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Categoria: cronaca

Università, a Palermo nasce il ‘Centro per la sostenibilità’

UniPa, con la sua comunità di studenti e personale di quasi 50 mila unità ed il suo bilancio dell’ordine dei 300 milioni di Euro annui, ha la responsabilità e il dovere di contribuire concretamente al tema della sostenibilità non solo attraverso la formazione e la ricerca, ma anche con scelte energetiche, di mobilità e di approvvigionamento in grado di diminuire gli impatti ambientali – dichiara il Rettore, prof. Massimo Midiri – Sono particolarmente fiero che uno dei primi atti del Consiglio di Amministrazione dall’inizio del mio mandato rettorale sia stato l’approvazione dell’istituzione del Centro per la Sostenibilità, con l’obiettivo di divenire un catalizzatore delle iniziative su queste tematiche che saranno sviluppate e declinate in tutte le loro forme. Il Centro sarà costituito da un gruppo di docenti esperti nei settori dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, i Sustainable Development Goals (SDG) fissati nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che pongono sotto una luce completamente nuova la cultura della sostenibilità e che saranno affrontati sulla base di un approccio interdisciplinare e trasversale, capace di attraversare temi come le pari opportunità, l’accesso all’istruzione, la realizzazione di istituzioni democratiche. Per contribuire al raggiungimento di questi obiettivi il nostro Ateneo ricoprirà un triplice ruolo: quello di promotore, attraverso la formazione delle giovani generazioni, di proponente, attraverso i risultati della ricerca, e di attuatore, diventando un sistema pilota di sostenibilità. Il nostro Ateneo rafforza così ancora maggiormente la sua posizione come punto di riferimento per il territorio, come laboratorio di studio da cui saranno diffuse indicazioni metodologiche di lavoro e nuove buone prassi in tema di sostenibilità. Possiamo offrire al territorio concrete soluzioni attraverso lo sviluppo di sistemi e tecnologie sostenibili ed economicamente fattibili. Siamo pronti per mettere a disposizione degli enti locali e degli stakeholders le nostre conoscenze su queste grandi tematiche, fondamentali per la vita quotidiana e per il nostro futuro, e per intercettare le traiettorie che saranno i perni di una nuova società”. 

Vaccino Covid, Iss: cala scudo dopo 6 mesi, 55% da contagi e 82% da forme gravi

Cala lo scudo del vaccino anti Covid dopo 6 mesi, 55% da contagi e 82% da forme gravi. A spiegarlo è l’Istituto superiore della sanità, nell’ultimo report settimanale sull’andamento di Covid-19 in Italia. “Dopo 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale, scende dal 79% al 55% l’efficacia nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid-19 rispetto ai non vaccinati” scrive l’Iss. 

Anche trascorso mezzo anno dall’immunizzazione rimane invece “elevata”, comunque riducendosi, “l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa: per i vaccinati con ciclo completo da meno di 6 mesi è pari al 95% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all’82% per i vaccinati con ciclo completo da oltre 6 mesi rispetto ai non vaccinati”.  

In un mese, dall’8 ottobre al 7 novembre, sottolinea l’Iss nel report, in terapia intensiva sono stati ricoverati per Covid 424 non vaccinati su una popolazione di riferimento di quasi 8 milioni (pari alle persone che al 30 ottobre risultavano non immunizzate), contro 177 vaccinati con ciclo completo da meno di 6 mesi, su una popolazione di riferimento che a fine ottobre era di quasi 39 milioni. 

Nel mese in esame, i 424 non vaccinati hanno rappresentato il 64% dei ricoveri Covid in terapia intensiva, mentre i 177 vaccinati il 26,7%. 

 

Terremoto al largo costa Livorno, scuole chiuse

Tre scosse di terremoto, la più forte di magnitudo 3.5, sono state registrate dall’Ingv in mare, al largo della Costa toscana livornese. La prima scossa, di magnitudo 3.5, è stata registrata alle ore 6.21. La seconda scossa, di magnitudo 2, è stata registrata alle ore 6.24 mentre la terza scossa, di magnitudo 2.1, è delle ore 6.25. 

“La Protezione Civile del Comune informa che questa mattina è stata avvertita una scossa di terremoto sul nostro territorio. Si comunica che, oggi, 20 novembre, in via precauzionale, le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse per valutare eventuali criticità nelle strutture. La situazione è monitorata”, si legge sul profilo Facebook del comune di Livorno.  

Covid oggi Italia, oltre 10mila contagi. Green pass e terza dose: ipotesi sul tavolo

Continuano ad aumentare i contagi covid-19 in Italia. Di fronte all’emergenza della quarta ondata, che sta investendo tutta l’Europa, il governo pensa di ‘aggiustare’ le regole per Green pass e terza dose nel tentativo di evitare – come sta accadendo in altri Paesi del Vecchio continente – nuovi lockdown. Sulla durata della certificazione verde (da 12 mesi a 9 o anche 6) si aspetta il parere del Cts che offrirà, una volta pronto, un’occasione di approfondimento. Per planare poi, la settimana prossima, sul tavolo di un Consiglio dei ministri pronto a confermare l’obbligatorietà dei vaccini per il personale sanitario e nelle Rsa all’inoculazione della terza dose. Per ora, confermano fonti di governo, non si dovrebbe andare oltre. 

