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Categoria: cronaca

Vaccino covid e la bufala della calamita che si attacca al braccio

“Ovviamente è una bufala. Avevo anche pensato di dimostrarlo scientificamente ma poi mi sono detto ‘no, non posso arrivare a tanto e starmene a casa con la calamita attaccata al braccio'”. Così Salvo Di Grazia, medico e divulgatore scientifico, commenta la nuova fake che impazza sui social secondo cui dopo la vaccinazione anti-Covid, se si pone una calamita nel punto esatto dell’inoculo questa si attacca a testimonianza del fatto che il vaccino, a seconda delle tesi, o contiene metalli o ancor più fantasiosamente, sia responsabile di una ‘inversione parametrica del cromosoma’. 

“Inversione parametrica del cromosoma – chiarisce Di Grazia all’Adnkronos Salute – non vuol dire nulla, è la classica terminologia parascientifica che in realtà non ha alcun significato. Anche perché – aggiunge il medico – questa eventuale inversione parametrica certamente non creerebbe questo effetto. Non è che un cromosoma si inverte e quindi la calamita si attacca. Né tantomeno è per un eventuale contenuto di metalli. Se uno si iniettasse metallo puro – sottolinea Di Grazia – subito dopo non è che la calamita viene attirata dal braccio, assolutamente, ci vorrebbero chili di ferro. E’ un assurdo. Ovviamente io ho visto ragazzi che per scherzare si attaccano la calamita nel naso, sul petto, ovunque. Ma in realtà è la calamita che si ferma sul corpo sudato, non è che si attacca per magnetismo.  

“E’ una bufala talmente banale e scontata – rimarca il medico – che non ho ritenuto di dovergli dedicarci neppure una smentita perché mi sembrava di offendere l’intelligenza delle persone. Però per l’ennesima volta mi rendo conto – sottolinea – che non c’è limite: chiunque può dire qualsiasi cosa e ci sarà sempre qualcuno che ci crede”. Quindi se continua a prendere piede “farò qualcosa di un po’ ironico, satirico per smontarla, magari facendo vedere non la calamita, ma il ferro da stiro che viene attirato dal braccio”.
 

Veneto zona bianca, Zaia: “Sacrifici premiati”

Veneto in zona bianca da lunedì 7 giugno. “Diciamo che noi siamo sulla buona strada. I sacrifici vengono sempre premiati”, scrive sul suo profilo Facebook il governatore Luca Zaia sottolineando: “Adesso bisogna assolutamente insistere: pancia a terra e lavorare affinché questa incidenza sotto i 50 casi positivi su centomila abitanti resti tale o migliori ancora, in modo tale che si possa arrivare a chiudere anche questa partita del coprifuoco dal 7 giugno, in virtù dei nuovi parametri”.  

“Questo dà anche la dimensione del grande lavoro fatto da tutti i veneti, in un contesto difficile, avendo vissuto questa infezione ormai da 15 mesi. – sottolinea – Adesso non bisogna abbassare la guardia, bisogna rispettare le regole, perché, come deciso dalla Cabina di regia nazionale, se il parametro di 50 casi ogni centomila abitanti dovesse tornare sopra la soglia, potremo di nuovo avere problemi”. 

Riaperture Italia, il calendario del governo

Riaperture di palestre, centri commerciali nei weekend ma anche bar e ristoranti al chiuso e allentamento del coprifuoco in Italia. Il governo, in attesa del via libera in Consiglio dei ministri, ha stilato la sua ‘roadmap’ delle prossime aperture contenute nel nuovo dl. Ecco il calendario, per ora non definitivo, per le attività e lo stop al coprifuoco: 

18 maggio: prolungamento coprifuoco fino alle 23 

22 maggio: riapertura anche nei weekend dei centri commerciali, riapertura degli impianti di risalita in montagna 

24 maggio: riapertura delle palestre 

1 giugno: riapertura di bar e ristoranti anche al chiuso (fino alle 18) 

7 giugno: prolungamento del coprifuoco fino alle 24 

15 giugno: tornano le feste di matrimonio: allo studio il numero massimo di invitati dotati di con green pass. Riaprono anche parchi tematici e lunapark. 

21 giugno: stop al coprifuoco 

1 luglio: riaprono sale giochi, bingo, corsi di formazione in presenza, centri sociali e culturali.
 

Un cartone animato per ‘spiegare’ la colonscopia

“Per fare una colonscopia di qualità occorre una preparazione di qualità”: sono queste le parole con cui Ludovico, il bambino protagonista del cartone animato, spiega a suo padre in che modo può prepararsi al meglio all’esame utile per la diagnosi e la prevenzione di molte patologie intestinali, tra cui il tumore del colon-retto quale è la colonscopia. Il cartoon fa parte della campagna di sensibilizzazione promossa da Alfasigma e sviluppata con la consulenza scientifica di due gastroenterologi di Bologna: Lorenzo Fuccio, professore di Gastroenterologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna e Carlo Fabbri, direttore Uoc Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ospedale G.Morgagni-L.Pierantoni, Azienda Usl Romagna Forlì-Cesena. 

