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Categoria: cronaca

Bimba caduta dal balcone a Torino, il 32enne fermato: “Tragico incidente”

E’ andato a prendere la bimba a casa della mamma che abita al piano di sotto, poi con lei in braccio è andato sul balcone facendo quel gioco erano soliti fare in casa e che alla piccola piaceva tanto, essere lanciata e in aria e ripresa. Così il 32 enne di origine marocchina fermato ieri per la morte della bimba di tre anni caduta dal balcone in un palazzo del centro di Torino ha ricostruito quanto accaduto nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip. 

“La lanciavo e la riprendevo e la mamma ci guardava sul balcone del piano di sotto, non so cosa può essere successo”, ha spiegato l’uomo che poi ha ribadito al gip quanto già detto ieri al pm e cioè di aver bevuto un paio di bicchieri ma di non essere ubriaco e di aver perso la lucidità solo quando si è accorto di quanto era accaduto e visto la bimba caduta. 

“Si è trattato di un tragico incidente, senza alcuna volontà di quanto è accaduto”, ha detto all’Adnkronos il legale dell’uomo, Alessandro Sena che già ieri aveva sottolineato che il suo assistito era molto legato alla piccola che è morta ieri mattina in ospedale, dove era stata ricoverata in condizioni gravissime, per le gravi lesioni riportate nella caduta.  

Covid oggi Piemonte, 14.350 contagi e 22 morti: bollettino 15 gennaio

Sono 14.350 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 15 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 22 morti. I nuovi casi (di cui 12.594 dopo test antigenico) sono pari al 13,5% di 106.488 tamponi eseguiti, di cui 93.324 antigenici. Dei 14.350 contgiati, gli asintomatici sono 10.410 (72,5%). 

I ricoverati in terapia intensiva sono 146 (-1 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.938 (+ 8 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 162.889.  

Sono 22, 8 di oggi, i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid). 

I pazienti guariti diventano complessivamente 511.838 (+ 12.206 rispetto a ieri). 

Covid oggi Italia, 180.426 contagi e 308 morti: bollettino 15 gennaio

Sono 180.426 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia oggi, sabato 15 gennaio 2022, secondo i dati e i numeri Covid – regione per regione – del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 308 morti. 

Nelle ultime 24 ore sono stati processati 1.217.830 tamponi, tra molecolari e antigenici, con un indice positività al 14,8%. Sono 18.370 i ricoverati con sintomi, 351 in più da ieri. In calo di due unità le terapie intensive occupate pari a 1.677 in Italia. Da ieri sono guarite 120.609 persone.  

Dall’inizio della pandemia le vittime sono state 140.856.
 

CAMPANIA – Sono 19.788 i contagi da coronavirus in Campania oggi, 15 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. I nuovi casi sono stati individuati su 107.168 tamponi, di cui 64.474 antigenici e 42.694 molecolari. Registrati altri 9 morti. I pazienti covid ricoverati in ospedale in area non critica sono 1.246. In terapia intensiva, invece, 88 persone. 

ABRUZZO – Sono 3.835 i contagi da coronavirus in Abruzzo oggi, 15 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Si registrano 2 morti. I nuovi positivi (di cui 2.094 emersi da test antigenico), di età compresa tra 2 mesi e 99 anni, sono stati individuati su 9.540 tamponi molecolari e 23.233 test antigenici. 

Gli altri numeri: 976 nuovi guariti, 65.753 attualmente positivi (+2.646), 375 ricoverati in area medica (+25), 38 in terapia intensiva (-3), 65.340 in isolamento domiciliare (+2804). I nuovi positivi sono residenti nelle province dell’Aquila (714), Chieti (997), Pescara (800), Teramo (1168), fuori regione (70),in accertamento (55). 

EMILIA ROMAGNA – Sono 17.775 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna oggi, 15 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Si registrano altri 27 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 78.112 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è quindi del 22,7%. 

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 152 (+4 rispetto a ieri); l’età media è di 62 anni. Sul totale, 97 non sono vaccinati (zero dosi di vaccino ricevute, età media 60,9 anni), il 63,8%, mentre 55 sono vaccinati con ciclo completo (età media 64,1 anni). Un dato che va rapportato al fatto che le persone over12 vaccinate con ciclo completo in Emilia-Romagna superano quota 3,6 milioni, circa 300mila quelle vaccinabili che non si sono ancora vaccinate: la percentuale di non vaccinati ricoverati in terapia intensiva è quindi molto più alta rispetto a chi si è vaccinato. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 2.334 (+22 rispetto a ieri), età media 68,9 anni. 

Rispetto ai 20.346 nuovi casi registrati ieri, i contagi oggi registrano un -12,7%. I ricoverati nei reparti Covid aumentano dell’1%, quelli delle terapie intensive aumentano del 2,7%. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 36,9 anni. 

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.699 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 483.692. I casi attivi, cioè i malati effettivi, oggi sono 290.816 (+14.029). 

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 4.570 i contagi da coronavirus in Friuli Venezia Giulia oggi, 15 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 12 morti. Nel dettaglio, su 11.912 tamponi molecolari sono stati rilevati 1.533 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 12,87%. Sono inoltre 19.025 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 3.037 casi (15,96%). Le persone ricoverate in terapia intensiva scendono a 40 – di cui 36 non vaccinate – e i pazienti ospedalizzati in altri reparti a 368, come ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. 

Per quanto riguarda l’andamento della diffusione del virus tra la popolazione, la fascia d’età più colpita è quella da 0 a 19 anni (22,06%) seguita da 50-59 anni (17,88%), 40 a 49 anni (16,96%), 30-39 anni (13,46%) e 20-29 (13,31%). 

PIEMONTE – Sono 14.350 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 15 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 22 morti. I nuovi casi (di cui 12.594 dopo test antigenico) sono pari al 13,5% di 106.488 tamponi eseguiti, di cui 93.324 antigenici. Dei 14.350 contgiati, gli asintomatici sono 10.410 (72,5%). 

I ricoverati in terapia intensiva sono 146 (-1 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.938 (+ 8 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 162.889. 

Sono 22, 8 di oggi, i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid). 

I pazienti guariti diventano complessivamente 511.838 (+ 12.206 rispetto a ieri). 

BASILICATA – Sono 611 i nuovi contagi da coronavirus oggi 15 gennaio 2022 in Basilicata, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 3 decessi. Le persone decedute risiedevano a Lavello (un uomo e una donna) e a Matera. Sono state registrate 274 guarigioni. I ricoverati per Covid-19 sono 89 (+4) di cui 2 in terapia intensiva: 47 (di cui 2 in TI) nell’ospedale di Potenza; 42 in quello di Matera. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono circa 13.400. 

Per la vaccinazione, ieri sono state effettuate 6.028 somministrazioni. Finora 453.176 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (81,9 per cento della popolazione che ammonta a 553.254 residenti), 417.419 hanno ricevuto la seconda (75,4 per cento) e 227.858 sono le terze dosi (41,2 per cento), per un totale di 1.098.453 somministrazioni effettuate. 

PUGLIA – Sono 9.718 i nuovi contagi da Coronavirus in Puglia oggi, 15 gennaio 2022, secondo i dati e i numeri Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Si registrano inoltre altri 12 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 76.689 tamponi, tra molecolari e antigenici. I ricoverati nei reparti Covid sono 559, mentre le terapie intensive occupate sono 55. Nella Regione i positivi sono 103.590 al momento. Tra le province con il maggior numero di nuovi contagi Bari a 3.161, Foggia a 1.396, Lecce a 1.701 e Taranto 1.292. 

