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Categoria: cronaca

Vaccino 5-11 anni, Crisanti: “Problema c’è, non bisogna tacere”

“Sono favorevolissimo ai vaccini e credo che i bambini prima o poi debbano essere vaccinati, non c’è nessun dubbio su questo. Però quello studio in particolare su cui si basano le autorizzazioni ha problemi”. Il professor Andrea Crisanti ribadisce i propri dubbi sulla vaccinazione immediata dei bambini della fascia 5-11 anni contro il covid. Milioni di bambini tra Stati Uniti e Israele sono già stati vaccinati contro il covid, fanno notare al direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’università di Padova. “Apparentemente ha ragione. O stiamo tutti zitti, o se qualcuno pone un problema, il problema va sviscerato”, dice Crisanti rivolgendosi a Lilli Gruber a Otto e mezzo. 

“Capisco che possano esserci complessità e persone poco esperte non riescano a farsi un’opinione. Un gruppo di esperti ha utilizzato dati che in altre circostanze non avrebbe utilizzato. Sono favorevolissimo ai vaccini e credo che i bambini prima o poi debbano essere vaccinati, non c’è nessun dubbio su questo. Però quello studio in particolare su cui si basano le autorizzazioni ha problemi. E’ molto peggio se tutti tacciono. Io penso che tra un mese, quando il vaccino arriverà in Italia, avremo abbastanza dati”, dice Crisanti. 

Il vaccino della fascia 5-11 anni ha appena ricevuto l’ok dall’Ema. “Non bisogna essere ideologici. Il vaccino AstraZeneca è stato approvato con un numero di casi che non permetteva di catturare la complicazione che poi ha portato alla sospensione del vaccino stesso. E su questo non ci sono dubbi, perché è così”, dice Crisanti. 

Variante sudafricana, Speranza: “Sono preoccupato, irresponsabile non esserlo”

Di fronte alle notizie sulla nuova variante rilevata in Sudafrica, battezzata Omicron dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), “sarebbe da irresponsabili non essere preoccupati”. A sottolinearlo è il ministro della Salute Roberto Speranza, ospite di ‘Zapping’ su Rai Radio 1. “Penso che siamo in una fase non semplice di gestione di questa pandemia. I numeri soprattutto nel nostro pezzo di mondo, in Europa, sono i numeri di un’ondata in corso piuttosto significativa”. E questa nuova variante “ha numerose mutazioni, oltre 30 della proteina Spike, e va presa con grandissima attenzione anche se non abbiamo elementi di certezza tali da poter arrivare a un esito di analisi, ma è evidente che si è scelta una linea di grande prudenza”.  

Speranza sottolinea che “i numeri della variante Omicron sono ancora limitati, 100 casi sequenziati nel mondo”. “Noi abbiamo un programma di sequenziamento nel nostro Paese e delle ricerche su queste varianti, che vengono fatte costantemente. La stessa cosa avviene nella maggior parte dei Paesi europei. Ora è evidente che la cercheremo con ancora più insistenza – sottolinea – proveremo ad intensificare ancora il sequenziamento nel nostro come negli altri Paesi euopei. In questo momento c’è un solo caso certificato in Europa, ed è in Belgio, ma è evidente che possano esserci altri casi nei prossimi giorni anche in altri Paesi”.  

Quanto all’Italia, “in questo momento ha dati un po’ più bassi rispetto agli altri Paesi europei ma dobbiamo assolutamente essere cauti e mantenere i piedi per terra perché anche qui l’Rt è ampiamente superiore a 1, quindi c’è una crescita nel numero dei contagi”. 

In Italia si è registrato “ieri il record di terze dosi, oltre 270 mila. C’è stata una crescita molto forte negli ultimi giorni e sono fiducioso che questo numero aumenterà ancora. Senza vaccino in questo momento avremmo numeri terrificanti”, ha sottolineato il ministro. “In questo momento in Italia la situazione è sotto controllo grazie ai vaccini – rimarca – e siamo all’86,12% di prime dosi, all’84,5% di persone che hanno completato il ciclo, a 5,3 mln di terze dosi. Il vaccino è la vera arma e quindi faccio appello a fare la prima dose e a prenotare subito la terza dose. Questo scudo ci serve più che mai in questa stagione complicata”. Fondamentale poi “usare le mascherine sempre al chiuso e all’aperto in caso di assembramento, il distanziamento e il lavaggio. Tutte le norme non farmaceutiche in generale sono fondamentali”.  

Quindi un messaggio ai genitori. Sul vaccino ai bimbi dai 5 agli 11 anni “la mia opinione è che bisogna affidarsi ai nostri pediatri, sono le persone che conoscono meglio di altri i nostri figli. Il mio invito è di ascoltare i nostri pediatri, non facciamoci un’idea sui social, con tutto il rispetto per i social. Su materie così delicate affidiamoci a persone che nella vita si sono occupate dei nostri figli, dei più piccoli”. 

 

 

Ciro Grillo e gli amici a processo, la ragazza ‘Ricomincio a respirare’

(dall’inviata Elvira Terranova) – Sono da poco passate le quattro del pomeriggio quando la gup di Tempio Pausania Caterina Interlandi legge, nella piccola aula del Tribunale, il decreto di rinvio a giudizio Ciro Grillo e i suoi tre amici, tutti accusati di violenza sessuale di gruppo. Si dovranno presentare il prossimo sedici marzo, davanti ai giudici del Tribunale per difendersi dall’accusa di avere stuprato, nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, una ragazza italo-norvegese di 19 anni, nel residence del figlio di Beppe Grillo, in Costa Smeralda. Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia, hanno sempre sostenuto che la ragazza fosse consenziente, ma la gup ha accolto la tesi del Procuratore Gregorio Capasso che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dei quattro. “Oggi finalmente ricomincio a respirare”, dice all’Adnkronos la giovane studentessa, attraverso la sua legale Giulia Bongiorno, che le è sempre stata vicina. 

Il Procuratore Capasso lasciando il Tribunale si limita a dire: “Il nostro impianto accusatorio ha retto, adesso vedremo il processo”. Mentre la legale della ragazza si toglie qualche sassolino dalla scarpa: “La mia assistita è finita sul banco degli imputati”, dice la senatrice leghista Bongiorno lasciando il Tribunale. “Il giudice ha ponderato, ha approfondito e ha scelto – dice – Se mi chiedete se sono felice la mia risposta è no, perché la mia assistita sta soffrendo tuttora, se mi chiedete invece se sono soddisfatta la mia riposta è si perché veramente, come mai prima di ora, ho assistito a una volontà di sgretolare atti che hanno un significato. C’è stato un accanimento contro la mia assistita che è stata messa sul banco degli imputati e non mi riferisco ai difensori ma a quello che ho letto, sono sati distorti gli atti”. “Ho letto di tutto in questo processo, poi sono veramente stufa di leggere piccoli pezzettini di atti isolati che vengono interpretati male, oggi il giudice ha dato una risposta a questa frammentazione del materiale probatorio, materiale consistente”, prosegue. E ricorda: “Oggi è il giorno dopo il 25 novembre e credo che anche questa giornata è importante, sappiamo tutti cosa vuol dire il 25 novembre – dice – Quando sono arrivata pioveva fortissimo e ho visto all’improvviso un arcobaleno, e mi ha fatto pensare che anche le cose più difficili poi possono in qualche modo fare tornare il bello”.  