“Questo cartoon nasce dal desiderio di riavvicinare le persone all’ospedale inteso come luogo di promozione della salute e del benessere – sottolinea Fuccio -. Per questo si è concretizzata l’idea di un bambino che porta per mano il proprio papà spiegandogli con un sorriso come è facile volersi bene, facendo prevenzione con la colonscopia”.  

Secondo gli ultimi dati de “I Numeri del cancro 2020”, frutto della collaborazione tra Aiom, Airtum, Fondazione Aiom, Passi, Passi d’Argento e Siapec-Iap, con 43.702 casi registrati in un anno, di cui 23.400 tra gli uomini e 20.300 tra le donne, il tumore del colon-retto rappresenta il secondo tumore più frequentemente diagnosticato in Italia. C’è però una buona notizia: negli ultimi 7 anni sono diminuite del 20% le diagnosi per questo tipo di tumori. E questo proprio grazie ai programmi di screening colorettale, alla diagnosi precoce e alle terapie sempre più mirate e personalizzate. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è infatti salita al 65% in entrambi i sessi.  

La colonscopia permette al medico di esplorare le pareti interne del colon e di osservare, tramite una sonda, eventuali lesioni o masse tumorali. Risulta essere un importante strumento di prevenzione perché permette non solo di diagnosticare, ma se necessario anche di asportare all’istante eventuali polipi che, sebbene benigni, sono considerati formazioni pre-cancerose, perché possono evolvere in neoplasia maligna.  

“Aderire alla campagna di screening è un piccolo investimento di intelligenza che, con un test semplice e gratuito, tutela se stessi e le persone a noi care. La colonscopia oggi è una procedura ben tollerata, indolore, che consente di vedere e asportare lesioni, dette polipi, da cui si sviluppa il cancro del colon”, afferma Fabbri. “Ma per individuare i polipi occorre prima fare una sicura ed efficace preparazione intestinale. Sappiamo che la colonscopia crea un disagio, ma sono solo poche ore, mentre il tumore del colon ce la modifica per sempre. La colonscopia di screening è un viaggio che ci porta in un posto sicuro. Una buona preparazione è l’inizio del viaggio. La diagnosi precoce la sua fine”. 

Nel cartone animato, in soli 2 minuti e mezzo, vengono illustrati in modo chiaro, schematico e semplice i passaggi del percorso di avvicinamento all’esame. Una preparazione inadeguata, infatti, potrebbe permettere che lesioni clinicamente rilevanti passino inosservate e, di conseguenza, renderebbe necessario ripetere la colonscopia.  

I tre step del percorso per prepararsi al meglio alla colonscopia sono: dieta, preparazione e farsi accompagnare. Al primo punto, la necessità nei giorni che precedono l’esame, di rispettare una dieta a basso contenuto di fibre affiancata dall’assunzione di soli liquidi chiari, non gassati e analcolici. La preparazione intestinale, invece, si svolge in due tempi. Per prima cosa si sciolgono le bustine di preparazione in acqua, e poi la soluzione va assunta bevendone 2 bicchieri ogni 15-20 minuti con momenti di riposo in caso di nausea. Questo passaggio deve concludersi 2 ore e mezza prima dell’esame e tra la preparazione e l’esame si deve osservare il digiuno completo. Per quanto riguarda il terzo step, è opportuno farsi accompagnare all’esame perché al ritorno non ci si potrà mettere alla guida a causa della sedazione.  

Sul sito www.tispiegolacolon.it sono presenti ulteriori approfondimenti ed è possibile scaricare un promemoria dettagliato su come prepararsi all’esame sia che una persona lo debba svolgere la mattina, sia che abbia l’appuntamento fissato per il pomeriggio. E da domani, 19 maggio, alle 18.30 inizierà un ciclo di 5 dirette, una alla settimana, sulla pagina Facebook della campagna ‘Ti spiego la colon’, che raccontano diversi aspetti attinenti alla colonscopia: dalla sua importanza quale strumento di screening per la prevenzione dei tumori del colon-retto alle risposte in merito alle domande più frequenti su come si svolge l’esame.  

Il calendario si articola su cinque incontri: mercoledì 19.05.21 ore 18:30: Dott. Carlo Fabbri – Lo screening per la prevenzione dei tumori del colon-retto; mercoledì 26.05.21 ore 18:30: Prof. Lorenzo Fuccio – Come prepararsi al meglio alla colonscopia; giovedì 3.06.21 ore 18:30: Dott. Carlo Fabbri – Come si svolge la colonscopia? Le risposte alle domande frequenti; martedì 8.06.21 ore 18:30: Prof. Lorenzo Fuccio – Colonscopia, un esame da affrontare con serenità; martedì 15.06.21 ore 18.30: Dott. Franco Radaelli – La colonscopia e la gestione delle terapie farmacologiche in corso. 

