Municipio: Largo Felice Armati, 1 00043 Ciampino (RM) (+39) 06.79097.1 protocollo@pec.comune.ciampino.roma.it

Categoria: cronaca

Terza dose vaccino, nuovo record: oltre 164mila in un giorno

Nuovo record per la terza dose del vaccino anti Covid. “Ieri abbiamo fatto un nuovo record di terze dosi, oltre 164mila, e quindi speriamo che le cose proseguano in questo modo” ha detto il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, generale Francesco Paolo Figliuolo, in collegamento con l’Open day per donne in gravidanza e in allattamento all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. 

“Ad oggi siamo a quasi 95 milioni di somministrazioni, abbiamo distribuito oltre 100 milioni di vaccini” ha aggiunto Figliuolo, spiegando che “è prossima la riapertura dell’hub vaccinale della Cecchignola, proprio per incrementare nel Lazio e a Roma le terze dosi”. “Nel nostro lavoro di squadra il Lazio ha fatto davvero molto bene la sua parte” ha sottolineato. 

Da domani mercoledì 24 novembre sarà possibile effettuare la terza dose di vaccino a 5 mesi dal primo ciclo. E’ quanto stabilisce la circolare del ministero della Salute. “Visto il parere della Cts di Aifa, tenuto conto dell’attuale condizione di aumentata circolazione virale e ripresa della curva epidemica e in un’ottica di massima precauzione, si rappresenta che, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della relativa determina a cura di Aifa, nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-Sars-CoV-2/Covid-19, l’intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose “booster” (di richiamo) con vaccino a m-Rna, alle categorie per le quali è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinati con una unica dose di vaccino Janssen) e nei dosaggi autorizzati per la stessa (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty di Pfizer/BioNTech; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax di Moderna), è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato” si legge nella circolare oggi in Gazzetta. 

“Si coglie infine l’occasione per ribadire quanto già comunicato circa la possibilità, nell’ambito della medesima seduta vaccinale, di cosomministrare un vaccino a m-RNA anti-Sars CoV-2/Covid-19 (sia in caso di ciclo primario che di richiamo) e un vaccino antinfluenzale, nel rispetto delle norme di buona pratica vaccinale”. 

Covid oggi Italia, bollettino Protezione Civile e contagi regioni 23 novembre

Il bollettino covid in Italia con i numeri di oggi, martedì 23 novembre 2021. Dopo l’ok alla terza dose di vaccino a 5 mesi e mentre si valuta il super green pass, con regole per non vaccinati in zona arancione e rossa, ecco dati e news della Protezione Civile e del ministero della Salute – regione per regione – su contagi da coronavirus, ricoveri e morti. I numeri da Lombardia e Campania, Lazio e Sicilia, Piemonte e Toscana, Puglia e Veneto. Il bollettino delle grandi città come Milano, Roma e Napoli, il punto sulla campagna vaccinale. 

Sono 1.632 i nuovi contagi da coronavirus oggi, 23 novembre, in Veneto, a fronte di 19.463 tamponi molecolari e 104.306 antigenici. Lo registra il bollettino con i dati Covid della Regione. Mentre sono 8 i nuovi decessi. In crescita anche il numero dei ricoverati: nelle aree non critiche sono 365 (+24), mentre nelle terapie intensive sono saliti a 69 (+6). 

Sono 370 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 23 novembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione regione anticipati dal governatore Eugenio Giani sui social. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 370 su 38.780 test di cui 8.627 tamponi molecolari e 30.153 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 0,95% (4,6% sulle prime diagnosi)”, scrive Giani, aggiungendo che i vaccini attualmente somministrati in Toscana sono 6.194.376. 

 

 

Covid, Bassetti querela Paragone dopo frasi in tv

Matteo Bassetti querela Gianluigi Paragone. “Ogni promessa è debito e, come promesso, questa mattina, il mio avvocato Rachele De Stefanis ha depositato la denuncia querela nei confronti di Gianluigi Paragone per diffamazione aggravata a seguito di quanto accaduto il 17 novembre durante la trasmissione ‘Non è l’arena’ di Massimo Giletti”, scrive su facebook l’infettivologo. “Non ho un padre che mi piazza lì alla Clinica di Malattie infettive di Genova dove sei adesso, ha detto Paragone. Peccato che mio padre, purtroppo, sia prematuramente scomparso il 12 settembre 2005 ed io abbia ottenuto la cattedra di malattie infettive a Genova nel Novembre 2019, cioè oltre 14 anni dopo la sua morte”, ha sottolineato il primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. 

“Un atto dovuto, non solo per dignità del sottoscritto ma soprattutto per mio padre, un padre retto e un uomo stimato, prima ancora che grande medico e professionista. Non resta che attendere che la giustizia faccia il suo corso”, conclude Bassetti. 

Covid oggi Toscana, 370 contagi: bollettino 23 novembre

Sono 370 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 23 novembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione regione anticipati dal governatore Eugenio Giani sui social. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 370 su 38.780 test di cui 8.627 tamponi molecolari e 30.153 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 0,95% (4,6% sulle prime diagnosi)”, scrive Giani, aggiungendo che i vaccini attualmente somministrati in Toscana sono 6.194.376. 

Covid, Cartabellotta: “Un tampone al mese per vaccinati ragionevole”

“Se uno volesse stringere le maglie ulteriormente e dire che i vaccinati ogni mese devono fare un tampone molecolare, sarebbe una scelta ragionevole”. E’ un passaggio dell’intervento di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, a Omnibus su La7. 

“Mandiamo in tilt gli ospedali, e di conseguenza l’economia perché rischiamo chiusure, quando un numero di persone troppo elevato si ammala e viene ospedalizzato. L’obiettivo primario della campagna vaccinale era, è e rimarrà sempre quello di non riempire gli ospedali. In secondo luogo, c’è la circolazione virale. Oggi sappiamo che la copertura vaccinale sostanzialmente dopo 6 mesi declina, passa dal 75% a circa il 50% al contagio. Rimane molto alta per la malattia grave, era al 92% ed è scesa all’82%. Bisogna far ammalare meno possibile le persone”, afferma.  

Si discute dell’efficacia dei tamponi rapidi. “Nell’ultimo mese, in particolare, vista l’enorme necessità di tamponi per ottenere il green pass, sul mercato sono entrati molti prodotti non particolarmente accurati. Già i tamponi rapidi avevano una capacità del 70% di identificare un soggetto infetto. L’estensione del numero di tamponi effettuati anche da persone non particolarmente esperte ha fatto sì che la sensibilità scendesse al 50-55%: l’efficacia del tampone equivale quasi al lancio di una moneta. In alternativa al vaccino utilizziamo uno strumento che fallisce una volta su due o una volta su tre”, afferma. “Se uno volesse stringere le maglie ulteriormente e dire che i vaccinati ogni mese devono fare un tampone molecolare, sarebbe una scelta ragionevole”, conclude. 

Violenza sulle donne, ogni giorno 89 vittime

Sono 89 al giorno le donne vittime di reati di genere in Italia, secondo le segnalazioni raccolte dalle Divisioni anticrimine delle questure. Nel 62% di casi si tratta di maltrattamenti in famiglia. Nel 72% dei casi di femminicidio l’autore è il marito o l’ex marito, in un caso su due ha usato un’arma da taglio. Sono alcuni dei dati diffusi in occasione della presentazione a Catania della campagna di prevenzione della Polizia contro la violenza sulle donne ‘Questo non è amore’, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. 

