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Categoria: cronaca

Green pass e mascherine, nuove regole sul lavoro

(Adnkronos) – Green pass e mascherine al chiuso, le regole da ieri 1 maggio sono cambiate. E per un mese e mezzo, fino al 15 giugno, le nuove misure anti-covid adottate non cambieranno. Ma come bisogna regolarsi in uffici e luoghi di lavoro in generale? 

Green pass – Il decreto covid dello scorso 17 marzo ha stabilito dall’1 maggio l’eliminazione del Green pass per l’accesso al luogo di lavoro. L’eliminazione riguarda anche bar e ristoranti anche al chiuso; – mense e catering continuativo; – accesso degli spettatori a spettacoli al chiuso (cinema, teatri) e a eventi sportivi ; – studenti universitari; – centri benessere; – attività sportive al chiuso e spogliatoi; – convegni e congressi; – corsi di formazione; – centri culturali, sociali e ricreativi al chiuso; – concorsi pubblici; – sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; – colloqui visivi in presenza con i detenuti negli istituti penitenziari; – feste al chiuso e discoteche; – mezzi di trasporto. 

Vaccino – Fino al 31 dicembre 2022 resta però l’obbligo vaccinale con la sospensione dal lavoro per gli esercenti le professioni sanitarie e i lavoratori negli ospedali e nelle RSA; fino alla stessa data rimane obbligatorio il Green pass per visitatori in RSA, hospice e reparti di degenza degli ospedali. Per le forze dell’ordine, le forze armate, il personale della scuola e delle università, ma anche gli over 50 l’obbligo vaccinale resta in vigore fino al prossimo 15 giugno. 

Mascherine – Fino al 15 giugno resta in vigore l’obbligo di indossare le Ffp2 nel trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza, nei cinema, nei teatri, nei locali di intrattenimento e musica dal vivo e per tutti gli eventi e competizioni sportive al chiuso. Sarà così anche per lavoratori, utenti e visitatori di ospedali e strutture sanitarie, incluse le Rsa. Anche a scuola le mascherine Ffp2 continueranno a essere utilizzate. 

Negli altri luoghi di lavoro, invece, questi dispositivi di protezione sono solo raccomandati. Per la pubblica amministrazione il ministro Brunetta ha firmato una circolare in cui si dice che le mascherine Ffp2 sono raccomandate nei luoghi di lavoro pubblici. 

La circolare contiene indicazioni di carattere generale per una corretta e omogenea applicazione dell’ordinanza del ministro Speranza nei luoghi di lavoro pubblici. Sarà cura di ogni amministrazione impartire tempestivamente le necessarie misure operative, tenendo conto delle condizioni concrete dei luoghi di lavoro e delle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa dei propri dipendenti. 

L’uso delle mascherine Ffp2 è raccomandato, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale “fragile”, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti. 

Per quanto riguarda invece il settore privato, i datori di lavoro – se ritenuto opportuno – potranno decidere di mantenere i protocolli vigenti che prevedono l’obbligatorietà di questi dispositivi di protezione. 

Covid Emilia Romagna, 3.736 contagi e 6 morti: bollettino 1 maggio

(Adnkronos) – Sono 3.736 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 maggio in Emilia Romagna, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 6 morti. Dall’inizio dell’epidemia, nella regione si sono registrati 1.415.062 casi di positività. I nuovi casi individuati su un totale di 15.312 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 7.032 molecolari e 8.280 test antigenici rapidi. Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 24,3%. Lo riporta la Regione Emilia Romagna spiegando che, rispetto a ieri, si sono registrati sei decessi. 

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid. Alle ore 13 sono state somministrate complessivamente 10.388.996 dosi; sul totale sono 3.788.382 le persone over 12 che hanno completato il ciclo vaccinale, il 94,3%. Le terze dosi fatte sono 2.873.169. Il conteggio progressivo delle dosi di vaccino somministrate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati e le dosi aggiuntive somministrate.  

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 29 (invariati rispetto a ieri), l’età media è di 68,7 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 1.349 (+13 rispetto a ieri; +1%), età media 76,4 anni.  

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: uno a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), due a Parma (invariato), cinque a Reggio Emilia (invariato); tre a Modena (invariato rispetto a ieri); sette a Bologna (invariato), tre a Ferrara (invariato); tre a Ravenna (invariato rispetto a ieri); uno a Forlì (invariato); quattro a Rimini (invariato). Nessun ricovero nel Circondario imolese e a Cesena. 

L’età media dei nuovi positivi di oggi è di 45,9 anni. La situazione dei contagi nelle province vede Modena (con 659 nuovi casi su un totale di 219.745), seguita da Reggio Emilia (con 601 casi su 160.165); Bologna (con 523 nuovi casi su 291.867) e poi Parma (467 su 117.865), Ravenna (352 su 130.838), Rimini (274 su 133.870). Quindi Ferrara (262 su 98.186), Cesena (204 su 78.592), Piacenza (151 su 74.576) e Forlì (139 su 65.814). Infine il Circondario Imolese con 104 nuovi casi di positività su un totale da inizio pandemia di 43.544. I casi attivi, cioè i malati effettivi, sono 59.649 (-469). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 58.271 (-482), il 97,6% del totale dei casi attivi.  

Le persone complessivamente guarite sono 4.199 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 1.338.782. Purtroppo, fa sapere la Regione, si registrano sei decessi: tre in provincia di Bologna (una donna di 92 anni e due uomini, rispettivamente di 92 e 97 anni) e tre in provincia di Rimini (due donne rispettivamente di 91 e 92 anni e un uomo di 79 anni). Nessun decesso in provincia di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e nel Circondario imolese. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 16.631.  

