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Categoria: cronaca

Covid oggi Emilia, 17.360 contagi e 20 morti: bollettino 16 gennaio

Sono 17.360 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna oggi, 16 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Si registrano altri 20 morti. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di 59.188 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è quindi del 27,7%. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 37 anni. 

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 149 (-3 rispetto a ieri); l’età media è di 62,2 anni. Sul totale, 94 non sono vaccinati (zero dosi di vaccino ricevute, età media 60,9 anni), il 63,1%, mentre 55 sono vaccinati con ciclo completo (età media 64,2 anni). 

Un dato che va rapportato al fatto che le persone over12 vaccinate con ciclo completo in Emilia-Romagna superano quota 3,6 milioni, circa 300mila quelle vaccinabili che non si sono ancora vaccinate: la percentuale di non vaccinati ricoverati in terapia intensiva è quindi molto più alta rispetto a chi si è vaccinato. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 2.394 (+61 rispetto a ieri), età media 69,2 anni. 

Rispetto ai 17.755 nuovi casi registrati ieri, i contagi oggi registrano un -7,6%. I ricoverati nei reparti Covid aumentano dell’2,6%, quelli delle terapie intensive calano del 2%. 

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.787 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 487.479. I casi attivi, cioè i malati effettivi, oggi sono 303.399 (+12.601). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 300.856 (+12.543), il 99,2% del totale dei casi attivi. 

 

Covid oggi Piemonte, 8.857 contagi e 23 morti: bollettino 16 gennaio

Sono 8.857 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 16 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 23 morti. I nuovi casi (di cui 7.713 dopo test antigenico) sono pari al 14,8% di 60.004 tamponi eseguiti, di cui 50.759 antigenici. Degli 8.857 nuovi casi gli asintomatici sono 7.157 (80,8%). 

I ricoverati in terapia intensiva sono 143 (-3 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.016 (+78 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 165.136. I tamponi diagnostici finora processati sono 12.993.096 (+60.004 rispetto a ieri). 

Sono 23, 5 di oggi, i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid). I pazienti guariti diventano complessivamente 518.350 (+6.512 rispetto a ieri). 

Covid oggi Italia, 149.512 contagi e 248 morti: bollettino 16 gennaio

Sono 149.512 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia oggi, domenica 16 gennaio 2022, secondo i dati e i numeri Covid – regione per regione – del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano, inoltre, altri 248 morti. 

Nelle ultime 24 ore sono stati processati 927.846 tamponi con un tasso di positività al 16,1%. Sono 8.719 i ricoverati con sintomi, 349 in più da ieri. Sono 1.691 le persone in terapia intensiva, 14 in più da ieri.
 

PIEMONTE – Sono 8.857 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 16 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 23 morti. I nuovi casi (di cui 7.713 dopo test antigenico) sono pari al 14,8% di 60.004 tamponi eseguiti, di cui 50.759 antigenici. Degli 8.857 nuovi casi gli asintomatici sono 7.157 (80,8%). 

I ricoverati in terapia intensiva sono 143 (-3 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.016 (+78 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 165.136. I tamponi diagnostici finora processati sono 12.993.096 (+60.004 rispetto a ieri). 

Sono 23, 5 di oggi, i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid). I pazienti guariti diventano complessivamente 518.350 (+6.512 rispetto a ieri). 

EMILIA ROMAGNA – Sono 17.360 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna oggi, 16 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Si registrano altri 20 morti. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di 59.188 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è quindi del 27,7%. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 37 anni. 

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 149 (-3 rispetto a ieri); l’età media è di 62,2 anni. Sul totale, 94 non sono vaccinati (zero dosi di vaccino ricevute, età media 60,9 anni), il 63,1%, mentre 55 sono vaccinati con ciclo completo (età media 64,2 anni). 

Un dato che va rapportato al fatto che le persone over12 vaccinate con ciclo completo in Emilia-Romagna superano quota 3,6 milioni, circa 300mila quelle vaccinabili che non si sono ancora vaccinate: la percentuale di non vaccinati ricoverati in terapia intensiva è quindi molto più alta rispetto a chi si è vaccinato. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 2.394 (+61 rispetto a ieri), età media 69,2 anni. 