Il tasso più alto di donne che si rivolgono alle forze dell’ordine per le richieste di ammonimento si registra nelle regioni del Sud, in particolare in Sicilia; e proprio da questa regione, da Catania, città scossa nel recente passato da alcuni gravi episodi di femminicidio, che è necessario dire basta. Con il progetto ‘Questo non è amore’ la Polizia di Stato rinnova il proprio impegno a sensibilizzare, in modo semplice e lineare, le vittime di violenza e non solo, nella convinzione che la lettura delle storie raccontate nella brochure, purtroppo tutte vere, rappresenti uno stimolo a chiedere aiuto e a denunciare. 

Grazie alle iniziative già realizzate dalla Polizia sul campo della prevenzione è stato possibile registrare una leggera diminuzione dell’andamento degli omicidi di donne rispetto agli omicidi in genere: se nel periodo gennaio-agosto 2020 le donne vittime di femminicidio erano il 48% di tutte quelle uccise, nell’analogo periodo del 2021 l’indice scende al 41%. 

Sale il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020 era del 25%, mentre nell’analogo periodo del 2021 del 31%; è del 40% se si considerano gli omicidi commessi fino alla data della pubblicazione della brochure. 

Terza dose vaccino, ok dopo 5 mesi: c’è il via libera

Terza dose vaccino anti-covid dopo 5 mesi, c’è il via libera. Da domani mercoledì 24 novembre sarà dunque possibile ricevere la dose ‘booster’ “a 5 mesi dal completamento del primo ciclo”. Ad annunciarlo via social il ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale ha sottolineato come sia “cruciale per proteggere meglio noi e chi ci sta accanto”. “Vacciniamoci tutti per essere più forti”, ha aggiunto. L’ok alla terza dose di vaccino con un anticipo di ben un mese rispetto a quanto previsto finora sarebbe arrivato da Aifa e Cts prima dell’annuncio del ministro , come emerso durante la riunione tra governo e regioni a Palazzo Chigi. Nella tarda serata, quindi, la circolare: somministrazioni anticipate del ‘booster’ al via a partire da domani. 

Sulla lotta alla pandemia di coronavirus in Italia, “sono ore molto delicate in cui stiamo valutando ulteriori scelte da compiersi nell’interesse del Paese dentro questa battaglia ancora aperta contro il virus”, ha sottolineato Speranza in un videomessaggio inviato in occasione del workshop nazionale di Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) sul tema ‘Pnrr: le opportunità per la componente di diritto privato del Ssn e il ruolo delle Regioni e delle Province autonome’. “Non vi è dubbio – ha continuato il ministro – che nei prossimi giorni questa sarà ancora la priorità: tenere la curva sotto controllo ed evitare l’esplosione del contagio che stiamo vedendo in tanti altri Paesi europei”. Contenere la nuova ondata di Covid-19 è uno “sforzo essenziale, fondamentale – ha evidenziato – che ci vede impegnati in modo particolare nella campagna di vaccinazione”. Oggi, ha spiegato ancora, “superiamo l’87% di italiani oltre i 12 anni che hanno fatto la prima dose” di vaccino Covid-19: “Un dato molto molto rilevante, che” però “deve essere considerato non un punto d’arrivo, ma ancora una tappa. “Ogni vaccinato in più significa avere uno scudo più forte e poter affrontare meglio le prossime settimane”, in “questa fase di gestione del Covid che è ancora densa di sfide e di insidie”, ha precisato. 

LA CIRCOLARE
 

”Visto il parere della Cts di Aifa, tenuto conto dell’attuale condizione di aumentata circolazione virale e ripresa della curva epidemica e in un’ottica di massima precauzione, si rappresenta che, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della relativa determina a cura di Aifa, nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-Sars-CoV-2/Covid-19, l’intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose “booster” (di richiamo) con vaccino a m-Rna, alle categorie per le quali è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinati con una unica dose di vaccino Janssen) e nei dosaggi autorizzati per la stessa (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty di Pfizer/BioNTech; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax di Moderna), è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato”. E’ quanto si legge nella circolare del ministero della Salute in Gazzetta domani e in vigore da mercoledì. 

”Si coglie infine l’occasione per ribadire quanto già comunicato circa la possibilità, nell’ambito della medesima seduta vaccinale, di cosomministrare un vaccino a m-RNA anti-Sars CoV-2/Covid-19 (sia in caso di ciclo primario che di richiamo) e un vaccino antinfluenzale, nel rispetto delle norme di buona pratica vaccinale”. 

REGIONI E SUPER GREEN PASS
 

Nulla è ancora deciso, ma lo sarà presto. In una cabina di regia e un Consiglio dei ministri a seguire che Palazzo Chigi spera di tenere già mercoledì, al più tardi giovedì. E dove le misure da mettere in campo per contrastare la quarta ondata saranno valutate a 360 gradi, con l’obiettivo di tenere aperto il Paese ed evitare contraccolpi per una ripresa economica che finalmente muove passi decisi. Passi da preservare. Il fronte delle regioni si presenta compatto all’incontro col governo, chiede a gran voce che i vaccinati viaggino in corsia preferenziale, dietro restino i no vax. Eventuali strette vanno misurate sui ‘ribelli’ del vaccino: non paghino tutti gli italiani, la richiesta dei governatori. Fino alla possibilità di superare la famosa divisione per ‘colori’, lasciando fuori dalla vita sociale solo i no vax, ‘premiando’ gli altri, chi ha scelto la scienza per uscire dalla pandemia. 

Tutto verrà dunque deciso nelle prossime ore, a parte la terza dose del vaccino a 5 mesi, anche se viene dato quasi per scontato che l’obbligo vaccinale non toccherà solo personale sanitario e Rsa -come è stato finora- ma con ogni probabilità verrà esteso anche ad altre categorie più a contatto col pubblico. Dal governo trapela inoltre la volontà di ampliare il più possibile la fascia d’età del Green pass, che dunque potrebbe scendere sotto i 12 anni, possibile motivo di scontro con la Lega e Matteo Salvini che, su questo, ha già messo le cose in chiaro: “Nettamente contrario”.  

Non pare esserlo il governo, che nelle prossime ore sarà chiamato a decidere anche della durata del green pass e delle tutele per le cosiddette ‘due G’, ovvero per guariti e vaccinati. La possibilità di un super Green pass che consenta solo a queste due categorie di accedere a cinema, teatri, palestre e altre attività ludiche finendo così per limitare gli irriducibili del vaccino è sul tavolo. E mai come ora sembra essere a portata di mano. 

Maxi truffa dietro rincari su bollette, 22 arresti tra Italia e Germania

Una maxi truffa nel settore energetico che generava il rincaro delle bollette è stata scoperta dalla Guardia di Finanza. Ventidue gli arresti eseguiti tra Italia e Germania e beni per 41 milioni di euro sequestrati. La guardia di finanza di Aosta, con il supporto del Servizio Centrale d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata, del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Repressione Frodi Tecnologiche, ha eseguito in diverse regioni italiane un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Torino, nei confronti di 17 persone indagate per associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e riciclaggio. 

