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Categoria: Adnkronos

Migranti, Lamorgese: “Ipotesi sanzioni penali per ong” 

“Abbiamo il decreto immigrazione che sarà esaminato in uno dei prossimi Consigli dei ministri, si verificheranno anche le sanzioni che secondo me potrebbero anche diventare sanzioni di carattere penale ma è una strada che intraprenderemo con la modifica dei decreti”. Lo ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese in audizione in Commissione Schenghen, parlando del nuovo decreto sicurezza. 

Toti insiste: “Costituente moderati, poi federazione con Fdi e Lega”  

”Sono due anni che dico che è indispensabile rafforzare la gamba moderata della coalizione. Ora, dopo le regionali, è arrivato il momento di aggregare un centrodestra moderato” e di farlo “con chi ci sta”, a cominciare da Forza Italia, coinvolgendo Mara Carfagna e non solo. Solo dopo aver unito tutti i centristi dispersi di qua e di là, si deve passare al ”secondo passo”: ovvero alla creazione di una federazione, o costituente che dir si voglia, con gli ”amici della Lega e di Fdi” con Matteo Salvini leader. Dopo l’exploit personale in Liguria, Giovanni Toti guarda al futuro del centrodestra attraverso la creazione di una federazione che porti il centrodestra dritto a palazzo Chigi.  

Per arrivare al governo, però, spiega all’Adnkronos il governatore, occorre dar vita a un nuovo contenitore politico che metta la parola fine alla diaspora dei centristi. Di fatto l’ex consigliere politico di Silvio Berlusconi vuol ‘coprire’ a sinistra Matteo Salvini e provare a colmare quel vuoto al centro, diventato ormai una ‘terra di mezzo’, abitata per lo più dagli indecisi delusi dalla politica mettendo a disposizione il 20% della sua creatura, ‘Cambiamo’. ”Un patto con Carfagna per andare oltre Fi? Io – replica – penso a un patto con tutti quelli che ci stanno”.  

“Penso – spiega il governatore ligure – a una costituente, per dirla con un termine della politica politicante, dove tutti entrano disarmati come nel saloon del Far West, lasciando fuori speroni e pistole e si rimettono in gioco e in discussione per creare un nuovo contenitore dei moderati, inclusivo, plurale e rigorosamente alleato con il fronte del centrodestra, come direbbero quelli colti…”. Toti spiega il secondo step della sua road map, che vede Salvini nuovo leader e candidato alla premiership del progetto federativo, a patto però che ‘Matteo’ si tolga la maglia della Lega, ovvero quella ”dell’uomo di parte” per vestire la ”divisa comune della coalizione”. Dopo il flop delle regionali Toti consiglia a Fi di ”confluire nella Costituente” nonostante le ”reticenze di Berlusconi e di altri all’interno” del suo ex partito.  

”Se poi vogliamo costituire un centrodestra di governo -ragiona il governatore ligure – una volta aggregati i moderati, questi devono unirsi a loro volta con gli amici della Lega e di Fi in una organica federazione, che oggi, stando ai numeri, non può che vedere Salvini esserne il condottiero”.  

“Ma – avverte Toti – per fare il capo di una simile federazione e preparare una candidatura alla premiership di tutti, Salvini deve costruire una squadra e una linea politica che veda tutti coinvolti. Come gli ho chiesto, togliendosi la maglia di uomo di parte, per indossare la divisa comune della coalizione”.  

”Sono due anni – insiste Toti – che chiedo di rafforzare la gamba moderata del centrodestra. Lo avevo detto dentro Fi ma non vi erano le condizioni ed è finita come ricordano tutti. L’ho fatto lanciando un movimento, ‘Cambiamo’, che vuole essere l’innesco di un processo di aggregazione, perché non ha nessuna pretesa di autosufficienza. L’ho fatto da ultimo, alle regionali, dimostrando che se c’è una proposta credibile, il voto di centrodestra moderato esiste ed è abbondante, come accaduto in Liguria”.  

”Ora – dice – dopo le elezioni, avendo ragionevolmente davanti un periodo sufficientemente lungo e visto che tutti immaginano che questa legislatura continuerà, ritengo sia arrivato il momento di aggregare un centrodestra moderato, anche da parte di chi fino adesso ha giocato sulla difensiva. Mi riferisco ai tanti dirigenti e parlamentari di gruppi centristi, che al momento sono atomizzati e perdono energie mese dopo mese senza far nulla per invertire questa tendenza”.  

Cosa consiglia a Fi dopo il deludente risultato di lunedì scorso? ”Consiglio di confluire nella Costituente che io propongo. Fino ad ora, non solo Berlusconi ma molti all’interno di Fi mi pare avessero delle reticenze ad aderire alla costituente dei moderati. Ma dal momento che la tendenza elettorale non mi sembra si sia invertita, forse oggi hanno un elemento in più di riflessione”.  

