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Categoria: economia

Open Fiber con Elis inaugura a Roma area formazione addetti fibra

Il piano di cablaggio di Open Fiber, che sta realizzando un’infrastruttura interamente in fibra ottica per contribuire alla riduzione del divario digitale dell’Italia, segna oggi una tappa importante nella collaborazione con il Centro di formazione Elis a Roma.Alla presenza dell’Amministratore Delegato, Elisabetta Ripa, la società inaugura ufficialmente alle ore 17.00 una nuova area di formazione presso il Pop (Point of Presence) di Roma Tiburtina, che si trova all’interno del campus di Elis. Accanto alla centrale snodo di Open Fiber, che illumina oltre 50mila unità immobiliari della zona, da oggi gli studenti del Corso di specializzazione per giuntisti di fibra ottica che potranno formarsi in uno spazio di simulazione che riproduce con pozzetti, pali e facciate di edifici gli ambienti cittadini e rurali in cui, un domani, saranno alle prese con la posa della fibra.  

“La formazione delle risorse specializzate impegnate sui nostri cantieri è un nodo fondamentale per centrare gli obiettivi di copertura a banda ultra larga del Paese – ha dichiarato Elisabetta Ripa alla vigilia dell’evento –. Crediamo molto in questa sfida e, grazie alla collaborazione con Elis, ci siamo da tempo impegnati direttamente per assicurare al mercato del lavoro figure capaci di rispondere alle esigenze dei nostri fornitori”.  

“A oggi – prosegue l’Ad – abbiamo connesso 11.7 milioni di unità immobiliari e l’obiettivo è arrivare a circa 20 milioni: abbiamo quindi continuamente bisogno di nuovo personale qualificato per costruire una rete che, in questo difficile anno, ha dimostrato tutta la propria resilienza, consentendo a lavoratori e studenti di continuare le loro attività senza interruzioni. Siamo orgogliosi che Open Fiber sia al fianco degli studenti di ELIS in questa importante fase di crescita personale e professionale”. 

Sono in tutto dodici le centrali di snodo delle tecnologie in fibra ottica realizzate da Open Fiber nella Capitale. Contengono gli apparati di tutti gli operatori che forniscono servizi sulla sua rete e consentono già oggi di collegare oltre 330mila unità abitative per un totale di circa 900 km di nuova infrastruttura finora realizzata sul territorio di Roma. 

L’integrazione nel POP di Roma Tiburtina di spazi pensati per la formazione in assetto lavorativo è frutto di una collaborazione che prosegue da anni e che vede Open Fiber ed ELIS impegnati, insieme, in numerose iniziative finalizzate alla formazione e all’occupazione giovanile. Tra queste, la partecipazione di Open Fiber al programma di alternanza scuola-lavoro, che vede ELIS e le aziende del suo consorzio dialogare con oltre 200 istituti scolastici superiori attraverso attività didattiche in aula con professionisti ed esperienze di formazione in reali situazioni di lavoro. Altro ambito di collaborazione il progetto Sistema Scuola Impresa 4.0, dedicato ai processi di trasformazione della didattica e di orientamento ai mestieri del futuro. 

Briatore: “Giusto mantenere blocco licenziamenti”

“È giusto mantenere il blocco dei licenziamenti perché veniamo da una situazione drammatica, magari provare a scaglionarli. Siamo in un momento drammatico, non si può lasciare la gente in mezzo a una strada”. Flavio Briatore risponde così, a Cartabianca, alle domande sul blocco dei licenziamenti che dovrebbe scadere alla fine di giugno. 

“E’ un momento particolare. Ci vuole buon senso da parte degli imprenditori, non si possono licenziare in blocco migliaia di persone”, dice. Dall’altro lato, “la gente deve lavorare, i giovani non possono vivere di reddito di cittadinanza e devono mettersi in gioco: non possono accontentarsi di tirare avanti con 600 euro e qualche lavoro in nero”, dice il manager, che giudica positivamente in generale l’operato del governo guidato da Mario Draghi. 

“Sono molto soddisfatto: con Draghi c’è stato un cambio di marcia notevole. Questo dimostra che se c’è qualcuno che sa fare le cose migliorano”, dice. “Il generale Figliuolo ha fatto un super lavoro. Se fosse rimasto il governo Conte saremmo in condizioni diverse”, aggiunge soffermandosi in particolare sul commissario per l’emergenza covid. 

Poste, inaugura nel pavese mega-hub per e-commerce

Poste italiane ha inaugurato il più grande hub italiano per l’e-commerce e i servizi di corriere espresso. L’impianto è a Landriano, nel pavese: con un investimento di 60 milioni di euro su una superficie di 80mila metri quadrati (cinque volte Piazza Duomo a Milano), può smistare fino a 300mila pacchi al giorno.  

A tagliare il nastro del nuovo impianto sono stati la presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina e l’amministratore delegato, Matteo Del Fante, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.  

“L’hub di Landriano – ha detto Del Fante – è un ulteriore passo nel processo di trasformazione dell’infrastruttura logistica di Poste Italiane che punta sull’innovazione e sulla sostenibilità per rispondere al meglio alle nuove abitudini di acquisto on-line degli italiani. E’ un’infrastruttura strategica che ci consente di sviluppare la rete logistica lungo tutta la catena del valore, per cogliere il pieno potenziale di crescita derivante dall’e-commerce. Soltanto nel 2020 Poste Italiane ha recapitato 210 milioni di pacchi, diventando il primo operatore con una quota di mercato del 36,7% e avviando un percorso straordinario che entro il 2025 porterà ad oltre il 50% la quota dei ricavi generata dal business dei pacchi”.  

L’hub di Landriano è dotato di un sistema automatico di “ultimissima generazione per lo smistamento che utilizza i più elevati standard tecnologici”, spiega la nota.  

Opera su quattro macchine interconnesse che suddividono automaticamente i pacchi per destinazione e peso/volume su 694 uscite, consentendo la gestione di buste e piccoli pacchi e pacchi di dimensione extralarge, per una capacità di circa 39mila pezzi all’ora. La dotazione all’avanguardia comprende anche un innovativo sistema di smistamento basato su tecnologia “autonomous mobile sorting” dotato di 17 robot. I pacchi vengono poi caricati direttamente sugli automezzi che provvedono alla distribuzione in tutta Italia.  

Sul tetto sono stati installati 2.500 pannelli fotovoltaici di ultima generazione che generano energia elettrica in grado di coprire l’80% dei consumi dell’impianto, riducendo di 210 tonnellate le emissioni annue di CO2. “Con l’apertura del nuovo impianto di Landriano Poste Italiane conferma ancora una volta il suo ruolo di azienda di sistema, contribuendo allo sviluppo economico e sociale e alla transizione digitale ed ecologica del Paese”. 

Recovery, via libera Ue a piano Italia: ok a 191,5 miliardi

Via libera da parte della Commissione europea al piano nazionale di ripresa e di resilienza dell’Italia, necessario ad accedere ai fondi di Next Generation Eu. Quello italiano è il piano più grande dell’Ue per l’importo complessivo previsto di trasferimenti e prestiti, in tutto 191,5 miliardi di euro. L’esecutivo comunitario ha adottato una valutazione positiva del piano, che è “di elevata qualità” secondo alti funzionari Ue, e che sosterrà investimenti e riforme in linea con le raccomandazioni specifiche per Paese. Il Pnrr prevede 68,9 miliardi di euro di trasferimenti, cioè fondi Ue che non verranno restituiti, e 122,6 miliardi di euro di prestiti a tasso di favore, che la Commissione europea farà all’Italia dopo aver raccolto i capitali sui mercati e che andranno restituiti nel tempo. 

Ora il Consiglio ha un mese di tempo per approvare definitivamente il Pnrr italiano, cosa che si prevede avvenga nell’Ecofin del 13 luglio, dopodiché la Commissione potrà erogare il prefinanziamento, 24,9 mld di euro, di cui 9 mld trasferimenti e 15,9 mld prestiti, prima della pausa estiva. 

Tecnicamente si tratta di una preallocazione, hanno spiegato alti funzionari Ue: le somme verranno anticipate a luglio ma poi verranno dedotte, a rate, dai successivi versamenti previsti. Dopo il prefinanziamento sono calendarizzati dieci “possibili” esborsi, due all’anno, a partire dal dicembre 2021 per finire nel giugno del 2026, che verranno erogati a patto che vengano rispettati gli obiettivi e le tappe (milestones) fissati nel piano, che sono ben 525. 

