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Categoria: cronaca

Scuola, Bianchi: “Mai così tanti soldi, subito più posti nei nidi”

“Non ci sono mai stati tanti soldi per la scuola. Con due obiettivi principali: il primo investire sugli ambienti scolastici, metterli in sicurezza ma anche modificarli per una didattica più partecipata, con più laboratori, con aule in grado di adattarsi a diverse esigenze. Il secondo, permettere ai ragazzi di tutto il Paese di avere le stesse opportunità per combattere la dispersione che colpisce soprattutto il Sud. Questo vuol dire ad esempio aumentare i nidi”. A dirlo in un’intervista a La Repubblica il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.  

Ci sono 17,59 miliardi da spendere in cinque anni: come? “Partiamo dagli spazi, nuove scuole e riqualificazione di quelle esistenti – sottolinea Bianchi – Le faranno i Comuni e le Province con il supporto di Cassa depositi e prestiti e Agenzia per la coesione. Abbiamo l’occasione di superare il concetto di aule, corridoi lunghissimi e porte chiuse per puntare su laboratori, palestre e mense. A novembre partono i bandi per i primi 5 miliardi”.  

Tra cinque, continua il ministro, “ci saranno più asili nido, per permettere a tutti i bimbi di avere le stesse opportunità già prima della scuola primaria”. Quanto alla riforma della scuola media, Bianchi dice che “va rafforzato il ruolo di orientamento verso le superiori dove la scelta degli Istituti tecnici e professionali andrà resa più qualificante anche con la riforma che stiamo approvando. Queste scuole saranno sempre più legate al territorio per inserirti subito nel mondo del lavoro”.  

Terza dose vaccino, Rasi: “No a inutili psicosi, prima gli over 60”

Sulla terza dose di vaccino anti Covid a tutta la popolazione “non lasciamoci catturare da psicosi immotivate”. Così Guido Rasi, consigliere del commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo, microbiologo, in un’intervista a ‘Il Corriere della sera’. Rasi non esclude che però “con il tempo ci si arriverà, fermo restando che adesso è più importante distribuire il richiamo, il booster , agli ultrasessantenni, come previsto nell’ultima circolare del ministero della Salute”. E per i più giovani? “I dati che stiamo accumulando sul campo ci diranno se il decadimento della risposta immunitaria è una prerogativa dei più anziani o se il fenomeno coinvolge i cinquantenni e le classi d’età inferiori. Nessuno ci corre dietro. C’è tempo per verificare se anche questa popolazione è esposta al contagio dopo aver ricevuto il ciclo completo”, osserva 

È vero che il vaccino monodose di Johnson&Johnson mantiene meno a lungo l’immunità, addirittura appena due mesi? “Non è proprio così – risponde Rasi- Come per tutti gli altri vaccini, dopo due mesi comincia a declinare la risposta immunitaria ed è ragionevole che dopo sei mesi valga la pena ricevere una seconda somministrazione. Non c’è ragione di allarmarsi. Non è una sorpresa che anche per Johnson&Johnson sarebbe servita la dose di richiamo”. Anche per gli immunizzati con Johnson&Johnson il richiamo sarà a base di un composto a mRna? “Sì, tanto più che abbiamo prova dell’efficacia del mix eterologo che offre risultati migliori sul piano della protezione”, osserva.  

Spieghiamo meglio il concetto del decadimento delle difese immunitarie. “Non significa perdere le difese, ma che queste difese tendono ad abbassarsi – continua – Anche infettandoci, non rischiamo comunque di ammalarci delle forme severe di Covid-19 e di finire in ospedale. Ricordiamo poi che la produzione di anticorpi avviene sotto lo stimolo del virus. Il sistema immunitario è una macchina prodigiosa e sa bene quando è il momento di mettersi in azione. È dotato di memoria, sa reagire di fronte all’attacco del Sars-CoV-2 e chiama a raccolta gli anticorpi”. Quindi? “Il decadimento dell’immunità è lineare, progressivo, non c’è una data di scadenza”. E allora che bisogno c’è di ricorrere alla terza iniezione (o la seconda, per chi ha fatto Johnson&Johnson)? “I primi vaccinati possono infettarsi e si è visto che l’infezione è più frequente dopo sei mesi dal completamento del ciclo di base. Arrivare a un numero più basso di contagi significa ridurre ulteriormente la circolazione del virus – rimarca Rasi – non lasciargli spazio e anche reagire più rapidamente al suo assalto. In Italia non abbiamo un problema di scorte quindi è meglio fare tutto ciò che può servire a salvaguardare i nostri concittadini. I vaccini sono sicuri”.  

Gli insegnanti spingono per avere la terza dose. Hanno ragione? “Per il momento la discriminante è l’età. Se hanno più di 60 anni – ricorda -possono fare il richiamo altrimenti aspettano fino a quando si dovesse decidere diversamente. Gli operatori sanitari che in questa fase stanno ricevendo la terza iniezione lavorano in ambienti dove il rischio di infettarsi è maggiore, ecco come mai è stata data loro la precedenza. Oltretutto sono stati i primi a essere stati vaccinati nei primi mesi del 2021”.  

Come mai il richiamo di Moderna autorizzato dall’agenzia europea Ema contiene la metà della dose utilizzata per i primi due inoculi? “Contiene una quantità di Rna, la parte che consegna alle cellule il messaggio di produrre anticorpi contro il virus, quasi tripla rispetto a Pfizer/BioNTech”, prosegue.. L’avvio dell’operazione terza dose ha messo in difficoltà l’organizzazione? “Nessun problema, grazie alla grande disponibilità di vaccini. Purtroppo la richiesta di prime dosi si è estremamente ridotta una volta esaurita l’ondata dei ritardatari”, conclude Rasi. 

