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Categoria: economia

Covid oggi Lombardia, 255 contagi e 13 morti. A Milano 69 nuovi casi

Sono 255 i nuovi contagi da Coronavirus in Lombardia secondo il bollettino di oggi, 12 giugno. Nella tabella si fa riferimento ad altri 13 morti. Secondo i dati della Protezione Civile, i guariti e i dimessi dagli ospedali sono 193, mentre gli attualmente positivi scendono di 49 unità a 18.456. Prosegue il calo dei ricoverati. In terapia intensiva i pazienti Covid sono scesi a 118, 4 in meno di ieri. Negli altri reparti sono in tutto 633, 27 in meno di ieri. Milano conta 69 nuovi casi, Bergamo 38, Varese 35, Monza e Brianza 33, Brescia 24 e Pavia 18.  

Autostrade sotto ala pubblica, Consorzio Cdp e Atlantia firmano accordo

Ora c’è anche una firma a suggellare l’addio di Autostrade per l’Italia alla galassia Benetton e l’inizio di un nuovo viaggio nell’orbita pubblica. Il consorzio formato da Cdp Equity e dai fondi internazionali Blackstone e Macquarie hanno sottoscritto l’accordo con Atlantia per l’acquisizione dell’88,06% di Aspi. Tutto come previsto dalla tabella di marcia delineata l’altroieri dal cda Atlantia che indicava l’11 giugno come data per il signing dell’intesa. E stamattina di buon’ora è stato lo stesso consorzio ad affidare a una nota l’annuncio della firma.  

Cdp Equity, Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Asset Management hanno raggiunto, dunque, l’accordo con Atlantia, per l’acquisizione dell’88,06 % del pacchetto azionario di Autostrade per l’Italia. Acquisizione che sarà fatta attraverso Holding Reti Autostradali S.p.A. (Hra), una nuova società di diritto italiano di proprietà (diretta o indiretta) di Cdp Equity (51%), Blackstone Infrastructure Partners (24,5%) e dei fondi gestiti da Macquarie Asset Management (24,5%). Hra e Atlantia hanno poi sottoscritto il contratto di compravendita. L’operazione sarà completata nei prossimi mesi, dopo aver soddisfatto le consuete condizioni previste per il closing e aver ricevuto i necessari nulla osta da parte delle Autorità competenti. Inoltre, a seguito dell’accordo raggiunto oggi con Atlantia, il consorzio avvierà un dialogo esplorativo per comprendere l’orientamento degli azionisti di minoranza di Aspi, che dispongono del diritto di co-vendita, sul rimanente 11,94% della società da loro posseduto. 

Nel comunicato diffuso oggi non viene indicato il valore dell’acquisizione. L’offerta vincolante che il cda di Atlantia ha accettato giovedì scorso prevede un prezzo di 9,1 miliardi per il 100% di Aspi ai quali si aggiunge il ‘ritocco’ di altri 200 milioni di ticking fee.  

Il nuovo corso di Cassa Depositi e Prestiti con il nuovo amministratore delegato Dario Scannapieco al timone comincia, dunque, con l’attuazione di un progetto infrastrutturale cruciale i cui obiettivi di investimento sono indicati oggi dal consorzio stesso. Sono quelli di “contribuire alla realizzazione di un vasto piano di investimenti in tutta la rete autostradale di Aspi; promuovere il miglioramento della rete per agevolare la digitalizzazione e l’innovazione; migliorare l’efficienza dei programmi di manutenzione dell’infrastruttura per garantire i massimi livelli di prestazioni e sicurezza per gli automobilisti; offrire stabilità a lungo termine nella gestione di un’infrastruttura italiana essenziale per la comunità e l’economia”.  

“Aspi – sottolinea il consorzio – è uno tra i principali operatori autostradali d’Europa e gestisce oltre 3.000 km di autostrade in Italia, con concessioni a lungo termine. Aspi e le sue controllate sono responsabili di sviluppo, manutenzione e gestione di una rete autostradale che si estende su tutto il territorio nazionale e rappresenta circa la metà del sistema autostradale soggetto a pedaggio in Italia, con circa 4 milioni di clienti al giorno (dato pre-Covid).  

Mentre Cdp si appresta ad affrontare questa nuova ‘mission’, i riflettori si puntano anche su quella che sarà la futura strategia di Atlantia senza le autostrade italiane. Il gruppo infrastrutturale in questi mesi non è stato fermo e ha già elaborato una strategia di sviluppo in cui usare gli 8 miliardi della vendita. In parte sarà ripianato il debito e circa 5 miliardi di euro saranno reinvestiti in nuovi asset, con priorità su aeroporti, autostrade (usando Abertis come leva di sviluppo internazionale per partecipare a nuove gare nel mondo) e nelle nuove forme di mobilità sostenibile. Inoltre, è previsto uno sviluppo dei servizi di pagamento digitale di Telepass a livello europeo. 

A poco meno di tre anni dalla tragedia del Ponte Morandi e a quasi un anno dall’accordo a Palazzo Chigi, la firma del contratto segna un passaggio storico con Aspi che torna dopo 22 anni nella sfera pubblica. Da quel tragico 14 agosto del 2018, le autostrade targate Benetton sono state nell’occhio del ciclone con la spada di Damocle della revoca della concessione. In particolare, negli ultimi 11 mesi, dopo l’intesa raggiunta a metà luglio, l’operazione ha viaggiato sulle montagne russe tra fasi di stallo e spesso a un passo dal fallimento. Ci sono voluti mesi intensi di negoziati tra le parti per arrivare alla proposta finale arrivata sul tavolo del cda di Atlantia che complessivamente valuta il 100% di Aspi in 9,3 miliardi di euro.  

Ma che la strada fosse ormai in discesa lo si era capito dal cda di Atlantia del 30 aprile scorso che riconosceva i miglioramenti apportati all’offerta dal consorzio Cdp-fondi e faceva presente che, allo stato attuale, l’unica concreta alternativa all’offerta per la dismissione della partecipazione in Aspi consisteva nel proseguire e portare a termine le iniziative di contenzioso già avviate sia in sede amministrativa in Italia sia in sede europea. Da ricordare poi che a smuovere le acque era stata la manifestazione di interesse presentata dal patron di Acs Florentino Perez, che però non si è tradotta in un’offerta.  