Rispetto ai 17.755 nuovi casi registrati ieri, i contagi oggi registrano un -7,6%. I ricoverati nei reparti Covid aumentano dell’2,6%, quelli delle terapie intensive calano del 2%. 

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.787 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 487.479. I casi attivi, cioè i malati effettivi, oggi sono 303.399 (+12.601). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 300.856 (+12.543), il 99,2% del totale dei casi attivi. 

ABRUZZO – Sono 3.633 i nuovi contagi da coronavirus oggi, domenica 16 gennaio 2022 in Abruzzo, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 8 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 8215 tamponi molecolari e 25199 test antigenici. Da ieri sono guarite 299 persone. Nella Regione sono 69.078 gli attualmente positivi. 

I ricoverati in area medica sono 386, 11 in più da ieri, stabili le terapie intensive occupate pari a 38. In isolamento domiciliare 68.654 persone. Tra le province con il maggior numero di nuovi casi Teramo a 1.106, L’Aquila a 611, Chieti a 945 e Pescara a 826. 

CAMPANIA – Sono 17.667 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, domenica 16 gennaio 2022 in Campania, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 5 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 104.906, di cui 66.568 antigenici e 38.338 molecolari con un tasso di positività al 16,84%. 

In Campania sono 87 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, uno in meno rispetto a ieri, e 1.278 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza, 32 in più rispetto al dato diffuso ieri. 

VENETO – Sono 13.094 i nuovi contagi da coronavirus oggi 16 gennaio in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 19 morti. Il totale dei casi nella regione da inizio della pandemia il totale dei contagi è pari a 881.507, quello dei deceduti 12.725. Il totale degli attualmente positivi si attesta su 252.942 unità. Nei reparti medici sono ricoverati 1.735 pazienti Covid, nelle terapie intensive 198. 

PUGLIA – Sono 8.384 i nuovi contagi da coronavirus oggi 16 gennaio in Puglia. Si registrano altri 4 morti. I nuovi casi, individuati attraverso 54.677 tamponi, sono così distribuiti per provincia: Bari: 2.621; Bat: 875; Brindisi: 852; Foggia: 1.210; Lecce: 1.572; Taranto: 1.162; Residenti fuori regione: 61; Provincia in definizione: 31. Sono 118.307 le persone attualmente positive, 593 ricoverate in area non critica, 61 in terapia intensiva. Dati complessivi: 433.751 casi totali; 6.796.808 tamponi eseguiti; 308.381 persone guarite e 7.063 decessi. 

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 2.993 i nuovi contagi da coronavirus oggi 16 gennaio in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 29 morti. Su 3.594 tamponi molecolari sono stati rilevati 552 nuovi casi, con una percentuale di positività del 15,36%. Sono inoltre 15.908 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 2.441 casi (15,34%). Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 41 e i pazienti ospedalizzati in altri reparti a 373. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. 

LAZIO – Sono 12.994 i nuovi contagi da coronavirus oggi, domenica 16 gennaio 2022 nel Lazio, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 6 morti nella Regione. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 22.651 tamponi molecolari e 71.035 tamponi antigenici con un tasso di positività al 13,8%. I ricoverati sono 1.748, 14 in più da ieri, stabili a 204 le terapie intensive occupate, mentre i guariti da ieri sono 4.225. I casi a Roma città sono a quota 6.406. 

I casi nelle ultime 24 ore a seconda delle zone. Asl Roma 1: 3.204 contagi. Asl Roma 2: 2.605 i nuovi casi. Asl Roma 3: sono 597 i nuovi casi. Asl Roma 4: sono 426 i nuovi casi. Asl Roma 5: sono 1.084 i nuovi casi. Asl Roma 6: sono 1.995 i nuovi casi. 

Nelle province si registrano 3.083 nuovi casi: Asl di Frosinone: sono 826 i nuovi casi. Asl di Latina: sono 1.236 i nuovi casi e 4 i decessi nelle ultime 24 ore. Asl di Rieti: sono 465 i nuovi casi. Asl di Viterbo: sono 556 i nuovi casi e 2 i decessi da ieri. 

