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Categoria: cronaca

Covid oggi Toscana, 174 contagi: bollettino 10 giugno

Sono 174 i nuovi contagi da coronavirus oggi 10 giugno in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino.  

“I nuovi casi registrati in Toscana sono 174 su 16.101 test di cui 8.184 tamponi molecolari e 7.917 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 1,08% (2,8% sulle prime diagnosi). I vaccini attualmente somministrati sono 2.417.533” annuncia su Facebook il presidente della Toscana, Eugenio Giani, anticipando il dato del bollettino regionale sull’andamento dell’epidemia di Covid-19.  

AstraZeneca e giovani, Aifa: “Responsabilità spetta a ministero”

Il parere sull’uso del vaccino AstraZeneca, e la relativa comunicazione, spetta al ministero della Salute. Lo ha detto detto il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, nel dibattito sul vaccino tornato alla ribalta dopo rari casi di trombosi successivi alla somministrazione di una dose. Attualmente, AstraZeneca è raccomandato per soggetti over 60. Chi ha avuto la prima dose senza problemi, è destinato a ricevere anche la seconda. 

“Stiamo discutendo in queste ore, l’Aifa il suo parere l’ha dato, ieri ci siamo riuniti con il Cts, ma credo che adesso la responsabilità – sia del parere che della comunicazione – spetti al ministero della Salute. Noi abbiamo una regola di condotta e posso anticipare che su questo sarà il ministro a pieno titolo a dire quale sarà la decisione”, ha detto Palù, intervenuto al Pharma Talk online dell’Academy Business School di Rcs, commentando i pronunciamenti, attesi a breve, sull’opportunità di raccomandare il vaccino anti-Covid AstraZeneca solo oltre una certa soglia età.  

“La comunicazione è importante – ha sottolineato Palù – soprattutto per una malattia che è nuova. La scienza che ci ha fornito mai come prima dei vaccini efficacissimi nel giro di 9 mesi, gli studi validativi ci hanno messo così poco tempo fatti su decine di migliaia di persone ma – ha sottolineato – quello che ci sta insegnando è il campo cioè la vaccinazione di massa della popolazione. Stiamo anche noi imparando, la scienza si adegua – ha chiarito – e non è scienza quello che non è falsificabile come diceva Popper e quindi dobbiamo aggiustare le nostre conoscenze sulla base di quelle che sono le evidenze. Oggi – ha aggiunto Palù – siamo in una fase di bassa prevalenze dell’infezione per cui dobbiamo commisurare i rischi-benefici a questa fase”.  

Ma “credo che sia importante – ha ribadito il vertice dell’Aifa – che la comunicazione venga lasciata a poche persone che hanno competenza scientifica e che sanno dire alla società che ascolta e che spesso è frastornata, e dare i consigli minori in una situazione che è in dinamico sviluppo. Qua mi fermerei perché credo che la parola passerà oggi al ministro”.  

Covid Marche oggi, 46 nuovi contagi: bollettino 10 giugno

Sono 46 i nuovi contagi da coronavirus nelle Marche oggi, 10 giugno, secondo il bollettino della regione. Nelle ultime 24 ore sono stati testati 2.644 tamponi: 1367 nel percorso nuove diagnosi (di cui 462 screening con percorso Antigenico) e 1.277 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 3,4%).  

I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 13 nella provincia di Macerata, 5 nella provincia di Ancona, 6 nella provincia di Pesaro-Urbino, 13 nella provincia di Fermo, 3 nella provincia di Ascoli Piceno e 6 fuori regione.  

Questi casi comprendono soggetti sintomatici (11 casi rilevati), contatti in setting domestico (9 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (14 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (1 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (0 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (0 casi rilevati), Contatti con coinvolgimento studenti di ogni grado di formazione (1 casi rilevati), screening percorso sanitario (1 casi rilevati), contatti con provenienza extra-regione (1 casi rilevato) e di 8 casi sono in fase di approfondimento epidemiologico. Nel percorso Screening un totale di n.462 test antigenici effettuati e n.10 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 2%. 

Palermo, sgominata banda di usurai: tra vittime anche Marco Baldini

Un’organizzazione di usurai è stata sgominata a Palermo dalla Guardia di finanza che, nell’ambito dell’operazione Tonsor’ su delega della Procura ha eseguito cinque misure cautelari emesse dal gip del capoluogo siciliano. In carcere è finito S.C., 63 anni, mentre sono stati sottoposti agli arresti domiciliari il figlio G.C., 34 anni, M.R., 61 anni, e G.C., 49 anni. Sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, usura, estorsione e autoriciclaggio. Nei confronti di A.C., 61 anni, invece, è stato applicato il divieto di dimora nel territorio del Comune di Palermo. Con lo stesso provvedimento il gip ha disposto il sequestro preventivo di beni nella disponibilità degli indagati per un valore complessivo stimato di circa 500mila euro.  

