Municipio: Largo Felice Armati, 1 00043 Ciampino (RM) (+39) 06.79097.1 protocollo@pec.comune.ciampino.roma.it

Categoria: economia

Risparmio, Volpato (Banca Mediolanum): “Pir strumento straordinario”

Guardando ai mercati, come quello del Regno Unito, “con il successo dell’adozione di strumenti” come i Pir “è cresciuta la cultura finanziaria, con un corretto orientamento sia dei tempi che della tipologia degli investimenti”. Per questo i Pir “sono uno strumento straordinario, con una portata potenziale che può rappresentare, sia per il risparmiatore sia per il sistema produttivo, qualcosa di straordinario”. Lo ha ricordato Stefano Volpato, direttore Commerciale di Banca Mediolanum, nel corso del Mediolanum Market Forum. 

“Dal punto di vista normativo – ha inoltre ricordato – i Pir spingono automaticamente a un’accumulazione intelligente, perché c’è anche una diversificazione del momento di ingresso e il tempo di permanenza nel mercato, che sono due variabili che fanno la differenza nel generare valore”. 

Risparmio, oltre metà degli italiani non ricorre a intermediari

Oltre la metà degli italiani, il 52%, non ricorre a intermediari per gestire i propri risparmi e fa tutto da solo. Solo il 23,7% ricorre a un consulente finanziario, mentre il 12,8% si rivolge direttamente allo sportellista del proprio istituto di credito. E’ quanto emerge dal 1° rapporto ‘Gli italiani: risparmio e investimento’, realizzato da Euromedia Research e Banca Mediolanum. 

Secondo l’analisi, la parte di popolazione più giovane, compresa tra i 25 e i 44 anni, è quella maggiormente propensa a un approccio ‘fai da te’ per la gestione dei risparmi 

Fs, Nicoletta Giadrossi nuova presidente

Cambio al vertice di Ferrovie dello Stato. Il ministero dell’Economia e delle Finanze, d’intesa con il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, ha indicato i seguenti nominativi per il nuovo consiglio di amministrazione del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane: Nicoletta Giadrossi, presidente; Luigi Ferraris; Pietro Bracco; Stefano Cuzzilla; Alessandra Bucci; Silvia Candiani e Riccardo Barbieri Hermitte. “Il ministero dell’Economia e delle Finanze esprime un sentito ringraziamento al presidente, Gianluigi Vittorio Castelli, all’Amministratore delegato, Gianfranco Battisti, e ai consiglieri uscenti per il prezioso lavoro svolto e gli importanti risultati ottenuti”, si legge in una nota. 

Oggi si è riunita l’assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato italiane che ha approvato il Bilancio di esercizio 2020, caratterizzato da un utile di 41 milioni di euro, a valle dell’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione avvenuta il 31 marzo 2021. L’Assemblea ha anche nominato il nuovo Consiglio di amministrazione, che è composto da Nicoletta Giadrossi, Luigi Ferraris, Pietro Bracco, Stefano Cuzzilla, Alessandra Bucci, Silvia Candiani, Riccardo Barbieri Hermitte. Il Consiglio di Amministrazione è nominato per il triennio 2021-2023. L’Assemblea ha quindi nominato Nicoletta Giadrossi presidente della società e ha invitato il nuovo Consiglio di Amministrazione a nominare Luigi Ferraris quale amministratore delegato. 

Nata a Trieste nel 1966, Nicoletta Giadrossi si è laureata presso Yale University in Mathematics and Economics nel 1988, con Mba conseguito presso Harvard Business School nel 1992. 

Da maggio 2016 è Consigliere di Fincantieri. Tra gli incarichi, dal 2011 è membro del Cda di Faiveley Transport e dal 2013 di Bureau Veritas. Dal 2015 è Senior Advisor di Bain Capital Partners. È stata membro indipendente dei consigli di amministrazione di Aker Solutions e dell’Università degli Studi di Trieste. È inoltre stata presidente di Technip France Sas, membro dei Cda di Technip India, di Aker Solutions Angolan JV e di GE Capital Italia, nonché Presidente del Cda di Dresser Rand. Ha iniziato la sua carriera professionale nel 1988 come consultant presso The Boston Consulting Group, dove è rimasta fino al 1994. Nel 1995 è entrata in General Electric Company, dove ha ricoperto ruoli manageriali strategici nelle varie divisioni del gruppo fino al 2005. 

Dal 2005 al 2006 è stata operating partner presso Lbo France a Parigi, fondo di private equity focalizzato su società small e mid cap nei settori costruzioni, ingegneria e impantistica, dove era responsabile per la gestione delle società in portafoglio. Nel 2006 ha fondato H.F.M., una holding di private equity. Dal 2009 al 2012 è stata Vice President & General Manager, Europ e, Middle East and Africa di DresserRand, società operante nel comparto dei macchinari per il settore Oil&Gas ed energie rinnovabili, dove era responsabile di un budget di 1,7 miliardi di dollari. Tra gli altri incarichi, dal 2012 al 2014 è stata Executive Vice President/Head of Operations e membro del Consiglio di amministrazione di Aker Solutions Asa ad Oslo, operatore globale nel settore dei servizi e impianti offshore Oil&Gas, con responsabilità su nove business unit. Dal 2014 al 2016 è President Region A (Europe, Africa, Middle Est, Russia, India) di Technip, società leader nei servizi di ingegneria e tecnologie nei settori dell’energia e delle infrastrutture. 

Dall’energia alle ferrovie. Luigi Ferraris, classe ’62, un anno dopo aver concluso il suo mandato come amministratore delegato di Terna approda alla guida del gruppo Fs. 

Nato a Legnano e laureato a Genova in Economia Politica, Ferraris ha iniziato la sua carriera nel settore auditing di PriceWaterhouse nel 1988. Dal 1990 ha ricoperto diverse posizioni manageriali in società come Agusta, Piaggio VE, Sasib Beverage, Elsag Bailey Process Automation. Tra il 1998 e il 1999 Luigi Ferraris assume l’incarico di Chief Financial Officer in Elsacom, società del gruppo Finmeccanica. Nel 1999 entra nel gruppo Enel dove, con responsabilità crescenti, dal 2009 al 2014 assume l’incarico di Cfo del Gruppo. Dal febbraio 2015, entra nel Gruppo Poste Italiane e, quale Cfo, ne guida la quotazione in borsa. Dal 2017 al 2020 Luigi Ferraris è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. 

Nel corso della sua gestione a Terna sono entrati in esercizio diversi progetti importanti tra i quali l’interconnessione Italia-Montenegro, che svolge un ruolo strategico per l’integrazione delle fonti rinnovabili e che, collegando i Balcani alla penisola italiana, consente all’Italia di rafforzare il suo ruolo di hub energetico in Europa e nel Mediterraneo. Come ha ricordato lo stesso Ferraris nel corso del suo intervento all’Assemblea del 18 maggio 2020 tracciando il suo bilancio, nel triennio Terna “ha continuato ad investire per assicurare una rete elettrica sempre più moderna, efficiente, flessibile e sostenibile, garantendo la sicurezza dell’approvvigionamento in condizioni di qualità ed efficienza ottimale per famiglie e imprese. Al termine di questi tre anni, tutti i principali indicatori economici e finanziari hanno mostrato un rilevante aumento, con ricavi, ebitda, utile netto ed investimenti, in crescita rispettivamente del 9, 13, 20 e 48% rispetto al livello di fine 2016. Inoltre, negli ultimi tre anni abbiamo distribuito ai nostri azionisti circa 1,4 miliardi di euro di dividendi cumulati”. 

Corte Conti, risultati eccellenti per Istituto Italiano di Tecnologia

La Corte dei Conti plaude l’Istituto Italiano di Tecnologia e parla di risultati eccellenti nel 2019. L’iit,
nel quadro del Piano strategico 2018-2023, si è impegnata su quattro linee di ricerca strategiche: robotica, nanomateriali, tecnologie per le scienze della vita (life tech) e scienze computazionali. In linea con l’obiettivo di stabilire e sviluppare relazioni di collaborazione con il contesto della ricerca italiana, sia stata conclusa nel corso del 2019, a seguito di stipula di apposita convenzione e con la
piena funzionalità degli organi della Fondazione Human Technopole, la fase di avvio di un progetto scientifico che prevedeva un contributo iniziale (nel 2015) d’importo pari a 80 milioni di euro: Human Technopole 2040, emerge dalla Relazione approvata con delibera n. 37/2021 dalla Sezione controllo enti della Corte dei conti. 

Per quanto riguarda le attività scientifiche, si legge nel documento, tra i risultati di rilievo conseguiti nel corso del 2019 la Relazione menziona la nascita del primo robot soffice in grado di imitare il comportamento dei viticci e di arrampicarsi, il robot quadrupede HyQ in grado di trainare un aereo passeggeri, lo sviluppo di giochi educativi per studiare matematica e geometria usando la danza e la musica, la collaborazione robot-robot, il microscopio con “25 occhi” per osservare le biomolecole dell’uomo a lavoro. 

