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Categoria: Adnkronos

Variante Omicron “è diventata preoccupante”: vaccini e sintomi, cosa sappiamo

La variante Omicron “è diventata preoccupante”. I dati sulle caratteristiche dell’ultima variante del covid in relazione a sintomi e vaccini – mentre in Italia viene individuato in Alto Adige il nono caso nazionale – non producono ancora giudizi definitivi ma il livello di attenzione sale. Mentre i contagi aumentano, arrivano le parole del presidente dell’Aifa, il professor Giorgio Palù. “Omicron è una variante che è diventata preoccupante, perché ha ben 38 mutazioni e soprattutto ha tutte quelle mutazioni nella proteina S che, nelle varianti precedenti a questa, sono correlate a immunoevasività e maggior contagiosità”, dice a Sky Tg24. 

La variante Omicron si candida quindi ad essere più contagiosa di Delta, attualmente dominante, e minaccia l’efficacia dei vaccini. La variante Omicron inoltre “ha anche altre 23 mutazioni in altri punti del genoma, alcune importanti perché legate a geni che regolano la replicazione del virus”, aggiunge. Riflettori accesi, quindi, in attesa di certezze: “Quello che però dobbiamo guardare con attenzione è che ci vuole un po’ di tempo per fare gli esperimenti giusti. Per esempio, per verificare se è più immunoevasiva, bisogna ricostruire un virus chimerico che abbia sulla sua superficie la molecola S, per questo ci vorranno un paio di settimane”. 

Non passano inosservate le parole del professor Alessandro Vespignani. “Le agenzie internazionali stanno alzando il livello di allarme rispetto a Omicron. Questo non è perché si divertono ad agitare la politica e i mercati. Lo fanno sulle analisi di risultati che preliminarmente cominciano a circolare tra addetti ai lavori”, evidenzia il fisico in una serie di tweet per fare chiarezza sulla variante Omicron. “Questo non è allarmismo, ma valutazione del rischio epidemiologico che emerge dalla discussione di centinaia di scienziati di tutte le discipline, policy maker etc. La scienza non è quello che pensa lo scienziato Y o lo scienziato Z. La scienza è un processo collettivo”, puntualizza Vespignani. 

“Dovrebbe essere chiaro che le agenzie di salute pubblica non lavorano guardando i grafici e le dichiarazioni su Twitter. Appena scattato l’allerta le agenzie hanno mobilitato centinaia di scienziati, work group etc. che hanno cominciato a produrre analisi”, scrive il docente della Northeastern University. “Questi risultati, giustamente e con senso di responsabilità, non vengono tutti diffusi sui media/social a meno che non siano definitivi e solidi. Questo però non toglie che dopo oltre una settimana ci sono analisi e dati preliminari che vengono discussi con attenzione. Purtroppo al momento molte di queste analisi, certamente da confermare, non hanno un segno positivo – chiosa – Unitamente alla dispersione della variante (centinaia di casi/35 paesi- e questa è solo la punta dell’iceberg), le agenzie vanno a rafforzare il livello di allerta”. 

“Assicuro, le agenzie non vedono l’ora di fare marcia indietro se emergeranno buone notizie (tutti ci speriamo e ancora mancano informazioni importanti). Per ora però – ribadisce il fisico – è loro dovere convogliare la richiesta di ‘attenzione’ che emerge dal lavoro della comunità scientifica”. 

Il bilancio europeo della variante è racchiusi nei numeri dell’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: altri 58 casi positivi nei Paesi Ue e dello spazio economico europeo (Islanda, Norvegia e Liechtenstein), per un totale di 167 casi finora, in 17 Stati. In Italia i casi rilevati risultano ancora 9; il Portogallo, che conserva forti legami con Angola e Mozambico, ex colonie, è quello che ne registra di più, 34. Il Lussemburgo riporta il suo primo caso, mentre altri casi “probabili” di Omicron sono sotto esame in diversi Paesi. 

La maggioranza dei positivi alla variante scoperta in Sudafrica ha viaggiato nel Continente, fatta eccezione per i contagi sequenziati in Belgio, Germania, Spagna. Tutti i casi per cui sono disponibili indicazioni sull’intensità dei sintomi sono asintomatici o lievi, conferma l’Ecdc. Finora non è stato registrato alcun morto tra i positivi alla variante Omicron, anche se, avverte l’agenzia con sede a Stoccolma, il numero dei casi è troppo basso per capire se lo spettro dei sintomi provocati dalla variante differisca o meno da quello delle precedenti versioni del Sars-CoV-2. 

“La nuova variante che ha terrorizzato forse ingiustamente il mondo, ha acquisito un ‘pezzetto’ del virus del raffreddore comune. Ecco spiegato perché darebbe quadri clinici più lievi, rispetto alla Delta, molto simili al raffreddore”, è l’annotazione del professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale Policlinico San Martino di Genova, che riporta su Facebook uno studio internazionale ancora in preprint. 