Poi Giulia Bongiorno conclude: “Assisto tantissime donne che dopo questo processo non hanno voglia di denunciare”. “Per la mia assistita è molto pesante quello che sta subendo. Deve tenere la tv spenta, sono stati pubblicati i suoi dati anagrafici, tutto questo è gravissimo”. I legali degli imputati, assenti quelli del giovane Grillo che si sono fatti sostituire dagli altri colleghi in aula, preferiscono non parlare. Gennaro Velle, che difende Francesco Corsiglia, dice solo: ” “Andremo a processo e al dibattimento vedremo, quello dell’udienza preliminare e’ un passaggio tecnico”. Al processo il Procuratore Capasso sarà da solo a rappresentare l’accusa, come dice lo stesso ai giornalisti: “In caso di rinvio a giudizio sarò io a rappresentare l’accusa nell’eventuale processo per stupro di gruppo”, aveva detto prima dell’udienza preliminare. Nei mesi scorsi la Pm Laura Bassani, che coordinava l’inchiesta fin Capasso, era stata trasferita al tribunale di Sassari. “Procederò io – dice – anche perché abbiamo tre sostituti molto giovani e due sono arrivati da pochissimo tempo, quindi credo proprio che non sarà possibile. Magari in futuro quando ci sa qualche magistrato più esperto, vedremo”. 

Alla spicciolata avvocati e pm lasciano il piccolo tribunale sardo. Fuori diluvia. Tutto rinviato al prossimo 16 marzo per la prima udienza. Lì Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, a differenza delle udienze preliminari nel corso delle quali non sono mai venuti, saranno presenti.  

Covid oggi Firenze, “mascherina all’aperto in centro dal 4 dicembre”

“La situazione dei contagi Covid a Firenze tutto sommato è tranquilla, ma non dobbiamo adagiarci troppo: per questo siamo al lavoro per definire regole nelle strade dello shopping in centro per l’obbligo della mascherina all’aperto, quando ci sono assembramenti. Vedrò il prefetto martedì prossimo e quindi l’ordinanza entrerebbe in vigore il prossimo weekend”, il 4 dicembre. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ospite del programma di Rai Radio1 ‘Un Giorno da Pecora’. 

Covid oggi Piemonte, 860 contagi e nessun decesso: bollettino 26 novembre

Sono 860 contagi registrati oggi, 26 novembre, in Piemonte, secondo i dati covid comunicati nel bollettino della Regione, pari allo 1,5% di 55.767 tamponi eseguiti, di cui 47.900 antigenici. Non si registrano decessi. I ricoverati in terapia intensiva sono 29 (-2 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 329 (-3 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 8.737. 

Degli 860 nuovi casi gli asintomatici sono 479 (55,7%). I casi sono 368 di screening, 348 contatti di caso, 144 con indagine in corso. Il totale dei casi positivi diventa 400.463, 32.911 Alessandria, 19.312 Asti, 12.606 Biella, 57.426 Cuneo, 31.060 Novara, 213.281Torino, 14.879 Vercelli, 14.330 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.660 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.998 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. 

Nessun decesso di persona positive al test del Covid-19, è stato comunicato oggi, dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte. Il totale rimane quindi 11.879 deceduti risultati positivi al virus, 1.593 Alessandria, 725Asti, 439 Biella, 1.469 Cuneo, 952 Novara, 5.674 Torino, 544 Vercelli, 377 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 106 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte. I pazienti guariti diventano complessivamente 379.489(+372 rispetto a ieri), 30.770 Alessandria, 18.126 Asti, 11.946 Biella, 54.769 Cuneo, 29.501 Novara, 202.696 Torino, 14.038 Vercelli, 13.538 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.534 extraregione e 2.571 in fase di definizione.  

Covid oggi Italia, 13.686 contagi e 51 morti: bollettino 26 novembre

Sono 13.686 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 26 novembre 2021, secondo numeri e dati covid – regione per regione – nel bollettino di Protezione Civile e ministero della Salute. Registrati altri 51 morti che portano a 133.537 il totale delle vittime da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 557.180 tamponi, con un tasso positività che sale a 2,45% (ieri 2,1%).  

In aumento le persone ricoverate in ospedale con sintomi: sono 4.748 (ieri 4.689), con un aumento di 59 persone rispetto a ieri mentre sono 606 i ricoverati in terapia intensiva (+18 rispetto a ieri), con 58 ingressi nelle ultime 24 ore. Sono 4.675.867 i guariti (+ 7.610) e 172.618 gli attualmente positivi (+ 6.020). 

PIEMONTE – Sono 860 contagi registrati oggi, 26 novembre, in Piemonte, secondo i dati covid comunicati nel bollettino della Regione, pari allo 1,5% di 55.767 tamponi eseguiti, di cui 47.900 antigenici. Non si registrano decessi. I ricoverati in terapia intensiva sono 29 (-2 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 329 (-3 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 8.737. 

LAZIO – Sono 1.556 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 26 novembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Si registrano 8 morti. A Roma, segnalati 868 casi. Nel dettaglio, “nel Lazio su 47.802 tamponi (17.517 molecolari e 30.285 antigenici) si registrano 1.566 nuovi contagi (+290), 8 morti (+2), 706 ricoverati (+22), 91 in terapia intensiva (+2). I guariti sono 740. il rapporto tra positivi e tamponi è al 3,2%. I casi a Roma città sono a quota 868”, comunica in una nota l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

Nella Asl Roma 1 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore sono 227. Mentre nella Asl Roma 2 si contano 501 contagi e 4 i decessi. Nella Asl Roma 3 i casi sono 140. Sessantotto i contagiati nella Asl Roma 4 dove si registra anche 1 decesso. Nessun morto invece nella Asl Roma 5 dove i contagi nuovi sono 161. Nella Asl Roma 6 si registrano 113 nuovi casi e 2 i decessi. Nelle province si registrano 356 nuovi casi di cui: sono 75 nella Asl di Frosinone, 160 nella Asl di Latina, 37 nella Asl di Rieti e 84 nella Asl di Viterbo dove si registra anche 1 decesso. 

EMILIA ROMAGNA – Sono 1.353 i nuovi contagi da coronavirus registrati oggi, 26 novembre, in Emilia-Romagna su un totale di 35.877 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il bollettino con i dati covid della Regione. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,8%. Si registrano sei decessi, I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 59 (-3 rispetto a ieri), 575 quelli negli altri reparti Covid (+1). 

CAMPANIA – Sono 899 i nuovi contagi da coronavirus registrati in Campania oggi, 26 novembre dall’analisi di 30.020 test. Lo riferisce il bollettino con i dati Covid diffuso dall’unità di crisi della Regione. Tre i nuovi decessi registrati. Negli ospedali regionali sono 23 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 297 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza.  

