Municipio: Largo Felice Armati, 1 00043 Ciampino (RM) (+39) 06.79097.1 protocollo@pec.comune.ciampino.roma.it

Categoria: cronaca

Allarme maltempo Sicilia e Calabria, oggi allerta rossa meteo

Il maltempo non dà tregua oggi, martedì 26 ottobre, alla Sicilia e alla Calabria, per le due regioni scatta l’allerta rossa per le condizioni meteo. 

In Sicilia, dopo una giornata campale con il ritrovamento del corpo di un uomo che era disperso a Scordia, sono previsti violenti temporali e venti di burrasca, che riguarderanno soprattutto le zone orientali dell’isola. Le precipitazioni, avverte la Protezione Civile, potrebbe determinare criticità idrogeologiche e idrauliche. Sulle coste ioniche della regione sono previste raffiche di burrasca forte, con possibili mareggiate. Il maltempo nelle ultime 24 ore ha condizionato anche l’attività dell’aeroporto di Catania. In numerosi comuni, stop alle lezioni e scuole chiuse. Problemi per diverse arterie stradali, con interventi sulla statale 385 ‘Di Palagonia’ all’altezza di Lentini e la statale 194 ‘Ragusana’. Centinaia gli interventi di forze dell’ordine e vigili del fuoco per soccorrere famiglie rimaste isolate e automobilisti in panne. 

La pioggia sarà protagonista con precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale, con fenomeni più frequenti sui settori centro-orientali. Le previsioni fanno riferimento anche a grandinate, con fulmini e violente raffiche di vento. Nel resto della Sicilia, allerta arancione, con un livello di rischio inferiore. 

Quadro complesso anche in Calabria, dove “si prevedono precipitazioni diffuse ed intense, a prevalente carattere di rovescio o temporale, con fenomeni particolarmente insistenti sui settori ionici”. Si tratta di fenomeni che saranno “accompagnati da rovesci di forte intensità, locali grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento”. Inoltre, nel bollettino sono previsti anche “venti di burrasca, con raffiche di burrasca forte con tendenza ad ulteriori temporanei rinforzi sui settori ionici”. 

L’allerta comprende il rischio “mareggiate lungo le coste esposte”. In questo contesto, il Comune di Catanzaro ha prorogato ad oggi l’ordinanza per la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado e degli impianti sportivi. Dove non è in vigore l’allerta rossa, scattano nella regione allerta arancione e gialla.  

Quest’ultima è stata decretata anche per altre regioni: Abruzzo, Basilicata, Molise, gran parte del Lazio. 

Vaccino bimbi sì o no? Rasi: “Ecco perché è indispensabile”

“Non vi sono dubbi su come la vaccinazione in età pediatrica sarà l’indispensabile completamento della campagna vaccinale” contro Covid-19. “Proteggerà direttamente adulti e bambini”. Lo afferma sul quotidiano online ‘Sanità Informazione’ Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema, direttore scientifico di Consulcesi e consulente del commissario Figliuolo in tema vaccini, provando a fare chiarezza sull’opportunità di immunizzare o meno i bambini. 

“Se riuscissimo ad avere un approccio senza pregiudizi, cercando informazioni fattuali per giungere ad una decisione razionale – spiega – probabilmente inizieremmo ponendoci le seguenti domande: esiste un rischio Covid per i bambini? Il rischio del vaccino sarebbe superiore al rischio del Covid-19? I bambini inoltre crescono ed evolvono velocemente, quindi: questo rischio è differente nelle varie fasce d’età attualmente in studio, ovvero da 6 mesi a 2 anni, da 2 a 5 anni, e da 5 a 11 anni? Ed infine: i bambini costituiscono un pericolo di infezione per il resto della popolazione? Le prime allarmanti segnalazioni di una crescita di infezione tra i bambini – rileva l’esperto – sono arrivate all’inizio dell’estate dagli Stati Uniti, prevalentemente nella fascia 5-11anni. Il numero delle infezioni pediatriche ha progressivamente superato quello della popolazione sopra i 65 anni, oramai sufficientemente vaccinata. Purtroppo all’aumento delle infezioni è corrisposto un rapido aumento delle ospedalizzazioni e dei decessi, triplicato rispetto al picco invernale, anche nei bambini senza concomitanti patologie note”. 