Esce fuori strada su un ponte e finisce nel canale, morto 35enne

Un allevatore di Bottidda (Sassari), di 35 anni, è morto in un incidente stradale. La sua vettura, una Fiat Punto, è finita fuori strada mentre attraversava un ponticello tra Bonorva e Ozieri, nel sassarese, si è ribaltata e poi schiantata nel canale sottostante. 

L’uomo è morto sul colpo. L’incidente è avvenuto probabilmente nelle prime ore della mattina, ma solo a fine mattinata qualcuno ha allertato la centrale operativa dei Vigili del Fuoco di Sassari, che hanno potuto soltanto estrarre il corpo dall’auto. Con i Vigili sul posto hanno operato i soccorritori del 118 e i Carabinieri. 

Covid Piemonte, oggi 207 contagi e 10 morti: bollettino 17 maggio

Sono 207 i nuovi contagi da coronavirus in Piemonte secondo il bollettino di oggi, 17 maggio. Registrati inoltre altri 10 morti. I nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 33 dopo test antigenico), sono pari all’1,9 % di 10.945 tamponi eseguiti, di cui 6.865 antigenici. Dei 207 nuovi casi, gli asintomatici sono 92 (44.4%). I casi sono 28 di screening, 137 contatti di caso, 42 con indagine in corso, 4 in Rsa e Strutture Socio-Assistenziali, 42 in ambito scolastico e 161 tra la popolazione generale.Il totale dei casi positivi diventa quindi 360.045, di cui 29.043 Alessandria, 17.232 Asti, 11.219 Biella, 51.917 Cuneo, 27.645 Novara, 192.875 Torino, 13.395 Vercelli, 12.728 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.477 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.514 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. 

I ricoverati in terapia intensiva sono 140 (+ 2 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 1179 (-71 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 9.009. I tamponi diagnostici finora processati sono 4.701.216 (+ 10.945 rispetto a ieri), di cui 1.578.848 risultati negativi. 

Sono 10 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1 verificatosi oggi. Il totale è ora di 11.514 deceduti risultati positivi al virus,1.554 Alessandria, 700 Asti, 428 Biella, 1.430 Cuneo, 938 Novara, 5.488 Torino, 513 Vercelli, 367 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 96 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte. I pazienti guariti sono complessivamente 338.113 (+ 634 rispetto a ieri), 26.849 Alessandria, 16.183 Asti, 10.263 Biella, 48.787 Cuneo, 26.018 Novara, 181.742 Torino, 12.454 Vercelli, 12.068 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.380 extraregione e 2.369 in fase di definizione.  

Vaccino AstraZeneca: news Italia tra seconda dose, open day e bugiardino

Vaccino AstraZeneca protagonista in Italia, a partire dal Lazio, con il successo degli open day. Il vaccino covid, finito sotto i riflettori per rari casi di trombosi segnalati e in Italia raccomandato agli over 60, negli ultimi giorni è salito alla ribalta per l’iniziativa della regione Lazio. Sabato e domenica migliaia di persone si sono messe in coda per ricevere la prima dose riservata agli over 40. In estate, verrà somministrata la seconda (tra la fine di luglio e l’inizio di agosto) che da sempre viene regolarmente fissata per chi ha ricevuto anche la prima nei mesi scorsi. 

“Visto il successo che c’è stato, le modalità molto semplici di accesso e anche le file, molto ridotte, lo ripeteremo durante tutti i fine settimana. Il prossimo fine settimana sarà ancora per gli over40. Poi, man mano, scenderemo anche sulle altre fasce in maniera coerente con la programmazione regionale e nazionale. Per i maturandi stiamo ragionando di farne uno ad hoc intorno al 2 giugno, la Festa della Repubblica”, ha detto l’assessore al Welfare del Lazio, Alessio D’Amato. Lo scetticismo di molti cittadini, insomma, sembra un ricordo. Un’iniziativa analoga si profila in Sicilia: Da domani, per tre giorni, gli over 40 potranno vaccinarsi con AstraZeneca in tutti gli hub dell’Isola, anche senza prenotazione. L’iniziativa della giunta Musumeci punta all’immunizzazione della maggior parte di persone che, volontariamente, accettano il farmaco anglosvedese.
 

L’Aifa, del resto, attraverso le parole del presidente Giorgio Palù recentemente ha ricordato che “non c’è mai stato un divieto” alla somministrazione di AstraZeneca negli under 60. L’Agenzia europea del farmaco “Ema non ha posto restrizioni per età, mentre Aifa ha solo dato un’indicazione per uso preferenziale agli over 60. Il suggerimento è stato interpretato come regola, ma non è così”. 