A differenza di quanto accade per i fondi Ue tradizionali, spiega un alto funzionario, i fondi per Next Generation Eu non vengono versati dietro la presentazione di “fatture”, bensì dopo che è stato verificato il rispetto degli obiettivi e delle tappe previste 

Per la Commissione, il 37% della spesa prevista nel piano nazionale di ripresa dell’Italia sostiene l’obiettivo climatico, cioè contribuisce al target di ridurre le emissioni del 55%, entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, con la meta di arrivare alla neutralità in termini di emissioni climalteranti a livello Ue entro il 2050. 

Alcune misure inizialmente incluse sono state escluse dal piano proprio perché non rispettavano il ‘do no significant harm principle’, cioè rischiavano di andare in senso contrario all’obiettivo di ridurre le emissioni climalteranti. Ad esempio, hanno spiegato alti funzionari Ue, il superbonus per le ristrutturazioni edilizie non necessariamente contribuisce all’obiettivo climatico, perché la miglioria deve portare ad una riduzione del consumo energetico di almeno il 30%. Insomma, “non basta che un privato sostituisca gli infissi a vetro singolo con i doppi vetri”. 

Il piano italiano supera invece gli obiettivi minimi per quanto riguarda la digitalizzazione: ben il 25% della spesa è allocata a misure che favoriscono la transizione digitale, tra cui l’espansione delle rete ultraveloci e lo sviluppo della rete 5G. L’obiettivo minimo fissato dal regolamento Ue per la spesa mirata a favorire la transizione digitale è il 20%. 

Carni avicole, nel 2021 Italia unico paese con segno più tra 5 produttori Ue

“Il settore delle carni avicole italiane nell’anno del Covid ha mostrato la sua forte resilienza confermandosi al quinto posto tra i produttori Ue, con una produzione in crescita dell’1,8%, in controtendenza alla media europea (-0,1%). E secondo le stime della Commissione Ue l’Italia nel 2021 sarà l’unico fra i primi cinque Paesi produttori Ue a segno più (+0,1%) con una produzione sulle 1,39 mln di tonnellate, in linea con l’anno precedente”. A segnalarlo è il presidente di Unaitalia Antonio Forlini durante l’assemblea dell’associazione di categoria che tutela e promuove le filiere agroalimentari italiane delle carni e delle uova. 

“Il settore ha tenuto meglio degli altri grazie a una filiera nazionale caratterizzata da forte integrazione verticale e autosufficienza (107,5%) che ha permesso di adeguare in tempo reale la produzione alla domanda. Permane però una forte incertezza sul fronte della redditività, visto il rialzo vertiginoso dei prezzi delle materie prime cresciute da gennaio a maggio del 42% che deve essere riconosciuto dalla Grande distribuzione per non indebolire la produzione italiana, al pari dei maggiori costi di produzione, inevitabili per conseguire gli obiettivi sulla sostenibilità richiesti dalla strategia ‘From Farm to Fork'”.  

“Se da una parte, questa strategia genererà prodotti Ue più sostenibili e a maggior valore aggiunto, – aggiunge Forlini – dall’altra aumenterà il gap in termini di costi di produzione e competitività dei prezzi tra le produzioni europee e quelle dei Paesi terzi. E c’è un altissimo rischio di un aumento di importazioni extra Ue nel nostro Paese, in favore di consumi più a buon mercato ma meno sostenibili. Fondamentale sarà tutelare le produzioni Ue dall’importazione indiscriminata di materia prima estera, che metterebbe a rischio non solo l’autosufficienza dell’avicoltura italiana ma l’intera zootecnia italiana ed europea. In questo senso avvertiamo la ratifica dell’accordo Ue-Mercosur, che aumenterà la quota di import di carni bianche dal Sudamerica, ancora come una forte minaccia”.  

Unaitalia, carni bianche più consumate da italiani, fatturato a 5,7 mld

Il Covid non ferma l’ascesa delle carni bianche. Con il 35% delle quote di mercato a volume, le carni avicole rimangono le più acquistate dagli italiani, seguite dalle carni bovine (33%) e dalle suine (21%). Crescono anche gli acquisti domestici (+10% a valore e +7,7% a volume sul 2019) e i consumi pro-capite arrivati a 21,5 kg (+1,93%). Ad illustrare i dati del settore avicolo è il presidente di Unaitalia, Antonio Forlini durante l’assemblea di Unaitalia, il cui mandato di presidenza è stato riconfermato oggi per il prossimo triennio. Nel 2020 crescono sia il fatturato (+3,82%), che si attesta a 5,7 miliardi di euro (4,56 mld per le carni e 1,15 miliardi per le uova per la sola parte agricola), che la produzione di carni bianche (pari a 1.389.900 tonnellate +1,8 % sul 2019) e di uova (12,3 miliardi, + 0,7%).  

A registrare il trend migliore sono soprattutto il tacchino (+4%, 313 mila tonnellate) e il pollo (+1,68%) che rappresentano il 74% della produzione di carni bianche. Il trend della spesa in aumento è confermato anche nel primo trimestre 2021: +1% sullo stesso periodo dell’anno precedente (dati Ismea). Merito della parziale conversione dei consumi fuori casa in consumi domestici, combinata al valore aggiunto dei prodotti. È anche exploit per le uova: dopo il boom del lockdown, si confermano il segmento più dinamico nella spesa degli italiani con +14,5% (dati Ismea-Nielsen).  

Oggi si consumano circa 12,9 miliardi di uova, pari a 216 a testa (+3,23% sul 2019), e sempre più da galline allevate a terra (+21,1%), all’aperto (+13,4%) e da allevamenti bio (+4%) (elaborazioni dati Ismea-Nielsen Market Track). E le stime 2021 parlano di una produzione stabile, con una lieve crescita, nell’ordine del 0,3% a volume (Fonte tavolo esperti Commissione Ue). 

Nissan presenta il nuovo Qashqai mild hybrid

Nissan rinforza la posizione di leader nel segmento dei crossover in Europa con la presentazione della terza generazione del nuovo Qashqai. Con il lancio di Qashqai nel 2007 Nissan ha creato il segmento dei crossover influenzando il mercato. Nel 2014 l’arrivo della seconda generazione ha consolidato il successo del modello con oltre cinque milioni di unità vendute a livello mondiale, tre dei quali in Europa e oltre 340.000 in Italia. Dal lancio il nuovo Qashqai ha già raccolto oltre 1.000 contratti, grazie anche al Première Tour che ha fatto tappa in 70 concessionari di tutta Italia. 

Nissan con la nuova Qashqai mantiene i principi che hanno guidato la progettazione e lo sviluppo delle due generazioni precedenti caratterizzate da un design elegante, ricca dotazione tecnologica e motori efficienti, il tutto unito da un’alta qualità costruttiva. Internamente la terza generazione Qashqai offre un maggior spazio con un sistema di infotainment avanzato e una serie servizi di connettività che includono l’integrazione con gli smartphone, In-Car Wi-Fi per collegare fino a sette dispositivi e il sistema NissanConnect Services, l’app dedicata per gestire e monitorare il veicolo. Il Nissan Connect ha un nuovo display ad alta risoluzione da 9” con il quale accedere a tutte le funzioni di navigazione e intrattenimento ma la novità principale è soprattutto la presenza dell’innovativo Head-Up Display da 10,8”, il più ampio della categoria, che proietta informazioni sulla navigazione e sul traffico sul parabrezza nel campo visivo del conducente.  

Esternamente il nuovo Qashqai si differenzia nel frontale per le sottili fari full LED con luci diurne a forma di boomerang insieme alle prese d’aria poste ora sotto i fari. Le luci anteriori sono state ulteriormente migliorate grazie all’impiego della tecnologia a LED, cosa che ha permesso di ottenere anche un design più sottile e netto. Sulle luci posteriori invece è montata un’ottica graduata a goccia che crea un effetto molto elegante di illuminazione 3D. 

La terza generazione di Qashqai è equipaggiata con il nuovo sistema ProPILOT, che assiste il guidatore in un numero sempre più ampio di situazioni. Denominato “ProPILOT con Navi-link”, il sistema è stato progettato per ridurre l’affaticamento e lo stress di chi è al volante anche grazie a un’interfaccia molto intuitiva. Il sistema può regolare accelerazione e frenata nella singola corsia quando si viaggia in autostrada. In situazioni di traffico intenso può rallentare la vettura fino a fermarla e può farla ripartire automaticamente, se l’arresto dura meno di 3 secondi, quando le vetture di fronte riprendono a muoversi. 