Contagi in Italia
 

La guardia resta alta, tuttavia la fotografia dei contagi da covid in Italia, dei ricoverati e delle situazioni nelle terapie intensive, restituisce un’immagine che per ora non desta eccessivo allarmismo. L’ultimo bollettino con i contagi Covid registra 10.544 casi e 48 morti. Terapie intensive (+9) e ricoveri ordinari (+57). Mentre il monitoraggio Iss evidenzia un Rt stabile a 1,21, e un’incidenza che sale a 98. “Abbiamo una tendenza all’aumento dell’incidenza e una tendenza sia pure graduale e lenta all’incremento del tasso di occupazione di area medica e terapia intensiva. Senza fare allarmismo, è un situazione che mostra una tendenza ad un certo peggioramento. Ma siamo ben al di sotto dei valori che si registrano nell’Europa orientale e centrale”, spiega il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. “L’incremento contagi più significativo tra 30-50enni”, rende noto il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro. 

Green pass, durata
 

Green pass da 12 a 9 mesi di durata. O forse addirittura a 6 mesi. L’ipotesi di modifiche stringenti al certificato verde, mentre anche l’Italia deve fare i conti con l’aumento dei contagi, è una delle ipotesi sul tavolo per la quale si aspetta il parere del Cts. Intanto però una scelta del genere viene approvata in pieno dagli esperti. “E’ corretto portare la durate del Green pass a nove mesi. I dati ci stanno dicendo cha a un anno la copertura della doppia dose non ci arriva. Ma la durata del certificato verde andrebbe differenziata a seconda delle varie situazioni: per il guarito può durare sei mesi, per chi ha fatto due dosi di vaccino 9 mesi e chi fa la terza dose è ragionevole pensare che il certificato si possa portare a un anno, come ci dicono alcuni studi sulla durata del richiamo del vaccino”, dice Matteo Bassetti, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. 

“Sono favorevole alla scelta di ridurre la validità del Green pass”, da 12 a 9 mesi, come si prospetta in Italia. “E’ un passo nella giusta direzione, perché in qualche modo si allinea la durata” del certificato verde “alla durata della protezione” vaccinale anti-Covid. “In realtà, è meglio addirittura 6 mesi”, spiega il professor Andrea Crisanti, che da tempo sottolinea la necessità di ridurre la validità del pass a 6 mesi. Facendolo, “a questo punto il Green pass e la protezione sarebbero totalmente allineati”, conclude il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova.
 

Terza dose vaccino
 

Terza dose di vaccino 5 mesi – e non 6 – dopo il ciclo di vaccinazione primario contro il covid. Il professor Franco Locatelli, coordinatore del Cts, afferma che per arginare i contagi una soluzione “potrebbe essere quella di ridurre l’intervallo tra il compimento del ciclo vaccinale primario e la dose booster da sei a cinque mesi”. Anticipare un po’ la terza dose del vaccino anti Covid “non avrebbe effetti negativi”, spiega Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute. “A livello internazionale quasi tutti i Paesi attendono i 6 mesi dal completamento del ciclo primario per il booster” vaccinale anti Covid. “Accorciare un po’ questo intervallo non avrebbe effetti negativi e potrebbe accelerare la campagna. E’ sicuramente un elemento da valutare con una certa attenzione” dice Rezza.
 

Intanto per quanto riguarda la somministrazione della terza dose di vaccino agli over 40, partiranno già da lunedì prossimo, 22 novembre, “purché siano trascorsi almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione”. La disposizione è stata adottata per la terza dose del vaccino Covid, si legge in una circolare, ”alla luce dell’evoluzione del quadro epidemiologico delle ultime settimane con il progressivo incremento dell’incidenza settimanale di nuovi casi e la crescita dei contagi, considerato che le attuali evidenze mostrano dopo circa sei mesi dalla vaccinazione un iniziale decadimento del livello di efficacia dei vaccini nei confronti delle forme sintomatiche, pur mantenendo una elevata capacità protettiva nei confronti delle forme severe di malattia, tenuto conto dell’attuale ampia disponibilità di vaccini e dell’elevata capacità di somministrazione dei punti vaccinali attualmente operativi, sentito il Ministero della Salute, ferme restando le priorità stabilite”. La decisione, conclude la circolare, è stata presa per “accelerare la campagna di somministrazione dei richiami per mantenere un’elevata protezione individuale” nelle persone già vaccinate con il ciclo primario e ”ridurre il più possibile la trasmissione di Sars-Cov2 nella popolazione”. 

Più restrizioni per chi non è vaccinato, cosa chiedono le regioni

 

Sui contagi Covid-19 “abbiamo chiesto un incontro urgentissimo al governo, ci incontreremo lunedì o al massimo martedì”. Così Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, per il quale l’ipotesi zona arancione “diventa una misura drammatica per l’economia”, “mettiamo in campo delle misure che possono tutelare la salute, bene primario, e quindi gli ospedali. D’altra parte non possiamo far pagare all’economia, alle imprese, ai ristoratori, al turismo” questo passaggio. “Vogliamo chiudere gli impianti di risalita sulle piste da sci anche questa stagione? Penso sia inaccettabile”, aggiunge. “La proposta che io e altri governatori abbiamo avanzato non è di maggiore restrizione” ma “se lasciamo le cose così, vuol dire che in zona arancione le restrizioni valgono per chiunque”. La proposta sarebbe che le misure di restrizione “potrebbero essere non applicate a chi è vaccinato o ha avuto il Covid”. In altre parole, “si potrebbe far vivere in zona bianca vaccinati e chi ha avuto il Covid”. 

“Ci confronteremo per immaginare ulteriori soluzioni. E’ chiaro che siamo dentro una partita. L’acqua del virus, in questa quarta ondata, si alza e noi dobbiamo alzare il livello di attenzione”, ha detto dal canto suo il ministro della Salute Roberto Speranza, ammettendo che “non essere preoccupati sarebbe da irresponsabili”. Le sensibilità, nell’esecutivo come nel fronte dei governatori, sono diverse, basti guardare – per dirne una – all’obbligo di vaccinarsi: non è al momento al vaglio di Palazzo Chigi, ma c’è chi nel governo non lo esclude. “Useremo il metodo che abbiamo sempre usato: due piedi piantati nell’evidenza scientifica, perché ci guida la scienza. L’evidenza scientifica – sottolinea – è essenziale per assumere scelte, decisioni, orientamenti. Penso alla durata del Green pass, alla terza dose e alle misure che abbiamo deciso finora in Italia. E lo faremo confrontandoci con i territori”.
 