E’ sempre utile fare riferimento al foglio illustrativo, aggiornato dopo i casi di trombosi rare avvenuti in Europa. Nel foglio presente sul sito Aifa (qui il Pdf), che come limite d’età minimo per la somministrazione segnala i 18 anni, al paragrafo ‘Disturbi del sangue’ si legge: “Coaguli di sangue molto rari, spesso in siti insoliti (ad es. cervello, intestino, fegato, milza), in associazione a bassi livelli di piastrine nel sangue, in alcuni casi accompagnati da sanguinamento, sono stati osservati dopo la vaccinazione con Vaxzevria (il nuovo nome del farmaco, ndr). Questa condizione includeva casi gravi con coaguli di sangue in siti diversi o insoliti come pure coagulazione o sanguinamento eccessivi in tutto il corpo. La maggior parte di questi casi si è verificata nei primi quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata principalmente in donne sotto i 60 anni di età. In alcuni casi questa condizione ha provocato morte”. 

Nel paragrafo dedicato ai ‘Possibili effetti indesiderati’ si legge ancora: “Come tutti i medicinali, questo vaccino può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Se nota la comparsa di qualsiasi effetto indesiderato non menzionato in questo foglio illustrativo, informi il medico, il farmacista o l’infermiere. Richieda assistenza medica urgente se si manifestano sintomi di grave reazione allergica. Tali reazioni possono includere una combinazione di uno qualsiasi dei seguenti sintomi: 

– sensazione di svenimento o stordimento 

– cambiamenti nel battito cardiaco 

– fiato corto 

– respiro sibilante 

– gonfiore delle labbra, del viso o della gola 

– orticaria o eruzione cutanea 

– nausea o vomito 

– mal di stomaco. 

Con Vaxzevria possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati: 

Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10) 

– dolorabilità, dolore, calore, prurito o lividi nel punto in cui viene praticata l’iniezione 

– sensazione di stanchezza (affaticamento) o sensazione di malessere generale 

– brividi o sensazione di febbre 

– mal di testa 

– sensazione di malessere (nausea) 

– dolore alle articolazioni o dolore muscolare 

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10) 

– gonfiore o arrossamento nel punto in cui viene praticata l’iniezione 

– febbre (>38 °C) 

– malessere (vomito) o diarrea 

– bassi livelli di piastrine nel sangue 

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100) 

– sonnolenza o sensazione di vertigini 

– diminuzione dell’appetito 

– ingrossamento dei linfonodi 

– sudorazione eccessiva, prurito o eruzione cutanea 

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000) 

– coaguli di sangue spesso in siti insoliti (ad es. cervello, intestino, fegato, milza), associati a bassi livelli di piastrine nel sangue”. 

Milano, bimbo torturato e ucciso: chiesto ergastolo per padre

“Quel colpo alla testa è l’ultimo atto di una notte di sevizie”. Il corpo senza vita analizzato dai medici legali parla e racconta “un’escalation di violenze”: non c’è solo il colpo mortale alla testa, ma qualcosa di “incomprensibile all’animo umano”: il piccolo “ha ecchimosi al volto, al tronco e agli arti inferiori, ci sono fratture diverse, ci sono morsicature tutte realizzate quella notte, bruciature da sigarette, ci sono 51 lesioni differenziate, 51 colpi uno separato dall’altro e poi quella frattura alla testa, incompatibile con una caduta, con cui si voleva cagionare la morte”. 

Con queste parole il pm di Milano Giovanna Cavalleri ha chiesto la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per nove mesi per Aliza Hrusic, il 26enne di origini croate in cella per l’omicidio del figlio di poco più di due anni morto la notte del 22 maggio 2019 a Milano.  

Nella lunga requisitoria, il rappresentante della pubblica accusa ricostruisce un clima familiare in cui la moglie è “completamente assoggettata al marito e alla sua famiglia”, non può telefonare perché le ha tolto il cellulare, non può scappare perché è reclusa in casa, ed è inutile urlare perché nessun vicino sembra sentire le sue richieste di aiuto.  

La notte del 21 maggio, però, secondo quanto ricostruito dalla testimonianza della coppia il 26enne sveglia il piccolo, lo porta in salone e quando lei si sveglia “sento un rumore di pugni come se picchia qualcosa, il bimbo era in salotto, era sporco. Lui gli dava dei pugni nella schiena, lo colpiva con dei calci, io dicevo picchia me e non il mio bambino. Non respirava più, gli ho fatto la respirazione ma niente”.  