Meteo, Sud nel mirino del ciclone mediterraneo: rischio alluvioni

Il vortice ciclonico che sta imperversando con estrema violenza sulla Sicilia orientale, dopo una temporanea perdita di forza, da giovedì si rinforzerà ulteriormente e raggiungerà la Sicilia nel corso di venerdì. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che dopo un mercoledì sicuramente meno piovoso per la Sicilia e di bel tempo sul resto d’Italia, da giovedì il ciclone si incamminerà verso l’isola con il rischio che diventi un pericoloso medicane. Questo termine deriva dalla fusione delle parole inglesi MEDIterranean hurriCANE, letteralmente “uragano del Mediterraneo” in quanto per le caratteristiche fisiche della struttura atmosferica ricorda i “mostri” che si formano sugli oceani. Se ciò dovesse concretizzarsi il maltempo diventerà davvero ancora pesante soprattutto sulla Sicilia centro-orientale, settentrionale e poi sulla Calabria ionica, che verranno sferzate da venti tempestosi, piogge battenti e insistenti per oltre 24-48 ore. Se giovedì pioverà diffusamente soltanto sulla Sardegna, sarà venerdì la giornata cruciale nella quale il possibile medicane, posizionato proprio sulla Sicilia, scatenerà tutta la sua violenza sull’isola e sulla Calabria ionica. Il resto d’Italia invece se ne starà a guardare, grazie al riparo offerto dall’alta pressione. Attorno al centro depressionario i venti potrebbero soffiare con raffiche superiori ai 100 km/h generando intense mareggiate sulle coste. 

NEL DETTAGLIO 

Mercoledì 27. Al nord: bel tempo. Al centro: in prevalenza soleggiato. Al sud: piogge soltanto sulla Sicilia, forti su trapanese e agrigentino. 

Giovedì 28. Al nord: soleggiato. Al centro: peggiora diffusamente sulla Sardegna con piogge battenti. Al sud: in prevalenza asciutto salvo isolati piovaschi sulle coste ioniche. 

Venerdì 29. Al nord: bel tempo prevalente. Al centro: ultime piogge in Sardegna, asciutto altrove. Al sud: rischio alluvionale su Sicilia e Calabria ionica. 

Nel weekend si avvicinerà una perturbazione atlantica. 

Reddito cittadinanza, in 70 senza requisiti: frode da 1 milione

Reddito di cittadinanza, scoperti 70 percettori senza requisiti e una truffa da circa 1 milione di euro all’Inps. I finanzieri della Tenenza di Busalla (Genova), agli esiti di una specifica indagine in materia di tutela della spesa pubblica, hanno infatti accertato in sinergia e collaborazione con l’Inps l’illiceità di 70 domande di reddito di cittadinanza, presentate da cittadini extracomunitari abitanti in Valle Scrivia (Genova), ma prive dei requisiti necessari quali la residenza ed il soggiorno sul territorio nazionale per dieci anni (di cui gli ultimi due continuativi). 

L’attività è stata sviluppata mediante l’incrocio tra i dati presenti nel patrimonio informativo del Corpo con le informazioni acquisite sia presso i Comuni che presso i Centri di Accoglienza Secondaria presenti sul territorio e la collaborazione della locale Questura, portando alla scoperta di una frode di circa un milione di euro. I 70 percettori – assistiti da alcuni Caf compiacenti – sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Genova ed all’Inps per l’immediato blocco del beneficio, mentre proseguono le azioni di recupero attraverso il sequestro delle somme presenti sui conti bancari riconducibili agli stessi.  

Vaccino covid, Ilaria Capua: “Ho fatto terza dose, sono contenta”

“Ho fatto la terza dose, sono contenta di averla fatta”. La professoressa Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center dell’università della Florida, a DiMartedì accenna alla propria esperienza da vaccinata con la dose booster contro il covid. “Si sente, è una stimolazione aggiuntiva, che avviene per moltissimi tipi di vaccino. A chi la farà, dico che si sente”, dice la scienziata. 

Il quadro dell’epidemia è caratterizzato dall’aumento dei contagi in diversi paesi. “In Inghilterra c’è stato l’azzeramento delle misure. Bisogna mettere in pista tutti gli strumenti che abbiamo. In Italia l’epidemia è sotto controllo, in altri paesi la situazione è diversa e il virus continua a circolare. Continuerà a farlo nelle persone vaccinate, con sintomi lievi, e nelle persone non vaccinate”, aggiunge. 

SuperEnalotto, numeri estrazione vincente oggi: 5+1 da 594mila euro

I numeri dell’estrazione vincente del concorso del Superenalotto di oggi, 26 ottobre 2021: 20, 24, 25, 49, 57, 68. Numero Jolly: 16. Numero Superstar: 53. Nessun ‘6’ al concorso di oggi del Superenalotto, ma è stato centrato un ‘5+1’ che vince 594.539 euro. La vincita è stata realizzata a Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena, presso il punto vendita Tabaccheria n.16, situato in piazza Falcone 5. Il jackpot a disposizione del ‘6’ per il prossimo concorso sale a 101,1 milioni di euro. 

Epidemia virus respiratorio in neonati, è allarme: ospedali italiani pieni

E’ allarme per l’epidemia di virus respiratorio sinciziale che sta colpendo in tutta Italia bambini piccolissimi, con reparti pediatrici e terapie intensive degli ospedali strapieni di neonati e bebè con bronchioliti e polmoniti causate dal virus. A Padova sono 16 i piccoli ricoverati, di cui 4 intubati in rianimazione, “al Policlinico Umberto I di Roma 10 i ricoverati, di cui 2, di appena un mese di vita, in terapia intensiva, ma anche nelle altre regioni la situazione è analoga. “Un’epidemia arrivata con 2 mesi di anticipo”, riferisce Fabio Midulla, presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), professore ordinario di Pediatria all’università Sapienza e responsabile del Pronto soccorso pediatrico del Policlinico Umberto I di Roma, sentito dall’Adnkronos Salute.  

