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Categoria: fatti/cronaca

Anac, vola la spesa per emergenza Covid 

Tre miliardi di euro per l’acquisto di mascherine, guanti, tamponi, ventilatori, disinfettanti e di tutti i dispositivi di protezione individuale. E’ la spesa dello Stato durante l’emergenza Covid-19, al 30 aprile, secondo quanto emerge dalla relazione annuale dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sull’attività svolta nel 2019, report presentato oggi alla Camera dei Deputati. 

“Nel primo quadrimestre la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp) detenuta dall’Anac ha registrato 61.637 procedure connesse all’emergenza sanitaria, per una spesa complessiva di 3,04 miliardi. La gran parte dell’importo, oltre 2 miliardi, è riferibile al periodo più critico dell’emergenza, ovvero quello compreso fra l’1 marzo e il 10 aprile”, si legge nella relazione. La voce di spesa più significativa è quella relativa alla fornitura di dispositivi di protezione individuale, che da sola rappresenta quasi il 70% del totale: mascherine (1,1 miliardi), visiere e altri dispositivi (942 milioni). Poi tamponi (99 milioni), ventilatori e ossigenoterapia (396 milioni), disinfettanti (45 milioni) e altri prodotti (393 milioni). 

 

Caso Regeni, i genitori: “Richiamare ambasciatore unica strada percorribile”  

“Richiamare l’ambasciatore oggi è l’unica strada percorribile. Non solo per ottenere giustizia per Giulio e tutti gli altri Giuli, ma per salvare la dignità del nostro Paese e di chi lo governa”. Lo affermano i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, e il loro avvocato Alessandra Ballerini, dopo il vertice durato circa un’ora, tenutosi in videoconferenza, tra magistrati italiani e quelli egiziani sull’inchiesta per l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto.  

“A leggere il comunicato della procura di Roma è evidente che l’incontro virtuale di oggi con la procura egiziana è stato fallimentare. Gli egiziani non hanno fornito una sola risposta alla rogatoria italiana sebbene siano passati ormai 14 mesi dalle richieste dei nostri magistrati. E addirittura si sono permessi di formulare istanze investigative sull’attività di Giulio in Egitto – sottolineano – Istanze che oggi, dopo quattro anni e mezzo dalla sua uccisione, senza che nessuna indagine sugli assassini e sui loro mandanti sia stata seriamente svolta al Cairo, suona offensiva e provocatoria”. “Nonostante le continue promesse non c’è stata da parte egiziana nessuna reale collaborazione. Solo depistaggi, silenzi, bugie ed estenuanti rinvii. Il tempo della pazienza e della fiducia è ormai scaduto” affermano i genitori di Regeni e l’avvocato Ballerini. 

“Chi sosteneva che la migliore strategia nei confronti degli egiziani per ottenere verità fosse quella della condiscendenza, chi pensava che fare affari, vendere armi e navi di guerra, stringere mani e guardare negli occhi gli interlocutori egiziani fosse funzionale ad ottenere collaborazione giudiziaria, oggi sa di aver fallito” concludono. 

Maxi scooter contro camion nel cesenate: morti padre e figlia 

Incidente mortale a Gatteo Mare nel cesenate. Per cause ancora in corso di accertamento, nel tardo pomeriggio un maxi scooter si è scontrato contro un camion sulla rotatoria dei Fienili, nella zona tra via Fenili e via Rigossa. Nell’incidente hanno perso la vita l’uomo alla guida dello scooter, un 44enne, e la figlia 13enne che era a bordo con lui. Sul posto, per i rilievi, la polizia locale dell’Unione Rubicone Mare, oltre al 118.  

Focolaio Mondragone, 75 contagi in totale 

Sono 75 i casi di coronavirus, legati al focolaio, emerso tra i membri della comunità bulgara residente a Mondragone nel casertano. Il risultato è frutto dei due screening eseguiti dall’Asl di Caserta prima sui circa 750 residenti nei cosiddetti Palazzi Cirio di Mondragone, poi su oltre 3mila contatti nelle zone e nei comuni limitrofi. Dal primo screening erano emersi 43 casi, dal secondo screening sono 32 i contagi scoperti. Dei 75 casi totali, 66 sono residenti a Mondragone (i 43 del primo screening e 23 emersi dal secondo), mentre gli altri sono residenti nel comune di Falciano del Massico (4), Sessa Aurunca (3), Carinola (1) e Recale (1).  