Covid, Burioni: “Oggi è l’Italia l’esempio da seguire in Europa”

“Oggi siamo noi l’esempio da seguire in Europa. L’Italia tra le grandi nazioni è il paese che ha più vaccinati, che ha nesso in atto per prima misure di contenimento come il green pass e ha una macchina magnifica per le vaccinazioni. Oggi l’Austria torna in lockdown e l’Italia no. Abbiamo però un problema: 7 milioni di italiani non vaccinati. Più si vaccina e meglio in questa guerra. E dobbiamo accelerare sulla terza dose. Solo la scienza ci salva. Più si vaccina e prima finirà questa pandemia”. Lo ha detto il virologo Roberto Burioni in video collegamento con la Leopolda.  

“Devo dire sinceramente grazie al nostro governo perchè ci fa essere orgogliosi di essere italiani davanti a tutto il mondo”, ha aggiunto Burioni. “Abbiamo vinto tante gare sportive quest’anno, e vincere anche questa battaglia sarebbe davvero motivo d’orgoglio per noi italiani”. 

Green pass Italia, 9 o 6 mesi? Cosa dicono Bassetti, Crisanti e Pregliasco

Green pass da 12 a 9 mesi di durata. O forse addirittura a 6 mesi. L’ipotesi di modifiche stringenti al certificato verde, mentre anche l’Italia deve fare i conti con l’aumento dei contagi, è approvata in pieno dagli esperti. “E’ corretto portare la durate del Green pass a nove mesi. I dati ci stanno dicendo cha a un anno la copertura della doppia dose non ci arriva. Ma la durata del certificato verde andrebbe differenziata a seconda delle varie situazioni: per il guarito può durare sei mesi, per chi ha fatto due dosi di vaccino 9 mesi e chi fa la terza dose è ragionevole pensare che il certificato si possa portare a un anno, come ci dicono alcuni studi sulla durata del richiamo del vaccino”, dice Matteo Bassetti, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. 

“Il Green pass deve essere uno strumento dinamico. “Tutto viene sempre visto come statico – spiega l’infettivologo all’Adnkronos Salute – ma siamo di fronte a una malattia nuova e a un vaccino nuovo. La scienza evolve e stiamo imparando una serie di cose sul campo. Io sono contento che ci siano questi cambi perché vuol dire che la medicina cambia. Una cosa intelligente – conclude – sarebbe differenziare il Green pass a seconda delle dosi di vaccino fatte e del post malattia, in questo caso magari in base agli anticorpi che si hanno”. 

“Una durata del Green pass a 9 mesi potrebbe essere la mediazione operativo-tecnica accettabile fra i 12 mesi, che ormai sono troppi, e i 6 mesi del dato scientifico, che indicano una riduzione dell’efficacia” della protezione conferita dal vaccino anti-Covid, dice il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano. 

Una durata del certificato “a 6 mesi potrebbe creare problemi organizzativi e gestionali”, ragiona l’esperto, ricordando che il Green pass che si ottiene vaccinandosi “non è un aspetto scientifico nel senso stretto, ma è un qualcosa che dichiara l’avvenuta effettuazione” del vaccino, “una risposta protettiva che comunque permane nel tempo”. Perché, ricorda il virologo, “la protezione del vaccino dura anche dopo il 6 mesi, non è che precipita e a 6 mesi e 2 giorni sei scoperto”. Quindi, per agevolare la fattibilità “dal punto di vista anche ingolfativo dei sistemi dei richiami, 9 mesi – ribadisce – potrebbero essere la mediazione giusta”. 

“Sono favorevole alla scelta di ridurre la validità del Green pass”, da 12 a 9 mesi, come si prospetta in Italia. “E’ un passo nella giusta direzione, perché in qualche modo si allinea la durata” del certificato verde “alla durata della protezione” vaccinale anti-Covid. “In realtà, è meglio addirittura 6 mesi”, spiega il professor Andrea Crisanti, che da tempo sottolinea la necessità di ridurre la validità del pass a 6 mesi. Facendolo, “a questo punto il Green pass e la protezione sarebbero totalmente allineati”, conclude il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova. 

“Serve, a prescindere dai vari aggiustamenti in progress, un Green pass capace di fornire maggiori garanzie. I rischi non mancano e l’equilibrio della nostra incolumità è tornato ad essere precario, tanto più se affidato ad un certificato verde parzialmente appollaiato su un improbabile tampone che, in una fase di ampia circolazione del Sars CoV-2, ha enormi margini di imprecisione. Serve la terza dose, e dunque il vaccino, più che il Green pass”, dice l’l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata. 

“D’altro canto – osserva – avendo fatto fin dal primo istante la scelta della massima prudenza, non può cogliermi di sorpresa la decisione di accorciare i tempi della validità del Green pass, convinto come sono che esso stesso non è di per sé un salvacondotto per attraversare a petto nudo i sentieri accidentati dell’epidemia. Solo qualche giorno fa mi ero permesso di ipotizzare, suggerire e perfino proporre ai decisori centrali l’opportunità e l’utilità di anticipare a 5 mesi di distanza dalla seconda dose di vaccino quel richiamo così importante per conferire una protezione più stabile e duratura”. 