Il progetto di Nissan è di raggiungere come obbiettivo in Europa il 75% delle vendite con vetture elettrificate. A tale obiettivo contribuirà il nuovo Qashqai che sarà disponibile con motore benzina 1.3 DiG-T che varia tra i 140 e i 158 CV con tecnologia mild hybrid e a seguire l’innovativo ed esclusivo sistema e-POWER, al suo debutto in Europa nei prime mesi del 2022. Nella versione mild hybrid l’energia recuperata in fase di decelerazione è immagazzinata nella batteria agli ioni di Litio per poi essere utilizzata per ottimizzare l’erogazione della coppia motrice in fase di ripartenza rapida. In accelerazione (tra 20 e 110 km/h), l’energia della batteria agli ioni di Litio è utilizzata anche per generare una coppia addizionale di 6 Nm per un massimo di 20 secondi, contribuendo a ridurre ulteriormente l’impegno richiesto al motore termico e per abbassare i consumi ed emissioni. 

La nuova Qashqai è disponibile sia nella versione con trasmissione manuale a 6 rapporti oppure con il nuovo cambio Xtronic (ma solo per le versioni da 158 CV). La trazione 2WD è disponibile invece su entrambe le versioni da 140 e 158 CV, mentre il 4WD lo è solo sui modelli con Xtronic da 158 CV. Il nuovo sistema di controllo delle quattro ruote motrici è capace di adattarsi alle condizioni esterne e allo stile di guida, basta selezionare una delle cinque modalità disponibili: Standard, ECO, Sport, Snow e Off-Road. 

Mascherina all’aperto, Cartabellotta: “Ora possiamo toglierla”

“Mi pare che la gente abbia già deciso. Oggi sono stato a Riccione e in mancanza di ogni controllo la metà delle persone non la portava. Il 40% la teneva sotto al naso o al mento. Noi che la portavamo eravamo il 10%”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, in un’intervista a Repubblica nella quale afferma che i tempi sono maturi perché le mascherine possano essere tolte all’aperto, tranne che in alcuni contesti “che possono favorire il contagio e che pertanto richiedono cautela”. “Sappiamo che all’aperto, in assenza di aerosol, il rischio di contagio si abbatte. In più la diffusione del virus al momento è molto bassa, circa 20 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti. D’estate poi tutti i virus respiratori circolano meno. Quindi sì, la mascherina all’aperto possiamo toglierla, soprattutto se siamo vaccinati. Ma dobbiamo rimetterla se non possiamo restare distanti o se ci troviamo in situazioni in cui si urla o si canta. In questo caso il virus si diffonde più facilmente”.  

“La copertura vaccinale comincia ad allargarsi – prosegue il medico – All’appello però mancano due milioni e mezzo di ultrasessantenni e per questo, qualunque cosa decida la politica, serve buon senso. Un conto è che a passeggiare a viso scoperto sia un ragazzo di 30 anni solo, un conto è se si tratta di un 65enne che non si è voluto vaccinare e rischia di ammalarsi seriamente. Tutte queste eccezioni la legge non può prevederle. L’obbligo c’è o non c’è. Altrimenti rischiamo di ricreare la confusione vista con AstraZeneca. È possibile che fra un mese o poco più avremo più dosi a disposizione che persone disposte a vaccinarsi. È normale che oltre una certa soglia le prenotazioni volontarie si esauriscano. Con l’estate e le vacanze poi molti possono trovare più comodo rimandare il vaccino a settembre. Ma se la voglia di vaccinarsi calerà troppo, bisognerà cambiare, utilizzando strategie di chiamata attiva: andando a cercare le persone che mancano all’appello. Occorrerà chiamare, spiegare, convincere. Se non basterà, il passo successivo, che alcuni paesi già adottano, è quello degli incentivi. Lì la fantasia può sbizzarrirsi. Non so se ci si arriverà anche in Italia. L’importante è organizzarsi per tempo e non permettere alla campagna di rallentare troppo a lungo”. 

Lavoro, Landini: “Ormai è disprezzato, a rischio la tenuta democratica”

“Di picchetti, anche molto duri, ne ho fatti tanti nella mia vita sindacale. Ho bloccato i camion nei piazzali per impedire la consegna delle merci durante le vertenze, mi sono scontrato con i padroni e con i padroncini, mi sono sgolato per convincere i lavoratori a scioperare. Ma mai e poi mai ho visto un camionista forzare un picchetto, travolgere i lavoratori fino ad ucciderne uno. Mai ho assistito a qualcosa di simile”. Lo sottolinea Maurizio Landini, Segretario generale della Cgil, in un’intervista a ‘La Repubblica’, commentando l’uccisione a Novara di un giovane sindacalista. 

”La logistica riguarda tutti noi -spiega Landini-. Quella logica permea tutte le attività di servizio alla manifattura. Siamo di fronte ad uno sgretolamento del tessuto sociale, ad un imbarbarimento delle relazioni umane. Così si mette a rischio anche la tenuta della democrazia. La nostra è una Repubblica democratica – è scritto nella Costituzione – fondata sul lavoro. Ma ora domina lo sfruttamento del lavoro, la precarietà del lavoro, l’insicurezza del lavoro. Si è passati dalla tutela del lavoro al disprezzo del lavoro. Proviamo a mettere in fila tre recenti fatti di cronaca: l’orditoio manomesso su cui lavorava la povera Luana, i sistemi frenanti della funivia di Mottarone anch’ essi manomessi, infine la morte di Adil. Sono legati dalla stessa logica: il tempo di vita e di lavoro viene piegato al mercato e al profitto e non alla centralità della persona. Questa assenza di vincoli sociali mette a rischio anche la tenuta democratica di un Paese”. 

”È in atto da anni, più di venti, una metamorfosi del rapporto tra capitale e lavoro -aggiunge Landini-. Fino ad ora ha prevalso la logica del mercato e del profitto e così il lavoro è stato progressivamente svalorizzato: salari bassi, tagli agli investimenti in ricerca e innovazione, scarsa formazione, produttività ferma. E non è accaduto per caso. Una sequenza di leggi ha portato al punto in cui ci troviamo: è stata rilegittimata l’intermediazione di manodopera, un tempo vietata; è stata legalizzata la catena infinita degli appalti con la logica del massimo ribasso, per garantire i guadagni delle aziende ma non i diritti e la dignità di chi lavora. La giungla in cui ci troviamo nasce da una serie di leggi sbagliate”. 

”Il 26 giugno andiamo in piazza anche per chiedere la proroga del blocco. Ci saranno tre manifestazioni: chiediamo la proroga del blocco, l’estensione degli ammortizzatori sociali e di incentivare le strade alternative ai licenziamenti, dai contratti di solidarietà a quelli di espansione. Il governo ci convochi e faccia ripartire il dialogo sociale così costruiremo un’Italia migliore”.  

”Negli anni Settanta, con lo Statuto dei lavoratori, il Parlamento comprese la centralità del lavoro -continua Landini-. Oggi dobbiamo recuperare quello spirito: un nuovo Statuto con il riconoscimento degli stessi diritti alle persone che per vivere devono lavorare. La Cgil ha presentato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare, siamo pronti a confrontarci con tutti. Ma serve anche una legge che misuri l’effettiva rappresentanza dei sindacati e dei datori di lavoro, per estendere a tutti l’efficacia dei contratti nazionali”. 

Bonus vacanze 2021 come richiederlo, Isee e scadenza: guida

Il bonus vacanze scadrà il 31 dicembre 2021, ma per molti italiani sarà proprio l’estate il momento migliore per usufruirne. Proprio in questi giorni, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito ufficiale la guida aggiornata che fornisce le risposte alle domande più frequenti. In cosa consiste? Come richiederlo? A chi spetta? Cosa deve fare il cittadino e cosa l’esercente? 

Il bonus, richiesto dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, può essere utilizzato, una sola volta, nel periodo tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, per il pagamento di servizi offerti – in ambito nazionale – da imprese turistico ricettive, agriturismi e bed & breakfast abilitati a livello nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva, nonché per il pagamento di servizi offerti, sempre in ambito nazionale, dalle agenzie di viaggi e tour operator. 

Il bonus, riconosciuto per il periodo d’imposta 2020 e 2021, spetta nella misura massima di: 500 euro per i nuclei familiari composti da tre o più persone; 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone; 150 euro per quelli composti da una sola persona. 

Può essere fruito da un solo componente del nucleo familiare, anche diverso da chi ha effettuato la richiesta. Non ci sono vincoli per l’utilizzo: si può scegliere liberamente se utilizzare il bonus per una vacanza in cui siano presenti tutti i familiari oppure solo alcuni, e non è necessario che sia presente il soggetto che lo ha richiesto. 

Il beneficio spetta per l’80% sotto forma di sconto sull’importo dovuto al fornitore del servizio turistico e, per il restante 20%, sotto forma di detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020 o 2021 (in funzione dell’anno in cui è avvenuto l’utilizzo), che verrà presentata dal componente del nucleo familiare che ha usufruito dello sconto. Per poter utilizzare l’agevolazione è necessario verificare preventivamente con il fornitore del servizio turistico che aderisca all’iniziativa e ‘accetti’ il bonus. 