Scaldano, invece, i motori i fondi esteri. “È necessario un significativo aumento degli investimenti per fornire infrastrutture stradali efficienti, sicure e sostenibili necessarie per mantenere l’Italia in movimento”, dice Jiri Zrust, Senior Managing Director di Macquarie Asset Management. “Non vediamo l’ora di lavorare con i nostri partner per garantire che Autostrade per l’Italia raccolga questa sfida, cercando di modernizzare e rafforzare la sua rete stradale a beneficio delle comunità e dell’economia. Macquarie investe in Italia da quasi due decenni e siamo lieti di poter continuare a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture essenziali del Paese attraverso questa partnership con Cdp Equity e Blackstone Infrastructure Partners”. “Siamo entusiasti di essere partner di Cdp Equity e Macquarie. Insieme, non vediamo l’ora di rendere esecutivo il nostro impegno di lungo termine per l’Italia e il nostro importante investimento per supportare la modernizzazione di Aspi”, commenta Jonathan Kelly, direttore delle infrastrutture europee di Blackstone Infrastructure Partners. “L’annuncio di oggi costituisce un’ulteriore prova dell’impegno di lungo termine di termine di Blackstone per l’Italia. Attraverso i nostri sforzi combinati, il nostro consorzio cercherà di migliorare l’ampia rete stradale dell’Italia e consegnare un’infrastruttura sicura e affidabile per i cittadini del paese”, sottolinea aggiunge Andrea Valeri, presidente di Blackstone Italia.  

Premio Fair Play Menarini, intitolata a Paolo Rossi categoria ‘Modello per i giovani’

Un riconoscimento dedicato alla memoria di Paolo Rossi. Sarà questo uno dei momenti più emozionanti della cerimonia di premiazione del XXV Premio Internazionale Fair Play – Menarini, in programma mercoledì 1° settembre a Castiglion Fiorentino. Lo scorso dicembre, la dolorosa notizia della scomparsa del campione toscano ha sconvolto l’intero mondo dello sport e la famiglia del Fair Play – Menarini che lo aveva premiato nel 2010 e che, nell’estate del 2019,
aveva avuto l’onore di ospitarlo in occasione del talk show “I campioni si raccontano”, al fianco dell’amico Zico. Da quest’anno, la categoria “Modello per i giovani” sarà dunque intitolata da Menarini a Paolo Rossi e il riconoscimento sarà assegnato ad un candidato segnalato dalla Giuria, capace di incarnare quell’insieme di valori e principi di cui il campione del mondo ‘Pablito’ si è sempre fatto portavoce dentro e fuori il rettangolo verde. “Siamo lieti di intitolare la categoria ‘Modello per i giovani’ alla memoria di Paolo Rossi, premiato nel 2010 e quindi Ambasciatore del fair play nel mondo, in virtù della sua vita di atleta, uomo, marito e padre, improntata alla correttezza, al rispetto degli altri e del fair play a tutto tondo” afferma Angelo Morelli, presidente del comitato organizzatore del Premio Fair Play. “Siamo onorati – aggiunge- che la moglie, Federica Cappelletti, abbia accettato la nostra proposta con l’augurio che chi riceverà questo premio sappia onorare la memoria di Paolo dimostrando di condividere ciò che questo grande campione ha fatto e rappresentato per lo sport in tutta la sua vita”. 

L’intitolazione del premio “Modello per i giovani” a Paolo Rossi sarà accompagnata dalla pubblicazione, sui canali social del Premio Internazionale Fair Play – Menarini, di una rubrica dedicata al suo ricordo. Tre pillole video in cui la moglie Federica Cappelletti ripercorrerà alcuni dei frangenti più emozionanti della carriera di Rossi per raccontarci, a cuore aperto, come i valori del fair play, dell’etica e del lavoro di squadra abbiano sempre plasmato la visione sportiva del calciatore toscano e il suo impegno nel mondo del sociale. Il primo contenuto video della rassegna social é visibile da venerdì 11 giugno sulla pagina Facebook, sul canale YouTube e sul profilo Instagram del Premio Internazionale Fair Play -Menarini, mentre gli altri due appuntamenti saranno per mercoledì 16 giugno e lunedì 21 giugno. 

“Per Paolo, il fair play è sempre stato un modo di vivere” illustra Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi. “Diceva sempre -prosegue- che la correttezza, i valori, lo spirito di amicizia e di collaborazione dovevano esistere sia dentro che fuori dal campo”. Federica Cappelletti sottolinea ancora che “proprio per questa sua concezione di fair play come modello di vita, nel 2010 fu molto felice di ricevere il Premio Fair Play – Menarini, un riconoscimento che rispecchiava in pieno la sua anima e il suo modo di essere. Ed io non posso che ringraziare per l’intitolazione di questo premio alla sua memoria”. “Spero che chi riceva questo riconoscimento possa davvero incarnare i principi e i valori che Paolo ha sempre trasmesso al mondo intero” conclude la moglie di Paolo Rossi. 

Lavoro, la ‘Yolo economy’ conquista i giovani italiani

“Si vive una volta sola”. E’ il concetto alla base della Yolo economy – la ‘You-only-live-once economy’ resa popolare al rapper canadese Drake – che ora sta conquistando posizioni anche fra i giovani italiani. Tanto ch ina una ricerca la codin factory aulab ha rilevato come il nuovo stile di vita stia coinvolgendo anche nel nostro Paese i Millennials (26-41 anni) e la generazione Z (under 25). Complice la pandemia e le sue paure, i ragazzi stanno infatti orientando la bussola non più verso “il posto fisso” ma sul “lavoro agile” ed il mondo del digitale e dell’Ict. Dai dati della ricerca, effettuata su un campione di studenti che nel 2020 hanno partecipato al corso hackademy per diventare programmatori, emerge che a inseguire la nuova tendenza sono soprattutto i Millennials, ragazzi in media di 29 anni.  

Di questi, il 64% nella fascia 24-36 anni, e il 72% con una licenza superiore, presenti al 25% quelli con una laurea triennale o magistrale. Ma soprattutto moltissimi di loro non hanno competenze pregresse in ambito informatico, sottolineano gli analisti di aulab, attiva dal 2014 nell’ambito della formazione e dello sviluppo software. Si tratta in alcuni casi di giovani disposti anche a lasciare “un lavoro sicuro”, nonostante il difficile periodo attuale, “per inseguire i propri sogni e trasformare la passione per l’informatica e la tecnologia in una nuova carriera” sottolinea la ricerca.  