E, ancora, il bio-printing, la diagnosi del morbo di Parkinson con un prelievo, lo studio sullo sviluppo del cervello nel primo anno di vita, la nuova tecnica “luminosa” per rigenerare i vasi sanguigni, la vela al grafene, un nuovo materiale vetroso deformabile a temperatura ambiente, lo studio di nuove vernici ecosostenibili e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e del calcolo avanzato per la progettazione di nuovi farmaci. 

Grazie all’accesso ai finanziamenti dell’European Research Council (Erc) la Fondazione Iit ha dato avvio a sette nuovi progetti, che si aggiungono ai trenta risultati vincitori negli anni precedenti. Complessivamente, a fine 2019, i progetti sottoscritti con soggetti europei, nazionali e internazionali hanno raggiunto un valore di quasi 278 milioni (221 mln nel 2018), mentre con riguardo alla collaborazione con il mondo industriale e istituzionale risultano avviate 22 start-up e 40 progetti sono in fase di studio. Infine, con riferimento al settore dedicato alla tutela e allo sfruttamento della proprietà intellettuale, la Corte segnala che nell’esercizio in esame sono state depositate 159 domande di brevetto. 

Quanto ai principali dati contabili e finanziari, la Corte ha osservato che l’avanzo economico, pari nel 2019 a euro 6.596.389, con un incremento di 1,2 mln rispetto al 2018, è da ricondurre all’aumento del valore della produzione. In particolare, registrano significativi incrementi i ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizi (40,10 %), i contributi alla ricerca (15,91 %), le sopravvenienze attive (34,67 %) e gli altri ricavi e proventi (55,83 %). Il patrimonio netto, pari ad euro 423.828.490, diminuisce del 27,44 %, ma tale riduzione, sottolineano i magistrati contabili, è correlata all’avvenuto trasferimento dei fondi vincolati a specifici progetti fra cui il progetto Human Technopole 2040 e al co-finanziamento, previsto da un apposito protocollo Mef-Miur-Iit, di alcuni Progetti di rilevante interesse nazionale (Prin) riconducibili a settori scientifici inerenti le aree di interesse della Fondazione. 

Lavoro, al Sud i più felici e soddisfatti del proprio impiego: la ricerca

E’ il Sud l’area geografica italiana dove si trovano i lavoratori più felici e soddisfatti del proprio impiego. Emerge dalla terza analisi dell’Associazione “Ricerca Felicità” sullo stato di felicità e benessere dei lavoratori italiani, che Adnkronos/Labitalia è in grado di anticipare e che sarà diffusa tra qualche giorno. L’Associazione Ricerca Felicità nasce dall’incontro tra Elehubm (società benefit creata da Elga Corricelli ed Elisabetta Dallavalle, due professioniste con una lunga carriera manageriale), e Sandro Formica (docente all’Università di Palermo e visiting professor di Strategia Aziendale all’Università Bocconi di Milano).  

La survey, che ha coinvolto 1.314 lavoratori attivi, fornisce il primo sistema di misurazioni oggettive in Italia e invita istituzioni, organizzazioni profit e non profit, scuole, enti educativi e media al confronto, fornendo il punto di partenza di un’analisi che sarà svolta anno su anno. 

“Abbiamo voluto approfondire quanto i lavoratori attivi hanno voluto segnalarci attraverso il primo questionario dell’Osservatorio. Sentivamo la necessità di scaglionare ulteriormente i dati dividendoli per genere, generazione e area geografica -afferma Sandro Formica, vicepresidente e direttore scientifico dell’Associazione Ricerca Felicità-. Se alcuni dati erano già visibili a occhio nudo, analizzando in maggior dettaglio la significatività statistica, ci siamo sorpresi di alcuni risultati, soprattutto per quanto riguarda le differenze per aree geografiche, dove è emerso un Sud più felice sul posto di lavoro ma, di contraltare, un Nord Est in sofferenza”. 

Alla domanda “Quando mi sveglio per andare a lavorare mi sento felice?” si delinea una forte positività al Sud – una concentrazione di risposte con punteggio tra 4 e 6 su una scala da 1 a 6, dove 1 corrisponde a “per niente d’accordo” e 6 a “totalmente d’accordo”- ma una forte negatività al Nord Est, dove la maggior parte delle persone ha risposto con una concentrazione di risposte da 1 a 3. 

Il Sud risponde positivamente anche alle domande “Quando lavoro mi appassiono tanto da dimenticare tutto il resto?” con il 67.7% della popolazione ponderata, “Sento un forte senso di appartenenza alla mia organizzazione?” con il 68.7% e “I miei meriti vengono riconosciuti?”con il 58.2%. Il Nord Est risponde rispettivamente con il 57.0%, 55.5% e 41.0%.  

“Quest’analisi ci ha stupito e interrogato perché ha messo in evidenza come la presunta correlazione tra felicità e produttività non sia stabile nelle regioni italiane del Nord Est. Oggettivamente parlando si tratta di regioni con un alto tasso di produttività, che tuttavia non si sentono pienamente appagati sul lavoro. Sarebbe molto interessante approfondire questo aspetto per comprenderne le ragioni di fondo”, afferma Elga Corricelli, co-founder dell’Associazione Ricerca Felicità.  

 

Licenziamenti, Landini: “La partita non è chiusa”

“Per noi la partita” licenziamenti “non è chiusa”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ai microfoni di Rai Radio 1. Da Confindustria “il messaggio che viene dato è che i problemi si risolvono dando la possibilità di licenziare”. “Il presidente del Consiglio Draghi dice che il confronto con le parti sociali è ancora aperto. Noi non vogliamo trovarci di fronte a migliaia di licenziamenti, non è il momento di aprire fratture sociali nel Paese”, ha detto ancora Landini. 

“Per accelerare i tempi” nelle gare d’appalto e nell’esecuzione dei lavori non basta “semplicemente cambiare le norme. Si fanno assunzioni per qualificare le stazioni appaltanti”, ha affermato ancora Landini. 

Sul tema “non c’è ancora stato un tavolo per discuterne – ha aggiunto – anche se il premier Draghi si era impegnato. Per noi la liberalizzazione dei sub appalti e il minimo ribasso vanno tolti, così come va bene se tolgono anche che chi progetta poi esegue i lavori”, ha ricordato Landini. 

Mancati rimborsi Ryanair, maxi multa a compagnia aerea

Rimborsi dei voli ed emergenza Covid, multa da 4,2 milioni a Ryanair. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato la compagnia low cost per pratiche commerciali scorrette. La società, venute meno le limitazioni agli spostamenti, legate all’emergenza Coronavirus, non aveva rimborsato ai consumatori il costo dei biglietti per i voli cancellati dopo il 3 giugno 2020. Nei giorni scorsi l’Antitrust per gli stessi motivi aveva sanzionato anche easyJet per 2,8 milioni di euro e Volotea per 1,4 milioni di euro. 

Secondo l’Autorità, le tre compagnie hanno tenuto una condotta gravemente scorretta e non rispondente al canone di diligenza professionale quando – terminate le limitazioni agli spostamenti – hanno proceduto a numerose cancellazioni di voli programmati e offerti in vendita utilizzando sempre la motivazione dell’emergenza sanitaria e continuando a rilasciare voucher senza invece procedere al rimborso del prezzo pagato per i biglietti annullati. 

Inoltre, sono state fornite informazioni ingannevoli e omissive ai consumatori sui loro diritti ed è stato ostacolato e ritardato il riconoscimento del rimborso monetario, attraverso modalità e procedure per indurre – e in alcuni casi anche costringere – il consumatore a scegliere e/o ad accettare il voucher invece del rimborso. 

Per alcune compagnie sono state accertate altre condotte scorrette quali il mancato riconoscimento di un ristoro nel caso di annullamento del viaggio per la nuova situazione pandemica oppure l’apposizione di ostacoli alla fruizione dei voucher già emessi: ad esempio, costringendo a utilizzare un numero telefonico a pagamento per poter utilizzare i voucher, non effettuando il rimborso monetario alla scadenza degli stessi o ancora non prevedendo la durata di 18 mesi come stabilito dalla normativa emergenziale. 

Infine, per quanto riguarda Ryanair, è stata considerata ingannevole anche la campagna pubblicitaria diffusa attraverso i principali mezzi di informazione – sempre a partire da giugno – e incentrata sulla possibilità di cambiare il volo gratis (attraverso il claim ‘Nessuna penale per il cambio’ o similari) laddove, invece, la società applicava per il nuovo volo scelto dal consumatore tariffe più alte di quelle che venivano contestualmente praticate sul proprio sistema di prenotazione e prevedeva comunque la penale se il cambio volo avveniva nei 7 giorni precedenti la partenza. 