Secondo i risultati ottenuti dai ricercatori, spiega Bassetti, “Omicron grazie a questa aggiunta di materiale genetico del virus del raffreddore è più ‘umana’ e meno animale rispetto al SarsCoV2 iniziale. Per questo sfugge più facilmente al nostro sistema immunitario che non la riconosce come totalmente estranea. Si tratta di una ricerca molto interessante che, se confermata, dimostrerebbe per la prima volta – sottolinea l’infettivologo – che il virus del Covid si sta spontaneamente indebolendo perdendo la sua forza iniziale di causare malattie gravi. A questo punto c’è quasi da sperare che la Omicron soppianti la Delta e le altre precedenti varianti. Sarà anche forse più contagiosa, ma se assomiglia così tanto al raffreddore…”. 

 

Super green pass 6 dicembre: regole bar, ristoranti, palestre e hotel

Super green pass covid in Italia, ci siamo: da domani lunedì 6 dicembre 2021 scattano le nuove regole – per bar e ristoranti, cinema e teatri – che saranno valide fino al 15 gennaio 2022. A partire dalla settimana prossima ci sarà il certificato verde rafforzato, rilasciato solo alle persone vaccinate o guarite, e quello base di chi si sottopone a un tampone molecolare, valido per 72 ore, o antigenico per 48 ore, utile – tra l’altro – per recarsi al lavoro o utilizzare i mezzi pubblici come bus e metro.  

Il Super green pass sarà adottato anche in zona bianca. Per una serie di attività – bar e ristoranti al chiuso, spettacoli, feste e discoteche – servirà il vaccino, mentre per recarsi al lavoro sarà sufficiente il tampone. 

Per andare in palestra e piscina basterà il green pass base, ma se la regione passerà in zona gialla servirà il super green pass. Certificato da tampone anche per “gli spazi adibiti a spogliatoi e docce per lo svolgimento anche di attività sportive all’aperto, con esclusione degli accompagnatori delle persone non autosufficienti in ragione dell’età o di disabilità” 

L’obbligo di Super green pass non riguarda l’ingresso in hotel né la consumazione dei pasti in albergo. Per gli ospiti in hotel è sufficiente avere il green pass base, ottenibile anche semplicemente con tampone molecolare o antigenico. Allo stesso modo, ricorda Federalberghi, chi soggiorna in un hotel può tranquillamente accedere alla sala ristorante, al bar, al centro benessere e alla piscina dell’hotel esibendo il green pass base.  

Dal prossimo 6 dicembre 2021, l’accesso ai servizi di ristorazione svolti all’interno di alberghi o di altre strutture ricettive e riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati, sarà consentito ai possessori della certificazione verde non “rafforzata”. 

Battesimi, matrimoni, comunioni e altri eventi che seguono cerimonie civili e religiose sono esclusi dalle attività per cui è richiesto il super green pass. Per questi continuerà a bastare il green pass base anche dopo il 6 dicembre. Nella circolare si legge infatti: “Per effetto di tale disposizione – il decreto del 26 novembre, ndr -, ai soggetti muniti della predetta certificazione verde “rafforzata”, sarà consentito l’accesso a: spettacoli, eventi sportivi in qualità di spettatori, ristoranti al chiuso, feste (tranne quelle conseguenti a cerimonie civili e religiose), cerimonie pubbliche, sale da ballo, discoteche e locali assimilati. 

Dal 6 dicembre obbligo di certificazione verde base anche per il trasporto pubblico locale, come autobus e metro e per quanto riguarda i mezzi di media e lunga percorrenza (aerei, navi, treni Intercity e Alta Velocità, corriere funivie, cabinovie, impianti sciistici). Sull’intera rete ferroviaria e per i mezzi pubblici resta sufficiente la certificazione verde semplice.  

Escluse dall’obbligo del green-pass rafforzato le mense e i servizi di catering. 

Le nuove regole sul contenimento del contagio pandemico, in vigore da lunedì 6 dicembre, sono molto chiare per i luoghi della cultura e prevedono che nei musei, archivi e biblioteche, in zona bianca e in zona gialla, non è necessario il super green pass. Si continuerà pertanto ad accedere con green pass, nel pieno rispetto delle norme e dell’obbligo di indossare la mascherina. Diverso il caso dei cinema, teatri e sale da concerto, che rimarranno aperti con capienza al 100%, dove l’ingresso sarà possibile solo con il super green pass. 

In caso di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green Pass rafforzato. Chi ha aderito alla campagna vaccinale (anche senza la terza dose) o è guarito dal Covid potrà accedere a tutti quei locali e servizi anche se il luogo in cui abita diventa zona gialla o arancione quindi. Limitazioni sugli spostamenti e chiusure per tutti (non solo per i no vax) in zona rossa. Particolare il caso degli impianti di risalita sulle piste da sci: in zona bianca e gialla richiedono il Green pass semplice, in zona arancione il Super green pass. 