“In linea con le evidenze scientifiche, e sulla scorta dell’esperienza maturata a seguito della pressione epidemiologica esercitata dal Sars CoV-2 e dalle sue mutazioni – aggiunge Minelli – posso certamente dire che la ‘riduzione’ del Green pass è una conseguenza naturale di quel ragionamento, mirato a rafforzare e a concentrare le difese immunitarie grazie alla vaccinazione, come è giusto e normale che sia e senza surrogati ovvero opzioni caritatevoli. Che i 12 mesi potessero essere un arco temporale arrotondato per eccesso – sottolinea – lo avevamo già messo in agenda”. 

 

Covid oggi Basilicata, 22 contagi e nessun decesso: bollettino 19 novembre

Sono 22 i nuovi contagi da Coronavirus registrati in Basilicata oggi, 19 novembre, secondo i dati del bollettino regionale della task force riferito alle ultime 24 ore. Eseguiti 980 tamponi molecolari e non si registrano decessi. I lucani guariti o negativizzati nella giornata di ieri sono 15. I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 23 (-1) e di questi 2 sono in terapia intensiva mentre gli attuali positivi residenti in Basilicata sono in tutto 976 (+4). Per la vaccinazione, ieri sono state effettuate 2.512 somministrazioni di cui 2.000 sono terze dosi. Finora 435.454 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (78,7 per cento del totale della popolazione residente), 399.969 hanno completato il ciclo vaccinale (72,3 per cento) e 23.395 sono le terze dosi, per un totale di 858.818 somministrazioni effettuate. 

Open arms, Richard Gere: “Non cerco visibilità, dirò quello che ho visto”

“Non cerco visibilità”, voglio solo raccontare cosa ho visto su quella nave. Citato fra i testimoni del processo Open Arms in cui è imputato Matteo Salvini, l’attore Richard Gere, ha concesso un’intervista esclusiva al Guardian. “Non so nulla di politica, non conosco gli imputati in questo caso. Non gli auguro male (a Salvini, ndr), la mia preoccupazione è per persone che hanno sofferto così tanto. Questo mi commuove – dice l’attore – sono stato un testimone, niente di più, niente di meno. Posso condividerlo col resto del mondo se me lo chiedono”. “Per quanto riguarda la politica, non sostengo una via o un’altra, o quello che devono fare gli italiani. Questo spetta solo agli italiani”, ha sottolineato.  

Gere dice di non conoscere né il leader della Lega Salvini, né la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che lo accusa di cercare visibilità. “Non conosco queste persone, non le ho mai incontrate, ma dubito che abbiano mai avuto tempo di salire su una nave e avere un’esperienza umana, per capire le persone reali su cui hanno un’influenza. Se lo facessero credo che la conversazione sarebbe un’altra. Non mi vedo come una star del cinema. Sono uno dei sette miliardi di abitanti del pianeta. Né meglio, né peggio di nessun altro”. 

L’attore spiega che quando sarà chiamato a testimoniare, dirà semplicemente “la verità. Dirò della mia esperienza. Parlerò per chi non ha una voce. Non si tratta di me… sono soltanto un testimone”. Salito a bordo della nave di Open Arms per portare aiuti ai migranti, Gere ha raccontato di essersi sentito “pieno di vergogna perché abbiamo così tanto e non siamo capace di abbracciare questi esseri umani, fratelli e sorelle che morivano di fame, erano traumatizzati”.  

Pronta la replica di Salvini: “Qualcuno avvisi il miliardario americano che grazie alla mia azione al governo abbiamo dimezzato il numero di morti e dispersi nel Mediterraneo, assicurando degna accoglienza ai profughi veri”. “Se – dice il leader leghista, rivolto all’artista Usa – ignora le leggi italiane e le giudica lo stesso non fa bella figura, se lo lasciano indifferente morti, sofferenza ed illegalità, ha ben poco di cristiano e solidale. Io non giudico lui come uomo e attore e non giudico le leggi del suo Paese, lui eviti di giudicare l’Italia e gli italiani”. 

 

Covid Italia, Vaia: “Numeri non devono spaventare, vaccinarsi per un buon Natale”

I numeri del Covid-19 in Italia “non devono spaventarci, si tratta di numeri attesi, non dimentichiamo che siamo nel periodo invernale, propizio alle malattie respiratorie, e le attività sono tutte aperte”. Piuttosto, “andiamo tutti a vaccinarci, così sarà un buon Natale”. A fare il punto è Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma, ospite al Tg4.  

“Dobbiamo fare tutti la terza dose, nel minor tempo possibile – rimarca Vaia – perché abbiamo visto che purtroppo, per colpa della variante Delta e Delta plus, l’efficacia del vaccino si abbassa moltissimo fra i 5 e i 6 mesi” dal completamento del ciclo vaccinale. Secondo Vaia, dunque, “è saggio cominciare già dal quinto mese e vaccinarci. Questa è la strada”, sottolinea aggiungendo che “in rianimazione allo Spallanzani per i due terzi sono ricoverate persone non vaccinate, un terzo è vaccinato ma si tratta di persone molto anziane o con più patologie. Questi sono dati, il resto sono chiacchiere”.  

Secondo Vaia, inoltre, “bisogna ampliare la fascia dell’obbligo vaccinale a tutte le persone che hanno rapporti con il pubblico, a partire dal personale sanitario, le forze dell’ordine, il personale scolastico docente e non docente, i dipendenti della grande distribuzione. Bisogna con coraggio andare avanti e allargare l’obbligo vaccinale a queste categorie”. 

