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Categoria: economia

Spazio, Airbus completa l’integrazione del 3° Copernicus Sentinel-2C

Nuovo giro di boa per la missione del terzo satellite Copernicus Sentinel 2C per l’osservazione ambientale dallo spazio. Airbus ha annunciato di avere terminato l’integrazione del satellite Copernicus Sentinel-2C, il terzo del suo genere, e che sarà ora spedito a Monaco di Baviera per essere sottoposto a test ambientali approfonditi per dimostrare la sua prontezza per lo spazio. La campagna di test durerà fino a marzo 2022. Copernicus é il programma europeo di monitoraggio ambientale guidato dalla Commissione Europea in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea ed i satelliti Sentinel rinviano dallo spazio dati di telerilevamento della Terra, fornendo servizi operativi chiave relativi all’ambiente e alla sicurezza. 

I dati raccolti dai satelliti Sentinel-2 sono infatti utilizzati per monitorare l’uso e i cambiamenti del territorio, l’impermeabilizzazione del suolo, la gestione del territorio, l’agricoltura, la silvicoltura, i disastri naturali – inondazioni, incendi boschivi, frane ed erosione – e per l’assistenza durante le missioni di aiuto umanitario. Anche l’osservazione ambientale nelle zone costiere fa parte di queste attività, così come il monitoraggio di ghiacciai, ghiaccio e neve. Airbus sottolinea che offrendo una “visione a colori” per il programma Copernicus, Sentinel-2C – come i suoi satelliti precursori Sentinel-2A e Sentinel-2B – fornirà immagini ottiche dalla gamma visibile all’infrarosso a onde corte dello spettro elettromagnetico. Da un’altitudine di 786 chilometri dalla Terra, il satellite “C” da 1,1 tonnellate permetterà di continuare l’imaging in 13 bande spettrali con una risoluzione di 10, 20 o 60 metri e un’ampiezza unica di 290 chilometri.  

Airbus spiega inoltre che la struttura del telescopio e gli specchi sono realizzati in carburo di silicio, utilizzato per primo da Airbus per fornire un’altissima stabilità ottica e minimizzare la deformazione termoelastica, con conseguente eccellente qualità geometrica dell’immagine. Questo è senza precedenti in questa categoria di imager ottici. Ogni satellite Sentinel-2 raccoglie 1,5 terabyte al giorno, dopo la compressione a bordo. I dati vengono formattati ad alta velocità e memorizzati temporaneamente a bordo nell’unità di memoria di massa e formattazione a più alta capacità attualmente in volo nello spazio. La registrazione dei dati e il downlink con il laser possono avvenire simultaneamente ad alta velocità attraverso l’Edrs SpaceDataHighway, oltre al collegamento diretto in banda X con le stazioni di terra.  

La missione Sentinel-2 si basa su una costellazione di due satelliti identici, Sentinel-2A (lanciato nel 2015) e Sentinel-2B (lanciato nel 2017), che volano nella stessa orbita ma distanti 180° per una copertura e un tempo di rivisitazione ottimali. I satelliti orbitano intorno alla Terra ogni 100 minuti coprendo tutte le superfici terrestri della Terra, le grandi isole, le acque interne e costiere ogni cinque giorni. I satelliti Sentinel-2 stanno attualmente rilevando sistematicamente tutte le aree terrestri e acquatiche, producendo ottimi risultati.  

L’anno scorso, la missione Sentinel-2 è rimasta la prima missione europea in termini di pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, pari a 1200 durante il 2020, e di volume di dati distribuiti agli utenti. La missione Sentinel-2 è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra Esa, Commissione Europea, industria, fornitori di servizi e utenti dei dati. Il suo sviluppo ha coinvolto circa 60 aziende, guidate da Airbus Defence and Space in Germania
per i satelliti e Airbus Defence and Space in Francia per gli strumenti multispettrali, mentre Airbus Defence and Space in Spagna è responsabile della struttura meccanica del satellite.  

Nissan, in primo trim. 2021-22 utile per 114 mld yen

Sono “risultati fortemente positivi” quelli messi a segno da Nissan nel primo trimestre dell’anno fiscale 2021-22 (che si è chiuso il 30 giugno), dati che – unitamente all’evoluzione dello scenario di mercato – spingono la casa automobilistica a rivedere al rialzo la guidance per l’intero esercizio. Nissan Motor Co. ha visto nel trimestre i ricavi netti consolidati di 2.008 miliardi di yen (15,4 mld di euro), con un utile operativo consolidato di 75,7 miliardi di yen, con un margine operativo del 3,8% (era negativo per il 13,1% nello stesso periodo del 2020-21). L’utile netto si è attestato a 114,5 miliardi di yen. 

Nissan segnala una redditività “migliorata” grazie anche all’attuazione del piano Nissan Next. La casa automobilistica spiega poi di avere “ridotto al minimo l’impatto della carenza di semiconduttori, con una gestione efficace dello stock e una produzione strategica nel primo trimestre, contribuendo positivamente all’utile operativo”. Nissan riconosce che la carenza di fornitura dei semiconduttori “continuerà ad avere un impatto sul volume delle vendite sia nel secondo trimestre sia nei periodi successivi. Tuttavia, il volume delle vendite, sostenuto dal lancio dei nuovi prodotti, contribuirà positivamente all’utile operativo”. Alla luce di questo scenario per l’intero anno fiscale, Nissan stima un fatturato netto di 9.750 miliardi di yen, un utile operativo di 150,0 miliardi di yen e un utile netto di 60,0 miliardi di yen, quest’ultimo in aumento di 120,0 miliardi di yen rispetto al rosso di 60 miliardi delle previsioni precedenti. 

“Nei primi tre mesi del nuovo anno fiscale, abbiamo registrato risultati positivi, proseguendo nell’implementazione del piano di trasformazione aziendale Nissan Next” ha dichiarato il Ceo Makoto Uchida. “Per il resto dell’anno, prevediamo che le attuali incertezze del mercato continueranno ad influenzare l’ambiente in cui operiamo. Monitoreremo attentamente e gestiremo i potenziali risch: nel secondo trimestre, ci aspettiamo una ripresa guidata dal lancio di diversi nuovi modelli sui principali mercati. Nissan perseguirà con determinazione l’obiettivo di raggiungere un margine operativo del 2% nell’anno fiscale 2021, che rappresenta uno dei punti chiave del piano Nissan NEXT.” 

Gruppo Cap lancia la Green shower challenge, playlist della doccia ‘eco’

Bello cantare sotto la doccia, lo è ancora di più se si riescono a risparmiare migliaia di litri di acqua. E se la doccia dura il tempo di una di queste canzoni, di acqua ne risparmiamo in media 30 litri. Da Bollicine di Vasco Rossi a Coraline dei Maneskin, da It’s a long way degli AD/CD a It’s raining men di Geri Haliwell: sono 20 hit, tra i maggiori successi di tutti i tempi italiani e internazionali, della durata massima 5 minuti, per trasformare il momento della doccia in un gesto all’insegna della sostenibilità. E’ la Green Shower Challenge e a lanciarla è Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano che ogni anno fornisce a oltre 2 milioni di cittadini del milanese 200 milioni di metri cubi di acqua. 

Basta sintonizzarsi su Spotify e mettere in play un solo brano della playlist #greenshowerchallenge, scegliendo il sound preferito: Daft Punk, Lucio Battisti, Lo Stato Sociale, Dire Straits, James Brown… Insomma, una playlist per tutti i gusti. E molto green perché mira a risparmiare per ogni doccia almeno 30 litri di acqua. Non è un mistero, infatti, che gli italiani amino trascorrere almeno 10 minuti sotto il getto dell’acqua. Il che significa un consumo di ben 60 litri. Coinvolgendo in prima persona ogni cittadino, la sfida della Green Shower Challenge è quella di risparmiare all’anno oltre 4.000 litri ciascuno considerando una media di 3 docce a settimana. 