Chi possiede già un Green pass valido per vaccinazione o guarigione non deve scaricare una nuova Certificazione perché sarà l’app Verifica C19 a riconoscerne la validità. Dal 15 dicembre 2021 la durata di validità del Green Pass viene ridotta dagli attuali 12 a 9 mesi.  

Sul fronte dei controlli saranno potenziati in primo luogo i “controlli nel weekend in zone di shopping e movida” e sarà centrale il ruolo delle aziende del trasporto pubblico locale. Lo stabilisce una circolare del capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi ai prefetti. Per il trasporto pubblico le verifiche potranno essere “anche a campione”, perché non dovranno compromettere “le esigenze di fluidità del servizio” per “scongiurare, specie nel trasporto pubblico locale, possibili assembramenti”, oltre a eventuali “ricadute di ordine pubblico”. 

‘Nel settore degli esercizi pubblici e della ristorazione, si legge nella circolare, “di sicuro rilievo è da considerare l’attività di controllo della Polizia municipale”. “Allo scopo di evitare sovrapposizioni con l’attività delle altre forze di polizia, in particolare della Guardia di Finanza, e rendere più efficace ed efficiente l’azione di controllo, si sottolinea l’esigenza che i rispettivi servizi in tale ambito siano oggetto di un’attenta pianificazione”. “Andranno programmati i servizi di controllo collegati alle festività natalizie e di fine anno” conclude la circolare. 

 

 

 

 

 

Sci, Goggia vince anche seconda discesa di Lake Louise

Sofia Goggia concede il bis e trionfa anche nella seconda discesa di Lake Louise. La 29enne bergamasca completa la sua prova in 1’48″42 precedendo la statunitense Breezy Johnson (1’49″26), seconda anche ieri, e la svizzera Corinne Suter (1’49″40). Quarto posto per l’austriaca Cornelia Huetter (1’49″58) che si lasca alle spalle la connazionale Christine Scheyer (1’49″75), l’altra azzurra Nadia Delago (1’49″76) e la tedesca Kira Weidle (1’49″86). Tra le italiane da segnalare anche il decimo posto di Federica Brignone (1’50″12).  

Napoli-Atalanta 2-3, azzurri k.o. e il Milan è primo

Il Napoli viene sconfitto in casa dall’Atalanta, che passa per 3-2 sul campo dello stadio Maradona. Gli azzurri perdono il primato in classifica, rimangono a 36 punti e scivolano al terzo posto alle spalle del Milan – capolista a quota 38 – e dell’Inter, ora seconda con 37 punti. In un campionato apertissimo, l’Atalanta sale a 34 punti e si iscrive alla corsa scudetto. I bergamaschi conquistano una vittoria preziosissima al termine di un match spettacolare. 

La squadra di Gasperini sblocca il risultato al 7′. Zapata sfonda sulla fascia sinistra e offre il pallone a Malinovskyi, che dal limite dell’area spedisce il pallone all’incrocio: 0-1. Il Napoli, con una formazione ampiamente rimaneggiata per infortuni e squalifiche, incassa il colpo e si rialza. La manovra degli azzurri, osservati in tribuna dal tecnico Spalletti squalificato, diventa progressivamente più fluida. L’Atalanta si chiude e cerca di pungere con ripartenze pericolosissime. La gara è vibrante e torna in equilibrio al 40′. Malcuit accelera a destra e crossa, Mertens inventa una sponda splendida per Zielinski. La prima conclusione viene respinta da un difensore, la seconda buca il muro orobico: 1-1.  

In avvio di ripresa, il Napoli colpisce punendo un’ingenuità di Demiral. Il difensore dell’Atalanta sbaglia completamente l’applicazione del fuorigioco, Mertens è libero di galoppare verso la porta di Musso: 2-1 al 47′. I nerazzurri non sbandano, ripartono e ribaltano totalmente la situazione in 5 minuti. Al 66′ Demiral si fa perdonare indossando i panni del bomber. Il centrale, in proiezione offensiva, scatta col tempo giusto sul suggerimento di Toloi. Destro potentissimo in diagonale, 2-2 al 66′. La Dea fiuta la chance e affonda il colpo al 71′. Ilicic inventa, Freuler conclude: sinistro chirurgico, 2-3 e l’Atalanta si accomoda al tavolo scudetto. Il Napoli cade in casa e in 90 minuti scivola dalla vetta al terzo posto. 

Manovra, “fondi per chi cambia sesso”: ritirato l’emendamento

Risorse per “il sostegno al percorso di transizione per il cambio di sesso e per l’operazione di cambio di sesso”. Era quanto prevedeva l’emendamento alla Manovra, presentato dalla senatrice di Forza Italia e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, Urania Papatheu che, dopo le molte polemiche, ha ritirato stasera. “Una decisione – spiega – maturata anche alla luce delle difficoltà del sistema sanitario nazionale legate all’emergenza Covid-19”.  

“Nessuna lite all’interno del partito, ma un sano confronto e dibattito. Ringrazio per il supporto la presidente del gruppo di FI al Senato, Anna Maria Bernini – aggiunge la parlamentare azzurra -. Tengo, inoltre, a precisare che in nessuna sede ho parlato della mia come di un’iniziativa di Forza Italia”. 