 

 

 

Covid, Galli: “Non mi aspetto una grande seconda ondata” 

“La grande seconda ondata non ce l’aspettiamo. Un rapido peggioramento che ci ponga in condizioni simili a Francia, Spagna, Gran Bretagna dubito, ma credo che sia un’eventualità da contenere. E’ necessario capire cosa succede nelle prossime 2 o 3 settimane”. E’ la visione di Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco – università degli Studi di Milano, intervenuto a un convegno sulla povertà sanitaria e farmaceutica minorile in Lombardia prima e dopo l’emergenza Covid-19, promosso nel capoluogo lombardo da Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, in collaborazione con Federfarma Lombardia. 

“Quello che è successo dopo il ritorno dalle vacanze lo abbiamo visto e abbastanza capito. Non una cosa bellissima: abbiamo avuto anche un po’ di pazienti che per età presumiamo siano stati infettati da vacanzieri di ritorno, ma non è andata così male come si poteva prevedere. Ora abbiamo però un punto dato dalla ripresa generale che merita attenzione”, avverte.  

Quanto alla situazione internazionale, “siamo stupiti delle differenze con altri Paesi che ci stanno attorno. Sbilanciandomi – osserva Galli – ritengo che questa possa essere una situazione figlia del grande sacrificio rappresentato dal lockdown, applicato qui in maniera più drastica di quanto fatto altrove. Lockdown che ha consentito non solo una riduzione marcata dell’infezione diffusa nel Paese. Ha bloccato l’ulteriore diffusione nella aree colpite, ma ha tenuto in qualche modo Covid-free o quasi altre aree del Paese meno coinvolte”. 

“Questo evento – ragiona l’infettivologo – può essere stato importante. Se dovessi dare una prima ipotesi, credo sia chiaro”. Come è chiaro, secondo l’esperto, che “questa nostra frizzante estate ha visto molte persone ritenere la partita chiusa con il discorso Covid e ha visto una serie di infezioni legate a momenti di movida diffusa”. Sulle discoteche è arrivato “un segnale pessimo e un segnale di un notevole mancato coordinamento fra le autorità dello Stato. Su questioni di questo genere dal centro dovevano dare meno gradi di libertà e dalla periferia dovevano tenere duro sul no”. 

Adesso cosa succede? “Che pur avendo una condizione infintamente migliore rispetto ai Paesi attorno e rispetto a marzo-aprile, qualche malato in più in ospedale ce lo abbiamo, qualche problema in più nelle terapie intensive negli ospedali hub cominciamo ad averlo, qualche necessità di approntare risorse mettendo le mani avanti anche”.  

Questo, conclude Galli, non vuol dire che ci aspettiamo la seconda ondata. “Soprattutto nelle aree metropolitane, ci stiamo riassestando. Abbiamo dovuto fare un lavoro di ‘decovidizzazione’ di gran parte dei reparti risucchiati in un gorgo” nell’epoca dell’emergenza Covid-19, “e dobbiamo affrontare una realtà di diffidenza da parte dell’utenza. Uno dei grandi problemi figli del coronavirus è stato proprio questo: il rallentamento e il rinvio di molte procedure sanitarie su patologie correnti. Un rinvio che è stato in parte strutturale, ma in parte legato a paura e riluttanza diffusa. Significa che dopo la decovidizzazione degli ospedali, bisogna far tornare le persone a curarsi”. 

 

 

Sgarbi: “Convenzione Faro è una schifezza del politicamente corretto'” 

La Convenzione Faro “è una schifezza del convenzionalismo ‘politicamente corretto'”. E’ la netta opinione di Vittorio Sgarbi, che commenta così con l’Adnkronos il via libero definitivo al ddl di ratifica della Convenzione Faro. “Stare lì a contare se Pasolini ha detto delle cose che sono politicamente corrette o scandalose è una cabina di monitoraggio, un’idea della censura della libertà di pensiero e della creatività, per cui è sbagliato il principio, seppur in nome di valori condivisi”. 

“Prova ne é -aggiunge Sgarbi- che il povero Nardella in ordine al tema del femminicidio fece cambiare il finale della Carmen (il sindaco di Firenze Dario Nardella, che fece modificare il finale dell’opera al Maggio Fiorentino, ndr). Questo è il rischio: la contaminazione per cui si censura che so, Don Rodrigo. Io sono assolutamente contro la convenzione”. 