“L’utilizzo sostenibile della risorsa idrica – commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap – oltre a essere un caposaldo dei nostri valori aziendali è oggi più che mai al centro dell’attenzione della politica internazionale. Basti guardare al documento redatto in occasione del G20, Energia e Clima, che vede l’acqua potabile tra i punti sui cui proiettare la massima sinergia. In Italia purtroppo deteniamo l’infelice primato europeo per consumo pro-capite di acqua, 220 litri a fronte dei 125 utilizzati quotidianamente da un cittadino europeo (fonte: Blue Book 2021). Nella nostra visione di medio lungo termine dettata nel nostro piano di Sostenibilità vogliamo “Consumare meno e Consumare meglio”, tagliando il più possibile gli sprechi di acqua potabile”. 

L’impegno nello sviluppo di attività di sensibilizzazione sul valore della risorsa idrica è uno dei punti chiave nella strategia di sostenibilità di Gruppo Cap. La Green Shower Challenge fa seguito a un recentissimo progetto ideato dalla water utility lombarda per far riflettere un pubblico quanto più vasto, in particolare i più giovani, sui temi del cambiamento climatico e sugli effetti che questo ha sull’acqua. Si tratta di The Source, il podcast in 6 puntate di genere “climate fiction”, ascoltabile da un paio di settimane su tutte le piattaforme di podcast in modo totalmente gratuito. La storia è ambientata a Milano, nel 2035, in un tempo non così distante da noi, quindi realisticamente molto verosimile, nel bel mezzo della più clamorosa siccità mai sperimentata. Un racconto distopico, dove con il sorriso e l’ironia si invita a prendere coscienza dei problemi ambientali. 

Oltre alla doccia ci sono molte buone pratiche quotidiane che possono giovare al risparmio idrico. Ecco alcuni consigli da mettere in pratica per aiutarci a non restare senza acqua: applica un riduttore di flusso ai rubinetti di casa à risparmi 4.000 litri di acqua all’anno; scegli la doccia al posto della vasca, si risparmiano 1.200 litri di acqua all’anno; tieni i rubinetti aperti solo quando necessario, chiudili mentre ti lavi i denti o ti insaponi e risparmi 6 litri d’acqua ogni minuto. 

Scegli elettrodomestici di classe A+ e usali sempre a pieno carico e risparmi da 40 a 60 litri a ogni utilizzo; lava piatti, frutta e verdura in una bacinella e risparmi 6.000 litri di acqua all’anno; scongela gli alimenti all’aria o in una bacinella e risparmi 6 litri al minuto; prenditi cura dell’impianto idraulico di casa e controlla le tubazioni per evitare perdite e sprechi e risparmi circa 4.000 litri di acqua all’anno; utilizza acqua piovana per innaffiare le piante e risparmi 6.000 litri d’acqua all’anno. 

 

Dl Sostegni, Folgori (Feoli): “Così è inutile”

“Dal decreto Sostegni Bis sono state escluse, per una incredibile svista, tutte le piccole e medie imprese che così non potranno ottenere alcun aiuto economico nonostante i gravi danni patiti a causa della pandemia da Covid-19. Oltre al danno anche la beffa che non ci saremmo mai aspettati dal “governo dei migliori” guidato dal premier Mario Draghi”. Lo dichiara in una nota Enrico Folgori, presidente della Feoli (la Federazione Europea Operatori Logistica Integrata) e Chief Strategy e Market Intelligence Office di Sic Europe, azienda italiana leader nella logistica.  

“E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 106 del 23 luglio 2021 che converte in legge il D.L. n. 73 del 25 maggio 2021, il cosiddetto Sostegni Bis. Purtroppo – denuncia Folgori – in sede di conversione il Parlamento non si è accorto di un clamoroso errore: l’esclusione di tutte le pmi con fatturato compreso tra i 10 e i 50 milioni l’anno. Il decreto, infatti, non ha rinnovato – sottolinea Folgori – uno strumento fondamentale come il Fondo Patrimonio Pmi che permetteva di emettere titoli obbligazionari a fronte di un aumento di capitale. Il 25 giugno scorso il Servizio Studi della Camera dei Deputati emetteva un documento denominato “Misure fiscali e finanziarie per l’emergenza Coronavirus” in cui a pag. 27 si dava per avvenuto il prolungamento dei termini al 31/12/2021 del Fondo Patrimonio Pmi citando l’articolo 17 del Decreto Sostegni Bis. Peccato che l’articolo 17 sancisca il prolungamento dei termini per il c.d. “Patrimonio Destinato”, strumento dedicato alle Spa con fatturato maggiore di 50 milioni di euro”. 

“La scadenza per accedere al Fondo Patrimonio – dice Folgori – è stata insomma prorogata solo per quelle aziende che fatturano più di 50 milioni, ma non per quelle che fatturano tra i 10 e i 50 milioni. Una beffa per migliaia di imprese e di imprenditori. Inoltre – prosegue Folgori – è ancora in bilico la sorte di quelle imprese che hanno regolarmente presentato la domanda entro il 30 giugno (termine ultimo), ma che non hanno potuto emettere i suddetti titoli causa mancata risposta da parte di Invitalia”. 

“Come Presidente della Feoli, che raggruppa numerose imprese aventi i requisiti per essere potenzialmente interessate allo strumento legislativo che permette di rafforzare l’azienda ed ottenere liquidità determinante per superare le difficoltà economiche del periodo, mi sento in dovere di denunciare questa incredibile svista: non può trattarsi d’altro visto che l’Ufficio Studi Legislativi della Camera dava per scontata la proroga del termine per tutte le imprese”, dichiara Folgori. 

“Certo, colpisce il fatto che nessuno, né al governo, né nelle commissioni parlamentari, né alla Camera e al Senato, si sia accorto di nulla. Spero che il governo e il Parlamento trovino il modo per colmare questa lacuna, magari intervenendo d’urgenza con un decreto ad hoc per non abbandonare al loro destino migliaia di imprese che da mesi sono in prima linea per contribuire a salvare l’economia italiana creando ricchezza e lavoro nonostante le difficoltà create dal Coronavirus”, conclude Folgori. 

Per startup Vedrai investitori Vip, c’é anche Chiellini

Un aumento di capitale da 5 milioni di euro e un investitore d’eccezione: il capitano degli azzurri Giorgio Chiellini. Sono i goal segnati da Vedrai, la startup fondata dal 26enne Michele Grazioli e specializzata nello sviluppo di soluzioni basate su Intelligenza Artificiale a supporto del processo decisionale delle Pmi.  

A puntare sulla società, che ha ricevuto una valutazione di 50 milioni di euro, sono 32 investitori d’eccezione, scelti tra le eccellenze italiane in diversi ambiti e tra questi – oltre al capitano della nazionale che ha vinto gli Europei ed al tenore italiano tra più famosi al mondo – ci sono anche il presidente di Azimut Pietro Giuliani, il tenore Andrea Bocelli, il giornalista e divulgatore scientifico Piero Angela, l’imprenditore italiano fondatore e amministratore delegato del Gruppo Calzedonia Sandro Veronesi, e ancora rappresentanti di alcune delle principali famiglie imprenditoriali italiane, uniti a validi professionisti e volti noti dello sport e dello spettacolo. 

Nata in piena pandemia a maggio 2020 e attiva sul mercato da fine ottobre 2020, Vedrai ha così superato negli ultimi due mesi dello scorso anno il milione di Ebitda e raggiunto in poco più di sei mesi un organico di oltre 40 persone, con un’età media di 26 anni e mezzo, conquistando la fiducia di decine di piccole e medie imprese italiane che si sono affidate all’azienda per rendere più ‘matematico’ il loro processo decisionale, per provare a comprendere un contesto incerto. L’aucap e i nuovi soci permetteranno di rafforzare il posizionamento di Vedrai, attraendo nuovi talenti in grado di supportare il potenziamento e la crescita dell’azienda.  