Sanremo 2022, Amadeus annuncia i Big: all’Ariston generazione Z e grandi ritorni

Con l’annuncio dei 22 Big di Sanremo 2022, Amadeus prosegue la sua opera di aggiornamento della formula festivaliera, all’insegna di Generazione Z e grandi ritorni. Il cast è composto in gran parte da artisti giovani, beniamini dei millennials e campioni su Spotify, da Blanco in coppia con Mahmood ad Aka7even, da Sangiovanni a Rkomi. 

Un discorso a parte merita il ritorno, per il quarto anno consecutivo all’Ariston, di Achille Lauro, in grado di sfornare hit ma anche di garantire momenti di grande spettacolo e qualche polemica per le sue messe in scena all’insegna della dissacrazione e dell’eccesso. Torna anche Irama, costretto a partecipare solo in video lo scorso anno alla fase finale del festival a causa della quarantena, dopo un caso di positività nel suo staff. Poi c’è il pop raffinato di Michele Bravi, il latin pop della spagnola Ana Mena (già regina delle classifiche italiane in coppia con Rocco Hunt), il cantautorato indie di Giovanni Truppi, il rap di Dargen D’Amico e quello di Highsnob in coppia con Hu. 

Ma il conduttore e direttore artistico fa delle concessioni anche al pubblico meno giovane, zoccolo duro dell’audience di Rai1, con il ritorno in gara di Massimo Ranieri (assente dalla gara dei Big dal 1997), di Iva Zanicchi (10 partecipazioni all’attivo, l’ultima nel 2009, e tre vittorie), di Gianni Morandi (a 50 anni dalla sua prima volta nel 1972 con ‘Vado a lavorare’) e di Donatella Rettore. Artisti pronti comunque a mettersi in gioco, se è vero che Morandi gareggerà probabilmente con un brano di Jovanotti (sperando in un bis del successo radiofonico de ‘L’allegria’ di questa estate) e la Rettore con la giovane artista romana Ditonellapiaga, all’anagrafe Margherita Carducci.  

Non mancano poi gli artisti che hanno fatto la storia del festival in anni più recenti, da Elisa (che venti anni fa, nel 2001, trionfò con ‘Luce’) ad Emma (vincitrice nel 2012), da Noemi a Fabrizio Moro (vincitore in coppia con Ermal Meta nel 2018), a Giusy Ferreri. Infine i gruppi, dal rock alternativo de Le Vibrazioni al pop sofisticato de La Rappresentante di Lista.  

L’aggiornamento di Amadeus passa anche per l’eliminazione della categoria Nuove Proposte dal festival di febbraio: i due cantanti che vinceranno Sanremo Giovani il 15 dicembre, parteciperanno in gara con i Big al Teatro Ariston. E d’altronde sarebbe stato complicato creare una categoria di esordienti con un cast dei Big che, già nei primi 22 nomi annunciati stasera, pullula di artisti poco più che ventenni e idoli della generazione Z.  

Nel tentativo di non sottrarre troppo appeal alla finale di Sanremo Giovani del 15 dicembre, Amadeus stasera ha annunciato 22 artisti ma non i titoli dei brani. A presentarli saranno i diretti interessati nella diretta di Rai1 che decreterà gli altri due componenti del cast, portando il numero complessivo degli artisti in gara a 24. Salvo aggiunte last minute. “Per la serata del 15 dicembre ci sarà con me anche il grande Pippo Baudo”, ha annunciato Amadeus. 

Mourinho: “Inter più forte, attacco Roma nullo”

“L’Inter è più forte di noi in condizioni normali. In condizioni non normali, è molto più forte di noi. Oggi avevamo un potenziale offensivo praticamente nullo, abbiamo avuto 3 occasioni e non abbiamo segnato”. José Mourinho analizza in maniera estremamente sintetica la netta sconfitta per 3-0 che la sua Roma ha incassato in casa contro l’Inter. “Non puoi prendere un gol come il primo e come il terzo. L’arbitro ha fatto bene, non ha influenzato certamente il risultato. Mancava un giallo a Cristante, noi siamo la squadra più indisciplinata della Serie A. Complimenti all’Inter”, dice prima di congedarsi da Dazn senza accettare domande. 

Covid oggi Calabria, mascherina obbligatoria anche all’aperto

Crescono i contagi Covid in Calabria, da lunedì 6 sarà obbligatoria la mascherina anche all’aperto. I casi, spiega il governatore della Regione Roberto Occhiuto, “continuano a salire, e con loro una conseguente pressione sulla rete ospedaliera”. “Ci avviciniamo a grandi passi ai giorni di festa, e le nostre città saranno piene di calabresi, dapprima impegnati negli acquisti pre-natalizi, e subito dopo intenti a festeggiare il Natale e il Capodanno. Si moltiplicheranno, insomma, le occasioni di assembramenti, e il virus purtroppo in uno scenario di questo tipo potrebbe diffondersi con ancora più facilità”. “Per tutti questi motivi – avverte -, entro stasera firmerò un’ordinanza con la quale dispongo, da lunedì 6 dicembre, l’obbligo per tutta la popolazione over-12 di indossare la mascherina, anche all’aperto, su tutto il territorio regionale. Una misura che ritengo necessaria, per tentare di arginare i contagi. Renderemo disponibili le scorte di mascherine, contenute nei magazzini della Regione per i Comuni che ne avessero necessità”.  

