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Categoria: economia

Nissan presenta il nuovo Qashqai mild hybrid

Nissan rinforza la posizione di leader nel segmento dei crossover in Europa con la presentazione della terza generazione del nuovo Qashqai. Con il lancio di Qashqai nel 2007 Nissan ha creato il segmento dei crossover influenzando il mercato. Nel 2014 l’arrivo della seconda generazione ha consolidato il successo del modello con oltre cinque milioni di unità vendute a livello mondiale, tre dei quali in Europa e oltre 340.000 in Italia. Dal lancio il nuovo Qashqai ha già raccolto oltre 1.000 contratti, grazie anche al Première Tour che ha fatto tappa in 70 concessionari di tutta Italia. 

Nissan con la nuova Qashqai mantiene i principi che hanno guidato la progettazione e lo sviluppo delle due generazioni precedenti caratterizzate da un design elegante, ricca dotazione tecnologica e motori efficienti, il tutto unito da un’alta qualità costruttiva. Internamente la terza generazione Qashqai offre un maggior spazio con un sistema di infotainment avanzato e una serie servizi di connettività che includono l’integrazione con gli smartphone, In-Car Wi-Fi per collegare fino a sette dispositivi e il sistema NissanConnect Services, l’app dedicata per gestire e monitorare il veicolo. Il Nissan Connect ha un nuovo display ad alta risoluzione da 9” con il quale accedere a tutte le funzioni di navigazione e intrattenimento ma la novità principale è soprattutto la presenza dell’innovativo Head-Up Display da 10,8”, il più ampio della categoria, che proietta informazioni sulla navigazione e sul traffico sul parabrezza nel campo visivo del conducente.  

Esternamente il nuovo Qashqai si differenzia nel frontale per le sottili fari full LED con luci diurne a forma di boomerang insieme alle prese d’aria poste ora sotto i fari. Le luci anteriori sono state ulteriormente migliorate grazie all’impiego della tecnologia a LED, cosa che ha permesso di ottenere anche un design più sottile e netto. Sulle luci posteriori invece è montata un’ottica graduata a goccia che crea un effetto molto elegante di illuminazione 3D. 

La terza generazione di Qashqai è equipaggiata con il nuovo sistema ProPILOT, che assiste il guidatore in un numero sempre più ampio di situazioni. Denominato “ProPILOT con Navi-link”, il sistema è stato progettato per ridurre l’affaticamento e lo stress di chi è al volante anche grazie a un’interfaccia molto intuitiva. Il sistema può regolare accelerazione e frenata nella singola corsia quando si viaggia in autostrada. In situazioni di traffico intenso può rallentare la vettura fino a fermarla e può farla ripartire automaticamente, se l’arresto dura meno di 3 secondi, quando le vetture di fronte riprendono a muoversi. 

Il progetto di Nissan è di raggiungere come obbiettivo in Europa il 75% delle vendite con vetture elettrificate. A tale obiettivo contribuirà il nuovo Qashqai che sarà disponibile con motore benzina 1.3 DiG-T che varia tra i 140 e i 158 CV con tecnologia mild hybrid e a seguire l’innovativo ed esclusivo sistema e-POWER, al suo debutto in Europa nei prime mesi del 2022. Nella versione mild hybrid l’energia recuperata in fase di decelerazione è immagazzinata nella batteria agli ioni di Litio per poi essere utilizzata per ottimizzare l’erogazione della coppia motrice in fase di ripartenza rapida. In accelerazione (tra 20 e 110 km/h), l’energia della batteria agli ioni di Litio è utilizzata anche per generare una coppia addizionale di 6 Nm per un massimo di 20 secondi, contribuendo a ridurre ulteriormente l’impegno richiesto al motore termico e per abbassare i consumi ed emissioni. 

La nuova Qashqai è disponibile sia nella versione con trasmissione manuale a 6 rapporti oppure con il nuovo cambio Xtronic (ma solo per le versioni da 158 CV). La trazione 2WD è disponibile invece su entrambe le versioni da 140 e 158 CV, mentre il 4WD lo è solo sui modelli con Xtronic da 158 CV. Il nuovo sistema di controllo delle quattro ruote motrici è capace di adattarsi alle condizioni esterne e allo stile di guida, basta selezionare una delle cinque modalità disponibili: Standard, ECO, Sport, Snow e Off-Road. 

Mascherina all’aperto, Cartabellotta: “Ora possiamo toglierla”

“Mi pare che la gente abbia già deciso. Oggi sono stato a Riccione e in mancanza di ogni controllo la metà delle persone non la portava. Il 40% la teneva sotto al naso o al mento. Noi che la portavamo eravamo il 10%”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, in un’intervista a Repubblica nella quale afferma che i tempi sono maturi perché le mascherine possano essere tolte all’aperto, tranne che in alcuni contesti “che possono favorire il contagio e che pertanto richiedono cautela”. “Sappiamo che all’aperto, in assenza di aerosol, il rischio di contagio si abbatte. In più la diffusione del virus al momento è molto bassa, circa 20 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti. D’estate poi tutti i virus respiratori circolano meno. Quindi sì, la mascherina all’aperto possiamo toglierla, soprattutto se siamo vaccinati. Ma dobbiamo rimetterla se non possiamo restare distanti o se ci troviamo in situazioni in cui si urla o si canta. In questo caso il virus si diffonde più facilmente”.  

“La copertura vaccinale comincia ad allargarsi – prosegue il medico – All’appello però mancano due milioni e mezzo di ultrasessantenni e per questo, qualunque cosa decida la politica, serve buon senso. Un conto è che a passeggiare a viso scoperto sia un ragazzo di 30 anni solo, un conto è se si tratta di un 65enne che non si è voluto vaccinare e rischia di ammalarsi seriamente. Tutte queste eccezioni la legge non può prevederle. L’obbligo c’è o non c’è. Altrimenti rischiamo di ricreare la confusione vista con AstraZeneca. È possibile che fra un mese o poco più avremo più dosi a disposizione che persone disposte a vaccinarsi. È normale che oltre una certa soglia le prenotazioni volontarie si esauriscano. Con l’estate e le vacanze poi molti possono trovare più comodo rimandare il vaccino a settembre. Ma se la voglia di vaccinarsi calerà troppo, bisognerà cambiare, utilizzando strategie di chiamata attiva: andando a cercare le persone che mancano all’appello. Occorrerà chiamare, spiegare, convincere. Se non basterà, il passo successivo, che alcuni paesi già adottano, è quello degli incentivi. Lì la fantasia può sbizzarrirsi. Non so se ci si arriverà anche in Italia. L’importante è organizzarsi per tempo e non permettere alla campagna di rallentare troppo a lungo”. 

Lavoro, Landini: “Ormai è disprezzato, a rischio la tenuta democratica”

“Di picchetti, anche molto duri, ne ho fatti tanti nella mia vita sindacale. Ho bloccato i camion nei piazzali per impedire la consegna delle merci durante le vertenze, mi sono scontrato con i padroni e con i padroncini, mi sono sgolato per convincere i lavoratori a scioperare. Ma mai e poi mai ho visto un camionista forzare un picchetto, travolgere i lavoratori fino ad ucciderne uno. Mai ho assistito a qualcosa di simile”. Lo sottolinea Maurizio Landini, Segretario generale della Cgil, in un’intervista a ‘La Repubblica’, commentando l’uccisione a Novara di un giovane sindacalista. 

”La logistica riguarda tutti noi -spiega Landini-. Quella logica permea tutte le attività di servizio alla manifattura. Siamo di fronte ad uno sgretolamento del tessuto sociale, ad un imbarbarimento delle relazioni umane. Così si mette a rischio anche la tenuta della democrazia. La nostra è una Repubblica democratica – è scritto nella Costituzione – fondata sul lavoro. Ma ora domina lo sfruttamento del lavoro, la precarietà del lavoro, l’insicurezza del lavoro. Si è passati dalla tutela del lavoro al disprezzo del lavoro. Proviamo a mettere in fila tre recenti fatti di cronaca: l’orditoio manomesso su cui lavorava la povera Luana, i sistemi frenanti della funivia di Mottarone anch’ essi manomessi, infine la morte di Adil. Sono legati dalla stessa logica: il tempo di vita e di lavoro viene piegato al mercato e al profitto e non alla centralità della persona. Questa assenza di vincoli sociali mette a rischio anche la tenuta democratica di un Paese”. 

”È in atto da anni, più di venti, una metamorfosi del rapporto tra capitale e lavoro -aggiunge Landini-. Fino ad ora ha prevalso la logica del mercato e del profitto e così il lavoro è stato progressivamente svalorizzato: salari bassi, tagli agli investimenti in ricerca e innovazione, scarsa formazione, produttività ferma. E non è accaduto per caso. Una sequenza di leggi ha portato al punto in cui ci troviamo: è stata rilegittimata l’intermediazione di manodopera, un tempo vietata; è stata legalizzata la catena infinita degli appalti con la logica del massimo ribasso, per garantire i guadagni delle aziende ma non i diritti e la dignità di chi lavora. La giungla in cui ci troviamo nasce da una serie di leggi sbagliate”. 

”Il 26 giugno andiamo in piazza anche per chiedere la proroga del blocco. Ci saranno tre manifestazioni: chiediamo la proroga del blocco, l’estensione degli ammortizzatori sociali e di incentivare le strade alternative ai licenziamenti, dai contratti di solidarietà a quelli di espansione. Il governo ci convochi e faccia ripartire il dialogo sociale così costruiremo un’Italia migliore”.  