Per l’esperto d’arte “basta la consapevolezza del patrimonio, bastano i valori condivisi dell’Unesco, che la legge italiana tutela e che ci garantisce”. Una legge sovranazionale “che stabilisce quello che è bene per tutti, è chiaro che ha delle controindicazioni -è l’affondo di Sgarbi- Se io ho una commedia in cui c’è un cameriere nero, cosa faccio, la censuro? Se ho un affresco di Giovanni da Modena in cui c’è Maometto, lo cancello? Il rischio è alto”, conclude.  

di Ilaria Floris 

Covid, in Italia 23 morti e 1.786 nuovi casi 

Sono 23 i morti per Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il Ministero della Salute nel suo bollettino quotidiano. I nuovi casi da ieri nel Paese sono 1.786. Il totale dei decessi in Italia dall’inizio dell’emergenza sale così a 35.781, quello dei casi a 304.323.  

Attualmente i positivi nel Paese sono 46.780 (+666 da ieri): 2.731 ricoverati con sintomi, 246 in terapia intensiva (+2) e 43.803 in isolamento domiciliare. Il numero dei dimessi/guariti sale a 221.762 (+1.097). Da ieri sono stati effettuati 108.019 tamponi.  

Nessuna Regione a zero contagi nelle ultime 24 ore, mentre l’incremento più alto si registra in Veneto con 248 nuovi positivi, seguito dal Lazio con 230 e dalla Lombardia con 229.  

Covid, nel Lazio 230 nuovi casi: 148 sono a Roma 

 

Agroalimentare. d’Este (Ibc): ‘Piccolo è bello, ma essere pronti a nuove sfide’  

“Piccolo è bello se fa qualità e differenziazione. Se fa un’azienda capace di resistere nel futuro, se fa un’azienda capace di rispondere a quelle che sono le sfide: rapporto digitale con i consumatori, adattamento ai nuovi canali, la capacità di fare esportazione e la capacità di fare qualità”. Così Alessandro d’Este, presidente Ibc, presidente e ad Ferrero Commerciale Italia, che ha partecipato alla presentazione del Rapporto ‘L’industria alimentare italiana oltre il Covid-19 – Competitività, impatti socio-economici, prospettive’ redatto da Nomisma per Centromarca e Ibc. 

“Qualità -spiega ancora- non è solo qualità organolettica, diventa sempre di più anche un impegno da parte delle aziende nei confronti dei consumatori, nel rispetto dei loro valori. Valori di sostenibilità ambientale e sociale”.  

Per d’Este “L’Italia è già di per sé espressione di questi valori che sono condivisi sia dalle aziende di produzione agricola che di trasformazione agroalimentare ma bisogna comunicarlo. Quindi abbiamo davanti sfide importanti che necessitano di investimenti e, come tali, di dimensioni”.  

 

 

Agroalimentare: De Castro, ‘Recovery fund occasione da non perdere’ 

“Quella delle risorse europee del Recovery fund è un’occasione che non possiamo perdere, per l’agricoltura e l’agroalimentare ma per tutto il Paese. Mai come in questo momento abbiamo l’occasione di recuperare i gap strutturali che un Paese piccolo e fragile come il nostro ha. Gap di infrastrutture materiali ma anche immateriali, come la banda larga. E poi investire sulla manutenzione del territorio, che per il 75% in Italia è fatto di montagne e colline che franano”. Così Paolo De Castro, europarlamentare ed economista esperto di agroalimentare è intervenuto alla presentazione del rapporto ‘L’industria alimentare italiana oltre il Covid-19 – Competitività, impatti socio-economici, prospettive’ redatto da Nomisma, per Centromarca e Ibc. 

Per De Castro, che è membro anche del Comitato scientifico di Nomisma,” è inoltre necessario puntare su un grande piano per invasi in modo tale da raccogliere l’acqua, sempre più preziosa, e non disperderla”, ha concluso. 

 

 

 

M5S, capigruppo Camere spiazzati da blitz probiviri 

Pare non ne sapessero nulla, i capigruppo M5S di Camera e Senato, dell’avvio dei procedimenti disciplinari contro i ‘ribelli’ del referendum e i cosiddetti ‘morosi’ delle restituzioni. Una quarantina di parlamentari finiti nel mirino dei probiviri, che ora attendono le ‘controdeduzioni’, ovvero le memorie in cui deputati e senatori ‘sotto indagine’ spiegheranno le loro posizioni. Alcuni eletti raccontano all’Adnkronos, in particolare, di Davide Crippa, presidente del gruppo di Montecitorio, spiazzato dalla notizie e furente per le modalità. 

La tensione tra Camera e Senato si taglia col coltello. E gli eletti romani se la prendono con gli europarlamentari di stanza a Bruxelles: “perché contro di loro non viene fatto nulla?”, la domanda che rimbalza nelle chat e nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama. Ma fonti M5S Europa smentiscono favoritismi: “da sei anni e due legislature gli europarlamentari del M5S effettuano le restituzioni così come tutti gli altri eletti”.  