BALDINI
 

Tra le vittime della banda di usurai c’era anche il conduttore radiofonico Marco Baldini. E’ quanto emerge dall’operazione Tonsor che ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari personali e al sequestro di beni per 500mila euro. Il gruppo criminale operava tra Roma e Palermo e a capo c’era, secondo gli investigatori delle Fiamme Gialle, Salvatore Cillari, fratello di un boss ergastolano.  

Nel 2017 Baldini finisce nella sua rete e dalle intercettazioni emerge come a giugno del 2018 il conduttore radiofonico dovesse ancora restituire circa 60mila euro. Non sapendo di essere intercettato, infatti, uno degli indagati rivela: “Avanza un terremoto di soldi!!! Questo Marco Baldini… questo di Roma… ci deve dare (a Salvatore Cillari, ndr) sessanta e rotti mila euro… ora domenica parte… ci ha telefonato… vedi che sto salendo… ti sto venendo a rompere le corna!!!”. 

INDAGINI
 

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo, scattate nel novembre 2019 e andate avanti sino a dicembre 2020, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti, videoriprese, esami dei flussi finanziari, hanno permesso di far luce sul gruppo criminale, capeggiato dal 63enne, che, almeno a partire dal 2016, avrebbe erogato prestiti di denaro con l’applicazione di tassi di interesse anche di tipo usurario nei confronti di una vasta platea di persone, orbitanti nell’area palermitana e romana, per un ammontare complessivo pari a circa 150.000 euro. “Parte dei proventi illeciti sarebbero stati poi ‘autoriciclati’ dal figlio dell’indagato – spiegano gli investigatori delle Fiamme gialle -, attivo collaboratore del padre nelle azioni criminali, in un’attività economica nel settore della ristorazione nel pieno della movida palermitana”. Gli altri componenti del gruppo avrebbero operato a vario titolo come intermediari, entrando in contatto con le vittime, proponendo ‘piani di rientro’, nonché veicolando ‘messaggi’ per il rispetto della scadenza delle rate concordate. 

TASSI DI INTERESSE AL 140%
 

I tassi di interesse sarebbero arrivati sino al 140 per cento e per ottenere il denaro gli indagati non avrebbero esitato a minacciare le proprie vittime. I prestiti a tassi usurai sarebbero andati avanti anche durante il lockdown approfittando del grave stato di bisogno delle vittime. Le indagini degli specialisti del Gico del nucleo di Polizia economico-finanziaria hanno fatto luce su un sistema professionale basato sul rilascio di assegni postdatati utilizzati a garanzia dei prestiti erogati, nonché su dazioni in contanti, prive di qualunque tipo di tracciabilità, con l’obiettivo di ‘schermare’ i passaggi di denaro. Gli investigatori delle Fiamme gialle, attraverso l’esame, il confronto e l’incrocio di informazioni estratte da diverse banche dati hanno accertato “l’assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità degli indagati e i redditi dichiarati”. Sono cosi scattati i sigilli per un noto ristorante nel quartiere capo di Palermo, una moto e conti correnti.  

 

Temporali fino a venerdì, poi la svolta: oltre 30°C nel weekend 12-13 giugno

Mancano pochi giorni e l’Italia sarà invasa dall’anticiclone africano che stenta di raggiungere tutte le regioni, frenato da un’ostinata circolazione instabile presente sui settori nordorientali. Fino a venerdì quindi dovremo fare i conti ancora con temporali a tratti intensi. Il team del sito www.iLMeteo.it informa che giovedì fenomeni temporaleschi colpiranno ancora l’arco alpino, quello prealpino e questa volta potrebbero raggiungere pure la pianura del Veneto e della Lombardia. Altri temporali scoppieranno sui settori appenninici centro-meridionali e localmente fin sulle coste tirreniche, rovesci intensi pure sulla Sardegna e sulla Sicilia sudorientali, sarà soleggiato sul resto d’Italia. L’instabilità diminuirà gradualmente nella giornata di venerdì quando i temporali sulle Alpi saranno davvero isolati, mentre sugli Appennini continueranno a fiorire su molte zone. La svolta avverrà nel corso del weekend; il sole sarà davvero prevalente su tutte le regioni e le temperature cominceranno a lievitare di molti gradi. Tra sabato e domenica i valori massimi al Centro-Nord toccheranno picchi di 33-34°C in Emilia e in Toscana, fino a 32°C sul resto delle zone e qualche grado in meno al Sud, ancora accarezzato da una circolazione debolmente instabile. 

NEL DETTAGLIO 

Giovedì 10. Al nord: instabile con temporali su Alpi, Prealpi e localmente pianura veneta. Al centro: pomeriggio diffusamente instabile sui rilievi, zone limitrofe, localmente su pianura toscana, laziale. Temporali sul Sud Sardegna. Al sud: temporali in Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. 

Venerdì 11. Al nord: temporali sparsi sulle Alpi. Al centro: temporali sul Lazio centro-meridionale e sul Sud Sardegna orientale. Al sud: temporali su Appennini e zone adiacenti, occasionali su Sicilia sudorientale. 

Sabato 12. Al nord: soleggiato e caldo. Al centro: bel tempo e clima estivo. Al sud: temporali su Cilento, Basilicata e Calabria. 

