Data ultima modifica: 4 Giugno 2020

Sequestro preventivo per la sede di CasaPound in via Napoleone III a Roma. A conclusione di una indagine condotta dalla Digos della Questura di Roma, la Procura della Repubblica capitolina ha chiesto e ottenuto dal Gip un sequestro preventivo, con riferimento al reato di occupazione abusiva, dell’immobile sede del movimento Casapound, in via Napoleone III, in zona Esquilino.  Associazione a delinquere finalizzata all’istigazione all’odio razziale e occupazione abusiva di immobile: sono questi i reati contestati dalla Procura di Roma nei confronti dei vertici del movimento tra cui Gianluca Iannone, Andrea Antonini e Simone Di Stefano. E’ in questo ambito che il gip, accogliendo le richieste del pm Eugenio Albamonte, ha disposto il sequestro preventivo della sede del movimento considerata dagli inquirenti come “quartier generale” dell’associazione. Sono 16 gli esponenti di Casapound indagati dalla Procura di Roma.  Ora dopo la decisione del gip che ha disposto il sequestro della sede del movimento, nel palazzo occupato in via Napoleone III, si attende che il provvedimento venga notificato agli indagati, all’inizio della prossima settimana. Da quel momento in poi, la struttura entra nella disponibilità del Tribunale mentre a decidere sui tempi per lo sgombero sarà il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che dovrà coordinarsi con la Procura capitolina.  Sull’occupazione dell’edificio la Corte dei Conti ha calcolato un danno erariale di oltre 4,5 milioni di euro e la Procura della magistratura contabile chiede un risarcimento a 8 funzionari e dirigenti del Demanio e del Miur (che ha avuto in gestione il palazzo) per omessa disponibilità del bene e mancata riscossione dei canoni.  RAGGI – “La criminalità non si è mai nascosta a Roma da quando sono in carica, ma io non mi sono mai fermata: la procura ha fatto un ottimo lavoro, notificando un ordine di sequestro per l’immobile di via Napoleone III, occupato da oltre 18 anni da Casapound”, ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi a Omnibus, sottolineando che “anche qui si va a ristabilire la legalità, come è stato fatto quando abbiamo buttato giù i villini dei Casamonica, famiglia storica della criminalità romana: la criminalità va contrastata mostrando che lo Stato c’è, è forte e non arretra”.  Sull’eventuale sgombero anche degli immobili occupati dai centri sociali, la Raggi parla di “un elenco che ha la Prefettura, che procede sulla base degli immobili che sono pericolanti o in base al provvedimento di sgombero del tribunale”.  

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