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Categoria: Adnkronos

Lega a Berlusconi: “Nuova maggioranza? Elezioni via maestra” 

“La via maestra sono le elezioni”. Così fonti della Lega replicano all’intervista a La Repubblica di Silvio Berlusconi in cui il Cav ipotizza l’appoggio di Fi a maggioranze diverse in Parlamento. “Mandare a casa un governo che blocca tutto è vitale per il futuro dell’Italia, certo sul Mes – precisano le stesse fonti – la posizione di Forza Italia è contro l’interesse nazionale italiano”. 

Caso Marò, Guerini: “Soddisfazione per decisione dell’Aja” 

“Un risultato che accogliamo con soddisfazione, che mette fine a una vicenda che andava avanti da anni, particolarmente gravosa anche per i suoi aspetti umani. Per questo rivolgo un affettuoso pensiero ai nostri due marò e alle loro famiglie per i difficili momenti che hanno vissuto”. Lo ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini sul verdetto del Tribunale dell’Aja che ha accolto la tesi che Girone e Latorre fossero funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni e pertanto soggetti alla legge “di bandiera”. 

“La decisione – ha aggiunto Guerini – conferma come sia stato corretto che a esprimersi fosse un arbitrato internazionale, che ha recepito le considerazioni legali che l’Italia ha sempre manifestato. Ora sono certo che la verità dei fatti verrà definitivamente accertata”. E ha concluso “va dato atto dell’importante lavoro diplomatico svolto con determinazione e dedizione in tutti questi anni, sempre in un atteggiamento costruttivo e collaborativo nei confronti del governo e del popolo indiano, a cui ribadiamo il nostro sentimento di amicizia. Ora il procedimento avrà il suo corso, ma in quella che è la sua sede naturale, ovvero la giurisdizione italiana”. 

Marò, Lega esulta: “Viva soddisfazione”  

“Viva soddisfazione per l’esito dell’arbitrato che ha riconosciuto la giurisdizione italiana sul caso dei nostri Marò. L’Italia intera esulta per quanto stabilito finalmente dal Tribunale dell’Aja. Ho avuto il privilegio di parlare con i Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in commissione Difesa della Camera ed ho ben presente quali e quante sofferenze hanno dovuto patire assieme alle loro famiglie. Ci auguriamo che questa decisione possa restituire loro serenità e fiducia”. Così il deputato della Lega Roberto Paolo Ferrari, capogruppo in commissione Difesa alla Camera e capo dipartimento Difesa del partito. 

Forza Italia ‘bacchetta’ la Lega: “Legga bene Berlusconi” 

”Invitiamo le ‘fonti della Lega’ a leggere il testo delle interviste senza fermarsi ai titoli. Se l’avessero fatto, avrebbero scoperto che il presidente Berlusconi non si è mai detto a favore di un governo di unità nazionale, ma, al contrario, ritiene che ‘non esistono le condizioni’ e che qualunque decisione andrebbe comunque ‘verificata con gli alleati'”. Lo precisano fonti di Forza Italia che aggiungono: ”Lo stesso dicasi sull’utilizzo dei fondi Mes che Forza Italia considera irrinunciabile, perché è senza condizioni, consente all’Italia di risparmiare, e che rappresenta l’unico tema sul quale, come recita l’intervista, ‘abbiamo opinioni diverse dai nostri alleati'”. 

Il lavoro tra i leader di Forza Italia, Lega e Fdi, assicurano le stesse fonti, “prosegue in modo proficuo e non si interromperà certo per questo scivolone”. 

Covid, Silvestri: “La scienza non ha la verità in tasca” 

“Il virus si è indebolito? Non lo sappiamo. Tornerà in autunno? Non lo sappiamo. Quanto servono le mascherine per uso ‘universale’? Non lo sappiamo. Quando ci sarà un vaccino efficace per uso di massa? Non lo sappiamo. Quanto sono veramente servite le chiusure? Non lo sappiamo”. Sono alcuni dei quesiti ancora aperti nella pandemia di Covid-19, elencati dal virologo della Emory University di Atlanta, Guido Silvestri, sulla pagina Facebook ‘Pillole di ottimismo’ che ha lanciato con la collaborazione di una squadra di colleghi. “Il mio pubblico è chi vuole studiare e imparare con me – chiarisce lo scienziato italiano, docente negli Usa – Quelli che hanno già la verità in tasca fanno meglio a rivolgersi altrove”. 

“Mi rendo conto – spiega Silvestri in un intervento dal titolo esplicito ‘Il peso dell’incertezza’ – di come molte persone, in questa pandemia, facciano fatica ad accettare le incertezze intellettuali e scientifiche di un quadro conoscitivo in continua evoluzione. Pensano che ci sia la risposta a tutto, e magari si irritano se segnaliamo incongruenze o limitazioni nella conoscenza”. Silvestri riconosce che “vedersi cambiare l’evidenza sotto gli occhi è difficile per tutti, e ancora di più per chi non è uso al metodo e alle sfide della scienza. Per cui in tanti si rifugiano in ‘opinioni’ di tipo dogmatico dalle quali, evidentemente, traggono un qualche conforto psicologico (negazionismo, ‘chiusurismo’, eccetera)”. “Io, nel mio piccolo – promette – cercherò di spiegare ciò che invece sappiamo, giorno dopo giorno, guidato da scienza e coscienza, con pazienza e onestà intellettuale”. 