Domenica soleggiata e calda. 

Covid, pediatra Villani: “Vaccino sotto i 12 anni in autunno”

“Per la vaccinazione anti-Covid ai bambini sotto i 12 anni, sono già in fase avanzata le procedure di autorizzazione presso gli enti regolatori. E’ verosimile, quindi, che in pochi mesi si arriverà a disporre del vaccino 6-12. Se tutto procede come dovrebbe, è verosimile che si potrà avere anche in autunno la possibilità di vaccinare i piccoli”. Lo ha detto all’Adnkronos Salute Alberto Villani, direttore del Dipartimento di emergenza, accettazione e pediatria generale dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.  

“I bambini – ha continuato – hanno diritto ad essere protetti. Non possiamo predire, ad oggi, quale bambino potrebbe sviluppare una forma grave. Inoltre è dimostrato che nei soggetti fragili, ovvero nei piccoli con altre malattie più o meno importanti, il rischio aumenta. E’ bene proteggere tutti”, ha concluso Villani, ricordando che alcune aziende farmaceutiche “stanno lavorando per vaccini che proteggano dall’anno di vita in su”.  

Vermicino, il soccorritore Moscardini: “errore fu spettacolarizzazione dei media, troppi Bearzot”

“Noi eravamo soccorritori ed anche padri. L’errore fu la spettacolarizzazione dei media: milioni di cittadini seduti sul divano si trasformarono in Bearzot. Veltroni ha scritto su Sette del Corriere della sera, Il bambino perduto in un’Italia fragile. Ma se porti una telecamera e tutti diventano esperti, rischi di danneggiare l’intervento”. Ne parla con l’Adnkronos Piero Moscardini, operatore della sala operativa dei vigili del fuoco di Roma coinvolta nelle operazioni di salvataggio di Alfredino Rampi, il bambino di 6 anni precipitato in un pozzo artesiano a Vermicino nel 1981. Moscardini, dal 1982 funzionario del Dipartimento della Protezione civile, a 40 anni dalla ricorrenza della tragedia vissuta in diretta da 23 mln di spettatori ricorda: “A Vermicino si è presentato un circo di nani e medium, l’informazione ha permesso a tutti di diventare commissari tecnici”. 

“L’unica a cui va dato rispetto – rimarca – è Franca, la mamma, che come in un film non capiva cosa stesse avvenendo. Pianse alla presenza di Pertini il quale capì l’importanza di attuare l’avvio della riforma prevista da Zamberletti, che portò alla nascita della Protezione civile. Chi affermava che ciò avvenne grazie al dramma vissuto da Franca – afferma Moscardini – commette un errore, perché il padre fondatore della Protezione civile è stato Zamberletti, grazie al team condotto da Pastorelli, responsabile unico delle operazioni a Vermicino”.  

La necessità di una organizzazione del servizio nazionale in tutte le sue componenti, la valorizzazione degli enti locali e del volontariato erano punti indispensabili anche nell’ottica dell’introduzione del concetto di previsione e prevenzione, spiega l’ex vigile del fuoco indicando tra le complessità di coordinamento delle competenze necessarie per l’intervento l’inatteso scontro della trivella che perforava il terreno per creare uno dei due tunnel a fianco del pozzo, “con il basalto. Non c’erano solo tufo e argilla come riferito dai media. La trivella divenne viola per il calore e si spezzò e Pastorelli, responsabile delle operazioni di salvataggio di Alfredo Rampi, – ricorda Moscardini – comunicò con noi in contatto via radio dalla centrale e ci chiese di trovare una geosonda”. 

Altra odissea: “La trivella era sulla via Cassia e la macchina che doveva trasportarla al Tiburtino terzo, due poli opposti di Roma. Abbiamo recuperato le parti e trasportato il cingolato sul posto. Ma le strade erano bloccate dalla gente che andava a vedere lo ‘spettacolo’. I carabinieri dirottarono le auto sui prati….”.  

Il resto è storia: “Dopo la morte del piccolo Alfredino, nonostante gli sforzi sovrumani i pompieri vennero presi a sassate dal pubblico che assisteva alle operazioni e furono apostrofati con appellativi pesantissimi. Questo intervento era trasmesso in mondovisione. La gente ci chiamava da ovunque, anche dall’America per dare suggerimenti. La sala operativa del comando di Roma a via Genova andò in tilt”, mentre a Vermicino arrivavano volontari senza alcuna supervisione”. (di Roberta Lanzara)  

 

 

Milano, al via il primo corso di guida per i monopattini elettrici

La nuova frontiera della smart mobility approda negli innovativi centri di sperimentazione Aci-Sara, che lavorano sulla mobilità del prossimo futuro. Dopo il successo della prima edizione tenutasi presso il Centro Guida Sicuro Aci Vallelunga di Roma, si è svolto questa mattina a Lainate (Milano), il lancio del corso dedicato alla guida sicura dei monopattini elettrici promosso da Link, azienda del servizio di monopattini in sharing più avanzato della categoria, progettato da Superpedestrian, la tech company leader nella micromobilità uscita dal Mit di Boston (Massachussets Institute of Technology).  