La crescita, assicura la startup italiana, sarà rivolta anche all’estero, con un processo di internazionalizzazione che, anche tramite acquisizioni, ha l’obiettivo di posizionare Vedrai come leader nel settore dell’Intelligenza Artificiale a livello europeo. “I numeri e la valutazione sono piuttosto significativi per il contesto italiano, soprattutto per un’azienda attiva da meno di un anno” spiega Michele Grazioli. “Se si guarda al panorama internazionale -sottolinea- sono invece un importo contenuto, perché in Italia manca ad oggi un sistema sviluppato per queste tipologie di investimenti”.  

“Vantiamo però numerose eccellenze imprenditoriali, provenienti dai più diversi ambiti di competenza, che siamo orgogliosi di aver coinvolto raccontando il nostro progetto, proprio perché i capitali non vanno raccolti tanto per farlo, devono far parte di una precisa strategia di crescita. La loro presenza è sicuramente il vero valore aggiunto di questa operazione, che speriamo possa essere una concreta testimonianza di come l’Intelligenza Artificiale sia una tecnologia del presente, non del futuro” scandisce infine Grazioli. L’operazione è stata coordinata da Azimut e Bocg e Associati, assistiti dallo studio legale Eruzzi. 

Economia circolare, uno dei pilastri delle politiche di sostenibilità di Webuild

Recupero di materiali, meno emissioni, meno rifiuti, meno consumo idrico. L’economia circolare rappresenta una indispensabile leva per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Secondo il rapporto del Circular Economy Network, raddoppiando il tasso di circolarità dell’economia mondiale dall’8,6% attuale al 17% si possono ridurre i consumi di materiali di 21 gigatonnellate e riuscire così a tagliare le emissioni di gas serra del 39% all’anno a livello globale. Ed è uno dei pilastri su cui poggia la politica di sostenibilità del Gruppo Webuild che riutilizza il 100% dei materiali di scavo. 

Webuild adotta pratiche tese a minimizzare l’utilizzo di risorse naturali (anche mediante il loro riutilizzo) e a intensificare il recupero dei materiali di risulta all’interno della stessa opera o in aree limitrofe. La circolarità delle pratiche adottate da Webuild (SDG 12, Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu) ha consentito all’azienda di ridurre nel 2020 del 46% i rifiuti prodotti rispetto al 2019, mentre i rifiuti interessati da processi di recupero sono stati il 69% sul totale di quelli generati. Inoltre, è stato riutilizzato il 100% dei materiali di scavo ed è calato del 10% rispetto al 2019 il volume di acqua consumata nei cantieri. 

Webuild ha anche sviluppato speciali miscele ottimizzate di calcestruzzo, caratterizzate da un ridotto contenuto di cemento o dall’impiego fino al 65% di materiali di recupero provenienti da altre filiere industriali.  

Anche per quanto riguarda i materiali metallici si sta facendo sempre più strada l’impiego di soluzioni con acciaio a elevato contenuto riciclato: sui prossimi progetti in start-up in Italia Webuild punta a raggiungere quote superiori al 90%. Infine, in ambito idrico è in fase di sviluppo un innovativo sistema di telecontrollo per la tracciabilità digitale delle risorse idriche di cantiere, allo scopo di identificare in tempo reale perdite ed inefficienze e ridurne il più possibile il consumo. 

Consumare e produrre responsabilmente è un imperativo anche nel settore delle costruzioni, responsabile per due terzi delle emissioni di gas serra connesse alle varie fasi del ciclo di vita delle opere, tra cui quella relativa alla produzione dei materiali impiegati nei cantieri. 

Uno studio commissionato dall’Agenzia europea per l’ambiente stima che grazie alla circolarità e a una migliore gestione dei materiali è possibile ridurre le emissioni prodotte dal settore delle costruzioni fino al 61% nel 2050. 

Decreto semplificazioni, sì della Camera dopo la fiducia

L’aula della Camera, dopo aver votato la fiducia, ha approvato il Dl semplificazioni con 265 voti favorevoli e 14 voti contrari. “Grande soddisfazione” è stata espressa dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta per l’approvazione del decreto che “definisce anche la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.  

“Grazie a questo provvedimento – la prima milestone del Pnrr, raggiunta rispettando pienamente il cronoprogramma negoziato con la Commissione europea – l’Italia potrà ottenere a breve l’anticipo di 25 miliardi sui circa 200 miliardi di fondi Ue che spettano al nostro Paese”, afferma il ministro in una nota. 

“Siamo intervenuti eliminando i principali colli di bottiglia che potrebbero frenare la transizione digitale ed ecologica: dimezziamo i tempi delle valutazioni ambientali – prosegue Brunetta – riduciamo di più della metà le attese per le autorizzazioni per la banda ultra larga per portare la fibra a tutte le famiglie, sblocchiamo il superbonus 110%, acceleriamo gli appalti e la realizzazione di importanti opere strategiche. Tra le novità introdotte, c’è anche una norma che consente, in caso di ricorsi al Tar, di proseguire senza interruzioni i lavori delle opere legate al Pnrr: è la garanzia che l’Italia procederà in velocità, senza pregiudicare le legittime tutele per le imprese”. 

“Per garantire a tutti i cittadini meno burocrazia e certezza dei diritti, rafforziamo, infine, il silenzio assenso e i poteri sostitutivi. La Pubblica amministrazione diventa motore di sviluppo, catalizzatore della ripresa. Ringrazio il Parlamento per i contributi costruttivi, che sono certo arricchiranno anche l’esame del decreto reclutamento attualmente incardinato al Senato: le norme per rafforzare e riqualificare il capitale umano pubblico sono l’altra faccia della medaglia. La semplificazione e la digitalizzazione sono destinate a rimanere sulla carta senza personale dotato delle competenze giuste per affrontare le sfide del futuro. Abbiamo disegnato una nuova Pa, all’altezza di una nuova Italia in una nuova Europa”, conclude il ministro. 

Ricerca, ad Area Science Park la sfida di BeanTech per il data center Orfeo

E’ stata BeanTech a vincere la sfida e diventare così il partner tecnologico di Area Science Park per il data center Orfeo,il primo in Italia ad estrarre dati e conoscenze sul Coronavirus per la ricerca scientifica e che dispone oggi di più di 500 core e 2 mila terabyte di spazio disco utilizzabile, declinati in diversi tipi di tecnologie. L’azienda friulana – specializzata in trasformazione digitale a supporto delle imprese – ha infatti sviluppato, assieme al team di Area – l’ente nazionale di ricerca e innovazione vigilato dal Mur – l’infrastruttura tecnologica del data center Orfeo basato a Trieste. Orfeo completa la piattaforma di Genomica ed Epigenomica costituita, oltre che dal data center, anche da una serie di facility innovative dedicate alle analisi di sequenze su Dna e Rna e genotipizzazione-microarrays. 

“Il data center, progettato prima della pandemia, è stato prontamente impiegato nella lotta al Coronavirus” riferisce Stefano Cozzini, Direttore dell’Istituto Ricerca e Tecnologie di Area Science Park. Orfeo “é stato infatti rapidamente espanso con specifiche schede di calcolo Gpu e nella sua parte storage così -spiega Cozzini- da poter essere utilizzato per stoccare e successivamente analizzare i dati provenienti dall’analisi dei campioni Sars-Cov-2 e delle sue varianti raccolti in Friuli Venezia Giulia”. 

Tra gli altri progetti realizzati, c’é anche il primo browser semantico per estrarre conoscenze sul Sars-CoV-2 nato nel febbraio 2020 da tre studenti del corso di laurea in Data Science and Scientific Computing dell’Università degli Studi di Trieste, in collaborazione con Area Science Park e Ailc, l’Associazione Italiana di Linguistica Computazionale. Il motore di ricerca innovativo, basato sui più avanzati modelli di intelligenza artificiale, permette di effettuare rapide e precise ricerche semantiche nella miriade di pubblicazioni esistenti sul tema: nel 2020 sono stati oltre 4mila gli studi pubblicati sul virus Sars-CoV-2 e su Covid-19 in tutto il mondo, a cui si aggiungono più di 40mila articoli relativi a vari coronavirus e patologie da essi causate.  