La stessa persona che ha utilizzato il bonus presso l’operatore turistico e alla quale è intestata la fattura o il documento commerciale o, per il solo anno 2020, lo scontrino/ricevuta fiscale emesso dal fornitore può poi fruire della detrazione del 20%, indicando tale importo nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020 (o 2021, a seconda dell’anno in cui il bonus viene utilizzato). L’eventuale parte della detrazione che non trova capienza nell’imposta lorda non può essere riportata a credito per gli anni d’imposta successivi, né richiesta a rimborso. 

Lo sconto sul corrispettivo del servizio turistico viene recuperato poi dal fornitore dei servizi sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24, con facoltà di successive cessioni a terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché a istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d’imposta non ulteriormente ceduto è usufruito dal cessionario con le modalità previste per il soggetto cedente. 

Possono fruire dell’agevolazione i nuclei familiari con indicatore Isee in corso di validità – ordinario o corrente – non superiore a 40.000 euro. Per il calcolo dell’indicatore Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), occorre presentare all’Inps la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU): un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali necessari a descrivere la situazione economica di un nucleo familiare e che ha validità dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre successivo. Accedendo al sito dell’Inps è possibile presentare la DSU in modalità non precompilata o precompilata: quest’ultima contiene alcuni campi già precompilati dall’Agenzia delle entrate e dall’Inps. In alternativa è possibile rivolgersi ai Centri di assistenza fiscale (Caf) che prestano assistenza all’utente a titolo gratuito.  

Se la situazione economica dei componenti del nucleo familiare è significativamente variata rispetto alla situazione rappresentata nella DSU ordinaria, è possibile presentare una nuova DSU per il calcolo dell’ISEE corrente. Maggiori informazioni sulle modalità di compilazione della DSU ordinaria e corrente e sulla richiesta dell’ISEE sono disponibili sul sito dell’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) nel quale sono pubblicate una serie di FAQ in materia di ISEE, oppure presso il Caf a cui l’utente si sia rivolto.  

Il bonus è utilizzabile da uno (e solo uno) dei componenti del nucleo familiare, anche diverso dal soggetto richiedente, purché risulti intestatario della fattura o del documento commerciale emesso dal fornitore. Lo stesso componente che lo utilizza è quello che potrà beneficiare della detrazione nella propria dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2020 o 2021. 

Le spese devono essere sostenute in un’unica soluzione per i servizi resi da un solo fornitore (il bonus, quindi, deve essere utilizzato per un solo pagamento, senza possibilità di frazionarlo) e devono essere documentate da fattura o documento commerciale o, per il solo anno 2020, scontrino/ricevuta fiscale, nei quali deve essere indicato il codice fiscale del componente del nucleo familiare che intende fruire del bonus. 

La legge n. 126/2020 ha modificato la norma istitutiva dell’agevolazione, prevedendo che il pagamento del servizio può essere corrisposto anche con l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici, oltre che – come già previsto inizialmente – di agenzie di viaggio e tour operator. 

Per usufruire del bonus, entro il 31 dicembre 2021, occorre aver fatto richiesta entro il 31 dicembre 2020. Di seguito, la descrizione delle regole per richiedere l’agevolazione. Come si richiede il bonus: l’app IO Dal 1° luglio 2020 ed entro il 31 dicembre 2020, il cittadino deve -preventivamente – aver installato ed effettuato l’accesso all’applicazione per dispositivi mobili, denominata IO, l’app dei servizi pubblici, resa disponibile gratuitamente da PagoPA Spa. 

La richiesta del bonus vacanze può essere effettuata, tramite l’app IO, da uno dei componenti del nucleo familiare, in possesso di identità digitale SPID o di Carta di identità elettronica. Al primo accesso, dopo l’autenticazione con SPID o CIE (versione 3.0), l’app IO chiede all’utente di impostare un codice di sblocco (PIN) ed eventualmente una delle funzionalità di riconoscimento biometrico (impronta digitale o riconoscimento del volto) disponibile sul proprio dispositivo. In seguito alla prima registrazione, l’utente può accedere a IO direttamente digitando il PIN da lui scelto o tramite riconoscimento biometrico. 

Dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, uno dei componenti del nucleo familiare deve aver effettuato l’accesso alla funzione per richiedere il bonus Vacanze disponibile nella sezione ‘Pagamenti’ dell’app IO. Prima di procedere con la richiesta, l’app IO mostra una pagina di dettaglio sul funzionamento e le regole del bonus Vacanze, che include i Termini e condizioni d’uso e le Privacy policy specifiche del bonus, per presa visione da parte dell’utente. 

In seguito, attraverso un collegamento con la banca dati dell’Inps, l’app IO verifica che il richiedente sia in possesso di tutti i requisiti necessari e comunica al richiedente l’esito del riscontro, con un messaggio in app. Nei casi in cui l’utente sia risultato idoneo a ricevere il bonus, dopo aver visualizzato l’anteprima del bonus vacanze, può confermare la sua richiesta e deve attendere che l’app IO comunichi l’attivazione del bonus. 

Dopo la conferma dell’attivazione del bonus vacanze attribuito al nucleo familiare, il richiedente e gli altri beneficiari che hanno già installato l’app IO possono visualizzarlo immediatamente nella sezione ‘Pagamenti’. Sono riportate le seguenti informazioni: il codice univoco ed il QR-code associato, da comunicare al fornitore del servizio turistico al momento del pagamento del soggiorno presso il fornitore stesso. Attraverso la funzione ‘Condividi’ presente nella schermata di riepilogo del bonus, IO crea una copia del codice univoco e del relativo QR-code che il richiedente può inoltrare (come una semplice immagine) ai componenti del nucleo familiare che non hanno accesso all’app; l’importo massimo dell’agevolazione spettante al nucleo familiare, con separata indicazione dell’importo massimo dello sconto e dell’importo massimo della detrazione fruibile in dichiarazione; l’elenco dei componenti del nucleo familiare risultanti dalla DSU presentata (uno qualunque tra questi potrà utilizzare il bonus al momento del pagamento del servizio turistico); il periodo di validità entro il quale spendere il bonus (dalla data di attivazione fino al 31 dicembre 2021). 

Dopo aver ricevuto la conferma di poter usufruire dell’agevolazione, il richiedente, o un altro componente del suo nucleo familiare, può utilizzare il bonus come segue: – lo sconto, una sola volta entro il 31 dicembre 2021 presso una struttura situata sul territorio nazionale che aderisce all’iniziativa o presso un’agenzia di viaggi o un tour operator per l’acquisto di un servizio turistico reso in Italia; – la detrazione, con la dichiarazione dei redditi che sarà presentata per l’anno di imposta 2020 o 2021, in funzione dell’anno di utilizzo del bonus.  

Al momento del pagamento del corrispettivo dovuto per il servizio turistico, la persona che intende fruire del bonus deve comunicare al fornitore il proprio codice fiscale e il codice univoco assegnato o, in alternativa al codice univoco, esibire il QR code. Quest’ultimo può essere visualizzato su smartphone (o altro dispositivo mobile) accedendo all’app IO nella sezione ‘Pagamenti’ o come immagine condivisa dal familiare che ha richiesto il bonus. Per poter applicare lo sconto, il fornitore acquisisce questi dati e li inserisce, insieme all’importo del corrispettivo dovuto, in un’apposita sezione della procedura web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate (seguendo il percorso “La mia scrivania – Servizi per – Comunicare”). In questo modo, viene verificato, in tempo reale, lo stato di validità dell’agevolazione e l’importo massimo dello sconto applicabile. In caso di esito positivo della verifica (bonus attivo e valido), il fornitore può confermare nella procedura l’applicazione dello sconto.  

È importante che il cliente comunichi il codice univoco solo al momento del pagamento, per evitare che il bonus venga utilizzato per errore. Una volta utilizzato, il bonus non potrà essere chiesto nuovamente. Si ricorda che la persona che usufruisce dello sconto deve essere, necessariamente, l’intestatario della fattura o del documento commerciale emesso dal fornitore. Da questo momento il bonus risulterà come ‘utilizzato’ (con indicazione della data dell’avvenuta riscossione) e sarà inutilizzabile. All’interno della sezione ‘Pagamenti’ dell’app IO del richiedente lo stato del bonus sarà aggiornato. Le stesse informazioni sono messe a disposizione del soggetto che ha utilizzato lo sconto nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia, all’interno del suo cassetto fiscale (seguendo il percorso ‘La mia scrivania – Consultazioni – Cassetto fiscale – Crediti Iva/Agevolazioni utilizzabili’). 

