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Categoria: fatti/cronaca

Burioni: “Chi dice no a vaccino fa del male ai più deboli” 

“Chi pretende di non vaccinarsi chiede la libertà di fare del male ai più deboli e ai più sfortunati”. Il professor Roberto Burioni chiude così la sua ‘lezione’ sull’immunità di gregge a Che tempo che fa. Il virologo si sofferma a lungo sugli effetti protettivi delle vaccinazioni di massa proprio mentre entra nella fase conclusiva l’iter dei vaccini contro il coronavirus. Il 10 dicembre la FDA negli Stati Uniti si riunirà per approvare il vaccino Pfizer.  

“Vaccinarsi non è un atto di protezione individuale, come mettersi il casco in moto o allacciarsi la cintura quando si va in auto. Vaccinarsi è un gesto di responsabilità civile, che rende la nostra comunità più sicura e che difende i più deboli e i più sfortunati”, dice Burioni. 

“Chi pretende di non vaccinarsi, facendo i comodi propri in nome della libertà, è bene che si sappia che chiede libertà di rendere la nostra comunità più vulnerabile, chiede la libertà di fare del male ai più deboli e ai più sfortunati. Questa non è libertà, la libertà è un’altra cosa”, aggiunge. 

Covid Lombardia, 3.203 contagi e 135 morti: il bollettino 

Sono 3.203 i nuovi contagi da coronavirus in Lombardia secondo i dati diffusi oggi nel bollettino del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 135 morti che portano il totale a 21.647 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. 

I positivi odierni rappresentano l’11,2% dei 28.434 tamponi processati. Il rapporto tra casi e tamponi è in calo del 12,3% registrato ieri. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 135, secondo gli ultimi dati della Regione. 

Diminuiscono sia i ricoverati per Covid19 nei reparti (-216), che portano il totale dei posti letto occupati a 7.400, sia i pazienti in terapia intensiva (-12), che portano il totale a 907. I guariti e i dimessi nelle ultime 24 ore sono stati 756. 

Covid Italia, 20.648 contagi e 541 morti 

Sono 20.648 i nuovi contagi da coronavirus in Italia secondo i dati diffusi oggi nel bollettino del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 541 morti che portano il totale a 54.904 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 176.934 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.753, con un calo di 9 unità. 

LOMBARDIA – Sono 3.203 i nuovi contagi da coronavirus in Lombardia secondo i dati diffusi oggi nel bollettino del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 135 morti che portano il totale a 21.647 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. 

CAMPANIA – Sono 2.022 i nuovi casi di Coronavirus in Campania, secondo il bollettino di oggi. Si registrano altri 36 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 19.063 tamponi. 

LAZIO – Sono 1.993 i nuovi casi di Coronavirus nel Lazio, secondo il bollettino di oggi. Si registrano altri 19 morti. 

TOSCANA – Sono 908 i nuovi contagi da Coronavirus in Toscana secondo il bollettino reso noto oggi dal presidente della Regione, Eugenio Giani con un post su Facebook. I morti sono stati 38. I nuovi casi sono lo 0,9% in più rispetto al totale del giorno precedente.  

EMILIA ROMAGNA – Sono 1.850 i nuovi contagi da coronavirus in Emilia Romagna secondo i dati diffusi oggi nel bollettino del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 30 morti che portano il totale a 5.714 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. 

PUGLIA – Sono 907 i nuovi contagi da coronavirus resi noti in Puglia oggi secondo il bollettino. Da ieri sono stati registrati 21 morti. Tra i casi positivi, 134 in provincia di Bari, 45 in provincia di Brindisi, 97 nella provincia BAT, 448 in provincia di Foggia, 54 in provincia di Lecce, 126 in provincia di Taranto, 4 residenti fuori regione. 1 caso di residenza non nota è stato attribuito e riclassificato. 