In carcere per omicidio volontario, torture e maltrattamenti aggravati, davanti ai giudici, ha provato a scrollarsi di dosso le responsabilità per un delitto aggravato dall’avere adoperato “sevizie” e dall’avere agito “con crudeltà verso il bambino, per motivi futili consistiti nel fatto che il piccolo, lasciato senza pannolino, si fosse sporcato”. Ma con quelle parole rese davanti alla corte, per il pm, “lui mente moltissimo, non può negare l’innegabile ma cerca giustificazioni dice l’ho picchiato piano, era lui delicato. Dove può aggiungere particolari lo fa in maniera mendace e cerca di coinvolgere la moglie, parte civile, alla quale non può essere imputato il concorso”.  

Nei confronti di Aliza Hrusic sono tre i capi di imputazione: oltre l’omicidio aggravato, deve risponde di maltrattamenti e torture, anche per aver bruciato (circa 48 ore prima della morte) i piedi del piccolo. Reati commessi con una “gratuita crudeltà, con una violenza che non trova giustificazione”. Se l’omicidio potrebbe costargli l’ergastolo, per gli altri due reati satelliti la pena richiesta è complessivamente di dieci anni. La sentenza è attesa il prossimo 25 maggio.  

 

Maturità, sottosegretario Floridia: “cv studente? Va rimodulato, no ad attività a pagamento”

“E’ opportuno fare chiarezza su un punto: il Cv studente non fa punteggio in alcun modo. Trovo ad ogni modo corretto che si vada verso una rimodulazione di questo strumento, a patto che in esso possano essere inserite esclusivamente le attività messe a disposizione dagli istituti scolastici, e liberamente fruibili da parte degli studenti”. Lo afferma all’Adnkronos la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, intervenendo sul dibattito innescatosi sul cv studente di seguito ad un articolo sul Corriere della Sera di Ernesto Galli della Loggia e al recente intervento del presidente della Corte Costituzionale, Giancarlo Coraggio a margine della conferenza stampa per la presentazione annuale dell’attività della Corte. 

Floridia ha sottolineato: “Non possiamo invece consentire l’ingresso di attività svolte privatamente e dunque a pagamento, perché questo rappresenterebbe una discriminazione verso chi non può permetterselo. Ovviamente poi, per ciò che attiene il proprio curriculum privato, quello da spendere per la ricerca di occupazione, ciascuno sarà libero di inserire ogni attività abbia svolto”. 

(di Roberta Lanzara) 

Covid, Galli: “Immunità di gregge solo con bimbi vaccinati”

Impossibile ottenere l’immunità di gregge senza vaccinare i bambini contro il Covid. Così Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. “E’ molto importante vaccinare anche i più piccoli” contro il coronavirus “perché è ormai chiaro che, soprattutto con le nuove varianti, sono un serbatoio importante di infezione. L’auspicio, un giorno, di avere l’immunità di gregge, crolla immediatamente se non hai la possibilità di vaccinare anche i bambini”, ha spiegato Galli durante un incontro per il ciclo di alta formazione Horizon Academy. 

In merito alla possibilità di somministrare negli Usa il vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech anche ai 12-15enni, l’esperto ha commentato “finalmente. E’ una cosa che assolutamente mancava ed era importante definire e stabilire”, ha sottolineato. 

Galli ha poi evidenziato che “siamo di fronte a un avvenimento epocale: la pandemia da coronavirus, ma anche il fatto che le misure di contenimento e protezione individuale hanno condizionato la circolazione di tutti i virus delle primavere”, hanno prodotto “un anno con pochissima influenza, pochi raffreddori e pochissimi altri virus delle prime vie respiratorie. C’è stato un buco nella storia epidemiologica. Cosa vorrà dire non lo sappiamo, ma ci permetterà di capire molte cose”. 

In merito alla prossima campagna vaccinale anti-influenza, l’esperto ha sottolineato che la preparazione “segue delle regole ormai stabilite da anni” e che “non possono essere disattese”. Ovvero: “Sapere quale vaccino fare per tempo è fondamentale, altrimenti le dosi non possono essere approntate per tempo. La scommessa, quest’anno ancora di più – ha osservato – sta a capire che cosa circolerà e se circolerà l’anno prossimo”. 

 

Vaccini Lazio, nuovo open day over 40 il prossimo weekend

“Il prossimo fine settimana un altro open day” del vaccino anti covid “per gli over 40. Il 2 giugno probabilmente open day per i maturandi”. Ad annunciarlo è l’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato, ospite di ‘Che giorno è’ su Rai Radio1. 

Nel fine settimana appena concluso ha avuto luogo nel Lazio l’open day del vaccino AstraZeneca, che ha riscosso grandi adesioni. “Visto il successo che c’è stato, le modalità molto semplici di accesso e anche le file, molto ridotte, lo ripeteremo durante tutti i fine settimana”, spiega D’Amato.  

“Il prossimo fine settimana -aggiunge- sarà ancora per gli over 40. Poi, man mano, scenderemo anche sulle altre fasce in maniera coerente con la programmazione regionale e nazionale. Per i maturandi -riferisce l’assessore – stiamo ragionando di farne uno ad hoc intorno al 2 giugno, la Festa della Repubblica”. 