“In Italia la situazione sta seguendo la stessa evoluzione anche se su una scala ridotta – osserva l’esperto – forse dovuta alla minor circolazione del virus ed ai migliori risultati della campagna vaccinale. Tuttavia, l’allarme è suonato anche qui. Nel periodo 13-26 settembre 2021, nella popolazione 0-19 anni l’Istituto superiore di sanità riporta 13.352 nuovi casi con 125 ospedalizzati, inclusa la terapia intensiva, e un decesso. Inoltre – evidenzia – i 35 decessi totali fino ad oggi riportati in età pediatrica mostrano una sostanziale omogeneità per fasce d’età”.  

“Complessivamente – prosegue Rasi – vi è ormai sufficiente evidenza in letteratura che Covid-19 in età pediatrica presenti le stesse manifestazioni cliniche dell’adulto, incluso il Long Covid e la ‘sindrome infiammatoria multi-organo'”. 

“Riguardo al rapporto beneficio-rischio – prosegue l’esperto nella sua analisi – naturalmente si dovranno aspettare i risultati degli studi attualmente in corso, limitati alle fasce 6 mesi-2 anni e 5-11 anni. Per quanto riguarda la fascia sotto i 6 mesi, la Società italiana di pediatria si è già espressa favorevolmente in linea teorica, ma in assenza di studi clinici l’unica alternativa possibile è quella di vaccinare la mamma, approccio già dimostratosi efficace e sicuro”.  

“Queste osservazioni – puntualizza l’ex direttore Ema – sarebbero di per sé sufficienti a decidere di vaccinare tutti i bambini sotto i 12 anni. Bisognerà quindi solo aspettare il responso dell’Ema per verificare il rapporto beneficio/rischio e la disponibilità del vaccino in dose pediatrica. Tuttavia – ricorda Rasi – è importante ed etico essere consapevoli che una popolazione pediatrica non immunizzata costituirebbe sia un pericolo per il resto della popolazione sia un’occasione d’oro per il virus di circolare e favorire l’insorgenza di nuove varianti. Sappiamo infatti che solo una copertura di circa l’85% della popolazione ci garantirebbe il ritorno alla vita (quasi) normale. Abbiamo anche imparato che questo 85% deve essere omogeneo per fasce di popolazione e per territorio”. 

Covid, Iss: “Non è vero che solo 2,9% morti conteggiati è dovuto a virus”

“Non è vero che solo il 2,9% dei decessi attribuiti a Covid-19 è dovuto al virus”. L’Istituto superiore di sanità (Iss) torna sui dati contenuti nel suo ultimo report sui decessi Covid, in cui si davano dati anche sull’alta presenza di malattie croniche nelle vittime della pandemia, respingendo alcune tesi circolate a livello mediatico, basate su interpretazioni ritenute dall’Istituto non corrette. 

Il primo chiarimento riguarda proprio la citata percentuale del 2,9%, una percentuale “peraltro riportata anche nelle edizioni precedenti” del rapporto. A questo proposito l’Iss dunque ne chiarisce il significato e puntualizza che 2,9% “si riferisce alla percentuale di pazienti deceduti con positività per Sars-CoV-2 che non avevano altre patologie diagnosticate prima dell’infezione. La cifra peraltro è confermata dall’osservazione fatta fin dalle prime fasi della pandemia e ampiamente riportata in diversi studi nazionali e internazionali e rapporti anche dell’Iss”, e cioè che “avere patologie preesistenti costituisce un fattore di rischio”. Quello che in realtà i rapporti congiunti Istat-Iss stilati sulla base dei certificati di morte riportano è un altro dato, che mostra come “Covid-19 sia la causa direttamente responsabile della morte nell’89% dei decessi di persone positive al test Sars-CoV-2”, tiene a precisare l’Istituto. 