Oltre al pagamento di sanzioni per complessivi 8,4 milioni di euro, Ryanair, easyJet e Volotea dovranno presentare le misure per ottemperare al provvedimento dell’Autorità. 

Comuni in difficoltà finanziarie, la fotografia nel dossier Csel/Adnkronos

In Italia è in condizione di dissesto, o pre-dissesto, finanziario un comune su 8, precisamente 1.083 su un totale di 8.389: una realtà sulla quale rischia di avere un impatto significativo la sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 29 aprile scorso che ha definito incostituzionali le norme che hanno consentito di spalmare a oltranza (fino a 30 anni) i debiti degli enti locali in difficoltà finanziarie, stabilendo un obbligo di ripiano ravvicinato. A fornire la fotografia degli enti locali italiani in difficoltà finanziarie è il rapporto elaborato da Csel (Centro studi enti locali) e Adnkronos, dal quale emerge, a livello regionale, la netta prevalenza dei comuni calabresi, seguiti da quelli siciliani e campani.  

La sentenza rischia di scatenare un vero e proprio putiferio. Gli enti che avevano fatto ricorso a quelle somme per onorare i propri debiti commerciali, si trovano oggi a misurarsi con un peggioramento dei conti che potrebbe, nei casi più critici, determinare la necessità di avviare un piano di riequilibrio pluriennale per enti che ad oggi sono sani o il crac per gli enti già nel limbo del predissesto. Secondo le stime Anci, che ha a questo proposito lanciato un allarme alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese sollecitandone l’intervento, sono “circa 1.400 comuni coinvolti nella costituzione del Fondo anticipazione liquidità”, di questi “circa 950 risultano in disavanzo nel 2019, come anche 8 province”.  

La misura del contraccolpo dipenderà chiaramente dall’ammontare delle risorse cui si era fatto ricorso e dalla salute dei conti dell’ente ma va da sé che il livello di tensione sarà tendenzialmente più alto in quei 400 comuni (dati aggiornati al 31 dicembre 2020, Rapporto Ca’ Foscari basato su dati Viminale) che sono attualmente in riequilibrio finanziario. In questa categoria, detta anche pre-dissesto, ci sono maxi amministrazioni come Napoli, Catania, Messina, Reggio Calabria, Foggia, Pescara, Terni, Andria, Lecce, Alessandria, Brindisi e Guidonia, ma anche tutta una serie di enti di piccole e medie dimensioni, la maggior parte dei quali concentrati tra Calabria (86), Sicilia (83) e Campania (64). 

Ma quanti sono ad oggi gli enti dissestati in Italia? Sempre secondo il rapporto citato, al 31 dicembre 2020 erano 683. Anche in questo caso la parte del leone la fa il Mezzogiorno che vede nuovamente la Calabria indossare la maglia nera con 193 comuni in default, seguita dalla Campania (173) e dalla Sicilia (80). A un passo dal poco ambito podio, il Lazio, con 53 comuni dissestati, seguito dalla Puglia che ne conta 46. A guidare di contro la classifica dei virtuosi ci sono Valle d’Aosta e il Friuli, uniche regioni italiane che non risultano avere enti in dissesto o riequilibrio, seguite dal Trentino, che conta solo un pre-dissesto, e dalla Sardegna che si ferma a quota 4 dissesti ed ha all’attivo zero riequilibri. 

Guardando all’incidenza percentuale delle due condizioni emerge che sono attualmente in dissesto o riequilibrio quasi 7 Comuni calabresi su 10 (279 su un totale di 411) e più del 40% dei comuni campani (237 su 552) e siciliani (163 su 390). Seguono: la Lombardia con 43 enti, che però in termini percentuali rappresentano solo il 2,7% del totale; la Puglia e il Lazio, entrambi con 41 comuni in dissesto o pre-dissesto; l’Abruzzo (36); la Basilicata (34); il Molise (32); il Piemonte (20); la Toscana (18); Emilia Romagna e Marche (14); Umbria (10). Chiudono la classifica il Veneto, con 4 enti (3 in dissesto e uno in riequilibrio); la Sardegna (4) e il già citato Trentino Alto Adige con 1 solo comune in predissesto. 

Il rapporto ricorda che oggetto del contendere sono, nello specifico, le modalità con cui i comuni hanno contabilizzato quelle risorse (anticipazioni di liquidità) messe in campo dal “Decreto Sblocca debiti”. La norma, varata nel 2013 dal Governo Monti, fu emanata per andare incontro alle sollecitazioni di Bruxelles che aveva bacchettato il nostro Paese per l’enorme massa di debiti commerciali accumulati dalle pubbliche amministrazioni.  

All’epoca le stime dell’entità del debito complessivo della Pa verso le imprese oscillava tra 90 e 130 miliardi di euro (poi rivelatisi eccessive di circa il 30% rispetto all’effettiva entità grazie all’operazione ‘disclosure’ ui conti pubblici operata dal nuovo sistema contabile universale introdotto a regime nel 2016 per enti locali e regioni, che ha consentito di togliere dalle stime iniziali i debiti solo potenziali rappresentati dagli investimenti per opere pubbliche solo messe a bilancio ma non realizzate). Cifre da capogiro che stritolavano imprese teoricamente sane che non erano in condizione di sopravvivere ai tempi biblici di pagamento dei nostri comuni e delle nostre province.  

Quella norma e le sue successive ‘riedizioni’ hanno fatto sì che negli anni fossero stanziati oltre 11,450 miliardi, così ripartiti: 2013 – 3.411 milioni di euro; 2014 – 7.189 milioni di euro; 2015 – 850 milioni di euro. Denari che in alcuni casi hanno solo aiutato enti in leggera difficoltà a onorare i debiti commerciali arretrati ma che, in altri casi, sono stati vero e proprio ossigeno per amministrazioni altrimenti al collasso. Un caso su tutti è, appunto, quello del comune di Napoli che ne ha beneficiato per quasi mezzo miliardo. 

Secondo la Corte costituzionale, questo continuo slittamento in avanti della restituzione dei debiti e del rientro di disequilibri finanziari ha di fatto violato principi costituzionalmente garantiti quali la solidarietà intergenerazionale e il pareggio di bilancio. In parole povere – ammoniscono i giudici della Corte – stiamo continuando ad addossare sulle spalle delle future amministrazioni e generazioni, debiti contratti in passato ed è dunque giunto il momento di spezzare questo circolo vizioso. 

Dl semplificazioni, da superbonus alberghi a cablaggio con fibra: la bozza

Il superbonus al 110% per “gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2”, ossia per la categoria in cui rientrano gli alberghi e pensioni (con fine di lucro). E’ una delle misure contenute in una bozza del Dl semplificazioni che l’Adnkronos ha potuto visionare. E ancora, superbonus al 110% anche per “l’infrastrutturazione digitale degli edifici o delle unità immobiliari intesa come realizzazione di una infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio o all’unità immobiliare, contenente reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l’accesso ai servizi a banda ultralarga e di connettere il punto di accesso dell’edificio o dell’unità immobiliare con il punto terminale di rete” si legge. 

 

AGENDA DIGITALE – Sanzioni da un minimo di 10.000 euro ad un massimo di 100.000 euro “in caso di mancata ottemperanza alla richiesta di dati, documenti o informazioni” al fine di assicurare l’attuazione dell’Agenda digitale italiana ed europea, ovvero in “violazione degli obblighi di transizione digitale”. E sarà l’Agid a irrogare la sanzione amministrativa ai dirigenti responsabili, prevede una bozza del Dl semplificazioni. 

L’Agid pubblica le segnalazioni sul sito internet istituzionale e “procede altresì a segnalare le violazioni alla struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale” che, “diffida ulteriormente il soggetto responsabile a conformare la propria condotta agli obblighi previsti dalla disciplina vigente entro un congruo termine perentorio” e in caso di inottemperanza, potranno essere esercitati i poteri sostitutivi del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato. Inoltre, decorsi i termini, in base alla gravità della violazione può essere nominato un commissario ad acta.
 

CODICE APPALTI – Le deroghe al Codice degli appalti previste nel decreto del 16 luglio 2020 vengono prorogate di 5 anni ma con una modifica alle soglie per i contratti senza gara, si legge in una bozza del dl. La soglia per i contratti senza gara di servizi e forniture sale così da 75 mila euro a 139 mila euro mentre l’affidamento dei lavori sarà sottoposto a procedura negoziata senza bando per i contratti di importo compreso tra i 150 mila euro e un milione di euro. Per gli appalti, per le opere “di importo pari o superiore a un milione di euro” verranno consultati “almeno dieci operatori”. 

PA – Rafforzamento della disciplina del silenzio assenso e della perentorietà dei termini entro i quali le amministrazioni devono rispondere attraverso modifiche alla Legge 241 del 90 con l’obiettivo di velocizzare i procedimenti amministrativi: è quanto prevede ancora la bozza del Dl Semplificazioni che l’Adnkronos ha potuto visionare e che dovrebbe essere approvato la prossima settimana.  