“Il virus – spiega – se contratto nei primi mesi di vita del bambino provoca forme di bronchiolite gravi, con manifestazioni cliniche nelle basse vie respiratorie, mentre nei bambini più grandi e negli adulti si risolve con sintomi lievi, come rinofaringite, febbre o tosse. Ma i neonati sono spesso protetti dagli anticorpi materni che si ‘trasmettono’ attraverso la placenta. Questa volta però non è stato così – fa notare l’esperto – e l’epidemia che solitamente arriva a dicembre-gennaio è scoppiata con 2 mesi di anticipo. Ce lo aspettavamo perché per un anno e mezzo il virus non ha circolato grazie alle misure anti-Covid (lavaggio delle mani, mascherine e distanziamento sociale). Ma non appena queste misure sono state allentate, i fratellini più grandi sono tornati all’asilo o a scuola, e con una popolazione senza anticorpi il virus ha cominciato a circolare, subito e in anticipo rispetto al solito, e sta dando forme gravi nei piccolissimi”. 

Il pediatra ricorda come non esista un vaccino specifico contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv – Respiratory syncytial virus), ma “ci sono tre sperimentazioni in fase III di vaccini per le mamme e terapie con anticorpi monoclonali, indicati però solo per bimbi prematuri e particolamente fragili, quali i cardiopatici”. In attesa dei vaccini materni, “dunque, l’arma principale resta la prevenzione – precisa Midulla – che consiste nelle misure di precauzione quali il lavaggio delle mani, le mascherine, il monouso dei fazzoletti da buttare sempre nella spazzatura, il distanziamento nel caso di un fratellino più grande malato e il non mandare a scuola i bambini prima che siano guariti”, perché rappresentano fonte di contagio.  

Ma cosa rischiano i bebè, soprattutto quelli che finiscono in terapia intensiva? “Per fortuna – spiega il presidente Simri – il rischio di morte, a differenza che nei Paesi in via di sviluppo, da noi è molto basso, ma il virus può lasciare danni permanenti, a partire dallo sviluppo di asma da grandi, che si verifica nel 50% dei casi. Senza dimenticare – conclude lo specialista – che curare questi bimbi, che occupano posti letto nei reparti di pediatria e nelle rianimazioni, rappresenta un costo altissimo per la società, durante il ricovero, ma anche dopo. E dire che basterebbe seguire, sempre, semplici regole di igiene”.  

Milano, cori fascisti e offese a ebrei su Zoom: perquisiti in 8

Cori fascisti e offese agli ebrei su Zoom, perquisiti 8 ragazzi a Milano. Questa mattina, la polizia di Stato, al termine di un’attività investigativa coordinata dal capo della sezione distrettuale antiterrorismo della Procura, Alberto Nobili e dal pm Francesco Cajani, ha eseguito 8 decreti di perquisizione delegata nei confronti di altrettanti soggetti indagati per accesso abusivo a un sistema informatico, violenza privata, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa.  

Le perquisizioni, coordinate dalla Digos della Questura di Milano e dalla direzione centrale polizia di prevenzione della polizia di Stato, sono state effettuate dai poliziotti delle Digos di Bari, Bologna, Brescia, Palermo, Roma, Torino, Trapani e Treviso. L’indagine trae spunto da un duplice accesso abusivo alla piattaforma Zoom: il primo episodio è accaduto la sera 26 gennaio scorso, quando, in occasione della Giornata della Memoria, l’Associazione Italia Israele di Venezia ha organizzato un pubblico convegno in diretta streaming, intitolata ‘Eludere il significato della Shoah: memoria collettiva e razionalità sociale. L’olocausto come espressione della logica interna della modernità occidentale?’. Fin da subito la conferenza è stata disturbata da una intromissione di voci di più persone, frasi inneggianti al Duce, offese contro gli ebrei e bestemmie, accompagnate da musica tipica del ventennio fascista. 

La seconda intrusione ha avuto luogo nella mattinata del 4 febbraio scorso, sempre in occasione delle commemorazioni per la Giornata della Memoria, quando il Comune di Cinisello Balsamo (Mi) ha organizzato, curati dal prof. Raffaele Mantegazza, tre incontri didattici intitolati ‘Lo zaino della memoria’, rivolti agli studenti delle scuole medie e superiori chiamati a partecipare all’evento via streaming. Al terzo incontro, nel corso della videoconferenza si sono intromesse diverse voci con frasi inneggianti al Duce e a Hitler, ingiurie contro gli ebrei e bestemmie. L’attività investigativa, focalizzata sulle analisi dei file di log associati agli account della piattaforma Zoom da cui erano partite le incursioni audio e video, ha consentito in un primo momento la localizzazione dei device.  

Le perquisizioni hanno portato la polizia di Stato a individuare, all’interno di diversi nuclei familiari, gli utilizzatori degli apparecchi elettronici sottoposti a sequestro: si tratta di un 21enne e sette minorenni che interagivano in una chat su Telegram denominata ‘zoommannari’, al momento non risulta più attiva e già fonte di altri episodi simili investigati dalla Polizia di Stato, nella quale venivano lanciate e condivise le azioni di hackeraggio e cyber bullismo portate a termine. Quasi tutti i ragazzi coinvolti, che non appartengono a gruppi politicamente orientati, hanno ammesso di aver compiuto un gesto goliardico, minimizzando le conseguenze della loro azione. 

Denise Pipitone, Piera Maggio: “Da 17 anni attendo giustizia, mai perso speranza”

Oggi per Denise Pipitone “è un compleanno triste, come potrebbe essere diversamente? Manca la festeggiata. Sono passati 17 anni dal suo sequestro e ancora attendiamo verità e giustizia”. Piera Maggio, mamma di Denise, la bimba scomparsa l’1 settembre del 2004 da Mazara del Vallo (Trapani) quando non aveva ancora quattro anni, è malinconica. Oggi la sua ‘piccola’ compie 21 anni. Su Facebook ha postato un video con dei palloncini blu e argento a forma di cuore. “Denise, papà ti ha fatto questo regalo – ha scritto -. Palloncino blu, nella Stele di Mazara del Vallo. Buon 21esimo compleanno Denise. Sappi sempre, ovunque tu sia, che la tua vera famiglia ti ama e non ti ha mai dimenticata. Nel cuore e nella mente tu ci sei!”. 