Si tratta di un’operazione internazionale che, grazie al coordinamento dell’Agenzia Europea per la Cooperazione Giudiziaria-Eurojust, è stata sviluppata in stretta sinergia con le autorità tedesche con la costituzione di una squadra investigativa comune tra la procura di Aosta e quella di Duisburg che ha consentito un incessante e proficuo scambio di risultanze investigative, sino all’odierno joint action day. Questa mattina, infatti, la Polizia Criminale di Duisburg ha eseguito, contestualmente alla Guardia di Finanza italiana, cinque arresti nei confronti di un italiano dimorante in Svizzera e di quattro tedeschi, uno dei quali domiciliato nella provincia di Catania. Tutti con l’accusa di riciclaggio. 

Insieme agli arresti sono state eseguite decine di perquisizioni e sequestri di conti correnti, disponibilità finanziarie, immobili e criptovalute, sino alla concorrenza del valore di 41 milioni di euro, ovvero l’equivalente delle somme ottenute con la truffa posta in essere e di quelle riciclate. I fatti risalgono al periodo 2016-2020. Gli indagati sono complessivamente 113.  

Rapine e spedizioni punitive, ai domiciliari 8 minori baby gang in Lombardia

Una baby gang responsabile di rapine e di una spedizione punitiva, culminata con un violento pestaggio nei confronti di un gruppo di ragazzi 15enni, è stata individuata dai carabinieri della Compagnia di Seregno. La scorsa notte i militari hanno sottoposto otto ragazzi italiani, tra i 15 e i 16 anni, agli arresti domiciliari, come disposto dal gip del Tribunale per i Minorenni di Milano su proposta della Procura. I provvedimenti sono stati eseguiti a Besana in Brianza, Renate, Veduggio con Colzano e Costa Masnaga. 

I giovani sono accusati di rapina, lesioni personali aggravate e percosse, reati commessi in concorso. Per uno degli episodi contestati sono stati denunciati altri quattro ragazzi, tre minori e un maggiorenne. Le indagini sono state condotte dai militari della stazione di Besana in Brianza.  

Super Green pass Italia, cos’è l’ipotesi al vaglio del governo

Un super Green pass Italia per contrastare l’ondata di contagi da coronavirus nel Paese, con stretta sulle regole e maggiori restrizioni nei confronti dei non vaccinati e a favore di chi, invece, ha ricevuto la somministrazione del vaccino anti Covid. Ecco cos’è e qual è l’ipotesi sulla quale le Regioni – “compattissime” – sono in pressing e il governo “riflette” dopo l’incontro di ieri tra governatori ed esecutivo. Nulla è ancora deciso, ma i tempi stringono e si va verso una cabina di regia, e un Consiglio dei ministri a seguire, che Palazzo Chigi spera di tenere già domani o al più tardi giovedì. 

L’obiettivo è quello di tenere aperto il Paese ed evitare contraccolpi alla ripresa economica che finalmente muove passi decisi. Come? L’ipotesi sul tavolo è quella di rimodulare la durata del certificato e tutelare le cosiddette ‘due G’ ovvero guariti e vaccinati secondo la formula mutuata dalla Germania: un ‘super’ documento verde, quindi, che consenta solo a queste due categorie di accedere a cinema, teatri, palestre e altre attività ludiche finendo così per limitare gli irriducibili contrari al vaccino. 

Premiare i cittadini vaccinati e offrire certezze alle categorie produttive quanto hanno chiesto infatti le Regioni al governo durante il vertice di ieri. “Le ipotesi discusse con il governo sono di far sì che nel passaggio di zona e quindi in giallo, arancione e rosso, ci sia maggiore possibilità di svolgere attività per chi è vaccinato”, ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga a Tg2 Post dopo l’incontro. “Non abbiamo raggiunto una soluzione definitiva”, aveva avvertito, ma “il governo ora farà le proprie valutazioni e le porterà in Consiglio dei ministri”. In ogni caso, “prima del Cdm ci sarà un ulteriore confronto con le Regioni”, che il presidente ha definito “compattissime” sin dall’inizio della pandemia e “indipendentemente dalla collocazione geografica o dal colore politico”.
 

E il fronte delle regioni si è in effetti presentato unito all’incontro col governo, chiedendo a gran voce che i vaccinati viaggino in corsia preferenziale e dietro restino i no vax. Eventuali strette andrebbero quindi misurate sui ‘ribelli’ del vaccino: non paghino tutti gli italiani, la richiesta dei governatori. Fino alla possibilità di superare la famosa divisione per ‘colori’, lasciando fuori dalla vita sociale solo i no vax ‘premiando’ gli altri, chi ha scelto la scienza per uscire dalla pandemia. 

Ma il governo non si sbottona e sui prossimi passi che è in procinto di compiere concede ‘solo’ la notizia dell’anticipo della terza dose: non più sei ma cinque mesi. C’è l’ok dell’Aifa e del Comitato tecnico scientifico, quindi la ‘sforbiciata’ sui tempi del cosiddetto ‘booster’ ci sarà. Per il resto, tutto verrà deciso nelle prossime ore, anche se viene dato quasi per scontato che l’obbligo vaccinale non toccherà solo personale sanitario e Rsa -come è stato finora- ma con ogni probabilità verrà esteso anche ad altre categorie più a contatto col pubblico. 

Dal governo trapela inoltre la volontà di ampliare il più possibile la fascia d’età del Green pass che dunque potrebbe scendere sotto i 12 anni, possibile motivo di scontro con la Lega e Matteo Salvini che, su questo, ha già detto di essere “nettamente contrario”. Non pare esserlo invece il governo, che nelle prossime ore sarà chiamato a decidere insieme al super Green pass. 

La posizione dell’esecutivo nelle ultime ore è stata intanto delineata dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “Non parlerei di lockdown per non vaccinati. Ma, con il peggioramento della situazione epidemiologica e il passaggio in arancione di alcune Regioni – ha spiegato -, di un provvedimento che prevede già in automatico una serie di restrizioni. Penso che queste limitazioni non debbano essere pagate da chi è vaccinato. Penso, tolto l’accesso al lavoro e ai bisogni di prima necessità, che per certe attività come i ristoranti, i cinema, il teatro, si debbano limitare solo a chi vaccinato”.
 

Terza dose, Parenzo e la foto della somministrazione: è polemica

“Terza dose booster Pfizer fatta! Ora con il micro chip nel braccio potrò finalmente telefonare con il gomito e mandare sms con l’orecchio. Vaccinatevi per voi e per gli altri. #novax no pasaran!”. E’ il commento del giornalista David Parenzo, che posta insieme a queste parole su Twitter le foto della sua terza dose del vaccino anti Covid. Il post del conduttore de ‘La Zanzara’ non è però passato inosservato all’implacabile lente del web, scatenando qualche polemica.  

Gli utenti hanno infatti messo a confronto il post di Parenzo con uno dello stesso giornalista del 17 luglio 2021, in cui, rispondendo ad un utente, metteva al corrente i suoi follower di aver effettuato il Johnson&Johnson il mese prima. “La terza dose booster dopo il monodose J&J”, osserva un utente. “Epic fail per Parenzo!”, esclama un altro uente. “Parenzo, dose di cortesia?”, aggiunge un altro ancora. E qualcuno chiosa laconicamente: “Le bugie hanno sempre le gambe corte”. 