Una scelta “rischiosa ma premiante” secondo gli analisti di aulab perché il tasso di collocamento per questi studenti è del 95%, di cui il 75% entro 60 giorni dalla conclusione del corso. Il percorso intrapreso permette non solo di inserirsi in un settore, come quello Ict, dove c’è forte richiesta di risorse – solo per l’Italia si parla di 100.000 figure in ambito tech – ma anche di sviluppare, soprattutto in un contesto di incertezza come quello attuale, il mindset agile, insomma una nuova ‘mentalità’.  

“Nell’ultimo anno si è parlato moltissimo di lavoro agile, soprattutto in riferimento alla legge sullo smart working che ha consentito alle aziende di gestire il lavoro da casa dei dipendenti durante la pandemia. Tuttavia il lavoro agile non è sinonimo di lavoro da remoto: è piuttosto un metodo nato nel mondo dell’informatica e basato su collaborazione, focus sugli obiettivi, soddisfazione del cliente e continua sperimentazione” chiarisce Giancarlo Valente, Cto di aulab.  

Valente aggiunge che “queste caratteristiche lo rendono un metodo adatto a lavorare in un contesto di incertezza, che è quello in cui tutti i giorni si trovano a lavorare gli sviluppatori ma che è ormai necessario per qualunque lavoratore. Nei nostri corsi abbiamo quindi come obiettivo di veicolare il mindset agile e i suoi strumenti: in questo modo gli studenti acquisiscono competenze utili per sviluppare progetti software, indipendentemente dal framework e dal linguaggio utilizzato, ma più in generale per lavorare più efficacemente in qualunque situazione, anche da remoto”.  

E così sono numerosi gli studenti che, assicura aulab, hanno testimoniato la scelta nel 2020 di aver lasciato il loro posto “sicuro” per abbracciare la ‘Yolo economy’ e seguire i propri sogni. 

Philip Morris International, al via 3° round finanziamento di Pmi Impact

Philip Morris International apre alla presentazione di domande per il terzo round di finanziamento di Pmi Impact, l’iniziativa globale a sostegno di progetti che mirano a ridurre o prevenire il commercio illegale e a contrastare le sue conseguenze negative per gli individui, le loro famiglie e le comunità. 

Il terzo round di finanziamento sosterrà un’ampia gamma di progetti per affrontare il commercio illecito internazionale – che va dai prodotti illeciti del tabacco e altri beni di consumo alla contraffazione di prodotti farmaceutici ed elettronici – in diverse aree geografiche. I candidati di organizzazioni pubbliche, private o senza scopo di lucro, tra cui organizzazioni governative, organizzazioni internazionali, associazioni, istituzioni accademiche e aziende private, sono quindi incoraggiati a presentare le loro proposte di progetto. 

“Il commercio illecito non conosce confini e sono necessarie misure efficaci per combattere questa minaccia internazionale che rappresenta una priorità assoluta per pmi poiché mina tutti i nostri sforzi per costruire un futuro senza fumo, un futuro che un giorno potrà essere senza sigarette”, ha affermato Alvise Giustiniani, vice president Illicit Trade Prevention. “La pandemia ha anche avuto un impatto sulle catene di approvvigionamento, sui controlli alle frontiere e sulle interazioni transfrontaliere e ora, più che mai, abbiamo bisogno di programmi come Pmi Impact che scambino competenze e riuniscano organizzazioni, idee e soluzioni per sradicare il commercio illegale”. 

Portare innovazione e progresso tecnologico nella lotta al contrabbando e alle merci contraffatte è essenziale, soprattutto nel mezzo della pandemia di covid-19. Per questo, Pmi Impact sarà aperto a progetti volti a limitare le minacce provenienti da vaccini, medicinali, forniture mediche e dispositivi di protezione individuale contraffatti e di qualità scadente. Il round è aperto a organizzazioni di tutto il mondo.  

Tuttavia, tutte le proposte devono essere inerenti al tema oggetto del finanziamento e concentrarsi su uno dei seguenti argomenti: Controllo delle frontiere, Sviluppo e rafforzamento delle capacità operative, Giustizia riparativa e protezione delle vittime, Coinvolgimento degli stakeholder, sensibilizzazione e cooperazione internazionale, Covid-19 e la minaccia del commercio illecito. I soggetti interessati possono presentare domanda entro una delle seguenti date: prima scadenza per la presentazione: 15 settembre 2021, seconda scadenza per la presentazione: 15 febbraio 2022, terza scadenza per la presentazione: 15 agosto 2022.  

Pmi Impact si avvarrà delle conoscenze e dell’esperienza dei membri dell’Expert Council, che comprende alcuni dei principali specialisti mondiali nel campo del diritto, dei diritti umani, della lotta alla corruzione e della tecnologia. Questo consiglio di esperti indipendenti ed esterni svolgerà un ruolo centrale nella valutazione e selezione delle proposte progettuali per l’assegnazione delle sovvenzioni da parte di pmi.  

“Pmi Impact offre alle organizzazioni una piattaforma per proporre soluzioni per affrontare la problematica realtà del commercio illegale. – a dichiararlo è Navi Pillay, sostenitrice dei diritti umani e membro del Pmi Impact Expert Council – Non vediamo l’ora di valutare le domande nel terzo round di finanziamento: il livello di interesse che l’iniziativa riceve è davvero notevole. È promettente vedere così tante organizzazioni che lavorano risolutamente per combattere il commercio illecito”. 

Il commercio illegale rimane un problema globale persistente e complesso. Le sue varie forme – dal commercio illecito di tabacco al traffico di droga, armi e fauna selvatica – sono interconnesse, con i criminali che sfruttano le rotte del contrabbando su larga scala e le reti corrotte. Spesso gestito da gruppi della criminalità organizzata, il commercio illegale priva i governi e i contribuenti di entrate necessarie, sottrae attività agli operatori legittimi, inganna i consumatori con prodotti di qualità incerta e mina il benessere e la sicurezza della società. Durante il primo e il secondo round di finanziamento, Pmi Impact ha sostenuto progetti che coprono una serie di attività con un impatto duraturo sul commercio illegale, promuovendo programmi di ricerca per migliorare la conoscenza sul commercio illegale e iniziative educative per migliorare la consapevolezza pubblica del problema, contribuendo a finanziare lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per facilitare gli sforzi contro l’illecito.  

Pmi aveva impegnato 100 milioni di dollari per finanziare i primi tre round. A oggi, Pmi Impact ha stanziato un totale di 48 milioni di dollari per l’attuazione di 60 progetti in 30 Paesi come parte del primo e del secondo round di finanziamento. I soggetti interessati a presentare una proposta per il terzo round di finanziamento di Pmi Impact possono contattare l’ufficio progetti di Pmi Impact all’indirizzo impact@pmi.com. Per ulteriori informazioni su come candidarsi, visitare il sito www.pmi-impact.com.  