Bean Tech, pmi innovativa dell’Industria 4.0 con sedi a Udine e a Mestre, spiega che “l’analisi dei dati genomici ha bisogno di piattaforme dotate di una grande potenza di calcolo e un’elevata capacità di memoria. All’interno di un container di dimensioni standard, Area Science Park ha installato un Hpc realizzato da BeanTech”, una novità in senso assoluto per l’azienda friulana che ha fornito la parte di Datacenter, l’insieme composto dagli armadi server, dal sistema di raffreddamento e dai gruppi di continuità e la componentistica hardware, certificata da Dell Technologies, garantendo inoltre assistenza continua, sia in remoto che on site, e facendosi carico anche della logistica e delle problematiche interconnesse. “È stato sfidante, esaltante e certo non senza dificoltà affrontare un progetto così importante, in un momento storico, quello della pandemia, che ha indubbiamente elevato le complessità che alla fine ogni progetto Hpc porta con sé” commenta Luca Degano, Sales & Marketing Director di BeanTech.
 

“I sistemi di supercalcolo – ricorda – sono la frontiera tecnologica per quanto riguarda il calcolo computazionale, ed ogni sistema è a sé, ed esiste quasi sempre come una prima e spesso esclusiva installazione”. La capacità di BeanTech è stata quella di realizzare in “modo organico e funzionale un sistema di calcolo integrato alla parte di Data center, utilizzando le migliori e ultime tecnologie hardware e di infrastruttura di player quali Dell Technologies, Nvidia e Vertiv, integrando il tutto attraverso soluzioni software Open Source a garantire le performance, la flessibilità – ma anche la verticalità – e la scalabilità richiesta”sottolinea ancora Degano.  

Dal momento dell’entrata in servizio del data center Orfeo, i ritmi di impiego sono stati superiori a quelli standard tanto da raggiungere il 90% della capacità totale del periodo con oltre 2 milioni di calcolo da luglio a dicembre 2020. Pensato in origine per rispondere all’esigenza della Genomica ed Epigenomica, grazie alla sua flessibilità e alle alte prestazioni del sistema di calcolo, Orfeo è impiegato anche nel campo della formazione. Orfeo rientra nell’iniziativa strategica Argo, un sistema industriale nato da un protocollo d’intesa del marzo 2018, tra il Mu, il Mise e la Regione Friuli Venezia Giulia. Argo conta circa 50 partner – tra realtà pubbliche e aziende private – che sviluppano in sinergia progetti complessi. 

Turismo, Covid trasloca online le vacanze italiane

Il Covid ha inciso nel settore del turismo anche nel ‘traslocare’ online la governance e la gestione dei servizi turistici più tradizionali
. Dalla prenotazione al soggiorno, fino agli aspetti burocratici, anche le piccole realtà italiane che valorizzano il territorio stanno infatti gestendo in forma digitale il rapporto con gli ospiti. A intercettare il trend digitale delle vacanze italiane sono state Beddy e Scloby, due realtà parte del gruppo Zucchetti, che hanno annunciato di avere integrato le attività permettendo così una gestione completamente in cloud di Hotel, Bed & Breakfast, Residence, Agriturismi e Property.
 

Tecnologie digitali, Intelligenza Artificiale, Internet of Things, blockchain e Big data, infatti, stanno modificando notevolmente la struttura dell’offerta e le dinamiche della domanda, sia per ridurre in tempo di pandemia i contatti tra le persone – grazie a check in e check out digitali, prenotazione dei servizi via App e pagamenti rigorosamente contactless – sia per migliorare l’efficienza della gestione riferiscono Scloby e il Pms Beddy.  

E l’intreccio fra le due aziende é stato ‘fatale’ visto che la prima é proprietaria di una soluzione software multipiattaforma che sostituisce i registratori di cassa con tablet, smartphone o Pc, e l’altra é una innovativa piattaforma cloud che gestisce tutti i reparti dell’accoglienza e della vendita online di una struttura ricettiva. “Grazie all’integrazione dei due software, infatti, è possibile gestire in cloud l’intero soggiorno dei clienti: dalle prenotazioni delle camere al servizio al tavolo o al bar, fino agli addebiti in camera ed un checkout veloce ed intuitivo” sottolineano le due imprese tecnologiche.  

Dario Vinciguerra, Ceo di Beddy (Gruppo Zucchetti), osserva che “l’Italia è uno dei paesi in cui già da anni il mercato dei piccoli alberghi
e delle strutture extra alberghiere è cresciuto maggiormente”. “Questo è dovuto principalmente al tessuto imprenditoriale, composto -spiega- da piccole e medie imprese e alle caratteristiche del territorio turistico e immobiliare dove spicca la presenza di case antiche da rivalorizzare, isole, paesi e territori che favoriscono la nascita di piccole strutture in case di nuova costruzione o antiche”.  

“Scloby storicamente si rivolge a realtà di media dimensioni, ma ci siamo resi conto che soprattutto nel settore alberghiero è fondamentale

fornire anche alle piccole realtà servizi digitali semplici
e integrati e un supporto semplice. È quello che facciamo grazie all’integrazione tra Beddy e Scloby con soluzioni che grazie al cloud possono essere percepite come un unico servizio” spiega Francesco Medda, Ceo di Scloby (Gruppo Zucchetti).  

In manager indica infine che “in questo modo è possibile supportare chi ha deciso di aprire una nuova struttura, aiutandolo in tutto il processo: dagli adempimenti burocratici alla gestione dell’afflusso di ospiti in sicurezza, fino all’opportunità di accompagnare il turista durante tutta la customer experience”.  

Ue, debito eurozona sfonda tetto 100% pil: Italia al 160%

Alla fine del primo trimestre 2021, periodo segnato da misure tese a mitigare l’impatto della pandemia di Covid-19, il debito pubblico dell’area euro è salito al 100,5% del Pil, superando ufficialmente per la prima volta la soglia del 100%, rispetto al 97,8% della fine del quarto trimestre 2020. Lo comunica Eurostat. I Paesi con il debito pubblico più elevato sono Grecia (209,3%), Italia (160%), Portogallo (137,2%), Cipro (125,7%), Spagna 125,2%), Belgio (118,6%) e Francia (118%); i meno indebitati Estonia (18,5%), Bulgaria (25,1%) e Lussemburgo (28,1%). 

Il deficit pubblico medio dei Paesi dell’area euro nel primo trimestre 2021 è calato al 7,4%, del Pil rispetto all’8,1% del quarto trimestre 2020. Nell’Ue si è attestato al 6,8%, dal 7,5%.
 

Bezos ispira nuovi trasporti in Italia, Zaccheo incontra Saccoccia

Anche i trasporti italiani potrebbero cambiare passo dopo il volo visionario suborbitale compiuto dal miliardario Jeff Bezos. Il Presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Nicola Zaccheo, ed il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, si sono infatti incontrati oggi, presso la sede dell’Agenzia a Roma, per “un confronto sulle prospettive future dei trasporti attraverso i voli suborbitali e spaziali”. All’indomani dell’appuntamento nella sede dell’Asi sulle attività scientifiche spaziali nazionali e del primo volo della Starship di Blue Origin – che ha aperto al futuro dei voli turistici nello spazio – i vertici dell’Autorità e dell’Agenzia hanno discusso delle “evidenti opportunità che si apriranno per i rispettivi ambiti di competenza” fa sapere l’Agenzia Spaziale Italiana. 

Il Presidente dell’Asi Saccoccia ha ricordato “le frontiere tecnologiche innovative condivise tra spazio ed il futuro trasporto civile, citando, anche, temi quali i materiali e la propulsione avanzata, il controllo termico e le tecniche di volo e rientro autonomo”. “Il futuro -ha detto- vedrà sempre maggiore condivisione di interessi tra spazio e trasporti con l’affermazione dei voli suborbitali commerciali e per questo motivo sarà di sempre maggiore importanza fare sistema con tutte le istituzioni coinvolte”. 