Altra puntualizzazione riguarda la visione secondo cui avere delle patologie pregresse equivale necessariamente a un epilogo fatale come destino immediato: “Non è corretto – scrive l’Iss – affermare che le patologie riscontrate nei deceduti Sars-CoV-2 positivi avrebbero comunque portato a decesso ‘in tempi brevi’. Indipendentemente da Covid-19, la presenza di patologie croniche nella popolazione anziana è molto comune. Un recente rapporto dell’Istat indica che solo il 15% non ne soffrirebbe e che circa il 52% soffrirebbe di 3 o più patologie croniche. In considerazione del fatto che le patologie croniche rappresentano un fattore di rischio per decesso da Covid, e che queste sono molto comuni nella popolazione generale, non deve sorprendere l’alta frequenza di queste condizioni nella popolazione deceduta Sars-CoV-2 positiva”.Il secondo momento si sta concretizzando in questi giorni con la decisione della Giunta regionale di dare all’organismo una nuova veste giuridica in grado di gestire direttamente i fondi strutturali europei”. 

La concomitanza di più patologie croniche nella stessa persona costituisce di per sé “elemento di fragilità in genere compensato con appropriate terapie: il contrarre una infezione come Sars-CoV-2 si traduce in un aumentato rischio di complicanze e di morte”, chiarisce ancora l’Istituto superiore di sanità. 

“Sin dall’inizio della pandemia, infatti – si ricorda nella nota – è stato censito un eccesso di mortalità nella popolazione, cioè un numero di deceduti superiore a quello degli anni precedenti, le cui stime sono periodicamente riportate nel rapporto congiunto Iss-Istat. Si precisa che le patologie preesistenti riportate nel report, finalizzato alla caratterizzazione delle caratteristiche dei deceduti, vengono valutate da un gruppo di medici dell’Iss attraverso la revisione di un campione di cartelle cliniche ospedaliere inviate ad Iss dalle Regioni e Province autonome, e le patologie preesistenti riscontrate più frequentemente nei deceduti Sars-CoV-2 positivi sono riportate nella tabella 1 del report. Le più rappresentate sono: ipertensione, diabete di tipo 2 e demenza, patologie molto frequenti nella popolazione”. 

Vaccino covid 6-11 anni, Moderna: “Sicuro e forte risposta immune”

Nei bambini da 6 a 11 anni il vaccino anti-Covid di Moderna “mostra una robusta risposta immunitaria” e un “profilo di sicurezza favorevole”. Gli effetti indesiderati sono stati “di gravità lieve o moderata”, i sintomi “più comuni sono stati affaticamento, cefalea, febbre e dolore al sito di iniezione”. 

Ad annunciarlo è l’azienda Usa, presentando i primi dati di uno studio di fase 2/3 condotto in questa fascia d’età. Dati “positivi”, spiega la società in una nota. Nel trial sono state valutate due dosi da 50 microgrammi del vaccino mRna-1273. Queste sono state “generalmente ben tollerate e hanno mostrato titoli di anticorpi neutralizzanti robusti”. 

Moderna spiega che gli endpoint primari, gli obiettivi di immunogenicità, sono stati raggiunti e prevede di presentare “presto, nel breve termine”, i risultati alla statunitense Fda, all’Agenzia europea del farmaco Ema e ad altre agenzie regolatorie nel mondo.  

L’analisi ad interim mostra i risultati dello studio KidCove nei bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni dopo le due dosi di 50 µg. In questa coorte sono stati arruolati 4.753 partecipanti di questa fascia d’età. Nello studio, il rapporto delle medie geometriche (Gmr) dei titoli di anticorpi neutralizzanti anti Sars-CoV-2, che confrontava la risposta nei bambini con la risposta nei giovani adulti dello studio Cove di fase 3, era 1,5, con un tasso di sierorisposta del 99,3%. Questi risultati, argomenta Moderna, “dimostrano una forte risposta immunitaria in questa coorte di bambini un mese dopo la seconda dose”. 