CALABRIA – Secondo il bollettino sull’emergenza Covid-19 diffusi dal dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria, sono 272 i nuovi contagi registrati (su 4.688 tamponi effettuati), +187 guariti e 2 morti (per un totale di 1.491 decessi). Il bollettino, inoltre, registra +83 attualmente positivi, +85 in isolamento, -2 ricoverati e, infine, terapie intensive stabili (per un totale di 13). 

VALLE D’AOSTA – Sono 46 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 novembre 2021 in Valle d’Aosta, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Nessun decesso. 

I nuovi casi di positività in Valle d’Aosta portano il totale complessivo delle persone contagiate dal virus da inizio epidemia a 12.984. I positivi attuali sono 564 di cui 548 in isolamento domiciliare, 14 ricoverati in ospedale, due in terapia intensiva. Il totale dei guariti è pari a 11.941, +21 rispetto a ieri. I casi testati sono complessivamente 96.600, i tamponi effettuati fino ad oggi 278.369. I decessi di persone risultate positive al Covid in Valle d’Aosta da inizio emergenza ad oggi sono 479. 

SARDEGNA – Sono 102 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 novembre 2021 in Sardegna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registra un decesso. 

I nuovi casi di positività sulla base di 2.382 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 7.710 test. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 13 (stesso dato di ieri), 61 in area medica (14 in più rispetto a ieri). In isolamento domiciliare ci sono 2.467 casi (8 in più rispetto a ieri). Deceduta una donna di 70 anni, residente nella provincia di Sassari. 

ABRUZZO – Sono 297 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 novembre 2021 in Abruzzo, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 3 decessi. I nuovi casi di positività in Abruzzo portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 87106. Il bilancio dei pazienti deceduti sale a 2586. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 80495 dimessi/guariti (+115 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 4025 (+179 rispetto a ieri). Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità precisando che nel totale sono ricompresi anche 599 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche. 

Novantuno pazienti (invariato rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 7 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 3927 (+179 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 4305 tamponi molecolari (1569862 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 10030 test antigenici (1301308). Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 2.07 per cento. 

BASILICATA – Sono 45 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 novembre in Basilicata, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Non si registrano morti. I nuovi casi (40 riguardano residenti) sono stati individuati su un totale di 761 tamponi molecolari. I lucani guariti o negativizzati sono 31. I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 17 e di questi 3 sono in terapia intensiva. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono 1.048 (+9). 

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 636 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 novembre in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 3 morti. I nuovi casi sono stati individuati: 569 attraverso 7.982 tamponi molecolari con una percentuale di positività del 7,13% e 67 su 18.934 test rapidi antigenici (0,35%). 

Per quanto riguarda i decessi si tratta di un uomo di 96 anni di Trieste, deceduto in una residenza per anziani, una donna di Pordenone di 86 anni, deceduta all’ospedale, e un uomo di 79 anni di Muggia, deceduto in una residenza per anziani. Le persone ricoverate in terapia intensiva rimangono 28, mentre i pazienti in altri reparti risultano essere 251, comunica il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. 

PUGLIA – Sono 243 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 novembre 2021 in Puglia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Nessun decesso. 

I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 20.235 test giornalieri. Sono 3.885 le persone attualmente positive nella Regione, 139 quelle ricoverate in area non critica, 22 in terapia intensiva. 

Da inizio emergenza, nella Regione sono stati registrati 278.464 casi totali ed eseguiti 4.700.498 test, sono 267.698 le persone guarite e 6.881 i decessi. 

VENETO – Sono 2.036 i nuovi contagi da coronavirus in Veneto secondo il bollettino di oggi, 26 novembre. Registrati inoltre altri 4 morti. 20.815 i tamponi molecolari effettuato e 70.633 gli antigenici. Ed è sempre Padova al primo posto con 430 nuovi positivi, seguita da Treviso con 424 e Venezia con 390. 

TOSCANA – Sono 488 i nuovi contagi da coronavirus in Toscana secondo il bollettino di oggi, 25 novembre. Registrati inoltre altri 3 morti. 463 i casi confermati con tampone molecolare e 25 da test rapido antigenico, che portano il totale a 299.575 dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. I nuovi casi sono lo 0,2% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 283.787 (94,7% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 9.535 tamponi molecolari e 17.821 tamponi antigenici rapidi, di questi l’1,8% è risultato positivo. 

Sono invece 9.037 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 5,4% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 8.400, +0,9% rispetto a ieri. I ricoverati sono 297 (4 in meno rispetto a ieri), di cui 49 in terapia intensiva (1 in più). Dei 3 nuovi decessi, 2 sono uomini e una donna con un’età media di 83 anni. 

Covid oggi Calabria 272 contagi e 2 morti: bollettino 26 novembre

Sono 272 i nuovi contagi registrati oggi, 26 novembre, in Calabria, secondo il bollettino con i dati sull’emergenza Covid-19 diffusi dal dipartimento Tutela della salute della Regione. Effettuati 4.688 tamponi. Il bollettino, inoltre, registra+187 guariti e 2 morti (per un totale di 1.491 decessi). +83 attualmente positivi, +85 in isolamento, -2 ricoverati e, infine, terapie intensive stabili (per un totale di 13).  

Vaccino covid, Bassetti: “Quarta dose nel 2022, a 12 mesi da terza”

“Sicuramente faremo una dose di richiamo nel 2022, ragionevolmente a 12 mesi dalla terza, non tra 6 mesi”. Il professor Matteo Bassetti si esprime così sull’ipotesi di una quarta dose di vaccino covid a 12 mesi dalla terza somministrazione che viene attualmente prevista dalla campagna di vaccinazione. “La medicina e la scienza sono materie in continua evoluzione, dobbiamo continuare a studiare e” eventualmente “cambiare idea. Dov’è il problema? Se lo stato ti mette in condizione di fare una vaccinazione dove vuoi, quando vuoi, non vedo il problema”, dice il direttore della clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova a Un giorno da pecora. 

Bassetti è uno degli esperti più interpellati dai media. “La televisione della fase covid 2.0 è animata da una serie di personaggi che non capiscono assolutamente niente di medicina e covid: avvocati, giornalisti, cantanti, attori. Sono tutti virologi sul campo… La tv è popolata da personaggi che hanno la visibilità come unico interesse e in questo modo recano un danno al paese, confondono i cittadini. Un giorno dicono una cosa, il giorno dopo dicono un’altra cosa. Sarebbe bello vedere molti di questi personaggi iscritti alla facoltà di medicina”, dice il medico, protagonista recentemente di uno scontro con Gianluigi Paragone: Bassetti ha querelato il senatore, che ha definito il medico ”un figlio di papà”. “Non ho litigato con nessuno. Non litigo con le persone che non stimo”, taglia corto Bassetti. 

Nelle ultime ore è salita alla ribalta la variante sudafricana del covid. “E’ giusto preoccuparsi e quindi studiare, analizzando i campioni. Ma non bisogna essere terrorizzati. Credo che si debba tenere la barra dritta. Le varianti crescono dove non vengono fatti i vaccini, la risposta alle varianti è quella che stiamo dando noi, vaccinando con prime dosi e proseguendo con le terze somministrazioni”, dice. 