Nell’occasione, il Presidente di Art Zaccheo ha voluto sottolineare come in futuro “i trasporti, oltre al ritorno dei voli transatlantici supersonici, vedranno l’affermazione dei voli suborbitali e spaziali di passeggeri a scopi commerciali. La loro regolazione economica costituirà una delle nuove e più entusiasmanti frontiere dell’attività di Art”. In tale ambito, Zaccheo ha rilevato che “la cooperazione con Asi sarà fondamentale per lo scambio di know-how e per le sinergie tecniche che verranno richieste per affrontare un quadro profondamente modificato dalla reale e concreta disponibilità di nuove tecnologie spaziali, di cui recenti esperienze, come quelle di Blue Origin di Jeff Bezos o Virgin Galactic di Richard Branson, sono una evidente dimostrazione”. 

Immobili, crollano case all’asta ma all’incanto anche ospedali e conventi

Crolla il numero delle case all’asta in Italia che negli ultimi sei mesi è diminuito del 24,44%. Stando al Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro studi Sogeea, presentato oggi in Senato, le procedure in corso sono infatti 11.444, a fronte delle 15.146 rilevate all’inizio di gennaio 2021. Riguardo la distribuzione geografica, quasi un terzo degli immobili residenziali in vendita (3.438) si concentra nel nord del Paese; seguono il Centro con 3.313, il Sud con 2.519 e le Isole con 2.174. Dal Rapporto emerge anche che sta crescendo il numero delle strutture turistico ricettive andate all’asta in Italia con un incremento del 13,3%. E non solo. All’incanto vanno anche ospedali, teatri, e conventi. Nella rilevazione del secondo semestre emerge infatti che sono stati messi all’asta 13 Ospedali e 3 Teatri, ma il record delle categorie singolari degli immobili pignorati però va alla carità: ci sono ben 20 Conventi messi all’asta, cresciuti del 18% rispetto alla rilevazione precedente.  

“Le banche in questo momento sono meno aggressive e ci sono meno procedure in corso” ha commentato all’Adnkronos il professore Sandro Simoncini, direttore del Centro studi Sogeea e docente di Economia delle Imprese presso l’università Uninettuno. Ciò perché, ha spiegato l’ingegnere, “se si verificano due aste deserte c’è un ribasso del 25% sul valore dell’immobile e con quattro aste deserte c’è un ribasso del 50% e la banca rischia non riprendere i suoi soldi”. “Le banche sono consapevoli che il valore degli immobili è drasticamente calato nell’ultimo anno a causa della pandemia -prosegue Simoncini- e, di conseguenza, un’asta non le farebbe comunque rientrare dei capitali erogati. Inoltre sanno che, in molti casi, le difficoltà di chi ha acceso un mutuo sono legate a meccanismi discutibili come quello degli interessi scaturiti dagli interessi” ha aggiunto Simoncini. 

Entrando nel dettaglio del Rapporto, poco meno di un settimo delle case oggetto dello studio, pari a 1.715 unità, è localizzato nel Lazio, regione che precede la Sicilia (1.476); più staccati Piemonte (1.232), Campania (1.206), Toscana (945), Lombardia (771) e Veneto (731). Sotto il migliaio di case all’asta anche Sardegna (698) e Marche (586). Soltanto un immobile residenziale all’incanto in Valle d’Aosta. A livello di province, invece, spiccano le 1.088 case all’asta di Roma
che sono il 9,5% del totale nazionale, con Napoli al secondo posto (588), seguita da Vicenza (419), Bergamo (413) e Catania (408).  

Dal Rapporto emerge inoltre che il 69% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, percentuale che sale addirittura fino all’88% se prendiamo in esame anche gli immobili appartenenti alla fascia tra 100.000 e 200.000 euro. “Va comunque sottolineato che nella stragrande maggioranza dei casi parliamo di immobili non di pregio, per cui la fascia di reddito medio-bassa paga ancora un tributo rilevante in questa crisi che non sembra finire” ha detto Simoncini che ha ritenuto “indispensabile varare una norma che tuteli anche chi ha perduto la casa e non solo le banche, magari con un fondo pubblico che acquisti l’immobile all’asta e lo riposizioni sul mercato senza deprezzamento”. Infine Silvia Massi, Associato di Diritto Penale presso l’Università Uninettuno, nel corso della presentazione di oggi in Senato ha rilevato che “per prevenire il rischio di reati come la turbativa d’asta, l’estorsione e la corruzione, durante le aste immobiliari, potrebbe essere utile l’istituzione di una nuova figura, quella del ‘responsabile per la trasparenza'”. 

Bezos porta in orbita 2 generazioni a 52 anni dalla missione Luna

A 52 anni dalla fatidica discesa del primo uomo sulla Luna, Jeff Bezos celebra quel 20 luglio del 1969 con un colpo di genio. Domani, in occasione dello storico anniversario dell’Apollo 11, il fondatore del colosso dell’ecommerce Amazon e della società di voli spaziali Blue Origin porterà infatti in orbita due generazioni di turisti spaziali: il più giovane, l’olandese 18enne Oliver Daemen e la più anziana, la statunitense 82enne Wally Funk. E se il ragazzo avrà presto una storia ‘top’ da raccontare sui social, la dama che Bezos ha invitato a bordo del New Shepard può vantare il titolo di ‘più anziana astronauta della storia spaziale’ visto che, negli anni ’60, appena 22enne, aveva anche fatto domanda per entrare nel corpo astronauti della Nasa ma, a causa di un gender gap ancora in voga, non poté partecipare nemmeno alle selezioni.  

Dunque se per Oliver il volo suborbitale sarà probabilmente tutto un selfie e per Wally dopo 60 anni si chiude un cerchio, per Bezos “si centra un geniale obiettivo di marketing” commenta secca l’astrofisica Patrizia Caraveo, conversando con l’Adnkronos su ‘quanta terra è passata sotto i nostri piedi’ nell’anniversario del primo passo di Neil Armstrong sulla Luna. “Quello di Bezos è un colpo di genio. Avere invitato a volare due generazioni insieme e per la prima volta é una geniale visione di marketing”
sottolinea la scienziata italiana, dirigente di ricerca e responsabile per Inaf dell’analisi dei dati del satellite Fermi.  

“Con questa scelta Bezos ci ha ‘spiegato’ come mai e non a caso é il fondatore di Amazon e che oggi punta dritto con la sua impresa di voli spaziali Blue Origin a contendere il posto al vertice di ‘imprenditore privato dello spazio’ ad un altro visionario: Elon Musk, fondatore di Space X” sottolinea Caraveo che ha raccontato nel suo libro “Conquistati dalla Luna” (Raffaello Cortina Ed, 2019) la storia di Wally Funk e delle 13 donne aviatrici.  

“La storia -ricorda Patrizia Caraveo- inizia con la curiosità del medico degli astronauti Randy Lovelace che aveva già esaminato tanti uomini ma continuava a chiedersi come avrebbero reagito le donne sottoposte alle stesse prove. L’incontro con l’aviatrice Jerrie Cobb ha poi trasformato la curiosità in un progetto e nella clinica di Lovelace all’epoca sono state selezionate 13 aviatrici che superarono tutti i test. Fra queste c’era anche Wally Funk che, con appena 22 anni, era la più giovane del gruppo”. Autrice di diversi saggi e libri di divulgazione scientifica come “Il Cielo é di tutti” (ed.Dedalo), Caraveo commenta che “Wally ha un sorriso fantastico, nel suo sorriso c’è un messaggio di positività e ottimismo e Bezos – ribadisco- é un genio del marketing perché, sebbene arriva dopo una settimana dal volo della Spaceflight Unity 22 del miliardario britannico Richard Branson, Bezos ha giocato sulla coincidenza della data dell’Apollo 11 e soprattutto al portare in volo l’anziana 82enne e il giovanissimo 18enne”.  