“Siamo incoraggiati dall’immunogenicità e dal profilo di sicurezza dell’mRna-1273 nei bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni”, dichiara il Ceo di Moderna, Stéphane Bancel. “Non vediamo l’ora di presentare richiesta” di approvazione “alle autorità regolatorie a livello globale e rimaniamo impegnati a fare la nostra parte per aiutare a porre fine alla pandemia di Covid con un vaccino per adulti e bambini di tutte le età”. KidCove è uno studio di espansione randomizzato, in cieco per l’osservatore, controllato con placebo, finalizzato a valutare la sicurezza, la tollerabilità, la reattogenicità e l’efficacia di due dosi da 50 µg di mRna-1273 somministrate a bambini sani a distanza di 28 giorni. La popolazione nello studio è suddivisa in tre gruppi di età (da 6 a meno di 12 anni, da 2 a meno di 6 anni e da 6 mesi a di 2 anni).  

Il vaccino è stato “generalmente ben tollerato, con un profilo di sicurezza e tollerabilità generalmente coerente con lo studio Cove di fase 3 negli adolescenti e negli adulti. La maggior parte degli eventi avversi è stata di gravità lieve o moderata. Gli eventi avversi sollecitati più comuni sono stati affaticamento, cefalea, febbre e dolore al sito di iniezione”, si legge nella nota. 

I dati sulla sicurezza continuano ad accumularsi e lo studio continua ad essere monitorato da un comitato di monitoraggio della sicurezza indipendente. Tutti i partecipanti al trial saranno monitorati per 12 mesi dopo la seconda iniezione per valutare la protezione e la sicurezza a lungo termine. La raccolta dei dati continua. E la società prevede di inviare il materiale per la revisione paritaria e la pubblicazione in una rivista. Lo studio di fase 2/3 prosegue ad arruolare bambini di età compresa tra 6 mesi e meno di 6 anni. 

Covid oggi Basilicata, 22 contagi: bollettino 25 ottobre

Sono 22 i contagi da coronavirus in Basilicata oggi, 25 ottobre 2021, secondo i dati covid del bollettino della regione. Non si registrano morti. I nuovi casi (tutti residenti) sono stati registrati su un totale di 620 tamponi molecolari. I lucani guariti o negativizzati sono 73. I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 21 (-2) di cui nessuno in terapia intensiva mentre gli attuali positivi residenti in Basilicata sono in tutto 809 (-51). 

Per la vaccinazione, sono state effettuate 2.030 somministrazioni in due giorni. Finora 431.390 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (78 per cento del totale della popolazione residente), 390.977 hanno completato il ciclo vaccinale (70,7 per cento) e 4.517 sono le terze dosi, per un totale di 826.884 somministrazioni effettuate. 

Variante Delta plus, “93 casi in Italia”

Variante Delta plus, dai dati aggiornati al 21 ottobre risultano 93 le sequenze registrate in Italia (fonte la piattaforma Gisaid). Sono i numeri più recenti per questo sotto-lignaggio della variante Delta di Sars-CoV-2 (AY.4.2) , che è diventato un ‘osservato speciale’ in Gb: qui sono state depositate alla stessa data 15.201 sequenze di AY.4.2, cioè il 93,8% del totale di quelle registrate in Europa, che a loro volta pesano per il 99% sul totale mondo. A mostrarli è stato oggi Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), durante il suo intervento al convegno nazionale della Fondazione Ssp (Scuola di sanità pubblica) ‘La pandemia vista con gli occhi di…’, organizzato a Venezia alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista. 

Fra i vari sistemi di sorveglianza, ha spiegato Brusaferro, “abbiamo anche il monitoraggio delle varianti. Abbiamo visto come Sars-CoV-2 sta evolvendo. All’inizio siamo partiti con un virus totalmente nuovo che abbiamo censito e valutato, e poi progressivamente ci siamo dovuti confrontare con le sue varianti. Varianti competitive, che si sono sovrapposte e oggi caratterizzano il quadro epidemiologico. Se a inizio anno avevamo la variante Alfa” dominante, “oggi siamo con la Delta e stiamo valutiamo possibili sottovarianti della Delta. E’ una situazione in continua evoluzione”. 