Anac, vola la spesa per emergenza Covid 

Tre miliardi di euro per l’acquisto di mascherine, guanti, tamponi, ventilatori, disinfettanti e di tutti i dispositivi di protezione individuale. E’ la spesa dello Stato durante l’emergenza Covid-19, al 30 aprile, secondo quanto emerge dalla relazione annuale dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sull’attività svolta nel 2019, report presentato oggi alla Camera dei Deputati. 

“Nel primo quadrimestre la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp) detenuta dall’Anac ha registrato 61.637 procedure connesse all’emergenza sanitaria, per una spesa complessiva di 3,04 miliardi. La gran parte dell’importo, oltre 2 miliardi, è riferibile al periodo più critico dell’emergenza, ovvero quello compreso fra l’1 marzo e il 10 aprile”, si legge nella relazione. La voce di spesa più significativa è quella relativa alla fornitura di dispositivi di protezione individuale, che da sola rappresenta quasi il 70% del totale: mascherine (1,1 miliardi), visiere e altri dispositivi (942 milioni). Poi tamponi (99 milioni), ventilatori e ossigenoterapia (396 milioni), disinfettanti (45 milioni) e altri prodotti (393 milioni). 

 

Londra offre cittadinanza agli abitanti di Hong Kong, ira Cina 

Il governo britannico “ci ha offerto un’importante ciambella di salvataggio aprendo alla cittadinanza per gli abitanti di Hong Kong”. A scriverlo su Twitter è Joshua Wong, uno dei principali leader del movimento per la democrazia a Hong Kong, dopo che Londra ha annunciato la volontà di offrire la cittadinanza ai 315 mila residenti di Hong Kong in possesso di un passaporto del Regno Unito dopo l’entrata in vigore della contestata legge sulla sicurezza nazionale. In un altro tweet Wong ha poi denunciato l’arresto di un manifestante, accusato ieri di aver inneggiato all’indipendenza, per aver gridato “lunga vita a Liverpool”. Decine di altri, ha aggiunto, sono stati arrestati a causa degli adesivi “Hong Kong libera” e “Coscienza” sui loro telefoni cellulari.  

Dopo l’annuncio di Londra, la Cina ha quindi minacciato di rispondere al governo britannico: il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha affermato che il piano della Gran Bretagna rappresenta infatti una violazione degli impegni presi con la Cina. “La parte cinese condanna con fermezza ciò e si riserva il diritto di dare ulteriori risposte”, ha detto Zhao, citato dal ‘Global Times’. 

Inter gioca a tennis, 6-0 al Brescia 

L’Inter gioca a tennis e travolge il Brescia per 6-0 nella sfida valida per la 29esima giornata della Serie A. I nerazzurri dominano dall’inizio alla fine sbloccando il risultato con Young al 5′. Al 20′ Sanchez raddoppia su rigore, mentre D’Ambrosio firma il 3-0 che chiude il match al45′. Nella ripresa, a segno anche Gagliardini (53′), Eriksen (83′) e Candreva (88′). Con 64 punti, l’Inter consolida il terzo posto a -4 dalla Lazio e a -8 dalla Juve capolista. Il Brescia, inchiodato all’ultimo posto con 18 punti, vede sempre più vicina la Serie B. 

Record di contagi negli Usa, oltre 52mila in 24 ore 

Per la prima volta dall’inizio della pandemia, superano quota 50.000 i nuovi casi di coronavirus registrati negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. Secondo i dati del Covid Tracking Project, i nuovi contagi ieri sono stati pari a 52.982. Il bilancio precedente era di 44mila contagiati in 24 ore. La crescita avviene dopo che nei giorni scorsi il virologo Anthony Fauci, massima autorità americana sul contagio, ha avvertito del rischio di raggiungere i 100mila contagi giornalieri se non si invertirà la rotta per il contrasto all’epidemia. 

Ieri il presidente statunitense Donald Trump, ha di nuovo incolpato Pechino. “Mentre guardo la pandemia spargere il suo orribile volto nel mondo intero, compresi i tremendi danni che ha causato negli Stati Uniti, mi arrabbio sempre di più con la Cina”, ha detto. 

Mentre, in un’intervista a Fox ha affermato che l’amministrazione sul coronavirus “ha fatto bene” e ha insistito sul fatto che il paese non ha bisogno di un ordine sull’uso delle mascherine, “perché abbiamo molti posti nel paese in cui le persone sono molto distanziate”. 

Tuttavia, ha detto che gli americani “dovrebbero” indossare una mascherina “se così si sentono tranquilli”. Trump in passato ha alluso che indossare una mascherina è una violazione delle sue libertà personali, arrivando al punto di dire che non avrebbe dato alla stampa “il piacere” di vederlo indossare una. In questo contesto, ha però sottolineato che usa questa misura preventiva contro COVID-19, di “non aver problema” a farlo. Anzi ha aggiunto di possederne una che “gli piace” come si adatta. “Mi è piaciuto come si adattava. Ho pensato che andasse bene. Era una maschera scura, nera e ho pensato che fosse adatta.” 

Caso Regeni, i genitori: “Richiamare ambasciatore unica strada percorribile”  

“Richiamare l’ambasciatore oggi è l’unica strada percorribile. Non solo per ottenere giustizia per Giulio e tutti gli altri Giuli, ma per salvare la dignità del nostro Paese e di chi lo governa”. Lo affermano i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, e il loro avvocato Alessandra Ballerini, dopo il vertice durato circa un’ora, tenutosi in videoconferenza, tra magistrati italiani e quelli egiziani sull’inchiesta per l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto.  