“Sempre nelle ultime ore il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone mi ha fatto pervenire una lettera formale con la quale chiede la possibilità di attivare la cosiddetta ’zona arancione’ per il Comune di Isola di Capo Rizzuto”. “Nella giornata odierna firmerò un’ordinanza per accogliere questa richiesta, e dunque il Comune in questione diverrà ‘zona arancione’ dal 6 dicembre e fino al prossimo 16 dicembre. Parallelamente a questa misura, già da stamattina ho inviato nel Comune crotonese gli uomini della struttura commissariale del generale Figliuolo, per accelerare in modo mirato la vaccinazione. Da domani, domenica 5 dicembre, verrà aperto, presso il centro anziani di Isola di Capo Rizzuto, sito in Piazza del Popolo, un centro di vaccinazione temporaneo gestito dal team mobile della Difesa, al quale si potrà accedere dalle ore 10 alle ore 19, senza bisogno di alcuna prenotazione. Correre sulle vaccinazioni è l’unica strada che abbiamo per combattere il Covid e salvaguardare così gli spazi di libertà conquistati con tanta fatica negli ultimi mesi”. 

Gp Arabia Saudita, pole di Hamilton

Lewis Hamilton conquista la pole position nel Gp dell’Arabia Saudita. L’inglese della Mercedes gira in 1’27″511 precedendo il compagno di squadra, il finlandese Valtteri Bottas (1’27″622) e l’olandese della Red Bull Max Verstappen (1’27″653) che nel suo ultimo giro lanciato, quando era in vantaggio sul tempo di Hamilton è finito a muro. Quarto tempo per la Ferrari con il monegasco Charles Leclerc (1’28″055).  

Quinto posto per il messicano della Red Bull Sergio Perez (1’28″123) che si lascia alle spalle il francese dell’Alpha Tauri Pierre Gasly (1’28″125) e l’inglese della McLaren Lando Norris (1’28″180). A completare la top ten il giapponese dell’Alpha Tauri Yuki Tsunoda (1’28″442), il francese dell’Alpine Esteban Ocon (1’28″647) e l’italiano Antonio Giovinazzi (1’28″668) con l’Alfa Romeo.  

No vax Milano, c’è anche ‘vaccinata solidale’: “Io cerniera tra due mondi”

“Non sono assolutamente no vax, sono vaccinata con due dosi e tra poco faccio la terza. Voglio essere una cerniera che unisce due mondi che sono stati divisi artificialmente, vaccinati e non vaccinati”. La signora Clara, fasciata in una bandiera della Pace, è voluta tornare in piazza Del Duomo, a Milano, per esprimere solidarietà ai no vax e no green pass che per il 20esimo sabato di fila si sono dati appuntamento sotto la Madonnina per inscenare una protesta. Al collo Clara tiene appeso un cartello con poche parole eloquenti: ‘Sono una vaccinata solidale’.  

“Dietro la schiena ho un altro cartello: ‘uniti e liberi di scegliere’ – dice ai cronisti – perché io mi sono vaccinata liberamente, consigliata dal medico. Mia figlia invece è stata obbligata a farlo, perché non poteva spendere 200 euro al mese guadagnandone 1.200. Questo non va bene. Quindi io dal 15 ottobre col green pass obbligatorio ho iniziato a dire no, non va bene e a venire qui il sabato”. Guai però a chiamarla pasionaria no vax. “Non faccio parte di nessun gruppo – sottolinea – non sono neanche sui social. Mi hanno identificata il 20 novembre perché sono rimasta bloccata tra due cordoni”. Pioggia o freddo non la spaventano. “Ogni sabato faccio un giro in centro – rimarca – vestita così e mi fermo a parlare con chi ha voglia di farlo, vaccinati e non vaccinati. Il mio messaggio è questo: i due mondi che si abbracciano”.  

Covid oggi Fvg, 829 contagi e 5 morti: bollettino 4 dicembre

Sono 829 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, sabato 4 dicembre in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 5 morti nella Regione per un totale di 4.013 vittime del Covid da inizio pandemia. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 8.169 tamponi molecolari e 17.733 antigenici. 

I totalmente guariti sono 122.095, i clinicamente guariti 227, mentre le persone in isolamento risultano essere 7.535.  