“Nei casi in cui il silenzio dell’amministrazione equivale a provvedimento di accoglimento”, si legge, “fermi restando gli effetti comunque intervenuti del silenzio assenso, l’amministrazione è tenuta, su richiesta del privato, a rilasciare in via telematica, un’attestazione dell’intervenuto accoglimento della domanda”. Inoltre, “decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta l’attestazione è sostituita da una dichiarazione del privato”. 

E ancora: il limite massimo fissato al 40% della quota subappaltabile che era in vigore per tutto il 2021 scompare dal dl semplificazioni, secondo quanto emerge da una bozza del provvedimento che è allo studio dal governo. “Il contratto – si legge nella bozza – non può essere ceduto, non può essere affidata a terzi l’integrale esecuzione delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto, nonché l’integrale esecuzione delle lavorazioni relative alle categorie prevalenti”.
 

PNRR – Una Soprintendenza speciale per il Pnrr e per ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Pnrr: è quanto si legge ancora nella bozza del provvedimento. “Al fine di assicurare la più efficace e tempestiva attuazione degli interventi del Pnrr, presso il ministero della cultura – si legge – è istituita la Soprintendenza speciale per il Pnrr, ufficio di livello dirigenziale generale straordinario operativo fino al 31 dicembre 2026”. 

La Soprintendenza speciale, si legge ancora, “svolge le funzioni di tutela dei beni culturali e paesaggistici nei casi in cui tali beni siano interessati dagli interventi previsti dal Pnrr sottoposti a Via in sede statale oppure rientrino nella competenza territoriale di almeno due uffici periferici del Ministero. La Soprintendenza speciale opera anche avvalendosi, per l’attività istruttoria, delle Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio. In caso di necessità e per assicurare la tempestiva attuazione del Pnrr, la Soprintendenza speciale può esercitare, con riguardo a ulteriori interventi strategici del Pnrr, i poteri di avocazione e sostituzione nei confronti delle Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio”. 

Le funzioni di Direttore della Soprintendenza speciale, si legge ancora, “sono svolte dal Direttore della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero, al quale spetta la retribuzione prevista dalla contrattazione collettiva nazionale per gli incarichi dirigenziali ad interim. Presso la Soprintendenza speciale è costituita una segreteria tecnica composta, oltre che da personale di ruolo del Ministero, da un contingente di esperti di comprovata qualificazione professionale” per la durata massima di trentasei mesi, per un importo massimo di 50.000 euro lordi annui per singolo incarico, entro il limite di spesa di 750.000 euro per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023. Gli oneri derivanti dal presente articolo sono pari a 875.000 euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023 e pari a 125.000 per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026. 

Imu ed esenzione: a chi spetta? Le sentenze

Imu, a chi spetta l’esenzione? Attraverso le sentenze sul tema, a spiegarlo è il sito di informazione e consulenza legale Laleggepertutti.it Con un punto fermo: è il contribuente a dover dimostrare che l’immobile rappresenta la sua dimora abituale. 

Esenzione Imu: quali sono i requisiti – “In tema d’imposta comunale sugli immobili, ai fini della spettanza della detrazione prevista, per le abitazioni principali -per tale intendendosi, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica -, dall’art.8 del D. Lgs. n.504 del 1992, come modificato dall’art.1, comma 173, lett.b), L. n.296 del 2006, con decorrenza dall’1 gennaio 2007, occorre che il contribuente provi che l’abitazione costituisce dimora abituale non solo propria, ma anche dei suoi familiari, non potendo sorgere il diritto alla detrazione ove tale requisito sia riscontrabile solo per il medesimo. Sicché la detrazione deve essere esclusa se l’immobile costituisce dimora abituale del marito e non della moglie”. (Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. I, 22/01/2021, n.80) 

Come usufruire dell’esenzione – “In tema di I.M.U., per poter usufruire dell’esenzione il comma 5 -bis dello stesso art.2, introdotto in sede di conversione, stabilisce che il contribuente deve presentare, a pena di decadenza, entro il termine ordinario per la presentazione delle dichiarazioni di variazione relative all’I.M.U., una propria dichiarazione, tramite modello ministeriale con la quale attesta il possesso dei requisiti ed indicando gli identificativi catastali degli immobili per i quali si richiede il beneficio dell’esenzione”. (Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. II, 20/01/2021, n.73) 

Agevolazioni per l’abitazione principale – “L’esenzione dall’IMU e correlata TASI si applica per l’abitazione principale e relative pertinenze, dove per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Qualora i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi siti nel territorio comunale, le agevolazioni per IMU e TASI si applicano per un solo immobile, è necessario decidere qual è l’immobile ‘abitazione principale’”. (Comm. trib. reg., (Lazio) sez. II, 19/01/2021, n.242). 

Abitazione principale ai fini Imu, qual è – “Ai sensi dell’art.13, comma 2, del D.L. n.201 del 2011 per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente, ciò comporta la necessità, al fine dell’esenzione I.M.U., che in riferimento alla stessa unità immobiliare tanto il possessore, quanto il suo nucleo familiare, non solo vi dimorino stabilmente, ma vi risiedano anche anagraficamente”. (Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. II, 14/01/2021, n.152). 

Ulteriori chiarimenti del giudice di legittimità – “In tema di IMU, l’esenzione prevista per la casa principale dall’art. 13, comma 2, del d.l. n. 201/2011, conv. dalla l. n. 214/2011, richiede non soltanto che il possessore e il suo nucleo familiare dimorino stabilmente in tale immobile, ma altresì che vi risiedano anagraficamente”. (Cassazione civile sez. VI, 15/12/2020, n.28534) 

Imposta comunale sugli immobili – “E’ impugnabile il provvedimento di rigetto relativo all’istanza di interpello rivolta al Comune in ordine all’esenzione in materia di imposta comunale sugli immobili (I.M.U. e T.A.S.I.), in quanto trattasi di un atto avente natura provvedimentale che non si limita a dare riscontro a un mero quesito ma si concreta in un vero e proprio diniego di agevolazione che ben può essere oggetto di cognizione in sede giurisdizionale”. (Comm. trib. reg. Venezia, (Veneto) sez. III, 19/02/2019, n.883). 

Abitazione principale: esenzione Imu – “L’esenzione dall’imposta dovuta a titolo di Imu e Tasi è prevista nel caso in cui il contribuente dimostri che di fatto l’immobile, eletto come abitazione principale, rappresenti la sua dimora abituale”. (Comm. trib. prov.le Brescia sez. II, 14/07/2016, n.605). 

Abitazione principale e Imu – “La norma istitutiva dell’imposta municipale propria (i.m.u.) (d.lg. 14 marzo 2011 n. 23) e quella che ne ha anticipato l’introduzione (art. 13 del d.l. 6 dicembre 2011 n. 201), hanno previsto per l’abitazione principale un regime di favore, caratterizzato nella prima nell’esenzione dell’imposta e nella seconda nell’applicazione di un’aliquota ridotta (del 4 per mille) e di una detrazione d’imposta (di 200 euro ad alloggio), intendendosi per “abitazione principale” l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” nozione questa che l’interprete non può estendere per comprendervi gli immobili che non siano l’unica unità immobiliare nella quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. 

Pertanto, atteso che proprietario degli immobili ERP regolarmente assegnati e soggetto passivo dell’imposta è l’ente di edilizia residenziale pubblica (ATER), mentre il rapporto che lega tale ente all’assegnatario dell’alloggio non è di concessione, ma di tipo locativo, gli alloggi di ERP non rientrano nella detta nozione di abitazione principale ragion per cui l’ente proprietario (ATER) è tenuto al pagamento dell’IMU in quanto tali immobili locati non rientrano tra quelli esenti di cui all’art. 9 comma 8 d.lg. n. 23 del 2011″. (TAR Pescara, (Abruzzo) sez. I, 13/08/2013, n.434). 

Decreto sostegni bis, le misure per cultura e spettacolo

Via libera al Decreto sostegni bis, con nuove misure in sostegno della cultura e dello spettacolo e dei suoi lavoratori. “Oltre al nuovo sistema di welfare per i lavoratori dello spettacolo, il decreto Sostegni bis contiene nuove importanti misure per i settori culturali: un’ulteriore indennità di 1.600 euro per i lavoratori dello spettacolo; il rifinanziamento del fondo emergenza spettacolo, cinema e audiovisivo, del fondo emergenza per le istituzioni culturali, del fondo per il funzionamento dei musei statali; misure per il sostegno allo spettacolo viaggiante. Si tratta di interventi importanti, che proseguono gli aiuti ai lavoratori, alle imprese e alle realtà dei settori dello spettacolo e dei musei, particolarmente colpiti dalla pandemia e obbligati a lunghe e dolorose chiusure”, commenta il ministro della Cultura, Dario Franceschini. 