 

 

Roma, mobile cade dal balcone: ferito bambino di 7 anni

Un bambino di 7 anni è rimasto ferito questo pomeriggio, colpito da un mobile caduto dal balcone di un appartamento al primo piano nel quartiere Torre Angela a Roma. Secondo quanto ricostruito finora il proprietario dell’appartamento, un uomo di 60 anni, zio del bambino rimasto ferito, aveva portato sul balcone alcuni arredi forse per effettuare delle pulizie e uno di questi è caduto colpendo alla testa il nipote che si trovava nel cortile. 

Il bambino, soccorso dal 118, è stato portato in codice rosso ma cosciente all’ospedale Bambino Gesù. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca per ricostruire l’esatta dinamica di quanto avvenuto. 

Covid oggi Lazio, 1.229 contagi e 4 morti. A Roma 598 casi

Sono 1.229 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 19 novembre 2021, secondo i numeri covid del bollettino. Registrati altri 4 morti. A Roma 598 nuovi casi. “Oggi nel Lazio, su 45.242 tamponi (15.133 molecolari e 30.109 antigenici), si registrano 1.229 nuovi casi positivi (+140); 4 i decessi (-2), 611 i ricoverati (+5), 85 le terapie intensive (+4) e +709 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 2,7%. I casi a Roma città sono a quota 598”, comunica l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

Nelle ultime 24 ore nella Asl Roma 1 i casi sono stati 127 ed è stato registrato anche un decesso. Nella Asl Roma 2 i nuovi contagi sono stati 267 mentre nella Asl Roma 3 i nuovi casi sono sati 204. Nella Asl Roma 4 si registrano 68 contagi, nella Asl Roma 5 sono 118 con un decesso. Un morto anche nella Asl Roma 6 dove i casi sono 135. Nelle province si registrano in tutto 310 nuovi casi di cui 75 nella Asl di Frosinone; 147 nella Asl di Latina, dove si registra anche un morto; 35 nella Asl di Rieti e 53 nella Asl di Viterbo. 

Covid oggi Italia, 10.544 contagi e 48 morti: bollettino 19 novembre

Sono 10.544 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 19 novembre 2021, secondo numeri e dati covid – regione per regione – nel bollettino di Protezione Civile e ministero della Salute. Registrati altri 48 morti da ieri. I nuovi contagi sono stati individuati su 534.690 tamponi, il tasso di positività è all’1,97%. I pazienti ricoverati con sintomi sono 4.145 ricoverati (+ 57 da ieri). In terapia intensiva, 512 persone (+ 9). 

CAMPANIA – Sono 885 i contagi da coronavirus in Campania oggi, 19 novembre 2021, secondo i numeri covid del bollettino della regione. I nuovi casi sono stati individuati sull’analisi di 29.048 test. Nel bollettino odierno è inserito un nuovo decesso. In Campania sono 24 i pazienti covid ricoverati in terapia intensiva e 298 i pazienti covid ricoverati nei reparti di degenza. 

PIEMONTE – Sono 538 nuovi contagi da coronavirus registrati in Piemonte oggi, 19 novembre, secondo i dati del bollettino Covid della Regione. Eseguiti 52.757 tamponi, di cui 45.407 antigenici. Quattro i decessi, uno di oggi. I ricoverati in terapia intensiva sono 29 (-1 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 310 (+14 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 6.782. 

ABRUZZO – Sono 181 i nuovi contagi da coronavirus oggi 19 novembre 2021 in Abruzzo, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registra un altro decesso. I nuovi casi di positività portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 85661. Il bilancio dei pazienti deceduti sale a 2574. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 79789 dimessi/guariti (+111 rispetto a ieri). Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità. 

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 3298 (+69 rispetto a ieri), nel totale sono ricompresi anche 621 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche. Sono 84 i pazienti (-6 rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in area medica; 11 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 3203 (+102 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. 

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 4297 tamponi molecolari (1544574 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 9937 test antigenici (1231044). Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 1.27 per cento. Del totale dei casi positivi, 22035 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+51 rispetto a ieri), 21523 in provincia di Chieti (+46), 20336 in provincia di Pescara (+37), 20945 in provincia di Teramo (+48), 693 fuori regione (invariato) e 129 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. 

SARDEGNA – Sono 140 i nuovi contagi da coronavirus in Sardegna secondo il bollettino di oggi, 19 novembre. Si registra inoltre un altro morto. 2.462 le persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 7.676 test. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 10 (nessuna differenza rispetto a ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 44 (2 in più rispetto a ieri). Sono 2.079 i casi di isolamento domiciliare (67 in più rispetto a ieri). 

EMILIA ROMAGNA – Sono 1.014 i nuovi contagi registrati in Emilia Romagna oggi, 19 novembre, su un totale di 33.128 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. Lo comunica il bollettino Covid della Regione. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 3,06%. 

Si registrano 7 decessi: uno a Piacenza (una donna di 68 anni), uno a Reggio Emilia (una donna di 79 anni), uno a Bologna (una donna di 89 anni), due in provincia di Ferrara (2 uomini di 76 e 70 anni) e due in provincia di Forlì-Cesena (2 donne di 91 e 90 anni). In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.696. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 49 (+4 rispetto a ieri), 468 quelli negli altri reparti Covid (+12). 

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 533 i contagi da coronavirus in Friuli Venezia Giulia oggi, 19 novembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 5 morti. Nel dettaglio, su 8.313 tamponi molecolari sono stati rilevati 494 nuovi contagi con una percentuale di positività del 5,94%. Sono inoltre 14.985 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 39 casi (0,26%). 

I 5 decessi:+: un uomo di 87 anni e uno di 64 entrambi di Trieste deceduti in ospedale, una donna di 80 anni di Trieste deceduta in ospedale, una donna di 94 anni di Udine deceduta in ospedale e un uomo di 91 anni di Gorizia deceduto nel proprio domicilio. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 25, mentre i pazienti in altri reparti risultano essere 194, come comunica il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi. 