Ma nel sito ‘tirendiconto’, dove vengono pubblicate tutte le restituzioni di deputati, senatori e consiglieri regionali, degli europarlamentari non c’è traccia: “e a noi chi lo assicura che rendano i soldi?”, chiedono diversi eletti romani, decisi a far sentire la loro voce anche col quartier generale di Milano. La guerra con Casaleggio sembra ormai senza ritorno, anche perché è convinzione, a Roma, che ad ‘armare’ i probiviri sia stato proprio lui. 

Covid, in Germania salgono contagi: al vaglio nuove restrizioni 

Torna a salire il numero dei contagi in Germania a causa della pandemia di coronavirus. I nuovi dati dell’Istituto Robert Koch parlano di 2.143 nuovi casi e altri 19 decessi, a fronte dei 1.769 contagi e dei 13 morti segnalati ieri. In totale nel Paese si registrano 278.070 casi e 9.428 vittime dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Sono invece circa 246.900 le persone guarite.  

La Germania potrebbe così prendere in considerazione l’imposizione di nuove restrizioni anti-Coronavirus. 

La cancelliera Angela Merkel incontrerà la prossima settimana i premier delle regioni per coordinare la risposta all’aumento dei contagi. La diffusione del virus ha avuto effetti anche per due ministri, quello degli Esteri Heiko Maas e quello dell’Economia, Peter Altmaier, costretti ad autoisolarsi dopo essere entrati in contatto con persone infettate. 

 

Caso Camici, acquisiti contenuti telefoni indagati 

Il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo acquisizioni di contenuti, mirate, ovvero sulla base di parole ‘chiave’, all’interno di cellulari di indagati e ‘protagonisti’ della vicenda legata alla fornitura alla Regione Lombardia di camici dalla Dama spa, la società del cognato del governatore Attilio Fontana, per oltre mezzo milione di euro.  

L’operazione non riguarda il telefono del presidente della Regione, ma dell’ex dg di Aria, di una dirigente della centrale acquisti regionale e di funzionari, anche non indagati, che hanno avuto a che fare con la vicenda. Il materiale contenuto nei telefoni sarà, poi, selezionato con le garanzie dovute. 

La vicenda è quella che ha al centro il presunto affidamento diretto alla Dama Spa, senza gara, di circa 75mila camici destinati agli operatori sanitari della regione, presentati dalle parti come ‘donazione’ ma che secondo la Procura di Milano sarebbero stati trasformati in un dono solo dopo i dubbi sollevati dalla trasmissione ‘Report’. Nell’inchiesta, oltre al cognato di Fontana Andrea Dini e ad alcuni dirigenti di Aria, è indagato anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, per frode in pubbliche forniture. 

M5s, Zingaretti: “Non è un monolite” 

“Nel Movimento è aperto un dibattito, è confermato quello che sostengo, il Movimento è composito, con una dialettica viva e contiene diversi punti di vista. Questo sta emergendo”. Lo ha detto Nicola Zingaretti a SkyTg24 Star parlando del M5s.  

“Quale sarà l’esito è un dibattito dei dirigenti e dei militanti. Quanto mi sono permesso di dire due anni fa era vero, il M5s non è monolite da regalare a Salvini – ha spiegato il leader del Pd – Mi auguro che l’esito del dibattito porti il Movimento a capire che abbiamo una missione comune: abbiamo salvato l’Italia ora dobbiamo rilanciare l’economia”.  

E dopo aver affermato che dopo l’election day “quello che sta accadendo è la riscoperta di un clima positivo tra le forze alleate al governo. E’ da un anno che lo chiedo, ora vedo in Iv, Renzi, M5s, Leu e Pd una maggiore consapevolezza che bisogna lavorare insieme”, ha sottolineato: “Confesso tutto il mio stupore, una telefonata tra me e Di Maio, un accordo di spartizione. Smentisco totalmente, è priva di fondamento la telefonata per un accordo per spartirsi le città”.  

“Ho un ottimo rapporto con Di Maio, ci sentiamo spesso. Anche con Renzi, Speranza, Crimi. C’è un clima positivo tra di noi -ha spiegato ZIngaretti-. Ma non ci sarà mai un tavolo a Roma dove catapultiamo candidati sulla base di accordi politici fatti a Roma. Le candidature vengono scelte nei comuni. Non faremo mai scelte che passano sulla testa dei territori”. 