“Prima di dire che i vaccini non funzionano, studiamo la variante: altre informazioni, in questo momento, equivalgono solo ad un ‘al lupo! Al lupo!’. La variante oltretutto è stata trovata in Botswana, non a Gallarate… Tutte le varianti trovate sono state coperte dai vaccini: quindi consiglio di vaccinarsi senza pensare troppo a quello che succede in paesi remoti. Ricercatori e virologi ci diranno se le varianti bucano i vaccini, ad oggi non abbiamo un dato certo”, conclude. 

Variante africana covid, task force Spallanzani per analizzare dati

Variante africana covid, l’Istituto Spallanzani ha costituito una task force per analizzare i dati. “In relazione alla comparsa della nuova variante di Sars-CoV-2, B11529, isolata in Sudafrica, l’Istituto Spallanzani ha costituito una task force per analizzare dati che afferiscono a livello internazionale e predisporre il sequenziamento dei ceppi ai fini di sorveglianza virologica – annuncia l’Inmi Spallanzani di Roma – L’Istituto Spallanzani, grazie all’intervento del ministero degli Esteri, si è messo in contatto con l’ambasciatore italiano in Sudafrica Paolo Cuculi che sta facilitando i contatti con il Nicd sudafricano. La task force avrà a breve una call internazionale con gli esperti del Nicd per discutere dei dati e confrontarsi sulle misure da adottare”. 

“Questa è la risposta immediata dello Spallanzani e dell’intero sistema Paese – ha sottolineato il direttore dell’Inmi, Francesco Vaia – alla preoccupazione che insorge nei cittadini rispetto a questa variante. Il messaggio che lanciamo è: facciamo attenzione, osserviamo, studiamo e poi verifichiamo quali sono le azioni per combattere questa altra ulteriore variante”.  

Covid oggi Roma, contagi Fiumicino preoccupano

Aumentano ancora i contagi a Fiumicino, alle porte di Roma, e il dato diventa “preoccupante”. “Cresce di 22 rispetto all’ultima comunicazione il numero di positivi nel nostro Comune, che oggi raggiunge quota 292. Un dato abbastanza preoccupante, poiché in continuo aumento”, dice il sindaco di Fiumicino Esterino Montino. 

“Secondo i dati della Asl Rm3 – aggiunge – sono 150 le donne positive, 142 gli uomini, con un’età media di 35 anni. Il 38% dei casi totali riguarda Isola sacra e Fiumicino, il 19% Fregene, il 9% Aranova e l’8% Passoscuro. Lo ripetiamo da giorni: l’unica soluzione sono i vaccini. Mentre attendiamo le disposizioni del nostro Paese per i vaccini sui bambini dai 5 agli 11 anni, per i quali ieri l’Ema ha dato parere favorevole, e l’entrata in vigore dal 6 dicembre del Super Greenpass, invito ancora una volta tutti coloro che ancora non l’abbiano fatto a vaccinarsi, per il bene della comunità”. 

Covid oggi Italia, terza dose vaccino non piace a un italiano su 3

Covid oggi Italia, terza dose vaccino covid: dubbioso un italiano su tre, il 33%, mentre 1 su 10 si dichiara apertamente contrario. Il 30% dichiara addirittura apertamente che la terza dose di siero anti-Covid-19 non sia necessaria. E’ quanto emerge dall’indagine realizzata dall’EngageMinds Hub, il centro di ricerca dell’Università Cattolica di Cremona insieme a Serena Barello, Lorenzo Palamenghi, Mariarosaria Savarese e Greta Castellini. 

La ricerca è parte di un Monitor continuativo sui consumi alimentari e sull’engagement nella salute che rientra nelle attività del progetto Craft (CRemona Agri-Food Technologies) e di Ircaf (Centro di riferimento Agro-Alimentare Romeo ed Enrica Invernizzi). È stata condotta su un campione di oltre 6.000 italiani, rappresentativo della popolazione per sesso, età, appartenenza geografica e occupazione. La rilevazione di EngageMinds HUB è parte di un monitor continuativo lanciato a fine febbraio 2020 (inizio pandemia) per osservare e comprendere i comportamenti della popolazione italiana su molti aspetti di questa lunga crisi pandemica. 

“Questo 33% di italiani che hanno poca o nessuna intenzione di sottoporsi alla terza dose – commenta Guendalina Graffigna, direttrice dell’EngageMinds Hub – deve far riflettere, perché non si tratta di no-vax, visto che sono già regolarmente vaccinati. Inoltre, dai dati emerge che questa espressione di forte scetticismo rispetto all’ulteriore immunizzazione è un’inclinazione omogenea nella popolazione, non si riscontrano infatti differenze tra sesso, fasce di età, provenienza geografica e titolo di studio; un fatto non frequente in questo tipo di rilevazioni. Ciò che impatta, e questo non sorprende – sottolinea Graffigna – è che chi risulta avere poca fiducia verso la scienza e il sistema sanitario è ancora meno propenso a vaccinarsi per la terza volta”. (segue) 

E non è tutto. Più della metà del campione (54%) indica che a questo punto, dopo aver immunizzato con due dosi molti italiani, la priorità andrebbe data alla distribuzione dei vaccini nei Paesi poveri del Mondo. Una frazione che sale al 60% nelle donne e, invece, scende al 49% negli uomini. E d’altro canto il 56% non è convinto che un’ulteriore immunizzazione possa tutelare maggiormente chi è già vaccinato; un atteggiamento che però è meno presente tra i senior (over 60 anni). E addirittura il 30% dichiara apertamente che la terza dose di siero anti-Covid-19 non sia necessaria. 

“Gli individui che presentano uno stato di malessere psicologico e che percepiscono un rischio economico e di contagio – spiega Graffigna – sono maggiormente in accordo nel ritenere che la terza dose del vaccino non sia necessaria. Questo appare paradossale ma dal punto di vista psicologico è comprensibile: chi ha sofferto o sta soffrendo di più per via della pandemia appare anche psicologicamente più affaticato, stanco e meno resiliente. Si tratta probabilmente di chi ha nutrito le maggiori aspettative (irrealistiche) di trovare una soluzione definitiva e rapida per uscire dalla pandemia”. 

“Insomma: da una parte aspettative troppo irrealistiche della popolazione, dall’altra – conclude – comunicazioni troppo seduttive e timorose che rappresentare sin da subito la probabilità di un richiamo avrebbe inficiato la motivazione a vaccinarci”. 

Covid, il servizio del Tg1 sulla ‘triste giornata’ dei no vax scatena roventi polemiche sul web

La giornata di un ‘no vax’, da quando si alza la mattina a quando torna a casa la sera, facendo la conta di tutto quello che, dall’entrata in vigore delle nuove regole del governo’, chi non è vaccinato non potrà fare. Dal bar la mattina, ai mezzi pubblici, all’impossibilità di concludere la serata con un cinema o un teatro fino all’obbligo di passare in farmacia, quello sì, per il tampone. E’ il tema del servizio mandato in onda ieri sera dal Tg1: un ‘elenco’ che, sul web, ha scatenato una vera e propria rivolta social.  