Cia, accesso alla terra dei giovani agricoltori diventi priorità Ue

Le difficoltà di acquisto di una proprietà per agricoltori under 40 devono essere affrontate dalla Politica agricola comune, che privilegia le agevolazioni a investimenti sullo sviluppo tecnologico per la produzione. Lo sottolinea Cia-Agricoltori Italiani in occasione della presentazione del quarto bando della Banca nazionale delle terre agricole presentato da Ismea con la messa in vendita di 16 mila ettari di terreni agricoli in 624 lotti.  

Malgrado il recente innalzamento del livello massimo di aiuto al primo insediamento agricolo (da 70mila a 100mila euro), Cia auspica maggiori risorse per i nuovi entranti nel settore rurale nei triloghi sulla riforma della Pac post 2022, attualmente in corso. Intanto, alla richiesta sempre maggiore di terra per fare impresa, Cia e i suoi giovani imprenditori -riuniti nell’Associazione Agia- hanno recentemente risposto con “SIBaTer – Supporto Istituzionale alla Banca delle Terre” in partnership con Anci, per la valorizzazione dei beni non utilizzati in 8 Regioni del Mezzogiorno, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Lo sottolinea l’organizzazione agricola  

“Un progetto che mira al recupero e alla valorizzazione delle terre pubbliche abbandonate, attraverso la concessione in uso o la locazione/affitto a soggetti privati. – aggiunge Cia – Il progetto rappresenta uno stimolo all’insediamento dei giovani per la rivitalizzazione di territori marginali rurali, attraverso proposte imprenditoriali che valorizzino le terre del patrimonio pubblico, prevenendo il degrado geologico-ambientale del territorio”. 

Cybersecurity, Confindustria Digitale: “Agenzia Nazionale? Fate presto”

Il mondo delle imprese digitali è in fermento per i rumors che vorrebbero ormai vicina – forse già dal prossimo Cdm – la nascita della tanto attesa Agenzia per la cybersicurezza nazionale. “Era ora. E bisogna che accada presto perché adesso c’è troppa frammentazione” scandisce il presidente di Confindustria Digitale, Cesare Avenia, interpellato dall’Adnkronos. “La posizione di Confindustria Digitale è estremamente positiva” assicura. “Il fatto che adesso finalmente Draghi abbia messo mano alla materia – e stia procedendo con la stessa decisione che ha avuto rispetto al Pnrr nel suo insieme – è molto positivo anche perché nel Pnrr il tassello che manca è proprio questo sull’Agenzia nazionale per la sicurezza informatica” osserva il numero di Confindustria Digitale. “Confindustria Digitale – ricorda Avenia – ha seguito e supportato l’evoluzione della normativa nazionale sulla cybersecurity, guidata negli ultimi anni dal Nucleo di Sicurezza Cibernetica, e giudica positivamente le molte iniziative che si sono succedute, fino alle ultime norme sul Perimetro Nazionale di Sicurezza Cibernetica”. 

I gruppi di lavoro della Federazione che si occupano del tema, continua Avenia, “hanno da tempo riconosciuto l’importanza di avere sviluppato un Framework nazionale unico per la cybersecurity e la necessità di una governance integrata, capace di dare una risposta di sistema alle problematiche di un tema complesso e pervasivo come la cybersecurity”. Non solo. Dalle imprese arriva una chiara partecipazione al progetto: “Siamo assolutamente pronti a collaborare con il governo sull’Agenzia per la cybersicurezza nazionale” perché così come “per il Pnrr, anche sull’Agenzia per la cybersicurezza nazionale serve una sinergia” e “questa nuova istituzione dovrà dialogare con i privati e con i centri di ricerca che sono molto avanti sul tema”.  

Avenia ritiene che sia “necessario fare ancora passi significativi per riuscire a portare la cultura e la pratica della cybersecurity in un tessuto economico come quello italiano, caratterizzato dalla presenza di un numero elevatissimo di Pmi che, per natura e dimensioni, incontrano difficoltà nell’agganciare i temi della transizione digitale e l’indispensabile tema della sicurezza ad essa collegato”. Il presidente di Confindustria Digitale rileva infine che “la mancanza di un’architettura di sicurezza completa ed integrata è stata evidente, in passato, nelle priorità di investimento e nelle scelte effettuate, ad esempio non contemplando la cybersicurezza nel programma Industria 4.0 oppure dividendo le responsabilità e competenza richieste dalla Direttiva Nis tra 5 ministeri”. “La stessa frammentazione si poteva osservare nella sicurezza della Pubblica Amministrazione e la situazione si sarebbe potuta ulteriormente spezzettare con l’estensione delle entità critiche ad altri settori, prevista dalle nuove Direttive europee” aggiunge il numero uno di Confindustria Digitale che auspica che la nascita dell’Agenzia “avvenga nei tempi preannunciati sui media anche se, certo, tutto dipende se Draghi riuscirà a convocare il Cdm prima del G7”. (di Andreana d’Aquino)  

Milano, Granelli: “Riattivazione Area B e strisce blu? Lo hanno chiesto i cittadini”

“La città ha due grossi problemi: la congestione e l’inquinamento. Questo anno ci anno ci ha fatto capire come queste cose sono importantissime. Noi abbiamo livelli di traffico, misurati nelle scorse settimane, che raggiungono il 47% in più rispetto al 2019. È chiaro che dobbiamo reintrodurre quelle misure di governo del traffico, come avviene in tutte le città europee, per facilitare l’uso del trasporto pubblico, dei mezzi sostenibili e di diminuire il traffico delle auto che quello che occupa più spazio ed inquina di più”. Così l’assessore a Mobilità e Lavori pubblici del Comune di Milano, Marco Granelli, in occasione della presentazione del corso di guida sicura per monopattini elettrici organizzato da Link e Aci. 

Proprio nel giorno in cui Milano riattiva le telecamere dell’Area B e il pagamento sulle strisce blu, l’assessore spiega: “I cittadini ci scrivono dai quartieri implorandoci di rimettere le strisce blu e gialle perché non riescono a parcheggiare. Abbiamo aspettato la fine delle scuole, ora il trasporto pubblico ha meno passeggeri”. 