“Denise va cercata – dice all’Adnkronos -. Non è giusto che la verità non emerga e che colpevoli siano liberi di girare tranquillamente”. Il 23 novembre davanti al gip del Tribunale di Marsala è stata fissata l’udienza per decidere sulla richiesta di archiviazione delle nuove indagini sulla scomparsa avanzata dalla Procura di Marsala. I legali di Piera Maggio e Pietro Pulizzi hanno depositato richiesta di opposizione. “Vedremo cosa accadrà”, dice oggi mamma Piera che in questi lunghi anni non si è mai arresa. “Non ho mai perso la fiducia nella giustizia italiana, così come non ho perso la speranza di riabbracciare mia figlia – ammette -. Denise non è un caso chiuso, non va archiviata e va cercata viva, almeno fino a quando non emergano elementi che facciano ritenere il contrario. Vanno individuati i responsabili della sua scomparsa, altrimenti sarebbe un vero fallimento per la giustizia italiana”.   

Sui social ieri mamma Piera ha reso pubblico il nuovo age progression di Denise, l’immagine che ricostruisce come potrebbe essere oggi la 21enne è stata realizzata su commissione da Paloma Joana Galzi, Forensic Imaging Specialist, attraverso le foto originali di Denise, dei genitori e del fratello. “In tutti questi anni mi sono battuta per far sì che in Italia fosse istituita una task force specializzata nella ricerca nel tempo dei minori scomparsi. Tutti i bimbi scomparsi rimangono come sospesi in un limbo, passata la fase iniziale, a meno che non ci siano nuove segnalazioni, tocca alle famiglie farsi carico di continuare a cercare”. E mamma Piera di cercare non si è mai stancata. “Tutte le mie apparizioni hanno un unico obiettivo: non spegnere i riflettori su Denise, mantenere viva l’attenzione. Perché magari qualche ragazza può ritrovarsi nell’immagine della mia Denise…”.  

Diciassette anni, però, sono tanti. “Diciassette anni di tribunali, di avvocati, di mancate verità – dice con amarezza -. E’ dura portare addosso un peso così grande, ma non mi rassegno. La perdita di un figlio è sempre un dolore immane qualsiasi sia il motivo. Nel mio caso, però, oltre al dolore c’è la rabbia per le cose non fatte, per quelle che non emergono, per le tante anomalie di questa storia. Non avrò mai pace senza giustizia e verità”. Accanto, però, nei lunghi anni di lotta ha trovato la solidarietà di tanti. “Denise è un po’ la figlia di tutti gli italiani, vive nel cuore di molti e ogni giorno ricevo calore da tanta gente. So che in tanti nutrono affetto per Denise e questo non può che riempirmi di gioia”. Il sogno più grande? “Riabbracciarla e stringerla forte…”. (di Rossana Lo Castro) 

Covid, Pregliasco: “Con freddo colpo di coda anche in Italia”

La situazione europea, con i contagi da Covid in aumento, secondo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, potrebbe presentarsi anche in Italia: “Anche da noi stanno per arrivare freddo e sbalzi termici – spiega ai microfoni di iNews24 -. Abbiamo riaperto le attività lavorative e le scuole. Bisognerà vedere solo quando arriverà anche in Italia il colpo di coda, ma rischiamo lo stesso scenario, con la compresenza del virus influenzale. In altri Paesi il freddo arriva prima e in più l’Uk ha commesso l’errore di aver riaperto tutto”.  

Nel Regno Unito, osserva ancora, “sono stati temerari ed hanno aperto presto tutto in modo esagerato. Negli altri casi hanno vaccinato molto poco, se vediamo i morti e i malati gravi, la vaccinazione sta tenendo”. Per quanto riguarda la Bulgaria e la Romania, secondo Pregliasco “non esiste un manuale. Ogni nazione ha provato con meccanismi diversi. C’è chi ha voluto dare un via libera che in questo momento non sembra essere stata la decisione migliore”. E sulla nuova variante Delta plus Pregliasco dice: “È presente in piccole percentuali anche in Italia. Il dato inglese è intorno al 6-10% ed esiste da un po’. Il fatto che non abbia preso così tanto slancio vuol dire che non ha una grande capacità diffusiva. Sembra che non cambi le caratteristiche della malattia ma sarebbe solo un 10% più contagiosa. Quindi la colpa principale dell’Uk è non aver fatto niente. È chiaro che adesso debbano aumentare le restrizioni”.  

Più in generale, parlando della vaccinazione spray contro l’influenza che la Regione Lazio sta per avviare nelle scuole, Pregliasco spiega: “Il vaccino per spray nasale, già conosciuto da diverso tempo, è vivo-attenuato. Si replica, però è stato adattato per vivere bene a una temperatura inferiore a quella del corpo umano. Quindi il virus crea un’infezione naturale delle prime vie aeree, ma trovando troppo caldo si distrugge e non determina malattia. Trova una bella risposta anticorpale perché silura in modo diretto la malattia”. 

Per quanto riguarda la vaccinazione eterologa per chi ha ricevuto il vaccino anti-Covid di J&J, “potrebbe dare risultati migliori”, spiega ancora. “Un’altra dose non va fatta dopo 2 mesi – precisa l’esperto – J&J parte da una copertura non altissima e man mano si riduce. La Fda ha detto che” una seconda dose “può essere fatta a partire da 2 mesi” dalla prima “in poi. Comunque la prospettiva è fare a tutti una seconda dose e la vaccinazione eterologa dà ottimi risultati”. 

Frosinone, Joe Formaggio in campo per il tabaccaio: “Io sto con lui”

“Estrema solidarietà al tabaccaio di Frosinone. Ha sparato per difendersi. Chiunque sia dotato di buon senso dovrebbe stare dalla sua parte. Il tabaccaio ha fatto benissimo”. Non ha dubbi Joe Formaggio, soprannominato sindaco sceriffo di Albettone in provincia di Vicenza, adesso consigliere della regione Veneto, pronto a scendere in campo per Sandro Fiorelli, che ieri ha sparato ed ucciso uno dei 4 malviventi entrati nella sua proprietà. Il consigliere, che fu ideatore della campagna ‘io sto con Stacchio’, il benzinaio coinvolto nell’assalto di una gioielleria a Ponte di Nanto, annuncia all’Adnkronos: “Chiamerò oggi stesso i deputati del Lazio di Fdi in modo da muoverci subito per dare solidarietà alla famiglia. Come ho detto per il caso Stacchio, non mi interessa niente del bandito, morto sul lavoro. Io sto con Fiorelli”.  