Covid Italia oggi, bollettino contagi regione per regione 17 maggio

Il bollettino del Covid in Italia di oggi, 17 maggio, con i dati della Protezione Civile regione per regione su contagi, ricoveri e morti. Mentre si attendono novità sul coprifuoco, ancora fissato alle 22, nell’Italia da oggi quasi tutta in zona gialla ecco le ultime news dalle città – Roma, Napoli, Torino, Milano – e le notizie dalle Regioni che procedono con la campagna di vaccinazione: da Lombardia a Lazio, da Toscana a Sicilia, da Sardegna a Veneto. I dati delle regioni: 

Sono 382 i nuovi contagi di coronavirus in Toscana secondo i dati del bollettino di oggi, 17 maggio, anticipati dal presidente della regione Eugenio Giani su Facebook. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 382 su 9.050 test di cui 6.947 tamponi molecolari e 2.103 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 4,22% (10,0% sulle prime diagnosi). I vaccini attualmente somministrati sono 1.693.010”, spiega Giani, ricordando anche che “nella giornata di oggi partono le prenotazioni per le vaccinazioni per la fascia 1972-1973”. 

Per quanto riguarda l’andamento della campagna vaccinale, il governatore della Toscana spiega che i “vaccini attualmente somministrati sono 1.693.010”. 

Sono 53 i contagi da coronavirus nelle Marche oggi, 17 maggio, secondo i dati del bollettino della regione. Il Servizio Sanità delle Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1276 tamponi: 621 nel percorso nuove diagnosi (di cui 186 nello screening con percorso Antigenico) e 655 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari all’8,5%). I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 53 (14 in provincia di Macerata, 11 in provincia di Ancona, 11 in provincia di Pesaro-Urbino, 6 in provincia di Fermo, 9 in provincia di Ascoli Piceno e 2 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (17 casi rilevati), contatti in setting domestico (8 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (16 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (1 caso rilevato), contatti in setting assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (3 casi rilevati). Per altri 7 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 186 test e sono stati riscontrati 4 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 2%. 

 

 

 

Covid Toscana, oggi 382 contagi: bollettino 17 maggio

Sono 382 i nuovi contagi di coronavirus in Toscana secondo i dati del bollettino di oggi, 17 maggio, anticipati dal presidente della regione Eugenio Giani su Facebook.  

“I nuovi casi registrati in Toscana sono 382 su 9.050 test di cui 6.947 tamponi molecolari e 2.103 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 4,22% (10,0% sulle prime diagnosi). I vaccini attualmente somministrati sono 1.693.010”, spiega Giani, ricordando anche che “nella giornata di oggi partono le prenotazioni per le vaccinazioni per la fascia 1972-1973”. 

Per quanto riguarda l’andamento della campagna vaccinale, il governatore della Toscana spiega che i “vaccini attualmente somministrati sono 1.693.010”.
 

Vaccino Sanofi-Gsk, risultati fase 2 ok: quando arriva

Risultati positivi in fase clinica 2 per il candidato vaccino anti Covid ricombinante adiuvato della francese Sanofi e della britannica GlaxoSmithKline, che ha dimostrato di produrre “una forte risposta immunitaria negli adulti di tutte le fasce d’età”. Lo annunciano le due aziende, che prevedono di avviare la sperimentazione di fase 3 “nelle prossime settimane”. Il via libera è atteso “nel quarto trimestre 2021”.  

Il trial di fase 2, iniziato nel febbraio scorso, ha arruolato 722 volontari in Usa e Honduras. I dati intermedi indicano “una sieroconversione dal 95% al 100% dopo la seconda iniezione in tutti i gruppi di età (da 18 a 95 anni) e con tutte le dosi” testate, a fronte di una “tollerabilità accettabile, senza problemi di sicurezza. Nel complesso – si legge in una nota congiunta di Sanofi e Gsk – il candidato vaccino ha suscitato forti livelli di anticorpi neutralizzanti, paragonabili a quelli generati dall’infezione naturale, con livelli più elevati osservati negli adulti più giovani (18-59 anni). Dopo una singola iniezione”, il prodotto-scudo ha indotto “alti livelli di anticorpi neutralizzanti nei partecipanti con evidenza di una precedente infezione da Sars-CoV-2, suggerendo un forte potenziale di sviluppo” del candidato come “vaccino di richiamo”. 

Lo studio di fase 3 recluterà più di 35mila adulti in un’ampia serie di Paesi e valuterà l’efficacia di due formulazioni di vaccino, includendo le varianti di coronavirus D614 (Wuhan) e B.1.351 (sudafricana), precisano i due partner. Parallelamente, le due compagnie intendono condurre “studi di richiamo con varie formulazioni” contro più “varianti, al fine di valutare la capacità di una dose inferiore del vaccino di generare una forte risposta di richiamo, indipendentemente dalla piattaforma vaccinale iniziale ricevuta”. 