“Il ragazzo di 18 anni, Oliver Daemen, è invece un ‘ripiego intelligentissimo’ di Bezos perché avrebbe dovuto volare persona sconosciuta che ha pagato 28 milioni di dollari, poi il volo è stato annullato e Bezos ha avuto l’idea brillantissima di scegliere il più giovane di tutti, insieme alla viaggiatrice spaziale più anziana, Wally Funk, che ora sarà ‘astronauta’ grazie al patron di Amazon”.  

“Wally si era comprata un biglietto - per un po’ meno di 100mila dollari – per in volo suborbitale con Virgin Galactic che però non é mai partito. Era il 2010 e adesso il suo sogno si avvera e Funk entra nella storia accanto all’astronauta professionista a John Glenn che aveva ben 77 anni quando è tornato nello spazio con lo Space Shuttle”. Dunque un count down carico di memorie per Wally, prima donna a ricoprire la posizione di ispettore della General Aviation Administration e prima donna a fare parte del National Transportation Safety Board. “Il viaggio di domani non é come andare in orbita ma – taglia corto Caraveo – meglio che niente per la volitiva ed energetica signora”. 

Ex Ilva, scoppia caso Mapelli

Scoppia il caso del consigliere designato di Acciaierie d’Italia Carlo Mapelli – indicato da Invitalia – a pochi giorni dall’assemblea degli azionisti in programma il prossimo 21 luglio per la nomina dei membri del cda. Ad aprirlo una lettera, che l’Adnkronos ha potuto visionare, del legale di Acciaierie d’Italia, Fabio Giuseppe Montin, inviata il 14 luglio scorso al legale di Invitalia, Pasquale Ambrogio, nella quale si fa riferimento a una bozza di verbale dell’assemblea nella quale “si dà atto (come già nella bozza di aprile scorso) delle dimissioni dell’Ing Mapelli dalla carica di consigliere di Finarvedi Spa. Tuttavia – prosegue il legale – ciò non corrisponde con quanto risulta dalla visura camerale estratta ieri e qui allegata. Tale documento evidenzia altresì in capo all’ingegner Mapelli ulteriori cariche consiliari in società nostre dirette concorrenti”.  

Dalle visure camerali allegate risulta che Mapelli riveste la carica di consigliere in Jsw Steel Italy Piombino (atto di nomina 17 gennaio 2020 e durata in carica fino alla scadenza dell’attuale consiglio) e in Piombino Logistics spa (dato atto di nomina il 17 gennaio 2020 e durata in carica fino a scadenza attuale consiglio). 

Di qui la richiesta, avanzata dal legale di Acciaierie d’Italia, di “verificare con l’Ing. Mapelli se tali risultanze siano o meno frutto di un mancato tempestivo aggiornamento del pubblico registro presso la Cciaa, fornendoci in ogni caso ogni opportuna evidenza documentale e informazione circa l’assenza di qualsivoglia causa di incompatibilità del designato consigliere”.  

Il legale di Invitalia, Ambrogio, sempre il 14 luglio scrive al diretto interessato Mapelli. “Riceviamo oggi da parte di Acciaierie d’Italia Holding spa una comunicazione con la quale, nel mentre si dà atto delle Sue dimissioni dalla carica di consigliere di Finarvedi spa, si allega anche la visura camerale estratta ieri e qui allegata. Tale documento evidenzia, in realtà – si legge nella lettera visionata dall’Adnkronos – ulteriori cariche consiliari da Ella ricoperte in società concorrenti di AdiH”. Di qui la richiesta rivolta a Mapelli di confermare “se tali risultanze corrispondano a verità ovvero siano frutto di un mancato tempestivo aggiornamento del pubblico registro presso la Cciaa”. E a Mapelli viene anche richiesto “di fornire, in ogni caso, ogni opportuna evidenza documentale e informazione circa l’assenza di qualsivoglia causa di incompatibilità o conflitto anche potenziale di interessi”.  

La risposta di Mapelli all’avvocato di Invitalia non si fa attendere: “In merito al mio incarico come consigliere di amministrazione di JSW Italia e società controllate, Le comunico che tale impresa siderurgica non opera nel settore dei prodotti piani (coils e lamiere) né dei tubi ma trasforma solo semilavorati in acciaio per rotaie, vergella e barre (prodotti lunghi). Dato che quindi non si tratta in alcuna misura di un concorrente di Acciaierie d’Italia (neppure sotto il profilo di acquisizione della materia prima, perché non vi è alcuna acciaieria a ciclo integrato) il mio incarico non risulta incompatibile e non ho alcuna intenzione di rinunciarvi”.  

Un braccio di ferro che rischia di portare a uno stallo. Fonti vicine ad ArcelorMittal riferiscono, infatti, potrebbe non votare la nomina di Mapelli essendo espressione di un competitor di Acciaierie d’Italia.  

 

Nautica, il settore si evolve grazie all’IoT

Il settore nautico si evolve grazie all’IoT e, attraverso un innovativo ormeggio intelligente, mostra come si può anche ridurre l’impatto ambientale. E’ il nuovo orizzonte tecnologico legato alla nautica che risponde anche alla vision del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, secondo il quale in Italia le rinnovabili sono destinate a crescere notevolmente, raggiungendo elevati livelli di penetrazione nel settore elettrico (intorno al 55%), con un ruolo fondamentale delle tecnologie innovative come le marine. E con circa 5 milioni di euro l’anno, l’Italia è al primo posto tra i Paesi mediterranei, e al secondo in tutta Europa, per finanziamenti pubblici all’energia dal mare, come spiega il primo rapporto del progetto europeo OceanSet 2020, che ha analizzato investimenti e sviluppo tecnologico di 11 Paesi europei. 

Proprio in questo contesto, Seares, per restare al passo con le tendenze globali nello sviluppo dell’industria marittima, ha unito le forze con Zerynth per l’implementazione di tecnologie interconnesse e a basso impatto ambientale. In soli 6 mesi, il team di Zerynth ha infatti aiutato l’azienda a rendere smart il Seadamp
Plus, un sistema di ormeggio intelligente abilitato per l’IoT in grado di catturare la potenza cinetica delle onde e trasformarla in elettricità – senza dover utilizzare fonti energetiche altamente inquinanti – e in grado di monitorare e fornire i dati delle imbarcazioni in tempo reale. 

“Lavorando con Zerynth abbiamo rilasciato nuove soluzioni raggiungendo una significativa crescita aziendale
” spiega Giorgio Cucè, Co-Fondatore e Amministratore Delegato di Seares Srl. “La progettazione di un processo di implementazione dell’IoT -aggiunge- è stata sviluppata in modo efficiente con tutte le caratteristiche meccaniche ed elettroniche di cui avevamo bisogno, e ci permette di sviluppare e testare tutti i nostri componenti fin dalle fasi di prototipazione in modo da poter ottenere i migliori risultati”. 

Gabriele Montelisciani, Ceo di Zerynth, sottolinea che
“la collaborazione con Seares dimostra le grandi possibilità offerte dalla tecnologia e dall’Internet of Things a seconda del settore in cui vengono applicate”. “Il nostro obiettivo -argomenta il Ceo- è quello di semplificare le attività delle aziende che sempre più cercano non soltanto di ottimizzare i loro processi ma anche di renderli a basso impatto ambientale”. 

Il sistema Seadamp Plus, costruito utilizzando un modulo direttamente connesso al cloud, include generatori da 12 o 24 Vdc con magneti al neodimio, un controller intelligente che mantiene le batterie continuamente cariche. Il sistema include uno strumento di analisi che permette di estrarre, analizzare i parametri di funzionamento dell’imbarcazione a distanza – la tensione delle batterie, l’importo totale di energia recuperata e la potenza – e inviarli al cloud, garantendo così una gestione completamente da remoto con elevati standard di sicurezza.  