”Negli anni Settanta, con lo Statuto dei lavoratori, il Parlamento comprese la centralità del lavoro -continua Landini-. Oggi dobbiamo recuperare quello spirito: un nuovo Statuto con il riconoscimento degli stessi diritti alle persone che per vivere devono lavorare. La Cgil ha presentato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare, siamo pronti a confrontarci con tutti. Ma serve anche una legge che misuri l’effettiva rappresentanza dei sindacati e dei datori di lavoro, per estendere a tutti l’efficacia dei contratti nazionali”. 

Bonus vacanze 2021 come richiederlo, Isee e scadenza: guida

Il bonus vacanze scadrà il 31 dicembre 2021, ma per molti italiani sarà proprio l’estate il momento migliore per usufruirne. Proprio in questi giorni, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito ufficiale la guida aggiornata che fornisce le risposte alle domande più frequenti. In cosa consiste? Come richiederlo? A chi spetta? Cosa deve fare il cittadino e cosa l’esercente? 

Il bonus, richiesto dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, può essere utilizzato, una sola volta, nel periodo tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, per il pagamento di servizi offerti – in ambito nazionale – da imprese turistico ricettive, agriturismi e bed & breakfast abilitati a livello nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva, nonché per il pagamento di servizi offerti, sempre in ambito nazionale, dalle agenzie di viaggi e tour operator. 

Il bonus, riconosciuto per il periodo d’imposta 2020 e 2021, spetta nella misura massima di: 500 euro per i nuclei familiari composti da tre o più persone; 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone; 150 euro per quelli composti da una sola persona. 

Può essere fruito da un solo componente del nucleo familiare, anche diverso da chi ha effettuato la richiesta. Non ci sono vincoli per l’utilizzo: si può scegliere liberamente se utilizzare il bonus per una vacanza in cui siano presenti tutti i familiari oppure solo alcuni, e non è necessario che sia presente il soggetto che lo ha richiesto. 

Il beneficio spetta per l’80% sotto forma di sconto sull’importo dovuto al fornitore del servizio turistico e, per il restante 20%, sotto forma di detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020 o 2021 (in funzione dell’anno in cui è avvenuto l’utilizzo), che verrà presentata dal componente del nucleo familiare che ha usufruito dello sconto. Per poter utilizzare l’agevolazione è necessario verificare preventivamente con il fornitore del servizio turistico che aderisca all’iniziativa e ‘accetti’ il bonus. 

La stessa persona che ha utilizzato il bonus presso l’operatore turistico e alla quale è intestata la fattura o il documento commerciale o, per il solo anno 2020, lo scontrino/ricevuta fiscale emesso dal fornitore può poi fruire della detrazione del 20%, indicando tale importo nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020 (o 2021, a seconda dell’anno in cui il bonus viene utilizzato). L’eventuale parte della detrazione che non trova capienza nell’imposta lorda non può essere riportata a credito per gli anni d’imposta successivi, né richiesta a rimborso. 

Lo sconto sul corrispettivo del servizio turistico viene recuperato poi dal fornitore dei servizi sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24, con facoltà di successive cessioni a terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché a istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d’imposta non ulteriormente ceduto è usufruito dal cessionario con le modalità previste per il soggetto cedente. 

Possono fruire dell’agevolazione i nuclei familiari con indicatore Isee in corso di validità – ordinario o corrente – non superiore a 40.000 euro. Per il calcolo dell’indicatore Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), occorre presentare all’Inps la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU): un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali necessari a descrivere la situazione economica di un nucleo familiare e che ha validità dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre successivo. Accedendo al sito dell’Inps è possibile presentare la DSU in modalità non precompilata o precompilata: quest’ultima contiene alcuni campi già precompilati dall’Agenzia delle entrate e dall’Inps. In alternativa è possibile rivolgersi ai Centri di assistenza fiscale (Caf) che prestano assistenza all’utente a titolo gratuito.  

Se la situazione economica dei componenti del nucleo familiare è significativamente variata rispetto alla situazione rappresentata nella DSU ordinaria, è possibile presentare una nuova DSU per il calcolo dell’ISEE corrente. Maggiori informazioni sulle modalità di compilazione della DSU ordinaria e corrente e sulla richiesta dell’ISEE sono disponibili sul sito dell’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) nel quale sono pubblicate una serie di FAQ in materia di ISEE, oppure presso il Caf a cui l’utente si sia rivolto.  

Il bonus è utilizzabile da uno (e solo uno) dei componenti del nucleo familiare, anche diverso dal soggetto richiedente, purché risulti intestatario della fattura o del documento commerciale emesso dal fornitore. Lo stesso componente che lo utilizza è quello che potrà beneficiare della detrazione nella propria dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2020 o 2021. 

Le spese devono essere sostenute in un’unica soluzione per i servizi resi da un solo fornitore (il bonus, quindi, deve essere utilizzato per un solo pagamento, senza possibilità di frazionarlo) e devono essere documentate da fattura o documento commerciale o, per il solo anno 2020, scontrino/ricevuta fiscale, nei quali deve essere indicato il codice fiscale del componente del nucleo familiare che intende fruire del bonus. 

La legge n. 126/2020 ha modificato la norma istitutiva dell’agevolazione, prevedendo che il pagamento del servizio può essere corrisposto anche con l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici, oltre che – come già previsto inizialmente – di agenzie di viaggio e tour operator. 

Per usufruire del bonus, entro il 31 dicembre 2021, occorre aver fatto richiesta entro il 31 dicembre 2020. Di seguito, la descrizione delle regole per richiedere l’agevolazione. Come si richiede il bonus: l’app IO Dal 1° luglio 2020 ed entro il 31 dicembre 2020, il cittadino deve -preventivamente – aver installato ed effettuato l’accesso all’applicazione per dispositivi mobili, denominata IO, l’app dei servizi pubblici, resa disponibile gratuitamente da PagoPA Spa. 

La richiesta del bonus vacanze può essere effettuata, tramite l’app IO, da uno dei componenti del nucleo familiare, in possesso di identità digitale SPID o di Carta di identità elettronica. Al primo accesso, dopo l’autenticazione con SPID o CIE (versione 3.0), l’app IO chiede all’utente di impostare un codice di sblocco (PIN) ed eventualmente una delle funzionalità di riconoscimento biometrico (impronta digitale o riconoscimento del volto) disponibile sul proprio dispositivo. In seguito alla prima registrazione, l’utente può accedere a IO direttamente digitando il PIN da lui scelto o tramite riconoscimento biometrico. 

Dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, uno dei componenti del nucleo familiare deve aver effettuato l’accesso alla funzione per richiedere il bonus Vacanze disponibile nella sezione ‘Pagamenti’ dell’app IO. Prima di procedere con la richiesta, l’app IO mostra una pagina di dettaglio sul funzionamento e le regole del bonus Vacanze, che include i Termini e condizioni d’uso e le Privacy policy specifiche del bonus, per presa visione da parte dell’utente. 

In seguito, attraverso un collegamento con la banca dati dell’Inps, l’app IO verifica che il richiedente sia in possesso di tutti i requisiti necessari e comunica al richiedente l’esito del riscontro, con un messaggio in app. Nei casi in cui l’utente sia risultato idoneo a ricevere il bonus, dopo aver visualizzato l’anteprima del bonus vacanze, può confermare la sua richiesta e deve attendere che l’app IO comunichi l’attivazione del bonus. 

Dopo la conferma dell’attivazione del bonus vacanze attribuito al nucleo familiare, il richiedente e gli altri beneficiari che hanno già installato l’app IO possono visualizzarlo immediatamente nella sezione ‘Pagamenti’. Sono riportate le seguenti informazioni: il codice univoco ed il QR-code associato, da comunicare al fornitore del servizio turistico al momento del pagamento del soggiorno presso il fornitore stesso. Attraverso la funzione ‘Condividi’ presente nella schermata di riepilogo del bonus, IO crea una copia del codice univoco e del relativo QR-code che il richiedente può inoltrare (come una semplice immagine) ai componenti del nucleo familiare che non hanno accesso all’app; l’importo massimo dell’agevolazione spettante al nucleo familiare, con separata indicazione dell’importo massimo dello sconto e dell’importo massimo della detrazione fruibile in dichiarazione; l’elenco dei componenti del nucleo familiare risultanti dalla DSU presentata (uno qualunque tra questi potrà utilizzare il bonus al momento del pagamento del servizio turistico); il periodo di validità entro il quale spendere il bonus (dalla data di attivazione fino al 31 dicembre 2021). 

Dopo aver ricevuto la conferma di poter usufruire dell’agevolazione, il richiedente, o un altro componente del suo nucleo familiare, può utilizzare il bonus come segue: – lo sconto, una sola volta entro il 31 dicembre 2021 presso una struttura situata sul territorio nazionale che aderisce all’iniziativa o presso un’agenzia di viaggi o un tour operator per l’acquisto di un servizio turistico reso in Italia; – la detrazione, con la dichiarazione dei redditi che sarà presentata per l’anno di imposta 2020 o 2021, in funzione dell’anno di utilizzo del bonus.  

Al momento del pagamento del corrispettivo dovuto per il servizio turistico, la persona che intende fruire del bonus deve comunicare al fornitore il proprio codice fiscale e il codice univoco assegnato o, in alternativa al codice univoco, esibire il QR code. Quest’ultimo può essere visualizzato su smartphone (o altro dispositivo mobile) accedendo all’app IO nella sezione ‘Pagamenti’ o come immagine condivisa dal familiare che ha richiesto il bonus. Per poter applicare lo sconto, il fornitore acquisisce questi dati e li inserisce, insieme all’importo del corrispettivo dovuto, in un’apposita sezione della procedura web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate (seguendo il percorso “La mia scrivania – Servizi per – Comunicare”). In questo modo, viene verificato, in tempo reale, lo stato di validità dell’agevolazione e l’importo massimo dello sconto applicabile. In caso di esito positivo della verifica (bonus attivo e valido), il fornitore può confermare nella procedura l’applicazione dello sconto.  