“Ho detto terza dose perché avendo fatto J&J (dose unica che vale due) ho fatto quella che convenzionalmente si chiama terza dose. Pfizer booster”, risponde quindi Parenzo all’Adnkronos replicando alle polemiche. “Mi sono regolarmente iscritto usando il sito della regione e mi è arrivato il messaggio con orario, luogo e vaccino previsto”, aggiunge Parenzo. “Se avessi detto ‘seconda dose’… per qualcuno avrei commesso un errore comunque”, conclude . Il giornalista ha poi inviato alla redazione il suo Green pass, per dimostrare la validità delle operazioni vaccinali svolte. 

Rifiuti, sottoscritto contratto progetto finanza tra Srr Palermo e Asja Ambiente

E’ stato sottoscritto oggi pomeriggio, tra la Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti Palermo Provincia Est ed Asja Ambiente Italia s.p.a. il contratto per la concessione mediante progetto di finanza per la progettazione definitiva ed esecutiva, costruzione e successiva gestione di un impianto per il trattamento dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata e la valorizzazione della frazione residuale proveniente dai 38 Comuni Soci. La Società Asja è un gruppo internazionale che opera nel campo dell’ambiente e della produzione di energia da fonti rinnovabili. Costituito nel 1995, il gruppo Asja è cresciuto in modo continuo, sviluppando le competenze specifiche per affrontare con successo tutte le problematiche connesse alla produzione e gestione di energia da fonti rinnovabili, in qualsiasi condizione si presentino, attraverso la progettazione e la realizzazione delle più avanzate soluzioni tecnologiche e finanziarie, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali. 

L’impianto, progettato per conto di Asja Ambiente Italia s.p.a. dalla società di ingegneria Owac srl, che verrà realizzato nel Comune di Castellana Sicula in un’area limitrofa all’attuale discarica consentirà la valorizzazione della frazione umida della raccolta differenziata mediante una sezione di digestione anerobica per la produzione di biometano ed il trattamento, con recupero di materia, della frazione residuale. A ciò si aggiunge la pre-lavorazione e messa in sicurezza dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (R.A.E.E.) e il pretrattamento dei rifiuti ingombranti. 

La Presidente della SRR Daniela Fiandaca sottolinea che “La sostenibilità ambientale è un valore universale e la firma del contratto segna un punto di svolta per la gestione dei rifiuti della nostra Provincia. Questo impianto è necessario e garantirà l’autosufficienza dell’ambito territoriale e la stabilità delle tariffe per i cittadini. Con l’iniziativa posta in essere la SRR Palermo Provincia Est ha dimostrato lungimiranza e determinazione infatti il polo impiantistico che verrà realizzato nel territorio di Castellana Sicula chiude il ciclo dei rifiuti e colma il gap patito sino a oggi ormai non più tollerabile”. 

Covid oggi Alto Adige, coprifuoco in 20 comuni: ordinanza

Covid in Alto Adige, è arrivata la stretta con nuove restrizioni in venti Comuni dove, tra le altre misure, è previsto il ritorno al coprifuoco. Si tratta dei comuni più a rischio secondo i tre parametri individuati dall’azienda sanitaria (dev’essere superato il tasso di incidenza settimanale di 800 casi ogni 100.000 abitanti; una copertura vaccinale inferiore al 70% della popolazione residente; il numero di persone attualmente positive al virus Sars-CoV-2 deve superare le 5 unità). A causa del superamento dei tre parametri indicati nella nota dell’Azienda Sanitaria, “nei Comuni di Rodengo, San Pancrazio, Caines, Vandoies, Ultimo, Martello, Castelbello-Ciardes, Naz-Sciaves, Senales, Plaus, Castelrotto, Marlengo, Laion, Postal, Ortisei, Moso in Passiria, Funes, Santa Cristina Valgardena, Rasun Anterselva, Rio di Pusteria, dal 24 novembre al 7 dicembre 2021 compresi” si applicano “misure aggiuntive, unitamente a quelle già vigenti non incompatibili”.  

Innanzitutto il coprifuoco: “Tra le ore 20.00 alle ore 5.00 del giorno successivo non sono consentiti gli spostamenti all’interno o verso l’esterno del territorio comunale, salvo per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di urgenza”. “Per gli spostamenti consentiti tra le ore 20.00 alle ore 5.00 del giorno successivo gli interessati hanno l’onere di comprovare la sussistenza delle situazioni che consentono lo spostamento con la presentazione di un’autodichiarazione”, si sottolinea nell’ordinanza appena pubblicata.  

“E’ consentito svolgere attività sportiva o attività motoria individuale all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie nell’attività motoria. L’attività sportiva o motoria non è consentita tra le ore 20.00 e le ore 5.00”, si prevede nell’ordinanza firmata dal presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher. 

Si introduce un obbligo di indossare la Ffp2 nei negozi: “Vige in ogni caso, sia per i clienti che per il personale, l’obbligo generalizzato di indossare una mascherina Ffp2 o equivalente all’interno degli esercizi commerciali”, si legge nell’ordinanza che aggiunge: “Nei locali delle attività consentite è ammesso un numero di persone pari a 1 cliente ogni 10 mq, salvo nei negozi di superficie inferiore a 20 mq, nei quali sono ammessi al massimo 2 clienti contemporaneamente”. Riguardo alla ristorazione, “sono consentite con consumo seduti al tavolo, ad un massimo di quattro persone per tavolo, fino alle ore 18.00”. “Sono sospesi tutti gli eventi organizzati aperti al pubblico di qualsiasi natura, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, svolti nei luoghi chiusi, sia pubblici che privati – osserva l’ordinanza -. Sono altresì sospese le prove e gli spettacoli di cori e bande, nonché gli spettacoli teatrali, le attività dei cinema, le conferenze e gli incontri analoghi in presenza”. 

“Sono sospese le attività di piscine e centri natatori nonché le attività al chiuso di palestre, centri fitness e centri sportivi comunque denominati, salvo per le palestre con presidio sanitario obbligatorio oppure eroganti prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza o prestazioni riabilitative o terapeutiche, solo ed esclusivamente per tali prestazioni”, prevede ancora l’ordinanza per i 20 comuni individuati dove “gli eventi e le competizioni sportive di interesse nazionale e internazionale” nonché “gli eventi e le competizioni sportive comparabili organizzati dalle unioni di associazioni sportive sono consentiti, comunque senza la presenza di pubblico”. 

Covid oggi Italia, 6.404 contagi e 70 morti: bollettino 22 novembre

Sono 6.404 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia oggi, lunedì 22 novembre 2021, secondo i dati e i numeri Covid – regione per regione – del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 70 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 267.570 tamponi con il tasso positività che sale al 2,4%. 

Le terapie intensive occupate sono 549, 29 in più da ieri. Sono 4.507 i ricoverati con sintomi, 162 in più da ieri. Nelle ultime 24 ore sono guarite 3.579 persone.
 