Nello specifico, ai 43.000 lavoratori dello spettacolo finora interessati dagli indennizzi erogati per i professionisti danneggiati dalle misure di contenimento della pandemia, verrà devoluta una ulteriore indennità straordinaria di 1.600 euro, che interesserà, così come già avvenuto con il Decreto Legge Sostegni, una platea di beneficiari allargata. Oltre agli artisti e maestranze con almeno sette giornate lavorative e un reddito inferiore ai 35.000 euro, saranno indennizzati infatti anche coloro che, con almeno trenta giornate lavorative, abbiano un reddito inferiore ai 75.000 euro. 

210 milioni di euro andranno poi a incrementare i fondi di emergenza esistenti, così ripartiti: 20 milioni di euro verranno destinati al sostegno dei musei statali; 45 milioni di euro al fondo di parte corrente e 120 milioni di euro per gli interventi in conto capitale del fondo emergenza spettacolo, cinema e audiovisivo; 20 milioni di euro al fondo per il sostegno delle imprese e delle istituzioni culturali. 

Viene poi modificata la ripartizione del compenso per apparecchi e supporti di registrazione audio, snellendo il meccanismo di corresponsione della quota di compenso destinata ad autori, interpreti o esecutori per garantire un sostegno più veloce a delle categorie particolarmente colpite dall’emergenza in corso. Inoltre una quota parte dei contributi automatici per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive viene destinata agli autori del soggetto, della sceneggiatura, della musica e ai registi, valorizzando così il principio di partecipazione degli autori al successo delle opere, riconoscendo loro un contributo sinora destinato esclusivamente alle imprese cinematografiche e audiovisive. 

Per sostenere i circhi e lo spettacolo viaggiante, inoltre, le loro attività vengono esentate dal pagamento del canone per l’occupazione temporanea di spazi e aree pubbliche fino al 31 agosto 2021, corrispondendo oltre 8 milioni di euro ai Comuni per il ristoro dal mancato incasso di tali tributi. 

Decreto sostegni bis, cosa prevede il pacchetto scuola

Decreto sostegni bis, via libera in Consiglio dei Ministri al nuovo dl con un importante pacchetto di misure anche per il mondo della scuola: dalle norme per l’ordinato avvio del prossimo anno scolastico, al Fondo per consentire alle scuole di continuare ad affrontare l’emergenza sanitaria, fino al piano di reclutamento pensato per coprire le cattedre vacanti, in vista di settembre, ma anche per avviare un nuovo corso nel reclutamento degli insegnanti, a partire dall’accelerazione delle assunzioni sulle materie scientifiche (materie STEM). Ecco cosa prevede il ‘pacchetto’ scuola. 

L’avvio del nuovo anno scolastico. Il provvedimento varato oggi consente al Ministro dell’Istruzione di velocizzare l’iter delle procedure necessarie per l’avvio del prossimo anno scolastico. In particolare, le assunzioni degli insegnanti, ma anche le assegnazioni provvisorie, le utilizzazioni e le attribuzioni dei supplenti alle scuole da parte degli Uffici territoriali del Ministero si realizzeranno entro il prossimo 31 agosto, data entro la quale, di solito, terminavano le sole assunzioni in ruolo. Questa accelerazione consentirà di disporre un quadro stabile, rispetto alla presenza nelle scuole dei docenti necessari, entro l’inizio e non nella seconda metà di settembre come avveniva in passato.  

Obiettivo del Ministero è far sì che la tempistica prevista per quest’anno vada poi a regime anche per i prossimi anni, così come sarà possibile, anche per i neoassunti, chiedere la mobilità non dopo cinque anni scolastici dall’immissione in ruolo, come accade oggi, ma dopo tre anni di permanenza nella sede di servizio. Una tempistica che tiene insieme il diritto alla continuità didattica degli studenti con la possibilità, per chi viene assunto in una sede distante da quella di residenza propria o della propria famiglia, di riavvicinarsi anticipatamente al domicilio. Sempre per settembre in raccordo con le Regioni, e nel rispetto della loro competenza in materia, si lavorerà per uniformare la data di avvio delle lezioni. 

Le ulteriori risorse per l’emergenza. Per proseguire nella gestione dell’emergenza sanitaria e continuare a tutelare la sicurezza di personale, studentesse e studenti, viene previsto un Fondo da 350 milioni per le scuole statali, per l’acquisto di beni e servizi. Altri 50 milioni sono previsti per le paritarie allo stesso scopo. Viene poi data la possibilità agli Enti locali, che sono proprietari degli edifici scolastici, di continuare a utilizzare, anche per il prossimo anno scolastico, le risorse già ricevute nel 2020 per l’affitto di locali e il noleggio di strutture temporanee per aumentare il numero di aule. A questo scopo vengono destinati anche altri 70 milioni.  

Il Piano per il reclutamento dei docenti. Il decreto prevede, poi, misure molto attese sul personale, per la nomina di docenti in vista di settembre, compresa l’accelerazione delle assunzioni sulle materie STEM, le materie scientifiche. Viene inoltre tracciata la strada per i prossimi concorsi, che dovranno essere veloci e su base annuale.  

Il Piano è stato delineato dopo aver analizzato a fondo il quadro delle cattedre vacanti e anche del personale utile per coprirle presente nelle graduatorie esistenti. Con il pacchetto varato, saranno assunti, nel corso di questa estate, sulle cattedre vacanti e disponibili, insegnanti presenti nelle graduatorie a esaurimento e in quelle di merito dei concorsi degli scorsi anni. Insieme a loro, andranno in cattedra i vincitori del concorso straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado in via di conclusione che saranno assunti anticipatamente rispetto ai tre anni inizialmente stabiliti.  

Per le ulteriori cattedre che risulteranno ancora vacanti, sarà previsto, sia per i posti comuni che per il sostegno, a cui sarà data particolare attenzione, un percorso concorsuale che prevede l’assunzione a tempo determinato di docenti abilitati e specializzati presenti nella prima fascia GPS (Gradutorie Provinciali per le Supplenze) che abbiano, oltre al titolo, anche almeno 36 mesi di servizio negli ultimi dieci anni: alla fine dell’anno di formazione dovranno sostenere una prova di fronte ad una commissione esterna alla scuola dove hanno prestato servizio. In caso di valutazione positiva, saranno assunti a tempo indeterminato. Alla prima fascia GPS potranno iscriversi anche coloro che avranno completato il loro percorso di specializzazione sul sostegno entro il prossimo 31 luglio. 

Al contempo vengono accelerati i concorsi ordinari della scuola secondaria di primo e secondo grado. Si parte con le discipline scientifiche – Fisica, Matematica, matematica e fisica, scienze e tecnologie informatiche per la scuola secondaria di secondo grado – anche in coerenza con le misure di rafforzamento per l’apprendimento di queste discipline contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Alla luce della normativa sui concorsi approvata recentemente (decreto legge 44 del 2021), la procedura ‘STEM’ sarà più rapida: ci saranno una prova scritta a risposta disciplinare multipla e una prova orale, poi si procederà con la graduatoria. L’obiettivo è assumere quanto prima su queste materie per portare nuove leve nella scuola e coprire le numerose cattedre ormai vuote nell’area scientifica.  

Infine, il decreto traccia la rotta dei prossimi concorsi che dovranno essere su base annuale e, anche questi, semplificati, in modo da velocizzare gli ingressi, garantendo comunque una selezione, e coprire i vuoti lasciati dai pensionamenti. I nuovi concorsi avranno prova scritta a risposta disciplinare multipla, prova orale, valutazione dei titoli e, a valle, la graduatoria. La formula prevista sarà utilizzata anche per i concorsi già banditi nel 2020. 

Fumo, sessuologo Jannini: “Ue non sia talebana su nuovi dispositivi, aiutano”

“In linea di massima il piano della Commissione europea potrebbe andar bene, ma deve essere libero da ideologie e si deve basare su contenuti scientifici solidi. In altre parole, il vero tema non è tanto dichiarare che il fumo, l’alcol, la sedentarietà o la cattiva alimentazione sono alla base delle malattie croniche non trasmissibili, che rimangono la principale causa di morte, ma capire che hanno un unico fattore comune che è lo stile di vita sbagliato molto difficile da invertire in virtuoso. Contro una malattia posso avere un terapia, ma contro gli stili di vita, da medico, faccio molto fatica. Posso però ridurre i rischi collegati a queste abitudini”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Emmanuele A. Jannini, professore di Endocrinologia e Sessuologia medica all’Università Tor Vergata di Roma, commentando lo Europe’s Beating Cancer Plan, il piano europeo per sconfiggere il cancro, presentato dalla Commissione europea.  