“Il consigliere regionale Joe Formaggio si comporterebbe proprio come il tabaccaio di Frosinone – comunica – Se io sentissi dei rumori nella mia abitazione, prenderei un’arma e farei il giro di casa; se qualcuno mi puntasse la pistola addosso, come il tabaccaio io gli sparerei perché devo proteggere la mia famiglia. Siamo in Italia e va fatto il processo – rileva – ma quella del tabaccaio è stata legittima difesa. Ed adesso, come avvenuto per Stacchio e Walter Onichini, (il macellaio veneto che nel 2013 sorprese un ladro in casa sua nel Padovano e gli sparò ferendolo e che è stato poi condannato dalla Cassazione a 4 anni e 11 mesi – ndr) a cui ho fatto visita in carcere e per il quale chiederemo la grazia, è mio dovere occuparmi del tabaccaio di Frosinone e della sua famiglia. Un ladro che si intrufola nelle case altrui non merita infatti l’interesse di Joe Formaggio”. 

(di Roberta Lanzara) 

 

Covid oggi Italia, 4.054 contagi e 48 morti: bollettino 26 ottobre

Sono 4.054 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia oggi, martedì 26 ottobre 2021, secondo i dati e i numeri Covid – regione per regione – del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 48 morti. +639.745 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, con un tasso di positività allo 0,6%.  

Lieve aumento dei ricoverati con sintomi (+25) e dei ricoverati in terapia intensiva per Covid (+3) nelle ultime 24 ore. Il totale dei ricoverati sale a 2.604 mentre i ricoverati in terapia intensiva sono complessivamente 341 con 37 ingressi del giorno.
 

Ecco i dati, regione per regione: 

LAZIO – Sono 437 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 26 ottobre nel Lazio, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 10 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 10.455 tamponi molecolari e 27.158 antigenici con un tasso di positività all’1,1%. Le terapie intensive occupate sono 51, 2 in più rispetto a ieri, mentre i ricoverati nei reparti sono 354, 4 in meno rispetto a ieri. I nuovi casi a Roma città sono 183. Nel dettaglio i casi e i decessi nelle ultime 24 nelle Asl e ospedali del Lazio. Asl Roma 1: sono 50 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 2: sono 100 i nuovi casi e 4 i morti; Asl Roma 3: sono 33 i nuovi casi; Asl Roma 4: sono 60 i nuovi casi ; Asl Roma 5: sono 49 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 6: sono 48 i nuovi casi e 2 i decessi. Nelle province si registrano 97 nuovi casi, di cui 17 nella Asl di Frosinone, 25 in quella di Latina, 31 in quella di Rieti e 24 in quella di Viterbo, dove ci sono stati anche 2 morti. 

CAMPANIA – Sono 393 i nuovi contagi da coronavirus in Campania secondo il bollettino di oggi, 26 ottobre. Si registrano inoltre altri 3 morti. 29.429 i tamponi effettuati, dai quali è risultato positivo l’1,33%. Nella Regione sono 17 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 193 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza. 

PIEMONTE – Sono 260 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 ottobre 2021 in Piemonte, secondo i dati dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registra un altro decesso. Nel dettaglio, l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 260 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 146 dopo test antigenico), pari allo 0,4% di 60.924 tamponi eseguiti, di cui 54.218 antigenici. Dei 260 nuovi casi, gli asintomatici sono 170 (65,4%). I casi sono 157 di screening, 87 contatti di caso, 16 con indagine in corso. Il totale dei casi positivi diventa quindi 387.761. 

I ricoverati in terapia intensiva sono 17 (-3 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 184 (-2 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 3.553. I tamponi diagnostici finora processati sono 8.089.936 (+60.924 rispetto a ieri), di cui 2.344.583 risultati negativi. Un decesso di persona positiva al test del Covid-19, di cui nessuno oggi, è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte. Il totale diventa 11.806 deceduti risultati positivi al virus. I pazienti guariti diventano complessivamente 372.101. 

EMILIA ROMAGNA – Sono 273 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 26 ottobre 2021, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 5 morti nella Regione che porta il numero totale da inizio pandemia a 13.564. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 29.993 tamponi, di cui 18.943 rapidi, con un tasso di positività allo 0,9%. Da ieri sono guarite 686 persone. In isolamento 8.748 persone. Le terapie intensive occupate sono 34, 2 in più rispetto a ieri, mentre sono 284 i ricoverati in altri reparti Covid, 3 in meno rispetto a ieri. 

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 93 nuovi casi, seguita da Ravenna a 37 e Rimini a 33. C’è, poi ,Modena a 23, Piacenza e Cesena, entrambe con 19 nuovi casi, e Forlì a18. Quindi Ferrara a 16, Reggio Emilia a 12, il Circondario Imolese a 2 e, infine, Parma a 1. 

VALLE D’AOSTA – Sono 5 i nuovi contagi da coronavirus in Valle d’Aosta secondo il bollettino di oggi, 26 ottobre. Non si registrano invece nuovi decessi. Il totale dei pazienti contagiati dal virus da inizio epidemia sale così a 12.282. I positivi attuali sono 79 di cui 73 in isolamento domiciliare e 6 ricoverati in ospedale. I guariti sono complessivamente 11.729, + 15 rispetto a ieri, i casi testati 91.542, i tamponi effettuati 217.911. I decessi di persone risultate positive al Covid da inizio epidemia sono ad oggi 474. 

SARDEGNA – Sono 20 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 ottobre 2021 in Sardegna, secondo i dati dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registra un altro decesso. 