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 279 i nuovi contagi da coronavirus rilevati oggi, 22 novembre, in Friuli Venezia Giulia. Lo comunica il bollettino con i dati Covid della Regione. Eseguiti 2.871 tamponi molecolari, con una percentuale di positività del 9,71%, e 5.884 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 19 casi (0,32%). Nella giornata odierna si registrano i decessi di 8 persone. Le persone ricoverate in terapia intensiva risultano essere 26, mentre i pazienti in altri reparti sono 223. 

TOSCANA – Sono 308 i contagi da Coronavirus in Toscana oggi, lunedì 22 novembre 2021, secondo numeri e dati Covid del bollettino della regione. Da ieri sono stati registrati, inoltre, 7 morti: 2 uomini e 5 donne con un’età media di 83,7 anni. I nuovi casi sono lo 0,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. Da ieri sono guarite 356 persone. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 5.315 tamponi molecolari e 7.759 antigenici rapidi. I ricoverati sono 299, 7 in più rispetto a ieri, di cui 44 in terapia intensiva, 5 in più. 

Tra le province con il maggior numero di nuovi casi Pistoia a 60, Firenze a 52, Pisa a 40 e Siena a 31. Da inizio pandemia nella Regione sono morte 7.375 persone. I vaccini attualmente somministrati in Toscana sono 6.179.793. 

VENETO – Sono 870 i contagi da coronavirus in Veneto oggi, 22 novembre 2021, secondo numeri e dati del bollettino covid. Registrati altri 3 morti. Come ogni lunedì, nel fine settimana diminuisce il numero dei tamponi eseguiti e i dati del report regionale evidenziano quinti una decrescita dei contagi. 

Il numero maggiore di casi si è avuto a Venezia, con 200 nuovi positivi, al secondo posto Padova con 187 casi, seguita da Vicenza con 171 e Treviso con 138. A Verona invece sono stati 72 i nuovi contagi, 46 a Rovigo e 42 a Belluno. Sono 389 (+14) i pazienti ricoverati in area non critica, mentre sono 71 (+2) quelli in terapia intensiva negli ospedali veneti. 

BASILICATA – Sono 31 i nuovi contagi da Coronavirus oggi lunedì 22 novembre 2021 in Basilicata , secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri c’è stato un morto a Potenza. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 1.073 tamponi molecolari. I lucani guariti o negativizzati sono 43. I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 23 e di questi 2 sono in terapia intensiva mentre gli attuali positivi residenti in Basilicata sono in tutto 986. 

Per la vaccinazione, in due giorni sono state effettuate 3.773 somministrazioni di cui oltre 2.800 sono terze dosi. Finora 435.874 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (78,8 per cento del totale della popolazione residente), 401.036 hanno completato il ciclo vaccinale (72,5 per cento) e 27.862 sono le terze dosi (5 per cento), per un totale di 864.772 somministrazioni effettuate. 

VALLE D’AOSTA – Sono 8 i nuovi contagi da Coronavirus oggi lunedì 22 novembre 2021, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri c’è stato un morto. Il totale delle persone contagiate dal virus sale pertanto a 12.751 da inizio epidemia nella Regione. I positivi attuali sono 401 di cui 394 in isolamento domiciliare, 6 ricoverati in ospedale e uno in terapia intensiva. I casi testati sono complessivamente 95.769, i tamponi fino ad oggi effettuati 268.598. Il totale del guariti è di 11.872, invariato rispetto a ieri. I decessi di persone risultate positive al virus da inizio emergenza ad oggi in Valle D’Aosta salgono a 478. 

SARDEGNA – Sono 39 i nuovi contagi da Coronavirus oggi lunedì 22 novembre in Sardegna, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri c’è stato un morto nella provincia di Sassari. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 3.190 test tra molecolari e antigenici. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 12, 2 in più rispetto a ieri, mentre sono 52 in area medica, uno in più. Aumenta anche il numero delle persone in isolamento domiciliare, oggi 2.206, 11 in più rispetto a ieri. 

ABRUZZO – Sono 42 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 22 novembre in Abruzzo, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri è stato registrato un morto nella Regione, avvenuto nei giorni precedenti. Da inizio pandemia le vittime in Abruzzo sono state 2.578. Nelle ultime 24 ore sono guarite 29 persone. 

Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 3719. I ricoverati in area medica sono 91, 8 le terapie intensive occupate. In isolamento 3.620 persone. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 1.283 tamponi molecolari e 5.492 test antigenici con un tasso di positività allo 0.99 per cento. Tra le province con il maggior numero di nuovi casi Teramo a 25, L’Aquila a 15 e Pescara a 14. 

CALABRIA – Sono 123 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 22 novembre in Calabria, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri non c’è stato alcun morto. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 2.800 tamponi nella Regione. Da ieri ci sono stati 72 guariti. Da inizio pandemia in Calabria ci sono stati 1.483 decessi. Crescono di 43 unità le persone in isolamento, di 7 i ricoverati e di una le terapie intensive occupate che sono in tutto 12. 

LAZIO – Sono 940 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 22 novembre nel Lazio, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri sono stati registrati 15 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 8.851 tamponi molecolari e 18.561 tamponi antigenici con un tasso di positività al 3,4%. I ricoverati sono 656, mentre sono 84 le terapie intensive. Da ieri ci sono stati 957 guariti. I casi a Roma città sono a quota 488. “Bisogna tenere alta l’attenzione, utilizzare la mascherina ed evitare gli assembramenti”, raccomanda l’assessore regionale alla Salute Alessio D’Amato. 

Nel dettaglio, i contagi e i decessi nelle ultime 24 ore nelle aziende sanitari del Lazio. Asl Roma 1: sono 181 i nuovi casi e 2 i decessi; Asl Roma 2: sono 284 i nuovi casi e 5 i decessi; Asl Roma 3: sono 23 i nuovi casi con 1 decesso; Asl Roma 4: sono 25 i nuovi casi con 1 decesso; Asl Roma 5: sono 142 i nuovi casi e 3 i decessi; Asl Roma 6: sono 151 i nuovi casi e 2 i decessi. Nelle province si registrano 134 nuovi casi: 23 nella Asl di Frosinone, 87 a Latina, 3 a Rieti e 21 a Viterbo con 1 decesso. 

CAMPANIA – Sono 591 i nuovi contagi da Coronavirus oggi lunedì 22 novembre nel Lazio, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri sono stati registrati 7 morti nella Regione, 4 dei quali avvenuti nelle ultime 48 ore e 3 avvenuti in precedenza. Da ieri sono stati processati 14.357 tamponi tra molecolari e antigenici. In Campania sono 24 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, mentre sono 289 quelli ricoverati nei reparti di degenza. 

PIEMONTE – Sono 372 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 22 novembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 3 morti. Nel dettaglio, i nuovi casi (di cui 213 dopo test antigenico) sono pari allo 0,8% di 44.952 tamponi eseguiti, di cui 41.206 antigenici. Dei 372 nuovi casi gli asintomatici sono 248 (66,7%). I casi sono 209 di screening, 118 contatti di caso, 45 con indagine in corso. 

I ricoverati in terapia intensiva sono 30 (+3 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 337 (+ 24 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 7390. I tamponi diagnostici finora processati sono 9.439.755 (+ 44.952 rispetto a ieri), di cui 2.464.979 risultati negativi. 