E per quanto riguarda il nuovo sotto-lignaggio di Delta, i potenziali effetti delle sue due mutazioni caratterizzanti sulle proprietà virali sono in questo momento oggetto di studio, secondo quando è stato mostrato da Brusaferro nel suo intervento. Le mappe sulle varianti si abbinano a quelle sui casi e da questo, ha illustrato il presidente Iss, “vediamo come impatta la sottovariante AY.4.2” in Italia “rispetto all’insieme dei sequenziamenti a livello globale”. Gli ultimi dati mostrano appunto 93 sequenze per la Penisola. Erano 86 secondo i numeri aggiornati al 19 ottobre, resi noti dallo stesso Brusaferro venerdì scorso durante il consueto punto stampa sul monitoraggio Covid della Cabina di regia. 

Vaccino Johnson & Johnson seconda dose, cosa dicono gli esperti

Vaccino Johnson & Johnson e seconda dose, giusto farla? E in che tempi e con quale vaccino? A dare un parere all’Adnkronos Salute sono Massimo Andreoni e Matteo Bassetti. 

“J&J è un buon vaccino, ma dopo un po’ di tempo cala la protezione, quindi è corretto pensare che entro il sesto mese andrebbe fatto un richiamo e credo che l’eterologa sia l’opzione giusta”, sottolinea all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). Ieri Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l’emergenza Covid, ospite di ‘Che tempo che fa’ su Rai 3, ha affermato che “c’è la notizia di un processo di revisione da parte di Fda. Successivamente ci sarà sicuramente anche da parte di Ema. Qualora arrivassero indicazioni sulla possibilità di somministrare una seconda dose con una vaccino a Rna messaggero, si avrebbe il vantaggio di indurre una risposta immunologica anche migliore. Queste persone – ha aggiunto – verranno chiamate, c’è un’anagrafe vaccinale molto precisa. Somministrare oltre i 2 mesi non compromette l’efficacia. Appena arriveranno le indicazioni delle agenzie regolatorie, si farà tutto velocemente”. 

“Chi si è vaccinato con J&J farebbe bene a fare il richiamo con un vaccino” anti-Covid “a mRna, quindi un’eterologa, come abbiamo detto di fare con AstraZeneca. Questo darebbe un ‘booster’ che funge come” farebbe “una terza dose per chi aveva fatto un vaccino mRna. Sicuramente vale non solo per i più fragili, ma per tutti” coloro che hanno fatto il vaccino monodose, evidenzia quindi Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, intervenendo nel dibattito sul richiamo a chi ha avuto l’unica dose del vaccino Janssen.  

Vaccini Covid in Italia, somministrate 88.748.661 di dosi

E’ di 88.748.661 il totale delle somministrazioni di vaccino anti Covid in Italia. Emerge dal report aggiornato secondo cui il totale delle persone con almeno una dose è 46.466.385 ossia l’86,03 % della popolazione over 12. Sono invece 44.377.699, l’82,17 % della popolazione over 12, le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Il totale delle persone che hanno ricevuto la dose addizionale è di 210.960, il 24,03 % della popolazione potenzialmente oggetto di dose addizionale. Sono 819.427 quelle oggetto di dose booster, il 27,42 % della popolazione potenzialmente oggetto di dose booster che ha ultimato il ciclo vaccinale da almeno sei mesi. 

Obbligo vaccinale, Locatelli: “Sì se ci fossero gli estremi”

Sui vaccini anti Covid “si è partiti con una strategia di convincimento e di persuasione, che ha fatto largamente breccia e ha permeato la coscienza di tanti cittadini. Qualora ve ne fossero le indicazioni e gli estremi si potrebbe arrivare anche a considerare l’obbligo”. Così il presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, ospite di ‘Che tempo che fa’ su Raitre.  

Quanto alla situazione Covid in Italia, “i numeri dicono che non abbiamo pagato un prezzo alle riaperture” ha detto il presidente del Consiglio superiore di Sanità.  