“Riteniamo che questo candidato vaccino possa dare un contributo significativo alla lotta in corso contro Covid-19. Passerà alla fase 3” di sperimentazione clinica “il prima possibile, per raggiungere il nostro obiettivo di renderlo disponibile entro la fine dell’anno”, dice Roger Connor, presidente di Gsk Vaccines, in occasione dell’annuncio dei dati positivi di fase clinica 2 del vaccino co-sviluppato dalla britannica GlaxoSmithKline e dalla francese Sanofi.  

I risultati comunicati dai due gruppi mostrano “il potenziale di questo candidato vaccino adiuvato a base di proteine nel contesto più ampio della pandemia – sottolinea Connor – inclusa la necessità di affrontare le varianti” di Sars-CoV-2 “e di prevedere dosi di richiamo”. 

“I nostri dati di fase 2 confermano il potenziale di questo vaccino di svolgere un ruolo nell’affrontare la crisi di salute pubblica globale in corso, poiché sappiamo che saranno necessari più prodotti, soprattutto perché le varianti” virali “continuano a emergere e aumenta la necessità di vaccini efficaci e di richiamo che possono essere conservato a temperature normali”, afferma Thomas Triomphe, vicepresidente esecutivo e responsabile globale di Sanofi Pasteur. “Con questi risultati favorevoli – aggiunge – siamo pronti per passare a uno studio globale sull’efficacia di fase 3. Non vediamo l’ora di produrre dati aggiuntivi e di lavorare con i nostri partner in tutto il mondo per rendere disponibile il nostro vaccino il più rapidamente possibile”. 

Migranti, ancora sbarchi a Lampedusa

Non si fermano gli sbarchi a Lampedusa. E’ stato soccorso nella notte un barcone con 61 persone a bordo, tra cui 8 minori e 5 donne, due delle quali incinte. Poco dopo è stata intercettata un’altra carretta del mare con 73 migranti, tutti uomini. Dopo un primo triage sanitario, sono stati condotti nell’hotspot di contrada Imbriacola, dove, prima degli ultimi arrivi, erano circa 220 gli ospiti. 

Durante la notte una barca con 99 persone a bordo, la maggior parte dei quali ha raccontato di provenire dalla Siria, è stata soccorsa, invece, in alto mare dalla Sea Eye. “Ora ci sono circa 330 rifugiati sulla nostra nave. L’equipaggio sta lavorando al limite” conclude l’Ong.
 

Coprifuoco Italia, Di Maio: “E’ il momento di superarlo”

“È il momento di superare il coprifuoco”. Lo scrive il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un post su Facebook alla vigilia della cabina di regia. “Il bollettino di oggi ci consegna dei dati in netto miglioramento. Per la prima volta da ottobre le vittime scendono sotto quota 100 e i contagi si fermano a circa 5700 positivi”, evidenzia Di Maio.  

“L’obiettivo -aggiunge- ovviamente deve essere quello di azzerare tutto, ma nel frattempo iniziamo a vedere i primi effetti della campagna di vaccinazione. Da uno studio pubblicato dall’Istituto superiore di sanità emerge anche l’efficacia del vaccino: 35 giorni dopo la somministrazione della prima dose il rischio decesso per covid cala del 95%, il rischio ricovero del 90% e quello di contrarre l’infezione dell’80%”, sottolinea. “Questi dati -ribadisce Di Maio- ci dicono che ora è il momento di superare il coprifuoco. Lo dobbiamo fare anche per diventare davvero attrattivi per i turisti stranieri e permettere ai nostri ristoratori e commercianti di lavorare al meglio, così da sfruttare il potenziale della stagione estiva e rimettere in moto l’economia del Paese”.  

“Andiamo verso una nuova normalità -conclude- e stiamo per riconquistare tutte le nostre libertà. Rimaniamo uniti, avanti”. 

Oggi si è svolta una riunione in zoom del ministri M5S alla presenza di Vito Crimi, dei capigruppo di Senato e Camera Ettore Licheri e Davide Crippa e del sottosegretario Pierpaolo Sileri. E’ emersa una posizione unanime che, “prendendo atto dell’andamento della campagna vaccinale e del netto miglioramento del quadro epidemiologico, porta a chiedere l’anticipazione dell’apertura di molte attività e il superamento del coprifuoco alle 22”, riferiscono fonti di governo grilline.
 

Loggia Ungheria, Ardita: “Mi aspetto piena chiarezza su questa vicenda”

“Penso che in questo momento sia giusto andare a fondo, capire tutte le contraddizioni, da magistrato e cittadino aspetto che si faccia piena chiarezza su questa vicenda”. Lo ha detto Sebastiano Ardita, magistrato e consigliere del Csm, ospite di ‘Non è l’Arena’, parlando a proposito della vicenda che lo vede coinvolto nei verbali dell’avvocato Piero Amara riguardati la presunta loggia segreta ‘Ungheria’. 