Covid oggi Fvg, 588 contagi e 2 morti: bollettino 1 maggio

(Adnkronos) – Sono 588 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 maggio in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 2 morti. Su 1.521 tamponi molecolari sono stati rilevati 90 nuovi casi, con una percentuale di positività del 5,92%. Sono inoltre 3.468 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 498 casi (14,36%). Le persone ricoverate in terapia intensiva restano tre, mentre i pazienti ospedalizzati in altri reparti sono 163. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.  

Per quanto riguarda l’andamento della diffusione del virus tra la popolazione, la fascia più colpita è quella 50-59 anni (16,33%), seguita dalla 40-49 (15,48%) e dalla 20-29 (11,05%). Nella giornata odierna la Regione registra i decessi di due persone, entrambe donne: una di 90 anni di Nimis (deceduta in una residenza per anziani) e un’altra di 87 anni di Staranzano (deceduta in una residenza per anziani). Il numero complessivo delle persone decedute da inizio pandemia ammonta a 5.004, con la seguente suddivisione territoriale: 1.241 a Trieste, 2.366 a Udine, 944 a Pordenone e 453 a Gorizia.  

I totalmente guariti sono 334.549, i clinicamente guariti 210, mentre le persone in isolamento scendono a 23.967. Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 363.896 persone con la seguente suddivisione territoriale: 79.183 a Trieste, 151.582 a Udine, 86.914 a Pordenone, 40.681 a Gorizia e 5.536 da fuori regione. Il totale dei casi positivi è stato ridotto di una unità a seguito di a seguito della revisione di un test.  

Per quanto riguarda il Sistema sanitario regionale, sono state rilevate le seguenti positività: nell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina di quattro infermieri, un medico e un terapista; nell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale di un amministrativo, un dirigente, tre infermieri, 9 medici, due tecnici, due terapisti e un educatore; nell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale di due infermieri; nell’Irccs materno infantile Burlo Garofolo di un tecnico. Infine, relativamente alle residenze per anziani del Friuli Venezia Giulia, la Regione registra il contagio di quattro ospiti e tre operatori. 

Covid oggi Lazio, 4.133 contagi: a Roma 2.107 casi

(Adnkronos) – Sono 4.133 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 maggio nel Lazio, di cui 2.107 a Roma, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 5 morti. “Oggi nel Lazio su 7.937 tamponi molecolari e 22.207 tamponi antigenici per un totale di 30.144 tamponi, si registrano 4.133 nuovi casi positivi (-1.373), sono 5 i decessi (-5), 1.127 i ricoverati (-17), 62 le terapie intensive e +5.063 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 13,7%. I casi a Roma città sono a quota 2.107″. Lo comunica in una nota l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

Riguardo alla quarta dose le prenotazioni sul portale regionale (https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/main/home) si svolgono secondo le consuete modalità oppure presso il proprio medico di medicina generale o in farmacia. L’Assessorato ricorda che la vaccinazione con 4 dose è rivolta a over 80 e over 60 che rientrino nelle categorie di fragilità individuate dal ministero. Inoltre chi è stato positivo dopo la terza dose (booster) è esentato dal nuovo richiamo. 

Attivi a Roma gli hub di Ostiense, Termini e di via Lamaro dedicati ai cittadini provenienti dall’Ucraina. Fino ad oggi sono state rilasciate oltre 17.400 tessere Stp (straniero temporaneamente presente). Tutti hanno effettuato un colloquio di orientamento sanitario, il tampone e chi non lo avesse già eseguito, anche il vaccino. 

L’assistenza sanitaria agli stranieri privi di un permesso di soggiorno viene erogata attraverso il rilascio di un tesserino con un codice regionale individuale Stp/Eni (Straniero Temporaneamente Presente/ Europeo Non Iscritto) che identifica l’assistito per tutte le prestazioni erogabili. Tutte le info su SaluteLazio.it oppure chiamando il numero verde 800.118.800. 

L’Assessorato fa sapere che è stata superata la quota 13 milioni e 460mila vaccini complessivi, superate le 3,98 milioni di dosi booster effettuate, oltre l’82% di copertura con dosi booster della popolazione adulta. Nella fascia pediatrica 5-11 anni sono oltre 148mila i bambini con prima dose.  

Si è conclusa alla presenza dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato l’odierna videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l’ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Nella Asl Roma 1 sono 816 i nuovi casi e 3 i decessi nelle ultime 24h; nella Asl Roma 2 sono 640 i nuovi casi; nella Asl Roma 3 sono 651 i nuovi casi, nella Asl Roma 4 sono 227 i nuovi casi, nella Asl Roma 5 sono 351 i nuovi casi, nella Asl Roma 6 sono 378 i nuovi casi. Nelle province si registrano 1.070 nuovi casi: nella Asl di Frosinone sono 302 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono 435 i nuovi casi, nella Asl di Rieti sono 174 i nuovi casi e nella Asl di Viterbo sono 159 i nuovi casi. 

Covid oggi Puglia, 2.830 contagi e 10 morti: bollettino 1 maggio

(Adnkronos) – Sono 2.830 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 maggio in Puglia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 10 morti. I nuovi casi, individuati attraverso 19.762 tamponi, sono così suddivisi per provincia: Bari: 1.031; Bat: 176; Brindisi: 325; Foggia: 319; Lecce: 503; Taranto: 449: Residenti fuori regione: 20; Provincia in definizione: 7.Sono 101.770 le persone attualmente positive, 525 ricoverate in area non critica e 26 in terapia intensiva. Dati complessivi: 1.069.433 casi totali, 10.572.564 tamponi eseguiti, 959.378 persone guarite e 8.285 decessi.  

Covid oggi Veneto, 4.143 contagi e 6 morti: bollettino 1 maggio

(Adnkronos) – Sono 4.143 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 maggio in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 6 morti, considerando la differenza tra il totale indicato ieri dal ministero della Salute e quello presente nel bollettino diffuso oggi dalla regione. Il totale dei casi dall’inizio dell’epidemia sale a 1.668.391, quello dei decessi a 14.461. In diminuzione il dato dei soggetti attualmente positivi, 68.528 (contro i 70.005 di ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 914, 34 quelli in terapia intensiva. 