“La situazione italiana è largamente più favorevole rispetto a quella in Gran Bretagna e in Germania in termini di circolazione virale. Ma tutto questo non è accaduto per caso – ha sottolineato – ma è il frutto di una percentuale più alta di soggetti vaccinati e anche perché c’è stata gradualità nelle riaperture. E poi il mantenimento delle misure non farmacologiche, le mascherine, il lavaggio delle mani, il distanziamento”. 

Parlando poi dell’immunizzazione dei più piccoli, “non ci sono timori per il vaccino ai bambini tra 5 e 12 anni- ha spiegato – Nel giorno in cui Pfizer ha dato annuncio di un’efficacia del vaccino al 91% la Fda ha detto chiaramente che i benefici derivanti dall’immunizzazione superano chiaramente qualsiasi potenziale rischio”.  

Riguardo al vaccino Johnson&Johnson, “ha ottenuto l’approvazione da parte delle agenzie regolatorie per una somministrazione monodose – ha ricordato – E’ di queste ore la notizia che è in corso da parte di Fda, e successivamente anche da parte di Ema, la valutazione della possibilità di somministrare una seconda dose con un vaccino a mRna, che avrebbe anche il vantaggio di generare una risposta immunologica migliore”.  

Locatelli ha fatto “un appello a vaccinarsi. E’ vero che siamo all’86% di persone coperte con una dose, e all’82% con due dosi, e nella fascia sopra 70 anni andiamo addirittura sopra al 90%. Ma le persone che mancano devono imparare a volersi bene perché vaccinarsi significa volersi bene e soprattutto volere bene agli altri”.  

Covid oggi Lombardia, 393 contagi: bollettino 24 ottobre

Sono 393 i contagi da coronavirus in Lombardia oggi, 24 ottobre 2021, secondo i dati covid del bollettino della regione. Registrati 4 morti, che portano a 33.141 il totale di vittime dall’inizio della pandemia. Ammontano invece a 94.483 i tamponi effettuati, con un rapporto tamponi/positivi che si attesta allo 0,4%. Stabili i ricoveri: sono 48 in terapia intensiva e 276 i ricoverati con sintomi. 

Sono 106 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore nella provincia di Milano. Quanto alle altre province, si registrano 42 casi a Bergamo e a Brescia, 64 a Varese, 20 a Monza, 33 a Como, 6 a Lodi, 17 a Mantova, 12 a Pavia, 9 a Cremona, 8 a Lecco e 2 a Sondrio. 

 

Covid oggi Piemonte, 160 contagi: bollettino 24 ottobre

Sono 160 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 24 ottobre 2021, secondo i dati covid del bollettino della regione. Non si registrano morti. I nuovi casi (di cui 96 dopo test antigenico) sono pari allo 0,5% di 35.529 tamponi eseguiti, di cui 31.818 antigenici. Dei 160 nuovi casi, gli asintomatici sono 96 (60%). 

I ricoverati in terapia intensiva sono 20 (+2 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 185 (+6 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 3.573. I tamponi diagnostici finora processati sono 7.983.229 (+35.529 rispetto a ieri), di cui 2.335.292 risultati negativi. 

I pazienti guariti diventano complessivamente 371.814 (+139 rispetto a ieri). 

Covid oggi Puglia, 127 contagi e nessun decesso: bollettino 24 ottobre

Sono 127 i nuovi casi da coronavirus in Puglia oggi, 24 ottobre 2021, secondo i dati Covid del bollettino della Regione. Il tasso di positività odierno, su 18.601 tamponi eseguiti, è dello 0,68%. Non si registrano decessi. Attualmente vi sono 143 persone ricoverate (-2 rispetto a ieri), di cui 126 in area non critica (-3) e 17 in terapia intensiva (+1). Le persone attualmente positive sono 2.317. 

In particolare sono 39 i nuovi casi nel Barese, 13 nella Bat, 12 nel Brindisino, 22 nel Foggiano, 35 nel Leccese, 6 nel Tarantino. 