Dal secondo screening è risultato che ben 27 casi positivi sono dipendenti di un’azienda agricola con sede a Falciano del Massico, la cui attività è stata prontamente sospesa dal sindaco Erasmo Fava con un’ordinanza firmata ieri. Anche il sindaco di Mondragone ha emesso un’ordinanza con la quale ha disposto la sospensione dell’attività di un’azienda a seguito della positività riscontrata in un dipendente.  

Ieri un’ordinanza del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha disposto la proroga della zona rossa relativa all’area dei Palazzi Cirio di Mondragone fino al 7 luglio. 

Tra una settimana, al termine della quarantena, saranno ripetuti i tamponi ai residenti per poter eventualmente revocare la zona rossa. In provincia di Caserta sono 79 le persone attualmente positive: 75 i casi legati al focolaio di Mondragone, gli altri 4 nei comuni di Casapulla, Dragoni, Lusciano e Rocca d’Evandro non riconducibili al focolaio. 

Coronavirus, D’Amato: “Nel Lazio 9 casi e 2 morti” 

“Oggi registriamo un dato di 9 casi positivi e due decessi. A Roma città si registrano tre nuovi casi”. Lo sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, al termine dell’odierna videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. All’Asl Roma 1 positiva una donna rientrata da Londra, per cui è stato attivato il contact tracing internazionale. All’Asl Roma 2 una donna di nazionalità del Bangladesh è risultata positiva a Covid-19, il caso deriva da un cluster familiare. Nella Asl Roma 6 “si registrano quattro nuovi casi e nello specifico due fanno riferimento al cluster familiare noto tra Anzio e Ardea”. “Proseguono le attività dei test di sieroprevalenza a tutti gli operatori sanitari e le Forze dell’ordine ed è stata superata la soglia del mezzo milione tra i test e i tamponi eseguiti. Per quanto riguarda la valutazione settimanale del ministero ci attendiamo un valore Rt in calo. Si conferma l’ottimo contact tracing: per il 100% dei casi è stata effettuata una regolare indagine epidemiologica. Continua il trend in discesa delle terapie intensive occupate”.  

“Per quanto riguarda le province si registrano due casi nella Asl di Latina e un decesso: si tratta di una donna di 90 anni ricoverata all’ospedale Goretti. Prosegue presso il Sant’Andrea, il San Giovanni e il Policlinico di Tor Vergata l’attività dei test sierologici aperta al pubblico al prezzo fissato dalla tariffa regionale”, conclude l’assessore.  

Caso Regeni, Egitto fa richieste su attività di Giulio al Cairo 

Il procuratore egiziano Hamada Elsawy “ha formulato alcune richieste investigative finalizzate a meglio delineare l’attività di Giulio Regeni in Egitto”. E’ quanto si legge in una nota della Procura di Roma al termine del vertice durato circa un’ora, tenutosi in videoconferenza, tra magistrati italiani e quelli egiziani sull’inchiesta per l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto. 

“Nel corso del suo intervento – prosegue la nota – il procuratore generale egiziano ha ribadito la ferma volontà del suo Paese e del suo ufficio di arrivare a individuare i responsabili dei fatti e per questo ha affermato che l’incontro ha costituito un passo decisivo nello sviluppo dei rapporti di collaborazione, con l’auspicio di raccoglierne esiti fruttuosi”. 

“Il procuratore generale egiziano ha assicurato che, sulla base del principio di reciprocità, le richieste avanzate dalla procura di Roma sono allo studio per la formulazione delle relative risposte alla luce della legislazione egiziana vigente” si legge nella nota della Procura di Roma. Il riferimento è alla rogatoria inviata dai pm di Roma il 28 aprile dello scorso anno. 

Il procuratore di Roma, Michele Prestipino, ha “insistito sulla necessità di avere riscontro concreto, in tempi brevi, alla rogatoria avanzata nell’aprile del 2019 ed in particolare in ordine all’elezione di domicilio da parte degli indagati, alla presenza e alle dichiarazioni rese da uno degli indagati in Kenya nell’agosto del 2017”. 

Una delle richieste contenute nella rogatoria inviata dai magistrati italiani nell’aprile del 2019 ai colleghi egiziani e su cui oggi il procuratore Prestipino ha chiesto di avere riscontri in tempi brevi è quella di approfondire il “ruolo di altri soggetti della National Security che risultano in stretti rapporti con gli attuali cinque indagati”. 