TOSCANA – Sono 10.287 i nuovi contagi da coronavirus oggi 16 gennaio in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 32 morti. I nuovi casi – 4.178 confermati con tampone molecolare e 6.109 da test rapido antigenico – sono l’1,8% in più rispetto al totale del giorno precedente. Il totale sale da inizio pandemia sale a 581.415. I guariti crescono del 2,8% e raggiungono quota 395.121 (68% dei casi totali). 

Oggi sono stati eseguiti 20.600 tamponi molecolari e 43.407 tamponi antigenici rapidi, di questi il 16,1% è risultato positivo. Sono invece 14.633 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 70,3% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 178.444, -0,3% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.368 (19 in più rispetto a ieri), di cui 127 in terapia intensiva (4 in più). Dei nuovi decessi, 12 sono uomini e 20 donne con un’età media di 81,9 anni. 

 

 

Covid oggi Fvg, 2.993 contagi e 9 morti: bollettino 16 gennaio

Sono 2.993 i nuovi contagi da coronavirus oggi 16 gennaio in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 29 morti. Su 3.594 tamponi molecolari sono stati rilevati 552 nuovi casi, con una percentuale di positività del 15,36%. Sono inoltre 15.908 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 2.441 casi (15,34%). Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 41 e i pazienti ospedalizzati in altri reparti a 373. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. 

Per quanto riguarda l’andamento della diffusione del virus tra la popolazione, la fascia d’età più colpita è quella da 0 a 19 anni (22,45%) seguita da 50-59 anni (18,38%), 40 a 49 anni (17,11%), 30-39 anni (14,17%) e 20-29 (12,09%). 

Nella giornata odierna si registrano i decessi di 9 persone: una donna di Udine di 93 anni (deceduta in ospedale), un uomo di 90 anni di Polcenigo (deceduto in ospedale), un uomo di 90 anni di Pordenone (deceduto in ospedale), una donna di Trieste di 88 anni (deceduta in una struttura per anziani), una donna di 84 anni di Sacile (deceduta in ospedale), una donna di 79 anni di Porcia (deceduta in ospedale), una donna di 77 anni di Campoformido (deceduta in ospedale), un uomo di 75 anni di San Quirino (deceduto in ospedale) e un uomo di 70 anni di San Daniele del Friuli (deceduto in ospedale). I decessi complessivamente ammontano a 4.345.  

Per quanto riguarda il Sistema sanitario regionale, sono state rilevate le seguenti positività: nell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina di 3 medici, 5 infermieri, 3 operatori socio sanitari e 2 tecnici; nell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale di un medico, un infermiere, 3 operatori socio sanitari, 2 amministrativi, 2 tecnici, un ausiliario e un educatore; nell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale di 6 infermieri, un operatore socio sanitario, un amministrativo e un assistente sociale; nell’Irccs materno-infantile Burlo Garofolo di un operatore socio sanitario. 

Relativamente alle residenze per anziani del Friuli Venezia Giulia si registra il contagio di 36 ospiti (Trieste, Pordenone, Monrupino, Paluzza e Tarcento) e di 19 operatori (Trieste, Pordenone, Udine, Tarcento, Sequals, Pasian di Prato, Cervignano, Magnano in Riviera, Monfalcone e Aiello del Friuli). 

Litiga con la moglie, la strangola e l’uccide: fermato 49enne a Catanzaro

Un uomo di 49 anni è stato fermato dai carabinieri a Motta Santa Lucia, in provincia di Catanzaro, con l’accusa di avere strangolato e ucciso la moglie al culmine di una lite. Secondo quanto si apprende, la coppia, di origine marocchina, si trovava nella camera da letto quando, dopo l’ennesima lite, l’uomo avrebbe aggredita la donna per poi strangolarla. A 

Ad avvertire i militari sarebbe stato il datore di lavoro dell’uomo, al quale il presunto assassino avrebbe confessato l’omicidio. L’uomo, accusato di omicidio volontario aggravato, è stato portato in caserma, mentre a casa della coppia sono stati eseguiti i rilievi tecnico-scientifici da parte del Reparto operativo di Catanzaro. L’indagine è in mano alla procura di Lamezia Terme e delegata dai carabinieri. 