Infine Marco Granelli ha parlato di parcheggi sotterranei: “Abbiamo dei cantieri aperti, abbiamo appena finito un parcheggio in zona Buenos Aires, abbiamo un cantiere che aprirà in Scalabrini e uno in Brasilia. Questi sono nuovi parcheggi. Negli ultimi 2 anni abbiamo implementato mille posti auto in più nei parcheggi di interscambio. Questa è la strategia giusta, le auto devono stare il meno possibile in strada”. 

Ferrari, Benedetto Vigna è il nuovo ad

Benedetto Vigna è il nuovo amministratore di Ferrari. Ad annunciare la nomina è la società in una nota. Vigna, che entrerà a far parte di Ferrari il 1° settembre, proviene da STMicroelectronics dove attualmente è Responsabile del Gruppo Analogici, Mems (Micro-electromechanical Systems) e Sensori, il più grande e remunerativo business operativo di ST nel 2020. È inoltre membro del Comitato Esecutivo del Gruppo St. 

Con una vasta esperienza internazionale, lavorando con alcune delle società tecnologiche leader al mondo, Vigna, 52 anni, è laureato con lode in fisica all’Università di Pisa. Entrato in ST nel 1995, ha fondato le attività Mmes della Società e ha lavorato per conquistare la leadership di St nel mercato delle interfacce utente attivate dal movimento. Le sue responsabilità sono state ampliate alla connettività e soluzioni di imaging e power management. Ha inoltre guidato una serie di iniziative di successo in nuove aree di business, con un focus particolare nei segmenti del mercato industriale e automotive. 

Nel suo ruolo di Amministratore Delegato la priorità di Benedetto Vigna sarà assicurare che Ferrari continui a rafforzare la sua leadership come artefice delle vetture più belle e tecnologicamente avanzate al mondo. Le sue ampie conoscenze, frutto di oltre 26 anni di esperienza nel cuore dell’industria dei semiconduttori che sta rapidamente trasformando il settore automobilistico, accelererà l’abilità di Ferrari di aprire nuove strade nell’applicazione delle tecnologie di ultima generazione. 

“È un onore straordinario entrare a far parte della Ferrari come Amministratore Delegato e lo faccio in egual misura con entusiasmo e responsabilità. Entusiasmo per le grandi opportunità che potremo cogliere”, ha dichiarato il neo amministratore delegato. “E – ha aggiunto – con un profondo senso di responsabilità nei confronti degli straordinari risultati e delle capacità degli uomini e delle donne di Ferrari, di tutti gli stakeholder della Società e di coloro che, in tutto il mondo, provano per Ferrari una passione unica”. 

“Siamo felici di dare il benvenuto a Benedetto Vigna come nostro nuovo amministratore delegato. La sua profonda conoscenza delle tecnologie che guidano gran parte del cambiamento della nostra industria, le sue comprovate capacità di innovazione, l’approccio imprenditoriale e la sua leadership rafforzeranno ulteriormente Ferrari scrivendo nuovi capitoli della nostra storia irripetibile di passione e performance nell’era entusiasmante che ci attende”, ha affermato John Elkann, presidente di Ferrari 

Blocco licenziamenti, Durigon: “Sì a sblocco, aiuti solo a settori in crisi”

Sì allo sblocco dei licenziamenti dal primo luglio in tutti i settori che possono ripartire e riorganizzarsi. Ma da parte della Lega, assicura il sottosegretario al ministero dell’Economia Claudio Durigon, c’è anche l’apertura verso una protezione ulteriore dei posti di lavoro nei comparti particolarmente provati dalla crisi, a cominciare dal tessile. In una intervista a la Repubblica, interpellato sull’accusa del Pd di aver cambiato troppe volte idea sul blocco dei licenziamenti, spiega di non ritenere “che la nostra posizione abbia potuto creare alcun tipo di difficoltà. Io credo – afferma Durigon – che sia doveroso difendere tutti i lavoratori, ma bisogna anche difendere le imprese se vogliamo che l’economia e il lavoro ripartano davvero”.  

“E quindi, oggettivamente se facciamo una norma specifica per i settori in crisi forte, come diceva Giancarlo Giorgetti ieri e come diceva una settimana fa Salvini noi, analizzando i dati, crediamo che si possa gestire questa partita in maniera diversa rispetto a una proroga totale del blocco, e che lo sblocco in alcuni settori possa già avvenire per permettere alle aziende di riorganizzarsi e di assumere” spiega.  

Quali sono i settori che richiedono maggiore protezione? “Se guardiamo alla cassa integrazione ordinaria, che scade a giugno, ci sono circa 140 mila lavoratori della moda e del tessile tra i 480 mila totali. Questo è un settore che, dati i numeri della Cig andrebbe protetto, sul resto abbiamo cifre che ci permettono di reggere. Sblocchiamo i licenziamenti, e facciamo una norma specifica per i settori in crisi forte, con quote di Cig del 30, del 40% . Tolti i lavoratori del tessile e poche altre categorie, io non credo che lo sblocco avrà un impatto così drammatico. Non è che se si toglie il divieto tutti licenzieranno” afferma. 

Canada, auto travolge famiglia: 4 morti. “Presi di mira perché musulmani”

Una famiglia musulmana è stata travolta la notte scorsa da un veicolo in corsa a London, in Canada: 4 i morti. La polizia canadese ritiene che si sia trattato di “un atto intenzionale”. “Le vittime di questo orribile attacco sono state prese di mira per la loro fede islamica”, ha detto il capo della polizia, Steve Williams.  

Nell’attacco sono morti tre adulti – un uomo e una donna di 46 e 44 anni, evidentemente i genitori, e una donna di 74 anni, la nonna – e una ragazza di 15 anni, mentre un bambino di 9 anni è ricoverato con gravi ferite. La polizia ha arrestato l’autore dell’attentato, un ventenne, che è stato incriminato per i quattro omicidi e per un tentato omicidio. Ma la polizia – si legge sul sito della Cbc – non esclude che venga incriminato anche per terrorismo.  

Il giovane era alla guida di un camioncino e secondo la polizia ha agito con premeditazione. E’ stato “un atto premeditato e pianificato, motivato dall’odio”, ha detto ancora il capo della polizia della cittadina dell’Ontario, aggiungendo che ancora non si sa se l’arrestato appartenga a qualche gruppo estremista e che il giovane non ha precedenti penali. Il ventenne è stato arrestato poco distante dalla scena del delitto e gli agenti hanno notato che indossava un giubbotto che sembrava corazzato.  