Tre decessi persone positive al test del Covid-19, uno di oggi, sono stati comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte. I pazienti guariti diventano complessivamente 377.910 (+ 232 rispetto a ieri). 

 

 

La situazione dei diritti dei minori al centro di un incontro in Consiglio regionale Lazio

Un importante convegno oggi in Consiglio regionale per celebrare la giornata dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che ricorreva il 20 novembre scorso: secondo il presidente Marco Vincenzi, “la rimozione delle disuguaglianze e il contrasto alla violenza sono le parole d’ordine che scaturiscono da questa giornata di lavori”. Vincenzi ha aggiunto che l’impegno che si prende oggi deve durare 365 giorni e ringraziato in conclusione i relatori e gli studenti della scuola ‘Tor Carbone’ intervenuti in sala Mechelli.  

“A tutt’oggi non tutti i diritti dei minori sono garantiti”, ha detto Monica Sansoni, garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, dalla cui iniziativa è nata questa giornata. “Ma ad ogni diritto corrisponde un dovere e il nostro dovere è quello di assicurare i diritti dei minori”, a partire da partecipazione e ascolto, ha proseguito. L’idea esposta da Sansoni è quella di istituire un tavolo tecnico in cui proprio i minori siano protagonisti di studio e analisi dei fenomeni che li riguardano.  

“Scendere ogni giorno all’inferno” è la descrizione del lavoro del tribunale per i minori di Roma data dalla presidente Lidia Salerno, per esemplificare la varietà di abusi e mancanza di diritti che caratterizza la situazione di molti minori. A partire dal caso più banale, quello dei ragazzi vittime di separazioni problematiche, fino ai casi di veri e propri abusi e alle condizioni difficili di minori immigrati e rifugiati, il quadro complessivo è impressionante, ha aggiunto la presidente Salerno.  

La nuova presidente dell’assemblea capitolina Svetlana Celli ha detto, a seguire, che non sono mai abbastanza le iniziative da prendere per onorare e fare vivere la convenzione per i diritti dell’infanzia, che ha ormai 30 anni ma non è mai stata tanto attuale.  

Il primo pensiero di Eleonora Mattia, presidente della commissione IX del Consiglio regionale, che ha in carico le competenze in materia, è andato al ragazzo ucciso qualche giorno fa in provincia di Viterbo. Il Covid ha ampliato fratture già esistenti e che hanno colpito soprattutto i giovani, ha detto ancora Mattia, che ha ricordato con orgoglio l’approvazione nel Lazio della legge 7 del 2020 sul sistema integrato di educazione e istruzione per la fascia 0-6 anni, prima in Italia. Al termine del suo intervento un ricordo anche di Willy Monteiro, ragazzo ucciso nel frusinate per aver prestato aiuto a un amico. Una piazza gli sarà dedicata, oltre a un premio per le scuole, ha concluso Mattia. 

Il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini ha ricordato nel suo intervento che ancora oggi in Europa ci sono bambini che muoiono di freddo, cronaca di appena qualche giorno fa, o in mare nel tentativo di raggiungere luoghi di vita più sicuri e confortevoli di quelli dai quali provengono. L’urgenza di una legge come quella sullo ius soli è forte, a suo avviso, anche e soprattutto con riferimento ai minori, che sono quantificabili in un milione, che vivono in Italia in una situazione di diritti negati. 

La parola è poi passata a Enrico Serpieri responsabile di Save the Children, che ha ricordato come il problema di fondo resti la disuguaglianza, anche e soprattutto con riferimento ai minori e ai loro diritti. Anche nel nostro contesto ci sono però delle differenze sensibili nella problematicità della condizione minorile tra le varie parti della penisola. La speranza, ha concluso Serpieri, è costituita dal fatto che grazie soprattutto ai fondi strutturali e al Fse plus ci sono molti soldi a disposizione per le politiche sociali.  

A portare il punto di vista dell’istituzione scolastica, Raffaella Briani, rappresentante dell’associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità nella scuola, secondo la quale la stabilità del personale scolastico è la chiave per personalizzare i percorsi scolastici e riuscire ad ascoltare i ragazzi, e la dirigente dell’ufficio scolastico regionale del Lazio Azzurra Mottolese, che ha incentrato il suo intervento sulle problematiche della dad, specie nelle zone rurali.  

Il dirigente del compartimento della Polizia postale di Roma Daniele De Martino ha evidenziato come la vita dei giovani si svolga ormai prevalentemente sui social, che sono luoghi di incontro, di riconoscimento e ovviamente anche di commissione di reati. Ma anche l’informazione veicolata sui social è spesso non veritiera perché di fonte non genuina, ha aggiunto il dirigente di polizia.  

Laura Cartaginese, consigliera e vicepresidente della Commissione consiliare IX, ha centrato il focus sulla povertà, non solo economica, che affligge il mondo minorile. Anche la carenza di pratica sportiva è molto diffusa e molto pericolosa in prospettiva futura, secondo Cartaginese.  

Per l’assessora al welfare regionale Alessandra Troncarelli, cui sono state affidate le conclusioni, “bisogna ribaltare il luogo comune per cui le risorse non ci sono”. Troncarelli si è chiesta anche il motivo per cui la fascia 0-3 non sia ricompresa nel sistema di istruzione pubblica. Un bel momento di confronto è stato definito comunque, in conclusione del suo intervento, l’incontro di oggi.  

Scuola, la filosofia dai 6 ai 14 anni, la rivoluzione in un istituto romano

E se la riforma della scuola italiana passasse per il potenziamento del fattore “filosofia”? Un istituto romano vara la prima sperimentazione nazionale e dopo cinque anni di sperimentazione con successo nella scuola primaria, il prossimo anno scolastico assicura l’ora di Filosofia anche in tutte le classi delle medie nell’ambito dell’orario scolastico curricolare. Mercoledì 1° dicembre, nella Capitale alle ore 16,00 presso la Sala conferenze, dell’Istituto Comprensivo “Borgoncini Duca” – piazza Borgoncini Duca, 5 – sarà presentato il progetto “La filosofia a scuola prima del liceo-Pratica filosofica in classe dai 6 ai 14 anni”, attivo dall’anno scolastico 2021-2022 nell’istituto romano, che assicura un’ora di Filosofia nell’orario scolastico curricolare di tutte le classi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado attraverso il curricolo Philosophy for Children (garantito dal Crif, Centro di indagine per la ricerca filosofica e da un protocollo d’intesa del Ministero dell’Istruzione). 

A presentare il progetto ospiti di eccezione: coordinati dal giornalista Francesco Vergovich. Tra gli altri, ricercatore del Cnr e conduttore televisivo Mario Tozzi, lo scrittore e insegnante Marco Lodoli, due esperti del settore educativo come il prof. Fabio Bocci (ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università Roma Tre) e il professor Antonio Cosentino (fondatore e presidente del Comitato scientifico del Crif). A fare gli onori di casa La Dirigente Scolastica Anna Maria Lamberti, che con il contributo del maestro Salvatore Conforti e del professor Luciano Lanna, illustreranno nei dettagli il progetto anche alla luce degli ottimi risultati passati e delle potenzialità per il futuro. 