Covid Italia e autunno 2022: come sarà secondo Bassetti, Galli, Pregliasco

(Adnkronos) – Da oggi domenica 1 maggio l’uso delle mascherine al chiuso non è più obbligatorio ovunque come prima. Il covid circola ancora e tutti, a partire dal ministro della Salute Speranza, raccomandano – poiché “i numeri ci dicono che la pandemia è ancora in corso e occorre un approccio prudente” – di “insistere con l’utilizzo della mascherina in tutte le occasioni in cui si rischia il contagio”. Ma come sarà la situazione in autunno? Tornerà a rialzare la testa? Ecco cosa ne pensano gli esperti. 

Bassetti
 

“In autunno Sars-Cov-2 tornerà a rialzare la testa, come ha fatto negli ultimi due anni perché ormai è tra di noi, ma se continueremo a fare le dosi di richiamo di vaccino a chi lo vorrà, spero il più alto numero di persone possibile, è ragionevole pensare che non avremo un impatto pesante come nel 2020 e nel 2021, cioè come nelle prime tre ondate. Per questo niente pessimismo ma consapevolezza di quello che abbiamo vissuto”, ha detto all’Adnkronos Salute, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, secondo il quale in autunno, anche con il ‘ritorno’ del virus “non si tornerà al Green pass o alla mascherina obbligatoria, non bisognerà farsi prendere dal panico e utilizzare gli stessi mezzi che andavano bene due anni fa e che oggi vanno meno bene”. 

Secondo l’infettivologo genovese, dunque “è probabile che quella che arriverà in autunno sarà un’ondata un po’ minore di quella di quest’anno, ci saranno sicuramente casi ma – rimarca – dobbiamo sempre pensare che il 95% della popolazione italiana in questo momento è protetta dalle forme gravi di Covid, sia grazie alla vaccinazione che alla malattia naturale. Dunque il nostro sistema immunitario è in grado di riconoscere il virus. Abbiamo cioè un’immunità importante rispetto al virus”. 

“Certo – sottolinea – bisogna vedere se non ci saranno altre varianti ‘importanti’, che potranno mettere in difficoltà i vaccini. Per questo credo che la cosa più importante sia che l’industria farmaceutica metta a disposizione un vaccino che copra meglio la variante Omicron, e con la dose di richiamo saremo tutti in grado di difenderci dalle forme più gravi della malattia e soprattutto dal contagio”. 

Quanto alle misure, che da oggi decadono, secondo Bassetti, anche in autunno non torneranno. “Credo che si dovrà rimanere sempre nell’ambito del ‘fortemente raccomandato’ e non dell’obbligo. Ovviamente dovremmo informare tutti i cittadini perché a ottobre facciano la dose di richiamo e in questa fase credo sia molto importante lavorare sull’educazione e sull’informazione piuttosto che sulle imposizioni e sui decreti, che hanno funzionato in una fase, come per il Green pass, in cui avevamo bisogno di fare presto, di immunizzare tutti prima che arrivasse l’ondata e in qualche modo ci siamo riusciti. Per il prossimo autunno credo ci sia tempo per lavorare molto sulla consapevolezza della gente, sull’insegnare alla popolazione l’importanza della prevenzione e instillare in loro una cultura vaccinale”. 

Da oggi, con l’allentamento delle misure anti Covid “non si passa dall’obbligo di usare le mascherine all’obbligo di non usarle: nessuno ha detto questo – mette in chiaro – Si elimina l’obbligo delle mascherine nei luoghi al chiuso” tranne che in alcuni precisi contesti, dai mezzi pubblici agli eventi indoor alle scuole, “e mi pare un provvedimento in linea con quanto sta succedendo nel resto del mondo, ma ciò non significa che dobbiamo levarci la mascherina. Se ci si sente più protetti o si percepisce un ambiente come a rischio sarà bene continuare a indossarla. Così come le persone anziane e fragili faranno bene a utilizzarle, visto che siamo ancora in una fase di elevata circolazione del virus”. 

Galli
 

“Da qui all’autunno può accadere di tutto. Può anche succedere che il virus muti ancora e salti fuori una variante con caratteristiche meno preoccupanti. Non dobbiamo pensare solo in negativo. Ma può anche succedere, al contrario, che ci siano varianti più patogene. Non lo sappiamo. E non possiamo dire che l’allentamento delle misure di oggi influisca sull’autunno”. Ad affermarlo all’Adnkronos Salute Massimo Galli, ex direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano. L”ammorbidimento’ inciderà invece sulla circolazione del virus attuale che “continua ad essere importante. I casi che noi vediamo sono solo una parte. Una buona fetta oggi non viene registrata”. 

“Se la domanda è: il virus sarà sparito in autunno? La risposta è ‘dubito fortemente’. Per quando riguarda le previsioni di cosa realmente ci aspetti nessuno può dirlo. Vedremo cosa succederà nell’altro emisfero, durante la stagione per loro invernale e cosa comporteranno gli spostamenti delle persone durante le vacanze estive. Ci saranno altri elementi in gioco che contribuiranno a modificare il quadro e che ora, non conoscendoli, non ci permettono di ipotizzare con troppa precisione lo scenario autunnale”. 

Pregliasco
 

“Tutte le aperture facilitano la diffusione del virus, in questa fase abbiamo un plateau dopo la quarta ondata, non credo ce ne sarà una quinta ma un continuum di presenza del virus con tendenza sperabilmente al degradare”. Così il virologo dell’Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, commenta all’Adnkronos Salute i rischi che potrebbe comportare l’allentamento, da domani, delle misure anti Covid, anche sul prossimo autunno.  