I GENITORI DI GIULIO: “RICHIAMARE AMBASCIATORE UNICA STRADA PERCORRIBILE” – “Richiamare l’ambasciatore oggi è l’unica strada percorribile. Non solo per ottenere giustizia per Giulio e tutti gli altri Giuli, ma per salvare la dignità del nostro Paese e di chi lo governa” affermano i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, e il loro avvocato Alessandra Ballerini, dopo il vertice tra magistrati italiani e quelli egiziani.  

“A leggere il comunicato della procura di Roma è evidente che l’incontro virtuale di oggi con la procura egiziana è stato fallimentare. Gli egiziani non hanno fornito una sola risposta alla rogatoria italiana sebbene siano passati ormai 14 mesi dalle richieste dei nostri magistrati. E addirittura si sono permessi di formulare istanze investigative sull’attività di Giulio in Egitto – sottolineano – Istanze che oggi, dopo quattro anni e mezzo dalla sua uccisione, senza che nessuna indagine sugli assassini e sui loro mandanti sia stata seriamente svolta al Cairo, suona offensiva e provocatoria”. “Nonostante le continue promesse non c’è stata da parte egiziana nessuna reale collaborazione. Solo depistaggi, silenzi, bugie ed estenuanti rinvii. Il tempo della pazienza e della fiducia è ormai scaduto” affermano i genitori di Regeni e l’avvocato Ballerini. 

“Chi sosteneva che la migliore strategia nei confronti degli egiziani per ottenere verità fosse quella della condiscendenza, chi pensava che fare affari, vendere armi e navi di guerra, stringere mani e guardare negli occhi gli interlocutori egiziani fosse funzionale ad ottenere collaborazione giudiziaria, oggi sa di aver fallito” concludono. 

 E’ morto Georg Ratzinger, il fratello di Benedetto XVI 

Georg Ratzinger, fratello maggiore del Papa emerito, è morto all’età di 96 anni. Si trovava a Ratisbona, la città dove ha vissuto la maggior parte della sua lunga vita. 

Georg era gravemente ammalato da tempo, tanto che Joseph Ratzinger nei giorni scorsi ha affrontato il viaggio impegnativo a Ratisbona per andare al capezzale del fratello e stargli vicino alcuni giorni. Benedetto XVI e il fratello sono stati ordinati sacerdoti insieme, nel 1951 e il loro legame era strettissimo.  

Nato a Pleiskirchen il 15 gennaio 1924. Appassionato di musica sacra sin da piccolo, Georg Ratzinger iniziò a suonare l’organo in chiesa già dall’età di undici anni. Nel 1935 entrò nel seminario minore di Traunstein, dove maturò la sua istruzione musicale. A undici anni ha fatto persino l’aiutante in un negozio di pellicce. Nel 1942 viene coscritto nelle Reichsarbeitsdienst, e in seguito nella Wehrmacht, con la quale combatté anche in Italia. Catturato dagli Alleati nel marzo 1945, venne detenuto come prigioniero militare a Napoli e rilasciato nel giugno 1945.  

Nel 1947 assieme al fratello Joseph Ratzinger entrò nel seminario Herzogliches Georgianum di Monaco di Baviera, da dove uscirono entrambi nel 1951, ordinati sacerdoti. Georg Ratzinger completò i suoi studi musicali nel 1957, divenendo maestro di cappella a Traunstein. Nel 1964 divenne direttore del coro della Cattedrale di Ratisbona che diresse fino al 1994. Alla guida del coro di voci bianche e del coro a voci virili della cattedrale di Ratisbona, il maestro Ratzinger ha effettuato centinaia di concerti in tutto il mondo.  

Don Georg, nel 2017, si è ritrovato al centro di accuse dopo una inchiesta condotta dall’avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di fare luce su centinaia di episodi di violenza fisica, psichica e sessuale ai danni di minorenni. Il rapporto ritenne Georg Ratzinger corresponsabile per non essere intervenuto per impedire i fatti che gli erano noti. In un’intervista del 2010 ammise di aver picchiato dei minori durante i primi anni in cui era direttore del coro. 

Benedetto XVI e il fratello erano legatissimi. Mons. Georg era solito fare spesso visita in Vaticano al fratello Papa. Georg veniva a trovare il pontefice anche al monastero Mater Ecclesiae, dopo la rinuncia al soglio di Pietro, in occasione dei compleanni. Nel 2008 il sindaco di Castel Gandolfo gli conferì la cittadinanza onoraria.  