VENETO – Sono 1.283 i contagi da coronavirus in Veneto oggi, 19 novembre 2021, secondo i numeri covid del bollettino della regione. I pazienti ricoverati sono 421 (+ 8): in area non critica 357 persone (+ 6), in terapia intensiva 64 pazienti (+ 2). Non si registrano morti nelle ultime 24 ore. Da ieri dimesse 26 persone dagli ospedali. 

“Abbiamo oltre 400 pazienti covid in ospedale in Veneto. L’attuale livello di ricoveri è gestibile e affrontabile. E’ innegabile che avere oltre l’85% di vaccinati” nella regione “ad oggi ci permette di avere un impatto ospedaliero più contenuto”, dice il governatore Luca Zaia. “Con il trend avuto fino ad oggi, nel giro di 15 giorni potremmo arrivare a 100 ricoveri in terapia intensiva. I nuovi casi di oggi sono in calo rispetto a ieri, magari la curva sta piegando, vediamo”. 

“Si aggiunge un altro fenomeno che l’anno scorso non c’era. Abbiamo gli ospedali presi d’assalto per una serie di patologie respiratorie che nell’inverno 2020-2021 avevamo ridotto. Un anno fa ci chiedevamo dove fosse l’influenza: quest’anno c’è, abbiamo il picco dell’influenza che si fa sentire”, afferma. 

PUGLIA – Sono 284 i nuovi contagi da coronavirus oggi 19 novembre 2021 in Puglia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Nessun nuovo decesso. I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 20.720 test giornalieri. Sono 3.811 le persone attualmente positive nella Regione, 149 quelle ricoverate in area non critica, 16 in terapia intensiva. 

Da inizio emergenza, in Puglia sono stati registrati 277.005 casi totali, 4.558.197 i test eseguiti, sono 266.321 le persone guarite e 6.873 i decessi. 

TOSCANA – Sono 518 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 19 novembre 2021, secondo i numeri Covid del bollettino della regione. Si registrano altri tre decessi. Nel dettaglio, i 518 nuovi casi di positività (508 confermati con tampone molecolare e 10 da test rapido antigenico) portano il totale a 296.464 dall’inizio dell’emergenza. I nuovi casi sono lo 0,2% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 281.354 (94,9% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 10.191 tamponi molecolari e 19.446 tamponi antigenici rapidi, di questi l’1,7% è risultato positivo. Sono invece 9.038 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 5,7% è risultato positivo. 

Gli attualmente positivi sono oggi 7.746, +2,7% rispetto a ieri. I ricoverati sono 301 (8 in meno rispetto a ieri), di cui 38 in terapia intensiva (3 in meno). Oggi si registrano 3 nuovi decessi: un uomo e 2 donne con un’età media di 80,3 anni. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione. Alle 12 di oggi sono state effettuate complessivamente 6.131.738 vaccinazioni, 17.565 in più rispetto a ieri (+0,3%), tenendo presente che le Aziende del Sistema Sanitario Regionale proseguono per l’intera giornata. 

VALLE D’AOSTA – Sono 48 i contagi da coronavirus in Valle d’Aosta oggi, 19 novembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. I positivi attuali sono 328 di cui 319 in isolamento domiciliare, 8 ricoverati in ospedale e 1 in terapia intensiva.i guariti complessivamente sono 11.852, cinque più di ieri. 

I casi complessivamente testati sono 95.234, i tamponi fino ad oggi testati sono 263.660. I decessi di persone risultate positive al virus da inizio epidemia ad oggi in Val d’Aosta sono 477. 

Terza dose vaccino prima di 6 mesi, Rezza: “Non avrebbe effetti negativi”

Anticipare un po’ la terza dose del vaccino anti Covid “non avrebbe effetti negativi”. A spiegarlo è Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, nel suo intervento alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale Covid-19 della Cabina di regia. “A livello internazionale quasi tutti i Paesi attendono i 6 mesi dal completamento del ciclo primario per il booster” vaccinale anti Covid. “Accorciare un po’ questo intervallo non avrebbe effetti negativi e potrebbe accelerare la campagna. E’ sicuramente un elemento da valutare con una certa attenzione” dice Rezza. 

“I dati parlano abbastanza chiaro: abbiamo una tendenza all’aumento dell’incidenza e una tendenza sia pure graduale e lenta all’incremento del tasso di occupazione di area medica e terapia intensiva. Senza fare allarmismo, è un situazione che dal punto di vista dell’evoluzione del quadro epidemiologico mostra una tendenza ad un certo peggioramento. Ma stiamo ben al di sotto dei valori che si registrano nell’Europa orientale e centrale” sottolinea il direttore della Prevenzione del ministero della Salute. 

C’è una crescita” dei casi “chiara, ma lenta. Ma grazie anche alla copertura vaccinale che è stata un successo, e con alcune misure come il Green pass, dobbiamo avere una visione equilibrata. Non ottimistica, ma cauta. Confidiamo sul prosieguo della campagna vaccinale”.  

Poi, rispondendo alla domanda sul problema dell’affidabilità dei tamponi rapidi evidenziato da più esperti, Rezza osserva: “I test antigenici rapidi possono avere una sensibilità inferiore con risultati falsi negativi. Ma con la variante Delta la carica virale è più elevata e quindi si dovrebbe avere di meno questo problema. D’altronde i test antigenici molecolari sono più complessi ed è difficile ripeterli nel tempo. Ma la valutazione dell’uso va fatta sulla base del momento”.  