Vaccino covid, 92mila prime dosi in un giorno: non succedeva da settembre

Quasi 92mila prime dosi di vaccino anti-Covid sono state somministrate nella giornata di ieri, sabato 15 gennaio. Un numero così alto non veniva registrato da settembre.  

Il totale delle somministrazioni dall’inizio della campagna vaccinale è pari a 119.840.779 dosi. Gli over 12 che hanno ricevuto almeno una dose sono 48.559.112, se si aggiungono quelli guariti da al massimo 6 mesi si arriva ad oggi al numero di 49.095.966 persone. Mentre gli over 12 con ciclo vaccinale completo sono 46.867.461: in 26.626.304 hanno ricevuto anche la booster. 

Covid oggi Toscana, 10.287 contagi: bollettino 16 gennaio

Sono 10.287 i nuovi contagi da coronavirus oggi 16 gennaio in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19 anticipati dal presidente della regione Eugenio Giani. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 10.287 su 64.007 test di cui 20.600 tamponi molecolari e 43.407 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 16,07% (70,3% sulle prime diagnosi)”, si legge nel post pubblicato sui social. 

Djokovic, Cattelan: “Ha diritto di non vaccinarsi ma non è un martire”

Novak Djokovic “ha tutto il diritto di decidere se vaccinarsi o meno ma considerarlo un martire o un simbolo è surreale”. Così in un post su Twitter Alessandro Cattelan dopo gli ultimi sviluppi del caso, con il tennista 34enne che verrà espulso dall’Australia. “Rosa Parks è scesa dall’autobus, non si è nascosta sotto il sedile per fregare il conducente”, ha concluso il conduttore. 

 

 

 

 

 

Scuola, Bianchi: “Ha riaperto e non c’è stato alcun disastro”

“Il famoso disastro che ci doveva essere con la riapertura della scuola dopo le vacanze natalizie non c’è stato, ci sono stati problemi molti differenziati zona per zona”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi intervenendo a Radio24 aggiungendo che i presidi hanno affrontato i problemi che si sono verificati “con grandissima responsabilità”. “Siamo arrivati con un carico di contagi presi nelle tre settimana prima quando la scuola era chiusa, e quindi è chiaro che questo ha avuto effetti differenziati. Però la scuola ha riaperto. E la cosa importante è che maturasse in tutti il principio che essa è un elemento fondante della società. Quindi non è che prima chiude la scuola e poi viene tutto il resto”.  

“Quello che è stato evidente in questa settimana è che nella stragrande parte del Paese non solo si è tornati a scuola, ma si è ritrovato il valore della scuola in presenza. Io non faccio guerre di religione contro la Dad: questa funziona se è parte integrante di un progetto didattico, non se è l’alternativa o il surrogato della scuola”, ha affermato Bianchi aggiungendo: “Abbiamo ripristinato questo principio della scuola in presenza, come comunità, come diritto e dall’altra parte abbiamo verificato la possibilità anche di utilizzare strumenti a distanza come parte integrante e integrativa di un progetto didattico”. 

“Stiamo ragionando per semplificare la certificazione per il rientro a scuola dopo il Covid”, una volta raggiunta la negatività, ha fatto sapere inoltre il ministro.
 

Vaccino covid, terza dose e terapia intensiva: i nuovi dati

Covid e vaccino covid con terza dose. Cosa dicono gli ultimi dati? “Nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster, l’efficacia nel prevenire la diagnosi” di Covid-19 “e i casi di malattia severa è pari rispettivamente al 68,8% e al 98%”, sottolinea l’Istituto superiore di sanità, nel report esteso sull’andamento dell’epidemia in Italia.  

“L’efficacia del vaccino (riduzione del rischio rispetto ai non vaccinati) nel prevenire la diagnosi di infezione Sars-CoV-2 – dettaglia l’Iss – è pari a 71% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 57% tra i 91 e 120 giorni, e 34% oltre 120 giorni. Rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa: 95% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 93% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni e 89% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni”. 

Quanto al tasso di ricoverati per Covid in terapia intensiva è pari a 26,7 ogni 100mila per i non vaccinati e a 0,7 ogni 100mila per i vaccinati con ciclo completo più dose aggiuntiva/booster: 38 volte superiore: è uno dei dati che emerge dal report esteso dell’Iss. 