La tecnologia implementata da Link e il focus sulla sicurezza hanno facilitato il connubio e la creazione della collaborazione con i Centri di Guida Sicura Aci-Sara che da tempo fanno perno sullo stretto legame tra educazione e formazione, in linea con quanto sta già facendo Link circa il corretto utilizzo dei suoi veicoli. Aci-Sara e Link percorrono l’obiettivo comune di formare ed educare gli utenti alla guida sicura, rispettosa di tutti i soggetti presenti in strada, in un’ottica di sostenibilità ambientale. 

“La partnership con i centri Aci-Sara ha permesso di lanciare anche a Milano questa importante iniziativa che rappresenta una vera propria svolta nel nostro settore. E’ la prima volta che un’azienda privata decide di mettersi al servizio del cittadino e lanciare un corso di guida sicura per monopattini elettrici su scala nazionale” – ha commentato Maurizio Pompili, Operation Manager Link Italia. “Il fenomeno della micromobilità elettrica, esploso soprattutto durante l’ultimo anno, non può più fare a meno di un programma di educazione rivolto agli utilizzatori del monopattino elettrico nel rispetto di tutti gli utenti della strada”. 

Così il Presidente di Aci Vallelunga, Carlo Alessi: “Dopo l’evento di lancio a Roma, siamo orgogliosi di aver ospitato presso il Centro Guida Sicura Aci-Sara di Lainate questa importante iniziativa: aver sviluppato la partnership con LINK e mettere a disposizione degli utenti un veicolo così tecnologicamente all’avanguardia rappresenta un importante traguardo per la nostra società, che è costantemente alla ricerca di prodotti innovativi e sicuri cui legare la propria collaborazione”. 

Alla conferenza stampa è intervenuto il Presidente Aci Milano Geronimo La Russa: “Automobile Club Milano con la sua struttura e i suoi esperti ha seguito con grande attenzione sin dai suoi primi passi l’evoluzione tecnologica e l’utilizzo dei monopattini, sottolineando in particolare la necessità di veicoli e di comportamenti sicuri. Ben venga ogni iniziativa che accresca la consapevolezza di un’utenza che deve essere ben conscia, da un lato, delle potenzialità di questi nuovi mezzi e del loro utilizzo più razionale, dall’altro, delle necessarie conoscenze delle regole stradali e per una corretta interazione con gli altri veicoli.” 

Così l’assessore alla Mobilità e Lavori pubblici del Comune di Milano Marco Granelli: “La micromobilità rappresenta un’opportunità per diversificare gli spostamenti in ambito urbano e alleggerire il traffico. Facile, leggero, sostenibile, il monopattino elettrico però non è un giocattolo, le regole esistono e vanno rispettate per rendere possibile la convivenza in strada e in sicurezza di mezzi diversi. A Milano tutte le società che offrono sharing devono contribuire con il Comune alla formazione e alla sensibilizzazione dei cittadini. Plaudo quindi a questa iniziativa: la conoscenza delle regole e la consapevolezza del pericolo sono il miglior presupposto perché le nostre strade siano sicure”. 

Covid Italia, verbali task force 7 febbraio 2020: “Non c’è circolazione virus”

“Oggi in Italia non c’è circolazione del virus” Sars-Cov-2. Lo sosteneva l’Istituto superiore di sanità nella riunione del 7 febbraio 2020 della task force per l’emergenza Coronavirus, nominata dal ministro della Salute Roberto Speranza nei primi mesi della pandemia, quando a essere colpita era praticamente solo la Cina. I verbali delle riunioni sono stati pubblicati sul sito del ministero dopo la pronuncia del Tar del Lazio lo scorso 7 maggio, che ha accolto il ricorso del deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami sull’accesso agli atti. I verbali riguardano le riunioni dal 22 gennaio al 21 febbraio.  

Nel corso della riunione si è discusso anche delle modalità di quarantena per gli italiani rientrati nel nostro Paese, mentre nella riunione del 6 febbraio l’Istituto superiore di sanità evidenzia che “non c’è trasmissione del virus prima della comparsa dei sintomi”, suggerendo comunque di predisporre “un piano per implementare i posti di terapia intensiva nell’eventualità che ci fosse un’epidemia nel nostro Paese”. 

Covid oggi Italia, 2.199 contagi e 77 morti: bollettino 9 giugno

Sono 2.199 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 9 giugno, secondo i dati -regione per regione- nel bollettino della Protezione Civile. Da ieri, registrati altri 77 morti. 

LAZIO – Sono 179 i nuovi contagi da Coronavirus nel Lazio secondo il bollettino di oggi, 9 giugno. Nella tabella si fa riferimento ad altri 7 morti. A Roma ci sono stati 89 nuovi casi. Sono 8.890 gli attualmente positivi a Covid-19 nel Lazio, di cui 587 ricoverati, 107 in terapia intensiva e 8.196 in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 326.627, i morti 8.236 su un totale di 343.753 casi esaminati, secondo il bollettino aggiornato della Regione Lazio. 