“A leggere il comunicato della procura di Roma è evidente che l’incontro virtuale di oggi con la procura egiziana è stato fallimentare. Gli egiziani non hanno fornito una sola risposta alla rogatoria italiana sebbene siano passati ormai 14 mesi dalle richieste dei nostri magistrati. E addirittura si sono permessi di formulare istanze investigative sull’attività di Giulio in Egitto – sottolineano – Istanze che oggi, dopo quattro anni e mezzo dalla sua uccisione, senza che nessuna indagine sugli assassini e sui loro mandanti sia stata seriamente svolta al Cairo, suona offensiva e provocatoria”. “Nonostante le continue promesse non c’è stata da parte egiziana nessuna reale collaborazione. Solo depistaggi, silenzi, bugie ed estenuanti rinvii. Il tempo della pazienza e della fiducia è ormai scaduto” affermano i genitori di Regeni e l’avvocato Ballerini. 

“Chi sosteneva che la migliore strategia nei confronti degli egiziani per ottenere verità fosse quella della condiscendenza, chi pensava che fare affari, vendere armi e navi di guerra, stringere mani e guardare negli occhi gli interlocutori egiziani fosse funzionale ad ottenere collaborazione giudiziaria, oggi sa di aver fallito” concludono. 

Conte: “Dl Semplificazioni per tornare a correre” 

“La pandemia del Covid-19 ha determinato una recessione senza precedenti. Tra gli strumenti per rilanciare la crescita” c’è anche il dl Semplificazioni “di cui stiamo discutendo in queste ore. E’ la madre di tutte le riforme, indispensabile per modernizzare l’Italia, tornare a far correre il Paese. E in queste ore è in atto un confronto costruttivo per trovare le soluzioni migliori”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’Aula di Montecitorio, rispondendo al question time. 

Nel decreto, al quale lavora il governo, “ci sono misure volte a produrre accelerazioni nell’iter delle opere, e c’è anche, questo tengo a sottolinearlo, un rafforzamento dei presidi di legalità”.  

Nel decreto Semplificazioni, spiega ancora, “sono state studiate e in parte accolte le proposte di Iv. Ci sono interventi nella fase contenziosa, per rendere più veloce il processo amministrativo ed evitare la sospensione delle gare pubbliche. Sono misure che intervengono anche sulla responsabilità dei pubblici dipendenti, perché vogliamo superare la cosiddetta ‘paura della firma’ per i dipendenti pubblici” sul fronte opere pubbliche, spesso motivo di rallentamenti.  

“Pensiamo a semplificare le procedure affidando i contratti in modo più rapido, in questo momento, transitorio – illustra il presidente del Consiglio – Compatibilmente, introdurremo procedure negoziate anche senza bando, compatibilmente alla normativa europea. Deroga associata a misure di trasparenza e controlli antimafia, che sono da un lato semplificati ma dall’altro lato rafforzati. Le misure intervengono anche nella fase dell’esecuzione, al fine di accelerare la cantierizzazione delle opere e la loro realizzazione”.  

INTERVENTO SU IVA – Poi l’Iva. “Non c’è discrasia tra la voce del presidente e la voce del ministro, abbiamo tutti confermato” che intervenire sulle aliquote Iva “è un’ipotesi, non abbiamo ancora deciso sul tempo, la stiamo valutando” precisa il premier.  

Sul fronte del fisco, “l’obiettivo del governo è di far pagare tutti e consentire a tutti di pagare meno. Per quanto riguarda il giro di incontri” a Villa Doria Pamphili, “sono arrivate diverse sollecitazioni proprio in chiave fiscale per rilanciare il Paese. Io non ho mai annunciato” una ‘sforbiciata’ all’Iva, “ma ho detto, rispondendo a un giornalista, che si è parlato anche di questo e confermo che lo stiamo valutando in queste ore e in questi giorni”. 

L’ipotesi sulla quale è concentrato il governo, “è quella del cashless” legato al taglio dell’imposta, ovvero l’incentivazione della moneta elettronica, “su cui si è già lavorato nella legge di bilancio col cosiddetto bonus Befana. L’ipotesi su cui si può lavorare per dare una scossa”, una spinta “incentivante, rilanciando la domanda ma anche modernizzando il Paese, per cui tutti paghino perché tutti paghino meno”. 

Inoltre, “alla luce dell’impegno assunto per la promozione di pagamenti con carta e per la digitalizzazione del Paese è ferma determinazione del governo promuovere e incentivare le iniziative private finalizzate a ridurre l’impatto sugli esercenti delle merchant fees. Una via è l’attivazione di un protocollo con il sistema bancario per contenere i costi del pagamento con carta”.  

ALIQUOTE NUOVE – “Questo governo – sottolinea poi – sta lavorando ad un’ampia riforma della tassazione diretta ed indiretta finalizzata a definire e disegnare un fisco equo, semplice, trasparente per i cittadini”. “E’ una riforma che non si può attuare nel giro di pochi giorni o di poche settimane, ovviamente – aggiunge il premier – l’obiettivo non è aumentare ma ridurre la pressione fiscale sui certi medi, sulle famiglie con figli e accelerare la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale”. 

“Punti chiave della riforma – evidenzia – saranno la semplificazione, la rimodulazione delle aliquote fiscali, allo stesso tempo le scelte fiscali dovranno supportare la politica industriale e il processo di riconversione successivo alla crisi sanitaria e agevolare le produzioni in quei settori dove l’emergenza epidemiologica ha evidenziato una carenza produttiva a fronte di una evidente necessità per gli approvvigionamenti nazionali”.  

TAGLIO CUNEO FISCALE – Ancora, “abbiamo deciso di rendere strutturale” la misura relativa al taglio del cuneo fiscale, dice il presidente del Consiglio.  