Zona gialla e arancione, regioni che cambiano colore domani: nuove regole

Campania in zona gialla e Valle d’Aosta in arancione da domani, lunedì 17 gennaio. Cambia ancora dunque la mappa dei colori in Italia, con la maggior parte delle regioni ormai in fascia gialla. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza alla luce del flusso dei dati del monitoraggio di Istituto superiore di sanità (Iss), ministero della Salute e Regioni. La variante Omicron continua a correre e i contagi che non scendono sotto i 180mila. Secondo il bollettino diffuso ieri in 24 ore sono stati registrati 180.426 nuovi casi da Coronavirus in Italia e 308 morti.  

L’ordinanza prevede che la Campania – che “presenta un’incidenza dei contagi pari a 2280,9 casi ogni 100.000 abitanti, un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 25,8% e un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 10,6% – resterà gialla per 15 giorni. Mentre la Valle d’Aosta – che “presenta un’incidenza dei contagi pari a 3087,3 casi ogni 100.000 abitanti, un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 53,5% e un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 21,2% – sarà arancione per due settimane. 

Se tra zona bianca e arancione cambia poco, il passaggio in arancione o rosso comporta misure più rigide. Sul cambio di colore, il presidente della Regione Valle d’Aosta Erik Lavevaz ha commentato: “L’attenta analisi dei dati relativi ai ricoveri ci porta a riflessioni severe nei confronti della scelta di non vaccinarsi. Emerge infatti che della totalità dei positivi Covid curati nel nostro ospedale la stragrande maggioranza (42 persone) o non ha il vaccino oppure è vaccinata in maniera inefficace (da più di 120 giorni). Colpisce in particolare che 6 dei 7 pazienti Covid in terapia intensiva non abbiano ricevuto il vaccino. Quella di non vaccinarsi è una scelta di pochi, che però può avere gravi conseguenze per tutti”. “La situazione ospedaliera sarebbe radicalmente diversa se tutta la popolazione fosse vaccinata. Con le regole in vigore – ha aggiunto – piccolissimi numeri sui ricoveri possono far cambiare la collocazione della Regione: vaccinarsi è oggi più che mai un segno di responsabilità e di solidarietà, cui siamo chiamati tutti indistintamente se vogliamo contribuire alla ripartenza della Valle d’Aosta”. 

Zona bianca, gialla e arancione: cosa cambia
 

Con le nuove misure imposte dal governo e valide fino al 31 gennaio 2022 tra zona bianca e gialla ci sono poche differenze. Una delle principali differenze tra queste due zone fino a ora era l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto. Con l’ultimo decreto del governo è stato stabilito di estendere questa misura. L’uso della mascherina è stato ‘rinforzato’ in tutta Italia visto che per accedere a mezzi pubblici, treni, aerei, cinema, teatri è necessario indossare la Ffp2. E questo fino al termine dello stato di emergenza, che al momento è fissato al 31 marzo. 

Fino alla cessazione dello stato di emergenza, il decreto Natale prevede inoltre l’estensione dell’obbligo di Green Pass rafforzato – per vaccinati o guariti – alla ristorazione per il consumo anche al banco in bar e ristoranti. Estensione dell’obbligo di Green Pass rafforzato al chiuso per piscine, palestre e sport di squadra, ma anche per musei e mostre. Super Green Pass al chiuso per i centri benessere, centri termali (salvo che per livelli essenziali di assistenza e attività riabilitative o terapeutiche), parchi tematici e di divertimento, per centri culturali, centri sociali e ricreativi (esclusi i centri educativi per l’infanzia) al chiuso e per sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. 

E’ stato stabilito che fino al 31 gennaio 2022 sono vietati gli eventi, le feste e i concerti, comunque denominati, che implichino assembramenti in spazi all’aperto; saranno chiuse le sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi, concerti o feste comunque denominati, aperti al pubblico. 

Gli spostamenti con mezzi propri sono liberi in zona bianca così come nella gialla, le cose cambiano in zona arancione dove ci si può spostare sia in altri comuni della stessa regione che in altre regioni solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Ok invece agli spostamenti da comuni di massimo 5.000 abitanti, verso altri comuni entro i 30 km, eccetto il capoluogo di provincia. 