CAMPANIA – Sono 257 i nuovi contagi da coronavirus in Campania resi noti oggi, 9 giugno, secondo i dati del bollettino. I nuovi casi sono emersi dall’analisi di 10.402 tamponi molecolari. Nel bollettino odierno diffuso dall’Unità di crisi della Regione Campania sono inseriti altri 20 morti, 8 dei quali avvenuti nelle scorse 48 ore e 12 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri. Il totale dei decessi in Campania da inizio pandemia è 7.288. I nuovi guariti sono 782, il totale dei guariti è 352.687. In Campania sono 43 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 518 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza. 

TOSCANA – Sono 127 i contagi da Coronavirus in Toscana oggi, 9 giugno, secondo i dati del bollettino della Regione. Da tabella i morti sono 9 nelle ultime 24 ore. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 127 su 15.898 test di cui 8.553 tamponi molecolari e 7.345 test rapidi” scrive sui social il governatore Eugenio Giani. “Il tasso dei nuovi positivi è 0,80% (2,2% sulle prime diagnosi). I vaccini attualmente somministrati sono 2.382.181”. 

Nelle ultime 24 ore ci sono stati 425 guariti. I ricoverati sono 341, 33 in meno rispetto a ieri, di cui 80 in terapia intensiva, quattro in meno. Da inizio pandemia i morti sono stati 6.784 nella Regione. 

BASILICATA – Sono 33 i contagi da coronavirus in Basilicata oggi, 9 giugno, secondo i dati del bollettino della regione. I nuovi casi sono stati individuati, su un totale di 862 tamponi molecolari, e non si registrano decessi. Lo rende noto la task force regionale della Basilicata. I lucani guariti o negativizzati sono 59. Con questo aggiornamento, i casi attualmente positivi sono 3.067 (-28). I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 43 (-1) di cui nessuno in terapia intensiva. 

Per la vaccinazione, ieri sono state effettuate 4.585 somministrazioni. Finora sono 239.321 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (43,3 per cento) e 128.212 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (23,2 per cento) per un totale di somministrazioni effettuate pari a 367.533. I residenti in Basilicata sono 553.254. 

VENETO – Sono 126 i contagi da coronavirus in Veneto oggi, 9 giugno, secondo i dati del bollettino della regione. Da ieri registrati altri 7 morti. Salgono a 424.296 i casi totali da inizio della pandemia. Il totale delle vittime nella regione sale a 11.592. 

ABRUZZO – Sono 48 i contagi da coronavirus in Abruzzo oggi, 9 giugno, secondo i dati del bollettino della regione. Nelle ultime 24 ore non sono stti registrati morti. Sono complessivamente 74.362 i casi di Covid 19 dall’inizio della pandemia. I 48 nuovi positivi sono di età compresa tra 7 e 77 anni. Quelli con età inferiore ai 19 anni sono 10, di cui 7 residenti in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Chieti e 2 in provincia di Teramo. Gli attualmente positivi sono 2105 (-356 rispetto a ieri): 81 pazienti (-7 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 4 (-2 rispetto a ieri con 0 nuovi ingressi) in terapia intensiva, mentre gli altri 1750 (-617 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. 

Il bilancio deceduti non registra nuovi casi e resta fermo a 2.498. Sono finora 69.759 i dimessi/guariti (+404 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 1.140.231 tamponi molecolari (+3.498 rispetto a ieri) e 473.064 test antigenici (+1.100 rispetto a ieri). Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 1.0 per cento. 

MARCHE – Sono 82 i contagi da coronavirus nelle Marche oggi, 9 giugno, secondo i dati del bollettino della regione. Nelle ultime 24 ore sono stati testati 3004 tamponi: 1536 nel percorso nuove diagnosi (di cui 512 screening con percorso Antigenico) e 1468 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 5,3%). 

I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 82 (25 nella provincia di Macerata, 8 nella provincia di Ancona, 27 nella provincia di Pesaro-Urbino, 12 nella provincia di Fermo, 8 nella provincia di Ascoli Piceno e 2 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (15 casi rilevati), contatti in setting domestico (25 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (32 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (2 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (0 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (0 casi rilevati), Contatti con coinvolgimento studenti di ogni grado di formazione (3 casi rilevati), screening percorso sanitario (0 casi rilevati), contatti con provenienza extra-regione (1 casi rilevato) e di 4 casi sono in fase di approfondimento epidemiologico. 

Nel percorso Screening un totale di n.512 test antigenici effettuati e n.8 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 2%. 

PUGLIA – Sono 185 i nuovi contagi da coronavirus in Puglia oggi, 9 giugno, secondo i dati del bollettino della regione. Da ieri, registrati 8 morti. In tutto hanno perso la vita 6.570 persone, secondo il bollettino epidemiologico quotidiano stilato dalla Regione sulla base delle informazioni del dipartimento Promozione della Salute. 

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.549.087 test. Sono 228.669 i pazienti guariti mentre ieri erano 227.679 (+990). I casi attualmente positivi sono 16.518 mentre ieri erano 17.331 (-813). I pazienti ricoverati sono 357 mentre ieri erano 372 (-15). 