Legge elettorale – “Il Pd ha discusso per sei mesi con l’obiettivo di cambiare una pessima legge maggioritaria che non ha dato stabilità. C’è un approdo, un testo con l’ok della Direzione Pd. Si riparte da lì, con una discussione fatta alla luce del sole, un confronto in maggioranza. Non è che ogni mattina ripartiamo da zero, è il rischio danza immobile della politica che la gente odia. Si vada avanti”. 

Stato emergenza – “E’ evidente che siamo dentro a una fase di gestione della crisi da Covid. Stiamo molto meglio di altri Paesi ma dobbiamo guardare ai Paesi che hanno abbassato la guardia troppo presto, sono tornati indietro”, ha detto Zingaretti spiegando: “Siamo stati i primi a essere rigorosi, dobbiamo continuare. Abbassare le regole è una ipoteca sulla possibilità di tornare a produrre e divertirsi”. 

Il decano dei rianimatori: “Basta dividerci fra negazionisti e catastrofisti” 

“Oggi, sfortunatamente, per come si è messa la comunicazione su Covid-19, qualsiasi cosa uno dica viene arruolato o nella squadra dei catastrofisti o in quella dei negazionisti. A me non va di essere né nell’una né nell’altra squadra. Si vuole tutto o bianco o nero. Il grigio non viene contemplato, in Tv non lo vogliono. Ma a volte la realtà è nel grigio. Per cui poi, per come vengono gestite le dichiarazioni dei vari esperti, viene fuori solo tanta confusione”. Non ci sta a rischiare di essere etichettato Luciano Gattinoni, decano dei rianimatori italiani, oggi in forze all’università di Gottinga in Germania. L’esperto cita il caso Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano e prorettore dell’università Vita-Salute. 

“Zangrillo è finito in mezzo a tutto questo – dice all’Adnkronos Salute – E’ stato definito negazionista, è stato ormai ‘arruolato’ dai negazionisti anche se non lo è affatto. Se si va a vedere quello che ha detto realmente e lo si inserisce anche nel contesto e nel momento in cui lo ha detto – puntualizza l’esperto – si può capire che non è né un negazionista né un catastrofista. E’ uno che i malati li ha vissuti sul serio. Ha il suo carattere, esprime opinioni a volte in modo brusco. Ma di sicuro ha una sensibilità superiore rispetto ad alcuni ‘soloni’ che so per certo non hanno mai assistito un paziente Covid”.  

Per Gattinoni il problema è “nella comunicazione polarizzata. Manca solo qualcuno che dica che il virus è di destra o di sinistra, o sovranista o non so che altro. Io direi che piuttosto questo virus è internazionale, allora, visto che non rispetta i confini e le patrie nazionali”.  

L’analisi dello specialista è dura: “Vedo beghe da cortile. Ho letto un’intervista in cui si chiede: lei è per Zangrillo o per Galli? Ma che vuol dire? Qui non è Maradona contro Lodetti. Non si può trattare il dibattito sul virus come una partita di calcio. E’ molto semplice. A chi parla di scienza e punta il dito, io dico che la scienza ha un percorso molto preciso: si parte da una tesi, in base all’osservazione si formula una legge. Poi si fa un esperimento e si va a vedere se un’ipotesi è confermata oppure no. Se si segue questa semplice procedura e la si applica al virus ci guadagniamo tutti”. Gattinoni preferisce restare defilato, assicura. “Se uno deve per forza indossare una maglietta, io mi rifiuto. Non vado in Tv perché non voglio essere arruolato. E non voglio finire in una trasmissione di Crozza”, sorride riferendosi all’imitazione che il comico fa di Zangrillo.  

Cossiga, il ricordo di Mattarella a 10 anni da morte 

“Cossiga fu eletto per la prima volta deputato nel 1958, a trent’anni. Idealità e pragmatismo, fedeltà ai principi e attenzione alla concretezza della vita sociale divennero i parametri del suo lavoro parlamentare e della sua militanza politica. A questa scuola si formava la classe dirigente di governo: nel confronto talvolta aspro sui principi ma sempre orientato a composizioni –sul piano delle norme come su quello dei riflessi sociali- capaci di evitare conflitti laceranti e di sospingere il Paese sulla strada della stabilità e di un maggior benessere”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando, in una cerimonia all’Università di Sassari, Francesco Cossiga, nel decimo anniversario della morte. 

“Il legame tra Cossiga, Sassari e la Sardegna è sempre stato forte e profondo, andando ben oltre la pur rilevante dimensione familiare e affettiva. Del rilievo di queste origini il presidente Cossiga ha sempre parlato come di un insieme di valori etici e culturali, del retaggio di una comunità capace di tenere insieme ruvidità nel linguaggio e pudore nei sentimenti, contrasto nelle idee e amicizia tra le persone”, ha affermato ancora Mattarella aggiungendo: “Ricordare Francesco Cossiga nell’Università che lo vide studente e poi brillantissimo e apprezzato docente è un omaggio alle sue radici, umane e intellettuali, e allo spessore con cui si è reso protagonista della vita politica e istituzionale del Paese nell’arco di mezzo secolo”.  