È importante che il cliente comunichi il codice univoco solo al momento del pagamento, per evitare che il bonus venga utilizzato per errore. Una volta utilizzato, il bonus non potrà essere chiesto nuovamente. Si ricorda che la persona che usufruisce dello sconto deve essere, necessariamente, l’intestatario della fattura o del documento commerciale emesso dal fornitore. Da questo momento il bonus risulterà come ‘utilizzato’ (con indicazione della data dell’avvenuta riscossione) e sarà inutilizzabile. All’interno della sezione ‘Pagamenti’ dell’app IO del richiedente lo stato del bonus sarà aggiornato. Le stesse informazioni sono messe a disposizione del soggetto che ha utilizzato lo sconto nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia, all’interno del suo cassetto fiscale (seguendo il percorso ‘La mia scrivania – Consultazioni – Cassetto fiscale – Crediti Iva/Agevolazioni utilizzabili’). 

Come già anticipato, l’80% del bonus è erogato sotto forma di sconto immediato sull’importo dovuto per il servizio e il restante 20% viene erogato sotto forma di detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020 o 2021, in funzione dell’anno di utilizzo del bonus. L’eventuale parte della detrazione che non trova capienza nell’imposta lorda non può essere riportata a credito per gli anni d’imposta successivi, né richiesta a rimborso. 

Il fornitore del servizio turistico (struttura ricettiva, agenzia di viaggio o tour operator), per poter applicare lo sconto al momento dell’incasso, deve accedere all’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate con le credenziali Entratel o Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate o mediante l’identità digitale SPID, la Carta di identità elettronica (CIE 3.0) o la Carta Nazionale dei Servizi. Se il fornitore è una società (o comunque un soggetto diverso dalla persona fisica), la procedura web potrà essere utilizzata in nome e per conto della società dalle persone fisiche registrate come “gestori incaricati” o come “incaricati”, questi ultimi appositamente autorizzati dai gestori stessi. 

Questi utenti potranno accedere all’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate (identificandosi con le credenziali Entratel o Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate, mediante l’identità digitale SPID, la CIE o la Carta Nazionale dei Servizi), scegliere di operare per la società (scelta dell’utenza di lavoro) e accedere all’applicazione. 

Il fornitore inserisce i seguenti dati: il codice univoco o il QR-code associato al bonus, fornito dal cliente; il codice fiscale del cliente, che sarà indicato nella fattura o nel documento commerciale o nello scontrino/ricevuta fiscale; l’importo totale del corrispettivo dovuto (al lordo dello sconto da effettuare).  

La procedura verifica lo stato di validità dell’agevolazione e l’importo massimo dello sconto applicabile. In caso di esito positivo, l’applicazione fornisce l’importo dello sconto effettivamente applicabile e l’importo della detrazione. Il fornitore conferma a sistema l’applicazione dello sconto e procede a incassare dal cliente la differenza tra il corrispettivo della prestazione turistica e lo sconto confermato a sistema. È possibile consultare anche l’elenco di tutte le comunicazioni inviate. 

A partire dal giorno lavorativo successivo alla conferma dell’applicazione dello sconto, il fornitore può recuperare lo sconto sotto forma di credito d’imposta di pari importo, da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24, senza l’applicazione del limite annuale di cui all’articolo 34 della legge n. 388/2000. 

Inoltre, all’utilizzo in compensazione del credito d’imposta non si applica il limite annuale di cui all’articolo 1, comma 53, della legge n. 244/2007, in quanto non è previsto che il credito sia indicato dal fornitore nel quadro RU della propria dichiarazione dei redditi. 

Il modello F24 va presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’acquisizione del modello. Inoltre, il credito d’imposta utilizzato in compensazione non può eccedere l’importo disponibile, tenuto conto delle fruizioni già avvenute o in corso e delle cessioni, pena lo scarto del modello F24. 

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione ai fini del pagamento di tutti i tributi e contributi che possono essere versati tramite modello F24 (per esempio, ritenute alla fonte, Iva, contributi Inps, premi Inail, imposte sui redditi e Irap, Imu, tassa rifiuti e altri tributi locali). 

Con la risoluzione n. 33 del 25 giugno 2020 è stato istituito il codice tributo (6915) da indicare nel modello F24 per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta da bonus vacanze. In alternativa all’utilizzo in compensazione, sempre dal giorno lavorativo successivo alla conferma dell’applicazione dello sconto, il fornitore può cedere il relativo credito d’imposta – totalmente o parzialmente – a terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari. Il credito d’imposta non utilizzato dal cessionario, in tutto o in parte, può essere oggetto di ulteriori cessioni di credito. 

La cessione deve essere comunicata attraverso la piattaforma disponibile in un’apposita sezione dell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. I cessionari, previa conferma della cessione del credito da comunicare attraverso la medesima piattaforma, utilizzano il credito d’imposta con le stesse modalità previste per il soggetto cedente. 

 

Cartelle esattoriali sospese, verso nuova proroga

Cartelle esattoriali sospese, si va verso una nuova proroga. A questo starebbe ragionando il governo Draghi e una conferma arriva dalle parole del leader della Lega, Matteo Salvini. “Passa la proposta della Lega: estate senza cartelle esattoriali, ora lavoriamo su saldo e stralcio e rottamazione”, dice Salvini. “È una boccata d’ossigeno per 18 milioni di italiani -aggiunge-, che in un momento di reale difficoltà come questo rischiavano di ricevere 163 milioni di cartelle”. La riscossione, al momento ferma fino al 30 giugno, potrebbe slittare a settembre. 

Leasing nautico e navigazione in alto mare, arriva provvedimento Ag. Entrate

Leasing nautico e navigazioni ‘in alto mare’, la nuova normativa si completa con il provvedimento direttorale del 15 giugno scorso dell’Agenzia delle Entrate che disciplina la “Dichiarazione dell’utilizzatore”. “L’Agenzia delle Entrate ha definito il modello telematico per le dichiarazioni di utilizzo delle unità da diporto in leasing nautico (o in locazione e noleggio non a breve termine) e in navigazione commerciale (noleggio) in alto mare, ai fini della determinazione – rispettivamente – della base imponibile e della non imponibilità delle prestazioni, ai sensi dell’art. 7-sexies e dell’art. 8-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Il provvedimento dà attuazione alle disposizioni contenute nella legge di bilancio 2021, art. 1, commi da 708 a 712, della legge n. 178 del 30 dicembre 2020, che fanno seguito alla nuova disciplina individuata dal Provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle Entrate del 29 ottobre 2020”. Ad annunciarlo sono Assilea e Confindustria Nautica che si attendono impatti positivi sul mercato e sulla filiera. 

In particolare, l’introduzione della dichiarazione telematica dell’armatore/utilizzatore dall’unità privata circa la navigazione effettuata al di fuori dalle acque comunitarie e della dichiarazione telematica dell’armatore/utilizzatore dell’unità commerciale in noleggio circa la percentuale di viaggi effettuati in “alto mare”, esclude la responsabilità rispetto all’individuazione della base imponibile, nel primo caso, della società di leasing (o di locazione e noleggio) e, nel secondo caso, del cantiere costruttore dell’unità e dei fornitori di beni e servizi.  

La responsabilità del prestatore/fornitore di beni e servizi, infatti, viene limitata alla corretta annotazione in fattura dei dati della dichiarazione sulla navigazione effettuata dall’armatore/utilizzatore. E’ prevista una dichiarazione preventiva, sulla base della quale è stabilita la base imponibile da utilizzare per la fatturazione, seguita da una dichiarazione a fine anno, attraverso la quale apportare le eventuali variazioni. Per quanto riguarda il leasing nautico (o il noleggio e la locazione non a breve termine) non è obbligatorio aver presentato una dichiarazione preventiva per poter comunicare la navigazione effettuata a consuntivo. 

Per quanto riguarda la navigazione in “alto mare”, ai fini delle esenzioni per le attività commerciali di cui all’art. 8-bis la dichiarazione è ammessa anche in presenza di situazioni di discontinuità di utilizzo dell’unità nel corso d’anno, ad esempio per passaggio di proprietà, in relazione al periodo infrannuale di competenza del nuovo armatore, proprietario o utilizzatore. 

La dichiarazione è presentata mediante i canali telematici Entratel/Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, direttamente dal dall’armatore/utilizzatore dell’unità, o tramite un soggetto intermediario abilitato, utilizzando il software denominato “dichiarazionenautica” disponibile gratuitamente sul sito www.agenziaentrate.it. Le suddette disposizioni sono applicabili alle operazioni per le quali la data della relativa fattura decorre dal 14 agosto 2021 mentre la dichiarazione preventiva dell’armatore/utilizzatore può comunque essere trasmessa telematicamente già a partire dal 15 luglio 2021.  

“Abbiamo lungamente lavorato con l’Agenzia delle Entrate per portare a termine una riforma della materia che fosse in compliance con i vincoli imposti dalla Commissione UE, ma tenesse conto delle specificità di questo mercato, della collocazione, anche geografica, dell’Italia, del valore della cantieristica nautica italiana e dell’impatto occupazionale della sua filiera, della concorrenza dei Paesi extra UE”, commenta il Presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi. “Il nostro obiettivo è tutelare il più possibile la permanenza delle barche sulle nostre coste e nei nostri porti, anche a vantaggio degli stessi introiti fiscali.”  