Covid oggi Toscana, 280 contagi e un decesso: bollettino 24 ottobre

Sono 280 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, domenica 24 ottobre, secondo i dati Covid del bollettino della Regione. Il totale dei casi da inizio emergenza sale così a 287.511. Eseguiti 8.358 tamponi molecolari e 20.046 tamponi antigenici rapidi, di questi il 1% è risultato positivo. Si registra un decesso: una donna di 107 anni di Firenze.  

Gli attualmente positivi sono oggi 5.140, +1,2% rispetto a ieri. I nuovi casi sono lo 0,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I ricoverati sono 248 (7 in più rispetto a ieri), di cui 24 in terapia intensiva (3 in più). I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 275.120 (95,7% dei casi totali). 

Alle 12.00 di oggi sono state effettuate complessivamente 5.787.239 vaccinazioni, 16.575 in più rispetto a ieri (+0,3%), tenendo presente che le Aziende del Sistema Sanitario Regionale proseguono per l’intera giornata. La Toscana è la 1° regione per % di dosi somministrate su quelle consegnate (il 94% delle 6.156.615 consegnate), per un tasso di vaccinazioni effettuate di 157.762 per 100mila abitanti (media italiana: 149.659 per 100mila). 

L’età media dei 280 nuovi positivi odierni è di 45 anni circa (21% ha meno di 20 anni, 17% tra 20 e 39 anni, 32% tra 40 e 59 anni, 21% tra 60 e 79 anni, 9% ha 80 anni o più). 

 

Oltre 2200 runner per gara podistica quarta edizione ‘CorriBicocca’

Più di 2200 tra studenti, docenti, dipendenti e tanti appassionati si sono ritrovati questa mattina al Bicocca Stadium per la quarta edizione della corsa dell’Università di Milano-Bicocca, organizzata insieme al Cus Milano. Tra gli oltre 2mila iscritti, quasi 500 gli atleti hanno corso per la 10 km competitiva. Tante anche le famiglie e i cittadini che hanno scelto di dedicare una mattinata allo sport all’aria aperta e nel rispetto delle regole anti-covid: CorriBiocca si conferma così la corsa inclusiva e aperta a tutti. Nove anni l’età del partecipante più giovane, 86 quella del runner più maturo. 

Quest’anno CorriBicocca ha scelto di sostenere il progetto Palla al Centro della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus, dedicato ai minori e giovani adulti dell’Istituto penale per i minorenni Cesare Beccaria e volto a prevedere percorsi per il reinserimento sociale e lavorativo dei ragazzi, prevenire il disagio giovanile, creare un ponte con la città di Milano e costruire una comunità educante responsabile. Ad aprire la mattinata e a motivare i partecipanti Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Alessandro Castelli, presidente CUS Milano, Maria Carla Gatto, presidente Tribunale per i Minorenni di Milano, Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava, Cosima Buccoliero, direttrice dell’istituto penale per i minorenni Cesare Beccaria e Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e salute che ha portato i saluti del Comune di Milano.  

Alla Fondazione Francesca Rava la consegna dell’assegno da 5mila euro, avvenuta alla presenza di Giovanna Iannantuoni (rettrice dell’Università di Milano-Bicocca), Lucia Visconti Parisio, (delegata per lo sport universitario di Milano-Bicocca) e Alessandro Castelli (presidente CUS Milano). I vincitori sono: Renè Cuneaz 10 km competitiva maschile (30’ 55’’); Nicole Svetlana Reina 10 km competitiva femminile (34’ 06’’); Martina Maria Cimnaghi vincitrice universitaria 10 km competitiva (40’ 50”); Andrea Casati vincitore universitario 10 km competitiva (34’36”). Il “Trofeo Unimib” per la scuola o il dipartimento più numeroso è andato alla Scuola di scienze che ha schierato quasi 200 runner, tra docenti, studenti e dipendenti.  

Covid oggi Italia, bollettino Protezione Civile e contagi regioni 24 ottobre

Bollettino con i dati del Covid in Italia oggi, domenica 24 ottobre 2021, con numeri e news della Protezione Civile e del ministero della Salute – regione per regione – su contagi da coronavirus, ricoveri e morti, all’indomani delle nuove proteste dei ‘No Green pass, in varie parti d’Italia. I numeri da Lombardia, Piemonte e Veneto, Toscana e Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Il bollettino delle grandi città come Roma, Milano e Napoli. Il punto sulla campagna vaccini in Italia. 