PENSIONI DI INVALIDITA’ – Quanto alle pensioni, “il governo sarà pronto a intervenire per adeguare le pensioni di invalidità, oggi ferme a una soglia inaccettabile, a seguito della pubblicazione in Gazzetta ufficiale della sentenza” della Corte costituzionale su questo tema.  

“Il governo sta già lavorando a un testo che sarà affinato dopo la pubblicazione della sentenza che dovremo leggere attentamente”, dice il premier aggiungendo che “a tale misura il governo attribuisce grande rilevanza per rafforzare il welfare e per una maggiore equità e inclusività sociale”.  

SCUOLA – “Come già anticipato, a settembre tutti gli studenti torneranno a scuola finalmente in presenza. La scuola ha dimostrato eccezionali risorse umane nel corso dell’emergenza”, al personale “va un sentito ringraziamento” per le “grandi capacità di resilienza” le parole del premier.  

Conte ricorda che per la scuola è stato predisposto “un ulteriore miliardo, risorse aggiuntive per evitare classi affollate: dovremo arrivare, si stima, a un incremento dell’organico di 50mila unità tra docenti e personale Ata”, che verrà distribuito “sulla base delle esigenze definite dal territorio”. Sulla “configurazione degli spazi” per il rientro a scuola, “il ministro ha già avviato un confronto col commissario per il Covid”, Domenico Arcuri, “per velocizzare” la loro predisposizione. Il presidente del Consiglio rivendica poi le risorse già stanziate per la scuola nel dl rilancio.  

Conte fa un breve accenno anche alle scuole paritarie, ricordando che nel dl rilancio sono stati previsti 150 mln di euro, l’obiettivo, rimarca, “è di tutelare non le scuole confessionalmente orientate bensì gli studenti in quelle scuole”. “Le scuole – assicura dunque il premier – non saranno lasciate sole”, al Miur ci sarà una cabina di coordinamento ad hoc per affiancarle. “La scuola è tornata al centro del dibattito pubblico oltre che del governo – rimarca ancora il presidente del Consiglio – è il perno della nostra comunità e sarà anche al centro degli investimenti del Recovery plan”. 

MES – Poi il Mes. “Non vi è alcuna connessione” tra una eventuale decisione di accedere “alle linee di credito del Mes, relative alle spese sanitarie, e le scelte generali di politica di bilancio relative alla spesa pubblica e alla tassazione” afferma il premier.  

Poi, lasciando l’Aula, a chi gli chiede se tema eventuali risoluzioni sul Mes a luglio, Conte risponde: “Io non temo mai una risoluzione del Parlamento”. 

NEXT GENERATION EU – “In queste ore il governo sta conducendo un’intensa attività diplomatica per garantire una risposta europea adeguata alle dimensioni della crisi innescata dalla pandemia da Covid 19” dice Conte al question time. Il Next generation Eu “è necessario per preservare bene essenziali europei – rileva – come il funzionamento del mercato interno, le catene di valore europee, la base industriale. Ho parlato in questi giorni con il premier Rutte e la cancelliera Merkel con l’obiettivo di preparare al meglio il prossimo Consiglio europeo”.  

“Da parte italiana resta l’obiettivo di un’intesa rapida che mantenga l’ambizione di partenza” del Next generation Eu, composto da 500 miliardi di sovvenzioni e 250 di prestiti. “Dovrà rimanere fermo il principio di un finanziamento straordinario a lungo termine, tramite debito comune europeo e il risultato finale non dovrà discostarsi dalla proposta della Commissione quanto al volume, alla composizione delle risorse, ad ampia prevalenza di sovvenzioni”. 

Inoltre “riteniamo che i criteri di allocazione debbano confermare il sostegno ai Paesi, regioni, settori più colpiti dalla crisi da Covid-19 e quelli che potrebbero, anche per ragioni storiche, avere più difficoltà nel recupero e quindi che venga mantenuta la distinzione tra i criteri di allocazione per gli strumenti di Next generation Eu e quelli dei fondi di coesione ordinari”.  

L’uso delle risorse del Next generation Eu “rappresenta per il Paese un’occasione formidabile per la riconversione del nostro sistema industriale e di sviluppo secondo le direttrici della sostenibilità, delle infrastrutture fisiche ma anche digitali, della semplificazione, della inclusione sociale. A settembre l’Italia presenterà un Recovery plan a cui stiamo lavorando alacremente per un utilizzo efficace senza sprechi di queste risorse. Sono questi gli impegni che mi sento di rinnovare in questa sede, ribadendo che ogni decisione relativa all’utilizzo di queste risorse sarà condivisa doverosamente e ben volentieri con il Parlamento”.  

E spiega che “nella discussione sul Quadro finanziario europeo figureranno anche i cosiddetti rebates di alcuni Stati membri, che fin dal negoziato precedente alla crisi abbiamo definito anacronistici. Ne comprendiamo l’elevata importanza per alcuni Stati membri in termini di politica nazionale, ma vogliamo credere che tale sensibilità venga accompagnata da quegli stessi Stati membri da apertura e flessibilità riguardo al Next generation Eu”.  

EX ILVA – Sull’ex Ilva “la trattativa sta proseguendo e in queste ore si sta lavorando a una nuova compagine societaria e valutando anche un intervento pubblico, la migliore garanzia per i livelli occupazioni e gli obiettivi ambientali” spiega il presidente del Consiglio.  

JINDAL – Quanto alle acciaierie Jindal di Piombino c’è un “percorso costruttivo condiviso” per un “nuovo modello di siderurgia eco sostenibile in Italia”.  