“Il lease è per molti settori lo strumento vitale per lo sviluppo, gli investimenti, il rinnovamento tecnologico e la competitività internazionale. La nautica non fa eccezione, con il 90% del fatturato che si sviluppa attraverso il leasing nautico, che contribuisce fattivamente alla leadership mondiale della nostra cantieristica e al successo del Salone Nautico di Genova, dove negli ultimi anni si è registrato un picco delle stipule”, commenta il Presidente di Assilea, Carlo Mescieri. “La nuova normativa consente, finalmente, di separare la responsabilità fiscale dell’utilizzatore, da quella della società di leasing e questo non potrà che fare bene a una progressione del mercato”. 

Assilea e Confindustria Nautica esprimono un sentito ringraziamento per l’attento l’ascolto e la condivisione al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, . Ernesto Maria Ruffini, i Vice Direttori Paolo Valerio Barbantini – Capo Divisione Contribuenti – e Paolo Savini – Capo Divisione Servizi – e tutte le rispettive strutture.  

Auto, multe più salate: le ipotesi sul tavolo

Parcheggi su strisce pedonali, piste ciclabili e posto invalidi. Aumentano le multe per chi non rispetta il Codice della strada secondo quanto prevede una bozza del decreto legge trasporti.  

Il parcheggio sulle strisce pedonali o sulle piste ciclabili potrà essere sanzionato fino a un massimo di 660 euro. La sanzione si applica per i veicoli in sosta ”sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime”. La norma prevede, inoltre, una distinzione tra i veicoli a due ruote (ciclomotori e motoveicoli), che saranno soggetti al pagamento di una somma da 80 a 328 euro; mentre per tutti gli altri veicoli la multa va da 165 a 660 euro. 

Raddoppia la multa per chi parcheggia nei posti riservati agli invalidi, che potrà arrivare a fino a 672 euro. La sanzione prevista oggi per chiunque utilizza i parcheggi riservati senza avere l’autorizzazione va dagli 87 euro ai 344 euro, mentre nella bozza le sanzioni vengono raddoppiate, da un minimo di 168 a un massimo di 672 euro.  

Mentre per chi usa le strutture, avendone diritto, ma ”non osservando le condizioni ed i limiti indicati nell’autorizzazione” rischierebbe una multa tra 87 euro e 344 euro. Oggi rischia una sanzione che va da un minimo di 42 euro a un massimo di 173 euro. 

Arriva, inoltre, il ‘permesso rosa’ che sarà riservato ai veicoli delle donne incinte e delle mamme con bambini di età fino a 2 anni. Gli enti proprietari della strada, si legge nel provvedimento, ”possono allestire spazi per la sosta, mediante la segnaletica necessaria, per consentire ed agevolare la mobilità di esse, secondo quanto stabilito nel regolamento”. 

Chiunque usufruisce delle strutture senza avere l’autorizzazione o ne faccia uso improprio, ”è soggetto”, però, “alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87 a euro 344”. Mentre chiunque usa delle strutture, pur avendone diritto, ”ma non osservando le condizioni ed i limiti indicati nell’autorizzazione prescritta” è soggetto alla ”sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42 a euro 173”. 

 

 

Energia, Ue potenzia accesso elettricità nell’area di Virunga

Oggi la Commissione annuncia ulteriori 20 milioni di euro per finanziare una nuova centrale elettrica a Rwanguba, che fornirà altri 15 Megawatt di elettricità. La rapida risposta dell’Unione europea all’urgente crisi ambientale nella Repubblica Democratica del Congo ha contribuito a ripristinare fino al 96% delle linee elettriche e il 35% delle condutture dell’acqua danneggiate a Goma a causa dell’eruzione del vulcano Nyiragongo del 22 maggio. Questo ha permesso a mezzo milione di persone di accedere all’acqua potabile e di avere l’elettricità in due importanti ospedali. 

Intervenendo al panel delle Giornate europee dello sviluppo su Virunga, il commissario per i partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, ha dichiarato: “L’accesso all’elettricità salva vite ed è fondamentale per lo sviluppo economico e umano in questa regione vulnerabile. Per questo l’Unione Europea ha reagito rapidamente per sostenere la popolazione colpita dalla recente eruzione vulcanica del Nyiragongo. Con questi 20 milioni di euro aggiuntivi, aumenteremo l’offerta, più famiglie e scuole e offriremo opportunità per una crescita sostenibile”.  

Energia, Ue potenzia accesso elettricità nell’area di Virunga

Oggi la Commissione annuncia ulteriori 20 milioni di euro per finanziare una nuova centrale elettrica a Rwanguba, che fornirà altri 15 Megawatt di elettricità. La rapida risposta dell’Unione europea all’urgente crisi ambientale nella Repubblica Democratica del Congo ha contribuito a ripristinare fino al 96% delle linee elettriche e il 35% delle condutture dell’acqua danneggiate a Goma a causa dell’eruzione del vulcano Nyiragongo del 22 maggio. Questo ha permesso a mezzo milione di persone di accedere all’acqua potabile e di avere l’elettricità in due importanti ospedali. 

Intervenendo al panel delle Giornate europee dello sviluppo su Virunga, il commissario per i partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, ha dichiarato: “L’accesso all’elettricità salva vite ed è fondamentale per lo sviluppo economico e umano in questa regione vulnerabile. Per questo l’Unione Europea ha reagito rapidamente per sostenere la popolazione colpita dalla recente eruzione vulcanica del Nyiragongo. Con questi 20 milioni di euro aggiuntivi, aumenteremo l’offerta, più famiglie e scuole e offriremo opportunità per una crescita sostenibile”.  

Milano al lavoro per il ‘supersalone’ del design

Per la prima volta tutto il mondo del design milanese insieme per prepararsi all’evento di settembre. Ieri, alla presenza del Sindaco Giuseppe Sala, si è svolto in Triennale Milano un incontro che ha riunito le diverse realtà che parteciperanno alle giornate del design a settembre, avviando per la prima volta un importante dialogo tra il progetto del Salone del Mobile in Fiera e la programmazione in città. Obiettivo dell’incontro era di creare una sinergia tra tutti i soggetti coinvolti nella manifestazione e comunicare al mondo l’immagine di una Milano che torna a essere capitale mondiale del design. 

All’incontro – promosso da Triennale Milano e coordinato da Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano e curatore del supersalone di settembre – sono intervenuti Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia, Cristina Tajani, Assessora a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano, Claudio Feltrin, Presidente di FederlegnoArredo, Claudio Capasa Presidente della Camera della Moda, Luca Palermo, AD di Fiera Milano, e molte realtà storiche del Fuorisalone e del mondo del design come Matteo Vercelloni di INTERNI, Rossana Orlandi, Paolo Casati di Brera Design District, Gisella Borioli di Superstudio, Katia Jorfida di Rota&Jorfida, Livia Peraldo Matton, direttrice di Elle Decor Italia, Alessandro Beulcke di Il Verde e il Blu Festival, Emanuele Tessarolo di 5VIE Design District, Cesare Castelli di Milano Maker, Marco Sammicheli, Sovrintendente del Museo del Design Italiano di Triennale Milano, e Maria Porro, Presidente di Assarredo.  

Hanno partecipato all’incontro oltre 80 rappresentati di 35 organizzazioni: dai distretti del Fuorisalone alle Fondazioni private, da ADI alla Rete dei musei di impresa rappresentata dal Presidente Antonio Calabrò, dagli editori ai professionisti della comunicazione. Presenti anche Federalbergatori Assolombarda e APAM – Associazione Provinciale Albergatori Milano. 

“La prossima edizione del supersalone – ha detto il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala – sarà di straordinaria importanza perché sarà un test della nostra effettiva ripartenza ma anche della nostra voglia di trasformarci in qualcosa di nuovo. Non dobbiamo tornare al passato, magari con qualche limite in più, ma essere protagonisti di un reale cambiamento. È una riflessione che ho condiviso con i sindaci di altre grandi città del mondo dove, come qui a Milano, si sta vivendo una fase di grande transizione portata avanti da un’idea di crescita più verde e più giusta. In tutto questo il design può essere davvero nostro alleato, ne sono convinto. Per questo accolgo con grande favore lo spirito dell’incontro di oggi. Non è più il momento dei dibattiti, è il momento del fare. Se qualche cosa cambierà, anche in Italia, è perché Milano ha deciso di cambiare. E lo farà sulla strada del design.” 

“Sono felice di accogliere oggi in Triennale questo incontro storico. Avere oggi qui a parlare degli eventi del prossimo settembre le istituzioni e i protagonisti del mondo del design milanese e ascoltare le loro voci è un’occasione unica. Questa polifonia è l’espressione della grande forza ed energia creativa di Milano, che non schiaccia ma anzi valorizza entro un progetto comune le differenze e le identità delle numerose anime del design milanese e italiano. Una volta di più Triennale si candida a essere la casa del Design italiano, dove raccogliere e ampliare questa straordinaria ricchezza. Ci auguriamo che questo formato possa essere il primo di una serie di appuntamenti di scambio e dialogo”, ha detto Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano. 