“Questi esseri umani innocenti sono stati uccisi semplicemente perché musulmani” ha dichiarato Nawaz Tahir, un rappresentante della comunità islamica di London. “Rimarremo forti contro l’odio – ha aggiunto – forti contro l’islamofobia, contro il terrorismo, con la fede, l’amore e la ricerca della giustizia”. 

Dl sostegni bis, “dal 16 giugno partono i bonifici”

“Dal 16 giugno l’Agenzia delle Entrate farà partire i bonifici per tutti coloro che hanno chiesto e ottenuto il primo sostegno”. Così in audizione sul dl sostegni bis il ministro dell’Economia, Daniele Franco. 

Il decreto legge sostegni bis ”prevede interventi aggiuntivi per il 2021 per quasi 40 miliardi di euro”. Si tratta di una ”misura significativa” dice il ministro dell’Economia. ”Perché un intervento così ampio? Sappiamo tutti che abbiamo e stiamo attraversando una profonda recessione” e ”molte categorie della popolazione e del sistema produttivo hanno fortemente sofferto e vi è il rischio che si producano dei danni permanenti al tessuto produttivo”, spiega Franco. 

Questo decreto legge è ”dl di importo molto rilevante” e ”ha due finalità principali”. La prima è ”accompagnare il Paese fuori dall’epidemia e dalla recessione, sostenendo i lavoratori, le famiglie e le imprese più colpiti”, afferma Franco, secondo cui è necessario intervenire ”per motivi di solidarietà, di equità e coesione, ma anche per scongiurare il rischio che vi siano danni permanenti del nostro tessuto produttivo”. La seconda finalità, spiega il ministro, è quella di ”rafforzare la ripresa, accelerare e consolidare la nostra ripresa. Dobbiamo assolutamente recuperare il 2019 nella seconda parte del 2022”. Questi interventi, aggiunge, ”sono anche mirati a sostenere il nostro apparato produttivo, sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta”. 

E’ morto Guglielmo Epifani, l’ex leader della Cgil aveva 71 anni

E’ morto all’età di 71 anni Guglielmo Epifani, ex leader della Cgil ed ex segretario del Partito democratico. 

“Una giornata tristissima, una notizia drammatica, abbiamo interrotto la riunione per rispetto della sua memoria. Epifani è stato leader del sindacato e segretario del Pd in un momento difficile. Alla sua famiglia esprimo il cordoglio di tutti i democratici e di tutte le democratiche” ha detto Enrico Letta, al Nazareno, interrompendo la riunione con Cgil, Cisl e Uil. 

“Per la Cgil è una mancanza grave, ha dato la sua vita a Cgil e sindacato” le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell’incontro con il segretario del Pd. “In questo momento siamo vicini alla moglie. Vedremo come organizzare un suo ricordo. La sua esperienza e la sua storia rimarranno sempre a ricordarci cosa vuol dire essere un dirigente sindacale”, ha concluso Landini. 

“Gentile, rigoroso, colto, appassionato, sempre disponibile a battersi per una società più giusta. Addio a Guglielmo Epifani. Il sindacato, la politica, il Paese perdono un protagonista” ha detto via social il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli. 

“Sconcerto e dolore per la morte improvvisa di Guglielmo Epifani, compagno di tante battaglie. Collega deputato, gentile, serio, equilibrato. Dirigente sindacale che ha speso la sua vita da una parte sola: dalla parte dei lavoratori. Ciao Guglielmo, resterai un esempio per tutti noi”. Così in una nota il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. 

Jeff Bezos batte Elon Musk: nello spazio il 20 luglio

Jeff Bezos nello spazio prima di Elon Musk. Il fondatore di Amazon, che lascerà il posto di ad del colosso statunitense il prossimo 5 luglio ad Andy Jassy, effettuerà il primo volo, con la navicella New Shepard, della sua società spaziale Blue Origin previsto per il 20 luglio prossimo. Ad annunciarlo è lo stesso Bezos su Instagram. Ad accompagnare il fondatore di Amazon ci saranno anche suo fratello e il vincitore di un’asta multimilionaria che mette in palio un altro sedile. Se il lancio procede come previsto Bezos riuscirà a bruciare il fondatore di Tesla Elon Musk e il fondatore di Virgin, Richard Branson che hanno lo stesso obiettivo.  

“Sin da quando avevo cinque anni, sogno di viaggiare nello spazio”, ha spiegato Bezos in un post pubblicato sui social. “Il 20 luglio farò quel viaggio con mio fratello. La più grande avventura, con il mio migliore amico”. 

“Vedere la terra dallo spazio ti cambia, cambia il tuo rapporto con questo pianeta, con l’umanità. È una Terra”, sottolinea ancora Bezos nel video pubblicato su Instagram di lunedì. Il fratello Mark ha sottolineato che l’invito del fratello era “inaspettato” e che “si tratta di una grande opportunità fare questo viaggio con il mio migliore amico”. 

Pa, Brunetta: “Primi assunti al lavoro entro l’estate”

I primi assunti con le procedure semplificate, previste dal decreto legge ‘reclutamento’, saranno al lavoro “entro l’estate”. Lo afferma in un’intervista al TG5 il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che parla di “una bellissima avventura, per salvare l’Italia”, nella quale il personale assunto a tempo determinato godrà di “retribuzioni del pari livello” della P.A. “Quando partiranno i progetti ci saranno decine di migliaia di posizioni da ricoprire progetto per progetto” aggiunge ricordando che i “240 miliardi di investimenti dell’Europa richiedono migliaia di tecnici”. 

Accordo al G7, Amazon: “Passo avanti, ora dibattito al G20”

“Riteniamo che un processo guidato dall’Ocse per creare una soluzione multilaterale contribuirà a portare stabilità al sistema fiscale internazionale”. Lo sottolinea un portavoce di Amazon in una nota all’Adnkronos, spiegando che “l’accordo tra i Paesi del G7 segna un gradito passo in avanti nell’impegno per raggiungere questo obiettivo. Speriamo di vedere proseguire questo dibattito all’interno del più ampio gruppo di Paesi del G20 e della alleanza Inclusive Framework”. 

Recovery, portale reclutamento Pa entro estate: come funziona

Il Portale del reclutamento per la Pa “vedrà la luce entro l’estate con le prime funzionalità e poi andrà a regime, con il rilascio del sistema e la migrazione verso il cloud, entro il 2023”: è quanto indica la Funzione pubblica in merito al dl ‘reclutamento’. Quanto al logo “il Dipartimento della Funzione pubblica bandirà un concorso di idee rivolto a studenti o professionisti di grafica, design e arti visive che non abbiano compiuto 30 anni di età. C’è tempo fino al 15 luglio per partecipare” sottolinea. 