“A meno dell’arrivo di una variante con caratteristiche negative”, secondo Pregliasco, lo scenario autunnale vedrà “un andamento endemico e ciclico, con numero di casi dai 5mila ai 90-100mila al giorno, ma con un virus più ‘buono’. Un andamento – ribadisce un concetto da lui sempre descritto – simile a un sasso in uno stagno con onde di grado ridotto nel tempo. Con una probabile presenza del Covid come principale protagonista che scalzerà il virus influenzale protagonista delle stagioni autunnali e fredde pre Covid. E’ chiaro – sottolinea che dovremo convivere col virus e che si abbasserà l’attenzione ma confido nell’uso dei farmaci disponibili e facilmente prescrivibili dal medico di famiglia, somministrabili dunque all’inizio dei sintomi e in campagne vaccinali parallele a quelle dell’influenza con vaccini aggiornati”.  

In autunno, quando il virus si ripresenterà, quali saranno le misure per tenerlo sotto controllo? “Le mascherine dovranno essere sdoganate e diventare come gli occhiali da sole che, quando serve, indossiamo, da usare sempre per le persone fragili e chi le assiste, ovviamente Ffp2”, conclude. 

Lopalco
 

L’allentamento delle restrizioni anti Covid in vigore da oggi “avrà, come effetto più probabile, un prolungamento della coda di questa ultima ondata, mantenendo il livello di circolazione virale elevato per un periodo maggiore. Ma, se il comportamento del virus sarà quello atteso sulla base delle stagioni precedenti, in estate la circolazione dovrebbe tornare ai minimi. Dubito, quindi, che i comportamenti di oggi possano avere un effetto prolungato fino all’autunno”. Lo spiega all’Adnkronos Salute l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all’Università del Salento. 

“Per prevedere quello che succederà in autunno dobbiamo monitorare attentamente la situazione nel corso dell’estate soprattutto in merito alla emergenza di nuove varianti a livello globale”, conclude.
 

Orsini e Hitler: “Seconda guerra mondiale è colpa sua”

(Adnkronos) – Adolf Hilter non voleva la Seconda Guerra Mondiale? “Non ho minimamente toccato la questione della responsabilità della seconda guerra mondiale”. Il professor Alessandro Orsini, con un post su Facebook, torna sull’ultima apparizione televisiva ad Accordi e Disaccordi e sulle conseguenti polemiche. 

“Ben diversamente, mi sono interrogato sui meccanismi che hanno innescato quell’immane tragedia. Per poter comprendere il senso di questa mia affermazione, occorre (saper) distinguere due domande diverse. La prima domanda, di cui non mi sono occupato ad accordi e disaccordi, è: ‘Chi è il responsabile della seconda guerra mondiale?’. Nella mia prospettiva, Hitler è stato il principale responsabile della seconda guerra mondiale. La seconda domanda è: ‘Attraverso quali meccanismi e reazioni a catena ha avuto inizio la seconda guerra mondiale?’. È soltanto questa la domanda che ho affrontato ad accordi e disaccordi e faccio notare che nessuno ha smentito ciò che ho detto su Hitler”, afferma. 

“L’Italia è un paese arretratissimo in materia di sicurezza internazionale. Le università italiane non hanno mai investito in questo campo di studi. La conseguenza è che il sapere scientifico non si è diffuso tra le persone comuni, i politici e i giornalisti, se non con pochissime eccezioni. E, così, milioni di italiani hanno scoperto la sicurezza internazionale il 24 febbraio 2022. Ed io mi trovo continuamente a essere accusato di essere ignorante da migliaia di grandissimi ignoranti, inclusi direttori di quotidiani e trasmissioni televisive”, dice Orsini.  

Il professore aggiunge che “essendo io un pacifista, essendo i miei valori quelli del pacifismo, è normale che io sia un esperto nello studio dei meccanismi che innescano la violenza politica, sia essa il terrorismo o l’avvio di una guerra. Se, infatti, un pacifista comprende i meccanismi di innesco delle guerre passate, allora forse può indicare come evitare di commettere gli stessi errori in Ucraina. Generalmente amo chi mi odia. In questo caso, più che di amore, parlerei di compassione. Provo una certa compassione per i miei odiatori. Soprattutto per il direttore di Repubblica e del Corriere della Sera”. 

Covid oggi Italia, 53.602 contagi e 130 morti: bollettino 30 aprile

(Adnkronos) – Sono 53.602 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia oggi, 30 aprile 2022, secondo i dati e i numeri Covid – regione per regione – del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 130 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 383.073 tamponi, tra molecolari e antigenici, con un tasso di positività al 14%. 

I ricoverati con sintomi sono 9.826, 116 in meno da ieri, mentre le terapie intensive occupate sono 366, 5 in meno da ieri.
 

VENETO – Sono 5.549 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino Covid-19 di Azienda Zero. Si registrano 3 morti. Il totale dei casi da inizio pandemia è arrivato a 1.668.391, mentre gli attualmente positivi sono 70.005. Il totale dei decessi da inizio pandemia è 14.455. Negli ospedali veneti sono ricoverate 621 persone in area medica e 15 in terapia intensiva. Negli ospedali di comunità i ricoverati positivi sono 118. Nella giornata di ieri sono state somministrate 2.539 dosi di vaccino anti-Covid. 

LAZIO – Sono 5.506 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile 2022 nel Lazio, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 10 decessi. “Oggi, nel Lazio, su 8.168 tamponi molecolari e 30.963 tamponi antigenici per un totale di 39.131 tamponi, si registrano 5.506 nuovi casi positivi (-89). Sono 10 i decessi (-1), 1.144 i ricoverati (-6), 62 le persone nelle terapie intensive (-2) e 6.160 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 14%. I casi a Roma città sono a quota 2.857” riferisce l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, dopo la videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l’ospedale Pediatrico Bambino Gesù. 

