Data ultima modifica: 14 Dicembre 2021

“Il settore della mobilità deve cambiare il modello energetico delle sue attività. Dal 2035 il Governo italiano ha deciso che non ci saranno più mezzi a combustibile fossile. Per questo le imprese devono rispondere ai loro azionisti e consiglio, da amico, di non scommettere sul passato, ma di fare la scelta giusta. L’ultimo problema saranno i soldi, in particolare quelli degli investimenti, perché tutti avranno davanti a loro il Governo più keynesiano di questo Paese. Il nostro ministero gestisce 61 miliardi di euro di bilancio complementare e la legge di bilancio gli assegna altri 36 miliardi, insomma per il trasporto saranno a disposizione 100 miliardi. Il vero problema è quello di calarli a terra in tempi rapidi. Questa mattina ci hanno fatto sapere che c’è un altro miliardo aggiuntivo che va speso entro il 31 dicembre del 2023. La prospettiva è, quindi, quella, di non sperare di tirare a campare ancora un po’ nel passato ma di pensare al futuro”. Così il coordinatore della struttura tecnica di missione per il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità, Giuseppe Catalano, nel corso del suo intervento al XVI Convegno Nazionale di Asstra dal titolo: Next Generation Mobility. “Aspettiamo da parte del settore più proposte e più richieste di soldi. Questo può chiedere sempre sulla base dei progetti. Se questo Paese continua a pensare che conta solo l’interesse di casa propria non va da nessuna parte e perderemo una grande occasione storica. Bisogna giocare al rialzo e non al ribasso. Chi ha voglia di investire sul futuro e sulla trasformazione energetica nel trasporto, avrà grandi opportunità. Chi pensa alle proroghe, alle gare, commette un errore strategico per la sua azienda. Bisogna investire sul futuro, mettendo le aziende in discussione”.
    

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