VENETO – Sono 19.539 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 15 gennaio 2022 in Veneto, secondo i dati covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 15 morti. I casi attualmente positivi salgono, dunque, a 249.145. 

CALABRIA – Secondo il bollettino sull’emergenza Covid-19 diffusi dal dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria, sono 2.723 i nuovi contagi registrati (su 13.413 tamponi effettuati), +1.183 guariti e 8 morti (per un totale di 1.716 decessi). Il bollettino, inoltre, registra +1.532 attualmente positivi, +3 ricoveri (per un totale di 418) e, infine, +4 terapie intensive (per un totale di 35). 

LAZIO – Sono 12.096 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 15 gennaio 2022 nel Lazio, secondo i dati covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 15 morti. A Roma i nuovi casi sono stati 6.200 nelle ultime 24 ore. Da ieri sono stati processati 24.575 tamponi molecolari e 79.124 antigenici con un tasso di positività all’11,6%. I ricoverati sono stati 1.374, 59 in più da ieri, stabile il dato dell’occupazione delle terapie intensive a 204. 

TOSCANA – Sono 11.761 i nuovi contagi da coronavirus oggi 15 gennaio 2022 in Toscana, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 19 morti. I nuovi casi Covid (4.866 confermati con tampone molecolare e 6.895 da test rapido antigenico) portano il totale a 571.128 dall’inizio dell’emergenza sanitaria da coronavirus. I nuovi casi sono il 2,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 5,1% e raggiungono quota 384.309 (67,3% dei casi totali). 

Oggi sono stati eseguiti 22.324 tamponi molecolari e 53.634 tamponi antigenici rapidi, di questi il 15,5% è risultato positivo. Sono invece 17.355 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 67,8% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 179.001, -3,7% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.349 (34 in più rispetto a ieri), di cui 123 in terapia intensiva (3 in meno). Oggi si registrano 19 nuovi decessi: 13 uomini e 6 donne con un’età media di 84,1 anni. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in Regione. 

 

 

Covid oggi Italia, bollettino Protezione Civile e contagi regioni 15 gennaio

Il bollettino con i numeri Covid in Italia oggi, sabato 15 gennaio 2022, dati e news della Protezione Civile e del ministero della Salute – regione per regione – su contagi da coronavirus, ricoveri e morti. I numeri da Piemonte, Lombardia e Veneto, Toscana e Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Il bollettino delle grandi città come Milano, Roma e Napoli, il punto sulla campagna vaccinale e le terze dosi. Riflettori sempre accesi sulla variante Omicron, che ormai dilaga in tutta Italia, e sulla nuova mappa di colori delle Regioni che da lunedì vedrà la Campania in zona gialla, insieme alla gran parte del Paese, e la Valle d’Aosta in zona arancione. 

Sono 11.761 i nuovi contagi da coronavirus oggi 15 gennaio 2022 in Toscana, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 19 morti. I nuovi casi Covid (4.866 confermati con tampone molecolare e 6.895 da test rapido antigenico) portano il totale a 571.128 dall’inizio dell’emergenza sanitaria da coronavirus. I nuovi casi sono il 2,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 5,1% e raggiungono quota 384.309 (67,3% dei casi totali).  

Oggi sono stati eseguiti 22.324 tamponi molecolari e 53.634 tamponi antigenici rapidi, di questi il 15,5% è risultato positivo. Sono invece 17.355 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 67,8% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 179.001, -3,7% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.349 (34 in più rispetto a ieri), di cui 123 in terapia intensiva (3 in meno). Oggi si registrano 19 nuovi decessi: 13 uomini e 6 donne con un’età media di 84,1 anni. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in Regione. 

Sono 611 i nuovi contagi da coronavirus oggi 15 gennaio 2022 in Basilicata, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 3 decessi. Le persone decedute risiedevano a Lavello (un uomo e una donna) e a Matera. Sono state registrate 274 guarigioni. I ricoverati per Covid-19 sono 89 (+4) di cui 2 in terapia intensiva: 47 (di cui 2 in TI) nell’ospedale di Potenza; 42 in quello di Matera. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono circa 13.400. 

Per la vaccinazione, ieri sono state effettuate 6.028 somministrazioni. Finora 453.176 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (81,9 per cento della popolazione che ammonta a 553.254 residenti), 417.419 hanno ricevuto la seconda (75,4 per cento) e 227.858 sono le terze dosi (41,2 per cento), per un totale di 1.098.453 somministrazioni effettuate. 

Sono 9.718 i nuovi contagi da Coronavirus in Puglia oggi, 15 gennaio 2022, secondo i dati e i numeri Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Si registrano inoltre altri 12 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 76.689 tamponi, tra molecolari e antigenici. I ricoverati nei reparti Covid sono 559, mentre le terapie intensive occupate sono 55. Nella Regione i positivi sono 103.590 al momento. Tra le province con il maggior numero di nuovi contagi Bari a 3.161, Foggia a 1.396, Lecce a 1.701 e Taranto 1.292. 

Sono 19.539 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 15 gennaio 2022 in Veneto, secondo i dati covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 15 morti. I casi attualmente positivi salgono, dunque, a 249.145. 

 

 

Zona gialla e arancione, da lunedì due Regioni cambiano colore

Cambia ancora la mappa dei colori in Italia con due Regioni che da lunedì 17 gennaio passeranno in una fascia diversa: sono la Campania che andrà in zona gialla come oramai la maggior parte del Paese con poche esclusioni e la Valle d’Aosta per la quale scatterà la zona arancione. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza alla luce del flusso dei dati del monitoraggio di Istituto superiore di sanità (Iss), ministero della Salute e Regioni.  

Mentre continua a dilagare la variante Omicron del coronavirus, ieri in Italia sono stati registrati 186.253 nuovi contagi Covid e altri 360 morti. Ci troviamo in “una situazione epidemica acuta”, ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, 

Sull’ingresso da lunedì prossimo in zona arancione, il presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, ha commentato: “L’attenta analisi dei dati relativi ai ricoveri ci porta a riflessioni severe nei confronti della scelta di non vaccinarsi. Emerge infatti che della totalità dei positivi Covid curati nel nostro ospedale la stragrande maggioranza (42 persone) o non ha il vaccino oppure è vaccinata in maniera inefficace (da più di 120 giorni). Colpisce in particolare che 6 dei 7 pazienti Covid in terapia intensiva non abbiano ricevuto il vaccino. Quella di non vaccinarsi è una scelta di pochi, che però può avere gravi conseguenze per tutti”.  

“La situazione ospedaliera sarebbe radicalmente diversa se tutta la popolazione fosse vaccinata. Con le regole in vigore – ha aggiunto – piccolissimi numeri sui ricoveri possono far cambiare la collocazione della Regione: vaccinarsi è oggi più che mai un segno di responsabilità e di solidarietà, cui siamo chiamati tutti indistintamente se vogliamo contribuire alla ripartenza della Valle d’Aosta”. 