La dashboard presente, inoltre, genera automaticamente report e monitora i valori selezionati permettendo all’algoritmo di calcolare in tempo reale le effettive prestazioni del sistema. Seadamp Plus è un sistema facile da installare, silenzioso ed ecologico. Tutti i materiali utilizzati, infatti, sono completamente riutilizzabili e a basso impatto ambientale: gli oli idraulici sono biodegradabili, non tossici e provenienti da fonti rinnovabili, mentre gli acciai inossidabili resistono alla corrosione garantendo una maggiore durata. 

Whirlpool avvia procedura licenziamento per Napoli

Whirlpool avvierà la procedura di licenziamento collettivo relativa alle persone del sito di Napoli il prossimo 15 luglio secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Nel corso della procedura, della durata massima di 75 giorni, i lavoratori percepiranno la normale retribuzione. Lo rende noto Whirlpool in una nota spiegando che l’azienda ha informato i sindacati “della possibilità di trasferimento presso la sede di Cassinetta di Biandronno (Va) e, per coloro che lasceranno volontariamente l’azienda nel corso della procedura, è previsto un trattamento economico di uscita di 85 mila euro”. 

“A causa del forte calo della domanda della lavatrici prodotte a Napoli, lo stabilimento è diventato insostenibile per Whirlpool”, ha ribadito in una nota Whirlpool ricordando che è per questo motivo che più di due anni fa l’azienda “ha iniziato a discutere di potenziali scenari di transizione e a lavorare con i sindacati e gli stakeholder istituzionali – sia nazionali che locali – al fine di minimizzare l’impatto legato all’uscita di Whirlpool dallo stabilimento di Napoli. Non essendo emersa nessuna alternativa, il 31 ottobre 2020 è stata cessata la produzione nel sito”. 

Per Whirlpool “l’Italia rimane strategica all’interno della Regione Emea: dal 2018 investiti nel Paese oltre 280 milioni di euro”. L’Italia, ricorda l’azienda, “ospita il quartier generale di Whirlpool per tutta la regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) e rimane un paese strategico a lungo termine per l’ azienda. Whirlpool è il più grande produttore di elettrodomestici in Italia, dove produce oltre 5 milioni di pezzi all’anno, dei quali più dell’80% viene esportato in Europa e nel mondo. I 6 stabilimenti di produzione sono supportati dal contributo di più di 2000 fornitori basati in Italia e dove si trovano anche quattro centri di Ricerca e Sviluppo”.  

 

 

Altroconsumo, 1 italiano su 4 resta a casa e 89% di chi viaggerà lo farà in Italia

Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso Covid-19. Siamo ormai giunti alla seconda estate in emergenza sanitaria, Altroconsumo è andato quindi a fotografare quelli che saranno i comportamenti degli italiani nel 2021 per quanto riguarda le partenze. Nello specifico, l’Associazione ha intervistato un campione di 900 italiani in merito ai loro programmi in termini di spostamenti, conoscenza delle regole per viaggiare, vaccinazioni in vista delle ferie e opinioni sull’evoluzione del virus. 

In primis Altroconsumo ha chiesto agli italiani dove prevede di passare le proprie vacanze. Il 22% dei rispondenti dichiara che rimarrà a casa mentre il 62% passerà almeno parte della stagione in altre zone. Il 16%, invece, non ha ancora prenotato. 9/10 di coloro che viaggeranno prediligeranno le mete nostrane, il 25% non oltrepasserà nemmeno i confini della propria regione. A farlo sarà 1 abitante del Sud o delle Isole su 2; il 6% dei cittadini del Nordovest, il 22% di quelli del Nordest e il 33% di quelli del centro. Una piccola percentuali di italiani decide invece di varcare i confini nazionali: l’11%, infatti, viaggerà all’estero, il 2% anche fuori dall’Europa. Ma quali saranno i mezzi più utilizzati per viaggiare? L’80% prediligerà l’auto, il 9% prenderà l’aereo, il 5% il treno e, infine, il 4% il traghetto. 

Emerge che nonostante il prolungarsi dell’emergenza sanitaria, molti italiani sono pronti a viaggiare. Ma quanto ne sanno di regole per gli spostamenti? Il livello di informazione sui requisiti necessari per viaggiare è ancora molto basso. Solo il 38% si ritiene ben informato in merito agli spostamenti fra regioni e solo il 18% su quelli Oltralpe. Uno dei modi più sicuri per evitare problemi duranti i viaggi è sicuramente la vaccinazione, infatti, la variabile ferie ha influito fortemente sulla campagna vaccinale degli italiani. Il 16% dei cittadini che non ha ancora prenotato dichiara che la possibilità che la data per la seconda dose cada durante le settimane di ferie ha influenzato la decisione di aspettare. Fra coloro che hanno già assunto la prima dose, l’11% sostiene che, nel caso in cui la seconda dovesse essere fatta durante il periodo di vacanza, non si presenterebbe all’appuntamento. 

Altroconsumo ha, infine, analizzato le opinioni degli italiani in merito all’evoluzione della pandemia e ai nuovi provvedimenti introdotti con l’arrivo dell’estate e la diminuzione dei contagi. Una delle più importanti novità è sicuramente l’abolizione dell’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. In molti aspettavano questo passo, infatti, al momento della rilevazione (una settimana prima dell’abolizione dell’obbligo) 2 italiani su 3 erano a favore della rimozione dell’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. La percentuale sale all’82% quando si parla di metterle in luoghi chiusi. 

Frequentare le sale interne, per esempio, di ristoranti e bar è considerato, però, pericoloso da quasi il 40% degli intervistati. Per il 74% e il 61% è pericoloso anche frequentare, rispettivamente, centri sportivi e cinema o teatri. Infine, è stato chiesto agli italiani come, secondo loro, si evolverà la situazione pandemica in autunno. Secondo il 29% degli intervistati i contagi continueranno a calare, per il 17% rimarranno stabili, mentre per il 54% ci sarà un aumento (più o meno preoccupante). 

Inps, piano strategico digitale è documento integrato e omnicomprensivo

L’evoluzione delle aspettative e dei bisogni degli utenti in un contesto di trasformazione digitale ha determinato la necessità per l’Inps di coniugare in un’unica strategia i consolidati processi di programmazione e budget e le politiche di sviluppo tecnologico definite nel Piano triennale dell’informatica. Il Piano strategico digitale è un documento integrato e omnicomprensivo nel quale convergono esigenze amministrative, politiche organizzative e innovazione tecnologica, in linea con il carattere pervasivo della trasformazione digitale nella società. E’ quanto si sottolinea nel XX Rapporto annuale Inps.  

Il Piano strategico digitale non attiene esclusivamente alla sfera tecnologica, ma va interpretato come strategia complessiva che si declina secondo una prospettiva organizzativa e di “business” e si pone come cornice di riferimento per un insieme di progettualità integrate e coerenti che interessino le persone, i processi, gli assetti organizzativi, gli strumenti. 

Si chiude edizione 2021 della Green Week, Festival della Green Economy

Si è chiusa a Parma l’edizione 2021 della Green Week, il Festival della Green Economy promosso da ItalyPost con il Corriere della Sera, La Gazzetta di Parma e il sostegno di Credit Agricole e Lago, che ha registrato il tutto esaurito negli oltre 40 incontri e confronti della kermesse, registrando oltre 2.000 presenze, le uniche consentite e possibili con le normative attuali. Molti interessati, purtroppo, non hanno trovato posti disponibili e, come altre diecimila persone che non si sono potute recare a Parma, hanno partecipato alla manifestazione seguendola nei diversi canali social attrezzati dagli organizzatori 

A testimoniare il ruolo di primo piano a livello nazionale su questi temi raggiunto dall’appuntamento è stata la massiccia e qualificata presenza di imprenditori e manager che, nonostante il periodo estivo, sono voluti intervenire in presenza per testimoniare il loro impegno diretto e l’importanza strategica che ha la sostenibilità nelle loro scelte industriali.  