 

Covid, Antonelli: “Negazionisti? Ne curiamo tanti, poi si scusano” 

“Il dibattito sul sì a veglioni e cene di Natale? Per me, per tutti i colleghi, è intollerabile, pur condividendo le ansie degli operatori che vedono sfumare altre opportunità economiche. In Italia le vittime del Covid sono state circa 52mila”. Lo dice Massimo Antonelli, direttore della terapia intensiva del Policlinico Gemelli, componente del Cts al Corriere della Sera. “Ogni giorno qui ne vediamo andar via almeno 70. E c’è chi non vuole rinunciare, per una sola volta nelle vita, a occasioni superflue”. “La frustrazione più grande? Non poter essere visto da chi ci guarda dal letto, ed è solo. Dover comunicare soltanto con gli occhi. I nostri morti meritano rispetto. Che senso avrebbe un Natale come se niente fosse o andare sulla neve? Tante persone tendono a porre l’accento sugli aspetti economici e le difficoltà degli esercizi commerciali. Comprendo. Tante altre invece perdono inconsciamente la percezione di una situazione drammatica. I negazionisti? Ne abbiamo curati tanti al Gemelli. Una volta fuori, si sono scusati. Professore, le prometto che farò di tutto per aiutarvi”. Antonelli è d’accordo quindi con le restrizioni. “E come non potrei? I numeri parlano. Oltre alla mortalità, l’incidenza dei nuovi casi resta alta, siamo oltre 320 su 100 mila abitanti. Alcune regioni superano i 700-800 casi al giorno. È vero la curva rallenta, l’Rt è sceso sotto l’unità. Però…allentare significa andare incontro a una terza ondata. Non è un rischio. È una certezza”. 

Scuola, verso riapertura a inizio gennaio 

Riapertura scuole, si fa strada l’ipotesi di un ritorno sui banchi a gennaio. “Io penso si aprirà nei primi” giorni del nuovo anno, dice il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle regioni, Stefano Bonaccini, intervistato dal Tg3 regionale, “perché la quasi totalità delle regioni preferisce così”. “La cosa che mi interessa non è qualche settimana in più o in meno: a me interessa che al più presto i nostri ragazzi tornino a scuola, che sia al 50% o all’80%”. “Alle superiori, perché di questo si tratta in Emilia-Romagna – prosegue Bonaccini -, rischiamo di non renderci conto del danno che i ragazzi subiscono a stare per troppi mesi a casa. E’ giusto fare le lezioni a distanza per proteggere la salute ma se queste proseguono troppo a lungo noi rischiamo di avere un danno sull’apprendimento. E poi la scuola è anche socialità”. 

“Noi siamo pronti a fare le cose per bene – sottolinea il governatore – a partire dal potenziamento del trasporto pubblico e io penso che andrebbero differenziati anche gli orari anche su qualche turno pomeridiano per avere meno assembramento”. In ogni caso, conclude, per quanto riguarda gennaio “noi stiamo lavorando per farci trovare pronti insieme ai comuni e alle province”. 

Liguria e Sicilia zona gialla da oggi 

Liguria e Sicilia in zona gialla. Da oggi le due regioni cambiano colore, adottando nuove regole in base all’ordinanza del ministro Roberto Speranza valida fino al 3 dicembre. Ecco quali sono le regole: 

– Sarà, comunque, vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute;  

– Ristoranti e bar aperti fino alle 18, l’asporto è consentito fino alle 22. Non ci sono restrizioni per la consegna a domicilio. Chiusi i centri commerciali nei prefestivi e festivi a eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusura di musei e mostre;  

– Didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori; 

– Riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico. Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie; 

– Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi; 

– E’ possibile spostarsi nella Regione e anche da una Regione all’altra.  

 

Maltempo in Sardegna, è ancora allerta 

Seconda giornata di allerta rossa in Sardegna. Una vasta perturbazione, centrata sul Mar di Sardegna, sta interessando con diffuso maltempo le nostre isole maggiori e la Calabria. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende il precedente. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento. 

Alluvione Bitti, due morti e un disperso 

Già da ieri sera precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Basilicata, Puglia e Campania, in estensione dalla mattina di oggi ad Abruzzo e Molise. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento. Si prevedono, inoltre, venti da forti a burrasca dai quadranti meridionali, su Basilicata e Puglia in estensione, dalla mattina di oggi, in progressiva rotazione dai quadranti orientali, ad Abruzzo e Molise. Si segnalano possibili mareggiate lungo le coste esposte. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di oggi allerta rossa su gran parte della Sardegna e allerta arancione sui restanti bacini. 