REPORT ISS – In Italia sale l’indice Rt. “Nel periodo 22 dicembre 2021- 4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,56, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente e ben al di sopra della soglia epidemica” rileva il report dell’Istituto superiore di sanità (Iss) con i i dati principali del monitoraggio della Cabina di regia. “E’ in leggera diminuzione invece l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt 1,2 (1,18-1,22) al 4 gennaio contro Rt 1,3 (1,27-1,32) al 28 dicembre 2021”, precisa l’Iss. Anche l’incidenza settimanale a livello nazionale “continua ad aumentare: 1.988 ogni 100.000 abitanti (7-13 gennaio) contro 1.669 ogni 100.000 abitanti (31 dicembre 2021-6 gennaio 2022), dati flusso ministero della Salute”. 

Per quanto riguarda la situazione negli ospedali, il report evidenzia che crescono i ricoveri e l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva: “Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 17,5% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 13 gennaio) contro il 15,4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 06 gennaio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 27,1% (rilevazione del ministero della Salute al 13 gennaio) contro il 21,6% (rilevazione del ministero al 6 gennaio)”.  

“Confermiamo” la presenza in Italia di “una situazione epidemica acuta, con un’incidenza settimanale che ha raggiunto quasi 2mila casi per 100mila abitanti e una velocità di trasmissione nel Paese che rimane significativamente sopra il valore di 1. Per quanto riguarda i servizi ospedalieri, hanno un andamento che è sovrapponibile a quanto sta avvenendo anche negli altri Paesi europei ed è importante che la tendenza alla crescita dei ricoveri” per Covid “possa essere invertita, proprio per cercare di evitare dei sovraccarichi dei servizi che già oggi sono fortemente impegnati” è il monito lanciato da Brusaferro. 

I casi Covid crescono in tutte le età. “La fascia 20-29 anni è quella che ha il maggior numero di casi in aumento, seguita poi da 10-19 e 30-39. Tutte le altre sono a seguire. Se guardiamo poi le fasce d’età più giovani, vediamo che la curva è in crescita un po’ in tutte” ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità. 

Vaccino covid e quarta dose, esperti frenano su nuovo booster

Un altro booster dopo la terza dose di vaccino covid? Più no che sì, a giudicare dai pareri espressi dagli esperti. Gli attuali vaccini mRna garantiscono un’elevata protezione contro la variante Omicron dopo la terza dose. I cicli ordinari di vaccinazione hanno mostrato un progressivo calo dell’efficacia dei vaccini. Sullo sfondo, ci sono 500mila quarte dosi già somministrate in Israele. “Non si può imporre a 50 milioni di persone di fare la quarta o la quinta vaccinazione, deve esserci una strategia. Non c’è un sistema sanitario in grado di sostenere poi lo sforzo di vaccinare 50 milioni di persone ogni 4 mesi”, dice il professor Andrea Crisanti a Agorà. 

“Questi vaccini -spiega- sono stati un contributo fenomenale per bloccare l’epidemia e consentirci di condurre una vita normale. I limiti mostrati da questi vaccini sottolineano l’urgenza di cambiare strategia a medio termine: bisogna investire e sviluppare vaccini che abbiano una durata maggiore, costino meno e abbiano una proprietà intellettuale che appartenga agli stati. Non possono esserci differenze tra i paesi come quelle attuali, che sono inaccettabili”. 

“Posso pensare che la somministrazione di una eventuale quarta dose di vaccino anti-Covid potrebbe essere utile alle persone con fragilità importanti che, in maniera documentata, non hanno risposto alla terza dose. Andrebbe valutata la risposta di categorie fragili alla vaccinazione”, dice all’Adnkronos Salute Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano 

“I Paesi che avviano la somministrazione di una quarta dose ci daranno dati prima degli altri. Vediamo cosa succederà e da queste informazioni si potranno trarre suggerimenti. Ma una strategia come questa, su due piedi, senza avere altri dati”, secondo l’esperto “non ha senso”. 

“Secondo me in questo momento, soprattutto da noi in Europa, non c’è necessità di pensare alla quarta dose” di vaccino anti-Covid. “C’è necessità di completare la terza dose e di vedere cosa accade. Andiamo verso una stagione primaverile e dobbiamo vedere come sarà da un punto di vista epidemiologico”, afferma all’Adnkronos Salute è Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano. 

“Affrontiamo la primavera con la terza dose, perché quello sì è importante – sottolinea – Dopodiché, a me sembra un po’ prematuro decidere adesso di fare una quarta dose con lo stesso vaccino utilizzato finora”, osserva. “Perché il prossimo inverno molto probabilmente lo dovremo affrontare con un vaccino diverso, con un vaccino che sia costruito sulla variante che circolerà. Se sarà Omicron, un vaccino per Omicron. O altrimenti contro la variante che sarà. Ormai dobbiamo arrivare a una logica stile influenza, per la vaccinazione”, conclude l’esperto. Contro i virus stagionali, infatti, i vaccini vengono tarati di stagione in stagione sui ceppi virali in circolazione. 

“La quarta dose che stanno proponendo è ancora sul ceppo del virus originario di Wuhan, ma quella proteina non esiste più da un anno e mezzo”, osserva Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma. 

“E’ vero che grazie al cielo i dati ci dicono – sottolinea Ciccozzi – che con tre dosi quel vaccino funziona ancora, ma io sono contrario a fare un vaccino ogni 4 mesi perché – afferma l’esperto – si stressa il sistema immunitario, anche l’immunologo di base lo sa. Perché devo fare questo? A meno che tu non mi proponi un vaccino aggiornato sulle varianti Omicron e Delta”. 

La quarta dose “ora non serve” per Mauro Pistello, direttore dell’Unità operativa di virologia dell’Azienda ospedaliera universitaria Pisana. Secondo l’esperto ci sono diversi motivi per frenare su un nuovo booster: “Ancora si sta vaccinando con la terza dose o si recuperano le prime – spiega – Inoltre come già detto dall’Ema, occorre vigilare sugli effetti di una stimolazione del sistema immunitario così ravvicinata, e poi a marzo avremmo dei vaccini adattati alle varianti”. 

“Magari – suggerisce – si può pensare di monitorare il territorio e capire se tra chi viene ricoverato sono in aumento i pazienti immunodepressi o chi è vaccinato. A quel punto si potrebbe pensare a un nuovo richiamo per metterli in sicurezza. Ma aspettiamo”. 

Covid oggi Italia, epidemia verso picco: Rt, contagi, ricoveri

L’indice Rt sale, l’incidenza aumenta, la variante Omicron si allarga mentre l’Italia si avvia verso il picco dell’ondata covid, previsto da diversi esperti per fine gennaio. Il bollettino, che per il Cts va mantenuto, certifica altri 186.253 contagi e 360 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 1.132.309 tamponi, l’incidenza secondo gli ultimi dati si attesta al 16,5%. Il quadro complessivo è delineato dai dati del monitoraggio dell’Iss, che fa da apripista alla retrocessione della Campania in zona gialla e della Valle d’Aosta in zona arancione. 

L’indice Rt a livello nazionale sale fino a 1,56. “Nel periodo 22 dicembre 2021- 4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,56, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente e ben al di sopra della soglia epidemica”, rileva il report, smentendo previsioni relative ad una discesa già in atto. L’incidenza settimanale a livello nazionale “continua ad aumentare: 1.988 ogni 100.000 abitanti (7-13 gennaio) contro 1.669 ogni 100.000 abitanti (31 dicembre 2021-6 gennaio 2022). 

Crescono anche i ricoveri in ospedale e l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 17,5% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 13 gennaio) contro il 15,4% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 06 gennaio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 27,1% (rilevazione del ministero della Salute al 13 gennaio) contro il 21,6% (rilevazione del ministero al 6 gennaio)”, si legge. 