“Al principio di laicità dello Stato Cossiga è rimasto sempre fedele. Nel suo dichiararsi ‘cattolico liberale’ c’era un ossequio, un rispetto per la casa comune e per la sovranità delle istituzioni della Repubblica, che non concedeva spazio a tentazioni confessionali o integralismi di sorta. Convincimenti che approfondiva volentieri anche attraverso gli amati classici del diritto e della filosofia anglosassone, ragioni non secondarie della sua capacità di dialogo politico, nel partito in cui militava e con personalità di partiti avversari”, ha affermato ancora il capo dello Stato. “La famiglia, inserita in una ampia e feconda rete di relazioni nella società sassarese, è stata per lui – ha ricordato Mattarella – anche la palestra dove ha potuto coltivare, sin da giovane, la passione politica. Palestra nella quale si è allenato al pluralismo, al confronto, alla laicità delle scelte e dove, ha poi sottolineato lo stesso presidente Cossiga, ‘l’antifascismo era un fatto discriminante non solo dal punto di visto politico ma morale'”. “E’ in questo ambiente che ha sviluppato quella ‘sensibilità per l’unità delle forze democratiche’, che nel tempo si è affermata come tratto qualificante del suo impegno politico”. 

“Volle notare, nel suo discorso di insediamento come Capo dello Stato, di essere il primo Presidente -ha sottolineato ancora Mattarella – a non appartenere ‘alla generazione di coloro che meritatamente si possono definire padri della Patria, cioè a quegli uomini che hanno lottato per la libertà, per l’indipendenza e per la democrazia dell’Italia e che hanno contribuito in questo segno alla nascita della Costituzione repubblicana'”. “Fu nel crogiuolo di idealità e speranze del dopoguerra, alimentate dalla libertà appena riconquistata e dalla responsabilità che si avvertiva nei confronti della rinata democrazia, che Cossiga formò il suo pensiero e cominciò a prendere parte al confronto pubblico. Agli studi di diritto si affiancarono, già in età giovanile, le letture di Jacques Maritain e Antonio Rosmini, di Tommaso Moro e Gabriel-Honoré Marcel”.  

“Sentiva di voler misurare la sua fede cristiana nella costruzione di una società libera, democratica e pluralista e la Fuci fu anche per lui, come per altri prestigiosi dirigenti della Dc, una scuola di umanesimo, in cui il sapere teologico –da Sant’Agostino a San Tommaso– veniva portato al confronto con la modernità incalzante di una società che usciva dalla guerra e desiderava di dare solidità a un percorso di sviluppo civile”. 

“In un saggio del 1951, dedicato al diritto di petizione, il professor Cossiga sottolineava la necessità del contributo della partecipazione attiva dei cittadini alla costante rigenerazione democratica, necessaria per consolidare i principi della Carta: ‘La caratteristica peculiare degli ordinamenti democratici –scriveva infatti Cossiga– prima e più ancora che da una organizzazione formale degli organi costituzionali, è data da una effettiva partecipazione della base popolare alla vita dello Stato’. Una tensione che dal giovane studioso si è poi trasmessa nell’azione all’uomo di Stato e di cui troviamo traccia anche nella dichiarata aspirazione, all’atto del suo insediamento alla Presidenza della Repubblica, di essere espressione della gente comune”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando, in una cerimonia all’Università di Sassari, Francesco Cossiga, nel decimo anniversario della morte. 

Jamil inedito in ‘Rap is back’  

Jamil si racconta in ‘Rap is back’, il nuovo album di inediti del rapper che da domani sarà disponibile nei negozi di musica e in tutti i digital store. Sempre da domani sarà disponibile su YouTube il video del brano ‘Top Boy’, prima traccia dell’album. Per anticipare l’uscita dell’album, che arriva due anni dopo il precedente ‘Most Hated’ il rapper di Verona aveva scelto due tracce: la prima, ‘Vengo dalla strada’, è un racconto autobiografico, tra episodi che coinvolgono la sua famiglia e i suoi amici, mentre la seconda è il brano da cui l’album prende il nome, ‘Rap is back’. I testi sono scritti da Jamil, l’album è registrato da Jaws e arrangiato da lui e Jamil. La grafica della cover dell’album è stata realizzata da Gin, mentre il disegno è di Emiliano Tanzillo, fumettista di Dylan Dog. 