Arriva il ‘bike hotel’, in bici ma senza rinunciare al lusso  

Lasciarsi alle spalle le restrizioni e le preoccupazioni del ‘lockdown’ grazie a una vacanza in cui la voglia di farsi coccolare nei migliori hotel incontra la libertà di movimento delle escursioni in bicicletta nei luoghi più belli d’Italia. La proposta arriva da Luxury Bike Hotels, che offre pacchetti pensati sia per gli appassionati delle due ruote sia per le famiglie che vogliano trascorrere giornate di sport e al tempo stesso rilassarsi in strutture d’eccellenza. (FOTOGALLERY) 

La bicicletta sarà uno strumento per riconnettersi con la natura in libertà e visitare luoghi favolosi. Per inerpicarsi, ad esempio, tra le strade di Cortina d’Ampezzo, con le Dolomiti patrimonio Unesco sullo sfondo. “Cortina d’Ampezzo è da sempre sinonimo di spazi ampi – dice Carmelo Franco Lentini, direttore del Cristallo Resort & Spa – aria fresca, buona cucina e tanta attività fisica, caratteristiche che la rendono la meta turistica privilegiata per questa estate 2020, soprattutto per gli amanti della bicicletta che ci scelgono ormai sempre più numerosi. Cristallo è collocato proprio a poche pedalate da una bellissima pista ciclabile che corre lungo tutta la valle e, per i più allenati, consente di raggiungere l’Austria, e da numerosi percorsi offroad, di tutti i livelli di difficoltà”. 

Per chi invece preferisce la Toscana e il Centro, itinerari tutti da scoprire sono quelli tra i saliscendi di Montalcino, lungo i sentieri della ciclostorica Eroica. Oppure le strade tra i vigneti dei Colli del Chianti. Per Annabella Pascale, della Tenuta di Artimino, la bici è una questione di famiglia: “Il cicloturismo è una componente molto importante dell’offerta della Tenuta di Artimino. Il ciclismo è parte del nostro dna e della nostra storia: mio nonno, Giuseppe Olmo, che acquistò la tenuta alla fine degli anni ‘80, era un famoso velocista che aveva vinto diversi riconoscimenti e il record dell’ora nel ’35. In più il territorio di Carmignano è perfetto per appassionati delle due ruote: strade di campagna con vigneti e oliveti, percorsi straordinari da fare sia con biciclette tradizionali che in ebike. Vogliamo che i nostri ospiti possano viversi un’esperienza immersiva, per il corpo e la mente: mettiamo gratuitamente a disposizione le nostre bike Olmo ma possiamo anche organizzare tour guidati, o ancora noleggiare una ebike per andare alla scoperta del territorio”. 

Al Sud, invece, la proposta di Luxury Bike Hotels prevede come meta privilegiata la Puglia, con i suoi litorali e la Valle d’Itria, tra muretti a secco, ulivi e trulli. “La bicicletta è il mezzo ideale per immergersi nella natura e i percorsi sono delineati in base alle esigenze degli ospiti – dice Aldo Melpignano, proprietario e managing director di Borgo Egnazia – per creare esperienze uniche come sempre facciamo a Borgo Egnazia. Sotto questo punto di vista, siamo fortunati: il territorio ha una conformazione naturale tale da permettere una grande varietà di tracciati. I più esperti potranno sfidare se stessi in percorsi più lunghi con impegnative variazioni altimetriche; gli appassionati e i più piccoli potranno invece passeggiare ammirando il paesaggio inconfondibile della macchia mediterranea e scoprire la Valle d’Itria su percorsi più pianeggianti e lineari”. 

Le strutture che aderiscono a Luxury Bike Hotels garantiscono un servizio completo per gli appassionati di turismo in bicicletta: dallo spazio bike room all’officina per veloci interventi e piccole manutenzioni, dalla zona lavaggio all’eventuale servizio di noleggio di bici, anche a pedalata assistita. Ci sono, infine, anche spazi dedicati allo smart working, che consentono la giusta tranquillità per riunioni di lavoro in caso di necessità. 

Migranti, oltre 80mila le domande di regolarizzazione 

In costante crescita l’andamento giornaliero delle istanze: è quanto risulta dal secondo Report sulla procedura di emersione dei rapporti di lavoro avviata lo scorso 1º giugno. Ogni giorno, si legge sul sito del Viminale, dal 1º giugno, sono state presentate dai datori di lavoro al portale del ministero dell’Interno oltre 2.650 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell’ambito della procedura di emersione prevista dall’articolo 103, comma 1, del decreto legge n.34 del 19 maggio 2020 per i settori dell’agricoltura, del lavoro domestico e di assistenza alla persona. 