Come già anticipato, l’80% del bonus è erogato sotto forma di sconto immediato sull’importo dovuto per il servizio e il restante 20% viene erogato sotto forma di detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020 o 2021, in funzione dell’anno di utilizzo del bonus. L’eventuale parte della detrazione che non trova capienza nell’imposta lorda non può essere riportata a credito per gli anni d’imposta successivi, né richiesta a rimborso. 

Il fornitore del servizio turistico (struttura ricettiva, agenzia di viaggio o tour operator), per poter applicare lo sconto al momento dell’incasso, deve accedere all’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate con le credenziali Entratel o Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate o mediante l’identità digitale SPID, la Carta di identità elettronica (CIE 3.0) o la Carta Nazionale dei Servizi. Se il fornitore è una società (o comunque un soggetto diverso dalla persona fisica), la procedura web potrà essere utilizzata in nome e per conto della società dalle persone fisiche registrate come “gestori incaricati” o come “incaricati”, questi ultimi appositamente autorizzati dai gestori stessi. 

Questi utenti potranno accedere all’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate (identificandosi con le credenziali Entratel o Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate, mediante l’identità digitale SPID, la CIE o la Carta Nazionale dei Servizi), scegliere di operare per la società (scelta dell’utenza di lavoro) e accedere all’applicazione. 

Il fornitore inserisce i seguenti dati: il codice univoco o il QR-code associato al bonus, fornito dal cliente; il codice fiscale del cliente, che sarà indicato nella fattura o nel documento commerciale o nello scontrino/ricevuta fiscale; l’importo totale del corrispettivo dovuto (al lordo dello sconto da effettuare).  

La procedura verifica lo stato di validità dell’agevolazione e l’importo massimo dello sconto applicabile. In caso di esito positivo, l’applicazione fornisce l’importo dello sconto effettivamente applicabile e l’importo della detrazione. Il fornitore conferma a sistema l’applicazione dello sconto e procede a incassare dal cliente la differenza tra il corrispettivo della prestazione turistica e lo sconto confermato a sistema. È possibile consultare anche l’elenco di tutte le comunicazioni inviate. 

A partire dal giorno lavorativo successivo alla conferma dell’applicazione dello sconto, il fornitore può recuperare lo sconto sotto forma di credito d’imposta di pari importo, da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24, senza l’applicazione del limite annuale di cui all’articolo 34 della legge n. 388/2000. 

Inoltre, all’utilizzo in compensazione del credito d’imposta non si applica il limite annuale di cui all’articolo 1, comma 53, della legge n. 244/2007, in quanto non è previsto che il credito sia indicato dal fornitore nel quadro RU della propria dichiarazione dei redditi. 

Il modello F24 va presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’acquisizione del modello. Inoltre, il credito d’imposta utilizzato in compensazione non può eccedere l’importo disponibile, tenuto conto delle fruizioni già avvenute o in corso e delle cessioni, pena lo scarto del modello F24. 

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione ai fini del pagamento di tutti i tributi e contributi che possono essere versati tramite modello F24 (per esempio, ritenute alla fonte, Iva, contributi Inps, premi Inail, imposte sui redditi e Irap, Imu, tassa rifiuti e altri tributi locali). 

Con la risoluzione n. 33 del 25 giugno 2020 è stato istituito il codice tributo (6915) da indicare nel modello F24 per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta da bonus vacanze. In alternativa all’utilizzo in compensazione, sempre dal giorno lavorativo successivo alla conferma dell’applicazione dello sconto, il fornitore può cedere il relativo credito d’imposta – totalmente o parzialmente – a terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari. Il credito d’imposta non utilizzato dal cessionario, in tutto o in parte, può essere oggetto di ulteriori cessioni di credito. 

La cessione deve essere comunicata attraverso la piattaforma disponibile in un’apposita sezione dell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. I cessionari, previa conferma della cessione del credito da comunicare attraverso la medesima piattaforma, utilizzano il credito d’imposta con le stesse modalità previste per il soggetto cedente. 

 

Cartelle esattoriali sospese, verso nuova proroga

Cartelle esattoriali sospese, si va verso una nuova proroga. A questo starebbe ragionando il governo Draghi e una conferma arriva dalle parole del leader della Lega, Matteo Salvini. “Passa la proposta della Lega: estate senza cartelle esattoriali, ora lavoriamo su saldo e stralcio e rottamazione”, dice Salvini. “È una boccata d’ossigeno per 18 milioni di italiani -aggiunge-, che in un momento di reale difficoltà come questo rischiavano di ricevere 163 milioni di cartelle”. La riscossione, al momento ferma fino al 30 giugno, potrebbe slittare a settembre. 

Leasing nautico e navigazione in alto mare, arriva provvedimento Ag. Entrate

Leasing nautico e navigazioni ‘in alto mare’, la nuova normativa si completa con il provvedimento direttorale del 15 giugno scorso dell’Agenzia delle Entrate che disciplina la “Dichiarazione dell’utilizzatore”. “L’Agenzia delle Entrate ha definito il modello telematico per le dichiarazioni di utilizzo delle unità da diporto in leasing nautico (o in locazione e noleggio non a breve termine) e in navigazione commerciale (noleggio) in alto mare, ai fini della determinazione – rispettivamente – della base imponibile e della non imponibilità delle prestazioni, ai sensi dell’art. 7-sexies e dell’art. 8-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Il provvedimento dà attuazione alle disposizioni contenute nella legge di bilancio 2021, art. 1, commi da 708 a 712, della legge n. 178 del 30 dicembre 2020, che fanno seguito alla nuova disciplina individuata dal Provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle Entrate del 29 ottobre 2020”. Ad annunciarlo sono Assilea e Confindustria Nautica che si attendono impatti positivi sul mercato e sulla filiera. 

In particolare, l’introduzione della dichiarazione telematica dell’armatore/utilizzatore dall’unità privata circa la navigazione effettuata al di fuori dalle acque comunitarie e della dichiarazione telematica dell’armatore/utilizzatore dell’unità commerciale in noleggio circa la percentuale di viaggi effettuati in “alto mare”, esclude la responsabilità rispetto all’individuazione della base imponibile, nel primo caso, della società di leasing (o di locazione e noleggio) e, nel secondo caso, del cantiere costruttore dell’unità e dei fornitori di beni e servizi.  

La responsabilità del prestatore/fornitore di beni e servizi, infatti, viene limitata alla corretta annotazione in fattura dei dati della dichiarazione sulla navigazione effettuata dall’armatore/utilizzatore. E’ prevista una dichiarazione preventiva, sulla base della quale è stabilita la base imponibile da utilizzare per la fatturazione, seguita da una dichiarazione a fine anno, attraverso la quale apportare le eventuali variazioni. Per quanto riguarda il leasing nautico (o il noleggio e la locazione non a breve termine) non è obbligatorio aver presentato una dichiarazione preventiva per poter comunicare la navigazione effettuata a consuntivo. 

Per quanto riguarda la navigazione in “alto mare”, ai fini delle esenzioni per le attività commerciali di cui all’art. 8-bis la dichiarazione è ammessa anche in presenza di situazioni di discontinuità di utilizzo dell’unità nel corso d’anno, ad esempio per passaggio di proprietà, in relazione al periodo infrannuale di competenza del nuovo armatore, proprietario o utilizzatore. 

La dichiarazione è presentata mediante i canali telematici Entratel/Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, direttamente dal dall’armatore/utilizzatore dell’unità, o tramite un soggetto intermediario abilitato, utilizzando il software denominato “dichiarazionenautica” disponibile gratuitamente sul sito www.agenziaentrate.it. Le suddette disposizioni sono applicabili alle operazioni per le quali la data della relativa fattura decorre dal 14 agosto 2021 mentre la dichiarazione preventiva dell’armatore/utilizzatore può comunque essere trasmessa telematicamente già a partire dal 15 luglio 2021.  

“Abbiamo lungamente lavorato con l’Agenzia delle Entrate per portare a termine una riforma della materia che fosse in compliance con i vincoli imposti dalla Commissione UE, ma tenesse conto delle specificità di questo mercato, della collocazione, anche geografica, dell’Italia, del valore della cantieristica nautica italiana e dell’impatto occupazionale della sua filiera, della concorrenza dei Paesi extra UE”, commenta il Presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi. “Il nostro obiettivo è tutelare il più possibile la permanenza delle barche sulle nostre coste e nei nostri porti, anche a vantaggio degli stessi introiti fiscali.”  

“Il lease è per molti settori lo strumento vitale per lo sviluppo, gli investimenti, il rinnovamento tecnologico e la competitività internazionale. La nautica non fa eccezione, con il 90% del fatturato che si sviluppa attraverso il leasing nautico, che contribuisce fattivamente alla leadership mondiale della nostra cantieristica e al successo del Salone Nautico di Genova, dove negli ultimi anni si è registrato un picco delle stipule”, commenta il Presidente di Assilea, Carlo Mescieri. “La nuova normativa consente, finalmente, di separare la responsabilità fiscale dell’utilizzatore, da quella della società di leasing e questo non potrà che fare bene a una progressione del mercato”. 