Dei nuovi casi positivi, 77 sono in provincia di Bari, 27 in provincia di Brindisi, 17 nella provincia Bat, 31 in provincia di Foggia, 20 in provincia di Lecce, 8 in provincia di Taranto, 1 caso di residente fuori regione, 4 casi di provincia di residenza non nota. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall’inizio dell’emergenza è di 251.757, così suddivisi: 94.811 nella provincia di Bari; 25.444 nella provincia di Bat; 19.510 nella provincia di Brindisi; 44.959 nella provincia di Foggia; 26.707 nella provincia di Lecce; 39.159 nella provincia di Taranto; 801 attribuiti a residenti fuori regione; 366 provincia di residenza non nota. 

SARDEGNA – Sono 37 i nuovi contagi da Coronavirus in Sardegna secondo il bollettino di oggi, 9 giugno. Nella tabella si fa riferimento ad altri due morti. Nelle ultime 24 ore sono stati 3.868 i test in più eseguiti. Scendono sotto i cento i pazienti ricoverati, sono 94, sei in meno rispetto al dato precedente, mentre resta invariato il numero dei pazienti pari a 6 in terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 12.104 persone, i guariti in più da ieri sono 109. Tra le province con il maggior numero di nuovi contagi Sassari a 19, Cagliari a 13 e 5 a Nuoro. 

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 25 i nuovi contagi da Covid rivelati oggi, 9 giugno, in Friuli Venezia Giulia su 4.560 tamponi molecolari effettuati e una percentuale di positività dello 0,55%. Sono inoltre 1.577 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali non sono stati rilevati casi di contagio. Nella giornata odierna non si registrano decessi, i ricoveri nelle terapie intensive rimangono 3 mentre quelli negli altri reparti scendono a 23. Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. 

CALABRIA – Sono 114 i nuovi contagi da Covid registrati oggi, 9 giugno, in Calabria, secondo il bollettino diffuso dal dipartimento Tutela della salute della Regione. Due i decessi, per un totale di 1.196 morti, mentre sono 271 guariti in più. Il bollettino, inoltre, registra -159 attualmente positivi, -149 in isolamento, -10 ricoverati e, infine, 13 persone in terapia intensiva (stabili rispetto a ieri). 

Covid oggi Campania, 257 contagi e 20 morti: bollettino 9 giugno

Sono 257 i nuovi contagi da coronavirus in Campania resi noti oggi, 9 giugno, secondo i dati del bollettino. I nuovi casi sono emersi dall’analisi di 10.402 tamponi molecolari. Nel bollettino odierno diffuso dall’Unità di crisi della Regione Campania sono inseriti altri 20 morti, 8 dei quali avvenuti nelle scorse 48 ore e 12 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri. Il totale dei decessi in Campania da inizio pandemia è 7.288. I nuovi guariti sono 782, il totale dei guariti è 352.687. In Campania sono 43 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 518 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza. 

Covid oggi Marche, 82 contagi: bollettino 9 giugno

Sono 82 i contagi da coronavirus nelle Marche oggi, 9 giugno, secondo i dati del bollettino della regione. Nelle ultime 24 ore sono stati testati 3004 tamponi: 1536 nel percorso nuove diagnosi (di cui 512 screening con percorso Antigenico) e 1468 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 5,3%). 

I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 82 (25 nella provincia di Macerata, 8 nella provincia di Ancona, 27 nella provincia di Pesaro-Urbino, 12 nella provincia di Fermo, 8 nella provincia di Ascoli Piceno e 2 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (15 casi rilevati), contatti in setting domestico (25 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (32 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (2 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (0 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (0 casi rilevati), Contatti con coinvolgimento studenti di ogni grado di formazione (3 casi rilevati), screening percorso sanitario (0 casi rilevati), contatti con provenienza extra-regione (1 casi rilevato) e di 4 casi sono in fase di approfondimento epidemiologico. 

Nel percorso Screening un totale di n.512 test antigenici effettuati e n.8 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 2%. 

Covid Puglia, 185 contagi e 8 morti: bollettino 9 giugno

Sono 185 i nuovi contagi da Covid-19 rivelati oggi, 9 giugno, in Puglia su 6.996 test per l’infezione da coronavirus. Ieri i nuovi casi erano 134 su 8.302 test. Sono stati registrati 8 decessi: 7 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce. Ieri i morti erano 17. In tutto hanno perso la vita 6.570 persone, secondo il bollettino epidemiologico quotidiano stilato dalla Regione sulla base delle informazioni del dipartimento Promozione della Salute. 

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.549.087 test. Sono 228.669 i pazienti guariti mentre ieri erano 227.679 (+990). I casi attualmente positivi sono 16.518 mentre ieri erano 17.331 (-813). I pazienti ricoverati sono 357 mentre ieri erano 372 (-15). 