Il Portale, spiega ancora la Funzione pubblica, “rappresenterà la porta virtuale unica di accesso alla Pubblica amministrazione sia per i concorsi pubblici ordinari, sia per le procedure di reclutamento straordinarie legate all’attuazione del Pnrr”.  

“In un unico spazio, ogni cittadino potrà monitorare i bandi concorsuali delle amministrazioni su una mappa interattiva georeferenziata, registrarsi attraverso Spid, Cie e Carta nazionale dei servizi inserendo il proprio curriculum attraverso un form apposito, inviare la domanda di partecipazione, pagare la tassa attraverso PagoPa e seguire le procedure di selezione dall’avvio alla pubblicazione delle graduatorie finali”. 

Intese con Linkedin e professioni tecniche
 

Il Dipartimento della Funzione pubblica siglerà un Protocollo d’intesa con la rete delle professioni tecniche per creare banche dati specifiche dei professionisti iscritti agli Albi. Allo stesso modo, attiverà una partnership con Linkedin, la più grande piattaforma di attrazione delle professionalità presente sul mercato, per amplificare le occasioni di lavoro nella Pubblica amministrazione e raggiungere in maniera mirata i professionisti che lavorano in Italia e nel mondo. Lo segnala la Funzione pubblica a proposito delle novità del decreto Reclutamento approvato ieri dal Cdm. I progetti per la ripresa del Paese raggiungeranno così una platea molto più ampia. “Il Portale diventerà così un luogo in cui progettare l’innovazione italiana: una piazza per reclutare le professionalità della Pa e fotografare in tempo reale le competenze del capitale umano pubblico”. 

 

Ristoranti, 6 italiani su 10 a cena fuori nel fine settimana

Nel primo weekend di allentamento delle misure anti-Covid, con la riapertura totale dei locali, sempre più italiani scelgono di cenare al ristorante. Secondo una analisi della Coldiretti su dati Fipe, sono a caccia di un posto a tavola per cena in ristoranti, trattorie, pizzerie e agriturismi più di sei italiani su dieci (62,5%), complice la riapertura dei 360mila servizi di ristorazione presenti in Italia sia all’aperto che al chiuso dove restano limitazioni per i posti a sedere per singolo tavolo.  

Una opportunità, sottolinea la Coldiretti, soprattutto per i 9 milioni di italiani che hanno colto l’occasione della festa della Repubblica del 2 giugno per una breve vacanza ma anche per quanti ne approfittano per una gita fuori porta in giornata al mare, in montagna o in campagna dove si registra un boom di prenotazioni nei 24mila agriturismi nazionali che possono garantire ampi spazi all’aperto anche per le grandi tavolate. 

Le riaperture rappresentano soprattutto, sottolinea la Coldiretti, una importante boccata di ossigeno per le attività di ristorazione che si classificano tra quelle più duramente colpite dalle misure restrittive che hanno provocato un crack senza precedenti per la ristorazione che nell’ultimo anno per colpa ha quasi dimezzato il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro, secondo le stime Coldiretti su dati Ismea. A beneficiare delle riaperture sono anche le piccoli produzioni di nicchia custoditi lungo tutta la Penisola da generazioni dagli agricoltori la cui sopravvivenza è determinata proprio dalla ripresa del turismo e della ristorazione. Si tratta di un tesoro di 5.266 prodotti alimentari tradizionali unici al mondo legati alla storia e all’economia dei territori, che – conclude la Coldiretti – sono il simbolo della grande creatività, tradizione, qualità e sicurezza alla base del successo del Made in Italy nel mondo. 

Recovery, dl reclutamento: cosa prevede

Il dl reclutamento pone “le premesse normative per la realizzazione delle due riforme trasversali previste dal Pnrr: la pubblica amministrazione e la giustizia”. E’ quanto si legge nel comunicato di palazzo Chigi diffuso al termine del Cdm. Il decreto legge con misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e per l’efficienza della giustizia approvato dal Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Mario Draghi, del ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta e del ministro della giustizia Marta Cartabia segue quelli già approvati, relativi alla governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e alla semplificazione, e costituisce così “il terzo pilastro dell’assetto normativo che consentirà la piena attuazione del Piano. Le norme introdotte definiscono percorsi veloci, trasparenti e rigorosi per il reclutamento di profili tecnici e gestionali necessari”. 

RAFFORZAMENTO DELLA CAPACITÀ AMMINISTRATIVA

 

Il decreto stabilisce che per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato si applica la riforma dei concorsi pubblici contenuta nel decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, che prevede la valutazione dei titoli per le figure ad elevata specializzazione tecnica e la previsione della sola prova scritta digitale. La durata dei contratti sarà di 36 mesi, rinnovabili fino al 31 dicembre 2026 in relazione al raggiungimento degli obiettivi del Piano da parte delle amministrazioni assegnatarie dei progetti. 

Per le alte specializzazioni – come i dottori di ricerca e le persone con esperienze documentate di almeno 2 anni in organizzazioni internazionali e dell’Unione europea – è prevista l’iscrizione in un apposito elenco sul “Portale del reclutamento”, a seguito di una procedura di selezione organizzata dal Dipartimento della funzione pubblica e basata anch’essa sulla valutazione dei titoli e su un esame scritto. Le amministrazioni potranno quindi procedere alle assunzioni sulla base della graduatoria, mantenendo comunque la facoltà di indire proprie procedure concorsuali. 

Per i professionisti e gli esperti iscritti agli Albi, si prevede l’inserimento sul “Portale del reclutamento” in un apposito elenco vincolato al possesso di determinati titoli di qualificazione professionale. Ai fini dell’attribuzione degli incarichi di collaborazione, le amministrazioni dovranno chiamare almeno tre professionisti in ordine di graduatoria e scegliere a chi attribuire l’incarico sulla base di un colloquio. I criteri seguiti dovranno essere pubblicati sul sito internet delle amministrazioni competenti. 

Il testo, al fine di consentire la selezione di manager qualificati, autorizza, esclusivamente per il periodo di attuazione del Pnrr e soltanto per le amministrazioni titolari di interventi, il raddoppio delle percentuali previste dalla legge per l’attribuzione di incarichi dirigenziali a soggetti esterni alla pubblica amministrazione e a dirigenti provenienti da altre amministrazioni. Potranno essere poi superati i tetti di spesa relativi al trattamento economico accessorio, secondo criteri e modalità da definire nei contratti collettivi nazionali di lavoro. 