AST TERNI – Riguardo alle acciaierie Ast di Terni, “in attesa delle scelte che la proprietà vorrà compiere in termini di cessione azionaria, le interlocuzioni avvenute in questi giorni con l’amministratore delegato dell’azienda ci portano a ritenere che verrà confermato il piano industriale, il quale prevede investimenti per circa 60 milioni di euro, e che i tempi non saranno brevi”.  

ACCIAIO – “L’obiettivo del governo è un piano strategico per la siderurgia che definisca il fabbisogno di acciaio nel Paese e le condizioni di mercato in cui i produttori devono muoversi con la consapevolezza che sono necessari elementi di protezione commerciale” spiega Conte. 

“Il rilancio del settore passa da una ristrutturazione del comparto con una specializzazione nell’acciaio di qualità per filiere ad alto valore aggiunto, in cui l’Italia è leader, e da una transizione energetica verso cui questo settore deve orientarsi quanto prima per non rimanere ai margini”, aggiunge il presidente del Consiglio.  

IL PUNTO – In queste ore stiamo ultimando il confronto con le forze di maggioranza sul cosiddetto ‘decreto legge semplificazioni’, uno snodo fondamentale per modernizzare e velocizzare il Paese. È l’ora della concretezza, è il momento di correre” scrive poi Conte su Facebook in un post in cui fa il punto sulla giornata. 

“A partire da oggi – esordisce il presidente del Consiglio – scattano alcune novità che miglioreranno la vita dei cittadini e delle famiglie, e che contribuiranno ad accelerare il rilancio di settori strategici dell’economia. Con il taglio del cuneo fiscale, che avevamo già previsto con l’ultima legge di Bilancio, 16 milioni di lavoratori avranno un aumento in busta paga da fine luglio, anche fino a 100 euro in più al mese”.  

“Siamo intervenuti potenziando l’ecobonus e il sismabonus fino al 110% – prosegue -. Un provvedimento che il Parlamento in questi giorni sta ulteriormente migliorando e che permette a migliaia di famiglie di intervenire ‘a costo zero’, grazie al sostegno dello Stato, per rendere la propria abitazione ecosostenibile: un beneficio per l’ambiente, per le tasche dei cittadini, per il rilancio dell’edilizia e per l’occupazione. Abbiamo introdotto, inoltre, un credito di imposta del 30 per cento a favore di esercenti e professionisti sulle commissioni per i pagamenti tramite Pos da parte dei clienti. Al via anche il bonus vacanze per i tanti cittadini e le famiglie che decideranno di visitare le bellezze del nostro Paese nei prossimi mesi”. 

VERTICE DI MAGGIORANZA – Sul dl Semplificazioni si è svolto oggi un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. “Ci siamo aggiornati a domani alle 9.30, poi il pomeriggio ci sarà il pre-Consiglio che sarà lunghissimo. Quindi tra domani e dopodomani ci sarà il Cdm” chiamato a varare il decreto, ha spiegato il capogruppo di Iv al Senato, Davide Faraone, al termine della riunione. “Siamo a un buon punto – ha assicurato – Restano da affrontare le questioni del danno erariale, dell’abuso di ufficio e dei commissari per singole opere”.  

Sul decreto Semplificazioni “vedo che il governo va avanti, noi siamo pronti ad affrontarlo in aula quanto prima, sicuramente tra la fine di luglio e l’inizio di agosto” ha detto il capogruppo del Pd Andrea Marcucci.  

 

Maxi scooter contro camion nel cesenate: morti padre e figlia 

Incidente mortale a Gatteo Mare nel cesenate. Per cause ancora in corso di accertamento, nel tardo pomeriggio un maxi scooter si è scontrato contro un camion sulla rotatoria dei Fienili, nella zona tra via Fenili e via Rigossa. Nell’incidente hanno perso la vita l’uomo alla guida dello scooter, un 44enne, e la figlia 13enne che era a bordo con lui. Sul posto, per i rilievi, la polizia locale dell’Unione Rubicone Mare, oltre al 118.  

Focolaio Mondragone, 75 contagi in totale 

Sono 75 i casi di coronavirus, legati al focolaio, emerso tra i membri della comunità bulgara residente a Mondragone nel casertano. Il risultato è frutto dei due screening eseguiti dall’Asl di Caserta prima sui circa 750 residenti nei cosiddetti Palazzi Cirio di Mondragone, poi su oltre 3mila contatti nelle zone e nei comuni limitrofi. Dal primo screening erano emersi 43 casi, dal secondo screening sono 32 i contagi scoperti. Dei 75 casi totali, 66 sono residenti a Mondragone (i 43 del primo screening e 23 emersi dal secondo), mentre gli altri sono residenti nel comune di Falciano del Massico (4), Sessa Aurunca (3), Carinola (1) e Recale (1).  

Dal secondo screening è risultato che ben 27 casi positivi sono dipendenti di un’azienda agricola con sede a Falciano del Massico, la cui attività è stata prontamente sospesa dal sindaco Erasmo Fava con un’ordinanza firmata ieri. Anche il sindaco di Mondragone ha emesso un’ordinanza con la quale ha disposto la sospensione dell’attività di un’azienda a seguito della positività riscontrata in un dipendente.  

Ieri un’ordinanza del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha disposto la proroga della zona rossa relativa all’area dei Palazzi Cirio di Mondragone fino al 7 luglio. 

Tra una settimana, al termine della quarantena, saranno ripetuti i tamponi ai residenti per poter eventualmente revocare la zona rossa. In provincia di Caserta sono 79 le persone attualmente positive: 75 i casi legati al focolaio di Mondragone, gli altri 4 nei comuni di Casapulla, Dragoni, Lusciano e Rocca d’Evandro non riconducibili al focolaio. 