Variante Omicron, “si alza livello di allarme”

“Le agenzie internazionali stanno alzando il livello di allarme rispetto a omicron. Questo non è perché le agenzie si divertono ad agitare la politica e i mercati. Lo fanno sulle analisi di risultati che preliminarmente cominciano a circolare tra addetti ai lavori”. Il professor Alessandro Vespignani, fisico informatico e uno dei massimi esperti di ‘epidemiologia computazionale’, la scienza che studia la dinamica del contagio, in una serie di tweet si esprime così sul quadro dell’epidemia legato alla variante Omicron. 

“Dovrebbe essere chiaro che le agenzie di salute pubblica non lavorano guardando i grafici e le dichiarazioni su Twitter. Appena scattato l’allerta le agenzie hanno mobilitato centinaia di scienziati, work groups etc. che hanno cominciato a produrre analisi”, scrive il docente della Northeastern University. 

“Questi risultati, giustamente e con senso di responsabilità, non vengono tutti diffusi sui media/social a meno che non siano definitivi e solidi. Questo però non toglie che dopo oltre una settimana ci sono analisi e dati preliminari che vengono discussi con attenzione. Purtroppo al momento molte di queste analisi, certamente da confermare, non hanno un segno positivo. Unitamente alla dispersione della variante (centinaia di casi/35 paesi- e questa è solo la punta dell’iceberg), le agenzie vanno a rafforzare il livello di allerta”, spiega ancora. 

“Questo non è allarmismo, ma valutazione del rischio epidemiologico che emerge dalla discussione di centinaia di scienziati di tutte le discipline, policy makers etc. La scienza non è quello che pensa lo scienziato Y o lo scienziato Z. La scienza è un processo collettivo”, puntualizza Vespignani. “Assicuro, le agenzie non vedono l’ora di fare marcia indietro se emergeranno buone notizie (tutti ci speriamo e ancora mancano informazioni importanti). Per ora però è loro dovere convogliare la richiesta di ‘attenzione’ che emerge dal lavoro della comunità scientifica”, conclude.
 

Vaccino bambini 0-5 anni, Palù: “Primi dati entro Pasqua”

Quando arriverà il vaccino contro il covid per i bimbi ancora più piccoli, da 0 a 5 anni? “Le due aziende principali, Pfizer e Moderna, stanno facendo la sperimentazione nei più piccini, credo sarà questione di qualche mese. E’ verosimile avere i primi dati entro Pasqua, forse l’agenzia statunitense Fda potrebbe esprimersi, ma non sono un divinatore”. E’ la previsione Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ospite di “Live In Courmayeur” organizzato da Sky Tg24. 

“Dobbiamo attendere gli studi valutativi – spiega – In Italia l’incidenza nella popolazione da zero a 11 anni è di 300 casi per 100mila abitanti alla settimana, l’incidenza più alta dell’infezione. Ed è alta anche fra zero e 3 anni, poco meno dell’1% dei bambini oggi si ricovera. Prima non era così. La variante Delta è molto più contagiosa e infettiva – ricorda Palù -prima i bambini non si infettavano, non si ammalavano, non morivano. Oggi non è più così, succede anche tra 0 e 3 anni”.  

Dal 16 dicembre in Italia parte la somministrazione del vaccino ai bambini della fascia 5-11 anni. “Negli Stati Uniti contro il covid sono stati vaccinati 4 milioni e 300mila bambini, una platea superiore a quella dei bimbi che potenzialmente dovrebbero essere vaccinati dai 5 agli 11 anni in Italia. La società scientifica statunitense di pediatria non ha segnalato nessun caso di reazione avversa grave in questi bambini”, dice. 

“Tremila bambini”, su cui è stato sperimentato il vaccino per Covid-19 negli studi, “sono più di quanti sono stati testati per il vaccino per la pertosse. E se consideriamo gli studi di fase 3 sono molto di più in proporzione rispetto a tutti gli adulti over 18 testati”, aggiunge Palù, ricordando che la dose pediatrica è un terzo di quella somministrata agli altri. Per il presidente di Aifa, “è poco etico aspettare di vedere quello che succederà negli Stati Uniti, non possiamo pensare che medici e scienziati abbiano autorizzato correndo dei rischi”. 

Sars-Cov-2 “è il primo coronavirus che diventa pandemico nella storia della medicina. E’ un virus che corre velocemente, più velocemente della scienza E’ giusto che siano le esigenze di sanità pubblica, che a loro volta implicano decisioni politiche e non meramente scientifiche, a precedere la scienza. Non possiamo aspettare la scienza, corriamo troppo il rischio che si verifichi qualcosa che non vogliamo e allora è giusto utilizzare il criterio della massima precauzione”, afferma ancora. “Non è etico dire ‘aspettiamo e vediamo cosa succede negli Stati Uniti'”, chiosa Palù.  

Ferrero: “Comincio ad essere stanco ma non ci sono acquirenti per Samp”

“Dopo otto anni di sacrifici, lavoro, passione, perché io, oltreché un presidente, mi considero un grande tifoso della Sampdoria, ma anche di attacchi personali, spesso calunniosi e critiche pesanti, che io ritengo ingiustificate, comincio ad essere stanco. Non della società, di fare il presidente ma della cattiveria nei miei confronti”. Lo dice il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero.  