Valutata inoltre allerta arancione sui versanti meridionali e orientali della Calabria e su ampi settori della Puglia. Allerta gialla, infine, sull’intero territorio di Sicilia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo e sui restanti settori calabresi e pugliesi. 

Alluvione Bitti, due morti e un disperso 

”Bitti è isolata da questa mattina, il sindaco comunica con noi con un ponte radio della Protezione civile e ci conferma che purtroppo lì ci sono due vittime e un disperso”. Lo dice all’Adnkronos Antonio Pasquale Belloi, direttore generale della Protezione civile Sardegna. 

Allerta meteo oggi e domani, ecco dove 

Una vittima “potrebbe essere stato travolto dall’acqua mentre era alla guida del proprio mezzo”, si legge in un tweet dei vigili del fuoco. 

Il video del fiume di fango 

La seconda vittima, un novantenne, è deceduto nella sua casa invasa dal fango. Intanto proseguono le ricerche dell’anziana segnalata come dispersa. Secondo quanto si apprende poi sarebbe crollato un ponte tra Osidda e Bitti ma al momento non risultano persone coinvolte. 

Sono 150 gli interventi dei vigili del fuoco per il maltempo in Sardegna, si legge sul profilo twitter del corpo. 

”In questo momento c’è un netto peggioramento della situazione atmosferica fino alle 18. Quindi stiamo monitorando non solo Bitti, che è stata la più colpita, ma anche i paesi che sono sugli alvei e a valle delle dighe”. Lo dice all’Adnkronos Antonio Pasquale Belloi, direttore generale della Protezione civile Sardegna.  

Precauzionalmente sono stati evacuati i comuni di Galtellì, Orosei, Loculi e Onifai, nel nuorese. 

“Piove molto da diverse ore. Si raccomanda la massima prudenza evitando spostamenti non strettamente necessari e in modo particolare evitando di attraversare guadi e di transitare o sostare in aree dove sia alto il rischio di caduta massi, alberi o frane. Appena possibile faremo una verifica per valutare la situazione. Nel mentre attenzione e prudenza massima”. Lo scrive su Facebook, Giuseppe Ciccolini, sindaco di Bitti, il paese del nuorese colpito da un’alluvione nella quale un agricoltore è morto e una donna è dispersa. 

Il Presidente della Regione Christian Solinas ha presieduto nel pomeriggio un vertice nella sede della Protezione Civile Regionale che coordina le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dall’alluvione che si è abbattuta su vaste zone dell’Isola. Tutta la macchina dei soccorsi regionale, ha detto il Presidente, è mobilitata per fronteggiare l’emergenza, con centinaia di uomini in campo e decine di mezzi, che si affiancano a quelli dei vigili del fuoco. Il nostro primo pensiero, ha detto il Presidente Solinas, va alle persone che hanno perso la vita e che risultano ancora disperse a causa di un evento catastrofico, il più grave degli ultimi decenni, di potenza 3 volte superiore all’uragano che 7 anni fa provocò numerose vittime e ingenti danni. La Regione, prosegue il Presidente, è al fianco delle comunità colpite, in particolare quella di Bitti, e si adopererà con ogni mezzo per la ripresa delle normali attività. In serata, prosegue il Presidente, ho convocato una riunione straordinaria della Giunta Regionale per proclamare lo stato di calamità naturale. La Giunta presenterà in aula, lunedì, un emendamento all’assestamento di bilancio per destinare i primi fondi a sostegno delle attività danneggiate, per le quali saranno avviati gli accertamenti. Solinas, a nome dei Sardi, ha ringraziato i numerosi rappresentanti delle istituzioni che in queste ore hanno manifestato la loro solidarietà e vicinanza alla Sardegna. 