Centinaia le critiche piovute da parte del popolo di internet, che hanno mostrato per lo più di non aver gradito la messa in evidenza delle limitazioni imposte dal governo ai non vaccinati, tanto da far balzare in vetta ai trend topic l’hashtag #VergognaTg1. “Vergognoso, indegno”, scrivono in tanti. “Dimmi che racconti la divisione in caste senza dirmi che racconti la divisione in caste”, si indigna un altro. “Il servizio di stasera del Tg1 sulla ‘giornata tipo del NoVax”, scrive un utente, è “un misto di livore, sadismo e arroganza. Da vomito”. “Io non sono Novax per carità, ma il servizio del tg1 stasera davvero non mi è piaciuto”, osserva un altro internauta. “Questo sarebbe giornalismo?”, si chiede più di qualcuno. 

Sulla rovente polemica è intervenuto, in difesa del servizio, il governatore della Liguria Giovanni Toti. “La giornalista che state insultando vi ha solo raccontato la realtà -scrive Toti su Twitter. Quella che vi ostinate a negare. Per fortuna siete sempre di meno. Nessuna #VergognaTg1”. Toti esprime poi solidarietà alla giornalista del servizio e a tutta la redazione “per gli orribili attacchi che stanno subendo in queste ore”. 

 

 

 

Variante covid Sudafrica, Galli: “Preoccupa, ma non fasciamoci la testa”

Sulla nuova variante covid dal Sudafrica “non fasciamoci la testa ma la preoccupazione è legittima”. Così l’infettivologo Massimo Galli, già responsabile del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ospite di ‘Che giorno è’ su Rai Radio 1.  

“Dalle varie cose che stanno emergendo è necessario capire se questa variante diventerà un competitor della Delta, e tutti capiamo che la faccenda diventerebbe seria – avverte -. Non sappiamo se è possibile che questa variante sia in grado di bucare il vaccino, io non sono convinto di questo ma non abbiamo i dati per poterlo dire. Il vaccino probabilmente continuerà a fare il suo mestiere”.  

Volterra, auto contro furgone: morto un uomo, grave la moglie

Incidente mortale nella notte nella zona di Volterra (Pisa) dove ha perso la vita un uomo di 32 anni che viaggiava in auto con la sua famiglia. A bordo dell’auto, oltre all’uomo, i due figli di 4 anni e un anno. Con loro la moglie e madre dei piccoli, che era alla guida. Per cause in corso di accertamento un fugone, con due persone a bordo, si è scontrato con l’autovettura. I vigili del fuoco hanno estratto le persone affidandole alle cure del 118. Per il papà, originario di Volterra, è stato constatato il decesso sul posto. Le condizioni della donna di 30 anni e dei suoi due bambini si sono aggravate: a quanto si apprende, la donna, che in un primo momento era stata portata all’ospedale di Cecina, è stata trasferita all’ospedale Cisanello di Pisa e ricoverata in rianimazione. I due bambini sono stati invece trasferiti all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.  

A bordo del furgone coinvolto nell’incidente un 38enne, che ha riportato un trauma cranico e rachideo ed è stato trasportato in ospedale a Livorno, e un 34enne, portato al pronto soccorso di Cecina per trauma agli arti inferiori. 

Covid, Palù: “Ora è malattia pediatrica tra prime cause di morte”

“Il Covid è diventata una malattia pediatrica, tra le prime cause di morte a questa età. Mentre nessuna giovane vita è stata interrotta a causa del vaccino”, con il prodotto Pfizer presto al via anche nella fascia 5-11 anni. Così il presidente dell’Aifa Giorgio Palù in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. “Il Cdc americano, la massima autorità per il controllo delle malattie infettive, ha già raccomandato l’uso di questo vaccino, prodotto da Pfizer. Gli studi presentati dall’azienda per avere l’autorizzazione al commercio, arrivata in Usa il 29 ottobre scorso, hanno coinvolto 2.400 bambini. L’efficacia si è rivelata del 90,7% nel prevenire la malattia sintomatica, non si sono visti effetti avversi di rilievo”, spiega. 

Gli adolescenti e i ventenni però qualche problemino lo hanno avuto. “I problemi di miocardite, l’infiammazione al cuore che si è manifestata in ragazzi più grandi, in questa fascia d’età sono stati rarissimi e mai seri. Mentre invece – avverte – è maggiore il rischio di prendere il Covid e sviluppare una sindrome infiammatoria, la Mis-C, che è grave e colpisce molti organi». 

Vaccinare i bambini, nessun dubbio? “Certamente no – risponde Palù – I benefici sono diretti e indiretti. Nel 2020, sempre secondo il CDC, il 3% dei piccoli hanno avuto l’infezione, oggi siamo al 25% perché circola la variante Delta, molto più contagiosa. Su migliaia di ricoveri pediatrici in ospedale, un terzo hanno riguardato bimbi sani che in parte hanno avuto bisogno di cure in terapia intensiva”.  

I genitori hanno paura, le percentuali non bastano a rassicurarli. “Allora lo affermo esplicitamente. Il Covid è diventata una malattia pediatrica, tra le prime cause di morte a questa età. Mentre nessuna giovane vita è stata interrotta a causa del vaccino anti Covid”, spiega Palù.  

C’è chi la mette sul piano dell’opportunità sociale, vaccinateli perché così fermiamo il virus. Le sembra un ragionamento per mamme e papà preoccupati? “E allora mettiamola così – rimarca – Il vantaggio indiretto è sanitario e sociale. La circolazione del virus si riduce e i bambini non perdono la libertà. Abbiamo visto quali sono su di loro le conseguenze psicologiche nel restare chiusi a casa. Meno giochi, meno scuola, meno sport. Ecco, i genitori dovrebbero comprendere questo aspetto. Accettare la vaccinazione dei figli significa assicurargli benessere in senso generale, non costringerli a cambiare vita”. 

La variante Delta Plus, evoluzione della Delta, buca i vaccini, visto che anche gli immunizzati si infettano? “Non c’è ragione di allarmare. La sottovariante Delta Plus, identificata per la prima volta in Gran Bretagna nel 6% dei genomi sequenziati, è caratterizzata da due nuove mutazioni. Per fortuna non sembra possedere caratteristiche biologiche diverse dal ceppo capostipite Delta che è nettamente prevalente. La sottovariante viene tenuta sotto controllo dai vaccini. Ripeto, non allarmiamoci senza motivi validi”, conclude Palù.  