Anche per quanto riguarda gli impianti sciistici la situazione cambia: il Green pass rafforzato diventa necessario. Bar e ristoranti sono aperti solo per chi ha il Super green pass, non per chi ha il certificato base grazie a un tampone. Qui la tabella con le attività consentite zona per zona. 

Covid Italia, Locatelli: “Curva sta rallentando”

“Vi sono evidenze di chiara decelerazione della curva epidemica, in linea con quanto osservato in altri Paesi. Nel Regno Unito si sta assistendo alla riduzione dei ricoveri”. Franco Locatelli, coordinatore del Cts, in un’intervista al ‘Corriere della sera’. “Certamente siamo in una situazione delicata e con numeri ancora crescenti per quel che riguarda l’incidenza d’infezioni” covid, sottolinea, “la crescita percentuale dell’ultima settimana è stata inferiore alla precedente”. 

“La pressione sulle strutture sanitarie nelle ultime settimane è decisamente aumentata. Il rischio da scongiurare è di danneggiare i pazienti con patologie differenti dal Covid riducendo il numero di procedure mediche o chirurgiche. A questo rischio può contribuire anche un elevato numero di contagi tra gli operatori sanitari che è certamente non trascurabile. Non possiamo parlare però di ospedali vicino al collasso”, aggiunge ricordando che “nelle passate ondate come quella dello scorso inverno abbiamo avuto, pur in assenza di varianti così contagiose, numeri doppi di ricoverati sia nelle aree mediche sia nelle rianimazioni”. “È il frutto del largo numero di vaccinazioni effettuate: quasi 120 milioni di dosi somministrate e 26 milioni di persone che hanno ricevuto la dose booster sono numeri straordinari e hanno consentito di proteggere largamente dal rischio di malattia grave o addirittura fatale gli italiani”, dice ancora Locatelli al quotidiano. 

Sul numero dei bambini in fascia 5-11 vaccinati (il 21%) che hanno ricevuto già la prima dose di vaccino, dice “risultati più che apprezzabili”, mentre delle mascherine Ffp2 – alla domanda se sono preferibili alle chirurgiche -: “Certamente. Soprattutto quando vi è maggior rischio di diffusione dell’infezione virale”. Poi l’appello: “Cerchiamo di mantenere razionalità e non priviamoci immotivatamente di momenti di svago, cultura e socializzazione, pur con il massimo senso di responsabilità”. 

Quanto alla variante Omicron, ormai “identificata nell’81% dei casi”: “La minor severità delle infezioni osservate nei contagiati da Omicron è data dalle caratteristiche biologiche della variante (minor capacità di legarsi a cellule polmonari) e, soprattutto, dalla presenza della copertura conferita dai vaccini. Sarebbe sbagliato pensare però che Omicron, in soggetti non adeguatamente protetti dal vaccino, non possa determinare malattia grave o anche fatale”.  

No Vax, l’identikit degli irriducibili

Credono nei social come unica e vera fonte di informazione, sono attratti dalle teorie del complotto e refrattari al confronto con chi cerca di sostenere ragioni diverse dalle loro. E’ l’identikit dei no vax che emerge dalle ricerche discusse durante il web forum ‘Psychiatric and Neurological Issues in the Covid-19 Era: Lessons for the Present and the Future’, organizzato dall’università degli Studi di Brescia e dalla Fondazione Internazionale Menarini. Gli esperti hanno ribadito come circa il 70% della popolazione desideri essere vaccinata, il 20-25% manifesti dubbi più o meno pronunciati ed esitazioni, mentre il restante 5-10% rappresenti la frangia degli irriducibilmente contrari. 

Gli studi analizzati, fra cui un lavoro dell’università di Oxford – spiega una nota – hanno consentito ai relatori di disegnare un ritratto dei ben disposti e degli irriducibilmente contrari, con il gruppo degli esitanti che si colloca in una posizione intermedia, seppur più vicina a quella dei contrari. “In particolare, rispetto ai ben disposti, i no vax tendono a utilizzare come fonte principale e spesso unica di informazione i social media al posto dei media tradizionali, hanno un minore interesse per le ricadute benefiche che la vaccinazione garantisce alla società, e giudicano la rapidità con la quale sono stati sviluppati i vaccini una prova di inaffidabilità anziché di efficienza di Big Pharma”, illustra Emilio Sacchetti, promotore e coordinatore scientifico del web forum e professore emerito di Psichiatria dell’ateneo bresciano. 