La prefettura di Sassari “raccomanda fortemente a tutta la popolazione della Gallura, parte interna e costiera, di non lasciare le abitazioni e di spostarsi ai piani alti in quanto da informazioni ricevute direttamente dalla protezione civile nazionale si prevede un forte peggioramento della situazione meteorologica, con intensissime piogge e condizioni marine particolarmente avverse che potrebbero dar luogo a mareggiate anche di particolare intensità e rischio di onde anomale con impatto sul territorio”. 

Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu come massima autorità di Protezione Civile della città, vista la situazione meteorologica che sta condizionando pesantemente la viabilità delle strade 129 (altezza Manasuddas) e 131 d.c.n. direzione Olbia, invita i cittadini alla massima prudenza e a non mettersi in viaggio nei tratti stradali sopraindicati. “Chiedo ai cittadini buonsenso e attenzione – scrive su Facebook il sindaco – la Protezione Civile regionale ci ha comunicato da ieri l’allerta rossa per rischio idrogeologico, segnalandoci che le piogge nel nostro territorio sarebbero state particolarmente ingenti. Stamattina ci è stata comunicata la chiusura di un tratto della 129 mentre sulla 131 d.c.n all’altezza di Marreri la situazione è preoccupante a causa della pioggia e della visibilità ridotta. Il comune, la Polizia Locale, la Protezione Civile, Anas, le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco sono costantemente al lavoro per arginare le situazioni di emergenza, nel frattempo si invitano i cittadini alla massima prudenza e a evitare di mettersi in viaggio fino a quando lo stato di allerta non sarà rientrato”. 

 

“Il mio paese scompare sott’acqua”, il racconto choc del geometra di Bitti  

di Ilaria Floris 

“L’alluvione ha portato via tutto, il paese non c’è più. E’ completamente distrutto”. Comincia così il racconto all’Adnkronos di Antonello Carta, geometra a Bitti, paese in provincia di Nuoro, che da stamane vede impotente il suo paese sgretolarsi sotto i suoi occhi, senza che la pioggia conceda un attimo di tregua. “La piazza centrale è sotto metri di terra, davanti al comune ci sono cinque metri di detriti, pietre, alberi. Siamo senza luce, senz’acqua, senza telefono. E’ da ieri notte che non dormo, sto attaccato alla finestra a guardare il cielo, e credo che stanotte sarà lo stesso: qui non smette di piovere, siamo terrorizzati”.  

“E’ impressionante, descriverlo con le parole non credo sia possibile. Vedi il tuo paese che frana, crolla sotto il tuo sguardo, travolto dalla furia dell’acqua. Il fratello di un mio collega aveva uno studio dentistico, non c’è più. In poche ore, travolto”, racconta Carta. Dalla circonvallazione passa un canale, che ha portato via i detriti che si sono riversati sulla piazza, davanti al comune. Davanti “ci sono quattro, cinque metri di pietre. Ci sono macchine che galleggiano, strade sommerse. Ci sono due persone scomparse che non si riescono a trovare, e tre persone che non ci sono più. Le conoscevo tutte, il paese è piccolo. E’ un dolore immenso per tutti”. 

Il ricordo della notte appena trascorsa incrina la voce di Antonello. “Stanotte, intorno alle due e mezza, ha cominciato a piovere molto forte – racconta- ci siamo svegliati e abbiamo cominciato a guardare dalla finestra, sperando che smettesse. Ma non è accaduto, dal cielo veniva giù di tutto e ha continuato a cadere sempre di più, finché stamattina non ha peggiorato in modo brutale. Dopo aver passato tutta la notte a controllare, con il terrore, stamane ho deciso di non andare a lavorare per precauzione, dopo che il sindaco aveva chiuso le scuole, i bar e tutti gli esercizi. Mancava anche la luce, quindi ho pensato fosse meglio non muovermi.  

Ma poi la cosa è peggiorata, in un modo tragico che nessuno si aspettava. “Ha iniziato a piovere ancora di più e ho visto improvvisamente davanti a me la marea di acqua -ricorda l’uomo- Io mi considero fortunato, abito un po’ in alto e la mia casa, anche se ha avuto dei danni, delle infiltrazioni, non è stata portata via dalla furia dell’acqua”. Una fortuna, abitare in alto, ma anche una visuale d’insieme scioccante, quella che nessuno vorrebbe avere. “Ho visto il mio paese franare, scomparire sotto i miei occhi. Sotto casa c’era un fiume in piena che si è mangiato ogni cosa”. 