Attraverso il patrocinio e il supporto del Crif (ente riconosciuto e autorizzato dal Ministero dell’Istruzione) nell’istituto Borgoncini Duca viene applicata già da qualche anno con rigore la didattica della Philosophy for Children, messa a punto sin dal 1970 dal filosofo statunitense Matthew Lipman. Si tratta di una metodologia finalizzata a far “imparare a pensare” anche ai bambini e ai preadolescenti e che fa riferimento al network internazionale dell’Institute for the Advancement of Philosophy for Children-Icpic) e che è sostenuta dalla Division of Philosophy dell’Unesco come eccellenza pedagogica, in quanto risponde alla promozione delle life skills individuate dall’Onu e dall’Unicef. 

Tumore polmone, dall’Ue ok a terapia per forma che colpisce giovani non fumatori

Una terapia di precisione contro una forma di cancro al polmone che colpisce ogni anno circa 37.500 persone nel mondo, e viene spesso individuata in pazienti più giovani rispetto all’età media di chi riceve una diagnosi di tumore polmonare, e in persone senza una forte abitudine al fumo. La Commissione europea ha concesso l’approvazione condizionata per pralsetinib (Gavreto*), in monoterapia per il trattamento di adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) in stadio avanzato positivo per la fusione del gene Ret, non precedentemente trattati con un inibitore di Ret. “L’approvazione e rimborsabilità di pralsetinib da parte dell’ente regolatorio italiano (Aifa) è attesa nei prossimi mesi”, riferisce il gruppo farmaceutico svizzero Roche in una nota. 

“Con l’approvazione di pralsetinib da parte della Commissione europea – afferma Filippo de Marinis, direttore della Divisione di Oncologia toracica dell’Istituto europeo di oncologia di Milano – i pazienti affetti da Nsclc positivo alla fusione di Ret potranno avere a disposizione la prima terapia target autorizzata in Europa per il trattamento di prima linea di questa tipologia di tumore polmonare. Assume pertanto sempre più importanza – evidenzia l’esperto – la necessità di poter effettuare già alla diagnosi una profilazione genomica completa, per indirizzare i pazienti, spesso giovani e non fumatori, verso il trattamento di prima linea più appropriato”. 

L’ok Ue – spiega Roche – si basa sui risultati dello studio Arrow di fase I/II attualmente in corso, in cui pralsetinib ha mostrato una risposta duratura nei pazienti con Nsclc avanzato positivo alla fusione di Ret. Nei 75 pazienti naïve al trattamento, pralseltinib ha mostrato una percentuale di risposta obiettiva (Orr) pari al 72%, e la durata mediana della risposta (Dor) non è stata raggiunta. Nei 136 pazienti precedentemente trattati con chemioterapia a base di platino, pralsetinib ha mostrato una Orr del 58,8%, con una Dor di 22,3 mesi. Pralsetinib è stato generalmente ben tollerato, con una bassa percentuale di interruzione definitive del trattamento; gli eventi avversi più comuni di grado 3-4 sono stati neutropenia (riportata nel 20,1% dei pazienti), anemia (17,6%) e ipertensione (16,1%). 

Pralseltinib nel Nsclc avanzato positivo alla fusione di Ret, insieme ad alectinib nel Nsclc avanzato Alk-positivo e a entrectinib nel Nsclc avanzato Ros1-positivo, fa parte del crescente portfolio di trattamenti di precisione di Roche, rimarca la società. Insieme, questi farmaci rappresentano opzioni terapeutiche personalizzate per quasi un paziente su 10 con Nsclc avanzato. I test diagnostici volti all’identificazione delle fusioni di Ret costituiscono il modo più efficace per identificare pazienti con Nsclc avanzato eleggibili per il trattamento con la nuova terapia target pralsetinib. 

Oltre al Nsclc – ricorda la nota – le alterazioni Ret sono anche driver oncogenici per altre tipologie di tumore, per esempio quelli tiroidei. Per questo pralsetinib ha dimostrato di agire in diversi tipi di tumori solidi, un dato che indica un potenziale d’azione agnostico, ossia indipendente dal tipo di cancro. L’agenzia del farmaco americana Fda ha approvato pralsetinib per il trattamento di pazienti adulti con Nsclc metastatico Ret-positivo, e per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 12 anni che presentano tumori della tiroide avanzati positivi per alterazioni di Ret. La molecola è stata anche approvata in Canada, Cina continentale e Svizzera. Nell’Unione europea è prevista la presentazione della domanda per i carcinomi tiroidei positivi alla fusione di Ret e midollari della tiroide con mutazione di Ret. Le domande di registrazione per queste indicazioni sono in corso in diversi Paesi. 

Blueprint Medicines e Roche stanno sviluppando insieme pralsetinib a livello globale, ad eccezione di alcuni territori in Asia, compresa la Cina. Blueprint Medicines e Genentech, azienda Usa interamente controllata dal gruppo Roche, stanno commercializzando pralsetinib negli Stati Uniti. Roche possiede i diritti di commercializzazione in esclusiva per pralsetinib al di fuori degli Stati Uniti, ad eccezione di alcuni territori in Asia, compresa la Cina. 

Il parroco di Vulcano: “Non abbiamo paura ma c’è apprensione”

“No, non abbiamo paura del vulcano. Ma c’è un sacro timore nei confronti di ‘Iddu’ (lui ndr)’. Certo, c’è apprensione. Ma è logico ed è normale, ma i miei parrocchiani si sono già organizzati per trascorrere le notti altrove”. A parlare, in una intervista all’Adnkronos, è padre Lio Raffaele, il parroco dell’isola di Vulcano. Scatta da questa sera sull’isola, e per i prossimi 30 giorni, l’evacuazione, al momento solo per le ore notturne, di 220 isolani, che, a causa delle esalazioni tossiche di gas, entro le 23, e fino alle prime ore del mattino seguente, dovranno lasciare le loro abitazioni. Si tratta degli abitanti della zona del porto e dei dintorni. I vulcanologi dell’Ingv hanno accertato che “il flusso di Co2, i cui valori sono stati acquisiti in automatico dalla rete Vulcanogas, continuano ad essere elevati”. Nei giorni scorsi il sindaco Marco Giorgianni ha incontrato gli isolani per spiegare la situazione. Durante il giorno tutte le attività resteranno aperte, e la vita proseguirà in maniera normale. “Ma non si può fare lo stesso discorso per quanto riguarda la notte”, ha detto il primo cittadino dell’isola. Due giorni fa la Regione siciliana aveva dichiarato lo stato di di emergenza regionale per l’isola.  

Don Lio ha organizzato per mercoledì sera una veglia di preghiera. “Sì, pregheremo per tornare presto alla normalità”, dice il religioso, che è anche parroco di Lipari. E’ lo stesso padre Lio a ricordare che “già gran parte delle famiglie si sono organizzate per la notte, alcuni andranno da parenti sull’altro lato dell’isola, tra Vulcano piano e Vulcanello. Hanno familiari e amici sull’isola”. “Si spostano finché non saranno piazzate le centraline e verranno fatti degli esami approfonditi”, dice. E aggiunge: “Noi siamo un popolo che si adegua, siamo abituati a vivere su un’sola”. “Nel periodo estivo entriamo in grande movimento, la vita cambia, poi di inverno si torna alla normalità. Per sette mesi si vive in un certo modo, i restanti mesi torniamo alla vita di sempre”.  