Senatore Carbone lascia Forza Italia e passa con Renzi  

“Lascio Forza Italia e aderisco al gruppo parlamentare di Italia Viva. Non posso più sopportare l’immagine di un partito appiattito e subordinato a una destra sovranista che, con piglio giustizialista, mette in discussione lo spirito del garantismo, valore fondante non solo della nostra democrazia ma principio costituente del movimento politico, fondato dal presidente Silvio Berlusconi, a cui mi legherà per sempre un sentimento di profonda stima e totale riconoscenza”. Lo dichiara all’Adnkronos il senatore Vincenzo Carbone, che ha detto addio al partito di Silvio Berlusconi per approdare in Italia Viva.  

“Ho appena consegnato alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati -annuncia Carbone- la lettera di dimissioni da membro del gruppo parlamentare di Forza Italia e la richiesta di adesione al gruppo di Italia Viva”.  

Il senatore spiega le ragioni del suo passaggio con Matteo Renzi: “Da domani inizia un viaggio nuovo e stimolante in una forza politica giovane e dinamica che intende mettere fine all’agonia del Mezzogiorno, colmare il gap infrastrutturale con il resto del Paese, e, soprattutto, creare una classe dirigente in grado di costruire un futuro di certezze per i nostri figli e i nostri nipoti”. 

“Si allarga la nostra squadra! Un caloroso benvenuto al senatore Vincenzo Carbone. Il suo contributo serve, c’è un Paese da far ripartire, andiamo avanti con motivazione e determinazione” twitta Ettore Rosato, presidente di Italia Viva. 

Forza Italia continua a ‘perdere pezzi’ in Parlamento. Prima del senatore Carbone giusto nel maggio scorso fa avevano lasciato il partito del Cav la senatrice Elena Testor (passata con la Lega) e due deputati siciliani, Francesco Scoma (traslocato anche lui con i renziani) e Nino Germanà, ‘accasato’ nel gruppo di Noi con l’Italia di Maurizio Lupi. Quattro addii che cominciano a pesare sulla tenuta del partito azzurro suonando come un campanello d’allarme per i vertici azzurri. 

Coronavirus, D’Amato: “Nel Lazio 9 casi e 2 morti” 

“Oggi registriamo un dato di 9 casi positivi e due decessi. A Roma città si registrano tre nuovi casi”. Lo sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, al termine dell’odierna videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. All’Asl Roma 1 positiva una donna rientrata da Londra, per cui è stato attivato il contact tracing internazionale. All’Asl Roma 2 una donna di nazionalità del Bangladesh è risultata positiva a Covid-19, il caso deriva da un cluster familiare. Nella Asl Roma 6 “si registrano quattro nuovi casi e nello specifico due fanno riferimento al cluster familiare noto tra Anzio e Ardea”. “Proseguono le attività dei test di sieroprevalenza a tutti gli operatori sanitari e le Forze dell’ordine ed è stata superata la soglia del mezzo milione tra i test e i tamponi eseguiti. Per quanto riguarda la valutazione settimanale del ministero ci attendiamo un valore Rt in calo. Si conferma l’ottimo contact tracing: per il 100% dei casi è stata effettuata una regolare indagine epidemiologica. Continua il trend in discesa delle terapie intensive occupate”.  

“Per quanto riguarda le province si registrano due casi nella Asl di Latina e un decesso: si tratta di una donna di 90 anni ricoverata all’ospedale Goretti. Prosegue presso il Sant’Andrea, il San Giovanni e il Policlinico di Tor Vergata l’attività dei test sierologici aperta al pubblico al prezzo fissato dalla tariffa regionale”, conclude l’assessore.  

Il 16 luglio arriva ‘Riccardino’, l’ultimo Montalbano  

Prende il via, per la casa editrice Sellerio, il percorso di avvicinamento al primo anniversario dalla scomparsa di Andrea Camilleri, avvenuta il 17 luglio del 2019. Un percorso che culminerà un giorno prima con la pubblicazione del romanzo ‘Riccardino’, che contiene l’episodio finale della saga di Montalbano, in libreria dal 16 luglio. La casa editrice palermitana presenta ora le copertine delle diverse stesure del romanzo e, sui propri canali, da oggi ripercorrerà “le sue opere attraverso le pagine più belle ed evocative, grazie anche alla collaborazione di alcuni librai”. 

La storia di ‘Riccardino’ prende corpo nel 2005 quando Camilleri ha appena pubblicato ‘La luna di carta’. Sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a Elvira Sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario Montalbano. Si intitola, appunto, ‘Riccardino’. L’accordo prevede che la pubblicazione non abbia una scadenza certa, si sa solo che sarà l’ultimo romanzo della saga Montalbano. 

Anno 2016. Sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di Montalbano. Camilleri sente l’urgenza di riprendere quel romanzo, che è venuta l’ora di ‘sistemarlo’. Nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si è evoluta. Né muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si è affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: ‘La forma dell’acqua’, ‘Il giro di boa’, ‘Il ladro di merendine’, ‘L’altro capo del filo’. Ma ‘Riccardino’ segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo. 

Racconta Andrea Camilleri, in una vecchia intervista, che a un certo punto si era posto il problema della ‘serialità’ dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che ciò avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. Ma poi, aggiunge, “mi sono pure posto un problema scaramantico”. I suoi due amici scrittori di gialli, Izzo e Manuel Vázquez Montálban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. Allora “mi sono fatto venire un’altra idea trovando in un certo senso la soluzione”. Una soluzione che si trova, appunto, nelle pagine di ‘Riccardino’. 