 

Meteo, piogge e neve a bassa quota: gelo nel weekend

In queste ore il nostro Paese è stato investito da una forte perturbazione alimentata da aria di origine polare e sospinta da intensi venti sudoccidentali. L’aria fredda in quota ha permesso nevicate a quote collinari sui rilievi della Liguria e del Piemonte sudoccidentale. Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it avvisa che nei prossimi giorni l’aria polare diventerà via via più incisiva su tutte le regioni facendo così piombare l’Italia in un importante episodio di stampo invernale. Se venerdì il maltempo continuerà ad accanirsi sempre su Sardegna, Toscana, Lazio e Campania, non sarà da meno anche nel weekend. Sia sabato e sia domenica saranno sempre le medesime regioni a essere bombardate da piogge e temporali anche forti. Sono attesi nubifragi sulle coste della Campania, ma anche sul cosentino tirrenico. La notizia più importante però sarà la neve. I fiocchi bianchi oltre a scendere fino in valle sulle Alpi, raggiungeranno nella giornata di domenica quote collinari (5-700m) su Toscana, Sardegna, Lazio, Abruzzo e Molise. In questo contesto generale anche le temperature subiranno un tracollo generale sia di giorno sia di notte. Già da domenica valori sottozero potranno essere raggiunti sulle pianure del Nordovest, ma la prossima settimana anche sul resto del Nord e su Toscana, Umbria e zone interne del Lazio. 

NEL DETTAGLIO 

Venerdì 26. Al nord: cielo spesso coperto, ultime piogge sul Triveneto, diffuse sul FriuliVG. Al centro: diffuso maltempo su Toscana, Lazio e Sardegna occidentale. Al sud: forte maltempo in Campania e sul cosentino tirrenico. 

Sabato 27. Al nord: instabile sul Triveneto e poi in Lombardia. Neve a 7-800m. Al centro: molto instabile su Toscana, Lazio e Sardegna occidentale, piogge in Umbria. Al sud: ancora forte maltempo in Campania e sulla Calabria tirrenica settentrionale. Piovaschi in Sicilia. 

Domenica 28. Al nord: via via più soleggiato, gelo al mattino. Al centro: un po’ instabile su Toscana, Lazio e Sardegna, nevicate a 800m. Al sud: instabile su Campania, Calabria tirrenica e Sicilia settentrionale, neve a 800-1000m. 

Lunedì ancora maltempo al Centro-Sud, poi migliora temporaneamente… 

No Green pass Milano, perquisito manifestante: ostacolò giornalista La7

No Green pass a Milano, i carabinieri del Nucleo Informativo del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito un decreto di perquisizione, emesso dalla sezione distrettuale antiterrorismo della procura di Milano, coordinata da Alberto Nobili, nei confronti di un appartenente al movimento, indagato per aver prevaricato un giornalista dell’emittente La7 e il suo cameraman tanto da impedire l’esercizio del diritto-dovere di cronaca, durante la manifestazione del 13 novembre scorso. All’indagato viene contestato il reato di violenza privata pluriaggravata, poiché commessa da persona travisata nel corso di manifestazioni in luogo pubblico. 

Super green pass Italia e obbligo mascherina, restrizioni di Natale

Super green pass in Italia dal 6 dicembre anche in zona bianca e ritorno alla mascherina obbligatoria all’aperto in diverse città italiane. Sono queste le restrizioni e misure in vista del Natale che governo e comuni hanno studiato e approvato per scongiurare nuovi aumenti di contagi Covid nel nostro Paese dopo l’ondata che ha investito tutta Europa. Ma come funzionerà il Super green pass? E in quali città tornerà l’obbligo di mascherine? Ecco tutte informazioni. 

SUPER GREEN PASS – Cos’è e come funziona? La certificazione rafforzata, come stabilisce il decreto varato dal Consiglio dei ministri, è a disposizione di chi è vaccinato contro il Covid o di chi è guarito dal Coronavirus. Non spetta a chi risulta negativo a un tampone e ha una durata di 9 mesi anziché 12. Come spiega Palazzo Chigi, il Super Green Pass serve per accedere a una serie di attività – dagli spettacoli agli eventi sportivi, per entrare nei bar e nei ristoranti al chiuso, partecipare a feste ed entrare nelle discoteche – e sarà indispensabile anche in zona bianca fino al 15 gennaio 2022. Inoltre il Green Pass, legato anche a un tampone negativo, viene esteso agli alberghi, agli spogliatoi per l’attività sportiva, i treni regionali e interregionali, i mezzi pubblici locali.
 

Il decreto si sviluppa in quattro ambiti: obbligo vaccinale e terza dose; estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie; istituzione del Green Pass rafforzato; rafforzamento dei controlli e campagne promozionali sulla vaccinazione. Il decreto legge prevede di estendere l’obbligo vaccinale alla terza dose a decorrere dal 15 dicembre prossimo e con esclusione della possibilità di essere adibiti a mansioni diverse. Inoltre il provvedimento stabilisce l’estensione dell’obbligo vaccinale a ulteriori categorie a decorrere dal 15 dicembre, prosegue palazzo Chigi. Le nuove categorie coinvolte saranno: personale amministrativo della sanità, docenti e personale amministrativo della scuola, militari, forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria), personale del soccorso pubblico. 

Il testo approvato prevede che la durata di validità del Green Pass venga ridotta dagli attuali 12 a 9 mesi. L’obbligo di Green pass viene esteso a ulteriori settori: alberghi; spogliatoi per l’attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale. A decorrere dal 6 dicembre 2021 viene quindi introdotto il Green pass rafforzato: vale solo per coloro che sono o vaccinati o guariti. Il nuovo Certificato verde serve per accedere ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla nei seguenti ambiti: spettacoli, spettatori di eventi sportivi, ristorazione al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche. In caso di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green pass rafforzato. Dal 6 dicembre 2021 e fino al 15 gennaio 2022 è previsto che il Green pass rafforzato per lo svolgimento delle attività, che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla, debba essere utilizzato anche in zona bianca. 

LE ALTRE MISURE – Le altre misure sono: rafforzamento dei controlli da parte delle prefetture che devono prevedere un piano provinciale per l’effettuazione di costanti controlli entro 5 giorni dall’entrata in vigore del testo e sono obbligate a redigere una relazione settimanale da inviare al Ministero dell’Interno; potenziamento della campagna di comunicazione in favore della vaccinazione. Il governo ha assunto e ha intenzione di assumere in via amministrativa altre decisioni: – è già consentita la terza dose dopo 5 mesi dalla seconda; – aprirà da subito la terza dose per gli under 40; – se autorizzate, potranno essere avviate campagne vaccinali per la fascia di età 5-12 anni, conclude il governo. 

Non ci sono novità in relazione alla validità dei tamponi. “Restano invariate le tipologie e la durata dei tamponi” nel nuovo decreto. La durata del ‘responso’ negativo rimane di 72 ore per il molecolare e di 48 per l’antigenico. 

In generale, resta in vigore il sistema dei colori con la divisione in zona bianca, gialla, arancione e rossa ed è legato soprattutto a strette ancor più incisive a livello locale, laddove l’incidenza del virus e la situazione ospedaliera lo richiedessero. Gli amministratori locali, dovrebbero essere messi nelle condizioni di poter decidere anche lockdown circoscritti, a livello territoriale. 