Adesso c’è l’attesa, un’attesa angosciosa che si rimette alla clemenza del cielo. Una clemenza che per ora la volta celeste non sembra voler concedere. “Chi può, è chiuso dentro casa e aspetta, ma viviamo nel terrore -ammette Carta- Come se da un momento all’altro potesse succedere qualcosa di peggio. Ci stavamo appena riprendendo dalla tragedia di Cleopatra, ma questo è molto, molto peggio. Con i fenomeni naturali non ci si può fare niente. Avevano fatto anche dei lavori, ma di fronte a quello che è venuto giù sembrano polverizzati, inutili. Davanti alla furia dell’acqua, l’uomo è inerme”, dice Antonello con voce spezzata. Davanti a lui, e a tutto il paese, una lunga notte, ancora bagnata dall’acqua.  

 

Covid Italia, 26.323 contagi e 686 morti 

Sono 26.323 i contagi da coronavirus in Italia resi noti oggi secondo il bollettino del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 686 morti, che portano il totale a 54.363 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 225.940 tamponi.  

Sono 20 in meno di ieri le persone ricoverate in terapia intensiva con coronavirus in Italia, così il totale dei pazienti in rianimazione scende a 3.762. Scende anche il numero dei ricoverati nei reparti ospedalieri, che sono 385 in meno di ieri. Il totale cala a 33.299.  

LOMBARDIA – Sono 4.615 i contagi da coronavirus in Lombardia resi noti oggi secondo il bollettino del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 119 morti, che portano il totale a 21.512 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. 

PIEMONTE – Sono 2.157 i nuovi contagi da Coronavirus in Piemonte secondo il bollettino reso noto oggi. Da ieri sono stati registrati altri 98 morti. 

VALLE D’AOSTA – Sono 1.465 i nuovi contagi da coronavirus in Valle d’Aosta secondo il bollettino reso noto oggi. Da ieri sono stati registrati altri otto morti. Le vittime sono in totale nella Regione, da inizio epidemia, 310.  

SICILIA – Sono 1189 i nuovi contagi resi noti oggi in Sicilia secondo il bollettino che fa riferimento a 8.777 tamponi. Da ieri sono stati registrati altri 43 morti. Su 39.882 attuali positivi, 38.116 sono in isolamento domiciliare, 1519 sono ricoverati in regime ordinario e 247 in terapia intensiva. I pazienti dimessi o guariti sono 347.  

TOSCANA – Sono 1.196 i nuovi contagi da Coronavirus in Toscana secondo il bollettino reso noto oggi. Da ieri sono stati registrati altri 47 morti. In calo di 53 unità i ricoverati, che sono stati da ieri 1.872, di cui 279 in terapia intensiva. 

PUGLIA – Sono 1.573 i nuovi contagi da coronavirus resi noti oggi in Puglia secondo il bollettino. Da ieri sono stati segnalati altri 30 morti. Tra i 1.573 casi positivi, 510 in provincia di Bari, 99 in provincia di Brindisi, 182 nella provincia BAT, 384 in provincia di Foggia, 135 in provincia di Lecce, 265 in provincia di Taranto, 6 residenti fuori regione. Tra i 30 decessi, 16 in provincia di Bari, 5 in provincia Bat, 5 in provincia di Brindisi, 3 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Taranto. 

CAMPANIA – Sono 2.729 i nuovi casi di coronavirus in Campania nelle ultime 24 ore in Campania secondo il bollettino, che fa riferimento all’analisi di 22.007 tamponi. Oggi vengono resi noti 49 decessi, avvenuti però nell’arco di più giorni. 

LAZIO – “Oggi su oltre 28 mila tamponi nel Lazio (+4.197) si registrano 2.070 casi positivi (-206), 25 i decessi (-44) e 717 i guariti. Il rapporto tra i positivi e i tamponi scende a 7%. Aumentano i tamponi e calano i casi, i decessi e i ricoveri”. Lo afferma l’assessore alla Sanità e integrazione sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato. 