Esce il ‘Libro dei Fatti’ dell’Adnkronos, 30 anni di notizie e curiosità 

Trent’anni sono passati dalla prima uscita in Italia del ‘Libro dei Fatti’, edizione italiana del celebre ‘World Almanac’, pubblicato dalla AdnKronos Libri. La nuova edizione, la numero 30 appunto, esce nell’anno più difficile, che ha paralizzato il mondo intero, colpito da un nemico sconosciuto e invisibile come il coronavirus, ma potente al punto tale da provocare una pandemia. E che, di conseguenza, ha visto rafforzare ancora di più il ruolo e l’importanza di una informazione puntuale, corretta, controllata nelle sue fonti e nei suoi contenuti, in una parola: affidabile. E in questo panorama informativo non possono non figurare l’agenzia di stampa AdnKronos e il suo ‘Libro dei Fatti’.  

“Un milione di notizie che viaggiano con te” è lo slogan che accompagna l’edizione numero 30 del ‘Libro dei Fatti’, quella che porta in copertina il 2020 e che nelle quasi mille pagine del volume soddisfa qualunque curiosità storica o statistica su tutti gli eventi legati all’anno precedente, da quelli che hanno conquistato le prime pagine dei giornali e i titoli d’apertura nei tg e sui siti internet, a quelli definiti ‘minori’ ma non per questo meno significativi, che sollevano dubbi e interrogativi, che lanciano domande e trovano subito le risposte pronte, consultabili nelle varie sezioni che compongono il volume.  

L’Enciclopedia delle notizie resiste alla crisi dell’editoria ed esce ormai da tempo anche in nei formati app, ebook e web. Quest’anno contiene due speciali, uno dedicato alla sostenibilità con cronologia delle principali notizie e glossario a tema e l’altro sull’emergenza Coronavirus con una cronologia aggiornata sino al 14 luglio. Tanti i contributi autorevoli come quello che apre il Libro e porta la firma del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.  

La struttura della pubblicazione è in continuo aggiornamento e si è arricchita negli anni di nuovi argomenti: l’ultima edizione contiene oltre 40 sezioni strutturate in maniera tale da rendere il testo di facile fruizione. Con ‘L’anno al microscopio’ e gli inserti illustrati di ‘L’anno in foto’ si ripercorrono tutti i fatti che hanno caratterizzato la politica italiana, europea e internazionale, l’economia e la finanza, la cronaca e lo sport, lo spettacolo e la cultura, la religione e la medicina come la scienza e la tecnologia; con una cronologia puntuale, giorno per giorno, mese per mese. 

E ancora: le cifre relative alle istituzioni della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea, del Vaticano e dell’Onu; i dati Istat sulla popolazione e sulla produzione; i temi legati ai diritti umani e all’ambiente; i personaggi che hanno ricoperto un ruolo da protagonisti e le personalità illustri che hanno dato nell’anno il loro addio al mondo. Il tutto condito da curiosità e quiz per coinvolgere il lettore e mettere alla prova la sua preparazione su fatti nati come notizie ma che si sono già trasformati in storia.  

Usa, proteste per Breonna Taylor: feriti due agenti 

Due agenti di polizia sono rimasti feriti a colpi d’arma da fuoco nelle proteste a Louisville, in Kentucky, esplose dopo che solo uno dei tre poliziotti coinvolti nella morte dell’afroamericana Breonna Taylor è stato incriminato da un gran giurì. “Due dei nostri agenti sono stati feriti la scorsa notte”, ha detto il capo ad interim della polizia di Louisville, definendo “molto seria e molto pericolosa la situazione”.  

“Anche nel mezzo del profondo dolore e della rabbia che la decisione ha generato, la violenza non è mai e non può mai essere la risposta”. E’ quanto ha scritto in un tweet Joe Biden. “Gli agenti feriti questa notte a Louisville da colpi d’arma da fuoco sono nelle mie preghiere e in quelle di Jill – ha aggiunto Biden – Auguriamo loro pronta guarigione”. 

 

Seul: “Nostro funzionario scomparso ucciso da nordcoreani” 

Un funzionario sudcoreano del ministero per la Pesca di Seul di cui si erano perse le tracce da lunedì scorso è stato ucciso dai nordcoreani. Lo ha reso noto il ministero della Difesa della Corea del Sud, citato dall’agenzia di stampa Yonhap.  

“La Corea del Nord ha intercettato l’uomo nelle sue acque e ha commesso un atto di brutalità, uccidendolo a colpi d’arma da fuoco e bruciando il suo corpo, secondo la nostra approfondita analisi di diverse informazioni di intelligence”, ha accusato il ministero, che “condanna con forza un atto così brutale ed esorta il Nord a dare una spiegazione, punendo i responsabili”. 