Alle ore 20 di martedì 30 giugno, a più di 4 settimane dall’apertura della procedura, le domande pervenute sono, complessivamente, 80.366: di cui 69.721 già perfezionate e 10.645 in corso di lavorazione. 

L’andamento giornaliero delle domande per la procedura di regolarizzazione, che proseguirà fino al prossimo 15 agosto, è in costante crescita: il giorno di apertura, il 1º giugno, le domande perfezionate erano 870; venerdì 30 giugno è di 2.324 la media giornaliera consolidata delle domande perfezionate. Per quanto riguarda i diversi settori interessati, il lavoro domestico e di assistenza alla persona rappresenta l’88% delle domande già perfezionate (61.411) e il 76% di quelle in lavorazione (8.116). 

Nella distribuzione delle domande per regioni, la Lombardia si conferma al primo posto per le richieste presentate per il lavoro domestico e di assistenza alla persona e la Campania per quello agricolo. Nella distribuzione delle domande per Paese di provenienza del lavoratore, ai primi posti risultano il Marocco, l’Ucraina e il Bangladesh per il lavoro domestico e di assistenza alla persona; l’Albania, il Marocco e l’India per l’agricoltura e l’allevamento. 

Su 61.411 datori di lavoro che hanno perfezionato la domanda di regolarizzazione per il settore domestico, 45.730 sono italiani (il 75% del totale). Per il settore agricolo, su 8.310 datori di lavoro 7.451 sono italiani (90%). Dal 1º al 29 giugno, sono state 3.231 le richieste di permesso di soggiorno temporaneo presentate agli sportelli postali da cittadini stranieri ai sensi dell’articolo 103, comma 2, del decreto rilancio che riguarda i titolari di permessi di soggiorno scaduti dal 31 ottobre 2019. 

 

Fontana: “Virus già presente, protocolli erano sbagliati” 

“Ecco la verità: se la dottoressa Malara non avesse violato i protocolli ministeriali non avremmo scoperto il virus. Studi sierologici e lettura a posteriori delle cartelle cliniche confermano la presenza del virus sul territorio già da diversi mesi. I medici hanno fatto il loro dovere. I protocolli erano sbagliati”. Così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, su Facebook.  

“Ringraziamo ogni giorno la dottoressa di Codogno che, contravvenendo al protocollo, il 20 febbraio ha eseguito quel tampone rintracciando il primo paziente positivo in Lombardia. Il suo coraggio ci ha concesso di capire che dovevamo attivarci per affrontare un’emergenza da molti ampiamente sottostimata”, sottolinea.  

Meteo, caldo aumenta ma poi arrivano pioggia e grandine 

Il campo anticiclonico di matrice sub-tropicale che in questi giorni sta proteggendo l’Italia, aumenterà la sua forza e il suo calore fino a portare le temperature a toccare addirittura 42°C nelle zone interne di Sardegna e Sicilia, ma 40°C in città come Oristano e Siracusa. Da venerdì le cose muteranno radicalmente. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che fino a giovedì il sole sarà prevalente al Centro-Sud e su gran parte dei settori del Nord. Soltanto sulle Alpi si svilupperanno i consueti temporali pomeridiani che mercoledì e giovedì potrebbero spingersi fin verso alcune zone pianeggianti di Lombardia e Veneto. 

Il tempo subirà un repentino peggioramento dalla serata di giovedì e prime ore di venerdì. Aria fresca in discesa dal Nord Europa favorirà la formazione di un vortice ciclonico che tra venerdì e domenica attraverserà l’Italia da Nord a Sud. Sin dalle prime ore di venerdì rovesci e temporali molto forti colpiranno gran parte del Nord. Sono attese grandinate e nelle ore più calde anche la possibile formazione di trombe d’aria. Il maltempo che insisterà per tutta la giornata si porterà anche su Marche e Umbria e localmente sull’Abruzzo montuoso. Le temperature subiranno un repentino calo anche di 10°C rispetto ai giorni scorsi. 

Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che sabato il vortice ciclonico abbandonerà il Nord per trasferirsi verso il Centro-Sud con temporali che colpiranno soprattutto le regioni adriatiche e possibili fin sulle coste. Nel corso di domenica l’alta pressione sarà già ritornata al Centro-Nord riportando un bel sole e un clima di nuovo estivo, il Sud invece risentirà di una ventilazione più fresca settentrionale che innescherà alcuni temporali su Calabria, Basilicata e Puglia. 