“Io sto molto bene, non mi ero mai abituato all’idea di un attentato all’integrità morale, avendo una vita assolutamente lineare e trasparente non temo questo attacco”, ha spiegato. E poi: “Può capitare nella vita professionale di essere oggetto anche di una calunnia, quello che è più grave è trovarsi al centro di circostanze che devono essere chiarite, che vanno dall’imbustamento della calunnia all’interno di un plico mandato ai giornali e anche a Di Matteo fino a una serie di situazioni informali che vanno ancora tutte chiarite”. 

“Stento a credere che Marcella Contrafatto possa aver partecipato ad un’azione del genere”, ha detto Ardita rispondendo alla domanda se possa essere stata la funzionaria Marcella Contrafatto a far recapitare i verbali dell’avvocato Amara ai giornalisti.  

Ardita racconta poi un particolare: “Siamo nel Natale che precede il lockdown, bussano alla mia porta nell’ufficio del Consiglio: era la signora Contrafatto, aveva in mano un oggettino di cristallo che le avevo regalato, mi guarda con gli occhi lucidi dicendo ‘dottore lei è l’unico consigliere che mi ha pensato, io questo non lo dimenticherò’. Per questo e anche per altre ragioni che non sto qui a raccontare, io ho sempre visto negli occhi di Marcella Contrafatto un atteggiamento, uno sguardo di affettuosa riconoscenza nei miei confronti. Francamente, non riesco a vederla nel ruolo di chi imbusta una calunnia e la manda al dottor Di Matteo e ai giornali contro di me”. 

E se fosse stata davvero la Contrafatto? “La perdonerei”, ha risposto Ardita, “in tutta la mia vita non ho mai fatto nulla contro qualcuno che è più debole di me. Quindi la perdonerei sicuramente”. 

Vaccini Lazio, Zingaretti: “Vaccineremo i maturandi”

“Vaccinare i maturandi ora è possibile e lo faremo. Torniamo alla normalità con i vaccini e pensando a tutti”. Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “È giusto pensare a ragazzi e ragazze che hanno di fronte questa prova, dopo 2 anni difficili anche per lo studio e la vita sociale”, aggiunge l’esponente del Partito Democratico.  

L’ipotesi di vaccinare i maturandi è accolta positivamente dal sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso: “Ben vengano tutte le iniziative che contribuiscono a mettere in sicurezza la comunità scolastica”, dice Sasso all’Adnkronos. “Fa piacere – aggiunge- che altre forze politiche stiano seguendo la linea della Lega nel formulare proposte concrete e offrire soluzioni: penso ad esempio alle nostre iniziative per la ripresa della vaccinazione per gli insegnanti e il via libera per l’uso dei tamponi salivari. Lo spirito di un Governo di unità nazionale deve essere questo: collaborazione senza pregiudizi e furori ideologici”.  

Anche le associazioni dei presidi supportano la possibile iniziativa: “Mi sembra una buona idea, condivisibile in pieno”, afferma il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli. “Anche se i più giovani sono meno esposti ai rischi del contagio, credo sia molto importante diffondere nella loro comunità – sottolinea Giannelli – il valore, il significato, la cultura della vaccinazione, che a volte abbiamo visto essere messa in discussione quando invece è uno dei progressi più grandi dell’umanità. Infatti, come osserviamo, il miglioramento dei dati sul territorio nazionale è frutto della campagna vaccinale che sta andando avanti bene”. 

Covid Sicilia, oggi 405 contagi: bollettino 16 maggio

Sono 405 i nuovi contagi di coronavirus in Sicilia secondo i dati del bollettino di oggi, 16 maggio. Si registrano altri 3 morti nelle ultime 24 ore. Da ieri sono stati processati 19.189 tamponi. I ricoverati con sintomi sono 812, i pazienti in terapia sono 118 con 6 ingressi del giorno. In tutto, gli attualmente positivi nella regione sono 17.159. Sale invece a 5.663 il totale dei decessi in Sicilia dall’inizio dell’emergenza covid, mentre i casi totali sono 220.055. 

Covid Valle d’Aosta, oggi 20 contagi: bollettino 16 maggio

Sono 20 i nuovi contagi di coronavirus in Valle d’Aosta secondo i dati del bollettino di oggi, 16 maggio. Non si registrano morti nelle ultime 24 ore. Resta quindi invariato a 467 il totale dei decessi nella regione dall’inizio dell’emergenza. Da ieri sono stati processati 595 tamponi. I ricoverati con sintomi sono 22, mentre sono 4 i pazienti in terapia intensiva e 425 le persone in isolamento domiciliare. Il totale degli attualmente positivi è di 451 (-47 rispetto a ieri).