Assilea e Confindustria Nautica esprimono un sentito ringraziamento per l’attento l’ascolto e la condivisione al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, . Ernesto Maria Ruffini, i Vice Direttori Paolo Valerio Barbantini – Capo Divisione Contribuenti – e Paolo Savini – Capo Divisione Servizi – e tutte le rispettive strutture.  

Auto, multe più salate: le ipotesi sul tavolo

Parcheggi su strisce pedonali, piste ciclabili e posto invalidi. Aumentano le multe per chi non rispetta il Codice della strada secondo quanto prevede una bozza del decreto legge trasporti.  

Il parcheggio sulle strisce pedonali o sulle piste ciclabili potrà essere sanzionato fino a un massimo di 660 euro. La sanzione si applica per i veicoli in sosta ”sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime”. La norma prevede, inoltre, una distinzione tra i veicoli a due ruote (ciclomotori e motoveicoli), che saranno soggetti al pagamento di una somma da 80 a 328 euro; mentre per tutti gli altri veicoli la multa va da 165 a 660 euro. 

Raddoppia la multa per chi parcheggia nei posti riservati agli invalidi, che potrà arrivare a fino a 672 euro. La sanzione prevista oggi per chiunque utilizza i parcheggi riservati senza avere l’autorizzazione va dagli 87 euro ai 344 euro, mentre nella bozza le sanzioni vengono raddoppiate, da un minimo di 168 a un massimo di 672 euro.  

Mentre per chi usa le strutture, avendone diritto, ma ”non osservando le condizioni ed i limiti indicati nell’autorizzazione” rischierebbe una multa tra 87 euro e 344 euro. Oggi rischia una sanzione che va da un minimo di 42 euro a un massimo di 173 euro. 

Arriva, inoltre, il ‘permesso rosa’ che sarà riservato ai veicoli delle donne incinte e delle mamme con bambini di età fino a 2 anni. Gli enti proprietari della strada, si legge nel provvedimento, ”possono allestire spazi per la sosta, mediante la segnaletica necessaria, per consentire ed agevolare la mobilità di esse, secondo quanto stabilito nel regolamento”. 

Chiunque usufruisce delle strutture senza avere l’autorizzazione o ne faccia uso improprio, ”è soggetto”, però, “alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87 a euro 344”. Mentre chiunque usa delle strutture, pur avendone diritto, ”ma non osservando le condizioni ed i limiti indicati nell’autorizzazione prescritta” è soggetto alla ”sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42 a euro 173”. 

 

 

Energia, Ue potenzia accesso elettricità nell’area di Virunga

Oggi la Commissione annuncia ulteriori 20 milioni di euro per finanziare una nuova centrale elettrica a Rwanguba, che fornirà altri 15 Megawatt di elettricità. La rapida risposta dell’Unione europea all’urgente crisi ambientale nella Repubblica Democratica del Congo ha contribuito a ripristinare fino al 96% delle linee elettriche e il 35% delle condutture dell’acqua danneggiate a Goma a causa dell’eruzione del vulcano Nyiragongo del 22 maggio. Questo ha permesso a mezzo milione di persone di accedere all’acqua potabile e di avere l’elettricità in due importanti ospedali. 

Intervenendo al panel delle Giornate europee dello sviluppo su Virunga, il commissario per i partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, ha dichiarato: “L’accesso all’elettricità salva vite ed è fondamentale per lo sviluppo economico e umano in questa regione vulnerabile. Per questo l’Unione Europea ha reagito rapidamente per sostenere la popolazione colpita dalla recente eruzione vulcanica del Nyiragongo. Con questi 20 milioni di euro aggiuntivi, aumenteremo l’offerta, più famiglie e scuole e offriremo opportunità per una crescita sostenibile”.  

Energia, Ue potenzia accesso elettricità nell’area di Virunga

Oggi la Commissione annuncia ulteriori 20 milioni di euro per finanziare una nuova centrale elettrica a Rwanguba, che fornirà altri 15 Megawatt di elettricità. La rapida risposta dell’Unione europea all’urgente crisi ambientale nella Repubblica Democratica del Congo ha contribuito a ripristinare fino al 96% delle linee elettriche e il 35% delle condutture dell’acqua danneggiate a Goma a causa dell’eruzione del vulcano Nyiragongo del 22 maggio. Questo ha permesso a mezzo milione di persone di accedere all’acqua potabile e di avere l’elettricità in due importanti ospedali. 

Intervenendo al panel delle Giornate europee dello sviluppo su Virunga, il commissario per i partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, ha dichiarato: “L’accesso all’elettricità salva vite ed è fondamentale per lo sviluppo economico e umano in questa regione vulnerabile. Per questo l’Unione Europea ha reagito rapidamente per sostenere la popolazione colpita dalla recente eruzione vulcanica del Nyiragongo. Con questi 20 milioni di euro aggiuntivi, aumenteremo l’offerta, più famiglie e scuole e offriremo opportunità per una crescita sostenibile”.  

Milano al lavoro per il ‘supersalone’ del design

Per la prima volta tutto il mondo del design milanese insieme per prepararsi all’evento di settembre. Ieri, alla presenza del Sindaco Giuseppe Sala, si è svolto in Triennale Milano un incontro che ha riunito le diverse realtà che parteciperanno alle giornate del design a settembre, avviando per la prima volta un importante dialogo tra il progetto del Salone del Mobile in Fiera e la programmazione in città. Obiettivo dell’incontro era di creare una sinergia tra tutti i soggetti coinvolti nella manifestazione e comunicare al mondo l’immagine di una Milano che torna a essere capitale mondiale del design. 

All’incontro – promosso da Triennale Milano e coordinato da Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano e curatore del supersalone di settembre – sono intervenuti Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia, Cristina Tajani, Assessora a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano, Claudio Feltrin, Presidente di FederlegnoArredo, Claudio Capasa Presidente della Camera della Moda, Luca Palermo, AD di Fiera Milano, e molte realtà storiche del Fuorisalone e del mondo del design come Matteo Vercelloni di INTERNI, Rossana Orlandi, Paolo Casati di Brera Design District, Gisella Borioli di Superstudio, Katia Jorfida di Rota&Jorfida, Livia Peraldo Matton, direttrice di Elle Decor Italia, Alessandro Beulcke di Il Verde e il Blu Festival, Emanuele Tessarolo di 5VIE Design District, Cesare Castelli di Milano Maker, Marco Sammicheli, Sovrintendente del Museo del Design Italiano di Triennale Milano, e Maria Porro, Presidente di Assarredo.  

Hanno partecipato all’incontro oltre 80 rappresentati di 35 organizzazioni: dai distretti del Fuorisalone alle Fondazioni private, da ADI alla Rete dei musei di impresa rappresentata dal Presidente Antonio Calabrò, dagli editori ai professionisti della comunicazione. Presenti anche Federalbergatori Assolombarda e APAM – Associazione Provinciale Albergatori Milano. 

“La prossima edizione del supersalone – ha detto il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala – sarà di straordinaria importanza perché sarà un test della nostra effettiva ripartenza ma anche della nostra voglia di trasformarci in qualcosa di nuovo. Non dobbiamo tornare al passato, magari con qualche limite in più, ma essere protagonisti di un reale cambiamento. È una riflessione che ho condiviso con i sindaci di altre grandi città del mondo dove, come qui a Milano, si sta vivendo una fase di grande transizione portata avanti da un’idea di crescita più verde e più giusta. In tutto questo il design può essere davvero nostro alleato, ne sono convinto. Per questo accolgo con grande favore lo spirito dell’incontro di oggi. Non è più il momento dei dibattiti, è il momento del fare. Se qualche cosa cambierà, anche in Italia, è perché Milano ha deciso di cambiare. E lo farà sulla strada del design.” 

“Sono felice di accogliere oggi in Triennale questo incontro storico. Avere oggi qui a parlare degli eventi del prossimo settembre le istituzioni e i protagonisti del mondo del design milanese e ascoltare le loro voci è un’occasione unica. Questa polifonia è l’espressione della grande forza ed energia creativa di Milano, che non schiaccia ma anzi valorizza entro un progetto comune le differenze e le identità delle numerose anime del design milanese e italiano. Una volta di più Triennale si candida a essere la casa del Design italiano, dove raccogliere e ampliare questa straordinaria ricchezza. Ci auguriamo che questo formato possa essere il primo di una serie di appuntamenti di scambio e dialogo”, ha detto Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano. 