Il decreto fissa fino al 40 per cento di posti nei concorsi pubblici banditi dalle amministrazioni a favore di chi abbia svolto incarichi a tempo determinato per lavorare al Pnrr. La Commissione europea, infatti, chiede che le competenze acquisite dalle pubbliche amministrazioni non vadano disperse dopo il 2026, ma che contribuiscano al rafforzamento della capacità amministrativa. Sono previsti, inoltre, percorsi di mobilità verticale per il personale della pubblica amministrazione, volti a valorizzare le conoscenze tecniche e le competenze di carattere trasversale (manageriale e gestionale) sviluppate dai dipendenti nel corso della propria attività lavorativa. 

Per i giovani, si potenziano i canali di accesso qualificati, attraverso l’attuazione delle norme che prevedono la possibilità di stipulare contratti di apprendistato nella p.a. Sono introdotti strumenti di supporto alle amministrazioni nell’attuazione del Pnrr, fra cui il potenziamento delle funzioni di Formez Pa, che dovrà fornire assistenza tecnica alle amministrazioni, e il rafforzamento della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna). 

Per la realizzazione del sistema di coordinamento istituzionale, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del Pnrr, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto il Dipartimento della funzione pubblica indirà un concorso pubblico per il reclutamento di un contingente complessivo di 500 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato per un periodo anche superiore a 36 mesi, ma non eccedente la durata di completamento del Pnrr e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. 

Le figure reclutate saranno ripartite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, tra le amministrazioni centrali titolari degli interventi. Le graduatorie del concorso saranno efficaci per la durata di attuazione del Piano e sono oggetto di scorrimento in ragione di esigenze motivate fino a ulteriori 300 unità. 

Per le attività di monitoraggio e rendicontazione del Pnrr, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato potrà avvalersi di un contingente di esperti di comprovata qualificazione professionale fino a un importo massimo di euro 50.000 lordi annui per singolo incarico, entro il limite di spesa complessivo di 250.000 euro per l’anno 2021 e di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026. Le restanti amministrazioni potranno avvalersi di un analogo contingente, per un importo massimo di 50.000 euro lordi annui per singolo incarico, entro il limite di spesa complessivo di euro 4 milioni per l’anno 2021 e di 8 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026. 

MISURE ORGANIZZATIVE PER L’ATTUAZIONE DEL PNRR – TRANSIZIONE DIGITALE
 

Per il supporto alla transizione digitale, all’innovazione e alla cyber-sicurezza nella pubblica amministrazione, il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio potrà avvalersi di un contingente di 268 nuovi esperti. Queste risorse aggiuntive andranno a rafforzare l’unità dedicata alla progettualità del Pnrr e a costituire le sette squadre operative che supporteranno tutte le amministrazioni sul territorio. Fino al 31 dicembre 2026, inoltre, l’Agenzia per l’Italia digitale è autorizzata ad assumere a tempo determinato un contingente di personale di 67 unità. 

INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA DELLA GIUSTIZIA
 

Per assicurare la celere definizione dei procedimenti giudiziari, il Ministero della Giustizia è autorizzato ad avviare le procedure di reclutamento di un contingente massimo di 16.500 unità di addetti all’Ufficio per il processo, nel periodo 2021-2024, in due scaglioni, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di 2 anni e 9 mesi per il primo scaglione e di 2 anni per il secondo. Analogamente, per assicurare la celere definizione dei processi pendenti al 31 dicembre 2019, la Giustizia amministrativa è autorizzata, in deroga alle norme vigenti, ad avviare le procedure di reclutamento, in due scaglioni, di un contingente massimo di 326 unità di addetti all’Ufficio per il processo. 

Fitch conferma rating Italia a ‘BBB-‘, outlook stabile

Fitch Ratings ha confermato il rating dell’Italia a ‘BBB- con un outlook stabile. Lo rende noto l’agenzia di rating internazionale. La pandemia, sottolinea l’agenzia, “continua a esercitare un impatto negativo significativo sull’economia e sulle finanze pubbliche italiane”. Sul rating, rileva Fitch, “pesano un debito pubblico molto elevato e una crescita economica strutturalmente debole. Il rating è supportato dal fatto che l’Italia ha un’economia diversificata e ad alto valore aggiunto e dall’appartenenza all’Eurozona, dal pil pro capite, da un indebitamento moderato nel settore privato e da un saldo attivo delle partite correnti”. L’Italia, inoltre, “beneficia anche dei programmi della Bce”. 

La pandemia di Covid-19, rileva Fitch, “si è rivelata uno shock prolungato per l’economia e per i conti pubblici italiani e simile a molti paesi europei. L’accelerazione del programma di vaccinazione, il forte calo dei nuovi casi di Covid-19, insieme alla riapertura della stragrande maggioranza delle attività economiche a maggio, aprono la strada a una rapida ripresa dell’attività economica nel 2 semestre del 2021”. 

L’Italia, sottolinea l’agenzia di rating, “beneficerà anche dello stimolo agli investimenti fornito dai fondi del Next Generation Eu (NGEU)”. Il raggiungimento di effetti duraturi di crescita attraverso il Ngeu “dipenderà dalla capacità dell’Italia ad utilizzare efficacemente i fondi e dalla capacità del governo di attuare riforme mirate”. 

Fitch prevede una crescita del pil del 4,8% nel 2021, trainata da un forte rimbalzo nel secondo trimestre dell’anno e del 4,3% nel 2022.  

Fitch nella sua analisi osserva che il governo guidato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi “potrebbe durare fino a marzo 2023, quando sono previste le prossime elezioni nazionali, e almeno fino alle elezioni presidenziali previste per febbraio 2022. Il governo intende adottare riforme incentrate sulla pubblica amministrazione, sulla giustizia e sulla concorrenza come parte del Pnrr. Anche la riforma del sistema fiscale fa parte dell’agenda del Pnrr, ma potrebbe richiedere più tempo, con il governo che punta al secondo semestre del 2021. Gli sforzi di riforma dei precedenti governi in questi settori si sono fermati a causa dell’impopolarità delle riforme. La maggioranza del governo è ampia, ma riceve il sostegno di partiti ideologicamente diversi, il che può complicare il passaggio delle riforme”.