“Il problema è che i tamponi antigenici rapidi rispetto ai test molecolari possono avere sensibilità inferiore – aggiunge Rezza – Quindi non si può escludere la possibilità di falsi negativi, specialmente se la carica virale non è elevata. Con l’infezione da variante Delta effettivamente la carica virale è alta, quindi questo problema potrebbe essere inferiore. I molecolari hanno una sensibilità maggiore, ma è pur vero che sono più elaborati e la risposta è in tempi più lunghi. Quindi il vantaggio dei test antigenici è che si possono fare in maniera ripetuta sui singoli e sulla collettività. Sono stati molto usati e garantiscono, in qualche modo, uno strumento di controllo della salute pubblica a livello di comunità e permettono il controllo dell’infezione”.  

Covid oggi Sardegna, 140 contagi e 1 morto: bollettino 19 novembre

Sono 140 i nuovi contagi da coronavirus in Sardegna secondo il bollettino di oggi, 19 novembre. Si registra inoltre un altro morto. 2.462 le persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 7.676 test. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 10 (nessuna differenza rispetto a ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 44 (2 in più rispetto a ieri). Sono 2.079 i casi di isolamento domiciliare (67 in più rispetto a ieri). 

Covid oggi Venezia, mascherina obbligatoria a fiere di Natale

Covid, a Venezia mascherina obbligatoria (anche all’aperto) in alcune aree del centro storico e della terraferma
in corrispondenza delle manifestazioni di Natale, nel corso delle quali si prevede un aumento dell’afflusso delle persone con conseguente possibilità di creazione di assembramenti. Lo stabilisce un’ordinanza firmata dal sindaco Luigi Brugnaro, in riferimento ad alcuni eventi che si svolgeranno a partire dalla Festa della Madonna della Salute. 

Nel dettaglio, l’ordinanza stabilisce che “è fatto obbligo di indossare le mascherine chirurgiche o di comunità, ovvero mascherine monouso lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso, con esclusione di dispositivi con filtro, in occasione di fiere e mercatini, a cominciare dalla Festa della Madonna della Salute in programma da domani, per proseguire con le Fiere di Natale dell’Epifania e i relativi mercatini: e saranno obbligatorie anche in ogni tratto viabile interessato dall’attivazione di sensi unici pedonali e in ogni altra occasione di tempo e di luogo in cui non sia possibile rispettare la distanza interpersonale”  

L’obbligo, si prosegue, “non si applica ai bambini di età inferiore ai sei anni e per chi ha forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina. Gli operatori commerciali dovranno altresì, oltre ad indossare essi stessi la mascherina, mettere a disposizione dei clienti prodotti igienizzanti per le mani, in particolare accanto ai sistemi di pagamento”. Le disposizioni, si specifica, sono valide nelle date indicate e nella fascia oraria dalle ore 9 alle 23. Nelle premesse del dispositivo si specifica come si sia ritenuto che “nel corso dei predetti eventi in particolare potrebbero crearsi situazioni occasionali, anche improvvise, in cui il distanziamento di almeno un metro previsto dalle norme potrebbe non essere garantito” e “tenuto conto che in particolare nelle fiere che si svolgono presso la città antica, è previsto che ci siano migliaia di pedoni in movimento, tanto da prevedere – all’occorrenza – sensi unici pedonali nelle aree limitrofe”. 

E si sottolinea, infine, che il provvedimento nasce dopo aver preso atto che “è in corso un aumento progressivo dei contagi da virus “Covid-19″, come confermato dai monitoraggi giornalieri dell’Aussl 3 Serenissima”. “Per la violazione della presente ordinanza – si conclude – si applicano la sanzioni amministrative pecuniarie previste dalle vigenti norme di legge” 

Obbligo vaccinale, Costa: “Valutabile per chi a contatto con pubblico”

“Siamo stati il primo Paese in Europa a introdurre l’obbligo vaccinale” contro Covid 19 “per i sanitari e io non escludo di poter fare una riflessione e valutare se è opportuno introdurre l’obbligo per altre categorie che hanno un contatto costante con il pubblico, le forze dell’ordine, coloro che operano nella grande distribuzione”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ai microfoni di ‘Radio anch’io’ su Rai Radio 1. 

“Ci possono essere dei criteri – ha affermato -, ma sono tutte valutazioni che dobbiamo fare al momento opportuno. E io credo che, pur attenzionando i dati, pur continuando a usare il senso di responsabilità, dobbiamo guardare al futuro con fiducia”. Per ora “l’appello che dobbiamo fare è di continuare a osservare le regole”, ha spiegato. 

Su eventuali nuove restrizioni, “credo che dobbiamo monitorare con attenzione settimana per settimana quelli che sono i dati. Ad oggi complessivamente i dati riferiti alle terapie intensive e agli ospedalizzati sono ancora tutto sommato positivi e ci permettono un controllo, dopo di che valuterei”, risponde Costa sulla sollecitazione da parte delle Regioni che, visti i contagi da Covid 19 in crescita, chiedono di prendere decisioni in tempi brevi riguardo a eventuali divieti per i non vaccinati.  

Unica regione da “attenzionare” è il Friuli Venezia Giulia che “ha dei parametri più critici rispetto ad altre regioni”, ha sottolineato Costa. “Io credo che la valutazione dobbiamo farla qualora ci fosse il passaggio in zona arancione, perché è quello che cambia le regole e che introduce in automatico alcune restrizioni”. 

Comunque “con le Regioni – ha ricordato il sottosegretario – c’è sempre stata la massima collaborazione e la massima condivisione. Anche gli attuali criteri per determinare il cambio di colore di regione furono cambiati proprio su sollecitazione delle Regioni, quindi da parte nostra – ha assicurato – massima disponibilità”.  