Di questo libro verrà pubblicata anche un’edizione speciale in cui vengono presentate entrambe le versioni del romanzo, quella del 2005 e quella definitiva. Il lettore potrà così seguire i mutamenti della lingua individuale, unica, inventata da Andrea Camilleri e la sua evoluzione nel corso del tempo. Una sperimentazione alla quale lo scrittore teneva moltissimo e che viene resa così evidente dal confronto tra le due versioni. 

Caso Regeni, Egitto fa richieste su attività di Giulio al Cairo 

Il procuratore egiziano Hamada Elsawy “ha formulato alcune richieste investigative finalizzate a meglio delineare l’attività di Giulio Regeni in Egitto”. E’ quanto si legge in una nota della Procura di Roma al termine del vertice durato circa un’ora, tenutosi in videoconferenza, tra magistrati italiani e quelli egiziani sull’inchiesta per l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto. 

“Nel corso del suo intervento – prosegue la nota – il procuratore generale egiziano ha ribadito la ferma volontà del suo Paese e del suo ufficio di arrivare a individuare i responsabili dei fatti e per questo ha affermato che l’incontro ha costituito un passo decisivo nello sviluppo dei rapporti di collaborazione, con l’auspicio di raccoglierne esiti fruttuosi”. 

“Il procuratore generale egiziano ha assicurato che, sulla base del principio di reciprocità, le richieste avanzate dalla procura di Roma sono allo studio per la formulazione delle relative risposte alla luce della legislazione egiziana vigente” si legge nella nota della Procura di Roma. Il riferimento è alla rogatoria inviata dai pm di Roma il 28 aprile dello scorso anno. 

Il procuratore di Roma, Michele Prestipino, ha “insistito sulla necessità di avere riscontro concreto, in tempi brevi, alla rogatoria avanzata nell’aprile del 2019 ed in particolare in ordine all’elezione di domicilio da parte degli indagati, alla presenza e alle dichiarazioni rese da uno degli indagati in Kenya nell’agosto del 2017”. 

Una delle richieste contenute nella rogatoria inviata dai magistrati italiani nell’aprile del 2019 ai colleghi egiziani e su cui oggi il procuratore Prestipino ha chiesto di avere riscontri in tempi brevi è quella di approfondire il “ruolo di altri soggetti della National Security che risultano in stretti rapporti con gli attuali cinque indagati”. 

I GENITORI DI GIULIO: “RICHIAMARE AMBASCIATORE UNICA STRADA PERCORRIBILE” – “Richiamare l’ambasciatore oggi è l’unica strada percorribile. Non solo per ottenere giustizia per Giulio e tutti gli altri Giuli, ma per salvare la dignità del nostro Paese e di chi lo governa” affermano i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, e il loro avvocato Alessandra Ballerini, dopo il vertice tra magistrati italiani e quelli egiziani.  

“A leggere il comunicato della procura di Roma è evidente che l’incontro virtuale di oggi con la procura egiziana è stato fallimentare. Gli egiziani non hanno fornito una sola risposta alla rogatoria italiana sebbene siano passati ormai 14 mesi dalle richieste dei nostri magistrati. E addirittura si sono permessi di formulare istanze investigative sull’attività di Giulio in Egitto – sottolineano – Istanze che oggi, dopo quattro anni e mezzo dalla sua uccisione, senza che nessuna indagine sugli assassini e sui loro mandanti sia stata seriamente svolta al Cairo, suona offensiva e provocatoria”. “Nonostante le continue promesse non c’è stata da parte egiziana nessuna reale collaborazione. Solo depistaggi, silenzi, bugie ed estenuanti rinvii. Il tempo della pazienza e della fiducia è ormai scaduto” affermano i genitori di Regeni e l’avvocato Ballerini. 

“Chi sosteneva che la migliore strategia nei confronti degli egiziani per ottenere verità fosse quella della condiscendenza, chi pensava che fare affari, vendere armi e navi di guerra, stringere mani e guardare negli occhi gli interlocutori egiziani fosse funzionale ad ottenere collaborazione giudiziaria, oggi sa di aver fallito” concludono. 

Berlusconi, ‘la verità del Cav’: “Toghe militanti accanite contro di me” 

“Non si sono visti né carri armati, né militari, né cortei di gente in rivolta nelle strade, ma come chiamare il capovolgimento della volontà espressa liberamente dai cittadini alle elezioni senza passare di nuovo dalle urne? Non c’è che una risposta: si è verificato un colpo di Stato. Questo è quanto è successo per quattro volte negli ultimi venti anni in Italia…”. Il 2013 è un annus horribilis per Silvio Berlusconi: condannato dalla Cassazione per frode fiscale viene dichiarato ‘decaduto’ dal Senato per effetto della legge Severino.  

Un anno dopo il Cav inizia a scrivere un libro, mai andato alle stampe, dal titolo provvisorio ‘La verità’, dove parla dei ”quattro colpi di Stato” vissuti e si sfoga contro certa “magistratura militante”, soprattutto di sinistra, in particolare esponenti di Md, che fa un ”uso politico della giustizia” e prova a ”rovesciare la volontà popolare imprimendo un salto di qualità alla gogna mediatica” nei confronti del premier e leader dell’allora maggioranza di governo, mettendo a rischio la democrazia.  