E ricorda che la vita parrocchiale “prosegue regolarmente”. “Ieri ho celebrato messa e ho fatto anche un 50esimo di matrimonio”. “Ora bisogna prendere le misure e dopo di che vedere e dire alla gente come comportarsi, c’è una grande collaborazione, comunque”. Alla domanda se i cittadini siano preoccupati, don Lio replica: “Guardi, l’ultima esplosione risale al 1883, e poi lo Stromboli insegna che che se le cose non sono gravissime, dovremmo tornare alla normalità. Certo, le preoccupazioni ci sono, ma la paura nasce con l’uomo e muore con l’uomo”. Poi spiega: “Nelle giornate di scirocco, quando il fumo scende dal vulcano, si sente la puzza dello zolfo, io però non sono rimasto una giornata intera nello stesso posto, si parla di difficoltà di respirazione, perché c’è l’anidride carbonica”.  

E aggiunge: “L’apprensione è logica ed è anche normale, il vulcano fa parte dell’isola e ogni suo piccolo sussulto ci mette in ambasce, ma supereremo anche questa”. 

Vaccino Covid, Palù: “Obbligatorio per Pa e forze dell’ordine”

“Per decidere sul vaccino obbligatorio andrebbe valutato l’impatto biologico, clinico ed epidemiologico del virus. Le categorie più colpite dall’infezione, per esempio, risultano 5-11enni e 40-50enni. Sarebbe auspicabile che almeno i dipendenti della pubblica amministrazione e le forze dell’ordine fossero obbligati a vaccinarsi essendo a stretto contatto con la popolazione”. Lo dice alla Stampa Giorgio Palù, professore emerito di Virologia all’Università di Padova, presidente dell’Aifa e membro del Cts, secondo cui l’obbligo per tutti “resta la soluzione estrema da valutare in base all’andamento della pandemia. Certo non siamo ancora alla situazione austriaca”.  

“Il certificato verde – prosegue Palù – è stato un grande successo di politica sia sanitaria sia economica e potrebbe essere rafforzato per alcune attività, stanti i limiti tecnici del tampone sia antigenico sia molecolare. L’immunità, come dimostrano gli studi sulla popolazione, inizia a calare già intorno ai sei mesi specie negli anziani e nei soggetti con patologie concomitanti. È pertanto ragionevole la proposta di abbassare la durata del certificato a nove mesi. L’incremento della protezione data dal ‘booster’ è ottimo nei confronti di tutte le varianti, ma sulla durata si deciderà in base ai dati scientifici”.  

Riguardo l’estensione a tutti della terza dose, il virologo sottolinea che “l’Fda americana l’ha autorizzata dai 18 anni e anche da noi l’opportunità sarà presto valutata. I bambini sono sicuramente più esposti alla variante Delta. Entro fine novembre l’Ema dovrebbe pubblicare la sua valutazione rischi-benefici e successivamente l’Aifa si esprimerà”. Quanto ai contestatori del green pass e dei vaccini e allo spazio che hanno in tv, “la comunicazione durante la pandemia è stata talmente assillante da generare una vera infodemia che ha sconcertato la società. È essenziale dare un’informazione corretta al pubblico fornendo le basi conoscitive per interpretare il fenomeno pandemico: che parlino dunque i responsabili politici, delle istituzioni sanitarie e scientifiche”.  

Sulla crescita del contagio, Palù non si mostra allarmista, sostenendo di essersi aspettato “una recrudescenza invernale, ma grazie ai vaccini non è esponenziale. L’Italia non può lamentarsi. Tutta Europa sta peggio, perché meno vaccinata. I fattori dei nuovi contagi sono quattro: il clima invernale che facilita la diffusione aerea del virus, la variante Delta più contagiosa, i non vaccinati e il calo dell’immunità. Quanto crescerà ancora il contagio? Sono previsioni da biostatistici, che dipendono da variabili spesso poco controllabili. Dovremmo avere l’umiltà di dire che si tratta di un’evoluzione poco prevedibile. L’unica sicurezza è la protezione data dai vaccini, da rafforzare con la terza dose”.  

Quanto alla possibilità che il virus sia fuoriuscito da un laboratorio di Wuhan, Palù dice che “le ipotesi rimangono sempre due. La prima è che il virus sia passato dal pipistrello all’uomo, eventualmente tramite un ospite intermedio, e la seconda che sia uscito per errore da un laboratorio. Il virus ha la stranezza di un’inserzione di dodici nucleotidi in un sito del gene S non soggetto a ricombinazione. Questo ha reso in origine il virus particolarmente infettivo. Non si può dunque escludere una manipolazione. È già successo in passato che un virus sia uscito dal laboratorio. Può capitare se non si rispettano le misure di sicurezza necessarie per il contenimento di agenti ad alta patogenicità. Quello che è certo è che i cinesi non hanno contribuito a far luce sulla questione”.  

Pioggia, freddo e neve: primo assaggio di inverno, meteo settimana

Primo assaggio di inverno nella settimana che si apre oggi, lunedì 22 novembre. Meteo all’insegna del maltempo in Italia, come evidenzia iLMeteo.it: tempo molto instabile con tante nubi e piogge sparse su gran parte del Nord, sull’area tirrenica del Centro e pure su molte regioni del Sud. Ci sarà anche spazio per qualche nevicata sui comparti alpini intorno ai 1500m di quota. 

Martedì isolate precipitazioni bagneranno ancora il Piemonte occidentale (neve a 1000m) e gran parte delle regioni centrali, seppur debolmente; le cose miglioreranno sul resto del Paese dove non sarà necessario l’ombrello in particolare al Nordest e sull’area del basso Tirreno dove si potrà godere di qualche ora di sole. 

Un secondo peggioramento, questa volta più insidioso, raggiungerà l’Italia tra mercoledì 24 e giovedì 25 novembre: proprio giovedì sarà la giornata peggiore, quando tutto il Paese sarà avvolto da una fase di maltempo con piogge a tratti anche forti al Nord, sul comparto tirrenico del Centro e sull’area ionica dove saranno possibili addirittura dei nubifragi. 

Complice l’afflusso di venti più freddi dai quadranti settentrionali la quota delle nevicate al Nord scenderà fin verso i 1000 metri e sulle cime più alte dell’Appennino settentrionale. Da venerdì la quota neve scenderà anche sugli Appennini centrali dove farà la sua comparsa fin verso i 1300 metri. 

NEL DETTAGLIO 

Lunedì 22. Al nord: cielo coperto con piogge. Al centro: maltempo in Sardegna e poi dalle regioni tirreniche verso quelle adriatiche. Al sud: maltempo in Campania e Sicilia, localmente sul Salento. 

Martedì 23. Al nord: instabile sul Piemonte con neve a 1000m sulle Alpi, sole altrove. Bora e Grecale. Al centro: piogge su Lazio, Abruzzo e Molise. Al sud: instabile soprattutto sulla Campania. 

Mercoledì 24. Al nord: in gran parte soleggiato. Al centro: piovaschi su Lazio, Abruzzo, Molise, in serata peggiora sulla Sardegna. Al sud: piovaschi su Campania e Basilicata, più sole altrove. 

Da giovedì intenso maltempo con neve a bassa quota.