Sul fronte scolastico, intanto, “abbiamo previsto regole, rimodulandole, cercando di favorire la scuola in presenza” e “i dati attualmente ci consentono di continuare su questa strada”, replica Costa al pressing dei presidi che spingono per un ritorno alla Dad in caso di un solo positivo in classe. “L’obiettivo del Governo – chiarisce Costa – è quello di limitare il più possibile la didattica a distanza, nella consapevolezza che c’è bisogno che i nostri ragazzi frequentino le scuole in presenza. Non dobbiamo dimenticare – sottolinea il sottosegretario – che rispetto allo scorso anno siamo di fronte a uno scenario completamente diverso: abbiamo l’85% dei vaccinati, abbiamo una situazione decisamente migliore e mi pare che anche i dati rispetto ad altri Paesi mettano in evidenza come la scelta dell’Italia di avviare un percorso prudente e graduale ad oggi sta fornendo dei dati certamente più positivi”.  

 

Buroni: “Intollerabile lockdown vaccinati per colpa no vax”

“Chiudere in casa i vaccinati per colpa di chi senza motivo razionale non si è vaccinato” contro Covid “è come proibire la circolazione a tutti perché qualche irresponsabile guida ubriaco. Immensamente ingiusto e intollerabile”. E’ il pensiero del virologo Roberto Burioni, docente dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che commenta via Twitter quanto sta accadendo in diversi Paesi europei, come l’Austria che ha ampliato le misure di lockdown a tutta la popolazione.  

L’esperto riflette anche sul lockdown dei non vaccinati, tema caldo su cui ci si interroga in un’Europa alle prese con l’impennata dei contagi da Sars-CoV-2. E pone un quesito: “Domanda per giuristi: un lockdown limitato ai non vaccinati (che non hanno infranto alcuna legge) sarebbe costituzionale?”, chiede in un altro tweet. 

Redditto cittadinanza, denuncia per 164: latitante fra beneficiari

Reddito di cittadinanza, una frode di oltre 1,3 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Caltanissetta nell’ambito di un’attività di controllo, svolta in sinergia con l’Inps, sui beneficiari del sussidio. Sono state oltre 200 le posizioni irregolari individuate che hanno portato alla denuncia alla Procura di Caltanissetta e Gela di 164 persone e alla scoperta dell’illecita percezione di somme per oltre 1,3 milioni di euro. Per le stesse è stato richiesto il sequestro preventivo e l’immediata segnalazione all’Inps per la decadenza nonché la conseguente revoca e restituzione del beneficio, evitando, in tal modo, che ulteriori 756mila euro indebitamente richiesti venissero riscossi da non aventi diritto. 

Tra le numerose tipologie di irregolarità riscontrate dai finanzieri c’è il caso di alcuni dipendenti in nero di una pizzeria d’asporto, tutti percettori di Reddito di cittadinanza, o ancora quello di beneficiari che svolgevano l’attività di collaboratrice domestica o badante, per i cui datori di lavoro è scattata la contestazione delle sanzioni derivante dagli illeciti alla normativa sul lavoro. Non meno eclatante anche i casi di un latitante e di un cittadino nisseno, tra l’altro fruitore di patrocino a spese dello Stato, che è risultato proprietario di oltre 30 immobili non dichiarati, che percepivano il contributo erogato dall’Inps. “Altri beneficiari – spiegano dalla Guardia di finanza – hanno attestato dati falsi nelle autodichiarazioni rese con riguardo a disponibilità patrimoniali e reddituali, oppure hanno omesso l’indicazione di dati economici obbligatori, sia propri che di altri componenti del nucleo familiare. Alcuni di essi, tra l’altro, sono risultati assidui scommettitori su piattaforme di gioco online, omettendo di dichiarare le vincite conseguite”. 

Meteo, tornano pioggia e freddo dopo il weekend: ecco dove

Sarà davvero breve la pausa dal maltempo. L’alta pressione delle Azzorre in rapida espansione sull’Italia da venerdì, mostrerà le prime crepe già da domenica. Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it informa che venerdì e sabato saranno due giornate prevalentemente asciutte e in gran parte soleggiate, soprattutto al Centro-Sud e sui settori alpini e prealpini. La Pianura Padana invece sarà dimora della nebbia che diventerà via via più fitta e diffusa su gran parte delle città. Da domenica l’avvicinarsi di una discesa di aria fredda dal Nord Europa richiamerà venti umidi dai quadranti meridionali che spingeranno l’avanguardia di una perturbazione verso molte regioni. Il tempo tenderà a peggiora nel corso del pomeriggio/sera con rovesci e alcuni temporali dalla Sardegna verso la Liguria centro-orientale e le coste della Toscana. Entro sera le piogge raggiungeranno anche le coste di Lazio, Campania e anche gran parte della Sicilia (qui con fenomeni anche intensi). In tarda serata peggiorerà anche sul resto del Nord, ma con precipitazioni piuttosto deboli. Le temperature subiranno una diminuzione sia nei valori notturni e sia in quelli diurni al Nord, rimarranno pressoché inviate sul resto d’Italia. 

NEL DETTAGLIO 

Venerdì 19. Al nord: nebbie fitte in Piemonte e Lombardia, sole altrove. Al centro: bel tempo. Al sud: più nubi con piovaschi su potentino, barese, palermitano e messinese, più sole altrove. 

Sabato 20. Al nord: nebbie in pianura, ma cielo poco nuvoloso. Al centro: più nubi sui versanti adriatici. Al sud: bel tempo. 

Domenica 21. Al nord: nebbie al mattino, peggiora su Liguria di levante, poi anche al Nordovest. Al centro: molte nubi su coste e in Sardegna, poi peggiora sull’isola e sull’alta Toscana. Al sud: in serata peggiora su Campania e Sicilia. 

Da lunedì perturbazione su tutte le regioni, poi via via più freddo.