Dei nuovi casi positivi, 77 sono in provincia di Bari, 27 in provincia di Brindisi, 17 nella provincia Bat, 31 in provincia di Foggia, 20 in provincia di Lecce, 8 in provincia di Taranto, 1 caso di residente fuori regione, 4 casi di provincia di residenza non nota. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall’inizio dell’emergenza è di 251.757, così suddivisi: 94.811 nella provincia di Bari; 25.444 nella provincia di Bat; 19.510 nella provincia di Brindisi; 44.959 nella provincia di Foggia; 26.707 nella provincia di Lecce; 39.159 nella provincia di Taranto; 801 attribuiti a residenti fuori regione; 366 provincia di residenza non nota. 

Covid Italia, Pregliasco: “A settembre possibile nuovo picco”

“Questa ipotesi c’è”. Così il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano sul rischio di un nuovo picco di contagi a settembre come sta avvenendo oggi in Gran Bretagna. 

“Dal punto di vista generale – spiega Pregliasco – quello che si vede nel Regno Unito è la presenza della variante indiana, che potremmo avere anche noi; la scelta di rallentare la seconda dose per dare maggiore spinta alla vaccinazione, che stiamo facendo anche noi anche se in modo un po’ più mediato. E quindi le aperture possono dare questo elemento. Io da sempre – ricorda – dico apriamo con attenzione. Abbiamo ancora un serbatoio di mezzo milione di positivi – sottolinea il virologo – ovvero persone che possono contagiare altri in varia forma e con varia intensità. Per fortuna, quello che si vede in Inghilterra e che a mio avviso possiamo raggiungere anche qua – dice Pregliasco – è non avere un gran numero di casi gravi grazie alla vaccinazione dei soggetti fragili. Insomma l’elemento chiave è il vaccino che potrebbe metterci al sicuro”. 

Ma allora cosa è successo in un’Inghilterra con una percentuale altissima di vaccinati almeno con la prima dose? “La variante indiana – chiarisce il virologo – ha ‘bucato’ la prima dose” che non protegge come il vaccino completo. 

 

“Per il vaccino di AstraZeneca potrebbe essere utile valutare una limitazione dai 50 anni in su per le donne e dai 40 in su per gli uomini come elemento prospettico” dice all’Adnkronos Salute il virologo, commentando il caso delle due giovani donne ricoverate a Genova, dopo la vaccinazione con AstraZeneca. “Ma a deciderlo deve essere l’Aifa in modo che sia ufficiale. Non basta una indicazione o una comunicazione”.  

Nei casi specifici “si tratta di approfondire e verificare quello che è successo. Bisogna vedere – afferma Pregliasco – se si tratta effettivamente di casi con coaguli e bassi livelli di piastrine. Ad oggi – conclude il virologo – sono 6 casi ogni milione di persone” le reazioni gravi al vaccino. 

 

AstraZeneca, Bassetti: “Stop a vaccino? Aifa decida”

“Sul vaccino AstraZeneca serve una posizione chiara e definitiva di Aifa”. Sono le parole di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, all’Adnkronos Salute. Il vaccino AstraZeneca torna sotto i riflettori per un caso di trombosi, successivo alla somministrazione della dose. Una ragazza di 18 anni è in condizioni gravi da giorni. 

“Basta con il balletto delle comunicazioni e delle raccomandazioni che hanno cambiato le fasce d’età per questo vaccino, con errori enormi di comunicazione dell’Agenzia del farmaco e del ministero della Salute. Non ha fatto bene a questo vaccino anti-Covid che i dati inglesi ci hanno sempre detto che funziona benissimo. Ora però, visto anche l’impatto di questi errori sull’opinione pubblica italiana, si decida da domani se il vaccino AstraZeneca non si deve più usare e ci si attrezzi per fare solo vaccini a mRna”, dice Bassetti. 

“La strategia vaccinale punti su Pfizer, Moderna e poi su CureVac. Ma deve essere una scelta politica – precisa – L’opione pubblica è inferocita sul vaccino AstraZeneca, le istituzioni non possono lasciare da soli i medici e le Regioni a difenderli”. 

Crema, preside Palermo: “Vorrei la stessa indignazione dei politici per noi”

“È chiaro che non voglio essere polemica nei confronti della vicenda della sindaca di Crema, perché ritengo che sia profondamente ingiusto che sia indagata per un infortunio del quale non è responsabile, ma voglio ricordare a tutti che la stessa indignazione dovrebbe essere per i dirigenti scolastici da sempre responsabili anche penalmente della sicurezza di edifici che ope legis appartengono agli Enti locali e sui quali gli stessi non hanno mai effettuato interventi di messa in sicurezza”. E’ la denuncia di Daniela Crimi, preside del Liceo linguistico ‘Ninni Cassarà’ di Palermo, con oltre 1.400 alunni, uno dei licei più grandi in Sicilia. 

“Non è giusto che i dirigenti debbano rispondere penalmente e civilmente della sicurezza quando, nonostante i nostri reiterati appelli e infinite richieste, gli enti preposti, Comuni e Province, non effettuano gli interventi di messa in sicurezza – lamenta Crimi – Ogni dirigente scolastico, me compresa, ha subito indagini per le responsabilità di sicurezza e ha dovuto pagare di tasca propria avvocati per difendersi da indagini su aspetti di sicurezza e nessuno si è mai indignato”. “Certo capisco che se la cosa tocca dei politici allora tutto cambia…”, aggiunge. 