MASCHERINE OBBLIGATORIE ALL’APERTO, LE CITTA’ – Capitolo mascherina obbligatoria all’aperto: si allunga l’elenco delle città che attraverso un’ordinanza sanciscono la necessità di indossare il dispositivo anti Covid nel centro cittadino e nei luoghi più affollati e con assembramenti. A firmare ieri le nuove restrizioni, tra gli altri, sono stati i sindaci di Milano, Bergamo e Bologna. 

Obbligo di mascherine all’aperto in centro a Milano per contenere la quarta ondata di Covid. Lo prevede l’ordinanza approvata dal Comune. “Da sabato prossimo, 27 novembre, a Milano dalle ore 10 alle ore 22, tutti i giorni, sarà obbligatorio indossare la mascherina anche all’aperto, lungo l’asse tra piazza San Babila e piazza Castello”, si legge. L’obbligo resta in vigore fino al 31 dicembre e raccoglie l’invito del prefetto ad adottare nelle città tutte le misure possibili per proteggere le persone dalla possibile diffusione del Coronavirus. Le vie comprese nel provvedimento, piazza Castello, largo Cairoli, via Dante, piazza Cordusio, via Orefici, via e piazza Mercanti, piazza del Duomo, Galleria e corso Vittorio Emanuele II e piazza San Babila, sono quelle che si prevede abbiano un afflusso di pubblico costante e continuo e per questo sarà obbligatorio l’uso della mascherina a prescindere dalla presenza o meno di assembramenti. 

Il provvedimento, si spiega dal Comune di Milano, ha una natura “preventiva e cautelativa” in un’area della città particolarmente interessata da eventi, mercatini, attività commerciali il cui svolgimento va tutelato a vantaggio della sicurezza delle famiglie. Per quanto riguarda le altre aree della città la normativa nazionale già in vigore dallo scorso 28 giugno dispone che in zona bianca e all’aperto è obbligatorio avere sempre con sé la mascherina e soprattutto è obbligatorio indossarla in situazioni in cui non può essere garantito il distanziamento interpersonale o vi sono assembramenti, ad esempio in un mercato o in una fiera. 

Come concordato con il prefetto saranno attivati dei controlli da parte delle forze dell’ordine e in particolare della polizia locale. Per quanto riguarda le pattuglie della polizia locale saranno presenti nei punti strategici e in Galleria Vittorio Emanuele II e soprattutto i primi giorni inviteranno e informeranno i cittadini del nuovo obbligo che prevede una sanzione di 280 euro se pagata entro cinque giorni o 400 euro in caso di mancata ottemperanza. 

Mascherina obbligatoria all’aperto in centro anche a Bergamo a partire da sabato 27 novembre e fino al 1° gennaio. Questo quanto deciso dal sindaco Giorgio Gori, che ieri ha firmato l’ordinanza. Restare in zona bianca e non vanificare gli sforzi fatti finora per contenere la pandemia, prevenire gli scenari che si stanno verificando in tanti Paesi europei: con questo esplicito obiettivo, Bergamo introduce quindi l’obbligo nei luoghi più affollati e frequentati della città, dalla Corsarola a Piazza Matteotti.  

La lista delle vie cittadine nelle quali viene introdotto l’obbligo di mascherina all’aperto, a partire da sabato 27 novembre, tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 22, comprende sia luoghi di Bergamo Alta che di Bergamo Bassa. Eccoli: piazzale degli Alpini, viale Papa Giovanni XXIII, viale Roma, Galleria Fanzago, Largo Porta Nuova, Sentierone, via XX Settembre, via Tiraboschi, piazza Pontida, largo Rezzara, via Borfuro , via Sant’Orsola, via Sant’Alessandro (nel tratto compreso tra Largo Rezzara e via Garibaldi), via Tasso, via Pignolo bassa, piazzetta Santo Spirito, piazza Matteotti, Piazza Cavour, piazza Vittorio Veneto, passaggio Zeduri, passaggio Bruni, piazzetta antistante la stazione bassa della Funicolare, piazza Mercato delle Scarpe, via Gombito e via Colleoni (Corsarola), piazza Mascheroni, piazza Cittadella, largo Colle Aperto, piazza Vecchia. La notte di Capodanno l’obbligo si estende fino alle 2 del giorno dopo. Non solo: l’obbligo di utilizzo della mascherina all’aperto si estende anche ai mercati della città. La polizia locale è incaricata di svolgere i controlli: eventuali sanzioni per inosservanza delle nuove misure vanno da 400 a 3.000 euro. 

Ed è mascherina obbligatoria da oggi all’aperto anche in centro a Bologna. E’ quanto prevede l’ordinanza firmata ieri dal sindaco Matteo Lepore alla luce della costante crescita della diffusione del Covid che continua a destare preoccupazione e richiede interventi che consentano di rallentare il diffondersi della pandemia anche con misure straordinarie, ulteriori rispetto a quelle già previste dalle attuali norme in essere. “Dal 26 novembre 2021 al 9 gennaio 2022 nell’area del centro storico delimitata dai viali di circonvallazione” sarà obbligatorio “indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche in tutti i luoghi all’aperto”, si legge. Si è valutato inoltre che, spiega la nota del comune di Bologna, come ogni anno, a partire dai prossimi giorni e fino alla conclusione delle festività, il centro storico di Bologna vedrà un afflusso notevole di persone, in arrivo anche da fuori città, attirate dalla vivacità cittadina in questo periodo e per ragioni legate ai consueti acquisti natalizi. Le caratteristiche dei luoghi e le circostanze di fatto non consentiranno di garantire in modo continuativo il distanziamento da persone non conviventi e quindi si rende necessario, al fine di tutelare la salute delle persone, utilizzare le mascherine per ostacolare la propagazione virus. 

Come specifica l’ordinanza non hanno l’obbligo di indossare la mascherina: i bambini di età inferiore ai sei anni; le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con un disabile in modo da non poter far uso del dispositivo; i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva. La violazione delle disposizione comporta, salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’art. 650 c.p., la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 ad euro 1000. La decisione è stata condivisa con il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica riunitosi ieri. 

Dalla mezzanotte di ieri, giovedì 25 novembre, entrata in vigore l’ordinanza voluta dal Sindaco di Padova Sergio Giordani che introduce l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto nell’area delimitata dalle mura trecentesche della città di Padova. Questa ordinanza durerà fino al 31 dicembre. 

A Venezia mascherina obbligatoria in alcune aree del centro storico e della terraferma in corrispondenza delle manifestazioni di Natale, nel corso delle quali si prevede un aumento dell’afflusso delle persone con conseguente possibilità di creazione di assembramenti. Lo stabilisce un’ordinanza firmata dal sindaco Luigi Brugnaro, in riferimento ad alcuni eventi che si svolgeranno a partire dalla Festa della Madonna della Salute. 