La vittima è un uomo di 83 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari. I 20 nuovi casi di positività sulla base di 2.167 persone testate e poco più di 9mila test processati, fra molecolari e antigenici. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 7, mentre sono 45 (+1) quelli in area medica. In isolamento domiciliare ci sono 1.273 persone, 21 in meno rispetto a ieri. 

ABRUZZO – Sono 70 i nuovi contagi da coronavirus in Abruzzo secondo il bollettino di oggi, 26 ottobre. Non si registrano invece nuovi decessi. I nuovi positivi nella Regione hanno un’età compresa tra 1 e 97 anni, il totale dei casi dall’inizio dell’emergenza è di 82.442. Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nuovi casi e resta fermo a 2.559. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 78.355 dimessi/guariti (+59 rispetto a ieri). Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità. 

CALABRIA – Sono 115 i nuovi contagi da coronavirus in Calabria secondo il bollettino di oggi, 26 ottobre. Si registra inoltre un altro morto. 4.316 i tamponi effettuati, +113 guariti, il totale dei decessi nella Regione è di 1.445. Il bollettino, inoltre, registra +1 attualmente positivi, -3 in isolamento, +5 ricoverati e, infine, -1 terapie intensive (per un totale di 5). 

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 149 i nuovi contagi da coronavirus in Friuli Venezia Giulia secondo il bollettino di oggi, 26 ottobre. Si registra inoltre un altro morto. Su 4.294 tamponi molecolari sono stati rilevati 119 nuovi contagi con una percentuale di positività del 2,77%. Sono inoltre 23.701 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 30 casi (0,13%). Nella giornata odierna si registra un decesso (un uomo di 56 anni di Palazzolo dello Stella deceduto a domicilio); sono 9 le persone ricoverate in terapia intensiva mentre scendono a 50 i pazienti ospedalizzati in altri reparti’, comunica il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi. 

PUGLIA – Sono 278 i contagi da coronavirus in Puglia oggi, 26 ottobre 2021, secondo i dati covid del bollettino della regione. Si registrano 3 morti. I nuovi contagi sono stati individuati su 24.823 tamponi. Spiccano i 75 casi in provincia di Taranto, i 67 in provincia di Bari e i 66 in quella di Foggia. Le persone attualmente positive in Puglia sono 2.447. I pazienti covid ricoverati in ospedale in area non critica sono 129. In terapia intensiva, invece, 18 persone. 

TOSCANA – Sono 192 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 26 ottobre 2021, secondo i dati covid del bollettino della regione anticipati dal governatore Eugenio Giani su Telegram. Si registrano 4 morti. I nuovi casi di Covid sono stati individuati su 39.467 test di cui 7.329 tamponi molecolari e 32.138 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 0,49% (2,3% sulle prime diagnosi). Per quanto riguarda i vaccini anti Covid, quelli attualmente somministrati in Toscana sono 5.826.709. 

BASILICATA – Sono 18 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 26 ottobre in Basilicata secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri non c’è nessun altro morto di Covid nella Regione. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 602 tamponi molecolari. Da ieri i guariti sono stati 40. I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 21, dato invariato, di cui nessuno in terapia intensiva, mentre gli attuali positivi residenti in Basilicata sono in tutto 785, 24 in meno. Per la vaccinazione, sono state effettuate 1.058 somministrazioni ieri. Finora 431.642 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino pari al 78 per cento del totale della popolazione residente, mentre 391.363 hanno completato il ciclo vaccinale pari al 70,7 per cento e 4.944 sono le terze dosi, per un totale di 827.949 somministrazioni effettuate. 

Vaccino Covid, Speranza: “Lavorare su aumento vaccinazioni e terze dosi”

Vaccino anti covid e terza dose? “Serve aumentare ancora il livello di vaccinazione anti Covid che in questo momento è alto: siamo all’86,10% di prime dosi, un dato molto significativo. Ma dobbiamo ancora farlo crescere e dobbiamo continuare a lavorare anche sulla terza dose. E serve mantenere le misure precauzionali a partire dalle mascherine nei luoghi chiusi”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, all’inaugurazione della nuova Breast Unit – Centro di senologia multidisciplinare del Policlinico di Tor Vergata di Roma.
 

I numeri della pandemia “che arrivano dagli altri Paesi – continua il ministro – ci dicono che la sfida è aperta. Quindi c’è bisogno di massima attenzione. In questo momento, in Europa, i numeri dell’Italia sono migliori ma non dobbiamo considerarci fuori da questa sfida. Quindi serve mantenere un livello alto di attenzione”. 

Vaccino 5-11 anni Pfizer e Moderna: come funziona, ‘bugiardino’, sintomi

Vaccino anti-covid Pfizer e Moderna nella fascia 5-11 anni. E’ efficace? Qual è il ‘bugiardino’? Come funziona il vaccino con prima e seconda dose? A definire il quadro, anche per effetti e sintomi, sono soprattutto news da Moderna e Pfizer. “Non vi sono dubbi su come la vaccinazione in età pediatrica sarà l’indispensabile completamento della campagna vaccinale” contro Covid-19. “Proteggerà direttamente adulti e bambini”, afferma Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema, direttore scientifico di Consulcesi e consulente del commissario Figliuolo in tema vaccini, provando a fare chiarezza sull’opportunità di immunizzare o meno i bambini. 

“Non ci sono timori per il vaccino ai bambini tra 5 e 12 anni”, ha spiegato dal canto suo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico. 

Il vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech ha avuto un tasso di efficacia del 90,7% nella prevenzione dell’infezione sintomatica fra i bimbi dai 5 agli 11 anni, secondo i dati di uno studio clinico che l’americana Pfizer ha presentato all’Agenzia del farmaco Fda di cui è atteso il responso. La notizia rimbalza sui media statunitensi. I bambini under 12 coinvolti nel trial hanno ricevuto una dose di 10 microgrammi, inferiore di un terzo rispetto a quella somministrata alle popolazioni di età superiore (30 microgrammi). Secondo i risultati sottoposti dai produttori alla Fda, il dosaggio si è dimostrato sicuro e gli effetti collaterali riportati erano lievi. Dei 2.268 bimbi reclutati, ha ricevuto il vaccino una quota doppia rispetto al gruppo placebo. Nel gruppo controllo hanno contratto Covid 16 bambini, mentre tra i vaccinati se ne sono ammalati 3: un’efficacia superiore al 90%. 