“Per incentivare, operatori e imprese alla partecipazione all’edizione speciale di settembre della Design Week, come Amministrazione abbiamo deciso, di concedere quasi gratuitamente gli spazi pubblici per gli eventi a valenza culturale, intendiamo dare così il nostro contributo per sostenere e valorizzare associazioni, imprese e i tanti professionisti del comparto del design al fine di consolidare Milano come capitale mondiale del design e della creatività oltre a consentire alla città di ritrovare il suo ruolo internazionale e un’occasione dalla quale ripartire”, ha sottolineato Cristina Tajani, Assessora alle Attività produttive, Commercio, Moda e Design del Comune di Milano.  

I diversi interventi della mattinata hanno fatto emergere la volontà di creare una forte sinergia tra i diversi attori del mondo del design e di valorizzare le diverse proposte per le giornate di settembre attraverso una comunicazione condivisa. 

Stellantis, a Melfi superlinea con quattro vetture elettriche al 2024

Emerge per Melfi un progetto con una unica superlinea per quattro vetture elettriche di segmento medio al 2024 con capacità massima dell’impianto tra le 370 e le 400mila vetture l’anno. Lo si apprende da fonti vicine all’azienda dopo l’incontro al Mise con sindacati, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e del Lavoro Andrea Orlando. 

“L’incontro svoltosi oggi al Ministero dello Sviluppo Economico è stato un forte segnale positivo dell’impegno di Stellantis in Italia, con una collaborazione ancora più costruttiva che abbiamo da tempo avviato con il Ministero dello Sviluppo Economico e con tutte le organizzazioni sindacali con cui ci confrontiamo periodicamente”, ha detto un portavoce della società al termine dell’incontro al Mise. “Stellantis – prosegue – sta lavorando con determinazione e velocità per anticipare e sostenere la transizione energetica di tutti i propri siti industriali italiani con l’obiettivo di garantirne la sostenibilità attraverso il miglioramento delle prestazioni e far ricoprire al Paese un ruolo strategico tra i principali mercati domestici europei del Gruppo. L’Azienda esprime grande apprezzamento per la prosecuzione di questo dialogo produttivo e costruttivo, con l’obiettivo di costruire assieme a tutte le parti sociali le condizioni per garantire un futuro luminoso e competitivo per Stellantis e per tutti i suoi dipendenti”. 

“Primo positivo passo in cui sono venute indicazioni di una volontà di significativo investimento sulla realtà di Melfi, rimaniamo in attesa di conoscere ulteriori aspetti di questa strategia”, ha detto dal canto suo il ministro del Lavoro Andrea Orlando al termine dell’incontro. “Come governo abbiamo dato massima disponibilità alla sfida che Stellantis intende lanciare nel processo di transizione. Ci sono state alcune indicazioni positive in un clima positivo. Naturalmente si tratta di un processo che deve continuare per capire le implicazioni di queste scelte”, ha concluso Orlando. 

“Positivo l’impegno del governo e dell’azienda che questo sia solo il primo incontro per affrontare la questione Stellantis con tutto ciò che significa: transizione, indotto, stabilimenti e occupazione. Adesso si tratta di fare altri incontri per concretizzare”, ha affermato la segretaria generale della Fiom Francesca Re David. Su Melfi Re David ha sottolineato che “è positivo che l’azienda abbia anticipato un pezzo di piano industriale che prevede elettrificazione, quattro nuovi modelli, assemblaggio di batteria, mentre è complesso e da valutare cosa significhi fare di due linee una superlinea, perché per quanto ci riguarda questa operazione non può avere effetti né sull’occupazione né sui salari dei lavoratori”, ha concluso Re David.
 

”Sono davvero confortanti le parole del ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, sul futuro dello stabilimento di Melfi, che recano una nuova prospettiva a uno stabilimento cruciale per la Basilicata e per il Paese”, ha affermato in una nota il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. ”Ci attendiamo adesso che il processo iniziato oggi – aggiunge il governatore lucano – possa essere declinato partendo dalla terza gigafactory europea del gruppo per le batterie: mi auguro possa vedere la luce proprio a Melfi, dato che lo stabilimento lucano dovrebbe diventare la sede della piattaforma elettrica di Stellantis. In tal senso impegnerò tutte le energie della Regione Basilicata”.
 

Concorso Sud, prove per altri 70mila candidati: ecco date e sedi

Parte dal 22 giugno il nuovo ciclo di prove dei circa 70 mila candidati che avevano presentato domanda per la selezione finalizzata all’assunzione di 2800 tecnici a tempo determinato nelle Regioni del Mezzogiorno e per i quali era stata già effettuata la valutazione dei titoli. L’ampliamento della platea si era reso necessario per la ridotta partecipazione alle prove degli 8.582 candidati ammessi alla prima tornata di prove, che rischiava di non consentire il pieno raggiungimento delle 2.800 posizioni da ricoprire. 

Le prove scritte di cui al provvedimento di modifica del bando pubblicato in G.U. n.46 del 11 giugno 2021 si svolgeranno nei giorni 22, 23, 24, 25, 28 e 29 giugno 2021 presso le seguenti sedi: Lazio: Nuova Fiera di Roma, Via Portuense, 1645, ingresso Est, Pad.1 in via A.G.Eiffel), Roma; Campania: Mostra d’Oltremare, ingresso viale John Fitzgerald Kennedy, 54, Napoli; Calabria: Fondazione Mediterranea Terina Onlus, Area ex Sir, Dipartimento 15, Lamezia Terme (Cz); Puglia: Fiera del Levante – Lungomare Starita n. 4, Bari; Sardegna: Fiera di Cagliari, Viale Armando Diaz, ingresso Pad.1, P.zza Marco Polo, Cagliari ; Sicilia: Centro Commerciale Fiera del Sud, Viale Epipoli, 250, Siracusa – Le Ciminiere, Viale Africa 12, Catania.  

Nei giorni 28 e 29 giugno 2021, per motivi organizzativi, i residenti nel Lazio, nelle altre regioni del Centro-Nord e all’estero saranno convocati presso la sede individuata nella regione Emilia Romagna: Bologna Fiere – Viale della Fiera, 20 – Bologna. Ogni candidato è convocato in base alla provincia di residenza. Si evidenzia che i residenti in Basilicata sono convocati insieme ai residenti in Puglia presso la sede individuata nella Regione Puglia. 

Spazio, satelliti, droni e 5G a tutela dei Beni Culturali

L’occhio dei satelliti dallo spazio puntati sulle nostre ricchezze artistiche
per garantire – grazie anche alle tecnologie spaziali, a droni e 5G – il monitoraggio e la conservazione dei beni culturali immobili del nostro Paese allargando anche il perimetro del settore turistico nazionale. Sono questi gli obiettivi dei progetti Vadus, Space to Tree, Amor e Pomerium illustrati oggi nel corso della “Presentazione dei Progetti Esa 5G for L’Art e del MoI Esa- Mic per il monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili”. I quattro progetti sono sostenuti dalla Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito del programma Artes dell’Agenzia Spaziale Europea e i nuovi orizzonti tecnologici di Esa, Asi e Mic stati presentati dal Sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, Lucia Borgonzoni, dal Direttore per le telecomunicazioni Agenzia Spaziale Europea, Elodie Viau, e dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia. Gli interventi sono stati introdotti e morati da Maria Cristina Falvella, Presidente della Fondazione E. Amaldi- Ambassador for ESA Business Applications in Italy, mentre a presentare i dirigenti delle rispettive aziende capofila dei progetti è stato Alberto Tuozzi dell’Agenzia Spaziale Italiana.  

I 4 progetti presentati oggi da Esa, Asi e Mic “sono progetti di tutela e di fruizione del nostro patrimonio, ma anche occasioni di nuove possibilità di lavoro. Da sottosegretario ho cercato di adoperarmi per mettere a sistema queste conoscenze e far sì che il modello della tutela del patrimonio secondo la scuola italiana possa essere potenziato e migliorato” ha commentato il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni. “E’ un dovere per noi, che abbiamo un così grande patrimonio, elaborare modelli virtuosi ed esperienze che possano essere adottate ed implementate anche da altri Stati” ha sottolineato Borgonzoni. “L’Italia -ha osservato il Sottosegretario- ha un patrimonio immenso, ma fragile e fortemente soggetto non solo al cambiamento climatico, ma anche al dissesto idrogeologico, all’erosione delle coste ed altri fenomeni che colpiscono i nostri territori. Per tutelare il patrimonio artistico del nostro Paese nel miglior modo possibile, abbiamo cominciato con un progetto speciale per il Colosseo e poi abbiamo lavorato per aumentare i fondi disponibili per il monitoraggio multisistema, con droni, satelliti, intelligenza artificiale, realtà aumentata e 5G. Il percorso è lungo e chiederemo al resto del Governo di sostenere queste attività con ulteriori fondi aggiuntivi, perché la tutela del nostro patrimonio storico è un tema centrale per tutto il nostro Governo”  

I progetti Vadus, Space to Tree, Amor, Pomerium sono incentrati sulla realizzazione di sistemi di monitoraggio avanzati per il patrimonio culturale, con l’integrazione di diverse metodologie e tecnologie per estrarre informazioni a valore aggiunto atte a supportare le attività dell’Ente Gestore, in particolare le attività relative alla pianificazione e gestione delle manutenzioni. Gli scenari di rischio affrontati con le tecnologie previste dai progetti prevedono in particolare la stabilità del suolo e dei manufatti, l’impatto delle attività antropiche, l’analisi della vegetazione infestante, le analisi della concentrazione ed effetto degradante di agenti inquinanti nell’ambiente urbano. I quattro progetti, che sono stati autorizzati a maggio del 2020, sono stati selezionati con un bando in base ad un accordo dell’Agenzia Spaziale Europea con l’Agenzia Spaziale Italiana con Roma Capitale, Università dell’Aquila, Regione Abruzzo e Municipalità di L’Aquila e Municipalità di Torino. Il perimetro delle istituzioni coinvolte è valorizzare la possibilità di integrazione tra lo spazio e le reti 5G in vari campi di applicazioni ed aeree di interesse manifestate dalle istituzioni italiane citate. L’emissione del bando è stata preceduta quindi dalla raccolta di requisiti di interesse istituzionale e sulla identificazione di 4 aree tematiche: Forze dell’ordine e risposta alle emergenze; Eredità culturale; Monitoraggio della salute strutturale e modellizzazione del rischio; Trasporto intelligente.  