Ecco i dati aggiornati, regione per regione: 

Sono 398 i contagi da coronavirus in Veneto oggi, 25 ottobre 2021, secondo i dati Covid del bollettino della Regione. Il totale dei casi raggiunge quindi quota 477.275. Non ci sono decessi e il totale delle vittime resta a 11.815. La situazione clinica registra 200 ricoveri nei reparti ordinari (-4) mentre è stabile la terapia intensiva con 31 pazienti. Aumentano i guariti: sono 456.181 (+265). 

Sono 280 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, domenica 24 ottobre, secondo i dati Covid del bollettino della Regione. Il totale dei casi da inizio emergenza sale così a 287.511. Eseguiti 8.358 tamponi molecolari e 20.046 tamponi antigenici rapidi, di questi il 1% è risultato positivo. Si registra un decesso: una donna di 107 anni di Firenze. Gli attualmente positivi sono oggi 5.140, +1,2% rispetto a ieri. I nuovi casi sono lo 0,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I ricoverati sono 248 (7 in più rispetto a ieri), di cui 24 in terapia intensiva (3 in più). I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 275.120 (95,7% dei casi totali). 

Sono 127 i nuovi casi da coronavirus in Puglia oggi, 24 ottobre 2021, secondo i dati Covid del bollettino della Regione. Il tasso di positività odierno, su 18.601 tamponi eseguiti, è dello 0,68%. Non si registrano decessi. Attualmente vi sono 143 persone ricoverate (-2 rispetto a ieri), di cui 126 in area non critica (-3) e 17 in terapia intensiva (+1). Le persone attualmente positive sono 2.317. In particolare sono 39 i nuovi casi nel Barese, 13 nella Bat, 12 nel Brindisino, 22 nel Foggiano, 35 nel Leccese, 6 nel Tarantino. 

 

Bari, 16enne muore investita da treno in stazione Acquaviva

Una ragazzina di appena 16 anni è stata investita da un treno Intercity, diretto verso nord, ed è morta ieri sera ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. Si trovava lì insieme ad alcuni amici nei pressi dei binari. Secondo prime informazioni indossava delle cuffiette . La vittima risiedeva nella vicina Cassano Murge. La zona della stazione è molto frequentata dai giovani, tanto che stanotte, dopo la tragedia, il sindaco di Acquaviva Davide Carlucci sulla sua pagina Facebook ha scritto che “giusto un paio d’ore prima che avvenisse il terribile incidente, ho personalmente accompagnato gli agenti di Polizia locale in un giro di controllo in stazione durante il quale, dopo aver provato a dialogare con alcuni dei ragazzi che frequentano quel posto per capirne le ragioni, li abbiamo invitati a trascorrere il loro tempo in altri luoghi più sicuri della città. Non è certo la prima volta che ci ritroviamo a occuparci dei problemi di sicurezza che si presentano lungo la linea ferroviaria. Ora, però, è successo l’irreparabile. La nostra comunità si stringe intorno ai familiari e agli amici della vittima”. 

SuperEnalotto, estrazione vincente: oggi 5+1 da 700mila euro

Oltre 700mila euro sono stati vinti oggi al SuperEnalotto. Il fortunatissimo ‘5+1’ all’estazione numero 127 di stasera. La combinazione vincente dei numeri è stata 1- 11- 12 – 15 – 20 – 83, Jolly 46 e Superstar 80. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti ‘6’ è di 100 milioni di euro.  

“La vincita con punti ‘5+1 da 711.765,08 euro – si fa sapere in una nota – è stata realizzata grazie ad un sistema a caratura giocato attraverso la bacheca dei sistemi di Sisal. Le 105 quote da 5 euro ciascuna sono state acquistate dalle ricevitorie Sisal e poi proposte ai propri giocatori”.