“Acquirenti all’orizzonte? Magari. Non ce ne sono. Fatemeli conoscere. Presentatemeli. Io ho fatto e continuo a fare il massimo -sottolinea il numero uno del club blucerchiato a ‘La Repubblica’ -. Ma se qualcuno è in grado di dare più luce di me alla Sampdoria, si faccia avanti, sono pronto ad ascoltarlo. E, nel caso, a passare la mano. Naturalmente a condizioni eque. Dando il giusto valore alla società”. 

Milan-Salernitana 2-0, rossoneri primi in classifica

Il Milan batte 2-0 la Salernitana nel primo anticipo della 16esima giornata della Serie A e torna al primo posto, da solo, in attesa della sfida tra Napoli e Atalanta. I rossoneri archiviano la pratica con i campani, fanalino di coda, in meno di 20 minuti. La formazione allenata da Pioli sblocca il risultato al 5′ con Kessie, che gira di sinistro il cross basso di Leao: 1-0. Il raddoppio arriva al 17′ con Saelemaekers. 

Il belga riceve palla nella zona destra dell’area di rigore, si accentra e incrocia di sinistro: 2-0, game over. Il successo consente al Milan di salire a 38 punti, con 2 lunghezze di vantaggio sul Napoli che stasera riceve l’Atalanta nel big match della giornata. 

LA PARTITA – Al 5′ accelerazione di Leao che va sul fondo e mette al centro un rasoterra che trova Kessié pronto a incrociare sul palo lontano per l’1-0. Insiste il Milan, Bakayoko pesca Brahim Diaz sul secondo palo, la conclusione in scivolata termina sull’esterno della rete. Infortunio per Pellegri, al suo posto Krunic. Al 18′ Leao verticalizza per Brahim Diaz che scarica a Saelemaekers, il belga con un tiro a giro da posizione defilata beffa il portiere e poi va ad esultare mostrando al pubblico una maglia di Kjaer la cui stagione è praticamente conclusa a causa di un grave infortunio.  

Poco dopo mani tra i capelli per Leao che da buona posizione spreca. Si fa vedere la Salernitana con un rasoterra di Zortea a lato. Affondo di Florenzi e tacco di Brahim Diaz, Leao non ci arriva per un soffio. Destro incrociato di Krunic, Belec salva in corner. Ancora Zortea dalla distanza, Maignan blocca senza problemi. Nel finale di tempo Leao al centro per Kessié, il tiro sfiora il palo. 

Doppio cambio per Pioli al rientro in campo, entrano Messias e Bennacer per Leao e Bakayoko. Per i campani fuori Di Tacchio, entra Kastanos. Fraseggio Florenzi-Messias con cross dell’ex Roma al centro per Kessié in ritardo d’un soffio. Triplo cambio per la squadra ospite dentro Kechrida, Duric e Bonazzoli per Zortea, Simy e Ribery. Il Milan inserisce Ballo Touré per Theo Hernandez.  

Al 65′ destro di Florenzi deviato, palla fuori a portiere battuto. Ci prova Messias di sinistro, è bravo Belec a salvarsi in tuffo. Imbucata di Bennacer per Brahim Diaz, il portiere in uscita bassa sventa il pericolo. Applausi per Kessié, al suo posto Tonali. Ultimo cambio della Salernitana con Jarozynski per Ranieri. All’80’ leggerezza della difesa campana e palla sul dischetto per Brahim Diaz che calcia a lato.  

Fucilata di Tonali dalla distanza, palla fuori non di molto. Nel recupero occasione per Jarozynski che dal limite dell’area calcia alto. E’ l’ultimo spunto della partita, finisce 2-0 per il Milan alla 12esima vittoria in campionato. 

 

Juve, Allegri: “Vietato steccare contro il Genoa”

“Non possiamo permetterci di steccare, dobbiamo fare una bella partita con serenità, tranquillità e con tecnica”. Massimiliano Allegri suona la carica in vista del match casalingo che la Juventus giocherà contro il Genoa nella 16esima giornata della Serie A. 

“Dobbiamo tornare alla vittoria in casa contro un Genoa che viene da due sconfitte e un pari col Shevchenko, un tecnico molto bravo nonostante la giovane età che ha raggiunto ottimi risultati con l’Ucraina. Anche perché nella mia storia con la Juventus le partite con il Genoa sono sempre state difficili e complicate”, dice il tecnico bianconero. 

Capitolo formazione: “Pellegrini e Kulusevski dovrebbero giocare, a Salerno c’erano tanti giovani in campo e questo conferma il bel lavoro che stiamo facendo con la società. Poi ci sono altri che sono più maturi ma devono recuperare, quindi, visti anche i prossimi impegni ravvicinati, qualcuno riposerà. Locatelli domani gioca, sta ancora bene, al limite deve recuperare energie mentali e non fisiche, ma adesso sta bene”. 

