Data ultima modifica: 22 Gennaio 2021

La procura di Milano ha indagato per omicidio colposo 11 medici, il pool che si è occupato delle cure mediche di Imane Fadil, la giovane di origine marocchina ospite delle serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore e successivamente testimone dell’accusa nel caso Ruby, morta alla clinica Humanitas l’1 marzo 2019, dopo 31 giorni di ricovero. La decisione arriva a tre settimane dal provvedimento del gip Alessandra Cecchelli di respingere la richiesta di archiviazione, accogliendo la richiesta dei legali della famiglia della vittima, gli avvocati Mazzali e Quatrano, che in una consulenza a firma di Michelangelo Bruno Casali chiedevano ulteriori approfondimenti. La mossa della procura, i titolari dell’indagine sono l’aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio, è un “atto dovuto” dopo la richiesta del giudice che ha disposto “un termine di sei mesi per il compimento delle indagini” che dovranno chiarire “se fosse possibile un accertamento più tempestivo della diagnosi della malattia e infine se tale tempestività poteva evitare il decesso apprestando le cure del caso”. Le indagini erano arrivate alla conclusione che Imane Fadil non era stata avvelenata ma la sua morte era dovuta a un'”aplasia midollare associata a epatite acuta”.  

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