Uno dei momenti cardine della manifestazione è stata certamente la cerimonia di inaugurazione del Festival, quando Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, ha evidenziato come, dai risultati della ricerca, elaborata a partire dal rapporto GreenItaly 2020, “è emerso che sono oltre 175mila le imprese del nord che negli ultimi 5 anni hanno investito in prodotti e tecnologie per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di anidride carbonica. I risultati non si sono fatti attendere: queste imprese hanno dimostrato di essere più competitive, attirando investimenti e nuove assunzioni”. 

E proprio il rapporto tra aziende e sostenibilità è stato uno dei leit motiv della Green Week, grazie anche alla presenza di imprenditori e manager di spicco, come il presidente di Davines, Davide Bollati, che ha affrontato assieme ad Andrea Illy e Maria Paola Chiesi il tema della regenerative economy, o Eric Ezechieli, co-founder Nativa, Massimo Mercati, amministratore delegato Aboca, e Roberta Pontrelli, responsabile amministrazione e finanza di Panino Giusto, che hanno parlato dell’impatto delle “Benefit Corporations”; di grande interesse anche il dialogo tra Enrico Giovannini, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile con il sindaco di Parma, il confronto tra Aldo Bonomi, sociologo, direttore AAster, Roberta Fileni, vicepresidente e amministratore delegato Fileni Alimentare, e Andrea Pontremoli, amministratore delegato e direttore generale Dallara, con la loro riflessione sul ruolo dell’impresa nello sviluppo del capitale sociale nella fase post-Covid. 

Al centro del dibattito, però, anche riflessioni sugli obiettivi green del Next Generation EU, offerte da un “confronto tra sindaci” che ha visto la partecipazione di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e vicepresidente Anci, e Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona; o sulle strategie per la ripartenza del Made in Italy, in un dialogo tra Nicola Bertinelli, presidente Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Gianpiero Calzolari, presidente Gruppo Granarolo, Camilla Lunelli, contitolare e direttore comunicazione Cantine Ferrari, e Paolo De Castro, deputato Parlamento Europeo. La manifestazione di Parma è stata anche l’occasione per affrontare questioni più concrete come lo sviluppo di un’industria dell’acciaio “verde” in Italia, con contributi di Roberto Conte, amministratore delegato I.Blu – Gruppo Iren, Carlo Mapelli, docente di Metallurgia Politecnico di Milano, e Giuseppe Pasini, presidente Feralpi Group.  

Ad arricchire la qualità del pubblico e del dibattito anche un gruppo di oltre 300 universitari e ricercatori provenienti da tutte le migliori università italiane, che hanno approfondito le varie sfaccettature della sostenibilità, sia nei tre giorni di incontri a Parma che visitando, nei giorni immediatamente precedenti, 38 Fabbriche della Sostenibilità, sparse in tutta Italia, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, dalla Campania alla Lombardia, passando per Toscana ed Emilia-Romagna, e fino al Trentino. Aziende, cantieri, centrali hanno aperto le porte per far toccare con mano i principi dell’economia circolare e delle filiere verdi. Durante il tour delle Fabbriche della Sostenibilità, gli studenti e i ricercatori hanno potuto visitare gli impianti Snam, come quello di Azzano Decimo (PN) gestito dalla controllata IES Biogas, dove si è riusciti a raggiungere l’autosufficienza in collaborazione con la Società agricola Principi di Porcia e Brugnera, aziende simbolo del riciclo e dell’economia circolare come Amorim Cork, LaPrima Plastics, Lucaprint, Saib, Dal Maso Group e Fomet, specializzate rispettivamente sul recupero di sughero, materiali plastici, cartone, legname, sali da scarto per la conservazione delle pelli e lavorazione dei letami per fertilizzanti agricoli.  

Le visite hanno incluso anche il mondo della conceria come Dani e Conceria Montebello, quello della grande produzione agricola con Mutti, Consorzio Melinda e Cielo e Terra, prima in Italia ad aver introdotto il lean management in un’ottica di cambiamento e miglioramento. E ancora: Lombardini22, gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria che da sempre investe su tecnologia, innovazione e sostenibilità, il DHL Express International Malpensa Hub presso l’Aeroporto di Malpensa si è mostrato come eccellente esempio di connubio tra innovazione e sostenibilità. 

Presenti anche le produzioni industriali di ABS – Acciaierie Bertoli Safau, Camomilla Italia, Dallara, Davines, Feralpi Group, Buzzi Unicem, Verallia, Laterlite, FITT, IRSAP, Kerakoll, Lago, G&G Service, Opem, Tessuti di Sondrio, Zordan, Whirlpool e Officine Mario Dorin, e lo smaltimento di rifiuti e scarti di produzione di Etra, Medio Chiampo e Iren, che ha aperto le porte del PAI Polo Ambientale Integrato di Parma, un insieme di impianti progettati per lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi, con un termovalorizzatore cogenerativo che nasce dalle migliori tecnologie esistenti, e del PAD Parco Acque depurate di Mancasale, impianto che si distingue come primo impianto di riuso delle acque in Emilia-Romagna. 

Chiude la Gkn di Firenze, “in 422 mandati a casa via mail”

“Quanto successo ai lavoratori della Gkn” di Firenze “che fino alle sei della mattina erano al lavoro, già perché il lavoro non manca alla Gkn, e alle 10, con una mail, sono stati mandati a casa, è inqualificabile. Un affronto al mondo del lavoro, a Firenze, alla Toscana e all’Italia tutta. Non lasceremo soli questi lavoratori a cui va tutta la nostra partecipe solidarietà, risponderemo come sappiamo fare, con la mobilitazione”. Lo dichiarano congiuntamente Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana, e Massimo Braccini segretario generale Fiom Cgil Toscana. 

“La Cgil e la Fiom proporranno a Cisl e Uil e alle loro categorie una risposta a livello regionale, perché il problema va ben oltre Firenze, i 422 della Gkn e gli altri dell’indotto. Ne discuteremo con i lavoratori della Gkn in assemblea permanente che incontreremo lunedì – continua la nota sindacale di Angelini e Braccini – Per l’intanto diciamo a Draghi e ai suoi ministri: una soluzione va trovata ora, non fra qualche anno. Il problema dovrebbero conoscerlo, ci sono multinazionali che arrivano, prendono, consumano territorio e scappano lasciando macerie sociali. In Italia possono farlo, non è così in altri paesi anche a noi molto vicini, si provveda”.” 

“È un fatto davvero inaccettabile la chiusura annunciata ieri attraverso una mail della Gkn di Campi Bisenzio ed il licenziamento dei 422 operai. Non è la prima volta che una multinazionale dimostra una assoluta insensibilità nei confronti del lavoro, del destino di centinaia di famiglie e complessivamente del nostro paese”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra e il segretario generale della Fim Cisl ,Roberto Benaglia. 

“Il Governo – sottolineano – deve intervenire attivando subito a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sulle crisi aziendali previsto dall’accordo del 29 giugno, richiamando le aziende al rispetto di tutte le procedure a garanzia dell’occupazione, della dignità del lavoro e della persona. I lavoratori non sono merce. È intollerabile il comportamento di questa multinazionale che dimostra di pensare solo al profitto, non rispettando gli accordi ed a quanto pare con la prospettiva di delocalizzare le produzioni”.  

Il sindacato, concludono, “non permetterà questa ennesima barbarie. Il Governo ha il dovere di intervenire in maniera forte e decisa. Le associazioni datoriali devono farsi parte attiva per governare con gli accordi sindacali e la necessaria sensibilità sociale i processi di cambiamento nell’industria”. 

“Stamattina sono stata alla GKN di Campi Bisenzio insieme a tutto il Partito Democratico della Toscana e al sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi per esprimere la nostra vicinanza ai lavoratori e per condannare il comportamento grave e inaudito della multinazionale”, scrive su Facebook Simona Bonafè, deputata e segretaria del Pd in Toscana.