“Gli strumenti spaziali vengono utilizzati per la tutela dei Beni culturali da molto tempo, l’Asi collabora con il ministero della Cultura da tempo sia direttamente che attraverso gli strumenti gestiti dall’Esa” ha rilevato il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia. “Il programma Artes sta diventando un importante strumento per attuare nuove idee” ed “i programmi presentati al Mic sono una ottima dimostrazione” delle applicazioni delle attività spaziali e “permettono il coinvolgimento di un’intera filiera e l’Italia è molto efficiente con la sua filiera industriale fatta da grandi industrie nazionali ma anche nuovi player e piccole startup” ha aggiunto il presidente dell’Asi.  

Ecco i 4 programmi: Il progetto
Pomerio vede in campo e-Geos, una società costituita da Telespazio (80%) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (20%), che ha sottoscritto un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea. Si tratta di un progetto per la salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale del centro storico di Roma grazie a satelliti, droni e alla rete 5G. Il progetto sarà portato avanti da e-Goes con Arakne, Adpm, Emersum, Cistec, Dbw, e mira a implementare un sistema di monitoraggio e gestione dei beni culturali a supporto delle attività di gestione ordinaria e straordinaria. Il sistema si baserà sull’integrazione di diverse tecnologie: satellite, Rpas, monitoraggio IoT in situ, riconoscimento di immagini e modellazione avanzata. La dorsale di comunicazione che collega i diversi componenti farà leva sulla tecnologia 5G, in particolare sulle elevate capacità di trasmissione dati. I servizi di geolocalizzazione saranno assicurati da Gnss Systems. Il progetto dimostrativo si concentrerà sull’intero sito di prova dell’area Patrimonio dell’Umanità Unesco di Roma. 

Il progetto Vadus – Accesso Virtuale e Digitalizzazione per Siti Irraggiungibili – guarda alla crescita e alle nuove sfide del turismo culturale e mira a sviluppare e dimostrare una nuova serie di applicazioni per l’arricchimento dell’esperienza di visita dei turisti basata sulla convergenza delle tecnologie di Realtà Aumentata e Realtà Virtuale e dei servizi 5G e satellitari. Il progetto è guidato da Next Ingegneria
dei Sistemi con Citera, Enea, “Sapienza University”, Telecom Italia, Archeological park of Ostia Antica, Archeological park of Colosseo.  

Il progetto SpaceTo Tree guidato da Digimat e cui partecipano Cnr Ispx (Ex Ibam) e Cnr Imaa – punta a progettare, realizzare, testare e validare un Sistema di Allerta dedicato per il monitoraggio del verde pubblico, in particolare di quelli localizzati all’interno di aree di rilevanti siti storici e culturali e vedrà in campo anche i satelliti Sentinel 2 e Prisma.  

Il progetto Amor (Servizi avanzati di osservazione e multimedia per l’ecosistema del patrimonio culturale di Roma) é guidato da Nais e vede la partecipazione di Coopculture, Iscr, Cnr, Esri, Nitel. Amor punta a sviluppare servizi sostenibili per la salvaguardia e la fruizione dei Beni Culturali collocati in centri storici ricchi e densi interessati da una significativa pressione antropica, rappresentata soprattutto da ingenti flussi di visitatori. I servizi saranno realizzati anche attraverso l’integrazione, tramite sviluppo di interfacce e adattatori specifici di servizi a valle dei Sistemi Satellitari (sia di Osservazione della Terra che di Posizionamento) e Servizi di rilevamento multispettrale e radar tramite Uav (Unmanned Aerial Vehicle) e Gpt (Ground Penetrating Radar); o Servizi di comunicazione 5G. (di Andreana d’Aquino)  

L’economista Di Taranto: “Tassa di successione dopo 120mila morti? Colpisce famiglie vittime Covid”

Non trova pieno consenso fra gli economisti la proposta di una tassa di successione avanzata dal leader del Pd Enrico Letta e rilanciata anche da Leu. “Innanzitutto vorrei allinearmi con quanto ha detto il premier Mario Draghi che questo è un momento in cui ‘si deve dare e non prendere’ ai cittadini” ma poi, “mi viene da osservare – e non vorrei mettere alcuna nota di cattiveria – che si propone di tassare la successione proprio dopo che abbiamo registrato 120mila morti a causa della pandemia”. A indicare questo orizzonte è l’economista Giuseppe Di Taranto, professore ordinario di Storia dell’economia e dell’impresa all’Università Luiss Guido Carli. Parlando con l’Adnkronos, Di Taranto osserva che “questo aspetto non è stato ancora sottolineato da nessuno e mi sembra, invece, da evidenziare perché un simile balzello va a colpire proprio le famiglie delle vittime del Covid-19”. “La successione deve essere fatta entro un anno dalla morte di una persona” e “dunque una simile tassa di successione, in questo momento, andrebbe proprio a colpire le famiglie che hanno avuto vittime a causa del Covid-19”. 

Ma non è l’unico tema a lasciare perplesso l’economista. Una tassa di successione, avverte, “andrebbe a colpire gli immobili che sono la nostra garanzia sul debito pubblico”. “La proprietà immobiliare -argomenta- è infatti la garanzia del nostro debito pubblico perché siamo forse il primo Paese in Europa ad avere circa il 77% delle famiglie che hanno una proprietà immobiliare. E ciò rappresenta una garanzia in quanto la nostra ricchezza privata, sia mobiliare che immobiliare, è più del doppio rispetto al nostro debito pubblico e questa è una garanzia”. E anche su questo punto Di Taranto si rifà alle parole di Draghi “pronunciate nel 2018, ovvero che il debito italiano è sostenibile perché c’è capacità di restituirlo”. L’economista chiarisce quindi che “ove mai il Paese andasse verso un default, allora dovremmo puntare subito sulla scelta di una patrimoniale che ci tutelerebbe contro un eventuale default del debito pubblico”. “Ma parliamo di proposte e situazioni estreme” rileva.  

Con queste argomentazioni sul tavolo, un tassa sull’eredità a Di Taranto
sembra
quindi “una proposta elettoralistica e che comunque non funziona”. “Vogliamo dare 10mila euro ai giovani per cosa?” chiede. “Molto meglio – sottolinea – aiutare i giovani con politiche attive per il lavoro cercando di far coincidere, a parte la quantità della domanda e dell’offerta, anche la qualità della domanda e dell’offerta di lavoro. Cioè , bisogna avviare i giovani verso quelle professionalità che richiede il mercato, ci vogliono nuove professionalità che tendino a soddisfare la qualità della domanda di lavoro”. Ed un altro aspetto da non tralasciare dare concreto supporto ai giovani “sono le politiche per la famiglia. Bisogna guardare al Family Act per dare contributi quando nasce un bimbo o per creare asili nido. Ed il Family Act é uno strumento, fra l’altro, collegato ad uno dei maggiori problemi del nostro Paese: la denatalità”. (di Andreana d’Aquino)  

Covid oggi Lombardia, 255 contagi e 13 morti. A Milano 69 nuovi casi

Sono 255 i nuovi contagi da Coronavirus in Lombardia secondo il bollettino di oggi, 12 giugno. Nella tabella si fa riferimento ad altri 13 morti. Secondo i dati della Protezione Civile, i guariti e i dimessi dagli ospedali sono 193, mentre gli attualmente positivi scendono di 49 unità a 18.456. Prosegue il calo dei ricoverati. In terapia intensiva i pazienti Covid sono scesi a 118, 4 in meno di ieri. Negli altri reparti sono in tutto 633, 27 in meno di ieri. Milano conta 69 nuovi casi, Bergamo 38, Varese 35, Monza e Brianza 33, Brescia 24 e Pavia 18.  

Autostrade sotto ala pubblica, Consorzio Cdp e Atlantia firmano accordo

Ora c’è anche una firma a suggellare l’addio di Autostrade per l’Italia alla galassia Benetton e l’inizio di un nuovo viaggio nell’orbita pubblica. Il consorzio formato da Cdp Equity e dai fondi internazionali Blackstone e Macquarie hanno sottoscritto l’accordo con Atlantia per l’acquisizione dell’88,06% di Aspi. Tutto come previsto dalla tabella di marcia delineata l’altroieri dal cda Atlantia che indicava l’11 giugno come data per il signing dell’intesa. E stamattina di buon’ora è stato lo stesso consorzio ad affidare a una nota l’annuncio della firma.  