Covid, lo studio: asintomatico oltre il 40% degli infetti 

Si guadagna le pagine di ‘Nature’ il caso di Vo’ Euganeo, comune padovano che ha fatto scuola nella gestione dell’epidemia di Covid-19, diventando un laboratorio a cielo aperto per lo studio del coronavirus Sars-CoV-2. Lo studio condotto fra gli altri da Andrea Cristanti, noto come uno dei padri del modello veneto contro l’emergenza, indica innanzitutto che oltre il 40% delle infezioni da Covid-19 sono asintomatiche. Secondo: non risultano differenze significative di carica virale tra sintomatici e asintomatici, suggerendo la potenziale contagiosità anche di chi contrae il virus con scarsi sintomi o nessuno. Terzo: i bambini si confermano in qualche modo ‘resistenti’ all’infezione, pure se vivono accanto a familiari che si sono ammalati.  

‘Suppression of a Sars-CoV-2 outbreak in the Italian municipality of Vo” è il titolo dell’articolo firmato da Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova e del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’azienda ospedale/università di Padova, e da Ilaria Dorigatti del Mrc Centre for Global Infectious Disease Analysis dell’Imperial College di Londra, Gb. Il lavoro, spiegano gli autori, “fa luce sulla frequenza dell’infezione asintomatica da Sars-CoV-2” e sulla “relativa infettività (misurata dalla carica virale), e fornisce nuovi spunti sulla sua dinamica di trasmissione e sull’efficacia delle misure di controllo messe in atto nel cluster di Vo’: il monitoraggio dell’infezione con tamponi esteso a tutta la popolazione, l’isolamento domiciliare per i positivi (inclusi asintomatici o paucisintomatici), il distanziamento sociale e l’uso di dispositivi di protezione individuale – è la conclusione – sono risultati altamente efficaci nel sopprimere la trasmissione di Sars-CoV-2”. 

Il 21 febbraio 2020 – ricostruiscono i ricercatori – un residente del comune di Vo’, una piccola cittadina di circa 3.200 abitanti in provincia di Padova, muore di polmonite a causa di un’infezione da Sars-CoV-2. Si tratta del primo decesso di Covid-19 registrato in Italia dopo la comparsa del nuovo coronavirus nella megalopoli cinese di Wuhan, nella provincia di Hubei. Le autorità regionali impongono prontamente l’isolamento dell’intero comune per 14 giorni. Informazioni sulla demografia, la presentazione clinica, il ricovero ospedaliero, la rete di contatti e la presenza dell’infezione vengono raccolte effettuando tamponi nasofaringei sull’85,9% e sul 71,5% della popolazione di Vo’ in due punti temporali consecutivi.  

“La prima indagine, condotta all’inizio dell’isolamento della città – spiega Crisanti – rivela una prevalenza di infezione del 2,6% (intervallo di confidenza-Ci del 95%, 2,1-3,3%). La seconda indagine, eseguita alla fine del blocco, evidenza una prevalenza dell’1,2% (95% Ci, 0,8-1,8%). In particolare, il 42,5% (95% Ci, 31,5-54,6%) delle infezioni confermate da Sars-CoV-2 e identificate nelle due indagini sono asintomatiche, ovvero non presentano sintomi al momento del test con tampone, né li hanno sviluppati in seguito. L’intervallo seriale medio è di 7,2 giorni (95% Ci, 5,9-9,6)”.  

“Particolarmente interessante” secondo l’esperto “è ciò che emerge dallo studio sull’infezione da Covid-19 nei bambini”, che “sembrano ammalarsi di meno e con pochi sintomi, dimostrando una certa resistenza al virus. A Vo’, su un campione di 234 bambini da 1 a 10 anni, nessuno è risultato positivo al tampone, anche se spesso hanno convissuto con genitori infetti”. Ma il “dato chiave” per gli autori è questo: “Lo studio mostra come non si rilevi alcuna differenza statisticamente significativa nella carica virale delle infezioni sintomatiche rispetto a quelle asintomatiche (valori p 0,62 e 0,74 per i geni E e RdRp, rispettivamente, secondo il test Exact Wilcoxon-Mann-Whitney). Questo risultato implica che, potenzialmente, anche le infezioni asintomatiche o paucisintomatiche potrebbero contribuire alla trasmissione di Sars-CoV-2”. 