“Per incentivare, operatori e imprese alla partecipazione all’edizione speciale di settembre della Design Week, come Amministrazione abbiamo deciso, di concedere quasi gratuitamente gli spazi pubblici per gli eventi a valenza culturale, intendiamo dare così il nostro contributo per sostenere e valorizzare associazioni, imprese e i tanti professionisti del comparto del design al fine di consolidare Milano come capitale mondiale del design e della creatività oltre a consentire alla città di ritrovare il suo ruolo internazionale e un’occasione dalla quale ripartire”, ha sottolineato Cristina Tajani, Assessora alle Attività produttive, Commercio, Moda e Design del Comune di Milano.  

I diversi interventi della mattinata hanno fatto emergere la volontà di creare una forte sinergia tra i diversi attori del mondo del design e di valorizzare le diverse proposte per le giornate di settembre attraverso una comunicazione condivisa. 

Stellantis, a Melfi superlinea con quattro vetture elettriche al 2024

Emerge per Melfi un progetto con una unica superlinea per quattro vetture elettriche di segmento medio al 2024 con capacità massima dell’impianto tra le 370 e le 400mila vetture l’anno. Lo si apprende da fonti vicine all’azienda dopo l’incontro al Mise con sindacati, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e del Lavoro Andrea Orlando. 

“L’incontro svoltosi oggi al Ministero dello Sviluppo Economico è stato un forte segnale positivo dell’impegno di Stellantis in Italia, con una collaborazione ancora più costruttiva che abbiamo da tempo avviato con il Ministero dello Sviluppo Economico e con tutte le organizzazioni sindacali con cui ci confrontiamo periodicamente”, ha detto un portavoce della società al termine dell’incontro al Mise. “Stellantis – prosegue – sta lavorando con determinazione e velocità per anticipare e sostenere la transizione energetica di tutti i propri siti industriali italiani con l’obiettivo di garantirne la sostenibilità attraverso il miglioramento delle prestazioni e far ricoprire al Paese un ruolo strategico tra i principali mercati domestici europei del Gruppo. L’Azienda esprime grande apprezzamento per la prosecuzione di questo dialogo produttivo e costruttivo, con l’obiettivo di costruire assieme a tutte le parti sociali le condizioni per garantire un futuro luminoso e competitivo per Stellantis e per tutti i suoi dipendenti”. 

“Primo positivo passo in cui sono venute indicazioni di una volontà di significativo investimento sulla realtà di Melfi, rimaniamo in attesa di conoscere ulteriori aspetti di questa strategia”, ha detto dal canto suo il ministro del Lavoro Andrea Orlando al termine dell’incontro. “Come governo abbiamo dato massima disponibilità alla sfida che Stellantis intende lanciare nel processo di transizione. Ci sono state alcune indicazioni positive in un clima positivo. Naturalmente si tratta di un processo che deve continuare per capire le implicazioni di queste scelte”, ha concluso Orlando. 

“Positivo l’impegno del governo e dell’azienda che questo sia solo il primo incontro per affrontare la questione Stellantis con tutto ciò che significa: transizione, indotto, stabilimenti e occupazione. Adesso si tratta di fare altri incontri per concretizzare”, ha affermato la segretaria generale della Fiom Francesca Re David. Su Melfi Re David ha sottolineato che “è positivo che l’azienda abbia anticipato un pezzo di piano industriale che prevede elettrificazione, quattro nuovi modelli, assemblaggio di batteria, mentre è complesso e da valutare cosa significhi fare di due linee una superlinea, perché per quanto ci riguarda questa operazione non può avere effetti né sull’occupazione né sui salari dei lavoratori”, ha concluso Re David.
 

”Sono davvero confortanti le parole del ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, sul futuro dello stabilimento di Melfi, che recano una nuova prospettiva a uno stabilimento cruciale per la Basilicata e per il Paese”, ha affermato in una nota il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. ”Ci attendiamo adesso che il processo iniziato oggi – aggiunge il governatore lucano – possa essere declinato partendo dalla terza gigafactory europea del gruppo per le batterie: mi auguro possa vedere la luce proprio a Melfi, dato che lo stabilimento lucano dovrebbe diventare la sede della piattaforma elettrica di Stellantis. In tal senso impegnerò tutte le energie della Regione Basilicata”.
 

Concorso Sud, prove per altri 70mila candidati: ecco date e sedi

Parte dal 22 giugno il nuovo ciclo di prove dei circa 70 mila candidati che avevano presentato domanda per la selezione finalizzata all’assunzione di 2800 tecnici a tempo determinato nelle Regioni del Mezzogiorno e per i quali era stata già effettuata la valutazione dei titoli. L’ampliamento della platea si era reso necessario per la ridotta partecipazione alle prove degli 8.582 candidati ammessi alla prima tornata di prove, che rischiava di non consentire il pieno raggiungimento delle 2.800 posizioni da ricoprire. 

Le prove scritte di cui al provvedimento di modifica del bando pubblicato in G.U. n.46 del 11 giugno 2021 si svolgeranno nei giorni 22, 23, 24, 25, 28 e 29 giugno 2021 presso le seguenti sedi: Lazio: Nuova Fiera di Roma, Via Portuense, 1645, ingresso Est, Pad.1 in via A.G.Eiffel), Roma; Campania: Mostra d’Oltremare, ingresso viale John Fitzgerald Kennedy, 54, Napoli; Calabria: Fondazione Mediterranea Terina Onlus, Area ex Sir, Dipartimento 15, Lamezia Terme (Cz); Puglia: Fiera del Levante – Lungomare Starita n. 4, Bari; Sardegna: Fiera di Cagliari, Viale Armando Diaz, ingresso Pad.1, P.zza Marco Polo, Cagliari ; Sicilia: Centro Commerciale Fiera del Sud, Viale Epipoli, 250, Siracusa – Le Ciminiere, Viale Africa 12, Catania.  

Nei giorni 28 e 29 giugno 2021, per motivi organizzativi, i residenti nel Lazio, nelle altre regioni del Centro-Nord e all’estero saranno convocati presso la sede individuata nella regione Emilia Romagna: Bologna Fiere – Viale della Fiera, 20 – Bologna. Ogni candidato è convocato in base alla provincia di residenza. Si evidenzia che i residenti in Basilicata sono convocati insieme ai residenti in Puglia presso la sede individuata nella Regione Puglia. 

Spazio, satelliti, droni e 5G a tutela dei Beni Culturali

L’occhio dei satelliti dallo spazio puntati sulle nostre ricchezze artistiche
per garantire – grazie anche alle tecnologie spaziali, a droni e 5G – il monitoraggio e la conservazione dei beni culturali immobili del nostro Paese allargando anche il perimetro del settore turistico nazionale. Sono questi gli obiettivi dei progetti Vadus, Space to Tree, Amor e Pomerium illustrati oggi nel corso della “Presentazione dei Progetti Esa 5G for L’Art e del MoI Esa- Mic per il monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili”. I quattro progetti sono sostenuti dalla Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito del programma Artes dell’Agenzia Spaziale Europea e i nuovi orizzonti tecnologici di Esa, Asi e Mic stati presentati dal Sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, Lucia Borgonzoni, dal Direttore per le telecomunicazioni Agenzia Spaziale Europea, Elodie Viau, e dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia. Gli interventi sono stati introdotti e morati da Maria Cristina Falvella, Presidente della Fondazione E. Amaldi- Ambassador for ESA Business Applications in Italy, mentre a presentare i dirigenti delle rispettive aziende capofila dei progetti è stato Alberto Tuozzi dell’Agenzia Spaziale Italiana.  