Pfizer ha sottoposto i primi dati in vista di un incontro in programma la prossima settimana, in cui il comitato consultivo della Fda deciderà se raccomandare all’agenzia di concedere l’autorizzazione a Comirnaty nella fascia under 12. Se la Fda dirà sì, la palla passerà ai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) che il mese prossimo forniranno le indicazioni operative per la campagna nei bimbi. 

Nei bambini da 6 a 11 anni il vaccino anti-Covid di Moderna “mostra una robusta risposta immunitaria” e un “profilo di sicurezza favorevole”. Gli effetti indesiderati sono stati “di gravità lieve o moderata”, i sintomi “più comuni sono stati affaticamento, cefalea, febbre e dolore al sito di iniezione”. Ad annunciarlo è stata l’azienda Usa, presentando i primi dati di uno studio di fase 2/3 condotto in questa fascia d’età. Dati “positivi”, spiega la società in una nota. Nel trial sono state valutate due dosi da 50 microgrammi del vaccino mRna-1273. Queste sono state “generalmente ben tollerate e hanno mostrato titoli di anticorpi neutralizzanti robusti”. 

Moderna spiega che gli endpoint primari, gli obiettivi di immunogenicità, sono stati raggiunti e prevede di presentare “presto, nel breve termine”, i risultati alla statunitense Fda, all’Agenzia europea del farmaco Ema e ad altre agenzie regolatorie nel mondo. 

L’analisi ad interim mostra i risultati dello studio KidCove nei bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni dopo le due dosi di 50 µg. In questa coorte sono stati arruolati 4.753 partecipanti di questa fascia d’età. Nello studio, il rapporto delle medie geometriche (Gmr) dei titoli di anticorpi neutralizzanti anti Sars-CoV-2, che confrontava la risposta nei bambini con la risposta nei giovani adulti dello studio Cove di fase 3, era 1,5, con un tasso di sierorisposta del 99,3%. Questi risultati, argomenta Moderna, “dimostrano una forte risposta immunitaria in questa coorte di bambini un mese dopo la seconda dose”. 

“Siamo incoraggiati dall’immunogenicità e dal profilo di sicurezza dell’mRna-1273 nei bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni”, dichiara il Ceo di Moderna, Stéphane Bancel. “Non vediamo l’ora di presentare richiesta” di approvazione “alle autorità regolatorie a livello globale e rimaniamo impegnati a fare la nostra parte per aiutare a porre fine alla pandemia di Covid con un vaccino per adulti e bambini di tutte le età”. KidCove è uno studio di espansione randomizzato, in cieco per l’osservatore, controllato con placebo, finalizzato a valutare la sicurezza, la tollerabilità, la reattogenicità e l’efficacia di due dosi da 50 µg di mRna-1273 somministrate a bambini sani a distanza di 28 giorni. La popolazione nello studio è suddivisa in tre gruppi di età (da 6 a meno di 12 anni, da 2 a meno di 6 anni e da 6 mesi a di 2 anni). 

Il vaccino è stato “generalmente ben tollerato, con un profilo di sicurezza e tollerabilità generalmente coerente con lo studio Cove di fase 3 negli adolescenti e negli adulti. La maggior parte degli eventi avversi è stata di gravità lieve o moderata. Gli eventi avversi sollecitati più comuni sono stati affaticamento, cefalea, febbre e dolore al sito di iniezione”, si legge nella nota. 

I dati sulla sicurezza continuano ad accumularsi e lo studio continua ad essere monitorato da un comitato di monitoraggio della sicurezza indipendente. Tutti i partecipanti al trial saranno monitorati per 12 mesi dopo la seconda iniezione per valutare la protezione e la sicurezza a lungo termine. La raccolta dei dati continua. E la società prevede di inviare il materiale per la revisione paritaria e la pubblicazione in una rivista. Lo studio di fase 2/3 prosegue ad arruolare bambini di età compresa tra 6 mesi e meno di 6 anni. 

Maltempo, allerta meteo oggi Sicilia e Calabria: si cerca donna dispersa

E’ allerta rossa maltempo in Sicilia e Calabria. Sono 250 gli interventi dei vigili del fuoco a Catania, 140 a Reggio Calabria, 52 a Cosenza, 49 a Vibo Valentia, oltre 300 i vigili del fuoco al lavoro, si legge sul profilo Twitter.  

Nelle campagne di Lentini continuano le ricerche della donna di 61 anni dispersa da due giorni in contrada Ogliastro. Il corpo del marito, agricoltore di 67 anni in pensione, è stato ritrovato ieri in un agrumeto lontano dal luogo dove erano stati visti l’ultima volta. Alle operazioni partecipano vigili del fuoco, carabinieri e volontari della protezione civile. 

A Reggio Calabria, a causa dell’esondazione del fiume ‘La Verde’, la Strada Statale 106 ‘Jonica’ è provvisoriamente chiusa al traffico in entrambe le direzioni al km 75,900, in località Sant’Anna. Il personale di Anas e delle forze dell’ordine, spiega in una nota l’Anas, sono sul posto per la gestione dell’evento e per consentire la riapertura del tratto nel più breve tempo possibile. 

In Sicilia sono previsti violenti temporali e venti di burrasca, che riguarderanno soprattutto le zone orientali dell’isola. Le precipitazioni, avverte la Protezione Civile, potrebbe determinare criticità idrogeologiche e idrauliche. Sulle coste ioniche della regione sono previste raffiche di burrasca forte, con possibili mareggiate. Il maltempo nelle ultime 24 ore ha condizionato anche l’attività dell’aeroporto di Catania. In numerosi comuni, stop alle lezioni e scuole chiuse. Problemi per diverse arterie stradali, con interventi sulla statale 385 ‘Di Palagonia’ all’altezza di Lentini e la statale 194 ‘Ragusana’. Centinaia gli interventi di forze dell’ordine e vigili del fuoco per soccorrere famiglie rimaste isolate e automobilisti in panne. 