Cdp Equity, Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Asset Management hanno raggiunto, dunque, l’accordo con Atlantia, per l’acquisizione dell’88,06 % del pacchetto azionario di Autostrade per l’Italia. Acquisizione che sarà fatta attraverso Holding Reti Autostradali S.p.A. (Hra), una nuova società di diritto italiano di proprietà (diretta o indiretta) di Cdp Equity (51%), Blackstone Infrastructure Partners (24,5%) e dei fondi gestiti da Macquarie Asset Management (24,5%). Hra e Atlantia hanno poi sottoscritto il contratto di compravendita. L’operazione sarà completata nei prossimi mesi, dopo aver soddisfatto le consuete condizioni previste per il closing e aver ricevuto i necessari nulla osta da parte delle Autorità competenti. Inoltre, a seguito dell’accordo raggiunto oggi con Atlantia, il consorzio avvierà un dialogo esplorativo per comprendere l’orientamento degli azionisti di minoranza di Aspi, che dispongono del diritto di co-vendita, sul rimanente 11,94% della società da loro posseduto. 

Nel comunicato diffuso oggi non viene indicato il valore dell’acquisizione. L’offerta vincolante che il cda di Atlantia ha accettato giovedì scorso prevede un prezzo di 9,1 miliardi per il 100% di Aspi ai quali si aggiunge il ‘ritocco’ di altri 200 milioni di ticking fee.  

Il nuovo corso di Cassa Depositi e Prestiti con il nuovo amministratore delegato Dario Scannapieco al timone comincia, dunque, con l’attuazione di un progetto infrastrutturale cruciale i cui obiettivi di investimento sono indicati oggi dal consorzio stesso. Sono quelli di “contribuire alla realizzazione di un vasto piano di investimenti in tutta la rete autostradale di Aspi; promuovere il miglioramento della rete per agevolare la digitalizzazione e l’innovazione; migliorare l’efficienza dei programmi di manutenzione dell’infrastruttura per garantire i massimi livelli di prestazioni e sicurezza per gli automobilisti; offrire stabilità a lungo termine nella gestione di un’infrastruttura italiana essenziale per la comunità e l’economia”.  

“Aspi – sottolinea il consorzio – è uno tra i principali operatori autostradali d’Europa e gestisce oltre 3.000 km di autostrade in Italia, con concessioni a lungo termine. Aspi e le sue controllate sono responsabili di sviluppo, manutenzione e gestione di una rete autostradale che si estende su tutto il territorio nazionale e rappresenta circa la metà del sistema autostradale soggetto a pedaggio in Italia, con circa 4 milioni di clienti al giorno (dato pre-Covid).  

Mentre Cdp si appresta ad affrontare questa nuova ‘mission’, i riflettori si puntano anche su quella che sarà la futura strategia di Atlantia senza le autostrade italiane. Il gruppo infrastrutturale in questi mesi non è stato fermo e ha già elaborato una strategia di sviluppo in cui usare gli 8 miliardi della vendita. In parte sarà ripianato il debito e circa 5 miliardi di euro saranno reinvestiti in nuovi asset, con priorità su aeroporti, autostrade (usando Abertis come leva di sviluppo internazionale per partecipare a nuove gare nel mondo) e nelle nuove forme di mobilità sostenibile. Inoltre, è previsto uno sviluppo dei servizi di pagamento digitale di Telepass a livello europeo. 

A poco meno di tre anni dalla tragedia del Ponte Morandi e a quasi un anno dall’accordo a Palazzo Chigi, la firma del contratto segna un passaggio storico con Aspi che torna dopo 22 anni nella sfera pubblica. Da quel tragico 14 agosto del 2018, le autostrade targate Benetton sono state nell’occhio del ciclone con la spada di Damocle della revoca della concessione. In particolare, negli ultimi 11 mesi, dopo l’intesa raggiunta a metà luglio, l’operazione ha viaggiato sulle montagne russe tra fasi di stallo e spesso a un passo dal fallimento. Ci sono voluti mesi intensi di negoziati tra le parti per arrivare alla proposta finale arrivata sul tavolo del cda di Atlantia che complessivamente valuta il 100% di Aspi in 9,3 miliardi di euro.  

Ma che la strada fosse ormai in discesa lo si era capito dal cda di Atlantia del 30 aprile scorso che riconosceva i miglioramenti apportati all’offerta dal consorzio Cdp-fondi e faceva presente che, allo stato attuale, l’unica concreta alternativa all’offerta per la dismissione della partecipazione in Aspi consisteva nel proseguire e portare a termine le iniziative di contenzioso già avviate sia in sede amministrativa in Italia sia in sede europea. Da ricordare poi che a smuovere le acque era stata la manifestazione di interesse presentata dal patron di Acs Florentino Perez, che però non si è tradotta in un’offerta.  

Scaldano, invece, i motori i fondi esteri. “È necessario un significativo aumento degli investimenti per fornire infrastrutture stradali efficienti, sicure e sostenibili necessarie per mantenere l’Italia in movimento”, dice Jiri Zrust, Senior Managing Director di Macquarie Asset Management. “Non vediamo l’ora di lavorare con i nostri partner per garantire che Autostrade per l’Italia raccolga questa sfida, cercando di modernizzare e rafforzare la sua rete stradale a beneficio delle comunità e dell’economia. Macquarie investe in Italia da quasi due decenni e siamo lieti di poter continuare a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture essenziali del Paese attraverso questa partnership con Cdp Equity e Blackstone Infrastructure Partners”. “Siamo entusiasti di essere partner di Cdp Equity e Macquarie. Insieme, non vediamo l’ora di rendere esecutivo il nostro impegno di lungo termine per l’Italia e il nostro importante investimento per supportare la modernizzazione di Aspi”, commenta Jonathan Kelly, direttore delle infrastrutture europee di Blackstone Infrastructure Partners. “L’annuncio di oggi costituisce un’ulteriore prova dell’impegno di lungo termine di termine di Blackstone per l’Italia. Attraverso i nostri sforzi combinati, il nostro consorzio cercherà di migliorare l’ampia rete stradale dell’Italia e consegnare un’infrastruttura sicura e affidabile per i cittadini del paese”, sottolinea aggiunge Andrea Valeri, presidente di Blackstone Italia.  

Premio Fair Play Menarini, intitolata a Paolo Rossi categoria ‘Modello per i giovani’

Un riconoscimento dedicato alla memoria di Paolo Rossi. Sarà questo uno dei momenti più emozionanti della cerimonia di premiazione del XXV Premio Internazionale Fair Play – Menarini, in programma mercoledì 1° settembre a Castiglion Fiorentino. Lo scorso dicembre, la dolorosa notizia della scomparsa del campione toscano ha sconvolto l’intero mondo dello sport e la famiglia del Fair Play – Menarini che lo aveva premiato nel 2010 e che, nell’estate del 2019,
aveva avuto l’onore di ospitarlo in occasione del talk show “I campioni si raccontano”, al fianco dell’amico Zico. Da quest’anno, la categoria “Modello per i giovani” sarà dunque intitolata da Menarini a Paolo Rossi e il riconoscimento sarà assegnato ad un candidato segnalato dalla Giuria, capace di incarnare quell’insieme di valori e principi di cui il campione del mondo ‘Pablito’ si è sempre fatto portavoce dentro e fuori il rettangolo verde. “Siamo lieti di intitolare la categoria ‘Modello per i giovani’ alla memoria di Paolo Rossi, premiato nel 2010 e quindi Ambasciatore del fair play nel mondo, in virtù della sua vita di atleta, uomo, marito e padre, improntata alla correttezza, al rispetto degli altri e del fair play a tutto tondo” afferma Angelo Morelli, presidente del comitato organizzatore del Premio Fair Play. “Siamo onorati – aggiunge- che la moglie, Federica Cappelletti, abbia accettato la nostra proposta con l’augurio che chi riceverà questo premio sappia onorare la memoria di Paolo dimostrando di condividere ciò che questo grande campione ha fatto e rappresentato per lo sport in tutta la sua vita”. 

L’intitolazione del premio “Modello per i giovani” a Paolo Rossi sarà accompagnata dalla pubblicazione, sui canali social del Premio Internazionale Fair Play – Menarini, di una rubrica dedicata al suo ricordo. Tre pillole video in cui la moglie Federica Cappelletti ripercorrerà alcuni dei frangenti più emozionanti della carriera di Rossi per raccontarci, a cuore aperto, come i valori del fair play, dell’etica e del lavoro di squadra abbiano sempre plasmato la visione sportiva del calciatore toscano e il suo impegno nel mondo del sociale. Il primo contenuto video della rassegna social é visibile da venerdì 11 giugno sulla pagina Facebook, sul canale YouTube e sul profilo Instagram del Premio Internazionale Fair Play -Menarini, mentre gli altri due appuntamenti saranno per mercoledì 16 giugno e lunedì 21 giugno. 

“Per Paolo, il fair play è sempre stato un modo di vivere” illustra Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi. “Diceva sempre -prosegue- che la correttezza, i valori, lo spirito di amicizia e di collaborazione dovevano esistere sia dentro che fuori dal campo”. Federica Cappelletti sottolinea ancora che “proprio per questa sua concezione di fair play come modello di vita, nel 2010 fu molto felice di ricevere il Premio Fair Play – Menarini, un riconoscimento che rispecchiava in pieno la sua anima e il suo modo di essere. Ed io non posso che ringraziare per l’intitolazione di questo premio alla sua memoria”. “Spero che chi riceva questo riconoscimento possa davvero incarnare i principi e i valori che Paolo ha sempre trasmesso al mondo intero” conclude la moglie di Paolo Rossi. 

