Palamara dovrà affrontare un processo per l’accusa di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio in relazione a uno degli episodi contestati dalla Procura di Perugia nel capitolo delle rivelazioni ai giornalisti del Fatto Quotidiano e della Verità. Il gup Angela Avila, dopo due ore e mezzo di camera di consiglio, ha disposto il processo, fissandolo per il prossimo 19 gennaio, in relazione all’accusa, contestata in concorso con l’ex pm Stefano Rocco Fava, per aver rivelato notizie d’ufficio “che sarebbero dovute rimanere segrete”, e in particolare “che Fava aveva predisposto una misura cautelare nei confronti di Amara per il delitto di autoriciclaggio e che anche in relazione a tale misura il procuratore della Repubblica non aveva apposto il visto”. Per Palamara è stato disposto il non luogo a procedere in relazione all’altro episodio di rivelazione ai giornalisti e il proscioglimento perché il fatto non sussiste in relazione all’accusa di rivelazione per l’esposto presentato da Fava presso il Comitato di Presidenza del Csm. Accusa che era contestata all’ex consigliere del Csm in concorso con l’ex procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio: quest’ultimo, dopo aver optato per il rito abbreviato, lo scorso 23 luglio era stato assolto dal gup Piercarlo Frabotta. A processo andrà anche l’ex pm di Roma Stefano Rocco Fava, all’epoca dei fatti sostituto procuratore nella capitale e ora giudice civile a Latina, oltre che per lo stesso episodio contestato a Palamara, per le accuse di abuso d’ufficio e accesso abusivo a sistema informatico. “Siamo soddisfatti per la decisione presa dal gup di Perugia” dice l’avvocato Benedetto Buratti che, insieme a Roberto Rampioni e Mariano Buratti, difende l’ex consigliere del Csm Luca Palamara. “L’imputazione rimasta, già oggetto di ripensamento da parte della procura, arriva al dibattimento svuotata, priva di contenuto e in contrasto con le deposizioni rese. Insomma un dibattimento che si palesa inutile prima di iniziare”.   “Prendo atto con soddisfazione che sono cadute le principali accuse” ha detto Luca Palamara. “Sulla residua imputazione il dibattimento servirà a fare luce sulla mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati come già per altro chiarito dai giornalisti de Il Fatto e della Verità, i quali hanno escluso di avere appreso da me la notizia dell’esposto di Fava”. “Sono certo che non solo questo ma che tutte le accuse che mi riguardano cadranno e lasceranno il posto alla verità”, ha aggiunto.   

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