L’uomo, un 47enne dipendente del ministero degli Oceani e della Pesca, era sparito all’improvviso dalla barca a bordo della quale si trovava mentre era impegnato in un tour di ispezione a circa dieci chilometri a sud del confine marittimo tra le due Coree. Le autorità sudcoreane avevano lanciato le ricerche usando navi e aerei nel timore che le correnti avessero fatto finire l’uomo nelle acque nordcoreane. 

Secondo la Yonhap, che cita sue fonti, le autorità di Pyongyang avrebbero recuperato il corpo e lo avrebbero cremato come misura per evitare la diffusione del coronavirus. 

 

Contagi in crescita 

Contagi in crescita in tutta Europa. In Italia sono stati 1.640 i nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, rende noto il ministero della Salute, e sono stati registrati altri 20 morti, che portano il totale a 35.758. Elevato il numero dei tamponi eseguiti, 103.696. In terapia intensiva sono ricoverati 244 pazienti, con un incremento di 5 unità. Nessuna regione a zero contagi nelle ultime 24 ore. 

“Nella battaglia per contenere il virus l’utilizzo appropriato dei test è una delle leve essenziali. Ad oggi il ‘gold standard’ riconosciuto è il tampone molecolare classico. Noi abbiamo settimana dopo settimana rafforzato le capacità italiane di testare, siamo arrivati ormai alla potenzialità di oltre 100mila tamponi al giorno, prevediamo di aumentare ancora questo numero nelle prossime settimane”, ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo alla Camera all’interrogazione sui test veloci per la rilevazione del virus Covid-19, con particolare riferimento al relativo utilizzo in ambito scolastico.  

La situazione contagi preoccupa in diversi Paesi europei dove i casi in 24 ore sono stati più di 10mila, come in Francia dove è stata superata quota 13mila. Anche in Spagna i contagi sono più di 11mila. 

“La maggior parte dei focolai si registrano in ambito privato e delle relazioni sociali, i focolai sui posti di lavoro sono molto meno numerosi”, ha spiegato oggi il ministro della Sanità, Salvador Illa, in un’audizione in commissione Sanità. “Mi devono appellare alla coscienziosità dei cittadini”, ha aggiunto. 

E se in Germania ieri i contagi registrati sono in calo, gli ultimi dati dell’Istituto Robert Koch parlano di 1.769 nuovi casi confermati e di altri 13 decessi, nel Regno Unito si registra un nuovo sensibile aumento con 6178 nuovi contagi, rispetto ai 4926 del giorno precedente.  

Trump: “Procuratore Kentucky una star” 

Il procuratore generale del Kentucky, Daniel Cameron, “è una star, sta facendo un lavoro fantastico”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un briefing alla Casa Bianca, rispondendo ad una domanda sul caso di Breonna Taylor, l’afroamericana uccisa dalla polizia, dopo che un gran jury dello Stato ha incriminato solo uno dei tre agenti coinvolti. “La giustizia spesso non è facile”, ha sottolineato Trump, che non è voluto entrare però nel merito del caso. 

Proteste a Louisville, feriti due agenti 

E’ morta Juliette Greco, musa della canzone francese 

La cantante e attrice Juliette Gréco è morta oggi a Ramatuelle, in Provenza, all’età di 93 anni. Lo riferisce la stampa francese spiegando che l’annuncio è stato dato dalla famiglia. Greco fu la musa dell’esistenzialismo e indimenticabile interprete della canzone francese, da Brel a Gainsbourg, Vian, Roda-Gil, Miossec o Biolay. In Italia era diventata popolare anche per il suo ruolo nello sceneggiato della Rai degli anni ’60 ‘Belfagor, il Fantasma del Louvre’.  

Una profonda amicizia la legò a Jean Paul Sartre che scrisse per lei ‘Les rues des Blancs-Manteaux’, ma il vero, grande amore della sua vita fu il trombettista di colore Miles Davis, giunto a Parigi con la sua band composta da Tadd Dameron, Kenny Clarke, James Moody e Pierre Michelot. Un amore irriverente e scandaloso per i tempi. Quando si lasciarono lui cadde in una profonda depressione. Dopo Miles Davis Juliette Greco conobbe l’attore Philippe Lemaire, da cui ebbe una figlia, Laurence-Marie, il suo primo marito, poi ci furono Michel Piccoli e il pianista Gérard Jouannest.  

Ricca anche la sua filmografia (in Italia negli ’60 partecipò ad uno sceneggiato tv di successo, ‘Belfagor’) diretta, tra gli altri, da Cocteau (‘Orfeo’), Jean Renoir (‘Eliana e gli uomini’), Jean Huston (‘Le radici del cielo’), Jacques Brel (‘Le Far-West’).