“Nelle ultime settimane la crescita dell’incidenza è stata molto, molto significativa. Tutte le regioni hanno un Rt superiore a 1 che sappiamo essere la soglia epidemica. In alcuni casi raggiunge anche il valore di 2”, evidenzia Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss). I casi crescono in ogni fascia d’età. “La fascia 20-29 anni è quella che ha il maggior numero di casi in aumento, seguita poi da 10-19 e 30-39. Tutte le altre sono a seguire. Se guardiamo poi le fasce d’età più giovani, vediamo che la curva è in crescita un po’ in tutte”, afferma. Le proiezioni a 30 giorni sui ricoveri “mostrano una probabilità di occupazione dei posti letto di area medica significativamente presente in tutte le regioni”. Che sarà “un po’ più contenuta per quanto riguarda la terapia intensiva”. 

L’Italia, nel complesso, vive “una situazione epidemica acuta. Per quanto riguarda i servizi ospedalieri, hanno un andamento che è sovrapponibile a quanto sta avvenendo anche negli altri Paesi europei ed è importante che la tendenza alla crescita dei ricoveri” per Covid “possa essere invertita, proprio per cercare di evitare dei sovraccarichi dei servizi che già oggi sono fortemente impegnati”. 

La diffusione della variante Omicron, intanto, è arrivata all’80,75%, “questo vuol dire che nei prossimi giorni sarà la dominante nel nostro Paese”. Omicron “si avvia a diventare quella che caratterizza la circolazione e i nuovi casi che si verificano nel nostro Paese. C’è ancora una circolazione della variante Delta, intorno al 19-20%, che determina alcuni casi”. 

Quarta dose vaccino, Ciccozzi: “Stress per sistema immunitario”

“La quarta dose” di vaccino anti-Covid “che stanno proponendo è ancora sul ceppo del virus originario di Wuhan, ma quella proteina non esiste più da un anno e mezzo”. Così all’Adnkronos Salute Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, commenta la possibilità di fare la quarta dose, che alcuni Paesi europei stanno offrendo ai cittadini più vulnerabili. 

“E’ vero che grazie al cielo i dati ci dicono – sottolinea Ciccozzi – che con tre dosi quel vaccino funziona ancora, ma io sono contrario a fare un vaccino ogni 4 mesi perché – afferma l’esperto – si stressa il sistema immunitario, anche l’immunologo di base lo sa. Perché devo fare questo? A meno che tu non mi proponi un vaccino aggiornato sulle varianti Omicron e Delta”.  

“Io aspetterei un po'” a gestire la pandemia di Covid-19 come un’endemia. “La Spagna lo fa, l’Inghilterra lo fa, ma io sono molto più cauto, ottimista ma cauto. Vediamo i dati dalla metà della prossima settimana: se cominciano a contrarsi ci possiamo anche iniziare a pensare, ma per il momento direi di no”, aggiunge, esprimendosi su un’eventuale svolta nella gestione dell’emergenza. 

Comunque, sottolinea, “le persone sbagliano a dire che Omicron è come un’influenza: sono due virus diversi, quello influenzale e quello del Covid. Questo è un coronavirus che diventerà nel tempo un coronavirus umano e darà la sintomatologia di un coronavirus umano, l’influenza è un altro virus”. 

 

Covid oggi Italia, Brusaferro: “Aumento casi ogni età, crescita ricoveri”

Crescono in tutte le età i casi covid in Italia. “La fascia 20-29 anni è quella che ha il maggior numero di casi in aumento, seguita poi da 10-19 e 30-39. Tutte le altre sono a seguire. Se guardiamo poi le fasce d’età più giovani, vediamo che la curva è in crescita un po’ in tutte”. A spiegarlo oggi è Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in un video in cui commenta i dati principali del monitoraggio Covid.  

Le proiezioni a 30 giorni sui ricoveri “mostrano una probabilità di occupazione dei posti letto di area medica significativamente presente in tutte le regioni”. Che sarà “un po’ più contenuta per quanto riguarda la terapia intensiva”.  

“Nelle ultime settimane la crescita dell’incidenza” di covid-19 in Italia “è stata molto, molto significativa. E nell’ultima settimana ha raggiunto i 1.988 casi in 7 giorni per 100mila abitanti. L’indice di trasmissibilità Rt vediamo come sia differenziato rispetto ai casi sintomatici e ai casi ospedalizzati, ma comunque sempre sopra soglia”, sopra quota 1 quindi. 

I ricoveri covid negli under 19 sono “limitati” nei numeri, “ma in crescita”. “Vediamo la conferma del dato che le ospedalizzazioni nelle età più giovani sono limitate, ma sono in crescita – ha illustrato – anche se nella zona grigia” del grafico, che riguarda l’ultima settimana e ha dati ancora instabili, “sembrano contrarsi o ridursi”. 

 

 

Processo appello Montante, al via la requisitoria

(dall’inviata Elvira Terranova) – Antonello Montante non c’è. E’ rimasto a casa, ad Asti, dove ha l’obbligo di dimora, perché in quarantena dopo essere stato a contatto con un positivo al Covid. L’ex Presidente degli industriali, alla sbarra per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, favoreggiamento, rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico, non è in aula ad ascoltare le parole del sostituto procuratore generale Giuseppe Lombardo che parla del “Sistema Montante”, che ribadisce le accuse agli imputati. E’ iniziata, nel tardo pomeriggio di oggi, davanti alla Corte d’Appello di Caltanissetta la requisitoria nel processo d’appello a carico di Montante, condannato in primo grado a quattordici anni di carcere per corruzione. Sarebbe stato lui al centro del cosiddetto “Sistema Montante”, una rete spionistica utilizzata per salvaguardare se stesso e colpire gli avversari.  

In primo grado la gup di Caltanissetta Graziella Luparello emise una pena maggiore della richiesta dei pm. Alla sbarra anche l’ex comandante della Guardia di Finanza di Caltanissetta Gianfranco Ardizzone, condannato in primo grado a tre anni, il sostituto commissario di polizia Marco De Angelis, condannato a 4 anni, il responsabile della sicurezza di Confindustria ed ex poliziotto Diego Di Simone, condannato a 6 anni e 4 mesi e il questore Andrea Grassi, condannato a un anno e 4 mesi. 

“Montante è stato il motore immobile di un meccanismo perverso di conquista e gestione occulta del potere che, sotto le insegne di un’antimafia iconografica, ha sostanzialmente occupato, mediante la corruzione sistematica e le raffinate operazioni di dossieraggio, molte istituzioni regionali e nazionali”, aveva scritto la Gup Luparello, nelle motivazioni della sentenza che il 14 maggio di due anni fa ha condannato a 14 anni di carcere Montante. L’ex capo di Confindustria Sicilia, scriveva il giudice, aveva dato vita “a un fenomeno che può definirsi plasticamente non già quale mafia bianca, ma mafia trasparente, apparentemente priva di consistenza tattile e visiva e perciò in grado di infiltrarsi eludendo la resistenza delle misure comuni”. A prendere la parola, a inizio, udienza è il sostituto procuratore generale Giuseppe Lombardo, su delega del procuratore generale di Catania, Roberto Saieva. La decisione è stata presa in seguito all’astensione del pg di Caltanissetta Lia Sava che, da procuratore distrettuale aggiunto, aveva coordinato l’inchiesta su Montante.  