I 4 progetti presentati oggi da Esa, Asi e Mic “sono progetti di tutela e di fruizione del nostro patrimonio, ma anche occasioni di nuove possibilità di lavoro. Da sottosegretario ho cercato di adoperarmi per mettere a sistema queste conoscenze e far sì che il modello della tutela del patrimonio secondo la scuola italiana possa essere potenziato e migliorato” ha commentato il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni. “E’ un dovere per noi, che abbiamo un così grande patrimonio, elaborare modelli virtuosi ed esperienze che possano essere adottate ed implementate anche da altri Stati” ha sottolineato Borgonzoni. “L’Italia -ha osservato il Sottosegretario- ha un patrimonio immenso, ma fragile e fortemente soggetto non solo al cambiamento climatico, ma anche al dissesto idrogeologico, all’erosione delle coste ed altri fenomeni che colpiscono i nostri territori. Per tutelare il patrimonio artistico del nostro Paese nel miglior modo possibile, abbiamo cominciato con un progetto speciale per il Colosseo e poi abbiamo lavorato per aumentare i fondi disponibili per il monitoraggio multisistema, con droni, satelliti, intelligenza artificiale, realtà aumentata e 5G. Il percorso è lungo e chiederemo al resto del Governo di sostenere queste attività con ulteriori fondi aggiuntivi, perché la tutela del nostro patrimonio storico è un tema centrale per tutto il nostro Governo”  

I progetti Vadus, Space to Tree, Amor, Pomerium sono incentrati sulla realizzazione di sistemi di monitoraggio avanzati per il patrimonio culturale, con l’integrazione di diverse metodologie e tecnologie per estrarre informazioni a valore aggiunto atte a supportare le attività dell’Ente Gestore, in particolare le attività relative alla pianificazione e gestione delle manutenzioni. Gli scenari di rischio affrontati con le tecnologie previste dai progetti prevedono in particolare la stabilità del suolo e dei manufatti, l’impatto delle attività antropiche, l’analisi della vegetazione infestante, le analisi della concentrazione ed effetto degradante di agenti inquinanti nell’ambiente urbano. I quattro progetti, che sono stati autorizzati a maggio del 2020, sono stati selezionati con un bando in base ad un accordo dell’Agenzia Spaziale Europea con l’Agenzia Spaziale Italiana con Roma Capitale, Università dell’Aquila, Regione Abruzzo e Municipalità di L’Aquila e Municipalità di Torino. Il perimetro delle istituzioni coinvolte è valorizzare la possibilità di integrazione tra lo spazio e le reti 5G in vari campi di applicazioni ed aeree di interesse manifestate dalle istituzioni italiane citate. L’emissione del bando è stata preceduta quindi dalla raccolta di requisiti di interesse istituzionale e sulla identificazione di 4 aree tematiche: Forze dell’ordine e risposta alle emergenze; Eredità culturale; Monitoraggio della salute strutturale e modellizzazione del rischio; Trasporto intelligente.  

“Gli strumenti spaziali vengono utilizzati per la tutela dei Beni culturali da molto tempo, l’Asi collabora con il ministero della Cultura da tempo sia direttamente che attraverso gli strumenti gestiti dall’Esa” ha rilevato il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia. “Il programma Artes sta diventando un importante strumento per attuare nuove idee” ed “i programmi presentati al Mic sono una ottima dimostrazione” delle applicazioni delle attività spaziali e “permettono il coinvolgimento di un’intera filiera e l’Italia è molto efficiente con la sua filiera industriale fatta da grandi industrie nazionali ma anche nuovi player e piccole startup” ha aggiunto il presidente dell’Asi.  

Ecco i 4 programmi: Il progetto
Pomerio vede in campo e-Geos, una società costituita da Telespazio (80%) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (20%), che ha sottoscritto un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea. Si tratta di un progetto per la salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale del centro storico di Roma grazie a satelliti, droni e alla rete 5G. Il progetto sarà portato avanti da e-Goes con Arakne, Adpm, Emersum, Cistec, Dbw, e mira a implementare un sistema di monitoraggio e gestione dei beni culturali a supporto delle attività di gestione ordinaria e straordinaria. Il sistema si baserà sull’integrazione di diverse tecnologie: satellite, Rpas, monitoraggio IoT in situ, riconoscimento di immagini e modellazione avanzata. La dorsale di comunicazione che collega i diversi componenti farà leva sulla tecnologia 5G, in particolare sulle elevate capacità di trasmissione dati. I servizi di geolocalizzazione saranno assicurati da Gnss Systems. Il progetto dimostrativo si concentrerà sull’intero sito di prova dell’area Patrimonio dell’Umanità Unesco di Roma. 

Il progetto Vadus – Accesso Virtuale e Digitalizzazione per Siti Irraggiungibili – guarda alla crescita e alle nuove sfide del turismo culturale e mira a sviluppare e dimostrare una nuova serie di applicazioni per l’arricchimento dell’esperienza di visita dei turisti basata sulla convergenza delle tecnologie di Realtà Aumentata e Realtà Virtuale e dei servizi 5G e satellitari. Il progetto è guidato da Next Ingegneria
dei Sistemi con Citera, Enea, “Sapienza University”, Telecom Italia, Archeological park of Ostia Antica, Archeological park of Colosseo.  

Il progetto SpaceTo Tree guidato da Digimat e cui partecipano Cnr Ispx (Ex Ibam) e Cnr Imaa – punta a progettare, realizzare, testare e validare un Sistema di Allerta dedicato per il monitoraggio del verde pubblico, in particolare di quelli localizzati all’interno di aree di rilevanti siti storici e culturali e vedrà in campo anche i satelliti Sentinel 2 e Prisma.  

Il progetto Amor (Servizi avanzati di osservazione e multimedia per l’ecosistema del patrimonio culturale di Roma) é guidato da Nais e vede la partecipazione di Coopculture, Iscr, Cnr, Esri, Nitel. Amor punta a sviluppare servizi sostenibili per la salvaguardia e la fruizione dei Beni Culturali collocati in centri storici ricchi e densi interessati da una significativa pressione antropica, rappresentata soprattutto da ingenti flussi di visitatori. I servizi saranno realizzati anche attraverso l’integrazione, tramite sviluppo di interfacce e adattatori specifici di servizi a valle dei Sistemi Satellitari (sia di Osservazione della Terra che di Posizionamento) e Servizi di rilevamento multispettrale e radar tramite Uav (Unmanned Aerial Vehicle) e Gpt (Ground Penetrating Radar); o Servizi di comunicazione 5G. (di Andreana d’Aquino)  

L’economista Di Taranto: “Tassa di successione dopo 120mila morti? Colpisce famiglie vittime Covid”

Non trova pieno consenso fra gli economisti la proposta di una tassa di successione avanzata dal leader del Pd Enrico Letta e rilanciata anche da Leu. “Innanzitutto vorrei allinearmi con quanto ha detto il premier Mario Draghi che questo è un momento in cui ‘si deve dare e non prendere’ ai cittadini” ma poi, “mi viene da osservare – e non vorrei mettere alcuna nota di cattiveria – che si propone di tassare la successione proprio dopo che abbiamo registrato 120mila morti a causa della pandemia”. A indicare questo orizzonte è l’economista Giuseppe Di Taranto, professore ordinario di Storia dell’economia e dell’impresa all’Università Luiss Guido Carli. Parlando con l’Adnkronos, Di Taranto osserva che “questo aspetto non è stato ancora sottolineato da nessuno e mi sembra, invece, da evidenziare perché un simile balzello va a colpire proprio le famiglie delle vittime del Covid-19”. “La successione deve essere fatta entro un anno dalla morte di una persona” e “dunque una simile tassa di successione, in questo momento, andrebbe proprio a colpire le famiglie che hanno avuto vittime a causa del Covid-19”. 

Ma non è l’unico tema a lasciare perplesso l’economista. Una tassa di successione, avverte, “andrebbe a colpire gli immobili che sono la nostra garanzia sul debito pubblico”. “La proprietà immobiliare -argomenta- è infatti la garanzia del nostro debito pubblico perché siamo forse il primo Paese in Europa ad avere circa il 77% delle famiglie che hanno una proprietà immobiliare. E ciò rappresenta una garanzia in quanto la nostra ricchezza privata, sia mobiliare che immobiliare, è più del doppio rispetto al nostro debito pubblico e questa è una garanzia”. E anche su questo punto Di Taranto si rifà alle parole di Draghi “pronunciate nel 2018, ovvero che il debito italiano è sostenibile perché c’è capacità di restituirlo”. L’economista chiarisce quindi che “ove mai il Paese andasse verso un default, allora dovremmo puntare subito sulla scelta di una patrimoniale che ci tutelerebbe contro un eventuale default del debito pubblico”. “Ma parliamo di proposte e situazioni estreme” rileva.  

Con queste argomentazioni sul tavolo, un tassa sull’eredità a Di Taranto
sembra
quindi “una proposta elettoralistica e che comunque non funziona”. “Vogliamo dare 10mila euro ai giovani per cosa?” chiede. “Molto meglio – sottolinea – aiutare i giovani con politiche attive per il lavoro cercando di far coincidere, a parte la quantità della domanda e dell’offerta, anche la qualità della domanda e dell’offerta di lavoro. Cioè , bisogna avviare i giovani verso quelle professionalità che richiede il mercato, ci vogliono nuove professionalità che tendino a soddisfare la qualità della domanda di lavoro”. Ed un altro aspetto da non tralasciare dare concreto supporto ai giovani “sono le politiche per la famiglia. Bisogna guardare al Family Act per dare contributi quando nasce un bimbo o per creare asili nido. Ed il Family Act é uno strumento, fra l’altro, collegato ad uno dei maggiori problemi del nostro Paese: la denatalità”. (di Andreana d’Aquino)