“De Sciglio e McKennie torneranno settimana prossima; Ramsey sta ancora male -prosegue l’allenatore livornese-. Rabiot in Nazionale gioca nei due di centrocampo, e fa meglio quello della mezz’ala. Morata è entrato bene così come Kean, domani valuterò chi fare giocare. Arthur non so se giocherà, domani mattina valuterò le situazioni. Lui sta lavorando bene ed è un grande professionista, perchè quando è stato chiamato in causa ha sempre fatto bene”. 

Infine su Bernardeschi: “Sta bene anche se negli ultimi due allenamenti non ha fatto così bene”. 

 

Quirinale, il voto al tempo del Covid

Sarà sicuramente un inedito la procedura di voto per l’elezione del prossimo Capo dello Stato, viste le precauzioni legate alla pandemia. Solitamente si procede alla chiama di senatori, deputati e delegati regionali, che prima e dopo aver espresso il voto possono rimanere in Aula o in Transatlantico. È prevedibile che stavolta, secondo quanto avviene con i voti di fiducia, la chiama avverrà in maniera contingentata, evitando soste e assembramenti in Aula.  

Non solo. Proprio per evitare un eccessivo affollamento a Montecitorio, almeno inizialmente potrebbe essere previsto un solo scrutinio al giorno, ipotesi comunque tutta da approfondire, soprattutto se dovessero rendersi necessarie più votazioni.  

Da verificare poi, per gli stessi motivi, come sarà disciplinato l’accesso al Transatlantico, recentemente riaperto alla stampa dopo essere stato utilizzato per più di un anno come appendice dell’Aula, dove il rischio è che sia necessaria una capienza limitata, salvaguardando naturalmente al massimo l’accesso e la circolazione dei giornalisti.  

IL VOTO NELLA CABINA ‘CATAFALCO’ – La votazione per il Capo dello Stato avviene con il metodo della chiama, con senatori, deputati e delegati regionali che ricevono la scheda all’ingresso dell’Aula e sotto il banco della presidenza la depositano nell’urna di vimini verde. Dalla seduta iniziata il 13 maggio 1992 e che portò all’elezione di Oscar Luigi Scalfaro, è stata introdotta una novità che poi si attua in tutte le elezioni del Parlamento in seduta comune, come ad esempio quella per i giudici costituzionali e per i componenti del Csm, vale a dire la presenza di cabine dove i Grandi elettori devono entrare per esprimere il loro voto.  

Una procedura inserita per garantire regolarità e segretezza del voto, perché in quella circostanza emerse una discordanza tra il numero dei votanti e quello delle schede. Dopo le vibrate proteste di Marco Pannella, l’allora presidente della Camera, proprio Scalfaro, dopo una riunione congiunta delle Conferenze dei capigruppo di Camera e Senato, dispose, dalle votazioni del 17 maggio, che le schede venissero timbrate e siglate dal segretario generale della Camera; che parlamentari e delegati regionali entrati nel corridoio sotto il banco della Presidenza ricevessero la scheda e la matita; che entrassero nelle apposite cabine e che, una volta votato, deponessero la scheda nell’urna di fronte alla quale vi sarebbe stato un segretario di presidenza. E le cabine per la forma e la collocazione vennero definite ‘un catafalco’.  

 

 

Vaccino Covid, Bassetti: “Evidente che nel 2022 si farà quarta dose”

“E’ evidente che nel 2022 faremo una quarta dose” di vaccino per Covid-19, “bisogna solo capire quando, non credo che si farà nei primi mesi del nuovo anno per chi ha fatto e sta facendo adesso terza dose. Dovremo attendere i risultati degli studi, vedere quanto dura l’immunità del ciclo completo con 3 dosi e poi valutare quando ci sarà bisogno della quarta”. Non ha dubbi Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale policlinico San Martino di Genova, che commenta così all’Adnkronos Salute le affermazioni del presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, che parla di una quarta dose di vaccino Covid-19 come probabilità concreta.  

“Probabilmente si farà una quarta dose – prosegue Bassetti – con un vaccino migliorato e adeguato alle varianti. Omicron, più contagiosa della Delta, non mi sembra che sia un problema rilevante dal punto di vista clinico, non sta dando quadri clinici devastanti, quindi mi preoccupa relativamente”. In ogni caso, per l’infettivologo la concreta probabilità di una quarta dose “non dovrebbe essere un problema: se fare la quarta dose significa avere i numeri di attuali di Covid-19 e continuare a convivere con il virus depotenziandolo, non credo che i cittadini italiani avranno problemi se gli si dirà di vaccinarsi per la quarta volta nel 2022. L’atteggiamento del ‘ah, ma ci avete fatto fare 3 dosi, adesso anche una quarta’ è sbagliato, perché è un atteggiamento di chiusura nei confronti dei progressi della medicina e della scienza. Liberi tutti di pensare quello che vogliono, ma la raccomandazione medica sarà questa”, rimarca.