SARDEGNA – Sono 1.618 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile 2022 in Sardegna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 4 decessi. Le vittime sono una donna di 86 anni del Sud Sardegna mentre abitavano nel Sassarese due donne di 81 e 86 anni e un uomo di 95. I nuovi positivi sono stati certificati dall’esame di 170 tamponi molecolari e 1.448 antigenici su un totale di 8.948 test processati. Con due nuovi ingressi sale a 15 il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva mentre scende a 302 (uno in meno) quello dei posti letto nell’area medica. Scende anche il numero dei casi di isolamento domiciliare: adesso sono 28.812, 76 persone in meno di ieri. 

TOSCANA – Sono 2.921 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 5 morti. I nuovi casi Covid, 756 confermati con tampone molecolare e 2.165 da test rapido antigenico, portano il totale a 1.097.551 dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Coronavirus e sono lo 0,3% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,2% e raggiungono quota 1.035.643 (94,4% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 3.201 tamponi molecolari e 17.553 tamponi antigenici rapidi, di questi il 14,1% è risultato positivo. Sono invece 3.948 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 74% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 52.061, +0,9% rispetto a ieri. I ricoverati sono 641 (14 in meno rispetto a ieri), di cui 22 in terapia intensiva (1 in più). Oggi si registrano 5 nuovi decessi: 2 uomini e 3 donne con un’età media di 84,2 anni. 

CALABRIA – Sono 1.556 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 30 aprile 2022 in Calabria, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri sono stati registrati 8 morti per un totale di 2.503 vittime da inizio pandemia nella Regione. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 8.175 tamponi, tra molecolari e antigenici. 

Il bollettino, inoltre, registra -1.035 attualmente positivi, -15 ricoveri per un totale di 271 e, infine, una terapia intensiva occupata in più per un totale di 19.VENETO 

Sono 5.549 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino Covid-19 di Azienda Zero. Si registrano 3 morti. Il totale dei casi da inizio pandemia è arrivato a 1.668.391, mentre gli attualmente positivi sono 70.005. Il totale dei decessi da inizio pandemia è 14.455. Negli ospedali veneti sono ricoverate 621 persone in area medica e 15 in terapia intensiva. Negli ospedali di comunità i ricoverati positivi sono 118. Nella giornata di ieri sono state somministrate 2.539 dosi di vaccino anti-Covid. 

VALLE D’AOSTA – Sono 77 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile 2022 in Valle d’Aosta, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Nessun nuovo decesso. Il totale delle persone contagiate dal virus da inizio emergenza ad oggi sale, così, a 35.052. I positivi attuali sono 1558 di cui 1541 in isolamento domiciliare e 17 ricoverati in ospedale. Le persone complessivamente guarite sono 32.961, in aumento di 20 unità rispetto a ieri. I nuovi casi testati sono 61, i tamponi complessivamente effettuati 508.651. I decessi di persone con diagnosi Covid da inizio epidemia a oggi in Valle d’Aosta sono 533. 

 

 

Concerto 1 maggio, Covid e mascherine: cosa dicono Galli, Lopalco e Pregliasco

(Adnkronos) – Massima attenzione e responsabilità. Gli esperti invitano a non abbassare la guardia sul rischio di contagio Covid-19 domani al concerto del 1 maggio in piazza San Giovanni a Roma per la Festa dei lavoratori. 

“Il primo maggio è una festa che è anche un richiamo alla responsabilità civile e morale. Spero che questo richiamo resti anche per ricordare che, oltre alla guerra in atto che ci angoscia, c’è ancora una pandemia che non è stata vinta. Anche al consueto concerto a Roma di domani il mio appello alla responsabilità ha un più ampio significato che, oltre al rifiuto della guerra e alla difesa del lavoro, implica anche l’impegno individuale a contrastare il virus che ancora c’è e crea problemi” dice all’Adnkronos Salute Massimo Galli, ex direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco.  

“Spero che il concertone di piazza San Giovanni – continua Galli – venga frequentato responsabilmente. In una situazione in cui c’è circolazione virale il rischio è evidente in eventi dove c’è una concentrazione di persone. Rischio dato dal fatto che, anche per un’infezione che ha una gravità inferiore rispetto al passato, ci sono ancora casi seri e decessi. La responsabilità individuale nei confronti di sé stessi e degli altri è fondamentale”. 

Al concerto del primo maggio a Roma con la mascherina? “Sinceramente se la mascherina la indossa solo una parte del pubblico serve a poco. Fondamentalmente protegge poco chi la indossa, a meno che non sia Ffp2 ma indossata bene” spiega all’Adnkronos Salute l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all’Università del Salento.  

Come in ogni altro mega-evento, “le raccomandazioni sono sempre le stesse: la vaccinazione ci protegge dalla malattia grave, quindi chi è vaccinato non deve tanto preoccuparsi per la propria salute; ma sappiamo che non impedisce di diventare portatore del virus. Chi partecipa a questi eventi, dunque, deve essere consapevole che può portare il virus in casa. Massima attenzione per tutte le persone deboli con cui si entra in contatto stretto”, conclude.  

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano, sentito dall’Adnkronos Salute, invita a non abbassare la guardia evidenziando che il concertone del primo maggio domani a Roma come “ogni assembramento rappresenta un rischio, e andando ormai verso aperture, ogni occasione richiederà attenzione e responsabilità da parte di chi partecipa”. 