Lavoro, la ‘Yolo economy’ conquista i giovani italiani

“Si vive una volta sola”. E’ il concetto alla base della Yolo economy – la ‘You-only-live-once economy’ resa popolare al rapper canadese Drake – che ora sta conquistando posizioni anche fra i giovani italiani. Tanto ch ina una ricerca la codin factory aulab ha rilevato come il nuovo stile di vita stia coinvolgendo anche nel nostro Paese i Millennials (26-41 anni) e la generazione Z (under 25). Complice la pandemia e le sue paure, i ragazzi stanno infatti orientando la bussola non più verso “il posto fisso” ma sul “lavoro agile” ed il mondo del digitale e dell’Ict. Dai dati della ricerca, effettuata su un campione di studenti che nel 2020 hanno partecipato al corso hackademy per diventare programmatori, emerge che a inseguire la nuova tendenza sono soprattutto i Millennials, ragazzi in media di 29 anni.  

Di questi, il 64% nella fascia 24-36 anni, e il 72% con una licenza superiore, presenti al 25% quelli con una laurea triennale o magistrale. Ma soprattutto moltissimi di loro non hanno competenze pregresse in ambito informatico, sottolineano gli analisti di aulab, attiva dal 2014 nell’ambito della formazione e dello sviluppo software. Si tratta in alcuni casi di giovani disposti anche a lasciare “un lavoro sicuro”, nonostante il difficile periodo attuale, “per inseguire i propri sogni e trasformare la passione per l’informatica e la tecnologia in una nuova carriera” sottolinea la ricerca.  

Una scelta “rischiosa ma premiante” secondo gli analisti di aulab perché il tasso di collocamento per questi studenti è del 95%, di cui il 75% entro 60 giorni dalla conclusione del corso. Il percorso intrapreso permette non solo di inserirsi in un settore, come quello Ict, dove c’è forte richiesta di risorse – solo per l’Italia si parla di 100.000 figure in ambito tech – ma anche di sviluppare, soprattutto in un contesto di incertezza come quello attuale, il mindset agile, insomma una nuova ‘mentalità’.  

“Nell’ultimo anno si è parlato moltissimo di lavoro agile, soprattutto in riferimento alla legge sullo smart working che ha consentito alle aziende di gestire il lavoro da casa dei dipendenti durante la pandemia. Tuttavia il lavoro agile non è sinonimo di lavoro da remoto: è piuttosto un metodo nato nel mondo dell’informatica e basato su collaborazione, focus sugli obiettivi, soddisfazione del cliente e continua sperimentazione” chiarisce Giancarlo Valente, Cto di aulab.  

Valente aggiunge che “queste caratteristiche lo rendono un metodo adatto a lavorare in un contesto di incertezza, che è quello in cui tutti i giorni si trovano a lavorare gli sviluppatori ma che è ormai necessario per qualunque lavoratore. Nei nostri corsi abbiamo quindi come obiettivo di veicolare il mindset agile e i suoi strumenti: in questo modo gli studenti acquisiscono competenze utili per sviluppare progetti software, indipendentemente dal framework e dal linguaggio utilizzato, ma più in generale per lavorare più efficacemente in qualunque situazione, anche da remoto”.  

E così sono numerosi gli studenti che, assicura aulab, hanno testimoniato la scelta nel 2020 di aver lasciato il loro posto “sicuro” per abbracciare la ‘Yolo economy’ e seguire i propri sogni. 

Philip Morris International, al via 3° round finanziamento di Pmi Impact

Philip Morris International apre alla presentazione di domande per il terzo round di finanziamento di Pmi Impact, l’iniziativa globale a sostegno di progetti che mirano a ridurre o prevenire il commercio illegale e a contrastare le sue conseguenze negative per gli individui, le loro famiglie e le comunità. 

Il terzo round di finanziamento sosterrà un’ampia gamma di progetti per affrontare il commercio illecito internazionale – che va dai prodotti illeciti del tabacco e altri beni di consumo alla contraffazione di prodotti farmaceutici ed elettronici – in diverse aree geografiche. I candidati di organizzazioni pubbliche, private o senza scopo di lucro, tra cui organizzazioni governative, organizzazioni internazionali, associazioni, istituzioni accademiche e aziende private, sono quindi incoraggiati a presentare le loro proposte di progetto. 

“Il commercio illecito non conosce confini e sono necessarie misure efficaci per combattere questa minaccia internazionale che rappresenta una priorità assoluta per pmi poiché mina tutti i nostri sforzi per costruire un futuro senza fumo, un futuro che un giorno potrà essere senza sigarette”, ha affermato Alvise Giustiniani, vice president Illicit Trade Prevention. “La pandemia ha anche avuto un impatto sulle catene di approvvigionamento, sui controlli alle frontiere e sulle interazioni transfrontaliere e ora, più che mai, abbiamo bisogno di programmi come Pmi Impact che scambino competenze e riuniscano organizzazioni, idee e soluzioni per sradicare il commercio illegale”. 

Portare innovazione e progresso tecnologico nella lotta al contrabbando e alle merci contraffatte è essenziale, soprattutto nel mezzo della pandemia di covid-19. Per questo, Pmi Impact sarà aperto a progetti volti a limitare le minacce provenienti da vaccini, medicinali, forniture mediche e dispositivi di protezione individuale contraffatti e di qualità scadente. Il round è aperto a organizzazioni di tutto il mondo.  

Tuttavia, tutte le proposte devono essere inerenti al tema oggetto del finanziamento e concentrarsi su uno dei seguenti argomenti: Controllo delle frontiere, Sviluppo e rafforzamento delle capacità operative, Giustizia riparativa e protezione delle vittime, Coinvolgimento degli stakeholder, sensibilizzazione e cooperazione internazionale, Covid-19 e la minaccia del commercio illecito. I soggetti interessati possono presentare domanda entro una delle seguenti date: prima scadenza per la presentazione: 15 settembre 2021, seconda scadenza per la presentazione: 15 febbraio 2022, terza scadenza per la presentazione: 15 agosto 2022.  

Pmi Impact si avvarrà delle conoscenze e dell’esperienza dei membri dell’Expert Council, che comprende alcuni dei principali specialisti mondiali nel campo del diritto, dei diritti umani, della lotta alla corruzione e della tecnologia. Questo consiglio di esperti indipendenti ed esterni svolgerà un ruolo centrale nella valutazione e selezione delle proposte progettuali per l’assegnazione delle sovvenzioni da parte di pmi.  

“Pmi Impact offre alle organizzazioni una piattaforma per proporre soluzioni per affrontare la problematica realtà del commercio illegale. – a dichiararlo è Navi Pillay, sostenitrice dei diritti umani e membro del Pmi Impact Expert Council – Non vediamo l’ora di valutare le domande nel terzo round di finanziamento: il livello di interesse che l’iniziativa riceve è davvero notevole. È promettente vedere così tante organizzazioni che lavorano risolutamente per combattere il commercio illecito”. 

Il commercio illegale rimane un problema globale persistente e complesso. Le sue varie forme – dal commercio illecito di tabacco al traffico di droga, armi e fauna selvatica – sono interconnesse, con i criminali che sfruttano le rotte del contrabbando su larga scala e le reti corrotte. Spesso gestito da gruppi della criminalità organizzata, il commercio illegale priva i governi e i contribuenti di entrate necessarie, sottrae attività agli operatori legittimi, inganna i consumatori con prodotti di qualità incerta e mina il benessere e la sicurezza della società. Durante il primo e il secondo round di finanziamento, Pmi Impact ha sostenuto progetti che coprono una serie di attività con un impatto duraturo sul commercio illegale, promuovendo programmi di ricerca per migliorare la conoscenza sul commercio illegale e iniziative educative per migliorare la consapevolezza pubblica del problema, contribuendo a finanziare lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per facilitare gli sforzi contro l’illecito.  

Pmi aveva impegnato 100 milioni di dollari per finanziare i primi tre round. A oggi, Pmi Impact ha stanziato un totale di 48 milioni di dollari per l’attuazione di 60 progetti in 30 Paesi come parte del primo e del secondo round di finanziamento. I soggetti interessati a presentare una proposta per il terzo round di finanziamento di Pmi Impact possono contattare l’ufficio progetti di Pmi Impact all’indirizzo impact@pmi.com. Per ulteriori informazioni su come candidarsi, visitare il sito www.pmi-impact.com.  

Cia, accesso alla terra dei giovani agricoltori diventi priorità Ue

Le difficoltà di acquisto di una proprietà per agricoltori under 40 devono essere affrontate dalla Politica agricola comune, che privilegia le agevolazioni a investimenti sullo sviluppo tecnologico per la produzione. Lo sottolinea Cia-Agricoltori Italiani in occasione della presentazione del quarto bando della Banca nazionale delle terre agricole presentato da Ismea con la messa in vendita di 16 mila ettari di terreni agricoli in 624 lotti.  

Malgrado il recente innalzamento del livello massimo di aiuto al primo insediamento agricolo (da 70mila a 100mila euro), Cia auspica maggiori risorse per i nuovi entranti nel settore rurale nei triloghi sulla riforma della Pac post 2022, attualmente in corso. Intanto, alla richiesta sempre maggiore di terra per fare impresa, Cia e i suoi giovani imprenditori -riuniti nell’Associazione Agia- hanno recentemente risposto con “SIBaTer – Supporto Istituzionale alla Banca delle Terre” in partnership con Anci, per la valorizzazione dei beni non utilizzati in 8 Regioni del Mezzogiorno, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Lo sottolinea l’organizzazione agricola  

“Un progetto che mira al recupero e alla valorizzazione delle terre pubbliche abbandonate, attraverso la concessione in uso o la locazione/affitto a soggetti privati. – aggiunge Cia – Il progetto rappresenta uno stimolo all’insediamento dei giovani per la rivitalizzazione di territori marginali rurali, attraverso proposte imprenditoriali che valorizzino le terre del patrimonio pubblico, prevenendo il degrado geologico-ambientale del territorio”.