“Questo lavoro mette in risalto l’efficacia delle strategie di contenimento messe in atto a partire dall’identificazione del primo paziente positivo al Sars CoV-2 residente nella piccola comunità di Vo’ – afferma Elisa Franchin del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova, prima co-autrice dello studio – Dal punto di vista tecnico tutto questo è stato possibile utilizzando le più moderne e avanzate tecnologie diagnostiche che ci sono state messe a disposizione, ma anche grazie al lavoro di figure professionali con competenze diverse: dall’infermiere al segretario, dal tecnico al biologo, al medico. Senza dimenticare la massiva partecipazione della popolazione di Vo’ che ci farà capire molto su questo virus la sua trasmissione e come poterci difendersi nel prossimo futuro”. 

“Lo studio di Vo’ – commenta Dorigatti – ha dimostrato che identificare precocemente clusters di infezioni e intervenire in maniera tempestiva con l’isolamento dei casi infetti sono strategie in grado di sopprimere la trasmissione e bloccare sul nascere un’epidemia – Questo risultato, ottenuto a fine febbraio, è estremamente attuale visto il rischio di nuovi clusters di infezioni e di una seconda ondata. Ci sono ancora molte domande aperte sul virus, come ad esempio il ruolo dei bambini e il contributo delle infezioni asintomatiche o paucisintomatiche alla trasmissione. Trovare risposte a queste domande è di fondamentale importanza per identificare strategie di controllo mirate e sostenibili per combattere la trasmissione di Sars-CoV-2 in Italia e nel mondo nei prossimi mesi”.  

 

Traffico internazionale di droga, 37 arresti tra Italia e Albania 

Maxi operazione contro il traffico internazionale di droga. La Dia di Bari e le autorità albanesi, con l’ausilio della Criminalpol, dell’ufficio di collegamento interforze di Tirana e della polizia albanese, e con la collaborazione, in Italia, di Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e della Dia di Foggia, Lecce, Bologna, Roma, Napoli e Catanzaro, stanno eseguendo 37 arresti tra Italia e Albania, su disposizione della Dda di Bari e della Procura Speciale anticorruzione e criminalità organizzata di Tirana, con il coordinamento di Eurojust, diretto dal membro nazionale italiano. Si tratta di persone ritenute responsabili di traffico internazionale di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Sono in esecuzione anche decreti di sequestro per complessivi 4 milioni di euro. 

Nel corso delle indagini, sono state sequestrate circa tre tonnellate e mezzo di droga tra marijuana, cocaina ed hashish, per un valore di oltre 40 milioni di euro e corrispondenti a circa 7 milioni di dosi.  

Imponevano il pizzo ai commercianti, maxi retata e 11 arresti  

Dalle prime ore della mattina, in Sicilia, Lombardia e Veneto i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo stanno eseguendo un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di 11 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento. Le indagini, seguite da un pool di magistrati coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, documentano gli assetti e le dinamiche criminali del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde, che, all’indomani dell’operazione “Black Cat” – dell’aprile 2015 – ha serrato le fila ed ha continuato ad operare sul territorio, imponendo il proprio potere con inalterata capacità intimidatoria. “In questo quadro si inseriscono le numerosissime estorsioni ai danni dei commercianti locali documentate dai militari dell’Arma, così come l’organizzazione di una efficientissima rete di comunicazione necessaria agli storici capi mafia detenuti per mantenere il comando degli associati liberi e continuare a strangolare imprese e società civile”, dicono gli investigatori. 

 

Zanardi, seconda operazione al cervello 

Alex Zanardi è stato sottoposto al secondo intervento di neurochirurgia dopo il gravissimo incidente in handbike avvenuto 10 giorni fa. Lo rende noto il policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, dove è ricoverato dallo scorso 19 giugno. 

“Nell’ambito delle valutazioni diagnostico-terapeutiche effettuate dall’équipe che ha in cura l’atleta – spiega il bollettino medico diffuso dalla direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese – è stata effettuata una tac di controllo. Tale esame diagnostico ha evidenziato un’evoluzione dello stato del paziente che ha reso necessario il ricorso ad un secondo intervento di neurochirurgia”.  

Dopo l’intervento, durato circa 2 ore e mezza, Zanardi è stato “nuovamente ricoverato nel reparto di terapia intensiva dove resta sedato e intubato: le sue condizioni rimangono stabili dal punto di vista cardio-respiratorio e metabolico, gravi dal punto di vista neurologico, la prognosi rimane riservata”.  

“L’intervento effettuato – dichiara il direttore sanitario dell’Aou senese Roberto Gusinu – rappresenta uno step che era stato ipotizzato dall’équipe. I nostri professionisti valuteranno giorno per giorno l’evolversi della situazione, in accordo con la famiglia il prossimo bollettino sarà diramato tra circa 24 ore”. 