Covid oggi Italia, bollettino Protezione Civile e contagi regioni 30 aprile

(Adnkronos) – Il bollettino con i numeri Covid in Italia di oggi, sabato 30 aprile 2022, con dati e news della Protezione Civile e del ministero della Salute – regione per regione – su contagi da coronavirus, ricoveri e morti. I numeri da Piemonte, Lombardia e Veneto, Toscana e Lazio, Campania e Sicilia. Il bollettino delle grandi città come Milano, Roma e Napoli, i numeri della campagna vaccinale, alla vigilia delle nuove regole per l’uso delle mascherine al chiuso. Ecco i dati, regione per regione: 

Sono 5.549 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino Covid-19 di Azienda Zero. Si registrano 3 morti. Il totale dei casi da inizio pandemia è arrivato a 1.668.391, mentre gli attualmente positivi sono 70.005. Il totale dei decessi da inizio pandemia è 14.455. Negli ospedali veneti sono ricoverate 621 persone in area medica e 15 in terapia intensiva. Negli ospedali di comunità i ricoverati positivi sono 118. Nella giornata di ieri sono state somministrate 2.539 dosi di vaccino anti-Covid. 

Sono 2.921 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19 anticipati via social dal presidente della regione Eugenio Giani. “I nuovi casi positivi sono 2.921 su 20.754 test di cui 3.201 tamponi molecolari e 17.553 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 14,07% (74,0% sulle prime diagnosi)”, si legge nel post pubblicato su Telegram. 

Covid oggi Toscana, 2.921 contagi: bollettino 30 aprile

(Adnkronos) – Sono 2.921 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19 anticipati via social dal presidente della regione Eugenio Giani. “I nuovi casi positivi sono 2.921 su 20.754 test di cui 3.201 tamponi molecolari e 17.553 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 14,07% (74,0% sulle prime diagnosi)”, si legge nel post pubblicato su Telegram. 

Covid Italia, Iss: mortalità non vaccinati 9 volte più alta rispetto a chi ha booster

(Adnkronos) – Il tasso di mortalità legato al Covid, per le persone di età superiore ai 5 anni che non si sono vaccinate (con 36 decessi ogni 100.000 abitanti) è 4 volte più alto rispetto alle persone vaccinate con ciclo completo da 120 giorni (9 decessi ogni 100.000). E arriva ad essere 9 volte più alto rispetto alle persone vaccinate con booster (4 decessi per 100.000 abitanti)”. Lo evidenzia il report esteso dell’Istituto superiore di sanità (Iss) su Covid-19 in Italia. 

CASI ASINTOMATICI – “E’ in leggero aumento la percentuale di casi di Covid 19 segnalati con stato clinico iniziale asintomatico”, che si attesta al “72% contro il 70% della settimana precedente”. 

Dall’inizio dell’epidemia al 27 aprile “sono stati 16.205.233, di cui 160.739 deceduti, i casi diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata Covid-19”. In generale, “nel corso dell’ultima settimana il numero di casi segnalati risulta stabile, il numero di ospedalizzazioni e di ricoveri in terapia intensiva risulta in diminuzione, mentre il numero di decessi è in leggero aumento”.  

INCIDENZA – “Dopo varie settimane in diminuzione, aumenta l’incidenza settimanale di casi Covid -19 a livello nazionale”. E, in particolare, “nella fascia di età 30-39 anni si registra il più alto tasso di incidenza a 14 giorni, pari a 1.565 casi per 100.000, mentre nella fascia di età 70-79 anni si registra il valore più basso, 1.254 casi per 100.000 abitanti” evidenzia il report.  

I dati del flusso Iss, nel periodo che va dal 18 al 24 aprile evidenziano, in generale, “un lieve aumento dell’incidenza, pari a 691 per 100.000 abitanti, rispetto alla settimana precedente quando erano 684 per 100.000 abitanti (periodo 11-17 aprile). Anche nel periodo più recente, sulla base dei dati aggregati raccolti dal ministero della Salute”, si registra lo stesso trend passando dai 675 casi per 100mila abitanti del 15-21 aprile ai 699 del 22-28 aprile. In “leggero aumento l’età mediana dei soggetti segnalati negli ultimi 14 giorni, che passa dai 42 anni della metà di marzo ai 46 anni di questa settimana”.  

CASI IN ETÀ SCOLASTICA – Diminuiscono i casi di Covid 19 segnalati in età scolastica rispetto al resto della popolazione, e si attestano al 18%. “Nell’ultima settimana, il 19% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nei bambini sotto i 5 anni, il 42% nella fascia d’età 5-11 anni, il 39% nella fascia 12-19 anni” evidenzia il report. 

In generale è “in diminuzione il tasso di incidenza ad eccezione delle fasce 12-15 anni e 16-19 in cui risulta in aumento. Stabile il tasso di ospedalizzazione in tutte le fasce d’età ad eccezione della fascia d’età minore di 5 anni in cui risulta in diminuzione, benché i dati riferiti all’ultima settimana siano da considerare in via di consolidamento”, riferisce il report. “Dall’inizio dell’epidemia sono stati diagnosticati – e riportati al sistema di sorveglianza integrata Covid-19 – 3.666.610 casi nella popolazione 0-19 anni, di cui 17.672 ospedalizzati, 391 ricoverati in terapia intensiva e 54 deceduti”.  

CONTAGI TRA OPERATORI SANITARI – Resta stabile, questa settimana, al 2,6%, “la percentuale di casi di Covid-19 tra gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione” di età compresa tra i 20 e i 65 anni. 

 

 

Covid oggi Veneto, 5.549 contagi e 3 morti: bollettino 30 aprile

(Adnkronos) – Sono 5.549 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 aprile in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino Covid-19 di Azienda Zero. Si registrano 3 morti. Il totale dei casi da inizio pandemia è arrivato a 1.668.391, mentre gli attualmente positivi sono 70.005. Il totale dei decessi da inizio pandemia è 14.455. Negli ospedali veneti sono ricoverate 621 persone in area medica e 15 in terapia intensiva. Negli ospedali di comunità i ricoverati positivi sono 118. Nella giornata di ieri sono state somministrate 2.539 dosi di vaccino anti-Covid.  

Green pass sul lavoro, mascherine al chiuso: cosa cambia da domani 1 maggio

(Adnkronos) – Da domani, domenica 1 maggio 2022, si apre una fase nuova contro il covid con nuove regole e misure per Green pass e mascherine al chiuso.  