“Ho recentemente pubblicato un articolo scientifico sul tema della riduzione del rischio, in particolare del fumo – sottolinea – Si dice che questo sia il peggior nemico della salute sessuale e riproduttiva, quindi da specialista dico che si deve assolutamente smettere. Ma dobbiamo anche fare i conti con gli irriducibili che non smetterebbero mai di fumare e a loro dobbiamo proporre delle soluzioni come, ad esempio, una strategia di riduzione del rischio. E’ un tema gigantesco dove si contrappongono due fronti opposti della medicina: da un parte i ‘talebani’ che vogliono mettere la testa sotto la sabbia e scotomizzare il fatto che ci sono persone che non cambiano lo stile di vite, dall’altra ci sono scienziati che con dati alla mano dicono la riduzione del rischio è una strategia che può aiutare. Ovvero, è indubitabile che c’è la necessità di abolire la dipendenza dal tabacco, ma se non è possibile riduciamo il rischio”.  

“Questo modello – ricorda Jannini – è stato già applicato agli alimenti. In molti prodotti è stato limitato l’impiego di zuccheri e grassi”, ma “non è che sono stati eliminati dal giorno alla notte perché si è visto che era impossibile. Così si può fare anche con i prodotti del tabacco”.  

“Faccio un esempio legato con l’attualità pandemica contenuto in un articolo pubblicato da poco”, prosegue lo specialista. “Sappiamo tutti che le mascherina oggi serve per la prevenzione dell’infezione da Covid, ma questo è un errore semantico. L’unica strategia di prevenzione è stare a casa. La strategia di prevenzione del Covid è l’immobilismo assoluto, ma questo non possiamo farlo perché la nostra vita è fatta di relazioni, ed ecco che usiamo la mascherina come un dispositivo che riduce il rischio. Questo accade anche con l’uso di prodotti a base di tabacco riscaldato o con le bevande a più bassa quantità di alcol o, come ho detto prima, con cibi che contengono pochi grassi”. 

“Sono d’accordo con quanto vuole fare la Commissione europea con il Piano per battere il cancro, ma occorre che ci si confronti con chi ha prodotto dei risultati scientifici che dimostrano come usando la sigaretta elettronica o i dispositivi a tabacco riscaldato si riduce del 95% l’assunzione di sostanze tossiche. Come sessuologo credo che questa sia la strategia da seguire”, conclude Jannini.  

 

Codere, nel primo trimestre fatturato a 127,2 mln (-54,3%)

Codere, multinazionale leader nel settore del gioco privato, ha chiuso il primo trimestre dell’anno con ricavi pari a 127,2 milioni di euro, in calo del 54,3% rispetto all’anno precedente a seguito delle misure restrittive adottate nei Paesi in risposta alla crisi sanitaria. Alla fine del primo trimestre dell’anno, la società registrava una perdita di 91,5 milioni di euro, rispetto ai 97,1 milioni di perdite registrate nello stesso periodo dell’anno precedente, principalmente a seguito delle chiusure relative al Covid-19, all’aumento delle spese su passività finanziarie e, in misura minore, a causa della svalutazione delle nostre valute operative rispetto al dollaro. Lo rende noto Codere in un comunicato precisando che l’attività del gruppo continua a risentire dell’impatto della pandemia, che continua ad essere grave in molti dei paesi in cui opera la società, con chiusure attualmente totali delle sue attività in Italia, Argentina e Uruguay, e restrizioni operative nel resto dei suoi mercati. 

Il gruppo ha ottenuto un utile operativo di 127,2 milioni di euro nel trimestre, il 54,3% in meno rispetto all’anno precedente. Le attività in Italia sono rimaste chiuse in questo periodo, cosa che si è riflessa in un calo di 60,2 milioni di euro di ricavi; mentre le chiusure in Messico e Panama hanno portato a riduzioni rispettivamente del 63,5% fino a 22,1 milioni di euro e del 60,1% fino a 5,8 milioni di euro. Sempre a causa delle restrizioni, l’Argentina è scesa del 41,4%, fino a 38,0 milioni di euro, e la Spagna del 34,3%, fino a 26,6 milioni di euro. 

L’azienda ha raggiunto un ebitda adjusted di 3,5 milioni di euro alla fine del 1T2021, il 92,7% in meno rispetto allo stesso trimestre del 2020. Il margine di ebitda è sceso al 2,7% in questo periodo, 14,4 punti percentuali in meno anno su anno, perché la mancanza di reddito non ha potuto essere pienamente compensata dalla diminuzione delle spese di esercizio, nonostante le significative misure di efficientamento e risparmio sui costi messe in atto durante la pandemia, che hanno comportato una riduzione anno su anno del 46,4%, fino a 123,7 milioni di euro in questo primo trimestre. 

In termini di capacità, a fine trimestre il numero di macchine operative del gruppo era di 30.201. Durante questo periodo, 114 sale da gioco, 975 sale giochi, 182 punti di scommesse sportive e 5.864 bar sono stati tenuti aperti. Attualmente, la maggior parte dei mercati dell’azienda ha implementato ulteriori restrizioni operative. Così, l’unità italiana rimane chiusa, l’Argentina ha sospeso le sue operazioni ad aprile e l’Uruguay, da marzo. La società prevede di riprendere completamente l’attività tra giugno e luglio di quest’anno, anche se nel caso dell’Argentina la riapertura potrebbe richiedere più tempo. 

Le attività che hanno potuto riprendere la loro operatività hanno mostrato un incoraggiante recupero di redditività nel periodo in cui non hanno risentito delle chiusure, in particolare Spagna, Panama, Argentina e Uruguay. Anche il business online riflette una solida crescita, con una crescita anno su anno del 23,6%, fino a 19,8 milioni di euro, nei primi tre mesi dell’anno. 

Il 22 aprile la società ha raggiunto un accordo con i propri creditori, denominato “lock-up agreement”, successivamente ratificato dall’assemblea dei soci e con l’appoggio di una sufficiente percentuale di obbligazionisti, per il quale verranno iniettati fino a 225M€ nel gruppo e verranno capitalizzati fino a 367 milioni di euro di debito corrente. Queste nuove risorse coprirebbero, secondo le stime attuali della società, il suo fabbisogno di liquidità fino alla riapertura totale dell’attività. 

Sanpellegrino, nel 2020 fatturato di 893 mln con più di 3,5 mld bottiglie prodotte

Giro d’affari nel 2020 di 893 milioni di euro per Sanpellegrino, azienda di riferimento nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, con più di 3,5 miliardi di bottiglie prodotte nel 2020. Un risultato che ha visto una flessione di solo l’8,1% a valore del fatturato, nonostante il crollo del fuori casa dovuto alla pandemia di Covid-19 e alle conseguenti chiusure imposte al settore, un calo compensato parzialmente dalla crescita dell’e-commerce. Una sostanziale tenuta, invece, dei brand S.Pellegrino e Acqua Panna sul mercato estero che rappresenta il 64% del fatturato complessivo dell’azienda. Nello specifico, il brand Sanpellegrino (acqua + bibite) ha chiuso il 2020 con fatturato in linea al 2019, anno in cui la crescita si era attestata sul 6,3%. 

Nel 2020 il fatturato di Sanpellegrino legato all’export si è attestato sui 573 milioni di euro registrando un lieve calo del 2,8% rispetto all’anno precedente, a fronte della crescita a doppia cifra che si era verificata nel 2019. Nonostante le ricadute della pandemia da Covid-19 sull’out of home, Sanpellegrino ha conseguito sui mercati internazionali performance migliori rispetto a quelle dell’intero comparto delle acque minerali che, secondo l’Osservatorio “Mineral Water Monitor” di Nomisma ha subito una battuta d’arresto dell’11% (a valore) nelle vendite oltre frontiera. 

L’export di Sanpellegrino è cresciuto principalmente negli Stati Uniti, primo mercato del Gruppo, trainato dall’acqua minerale S.Pellegrino (+8,6%) e dalle bibite (+13,7%), in Russia dove i due brand hanno fatto registrare complessivamente un +27,7% e in Cina dove l’incertezza legata al virus è diminuita e c’è stato un incremento dell’80% delle vendite di Acqua Panna. 

A questi dati si aggiungono quelli conseguiti sul mercato italiano nel quale l’azienda ha espresso un fatturato di 320 milioni di euro. Nonostante un’importante fetta del business di Sanpellegrino sia legata all’out of home, pesantemente colpito dagli effetti della pandemia (-38%1), il gruppo ha visto una flessione del 16%, parzialmente compensata dalla tenuta del canale retail e dall’ incremento dell’e-commerce (+36%). I consumatori hanno, inoltre, confermato l’apprezzamento per brand come Levissima che è cresciuta in quota di mercato e ha registrato un incremento a volume dell’1% e per S.Pellegrino e Acqua Panna, che hanno visto un incremento a volume del 3%. 