All’inizio dell’udienza, che ha preso il via in ritardo, la Corte d’appello, presieduta da Andreina Occhipinti, giudici a latere Giovanbattista Tona e Alessandra Giunta, dopo avere ascoltato accusa e difesa si è riunita in Camera di consiglio per sciogliere le riserve su alcune produzioni di documenti. La Corte ha ammesso alcuni articoli di giornale, prodotti dalla difesa di Antonello Montante. Non sono stati ammessi alcuni testi e le dichiarazioni rese dall’ex assessore regionale siciliano Marco Venturi, ex amico di Montante, e oggi uno dei suoi più grandi accusatori, nel corso del processo che si celebra con il rito ordinario davanti al Tribunale di Caltanissetta, in un’altra tranche del processo. Il pg Giuseppe Lombardo ha, quindi, iniziato la requisitoria parlando delle questioni preliminari, poi è passato a trattare le posizioni di due poliziotti: il Questore Andrea Grassi e l’ex ispettore Diego Di Simone. La posizione di Montante, quella più complessa, sarà trattata per ultima, nell’udienza di domani.  

Per Andrea Grassi l’accusa ha chiesto la conferma della pena a un anno e 4 mesi ma con le attenuanti generiche, quindi una riduzione della pena, da un anno e quattro mesi a dieci mesi e venti giorni. Il pg ha chiesto le attenuanti generiche per Grassi perché, ha rimarcato l’accusa, “era estraneo al sistema Montante” e “non era animato da alcuna volontà di favorire il sistema”. In particolare l’accusa ha spiegato condivide il giudice del gup sulle motivazioni di Grassi, che oggi lavora in un Dipartimento del Viminale. Il 14 maggio del 2019, dopo la condanna in primo grado Grassi, che era Questore a Vibo Valentia, fu costretto a lasciare il suo incarico e trasferirsi a Roma, a disposizione del Viminale. “Il Capo della Polizia mi ha chiesto un passo indietro – disse all’epoca Grassi -. Io per il bene dell’Istituzione ne faccio tre”, aveva aggiunto dicendosi rammaricato per l’esito della vicenda e per dover interrompere il “proficuo lavoro avviato a Vibo”.  

“È un contentino, che attesta la assoluta e conclamata moralità della condotta del dottor Grassi, riconosciuta anche dalla sentenza, che però , assolutamente, non ci soddisfa. Sarebbe stato necessario e giusto andare fino in fondo e affermare la sua innocenza. Confidiamo lo faccia la Corte”, dice all’Adnkronos l’avvocato Cesare Placanica, del Foro di Roma, legale del questore Andrea Grassi, dopo che la Procura generale di Caltanissetta ha chiesto la riduzione della pena per il dirigente di Polizia imputato nel processo d’appello sul ‘Sistema Montante’.  

Mentre per l’ex poliziotto Diego Di Simone nessuna attenuante. L’accusa ha chiesto la conferma della condanna a 6 anni e 4 mesi per l’ex ispettore della squadra mobile di Palermo, che era diventato il capo della security dell’associazione degli Industriali. Il pg ha spiegato durante la requisitoria che, secondo l’accusa, l’ex assessore Marco Venturi, sarebbe “credibile”. Così come Alfonso Cicero, quest’ultimo si è costituito parte civile. Nel marzo scorso, durante un interrogatorio, Di Simone, assistito dall’avvocato Marcello Montalbano, si era difeso dicendo: “Non ho mai fatto accesso allo Sdi. Non avevo nemmeno la password. Mi rivolgevo al commissario Marco De Angelis e a sua volta era lui ad attivarsi”. E ancora: “Era Confindustria a chiedermi di raccogliere informazioni e io mi rivolgevo a De Angelis. Attività che rientrava nell’ambito dei protocolli di legalità che venivano sottoscritti da Confindustria con diverse istituzioni e sulle nomine che venivano fatte”.  

La requisitoria proseguirà domani mattina, alle 9.30, con le posizioni degli altri tre imputati: il colonnello della Guardia di Finanza Gianfranco Ardizzone e il sostituto commissario Marco De Angelis, oltre a Montante. Quella sarà la parte più lunga della requisitoria. E lui, l’ex potente capo degli industriali siciliani, non ci sarà.  

Covid oggi Italia, 186.253 contagi e 360 morti: bollettino 14 gennaio

Sono 186.253 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 14 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid – regione per regione – inseriti nel bollettino di Protezione Civile e ministero della Salute. Registrati altri 360 morti da ieri. 

LAZIO – Sono 15.307 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 14 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 25 morti. A Roma, segnalati 8.547 casi. In particolare, “su 28.112 tamponi molecolari e 74.020 tamponi antigenici per un totale di 102.132 tamponi, si registrano 15.307 nuovi casi positivi (+5.035); sono 25 i decessi (-9), 1.675 i ricoverati (+55), 204 le terapie intensive (stabile) e +5.204 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 14,9%. I casi a Roma città sono a quota 8.547. il valore Rt e l’incidenza nel Lazio sono più bassi di quelli nazionali, rispettivamente Rt a 1.13 (1.56 valore Italia) e incidenza a 1.392 per 100mila abitanti (1.988 valore Italia), mentre la diffusione di Omicron è di 2 punti superiore al valore italiano”, dice l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

Nel dettaglio, i casi e i decessi nelle ultime 24 ore nelle aziende sanitarie regionali. Asl Roma 1: sono 2.604 i nuovi casi e 5 i decessi; Asl Roma 2: sono 5.217 i nuovi casi e 5 i decessi; Asl Roma 3: sono 726 i nuovi casi e 3 i decessi; Asl Roma 4: sono 475 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 5: sono 1.355 i nuovi casi e 3 i decessi; Asl Roma 6: sono 1.100 i nuovi casi e 1 decesso. 

Nelle province si registrano 3.830 nuovi casi. Asl di Frosinone: sono 833 i nuovi casi e 3 i decessi; Asl di Latina: sono 1.944 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl di Rieti: sono 644 i nuovi casi e 3 i decessi; Asl di Viterbo: sono 409 i nuovi casi e 1 decesso. 

VENETO – Sono 18.357 contagi da coronavirus in Veneto oggi, 14 gennaio 2022, secondo i numeri covid del bollettino della regione. Si registrano altri 29 morti considerando la differenza tra il totale indicato ieri dal ministero della Salute e quello presente nel bollettino diffuso oggi dalla regione. I nuovi casi sono stati individuati a fronte di 28.746 molecolari e 115.415 antigenici. 

I decessi covid da inizio pandemia sono 12.688. I pazienti covid ricoverati in ospedale sono 1.727,208 in terapia intensiva. 

PIEMONTE – Sono 14.609 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 14 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 21 morti. I nuovi casi (di cui 12.392 dopo test antigenico) sono pari al 14% di 104.007 tamponi eseguiti, di cui 89.197 antigenici. Dei 14.609 positivi, gli asintomatici sono 10.134 (69,4%). 

I ricoverati in terapia intensiva sono 147 (+1 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.930 (invariati rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 160.774. I tamponi diagnostici finora processati sono 12.862.604 ( + 104.007 rispetto a ieri). 

Sono 21, 4 di oggi, i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid). 

I pazienti guariti diventano complessivamente 499.632 (+ 12.331 rispetto a ieri). 