Berlusconi, Di Pietro: “La condanna è una pietra tombale” 

Il capitolo sulla giustizia contenuto nella bozza del pamphlet, rimasta riservata e ora in possesso dell’Adnkronos, sembra quantomai attuale dopo le polemiche sollevate dalla pubblicazione di una registrazione audio del magistrato Amedeo Franco, relatore in Cassazione nel processo sui diritti Mediaset. L’ex premier si definisce lui ”vittima di una frode”, convinto di essere ”stato condannato” e poi “estromesso dal Parlamento sulla base di una sentenza ‘politica’ costruita scientificamente ed assolutamente infondata”.  

“In questi venti anni la magistratura militante -avverte- si è accanita contro di me, come è evidente a tutti coloro che non siano animati da pregiudizio. Me ne hanno fatte di tutti i colori. Sono stato colpito nei miei affetti, nella mia reputazione, sul versante aziendale, economico, personale. Sono stato intercettato e spiato a casa mia. Sono stato oggetto, sino a oggi, di 57 processi…”.  

“Nel processo sui diritti Mediaset -denuncia il leader forzista nella bozza del libro risalente a fine gennaio del 2014 e fatta visionare ad alcuni parlamentari azzurri – i collegi giudicanti sono stati addirittura presieduti da magistrati che si erano messi in luce partecipando a manifestazioni pubbliche contro di me e contro i miei governi. In primo e in secondo grado sono stati rifiutati 171 testimoni a mio favore, vanificando del tutto il mio diritto alla difesa”.  

Nel primo capitolo (‘Storia dei quattro colpi di Stato’) Berlusconi ricostruisce tutta la vicenda giudiziaria Mediaset e dà la sua versione dei fatti: ”Dopo la condanna di primo grado, si è proceduto con una velocità tale che tra la sentenza di primo grado e il pronunciamento della Cassazione sono passati meno di otto mesi, un record assoluto. Ovviamente sono stati usati anche i vecchi metodi ben collaudati negli anni precedenti”. 

Berlusconi scrive di come la “Cassazione fissò l’udienza il 30 luglio, affidandomi a un collegio feriale scelto ad hoc. Fui sottratto così al mio giudice naturale, cioè alla Terza Sezione penale della Cassazione, competente per i reati tributari, la Sezione che già il 6 marzo 2013, aveva confermato il mio proscioglimento per gli stessi fatti, ma riferiti ad anni diversi, così come aveva deciso anche la Sezione Seconda della stessa Cassazione un anno prima, nel 2012”.  

E ancora: “La Sezione cosiddetta feriale della Cassazione, composta con giudici ad hoc, emise la sua sentenza di condanna il 1° agosto confermando le condanne in primo e secondo grado, decise in base ad accuse risibili e inconsistenti”, si legge nel testo che l’Adnkronos ha visionato.  

“Dopo la sentenza -sottolinea il leader azzurro- alle incontestabili prove a mio discarico che erano state presentate dai miei legali nel processo, si sono aggiunte due ulteriori e insuperabili prove di innocenza: i documenti pervenuti alla Procura di Milano da Hong Kong e dall’Irlanda e la deposizione resa al fisco americano dall’ad del Gruppo Agrama (fornitore di diritti a Mediaset, Rai, ecc.) che, entrambe, escludono una mia partecipazione ‘occulta’ alle società off-shore dello stesso Gruppo Agrama”. 

“In conclusione, io -assicura- sono stato condannato e poi estromesso dal Parlamento sulla base di una sentenza ‘politica’ costruita scientificamente ed assolutamente infondata. Come ho sempre sostenuto, sono stato io la vittima di una frode”. “Del resto -si chiede il Cav- come avrei potuto, se davvero fossi stato socio occulto di Agrama, continuare a tollerare che in una azienda del mio Gruppo lui corrompesse il capo dell’ufficio acquisti e il nostro collaboratore che ci segnalava dall’America i programmi da acquistare?”. 

Berlusconi fa una sorta di excursus storico e descrive nel dettaglio i ”quattro colpi di Stato”: il primo nel ’92-’93, “con l’operazione Mani pulite”, il secondo nel ’94 con l’avviso di garanzia, ”recapitato in prima pagina” dal Corsera mentre sta presiedendo a Napoli il vertice Onu contro la criminalità organizzata, il terzo nel 2011 con ”l’imbroglio degli spread”, l’ultimo, quello del 2013 culminato nella estromissione dal Parlamento.  

“Per questo -si legge in un passaggio della bozza del libro- quando dico che la malattia che sta devastando la democrazia italiana si chiama ‘uso politico della giustizia’, non faccio che rendere un servizio alla verità. La mia forza politica e io siamo estremisti per questo? Forse sì! Perché amiamo all’estremo la libertà e non ci rassegniamo all’idea di vivere in un Paese in cui avvengono simili colpi di Stato”.  

Berlusconi non se ne fa una ragione e si chiede: ”È ancora democratico un Paese dominato da un nucleo di magistrati collocato nel cuore dello Stato, dotato di un enorme potere, non sottoposto ad alcun controllo, del tutto autoreferenziale e non legittimato da una elezione democratica?”. 

“L’unica colpa -assicura- che mi si può attribuire, oggi come nel 1994, è quella di aver saputo vincere le elezioni e di aver resistito negli anni di opposizione”. Da qui la scelta di restare nell’agone politico, allora come oggi: ”Se non fossi sceso in campo io (certo, con il mio conflitto di interesse, evidente e perciò controllabile proprio perché sotto gli occhi di tutti), la democrazia italiana sarebbe stata dominata da un fortissimo sistema di potere politico, giudiziario, finanziario e mediatico”. 

Gli altri due capitoli del libro mai pubblicato del Cav si intitolano, rispettivamente, ‘Un generoso tentativo riformatore’ e ‘E andiamo avanti!’.  

(di Vittorio Amato)