Inoltre, prosegue l’analisi degli esperti, “i no vax hanno maggiore sfiducia nei confronti del sistema e della scienza in genere, dei politici e dei sanitari in particolare; hanno una più spiccata propensione a vivere in contesti caotici e di erosione sociale; sono più attratti e disposti a credere a complotti e altre false credenze, più condizionati da dati incontrollati circa l’efficacia e la sicurezza dei vaccini, più refrattari al confronto con tesi diverse dalle proprie e propendono all’autoritarismo”.  

Secondo Sacchetti “questo identikit dovrebbe indurci a una riflessione: promuovere la vaccinazione utilizzando il potere di convincimento della ragione non può bastare”, ammonisce. 

“La somministrazione della vaccinazione al 90% circa della popolazione italiana – evidenzia lo psichiatra – indica infatti che la quota degli esitanti è ormai ridotta all’osso, perciò altri strumenti dovrebbero essere messi in atto per spingere gli irriducibili a vaccinarsi, come una comunicazione empatica ed emozionale. Inoltre, è altrettanto evidente che serva ora una massiccia campagna di rinforzo motivazionale per contrastare i dubbi che potrebbero essere prodotti dalla contro-informazione anti-vaccinale”.  

Peste suina in Italia, 5 nuovi casi

Salgono a otto i casi di Peste Suina Africana in Piemonte e Liguria, riscontrati in un’area di poche decine di chilometri dell’appennino ligure, al confine tra le province di Alessandria e Genova. Ai tre casi di Peste suina africana, accertati su carcasse di cinghiali nello scorso weekend dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (Izsplv) e confermati dal Centro di Referenza Nazionale per le pesti suine (Cerep), se ne sono aggiunti altri cinque. I nuovi  casi sono stati osservati nei comuni del versante piemontese, tre in quelli del versante ligure (un caso a Isola del Cantone, e due a Ronco Scrivia). 

Oggi, intanto, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa hanno inviato una lettera  al premier Mario Draghi e al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli per chiedere che vengano stanziate risorse a sostegno dei comparti danneggiati dalle conseguenze della peste suina e dai provvedimenti per fronteggiarla, a cominciare dagli operatori del settore agricolo. 

Covid oggi Lombardia, 33.249 contagi e 77 morti. A Milano 10.362 casi

Sono 33.249 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 15 gennaio 2022 in Lombardia, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 77 morti che portano il totale delle vittime da inizio pandemia a 35.854. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 229.741 tamponi, tra molecolari e antigenici, con un tasso di positività del 14,47%. In terapia intensiva ci sono 258 persone, 4 in meno da ieri, mentre i ricoverati non in terapia intensiva sono 3.503, 34 in più da ieri. 

I nuovi positivi per provincia: Milano 10.362, Bergamo 3.255; Brescia 4.328; Como 1.943; Cremona 1.103; Lecco 879; Lodi 705; Mantova 1.408; Monza e Brianza 2.830; Pavia 1.722; Sondrio 1.046; Varese 2.599. 

Covid oggi Fvg, 4.570 contagi: bollettino 15 gennaio

Sono 4.570 i contagi da coronavirus in Friuli Venezia Giulia oggi, 15 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 12 morti. Nel dettaglio, su 11.912 tamponi molecolari sono stati rilevati 1.533 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 12,87%. Sono inoltre 19.025 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 3.037 casi (15,96%). Le persone ricoverate in terapia intensiva scendono a 40 – di cui 36 non vaccinate – e i pazienti ospedalizzati in altri reparti a 368, come ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. 

Per quanto riguarda l’andamento della diffusione del virus tra la popolazione, la fascia d’età più colpita è quella da 0 a 19 anni (22,06%) seguita da 50-59 anni (17,88%), 40 a 49 anni (16,96%), 30-39 anni (13,46%) e 20-29 (13,31%).