CAMPANIA – Sono 20.206 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio in Campania, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 26 morti. Dei nuovi casi, 11.254 sono risultati positivi al tampone antigenico e 8.952 a quello molecolare. I test analizzati sono 100.228, di cui 59.122 antigenici e 41.106 molecolari. La percentuale di test risultati positivi sul totale dei test eseguiti è pari al 20,16%. Dei nuovi decessi, 20 sono avvenuti nelle ultime 48 ore e 6 in precedenza, ma registrati ieri. 

Resta stabile il numero di pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 79 come ieri, mentre aumentano i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza, 1.191 (+37 rispetto al dato diffuso ieri). 

EMILIA ROMAGNA – Sono 20.346 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna oggi, 14 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 24 morti. I nuovi casi sono stati rilevati su 69.665 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi è quindi del 29,2%. 

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 148 (-3 rispetto a ieri); l’età media è di 61,9 anni. Sul totale, 98 non sono vaccinati (zero dosi di vaccino ricevute, età media 60,5 anni), il 66,2%, mentre 50 sono vaccinati con ciclo completo (età media 64,4 anni). 

Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 2.312 (+54 rispetto a ieri), età media 69 anni. 

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.971 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 479.992. I casi attivi, cioè i malati effettivi, oggi sono 276.793 (+17.351). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 274.333 (+17.300), il 99,1% del totale dei casi attivi. 

VALLE D’AOSTA – Sono 587 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio 2022 in Valle d’Aosta, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registra un altro decesso. 

I nuovi casi di positività in Valle d’Aosta portano il totale delle persone contagiate dal virus da inizio emergenza ad oggi a 23.048. I positivi attuali sono 5994 di cui 5925 in isolamento domiciliare, 63 ricoverati in ospedale, sei in terapia intensiva. I guariti complessivi sono 16.560, +440 rispetto a ieri. I casi fino ad oggi testati sono 119.027 mentre i tamponi effettuati sono 395.407. Con il decesso di oggi salgono a 494 le persone decedute in Valle d’Aosta risultate positive al Covid da inizio epidemia. 

SARDEGNA – Sono 1.549 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio in Sardegna, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 3 morti. 

I nuovi casi individuati sulla base di 4.757 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 19.867 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 26 (2 in meno rispetto a ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 227 (4 in meno di ieri ). Sono 18.934 i casi di isolamento domiciliare (765 in più di ieri). Dei decessi: sono un uomo di 79 anni e una donna di 83, entrambi residenti nella Città Metropolitana di Cagliari, e una donna di 81 anni, residente nella provincia di Oristano. 

CALABRIA – Sono 3.653 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio in Calabria, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 8 morti. I nuovi casi sono stati registrati su 12.383 tamponi effettuati. Sono +1.462 i guariti, mentre i decessi da inizio pandemia salgono a 1.708. Il bollettino, inoltre, registra +2.183 attualmente positivi, +16 ricoveri (per un totale di 415) e, infine, -2 terapie intensive (per un totale di 31). 

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 4.584 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio 2022 in Friuli Venezia Giulia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 12 morti. Nel dettaglio, oggi in Friuli Venezia Giulia su 11.605 tamponi molecolari sono stati rilevati 1.769 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 15,24%. Sono inoltre 19.526 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 2.815 casi (14,42%). Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 44 mentre i pazienti ospedalizzati in altri reparti sono 369. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. 

Per quanto riguarda l’andamento della diffusione del virus tra la popolazione, la fascia d’età più colpita è quella da 0 a 19 anni (19,18%) seguita da 50-59 anni (18,19%), 40 a 49 anni (17,04%), 30-39 anni (15,27%), 20-29 (13,85%), 60-69 (8,77%), 70-79 (5,15%), 80-89 (2,14%), 90 e oltre (0,41%). 

I decessi complessivamente ammontano a 4.324, con la seguente suddivisione territoriale: 1.049 a Trieste, 2.113 a Udine, 804 a Pordenone e 358 a Gorizia. I totalmente guariti sono 150.564, i clinicamente guariti 621, mentre le persone in isolamento sono 44.637. Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 200.559 persone. 

TOSCANA – Sono 11.859 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 14 gennaio 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Si registrano altri 24 morti. I nuovi casi, 5.029 confermati con tampone molecolare e 6.830 da test rapido antigenico, portano il totale a 559.367 dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. E sono il 2,2% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dell’1,9% e raggiungono quota 365.690 (65,4% dei casi totali). 

Oggi sono stati eseguiti 22.670 tamponi molecolari e 48.425 tamponi antigenici rapidi, di questi il 16,7% è risultato positivo. Sono invece 17.609 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 67,3% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 185.878, +2,7% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.315 (19 in più rispetto a ieri), di cui 126 in terapia intensiva (3 in più). Oggi si registrano 24 nuovi decessi: 12 uomini e 12 donne con un’età media di 83,3 anni. 

ABRUZZO – Sono 3.570 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio 2022 in Abruzzo, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 8 morti. I nuovi casi positivi al Covid portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 159.002. Dei positivi odierni, 2.225 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 8 nuovi casi (di età compresa tra 71 e 96 anni, 2 residenti in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Chieti, 1 in provincia di Pescara, 1 in provincia di Teramo e 1 residente fuori regione) e sale a 2689. Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità. 

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 93.386 dimessi/guariti (+1382 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 62927 (+2180 rispetto a ieri), nel totale sono ricompresi anche 51.885 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche. Sono 350 i pazienti (+1 rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in area medica; 41 (+4 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 62536 (+2175 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. 

PUGLIA – Sono 9.757 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio in Puglia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 8 morti. I nuovi casi, individuati a fronte di 75.448 tamponi effettuati, sono così distribuiti per provincia: Bari: 8.631; Bat: 2.807; Brindisi: 2.601: Foggia: 3.111; Lecce: 3.872; Taranto: 3.103; Residenti fuori regione: 194; Provincia in definizione: 87. 

Sono 84.659 le persone attualmente positive, 530 ricoverate in area non critica e 56 in terapia intensiva. Dati complessivi: 395.100 casi totali, 6.665.442 tamponi, 303.394 persone guarite e 7.047 decessi. 

BASILICATA – Sono 921 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio in Basilicata, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano 1 morto. I nuovi casi, di cui 878 riguardano residenti, sono stati individuati su un totale di 2.648 tamponi molecolari. La persona deceduta risiedeva a Lagonegro, in provincia di Potenza. I lucani guariti o negativizzati sono 271. I ricoverati per Covid-19 sono 85 (+4) di cui 2 (-1) in terapia intensiva: 45 (di cui 1 in TI) nell’ospedale di Potenza; 40 in quello di Matera. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono 13.082. 

Covid oggi Calabria, 3.653 contagi e 8 morti: bollettino 14 gennaio

Sono3.653 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio in Calabria, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 8 morti. I nuovi casi sono stati registrati su 12.383 tamponi effettuati. Sono +1.462 i guariti, mentre i decessi da inizio pandemia salgono a 1.708. Il bollettino, inoltre, registra +2.183 attualmente positivi, +16 ricoveri (per un totale di 415) e, infine, -2 terapie intensive (per un totale di 31). L’Asp di Catanzaro comunica 1.193 positivi, di questi “167 positivi molecolari nuovi e 1026 antigenici positivi non conteggiati nei giorni precedenti (gli antigenici positivi nel periodo dal 2 a 6 gennaio sono stati 467)”. L’Asp di Cosenza comunica che “nel setting fuori regione si registrano 4 nuovi casi a domicilio”.  