SARDEGNA – Sono 311 i nuovi contagi da Coronavirus in Sardegna secondo il bollettino reso noto oggi. Da ieri sono stati registrati altri 5 morti. In tutto da inizio emergenza sono stati 20.730 i casi di positività al Covid-19 nella Regione. 

CALABRIA – Sono 426 i nuovi casi di Coronavirus in Calabria, dove ad oggi sono stati sottoposti a test 350.706 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 359.952 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test).  

Sardegna, a Bitti due morti e un disperso per il maltempo 

”Bitti è isolata da questa mattina, il sindaco comunica con noi con un ponte radio della Protezione civile e ci conferma che purtroppo lì ci sono due vittime e un disperso”. Lo dice all’Adnkronos Antonio Pasquale Belloi, direttore generale della Protezione civile Sardegna. 

Allerta meteo oggi e domani, ecco dove 

Sono 150 gli interventi dei vigili del fuoco per il maltempo in Sardegna, si legge sul profilo twitter del corpo. 

“Piove molto da diverse ore. Si raccomanda la massima prudenza evitando spostamenti non strettamente necessari e in modo particolare evitando di attraversare guadi e di transitare o sostare in aree dove sia alto il rischio di caduta massi, alberi o frane. Appena possibile faremo una verifica per valutare la situazione. Nel mentre attenzione e prudenza massima”. Lo scrive su Facebook, Giuseppe Ciccolini, sindaco di Bitti, il paese del nuorese colpito da un’alluvione nella quale un agricoltore è morto e una donna è dispersa. 

Il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas segue in costante collegamento con la Protezione Civile Regionale le operazioni di soccorso. Tutta la macchina regionale è mobilitata. Il presidente manifesta la propria vicinanza alle comunità colpite e il più profondo cordoglio per le vittime, e assicura il tempestivo intervento della Regione per il ristoro dei danni, si legge in una nota della regione Sardegna. 

Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu come massima autorità di Protezione Civile della città, vista la situazione meteorologica che sta condizionando pesantemente la viabilità delle strade 129 (altezza Manasuddas) e 131 d.c.n. direzione Olbia, invita i cittadini alla massima prudenza e a non mettersi in viaggio nei tratti stradali sopraindicati. 

“Chiedo ai cittadini buonsenso e attenzione – scrive su Facebook il sindaco – la Protezione Civile regionale ci ha comunicato da ieri l’allerta rossa per rischio idrogeologico, segnalandoci che le piogge nel nostro territorio sarebbero state particolarmente ingenti. Stamattina ci è stata comunicata la chiusura di un tratto della 129 mentre sulla 131 d.c.n all’altezza di Marreri la situazione è preoccupante a causa della pioggia e della visibilità ridotta. Il comune, la Polizia Locale, la Protezione Civile, Anas, le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco sono costantemente al lavoro per arginare le situazioni di emergenza, nel frattempo si invitano i cittadini alla massima prudenza e a evitare di mettersi in viaggio fino a quando lo stato di allerta non sarà rientrato”. 

 

Covid Sicilia, arriva nuova ordinanza 

Una nuova ordinanza, come apprende l’Adnkronos, sarà firmata oggi pomeriggio dal presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci. L’ordinanza entrerà in vigore alla mezzanotte e resterà in vigore fino a quando sarà emesso il nuovo Dpcm del Presidente del Consiglio, previsto prima del 3 dicembre. Il provvedimento di cui si sta discutendo in queste ore alla presenza anche dell’assessore alla Sanità Ruggero Razza prevede un ‘rafforzamento’ alla nuova fascia gialla assegnata alla Sicilia a partire da domani.  

L’ordinanza prevede la riapertura di bar e ristoranti con la somministrazione al pubblico fino alle 18. Restano chiuse le scuole superiori. Sigilli ancora ai teatri, ai parchi e ai cinema. Confermato il limite del 50% di posti nei mezzi pubblici e restano chiusi la domenica i centri commerciali. Ci si potrà spostare da un comune all’altro senza autorizzazione. Mentre resta in vigore il ‘coprifuoco’ dalle 22 alle 5 del mattino. L’ordinanza sarà valida dalla mezzanotte fino al nuovo Dpcm a cui le Regione si adeguano.  