“È notizia di qualche giorno fa che un collega dirigente toscano risulta indagato per un contagio Covid di un docente- spiega ancora Daniela Crimi – Se a scuola sono state attuate tutte le disposizioni e i protocolli di sicurezza non è ammissibile alcuna responsabilità”. “Altrimenti sarebbe bene chiudere tutte le scuole e fare dad come in tutti gli uffici si fa smart working se a pagare deve essere sempre il dirigente scolastico”, conclude la dirigente scolastica. 

Morte Luca Attanasio, indagato funzionario Onu

C’è un primo indagato in relazione all’omicidio dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi in un agguato da parte di un gruppo armato che voleva sequestrarli lo scorso 22 febbraio nella Repubblica Democratica del Congo. Si tratta del funzionario del Programma alimentare mondiale (Pam) in Congo, accusato di omesse cautele, la cui iscrizione sul registro indagati, da parte del procuratore Michele Prestipino e del sostituto Sergio Colaiocco, è avvenuta dopo l’audizione del funzionario svolta nelle scorse settimane. 

Resta al momento senza indagati il filone del fascicolo per cui i pm di Roma procedono per sequestro per finalità di terrorismo. Secondo quanto ricostruito da inquirenti e investigatori del Ros, Attanasio e Iacovacci finirono in un’imboscata da parte di un gruppo armato. Sei uomini, armati di kalashnikov e machete, li prelevarono dalla jeep per portarli nella boscaglia quando furono intercettati da un gruppo di ranger. Di lì partì una sparatoria, nel quale il carabiniere Iacovacci cercò di portare l’ambasciatore lontano dalla linea di fuoco ma entrambi sono rimasti uccisi dagli assalitori.
 

Torino, scopre ladri in casa: morto proprietario

E’ stato soccorso per quello che sembrava un malore, dopo aver sorpreso dei ladri nel suo appartamento. Nonostante un tentativo di rianimazione, l’uomo è deceduto. Nel corso degli accertamenti però i carabinieri hanno trovato un bossolo: la vittima potrebbe essere stata colpita allo stomaco. 

E’ accaduto questa mattina a Piossasco (Torino). I carabinieri, insieme ai sanitari 118, sono intervenuti per soccorrere il proprietario di una abitazione, che inizialmente sembrava colto da malore, dopo aver sorpreso dei ladri nell’appartamento. Solo in un secondo momento i militari hanno trovato un bossolo che sarebbe stato sparato da un malvivente a seguito di una colluttazione con la vittima, che potrebbe essere stata colpita allo stomaco. L’esame del cadavere è ancora in corso. Sul posto i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Torino e della Compagnia di Moncalieri. 

AstraZeneca, Galli: “Se questo vaccino non serve, si tolga”

“Si valuti se è necessario andare avanti con il vaccino AstraZeneca. Se non è così, si tolga in certe fasce d’età”. Il professor Massimo Galli si esprime così, a Cartabianca, sul vaccino AstraZeneca. Il farmaco è tornato sotto i riflettori per il caso di trombosi che ha coinvolto a Genova una 18enne. Alla giovane, in precedenza, era stato somministrato il vaccino.  

“Quanto è ancora indispensabile AstraZeneca per finire di mettere in sicurezza la popolazione? Non so, e non possono sapere con chiarezza, se i quantitativi previsti di questo vaccino sono indispensabili per chiudere l’operazione” di vaccinazione “e ridurre la circolazione del virus. Se questo si può ottenere con gli altri vaccini, farei a meno di dare” AstraZeneca “almeno alle giovani donne”, dice Galli, responsabile di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. “In ogni caso” il vaccino “si è attirato troppi patemi, a questo punto è anche una questione di qualità di vita e serenità delle persone. Si valuti se è necessario andare avanti con questo vaccino. Se non è così, si tolga in certe fasce d’età”, dice. 

La scuola sta per chiudere il proprio anno, a settembre è auspicabile una ripresa ‘normale. “I diritti non sono in discussione” ma “non è vero che non esiste il problema dell’infezione tra i bambini. La variante inglese non rispetta i bambini e li infetta, i numeri dimostrano un aumento dei casi. Siamo di fronte ad una realtà dinamica. Sono felice all’idea che la scuola sia aperta in presenza a settembre, anche per la serenità delle famiglie e non solo per l’educazione dei bambini. Ma forse bisognerà avere ancora qualche precauzione per identificare in maniera precoce eventuali focolai”. Il quadro attuale dell’epidemia autorizza un certo ottimismo: “Credo sia legittimo tirare il sospiro di sollievo. I vaccinati cominciano ad essere un numero consistente che non ci toglie più nessuno. E’ molto difficile che possano finire all’ospedale, in rianimazione o al cimitero. Questo è il grande vantaggio ottenuto con il vaccino”.