La pioggia sarà protagonista con precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale, con fenomeni più frequenti sui settori centro-orientali. Le previsioni fanno riferimento anche a grandinate, con fulmini e violente raffiche di vento. Nel resto della Sicilia, allerta arancione, con un livello di rischio inferiore. 

Quadro complesso anche in Calabria, dove “si prevedono precipitazioni diffuse ed intense, a prevalente carattere di rovescio o temporale, con fenomeni particolarmente insistenti sui settori ionici”. Si tratta di fenomeni che saranno “accompagnati da rovesci di forte intensità, locali grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento”. Inoltre, nel bollettino sono previsti anche “venti di burrasca, con raffiche di burrasca forte con tendenza ad ulteriori temporanei rinforzi sui settori ionici”. 

L’allerta comprende il rischio “mareggiate lungo le coste esposte”. In questo contesto, il Comune di Catanzaro ha prorogato ad oggi l’ordinanza per la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado e degli impianti sportivi. Dove non è in vigore l’allerta rossa, scattano nella regione allerta arancione e gialla. Quest’ultima è stata decretata anche per altre regioni: Abruzzo, Basilicata, Molise, gran parte del Lazio. 

 

Catania, rissa durante comunione per posti a sedere: 6 misure cautelari

Una violenta rissa scoppiata il 5 settembre scorso tra i familiari di ex coniugi per un diverbio dovuto all’assegnazione dei posti a sedere, in occasione della prima comunione del figlio, all’interno della Chiesa Santa Maria degli Ammalati di Acireale. I Carabinieri di Catania, su disposizione della Procura Distrettuale etnea, hanno eseguito sei misure cautelari nei confronti di altrettante persone, indagate per rissa aggravata in concorso. L’indagine ha consentito di ricostruire gli accadimenti e definire le responsabilità personali. 

Lo scontro, dapprima con minacce e pugni all’interno della Chiesa nonostante la presenza di numerosi bambini e anche all’esterno, ebbe un tragico epilogo con il nonno paterno arrestato per tentato omicidio poiché nelle fasi concitate della rissa aveva sparato al Vice Brigadiere Sebastiano Giovanni Grasso, intervenuto a supporto di altri militari per sedare la rissa libero dal servizio (anche uno dei suoi figli stava partecipando alla cerimonia) riportando nella circostanza gravissime lesioni. Delle sei persone destinatarie dell’odierna ordinanza: una misura cautelare in carcere e 5 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

Latina, blitz contro clan Di Silvio: 33 misure cautelari

Blitz contro il clan Di Silvio a Latina dove è in corso una vasta operazione anticrimine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. Eseguite 33 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi. 

L’attività investigativa ipotizza l’esistenza di un nuovo sodalizio di matrice mafiosa e di origine autoctona, riconducibile al gruppo di etnia Rom di Giuseppe Di Silvio, detto Romolo, organizzazione strutturata su base familiare e territoriale, già protagonista di gravissimi episodi criminali a Latina, che si è nel tempo sempre più radicata sul territorio, sia per quanto riguarda l’attività di spaccio di stupefacenti, sia in merito ad attività estorsive. 

Dalle indagini è emerso come quest’ultima attività riuscisse ad incutere timore, a piegare la volontà delle vittime, in alcuni casi vessate da anni, senza che le stesse sporgessero denuncia. 

Novara, scontro tra auto e furgone: morta 15enne

Gravissimo incidente stradale questa mattina intorno alle 7.30 a Cavaglietto, nel novarese. Nello scontro tra un’auto e un furgone ha perso la vita una ragazza 15enne che viaggiava sull’auto. La mamma che era con lei ha riportato ferite gravi ed è stata portata in codice rosso in ospedale con l’elicottero. Codice verde per l’uomo che era alla guida del furgone. Sul posto soccorritori e forze dell’ordine per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. 

No Green Pass, portuali di Trieste mercoledì di nuovo in corteo

I portuali di Trieste annunciano un corteo per mercoledì prossimo 27 ottobre 2021. La decisione è stata comunicata dopo l’assemblea dei lavoratori che si è tenuta oggi. “Ci ritroveremo alle 9 al Pane quotidiano a Domio – si legge nella comunicazione – dove riuniti in corteo sfileremo verso l’entrata dl Siot, che ricordiamo è l’oleodotto principale europeo. Poi successivamente ritorneremo giustamente a casa nostra, il nostro porto, da dove ci hanno cacciato ingiustamente con metodi totalmente illegali e vergognosamente violenti”. 

Il coordinamento 15 ottobre in una nota invita tutti i cittadini italiani, in quello stesso giorno, “ad aderire idealmente al corteo dei portuali di Trieste, organizzandosi nelle proprie città in un luogo simbolo, significativo, che rappresenti la protesta”. 

Nella nota il Coordinamento spiega anche di aver “appreso del rinvio del Consiglio dei Ministri a giovedì prossimo e ribadisce che resta in attesa di una comunicazione formale da parte del governo, a cui il ministro Stefano Patuanelli si è impegnato a riferire nella prossima seduta le richieste scaturite dall’incontro che ha avuto luogo sabato scorso a Trieste, alla presenza del Prefetto”. 

Frosinone, trova ladri in casa e spara: un morto

Uomo ucciso a colpi di fucile a Santopadre nel frusinate. Prende corpo l’ipotesi di un tentativo di furto finito in tragedia. La vittima sarebbe un romeno di 39 anni, che potrebbe essere stato sorpreso dal padrone di casa, un tabaccaio già vittima di furti, mentre si introduceva nella sua villetta. Con la vittima ci sarebbero stati altri tre complici, poi riusciti a scappare. Le indagini sono coordinate dalla procura di Cassino.