Brusaferro: “10 regioni ancora ad alto rischio” 

Sono “dieci le regioni ancora a rischio alto” per contagi da Coronavirus in Italia. A spiegarlo nel corso della conferenza stampa sull’andamento dell’epidemia è Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. “Il sovraccarico è ancora alto in molte regioni” d’Italia, “il numero nuovi casi quotidiani” di Covid-19 “è ancora significativo e se non decresce rapidamente diventa un fattore critico. Oggi dieci regioni sono ancora a rischio alto, di queste 9 sono classificate a rischio alto da più di tre settimane, sono al massimo sforzo da lungo tempo e dobbiamo fare in modo che rapidamente decrescano”, ha spiegato Brusaferro nell’analisi dei dati del monitoraggio regionale Covid della Cabina di regia. 

“Le conseguenze sono evidentemente che bisogna continuare a ridurre drasticamente le interazioni fisiche tra le persone, bisogna evitare tutte le occasioni di aggregazione, limitare al massimo anche nelle proprie abitazioni il numero di persone che si ritrovano, bisogna impedire in tutti i modi gli assembramenti, fare in modo che la distanza interpersonale, l’uso della mascherina e l’igiene delle mani siano dei mantra”, ha sottolineato.  

Secondo il monitoraggio realizzato da Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, nella settimana dal 16 al 22 novembre, con aggiornamenti al 25 novembre, “quasi tutte le Regioni o Province autonome sono ancora classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio, o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. In particolare, 10 Regioni o Province autonome sono classificate a rischio alto di una trasmissione di Sars-CoV-2”. 

In una tabelle del report si legge che le 10 Regioni a rischio alto o equiparato ad alto sono: Abruzzo, Calabria (non valutabile), Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Pa Bolzano, Puglia, Sardegna e Toscana. La Calabria “è considerata a rischio alto a titolo precauzionale – si precisa – in quanto non valutabile in modo attendibile per completezza del dato di sorveglianza insufficiente al momento della valutazione anche per la stima dell’Rt”.  

Fra le 10 Regioni, “9 sono state classificate a rischio alto o equiparate a rischio alto per 3 o più settimane consecutive”, e “questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale in base al documento ‘Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale’ trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre”.  

“Delle 10 aree a rischio alto o ad esso equiparate – prosegue il report – 5 presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2 e le 5 restanti hanno uno scenario di tipo 1, tranne in un caso” appunto “in cui tale classificazione non è considerata affidabile per incompletezza dei dati. Le rimanenti sono classificate a rischio moderato di cui 7 con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, e presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2 in 2 di queste e con uno scenario di tipo 1 per la rimanente”.  

Data “la trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto – si legge nel documento – si raccomanda alle autorità sanitarie delle 7 Regioni o Province autonome con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese di valutare la opportunità di adottare, anche a livello sub-regionale, ulteriori misure di mitigazione”. 

Pedopornografia, migliaia di video cruenti sul pc: arrestato operaio 

Migliaia di video pedopornografici e di pedonecrofilia sul suo pc. Per questo un operaio è stato arrestato a Genova nell’ambito di una complessa indagine scaturita in ambito di cooperazione internazionale di polizia e coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Gli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Genova e Roma, hanno arrestato M.V. di 49 anni, sposato con figli adulti, perché trovato in possesso di un’ingente quantità di materiale pedopornografico, prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di bambini di età compresa tra gli 0 e i 10 anni. 

Trovati circa 20.000 video, di natura particolarmente cruenta, alcuni addirittura di pedo-necrofilia. Le indagini hanno inoltre evidenziato che l’arrestato attraverso una spycam, una piccola videocamera facilmente occultabile, era solito filmare a loro insaputa i bambini che incontrava nei centri commerciali o in altri luoghi pubblici. Continua l’attività di contrasto alla pornografia minorile online da parte della Polizia Postale di Genova, che nell’ultimo mese ha già condotto all’arresto di tre pericolosi soggetti. 