Sanpellegrino nel 2020 è anche scesa in campo con azioni concrete a fianco della comunità gastronomica per sostenere i ristoranti italiani e internazionali con il progetto #SupportRestaurants, che si proponeva di contribuire a ristabilire un clima di serenità e fiducia dopo la riapertura delle attività a maggio dello scorso anno, affinché le persone ritrovassero il piacere della buona tavola, in piena sicurezza. Oltre a stimolare con questa campagna un movimento per ridare energia al mondo della ristorazione, in Italia, il Gruppo si è impegnato a sostenere – con prodotti omaggio per un valore di 1 milione di euro – alcune delle imprese della ristorazione che hanno reso l’acqua S.Pellegrino un’icona italiana offrendo un contributo concreto per gestire i bisogni economici immediati e porre le basi per ripartire. 

“Sono orgoglioso di come le persone del Gruppo Sanpellegrino abbiano conseguito importanti risultati anche nel 2020, contenendo l’impatto negativo della pandemia sul business e mostrando grandissima vicinanza e sostegno ai clienti, soprattutto del settore HoReCa pesantemente colpito dalla Pandemia. – commenta Stefano Marini, Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino – I risultati 2020 sono stati infatti influenzati, soprattutto in Italia, della contrazione dell’ho.re.ca. legata al calo dei consumi, durante il lockdown imposto dall’emergenza Covid-19. Le vendite sui mercati internazionali hanno, invece, tenuto, trainate dall’apprezzamento dei nostri prodotti, sinonimo dell’eccellenza del made in Italy e dello stile di vita italiano sulle tavole di tutto il mondo. All’estero si è registrato un aumento delle vendite del 2% in Giappone, dell’8,5% negli Stati Uniti, con punte del 27,7% in Russia e del 28% in Cina. Particolarmente apprezzata negli Stati Uniti anche Essenza, la nuova linea di acque aromatizzate che nel mercato americano ha realizzato l’80% delle vendite globali’. I dati dei primi mesi del 2021 delineano un trend positivo: ci sono tutte le premesse e siamo fiduciosi di continuare a crescere”. 

Bollette e Tari: cosa c’è nella bozza del Decreto sostegni bis

Bollette e Tari, novità nella bozza del Decreto sostegni bis. Si proroga infatti al 31 luglio il taglio degli oneri in bolletta per un costo per le casse dello stato di 150 milioni, prevede il documento oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri, che l’Adnkronos ha potuto visionare. Con il decreto arriverebbe anche l’agevolazione sulla tassa sui rifiuti, Tari. Costo dell’operazione 600 milioni. “In relazione al perdurare dell’emergenza epidemiologica, al fine di attenuare l’impatto finanziario sulle categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell’esercizio delle rispettive attività, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, un fondo con una dotazione di 600 milioni di euro per l’anno 2021, finalizzato alla concessione da parte dei comuni di una riduzione della Tari”, si legge nella bozza. 

WMF torna in presenza, 9a edizione a Rimini dal 15 al 17/7

A distanza di due anni, il 15, 16 e 17 luglio 2021 tornerà in presenza il WMF, il più grande Festival sull’Innovazione Digitale. Dopo le oltre 21.000 presenze dell’edizione 2019 e i 24.000 partecipanti online dei due appuntamenti ibridi realizzati lo scorso anno, il Festival accoglierà nuovamente parte del proprio pubblico al Palacongressi di Rimini per quella che sarà la sua 9a edizione. Annunciate le nuove date di luglio – riprogrammate nel rispetto delle più recenti linee guida istituzionali – il WMF si prepara a tornare con una tre giorni dedicata al mondo dell’innovazione digitale e sociale che verrà esplorato a 360 gradi attraverso la formazione professionale – con un ampio programma e più di 55 sale tematiche – e oltre 100 eventi dedicati all’attualità, alla cultura, allo spettacolo, al mondo del business e al futuro, affrontando e indagando le principali novità tecnologiche e il loro potenziale sociale.  

“L’anno appena trascorso ci ha posto davanti sfide complesse, ma anche tante conferme che i valori, i temi, e le iniziative che portiamo avanti sin dalla nascita del WMF sono di centrale importanza ed emergono con prepotenza nei momenti più difficili”, spiega Cosmano Lombardo, ideatore e Chairman del Festival. “Aver insistito in questi anni sulla necessità di vivere l’innovazione tecnologica e digitale alla luce degli impatti che può generare sulle comunità e sulla società ci permette oggi di realizzare, in occasione del WMF2021, un’agorà ancor più partecipata dove co-costruire con maggiore consapevolezza un futuro migliore all’insegna dell’innovazione, della formazione e dell’occupazione”. 

Per garantire una partecipazione ampia e diffusa, oltre ai posti riservati a Rimini il WMF manterrà comunque un format ibrido e la possibilità di seguire la propria agenda interamente online grazie alle funzionalità della piattaforma ibrida.io, già impiegata per le due edizioni realizzate nel 2020. 

Già svelato il concerto di apertura del Festival affidato alle note di Roy Paci, il primo dei tre concerti dal vivo che verranno realizzati sul Mainstage del WMF2021 nel corso delle tre giornate. Saranno inoltre trasmessi in diretta streaming sui canali digitali del Festival tutti i contest, i talk e gli eventi in programma sul Mainstage, come la finale della Startup Competition più grande d’Italia e la cerimonia di consegna dei WMF Awards, che verranno assegnati dal Wmf a realtà e personalità che si sono distinte nel panorama nazionale e internazionale dell’Innovazione e del Web Marketing. A questi si aggiungerà anche il “Premio Nazionale della Ricerca Big Data e AI”, uno speciale riconoscimento che verrà assegnato da WMF e fondazione Ifab a un/una giovane ricercatore/ricercatrice che abbia presentato un progetto di ricerca e sviluppo di particolare rilevanza in ambito big data e intelligenza artificiale. 

Sul palco principale, che lo scorso novembre ha ospitato gli attuali Ministri Enrico Giovannini e Patrizio Bianchi, sarà forte la presenza istituzionale attraverso le testimonianze del sindaco di Firenze Dario Nardella, del Presidente della Fondazione Rondine Franco Vaccari e di molti altri ospiti che verranno comunicati prossimamente. 

Tante anche le voci del mondo scientifico e accademico come quelle di Pierre Philippe Mathieau di Esa (European Space Agency), Anna Grassellino (FermiLab), Luciano Floridi (psicologo a Oxford e Alma Mater Studiorum) e dell’inventore e fisico Federico Faggin. Personaggi del mondo dello spettacolo come l’attore Alessandro Borghi – che nella prima giornata vestirà i panni del co-conduttore – e del web come i The Jackal compongono inoltre un parterre di ospiti ricchissimo, che sarà svelato nelle prossime settimane. 

Torneranno dal vivo gli incontri e gli stand dell’Area Expo del Web Marketing Festival, che nelle scorse edizioni ha ospitato le più importanti realtà del mondo tech e fatto da cornice a momenti di networking tra i partecipanti e oltre 500 sponsor, partner ed espositori del Festival. Tra questi il prossimo luglio figurerà anche il Ministero della Cultura, che all’interno dell’area espositiva ospiterà nel suo stand, a cura della Digital Library – Istituto Centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – le migliori esperienze innovative provenienti da musei e luoghi della cultura statali italiani. 

Tutti gli stand del WMF2021 saranno visitabili anche online sulla piattaforma ibrida.io, per un’esperienza integrata. Sempre in tema di opportunità di business e networking, le startup presenti, gli imprenditori e i partecipanti potranno trovare nel Maker&Tech District e nello Startup District due comparti interamente dedicati a più di 130 startup, aziende e progetti innovativi. Tra le grandi novità di questa nona edizione le diverse aree fieristiche che il WMF dedicherà a droni, prototipi tecnologici, progetti di ricerca innovativi, presentazioni di libri ed eSports, con postazioni da gaming realizzate in collaborazione con Tech Princess. 

Di centrale importanza resta la qualità e l’ampiezza della formazione professionale, cui il WMF2021 dedicherà gli interventi di oltre 600 speaker e più di 55 sale verticali affrontando temi e trend attuali quali Cybersecurity, Intelligenza Artificiale, 5G, Robotica, IoT, Circular Economy, Social Media, Open Innovation, Blockchain, Automotive, Aerospace, Cyberbullismo, Sostenibilità, eSports, Comunicazione Pubblicitaria, Imprenditorialità, Debunking e molti altri. Tra le novità tematiche del WMF2021 anche una sala dedicata alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e la Sala SDGs, verticale sui temi relativi agli obiettivi dell’Agenda 2030. In programma, inoltre, tavoli di lavoro istituzionali dedicati all’analisi e alla conoscenza delle principali direttive proposte dal Pnrr, un hackathon in collaborazione con Esa per il monitoraggio dei cambiamenti climatici e uno in partnership con il Parlamento Europeo sul progetto “Insieme per l’Europa”, dedicato al confronto democratico sul ruolo centrale dell’Ue per le sfide collettive presenti e future. 