Infine, l’Asp di Crotone comunica che “rispetto al totale di 123 casi registrati in data odierna, 95 si riferiscono a test antigenici dei quali 76 si della settimana 2-6 gennaio. Inoltre, si precisa che l’incremento del totale dei casi confermati è pari a 121 poiché da una verifica dei dati è emersa la presenza di 2 casi duplicati nel database. Nel setting fuori regione risultano 3 nuovi casi a domicilio”.  

Covid Milano, riapre ospedale in Fiera: arriva primo paziente

E’ arrivato alle 12.30 circa di oggi, ed è un uomo, il primo paziente ricoverato all’ospedale in Fiera di Milano, che oggi ha riaperto i battenti. E’ quanto apprende l’Adnkronos Salute. 

La terapia intensiva dedicata ai pazienti Covid, allestita a Fiera MilanoCity e coordinata dall’Irccs Policlinico del capoluogo lombardo, torna operativa per la terza volta: dopo il debutto nel periodo aprile-giugno 2020, venne riattivata da ottobre 2020 a giugno 2021. Complessivamente sono stati ricoverati oltre 500 malati. Per ora sono stati riattivati due moduli da 15 posti letto ciascuno. 

Oggi “sono stati riattivati i primi due moduli di terapia intensiva nella struttura temporanea allestita in Fieramilanocity”, per un totale di 30 posti letto. L’ospedale in Fiera, coordinato dal Policlinico di Milano, “torna quindi ad accogliere pazienti con Covid-19 che hanno bisogno di cure intensive da tutto il territorio lombardo, in stretta collaborazione con la direzione generale Welfare di Regione Lombardia”, conferma l’Irccs di via Sforza. 

“Si tratta della terza volta – ricorda – che questa struttura viene attivata per contribuire a far fronte all’emergenza coronavirus: come per le volte precedenti, il coordinamento è affidato al Policlinico di Milano, che mette a disposizione il personale tecnico, tecnico sanitario, amministrativo, farmaceutico e di supporto per la sua gestione; il personale sanitario (anestesisti e infermieri di area critica) è messo a disposizione dal Policlinico e dal Grande ospedale metropolitano Niguarda, oltre che da diverse altre strutture pubbliche e private accreditate, in modo da non pesare su singoli reparti o aziende sanitarie regionali”. 

“I primi due moduli attivati – precisano dal Policlinico – sono di 15 posti letto ciascuno: il coordinamento dell’attività clinica è affidato al personale del Policlinico e del Niguarda, in collaborazione con le altre strutture coinvolte. Qui saranno accolte parte delle nuove richieste di ricovero per i pazienti più gravi con Covid-19, in modo da ‘alleggerire’ le terapie intensive degli ospedali lombardi e per poterle dedicare ai pazienti con altre patologie”. 

 

Covid, over 50 scrive su modulo ‘Stato responsabile per danni’, medici si rifiutano di vaccinarla

Eclatante quanto accaduto in un centro vaccinale di Roma, dove una donna over50, a seguito dell’obbligo vaccinale introdotto dal Governo, si è recata per sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid, venendo rispedita a casa dal personale medico, che si è rifiutato di somministrare la dose di vaccino. Il caso viene reso noto oggi dal Codacons, a cui la donna si è rivolta per ottenere assistenza legale. “Mercoledì 12 gennaio la signora si reca presso il centro vaccinale Cesa in Via Alvaro per sottoporsi al vaccino anti-Covid Moderna –ricostruisce il Codacons- Al momento di firmare il consenso informato che, come noto, tutti i vaccinati devono sottoscrivere, la donna tira fuori una penna dalla borsa e, alla pagina dove si specifica che il cittadino ha ‘compreso i benefici e i rischi della vaccinazione’, aggiunge una frase scrivendo testualmente ‘non liberando lo Stato italiano, che mi obbliga a questa vaccinazione, da ogni eventuale avversità, malattia derivante, o qualsiasi effetto indesiderato ne derivasse’”. 

Il personale sanitario del centro vaccinale si accorge della postilla scritta a penna dalla donna, e ne nasce una accesa discussione. Da qui, racconta il Codacons, “l’intervento del direttore della struttura, che porta i medici presenti ad aggiungere a loro una volta una contro-postilla al modulo sul consenso informato, scrivendo: ‘Si prende visione della postilla inserita dalla paziente sul primo foglio e non si acconsente alla vaccinazione sulla base di quanto riportato e scritto dalla paziente. Si comunica alla paziente che si potrà procedere alla vaccinazione solo previa firma del consenso informato’”. 

La signora si vede così costretta a riportare per iscritto sullo stesso modulo: ‘Desidero vaccinarmi qui ed ora, ma non mi viene effettuata la vaccinazione perché ho inserito la postilla che non esonera lo Stato Italiano’. Una vicenda che potrebbe ora finire in tribunale. La signora si è infatti rivolta al Codacons segnalando il caso e chiedendo di essere tutelata legalmente, e l’associazione sta studiando la fattibilità di una azione legale contro lo Stato e il centro vaccinale che ha rifiutato la vaccinazione, circostanza che secondo l’associazione potrebbe realizzare in capo ai medici coinvolti il reato di abuso d’ufficio. 

“L’episodio dimostra come sia urgente e necessario modificare il consenso informato che i cittadini devono firmare quando si sottopongono alla vaccinazione anti-Covid -afferma il presidente Carlo Rienzi- In presenza di un obbligo vaccinale, lo Stato è tenuto per legge e risarcire qualsiasi danno sanitario legato alla vaccinazione, ma di tale responsabilità stabilita dal nostro ordinamento non si fa alcuna menzione nel modulo di consenso informato, che al contrario così come formulato oggi addossa ai cittadini qualsiasi rischio legato alla somministrazione del vaccino”, conclude Rienzi. 

Variante Omicron, in quali regioni è più diffusa

La variante Omicron avanza rapidamente in Italia (il 3 gennaio era all’81%) ma a macchia di leopardo nelle regioni. Secondo i risultati definitivi dell’indagine rapida condotta dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute, insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, c’è una “variabilità regionale tra il 33% e il 100%”. Ma dove è più diffusa? 

Ormai in Basilicata sul fronte Covid circola solo la variante Omicron di Sars-CoV-2. Delta azzerata. Il mutante segnalato per la prima volta dal Sudafrica si prende la scena. Delta non si è arresa soltanto in Valle d’Aosta, dove mantiene una prevalenza del 66,7% e Omicron è ferma al 33,3%. E il suo declino appare più lento nella Provincia autonoma di Bolzano, dove il sorpasso c’è stato (Omicron è al 54,2%), ma Delta si tiene una fetta del 41,7%. Avanzata di Omicron meno rapida che altrove anche in Friuli Venezia Giulia (64,6%, Delta 35,4%) e in Veneto, dove la nuova variante è al 66,1% e Delta al 33,9%. 

Nel resto d’Italia lo scenario è quello di una salita netta e decisa, a velocità diverse ma ormai una realtà consolidata. Se su 535 campioni lucani positivi, ne sono stati sequenziati 11 e tutti erano Omicron. Delta è già sotto il 10% in 4 Regioni: oltre alla Basilicata, succede in Molise dove Omicron è al 97,8% e Delta al 2,2%, in Umbria dove è scesa al 6,7% e Omicron è a quota 93,3%, in Puglia dove Omicron è al 91,9% e Delta all’8,1%. Vicine al 90% di Omicron ci sono anche la Toscana (89,2%), e la Lombardia (88,7%). Il Lazio vede Omicron all’85,4% e Delta ormai minoritaria al 14,6%. Nelle Marche Omicron è all’82%, in Sardegna all’83,3%. Restano sotto l’80%, ma non troppo lontane, Emilia Romagna (79,4%), Sicilia (78,8%), Abruzzo (77,8%), Piemonte (76,8%), Liguria (76,7%), Provincia autonoma di Trento (76%), Calabria (71,4%) e Campania (70,9%) . 

