Data ultima modifica: 21 Luglio 2020

Il padre di Giulio Regeni, Claudio Regeni, parla di “debolezza” del Governo italiano, in particolare nei suoi rapporti con l’Egitto, il Paese dove il figlio è stato ucciso nel 2016. “Crediamo che Giulio stia portando avanti molto bene il discorso dei diritti umani in tante Nazioni e in particolare in Egitto, dove anche con queste ultime vicende si sta rivelando un po’ la debolezza del nostro Governo che non riesce a farsi rispettare, mancando quindi l’obiettivo di dignità nei confronti di tutti i cittadini italiani, non soltanto nei nostri”, sottolinea il padre, durante la presentazione del libro ‘Giulio fa cose’ a un incontro organizzato dall’europarlamentare Pd, Pierfrancesco Majorino. I genitori di Giulio Regeni si sentono “cittadini che rivendicano il diritto a essere ascoltati, e ad ottenere un comportamento coerente nei nostri confronti da parte del Governo”. Nel libro, “raccontiamo ciò che Giulio continua a fare, come creare connessioni tra persone sconosciute, che si ritrovano in sintonia con quello che stiamo portando avanti come lotta”. Oltre che dal Governo, i genitori del ricercatore italiano si aspettano più attenzione da Bruxelles. “Sono state fatte delle risoluzioni da parte dell’Unione europea, ci aspettiamo un ulteriore passo avanti e di poter ogni tanto rinfrescare e rafforzare il messaggio che si può dare, a partire dal Parlamento europeo”.  In questo senso, aggiunge ancora Claudio Regeni, “il discorso che Giulio ci costringe a fare è guardare chiaramente le cose come stanno e schierarci da una parte o dall’altra: chi difende la libertà di portare avanti gli affari economici, di vendere armi, e chi come noi porta avanti il diritto di portare avanti una richiesta di verità e giustizia e di fare presente la situazione dei diritti umani”. 

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