Mascherine al chiuso, obbligo o raccomandazione: ecco dove
 

Per quanto riguarda l’obbligo delle mascherine al chiuso l’obbligo resta fino al 15 giugno solo in alcuni luoghi, come ospedali, cinema e mezzi pubblici. Anche a scuola le mascherine Ffp2 continueranno a essere utilizzate, fino alla fine dell’anno scolastico, come già previsto dal decreto del marzo scorso.  

Mascherine al chiuso, Ffp2 raccomandate nei luoghi di lavoro pubblici. E’ quanto prevede la circolare firmata dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, indirizzata a tutte le amministrazioni pubbliche, sulla base dell’ordinanza emanata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che contiene la raccomandazione all’utilizzo delle mascherine nei luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico senza tuttavia prevedere alcun obbligo specifico. 

La circolare, si legge in una nota, contiene indicazioni di carattere generale per una corretta e omogenea applicazione dell’ordinanza del ministro Speranza nei luoghi di lavoro pubblici. Sarà cura di ogni amministrazione impartire tempestivamente le necessarie misure operative, tenendo conto delle condizioni concrete dei luoghi di lavoro e delle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa dei propri dipendenti. 

L’uso delle mascherine Ffp2 è raccomandato, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale “fragile”, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti. 

La presidenza della Cei in una lettera ai Vescovi italiani, dal 1 maggio al 15 giugno prossimi, raccomanda ai fedeli di continuare ad utilizzare la mascherina a messa. “L’andamento dei contagi – rimarca la Cei – risulta costante da qualche settimana e tale dato porta a confermare le indicazioni della Presidenza contenute nella comunicazione dello scorso 25 marzo facendo tuttavia presente che l’uso delle mascherine resta, a rigore, raccomandato in tutte le attività che prevedono la partecipazione di persone in spazi al chiuso come le celebrazioni e le catechesi, mentre resta obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2 per gli eventi aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in locali assimilabili a sale cinematografiche, sale da concerto e sale teatrali”. 

“Si segnala, tra l’altro, che a partire dal 1° maggio 2022 non è più necessario il Green Pass per le attività organizzate dalle Parrocchie. Parimenti – scrive la presidenza della Cei – non è necessario il Green Pass per l’accesso ai luoghi di lavoro dei lavoratori e dei volontari che collaborano”. 

“Nei supermercati non esiste più l’obbligo della mascherina, per il commesso dipende dal protocollo dell’azienda che può aver sottoscritto un documento con le associazioni di categoria o datoriali – ha spiegato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa – Questo può prevedere l’uso della mascherina ma è scelta non più dettata da obbligo normativo”. 

Green pass
 

Il decreto covid del 17 marzo scorso stabilisce inoltre dal 1° maggio l’eliminazione del Green pass per l’accesso al luogo di lavoro. Eliminazione del Green pass dal 1° maggio anche per bar e ristoranti anche al chiuso; – mense e catering continuativo; – accesso degli spettatori a spettacoli al chiuso (cinema, teatri) e a eventi sportivi ; – studenti universitari; – centri benessere; – attività sportive al chiuso e spogliatoi; – convegni e congressi; – corsi di formazione; – centri culturali, sociali e ricreativi al chiuso; – concorsi pubblici; – sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; – colloqui visivi in presenza con i detenuti negli istituti penitenziari; – feste al chiuso e discoteche; – mezzi di trasporto. 

Fino al 31 dicembre 2022 resta però l’obbligo vaccinale con la sospensione dal lavoro per gli esercenti le professioni sanitarie e i lavoratori negli ospedali e nelle RSA; fino alla stessa data rimane obbligatorio il Green pass per visitatori in RSA, hospice e reparti di degenza degli ospedali. Per le forze dell’ordine, le forze armate, il personale della scuola e delle università, ma anche gli over 50 l’obbligo vaccinale resta in vigore fino al prossimo 15 giugno. 

Smart working
 

Smart working, è arrivata la proroga per i lavoratori fragili, nella pubblica amministrazione e privati. E’ stato infatti approvato, riferisce il ministero del Lavoro, “in Commissione Affari Sociali alla Camera l’emendamento, fortemente sostenuto dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, che proroga al 30 giugno il regime di tutela per i lavoratori fragili (diritto allo smart working per tutti i fragili e, per specifiche categorie di fragili, ove non sia possibile svolgere lavoro in modalità agile, equiparazione al ricovero ospedaliero), in sede di esame del disegno di legge di conversione al decreto-legge n. 24 del 2022 (Covid riaperture)”. 

Prorogato, inoltre, il diritto allo smart working anche per i genitori di figli con fragilità, nonché, fino al 31 agosto, le modalità di comunicazione semplificata per lo smart working per tutti i lavoratori del settore privato. 

Orsini: “Quando un paese entra nella Nato io piango”

(Adnkronos) – “Ogni volta che sento che un paese vuole entrare nella Nato, soprattutto se vicino ai confini con la Russia, io piango”. Il professor Alessandro Orsini si esprime così nel suo intervento a Accordi e Disaccordi sul Nove e Discovery+. 

“Non siamo ancora nella Terza Guerra Mondiale, ma stiamo andando speditamente in questa direzione. L’ingresso di nuovi paesi nella Nato è un gravissimo pericolo per l’umanità. Sarebbe una grande tragedia per tutti. Il mio auspicio è che escano dalla Nato paesi che confinano con l’Ucraina: la Slovacchia, la Romania, l’Ungheria. L’interesse dell’umanità è contrario a quello della Nato. L’espansione della Nato ci avvicina alla Terza Guerra Mondiale. “Ogni volta che sento che un paese vuole entrare nella Nato, soprattutto se vicino ai confini con la Russia, io piango”, aggiunge. “Io considero Putin pericoloso a livello 10. E considero Biden pericoloso a livello 10: è un traditore dell’Europa, la sta accoltellando alle spalle. In relazione all’Ucraina considero Biden pericoloso quanto Putin”, dice riferendosi al presidente russo e a quello degli Stati Uniti. 