Zanardi, procura nomina ingegnere per perizia su handbike 

La Procura di Siena sta per nominare un ingegnere per condurre le perizie sulle cause e sulla dinamica dell’incidente in cui è rimasto gravemente ferito Alex Zanardi, venerdì 19 giugno lungo la strada provinciale 146 nel comune di Pienza (Si). L’affidamento dell’incarico, secondo quanto apprende l’AdnKronos, avverrà domani, o al più tardi mercoledì prossimo, da parte del procuratore Salvatore Vitello e il pm Serena Menicucci, che dirige le indagini. Un’altra perizia, affidata a un tecnico informatico, sarà conferita prossimamente. 

L’ingegnere dovrà esaminare handbike H5 di Zanardi per chiarire la causa della perdita di controllo del mezzo in curva da parte dell’ex pilota di Formula 1, appena prima di schiantarsi contro il tir che sopraggiungeva in direzione opposta, alla cui guida c’era l’autotrasportatore Marco Ciacci, 44 anni, residente a Castelnuovo Berardenga (Si), al momento l’unico indagato, anche se come “atto dovuto”, ha ripetuto più volte il procuratore Salvatore Vitello. 

Il consulente tecnico dovrà verificare il possibile cedimento di una ruota, circostanza riferita da alcuni testimoni. L’incidente dovrà anche accertare la compatibilità della bici del campione paralimpico con le norme del codice della strada, un dettaglio che, comunque, sarebbe già stato confermato dallo staff del progetto Obiettivo 3, che ha organizzato la staffetta Obiettivo Tricolore durante la quale è rimasto gravemente ferito il campione paralimpico. L’ingegnere dovrà anche valutare lo stato del manto stradale del luogo dove è avvenuto l’incidente, per accertare se sull’asfalto c’erano eventuali avvallamenti. 

Per cercare di accertare a quale velocità andasse Zanardi al momento dell’incidente, è stato sequestrato il ciclocomputer montato sulla bici di Marcello Bartolozzi, 66 anni, architetto di Sinalunga, appassionato di ciclismo, testimone oculare dell’incidente, che seguiva a ruota il campione bolognese. Bartolozzi è stato sentito lungamente dai magistrati lunedì 22 giugno: è stato lui il primo a soccorrere Zanardi.  

Il ciclocomputer di Bartolozzi sarà esaminato da un informatico, non appena sarà stata realizzata una copia forense di tutto il contenuto. Allo stesso informatico sarà consegnata una copia forense dei file contenuti nel telefono cellulare di Zanardi. 

Coronavirus, altri 6 morti e 126 nuovi casi 

Sono 16.496 gli attualmente positivi in Italia con una diminuzione di 185 persone in meno di ieri affette dal virus. Sono i dati forniti dal ministero della Salute sulla situazione del contagio in Italia. 126 i nuovi casi, con il totale dei contagiati da inizio emergenza che sale a 240.436. 6 in tutto i morti nelle ultime 24 ore, il numero più basso dal 28 febbraio e lo stesso che si registrò il 24 febbraio scorso. Il totale delle vittime sale così a 34.744. 

Il bilancio dell’emergenza in Italia 

 

Lombardia, discoteche riaperte dal 10 luglio 

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato una nuova ordinanza, valida da mercoledì 1 luglio a martedì 14 luglio, con la quale viene confermato l’obbligo di indossare mascherine o qualsiasi altro indumento a protezione di bocca e naso anche all’aperto, tranne nel caso di intense attività motorie o sportive. Restano in vigore anche le prescrizioni già previste per i datori di lavoro dai precedenti provvedimenti tra cui l’obbligo di misurazione della temperatura di tutti i dipendenti e di comunicare tempestivamente i casi sospetti all’ATS di riferimento.  

Nell’ordinanza, poi, si specifica che “la ripresa degli sport di contatto è prevista a decorrere dal 10 luglio, previo il verificarsi delle condizioni previste dalla lettera g) dell’art. 1 del D.P.C.M. dell’11 giugno 2020”, ovvero che Regioni e Province autonome, d’intesa con il Ministero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, abbiano preventivamente accertato la compatibilita’ delle suddette attivita’ con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformita’ con le linee guida dello stesso D.P.C.M. Infine, l’ordinanza prevede la riapertura di discoteche e sale da ballo dal 10 luglio. L’attività del ballo sarà consentita esclusivamente negli spazi all’aperto. Via libera dal 1 luglio, invece, a congressi e manifestazioni fieristiche.