Nel dettaglio, l’ordinanza stabilisce che “è fatto obbligo di indossare le mascherine chirurgiche o di comunità, ovvero mascherine monouso lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso, con esclusione di dispositivi con filtro, in occasione di fiere e mercatini, a cominciare dalla Festa della Madonna della Salute in programma da domani, per proseguire con le Fiere di Natale dell’Epifania e i relativi mercatini: e saranno obbligatorie anche in ogni tratto viabile interessato dall’attivazione di sensi unici pedonali e in ogni altra occasione di tempo e di luogo in cui non sia possibile rispettare la distanza interpersonale” 

L’obbligo, si prosegue, “non si applica ai bambini di età inferiore ai sei anni e per chi ha forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina. Gli operatori commerciali dovranno altresì, oltre ad indossare essi stessi la mascherina, mettere a disposizione dei clienti prodotti igienizzanti per le mani, in particolare accanto ai sistemi di pagamento”. Le disposizioni, si specifica, sono valide nelle date indicate e nella fascia oraria dalle ore 9 alle 23. Nelle premesse del dispositivo si specifica come si sia ritenuto che “nel corso dei predetti eventi in particolare potrebbero crearsi situazioni occasionali, anche improvvise, in cui il distanziamento di almeno un metro previsto dalle norme potrebbe non essere garantito” e “tenuto conto che in particolare nelle fiere che si svolgono presso la città antica, è previsto che ci siano migliaia di pedoni in movimento, tanto da prevedere – all’occorrenza – sensi unici pedonali nelle aree limitrofe”. 

E si sottolinea, infine, che il provvedimento nasce dopo aver preso atto che “è in corso un aumento progressivo dei contagi da virus “Covid-19″, come confermato dai monitoraggi giornalieri dell’Aussl 3 Serenissima”. “Per la violazione della presente ordinanza – si conclude – si applicano la sanzioni amministrative pecuniarie previste dalle vigenti norme di legge” 

Zona gialla e Super green pass, oggi ordinanza: Friuli e Bolzano a rischio

Zona gialla e regole del Super green pass subito, senza aspettare il 6 dicembre. Oggi il ministro della Salute Roberto Speranza potrebbe sancire il passaggio in zona gialla di alcune regioni con una prima conseguenza legata alle norme più consolidate: tornerebbe l’obbligo di mascherina all’aperto. Riflettori puntati sul Friuli Venezia Giulia e sulla provincia di Bolzano, mentre il Veneto scommette sulla permanenza in zona bianca. Friuli Venezia Giulia e Bolzano non solo potrebbero lasciare la zona bianca da lunedì 29 novembre, ma potrebbero anticipare – rispetto al 6 dicembre – l’adozione delle misure previste dal decreto che istituisce il Super green pass. Il Friuli in particolare potrebbe giocare d’anticipo. Il Super green pass consentirebbe ai vaccinati e ai guariti di accedere ad attività precluse ai non vaccinati: ristoranti, bar, stadi. 

A quanto apprende l’Adnkronos, è infatti in corso un’interlocuzione con il governo per verificare la possibilità di rendere efficaci prima le misure che nel resto dell’Italia saranno operative dal prossimo 6 dicembre al 15 gennaio. Nella regione nelle ultime 24 ore si sono registrati 845 contagi, con 4 morti, mentre sono 249 i pazienti ricoverati in altri reparti e 28 in terapia intensiva. “Misure più restrittive, dunque, da lunedì – fanno sapere dalla Regione all’Adnkronos – con l’obiettivo poi di allentare le maglie per i vaccinati e i guariti”. Nella provincia di Bolzano, altri 547 positivi. Registrati 2 morti, che portano a 1.235 il totale delle vittime.  

Il Friuli Venezia Giulia supera entrambi i parametri soglia per terapie intensive e ricoveri ordinari e la provincia autonoma di Bolzano è a rischio, con elevati valori di incidenza dei contagi e la quota più bassa (64,3%) di persone che hanno completato il ciclo vaccinale, come emerge dalla 75esima puntata dell’Instant Report di Altems, l’Alta Scuola di Economia e Management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica, su Covid-19 in Italia. 

Il Veneto sfonda il tetto dei 2.000 contagi quotidiani. L’indice Rt è pari a 1,35 mentre l’incidenza è 226,1 su 100.000. L’occupazione dei posti letto è al 7% per le terapie intensive e al 6% per l’area medica. “Il Veneto continua a essere zona bianca – dice il governatore Luca Zaia – ma la situazione delineata dal report quotidiano richiede una riflessione importante. L’impatto delle vaccinazioni sta garantendo la tenuta sul fronte del numero dei pazienti ricoverati ma la cosa certa è che siamo di fronte a un lento e inesorabile incremento del contagio con proiezioni importanti rispetto alla crescita”.  

“Siamo ancora dentro una sfida impegnativa che riguarda tutto il mondo. I numeri del nostro Paese sono cresciuti in queste ultime settimane e richiedono ancor maggiore cautela e attenzione”, dice Speranza in un collegamento video con il congresso dei Chimici e Fisici. 

“Il governo, con il decreto approvato in Consiglio dei ministri ha fatto ulteriori scelte per affrontare al meglio questa fase. Sono giorni particolarmente delicati perché abbiamo appena finito di approvare un decreto e venerdì 26 novembre “sarà un giorno comunque importante perché avremo le ordinanze che tradizionalmente si fanno il venerdì e quindi” giovedì “è una giornata di analisi dei dati come sempre avviene”. 

Vaccino 5-11 anni, Crisanti: “Vaccinare mio figlio piccolo? Esiterei”

“Se avessi un figlio piccolo lo vaccinerei? Sarei esitante, non vedo questa fretta dei bambini. La priorità è la terza dose agli adulti. I bambini sono un falso problema”. Il professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’università di Padova, risponde così alle domande sul vaccino covid per i bambini della fascia 5-11 anni. Oggi è arrivato il via libera dell’Ema, a breve arriverà quello dell’Aifa. 

“Ho alcune riserve concettuali. Primo, il numero dei bambini sottoposti al trial: sono obiettivamente pochi. Questo trial non ha misurato la trasmissione ma solo gli episodi clinici. La maggior parte dei bambini non sviluppa episodi clinici. Di fatto, non sappiamo se vaccinando i bambini blocchiamo la trasmissione. Aspetterei poi i dati di Israele che fornirà su migliaia di bambini. Non vedo il motivo di questa fretta, i bambini sono un falso problema”, dice Crisanti a Piazzapulita. 

Nell’intervento, l’esperto tocca diversi temi. “Il super green pass va nella direzione giusta, elimina dalla circolazione le persone potenzialmente portatrici di infezione. Vedo alcune misure di difficile attuazione, come quella che prevede l’uso del green pass per salire sull’autobus. Di fatto facciamo un favore a chi produce tamponi, senza nessun effetto. Era più semplice prevedere l’uso della mascherina Ffp2, che dà una sicurezza del 98%. Chi è tamponato va controllato, chi indossa la mascherina Ffp2 sarebbe facilmente individuabile”, dice, prima di soffermarsi sui tamponi rapidi. 

“Un anno fa ho detto che i tamponi rapidi hanno una sensibilità nettamente inferiore rispetto a quelli molecolari. L’uso indiscriminato i tamponi antigenici seleziona varianti che non possono essere identificate”, afferma. “Il governo deve impegnarsi per fare le terzo dosi il prima possibile. La battaglia non si vince solo con il vaccino: bisogna aumentare la capacità di fare tamponi molecolari”.