Ampio spazio poi al mondo dello spettacolo: in collaborazione con Agis, il WMF ospiterà la prima edizione dell’Innovation Film Fest, una vetrina innovativa dedicata al cinema con proiezioni di cortometraggi, ospiti speciali, premi, incontri tra videomaker, produttori e distributori cinematografici, eventi formativi e workshop. Tante, inoltre, le call attive, le iniziative e le opportunità dell’agenda WMF: tra queste, la Call dedicata ai Digital Creators e il Contest Band Emergenti realizzati in collaborazione con Rds Next e la Call for Young Innovators in partnership con Angi, nata per supportare i giovani che si sono messi in gioco con attività o progetti nell’ambito dell’innovazione digitale e sociale e permettere loro di condividere le loro idee e le loro esperienze con l’ecosistema innovativo del Festival.  

Come per gli appuntamenti passati del WMF, anche la nona edizione è frutto di un percorso di costruzione condiviso con persone, aziende e realtà che si interessano all’innovazione e ispirano ogni anno la realizzazione di eventi e attività in grado di esplorare a fondo l’universo dell’Innovazione Digitale e Sociale, seguire i principali trend del mercato e proporre una formazione che risponda ai bisogni dei professionisti. Anche in vista del WMF2021, infatti, è possibile proporre tematiche da affrontare, eventi verticali, sale formative e workshop. 

Con le oltre 21.000 presenze dell’edizione 2019 e i 24.000 partecipanti online dei due appuntamenti ibridi realizzati nel 2020, il WMF è il più grande Festival sull’Innovazione Digitale e Sociale. Ideato e prodotto da Search On Media Group, il Festival si pone come uno strumento al servizio della società, un acceleratore di innovazione che ogni anno in Italia e all’estero realizza eventi, progetti e iniziative dedicate alla costruzione condivisa di un Futuro migliore, dialogando con istituzioni, enti locali, università, scuole, aziende e realtà del territorio. 

Covid: Vaccini in spiaggia? Balneari pronti ma non trasformarla in luogo di cura

La seconda dose dei vaccini in spiaggia? L’ipotesi vede la disponibilità degli operatori degli stabilimenti balneari ma non spingono perché questo avvenga. “Noi siamo anche disponibili ma bisogna anche evitare di trasformare gli stabilimenti balneari in luoghi di cura”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Antonio Capacchione, presidente del Sib (Sindacato Italiano Balneari) aderente alla Fipe-Confcommercio. “Noi vogliamo preservare la caratteristica di luogo di svago e serenità, siamo disponibili a mettere a disposizione gli stabilimenti balneari – aggiunge – qualora si ritenesse opportuno siamo felici di farlo…ovviamente con il personale fornito dalle Asl. Il nostro impegno però è quello di iniettare serenità più che vaccini” conclude Capacchione.  

Intanto riparte la stagione al mare e i primi segnali positivi si sono visti nel week end, maltempo a parte. “Si riparte con l’entusiasmo di tornare a lavorare da parte degli operatori e una generalizzata sensazione di voglia di mare degli italiani” segnala Capacchione. “Molte famiglie sono venute a trovarci sia per fare gli abbonamenti, sia per respirare l’aria di mare, c’è stata una buona affluenza a livello nazionale, molte persone si sono fermate a mangiare nei ristoranti anche se la riapertura è stata condizionata dalla situazione meteo. Sono ovviamente italiani i primi ad arrivare, le presenze straniere ancora pochissime”. Gli stabilimenti balneari sono pronti al 30-35% ed entro fine maggio saranno tutti aperti. “L’anno scorso – aggiunge – i balneari hanno registrato una riduzione del 30-35% del fatturato. Quest’anno deve ancora ripartire la stagione, quindi rispetto al 2019 abbiamo perso tutta la primavera, le vacanze di Pasqua. Siamo ben al di sotto di due anni fa però i segnali sono estremamente positivi”. Ma riaprire il 15 maggio dà “un segnale anche al mercato internazionale soprattutto di lingua tedesca”.  

Turismo, allarme Federalberghi: “Se non si cambia rotta andrà peggio del 2020”

Dopo il 2020 “annus horribilis” per il turismo con 223 milioni di presenze in meno sul territorio italiano rispetto al 2019, il 2021, per come è iniziato, non promette niente di buono, anzi, rischia di andare peggio. E comunque, le aspettative degli operatori sono rivolte al 2023 per rivedere un ritorno dei flussi turistici ai livelli del 2019. E’ il quadro delineato dal presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, appena rieletto alla guida degli albergatori della Confcommercio, durante la 71 assemblea nazionale che si è svolta a Roma e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del ministro del Turismo Massimo Garavaglia.  

Se l’anno scorso il calo medio dei turisti è stato del 53,4% rispetto al 2019, con punte che in alcune località hanno superato l’80% ed il turismo straniero è sceso mediamente del 70,2%, va osservato come nei primi quattro mesi del 2021 le presenze dei turisti negli esercizi ricettivi “sono diminuite dell’85,6% rispetto al corrispondente periodo del 2019, con un calo del 75,1% per gli italiani e addirittura del 95,9% per gli stranieri”. E “se non ci sarà un cambio di prospettiva in tempi brevi – afferma Bocca commentando i dati – i risultati del 2021 nel settore del turismo si potranno rivelare addirittura peggiori di quelli del 2020”.  

Una ripresa che deve fare i conti con le gravi perdite di fatturato nel 2020 e quest’anno con una stagione invernale che “è saltata del tutto e quella primaverile non è ancora partita”. Ma il ministro Garavaglia è fiducioso e ha voluto lanciare un messaggio di ottimismo all’assise. “Adesso finalmente parte la fase due” ha detto, ovvero: “come sostenere la ripartenza e fare rimbalzare il più velocemente possibile questo Pil compresso che abbiamo in una realtà importante come il turismo”. “Abbiamo la necessità che il turismo sia il primo settore che riparte in questo Paese e che nell’anno di ripartenza dia il maggior contributo alla crescita del Pil”, ha auspicato Garavaglia.  

Il ministro oltre alle misure economiche che il governo sta predisponendo nel decreto Sostegni bis, che dovrebbe essere approvato la prossima settimana, prima fra tutte “la decontribuzione come modalità fondamentale per fare ripartire il settore, con meno vincoli e superando percentuali che stupidamente limitano questa possibilità”, la presa in considerazione dell’entità delle perdite di fatturato, una valutazione dei costi fissi affrontati dalle imprese e l’allungamento dei tempi per i prestiti bancari, Garavaglia ha evidenziato la necessità di un “mix di strumenti finanziari come mini bond, basket bond, fondo rotativo, proprio per andare incontro a realtà molto diverse anche grandi”.  

Ma una spinta alle partenze estive degli italiani intanto per Federalberghi oltre alla iniziativa dell’anticipo del Green pass nazionale può venire dal consentire “di ricevere la seconda dose in una regione diversa da quella in cui si è ricevuta la prima, al fine di agevolare l’organizzazione e la prenotazione delle vacanze” ha sottolineato Bernabò Bocca. Proposta che è stata raccolta dal ministro che non ha negato problematiche ma è stato possibilista. “E’ chiaro ci sarà qualche difficoltà nel fare le vaccinazioni fuori dalla regione di residenza. Però confidiamo che con il generale Figliuolo si riescano a trovare quelle modalità per risolvere anche questo problema. Non semplice – ha rimarcato – ma con costanza e organizzazione si riuscirà a trovare la soluzione anche per questo”.  

Lega Serie A, pacchetto 2 dei diritti tv a Sky

La Lega Serie A ha assegnato il pacchetto 2 dei diritti tv per il prossimo triennio a Sky, che si aggiunge così a Dazn. Per l’offerta della pay tv hanno votato a favore 16 club, dopo una lunga assemblea. In una nota la “La Lega Nazionale Professionisti Serie A comunica che l’Assemblea riunitasi in data 14 maggio 2021, ai sensi di quanto previsto dall’Invito a presentare Offerte Diritti Audiovisivi Campionato di Serie A Pacchetti Dirette a Pagamento per il territorio italiano – Procedura riservata agli Operatori della comunicazione – Stagioni Sportive 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 del 4 gennaio 2021 e dell’Invito alla Trattativa Privata del 27 aprile 2021, ha deliberato l’assegnazione dei Diritti Audiovisivi del Pacchetto 2 alla società Sky Italia S.r.l. a condizione che Sky Italia S.r.l. rinunci – con formale atto scritto da far pervenire alla Lega e da depositare telematicamente in giudizio entro il termine ultimo delle ore 24 di oggi 14 maggio 2021 decorso il quale l’efficacia dell’accettazione verrà definitivamente meno – al ricorso ex 669-bis e 700 c.p.c. notificato in data 23 aprile 2021 e promosso dinanzi al Tribunale di Milano (R.G. n. 7238/2021), nonché alle azioni di merito fondate sui medesimi motivi dedotti nel ricorso”.