Mascherine al chiuso 1 maggio: scuola, supermercato, chiesa

(Adnkronos) – Nuove regole dall’1 maggio 2022 per le mascherine al chiuso. La nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, proroga fino al 15 giugno l’obbligo delle mascherine in alcuni luoghi, come ospedali, cinema e mezzi pubblici. Ma cosa succede a scuola, in chiesa o se si va al supermercato? Ci sono obblighi o raccomandazioni? 

MASCHERINE A SCUOLA – Le mascherine a scuola continueranno a essere utilizzate fino alla fine dell’anno scolastico, come già previsto dal decreto del marzo scorso. “Confermo che a scuola si va fino a fine anno con la mascherina” ha detto la ministra per gli Affari Regionali e parlamentare di Fi, Mariastella Gelmini, ospite di ‘Orario Continuato’ su Telelombardia. 

Ma la prospettiva di utilizzare le Ffp2 in classe non piace ad alcuni sindacati. Per il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, “solo con la prevenzione e con gli investimenti si può essere credibili ed accettare anche sacrifici specifici. Non si riesce a ridurre gli alunni per classi super affollate e a costituire presidi sanitari, come anche sanificare l’aria nelle aule. Restano solo le mascherine che costano poco e ‘puliscono’ la coscienza” dice all’Adnkronos. 

La decisione di mantenere le mascherine Ffp2 in classe fino al termine delle lezioni viene bocciata senza appello anche dal coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, secondo cui “chi scrive queste norme dovrebbe solo provare che cosa significa fare lezione a giugno in classe con una Ffp2”. “In molte zone del Paese – sottolinea Di Meglio all’Adnkronos – è già difficile normalmente tenere le lezioni e svolgere gli esami perché le scuole non sono dotate di aria condizionata, al massimo qualche volta ne è fornito l’ufficio del dirigente”. 

MASCHERINE IN CHIESA – La presidenza della Cei in una lettera ai Vescovi italiani, dal 1 maggio al 15 giugno prossimi, raccomanda ai fedeli di continuare ad utilizzare la mascherina a messa. “L’andamento dei contagi – rimarca la Cei – risulta costante da qualche settimana e tale dato porta a confermare le indicazioni della Presidenza contenute nella comunicazione dello scorso 25 marzo facendo tuttavia presente che l’uso delle mascherine resta, a rigore, raccomandato in tutte le attività che prevedono la partecipazione di persone in spazi al chiuso come le celebrazioni e le catechesi, mentre resta obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2 per gli eventi aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in locali assimilabili a sale cinematografiche, sale da concerto e sale teatrali”.  

“Si segnala, tra l’altro, che a partire dal 1° maggio 2022 non è più necessario il Green Pass per le attività organizzate dalle Parrocchie. Parimenti – scrive la presidenza della Cei – non è necessario il Green Pass per l’accesso ai luoghi di lavoro dei lavoratori e dei volontari che collaborano”. 

MASCHERINE AL SUPERMERCATO – “Nei supermercati non esiste più l’obbligo della mascherina, per il commesso dipende dal protocollo dell’azienda che può aver sottoscritto un documento con le associazioni di categoria o datoriali – ha spiegato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ospite di ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio 1 – Questo può prevedere l’uso della mascherina ma è scelta non più dettata da obbligo normativo”.  

Covid oggi Italia, variante Omicron 4 isolata a Monza

(Adnkronos) – Isolata in Italia la variante ‘Omicron 4’. La nuova sottovariante BA.4 di Sars-Cov-2, al vaglio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è stata isolata e genotipizzata presso il laboratorio di Microbiologia dell’ospedale San Gerardo di Monza la variante. La nuova variante è stata identificata poche ore fa e fino ad oggi non era ancora stata sequenziata in Italia. Lo riferisce lo stesso ospedale, sottolineando che il laboratorio, diretto da Annalisa Cavallero, che porta quotidianamente avanti il lavoro di genotipizzazione del virus, è inserito nella rete lombarda e italiana dei laboratori che si occupano di identificazione e isolamento delle varianti. 

“Trovare con rapidità varianti è fondamentale per improntare al meglio le cure – sottolinea il Direttore generale della Asst Monza, Silvano Casazza -. In questa particolare circostanza sono orgoglioso del lavoro svolto dal nostro laboratorio, tra i primi in Italia per qualità”. 

“Mi complimento con il laboratorio di Microbiologia dell’Ospedale San Gerardo di Monza – commenta la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti – una vera eccellenza della ricerca e che conferma la vigilanza attenta e massima che Regione Lombardia mantiene sul Covid-19″. 

Covid oggi Lombardia, 7.631 contagi e 26 morti: bollettino 29 aprile

(Adnkronos) – Sono 7.631 i contagi da coronavirus in Lombardia oggi, 29 aprile 2022, secondo secondo numeri e dati covid del bollettino della regione, a fronte di 59.522 tamponi effettuati, di cui è risultato positivo il 12,8%. Nelle ultime 24 ore sono morte 26 persone, per un totale di 39.915 decessi nella regione da inizio pandemia. Cala il numero di ricoverati: in terapia intensiva sono 34, 1 meno di ieri; nei reparti Covid ordinari 1.233, 28 meno di 24 ore fa.  

I provincia di Milano i nuovi casi sono 2.215, di cui 910 nella città capoluogo. Segue la provincia di Brescia con 1.021 nuovi positivi. Incremento di contagi a tre cifre negli altri territori della Lombardia: Varese +685, Monza e Brianza +660, Bergamo +608, Pavia +468, Como +450, Mantova +405, Lecco +300, Cremona +260, Sondrio +216 e Lodi +130.