Covid oggi Italia, bollettino Protezione Civile e contagi regioni 14 gennaio

Il bollettino con i numeri covid in Italia oggi, venerdì 14 gennaio 2022, dati e news della Protezione Civile e del ministero della Salute – regione per regione – su contagi da coronavirus, ricoveri e morti nel Paese mentre salgono Rt e incidenza e molte regioni rischiano il passaggio in zona gialla e zona arancione con regole più restrittive. Ecco i numeri da Lombardia e Campania, Toscana e Lazio, Puglia e Sicilia. Il bollettino delle grandi città come Milano, Roma e Napoli, il punto sulla campagna vaccinale e le terze dosi. 

Sono 18.357 contagi da coronavirus in Veneto oggi, 14 gennaio 2022, secondo i numeri covid del bollettino della regione. Si registrano altri 29 morti considerando la differenza tra il totale indicato ieri dal ministero della Salute e quello presente nel bollettino diffuso oggi dalla regione. I nuovi casi sono stati individuati a fronte di 28.746 molecolari e 115.415 antigenici. I decessi covid da inizio pandemia sono 12.688. I pazienti covid ricoverati in ospedale sono 1.727,208 in terapia intensiva. 

Sono 4.584 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio 2022 in Friuli Venezia Giulia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 12 morti. Nel dettaglio, oggi in Friuli Venezia Giulia su 11.605 tamponi molecolari sono stati rilevati 1.769 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 15,24%. Sono inoltre 19.526 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 2.815 casi (14,42%). Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 44 mentre i pazienti ospedalizzati in altri reparti sono 369. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. 

Per quanto riguarda l’andamento della diffusione del virus tra la popolazione, la fascia d’età più colpita è quella da 0 a 19 anni (19,18%) seguita da 50-59 anni (18,19%), 40 a 49 anni (17,04%), 30-39 anni (15,27%), 20-29 (13,85%), 60-69 (8,77%), 70-79 (5,15%), 80-89 (2,14%), 90 e oltre (0,41%). I decessi complessivamente ammontano a 4.324, con la seguente suddivisione territoriale: 1.049 a Trieste, 2.113 a Udine, 804 a Pordenone e 358 a Gorizia. I totalmente guariti sono 150.564, i clinicamente guariti 621, mentre le persone in isolamento sono 44.637. Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 200.559 persone. 

Sono 11.859 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 14 gennaio 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Si registrano altri 24 morti. I nuovi casi, 5.029 confermati con tampone molecolare e 6.830 da test rapido antigenico, portano il totale a 559.367 dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. E sono il 2,2% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dell’1,9% e raggiungono quota 365.690 (65,4% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 22.670 tamponi molecolari e 48.425 tamponi antigenici rapidi, di questi il 16,7% è risultato positivo. Sono invece 17.609 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 67,3% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 185.878, +2,7% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.315 (19 in più rispetto a ieri), di cui 126 in terapia intensiva (3 in più). Oggi si registrano 24 nuovi decessi: 12 uomini e 12 donne con un’età media di 83,3 anni. 

Sono 3.570 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio 2022 in Abruzzo, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 8 morti. I nuovi casi positivi al Covid portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 159.002. Dei positivi odierni, 2.225 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 8 nuovi casi (di età compresa tra 71 e 96 anni, 2 residenti in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Chieti, 1 in provincia di Pescara, 1 in provincia di Teramo e 1 residente fuori regione) e sale a 2689. Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.  

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 93.386 dimessi/guariti (+1382 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 62927 (+2180 rispetto a ieri), nel totale sono ricompresi anche 51.885 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche. Sono 350 i pazienti (+1 rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in area medica; 41 (+4 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 62536 (+2175 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. 

Sono 9.757 i nuovi contagi da coronavirus oggi 14 gennaio in Puglia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 8 morti. I nuovi casi, individuati a fronte di 75.448 tamponi effettuati, sono così distribuiti per provincia: Bari: 8.631; Bat: 2.807; Brindisi: 2.601: Foggia: 3.111; Lecce: 3.872; Taranto: 3.103; Residenti fuori regione: 194; Provincia in definizione: 87. Sono 84.659 le persone attualmente positive, 530 ricoverate in area non critica e 56 in terapia intensiva. Dati complessivi: 395.100 casi totali, 6.665.442 tamponi, 303.394 persone guarite e 7.047 decessi. 

 

Covid Italia, stop restrizioni per arrivi da Sudafrica

Variante Omicron e pericolo contagi in Italia, “il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che fa cessare le misure restrittive speciali previste per il Sudafrica e i Paesi limitrofi”. Lo comunica il dicastero. I ‘paletti’ sugli arrivi da quelle aree erano stati introdotti nelle prime ore dell’emergenza per la nuova mutazione del covid. 

Si insedia il nuovo Procuratore di Caltanissetta De Luca

Si è insediato questa mattina il nuovo Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, che ha lasciato il posto di vicario a Palermo. “Spero di essere all’altezza delle aspettative che sicuramente mi sovraccaricano ancora di più di responsabilità”, sono state le sue prime parole. “Voglio innanzitutto ringraziare il Procuratore generale Lia Sava e la Presidente della Corte d’Appello Maria Grazia Vagliasindi per lo sforzo organizzativo in un periodo così difficile che ha fatto così che fosse possibile, nel rispetto delle prescrizioni di mettermi in possesso oggi”. “Voglio anche ringraziare Matteo Frasca, Presidente della Corte d’Appello e Annamaria Palma Procuratore generale facente funzione di Palermo – dice – per la loro presenza per avermi dato modo di affinare le conoscenze organizzative, grazie alle quali io spero di avere un bagaglio sufficiente per dirigere un ufficio di grande complessità come questo”.  

Presente anche l’ex Procuratore facente funzioni Gabriele Paci, che ha retto nel periodo vacante la Procura di Caltanissetta. “Non mi soffermerò sui problemi – dice – Io prendo possesso delle funzioni con grande entusiasmo. Negli ultimi sette anni ho fatto solo una domanda di trasferimento: la Procura di Caltanissetta, è stata una scelta mirata. Questo volevo fare”.  

Poi parlando della “linea direttiva” delle sue funzioni dice: “Ritengo che la specificità dell’ufficio di Caltanissetta che comporta la trattazione di procedimenti e processi delicatissimi di natura eterogenea, necessiti ancor di più di quello che è necessario nell’attività giudiziaria di grandissimo equilibrio ma di altrettanta determinazione”. “Mi ricordo di un collega ora espertissimo che tanti anni fa mi disse: ‘Salvo, mi è venuto un dubbio. Mi sono vestito e sono tornato in ufficio’. Questo deve essere l’atteggiamento”. “Senza innamorarsi di tesi preconcette – dice ancora De Luca – senza ovviamente presupposti ideologici ingombranti e dannosi, ricerca della verità ma dopo, quando è il momento, si devono prendere decisioni difficili e scomode, qualunque esse siano. Equilibrio e prudenza, sempre”.