Milano, uomo trovato morto di fronte ospedale in centro 

Un uomo è stato ritrovato morto verso le 7 di questa mattina davanti al Pronto soccorso del reparto oftalmico dell’ospedale Fatebenefratelli, in via Castelfidardo, a Milano. Il corpo dell’uomo, secondo quanto riferisce il 118, dell’età di circa 60 anni, presentava numerosi traumi riconducibili a un violento pestaggio o all’investimento da parte di un mezzo ed era nascosto sotto alcuni cartoni. Sul caso indaga la polizia.  

Covid e Natale, “spostarsi fra regioni può far ripartire contagio” 

“Bisogna fare i conti con la realtà: oggi ogni assembramento è un rischio e spostarsi da una regione all’altra può far ripartire il contagio” da coronavirus. Lo afferma Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria e componente del Cts (Comitato che si riunirà oggi per valutare i nuovi numeri del monitoraggio settimanale), a ‘Il Messaggero’, prima di pensare alle deroghe, tanto per il cenone di Natale quanto per gli spostamenti. “Sarebbe tutto possibile con una cultura sanitaria diversa – spiega – ma in Italia c’è ancora chi contesta l’uso della mascherina”. D’altronde “se si sta a tavola mantenendo il distanziamento di un metro non cambia molto che si stia in 3 o in 8. Ma come si fa a valutare o ad imporlo se qui non si è neppure capito che il problema non è passeggiare in sé ma assembrarsi a Ponte Milvio, sul lungomare di Napoli o a Milano? Servirebbe più educazione sanitaria”.  

Si parla di deroghe per la messa della notte di Natale, deroghe per gli spostamenti se i genitori sono malati, deroghe per i cenoni. “Sulle deroghe vedremo, quando le presenteranno al Cts capiamo cosa si sta cercando di fare. Però è chiaro che possono essere un rischio perché è impossibile trovare misure che siano universalmente valide per tutti. Purtroppo si fa fatica a capire ancora che il virus si diffonde facilmente”, sottolinea Villani.  

Zona arancione per Lombardia, Piemonte e Calabria da domani 

Lombardia, Piemonte e Calabria in zona arancione. Liguria e Sicilia in zona gialla. Da domani 5 regioni cambiano colore e adottano nuove regole in base all’ordinanza del ministro Roberto Speranza valida fino al 3 dicembre. Con il provvedimento “si dispone l’area arancione per le Regioni Calabria, Lombardia e Piemonte e l’area gialla per le Regioni Liguria e Sicilia. L’ordinanza sarà in vigore dal 29 novembre”. Rimangono in zona rossa Campania e Toscana. L’ordinanza, anche in questo caso, è valida fino al 3 dicembre. 

Nelle ore in cui prende forma il nuovo Dpcm in vista di Natale e mentre il report Iss-ministero ha indicato un Rt nazionale a 1,08, i provvedimenti varati da Speranza ovviamente sono state accolti con reazioni diverse dai governatori delle regioni ‘promosse’ o ‘rimandate’. 

“Bisogna far capire ai cittadini che non è iniziata la stagione del liberi tutti, in cui ci si può comportare come ci si comportava prima. Credo che sia una notizia positiva che segue tutti i numeri che sono sempre stati positivi in questi ultimi giorni e che continuano a esserlo. Però non bisogna abbassare la guardia”, ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Gli effetti dell’ordinanza sono noti, secondo le misure definite a novembre: “I negozi verranno riaperti, la scuola media verrà svolta in presenza e all’interno del Comune si potrà circolare liberamente senza autocertificazione. Le scuole medie da lunedì possono riaprire” in presenza anche per le seconde e terze classi. “Se poi qualche scuola non riuscirà ad arrivare in tempo” potrà continuare con la didattica a distanza, ha aggiunto. 

Situazione diversa in Piemonte. “Dobbiamo vivere questo momento con grande prudenza e responsabilità, non è un traguardo la zona arancione ma un passaggio che ci deve portare alla zona gialla, ma soprattutto per sempre. Questo è il motivo per cui oggi ho radunato gli epidemiologi e abbiamo deciso che in Piemonte per la seconda e la terza media continuerà la didattica a distanza e che prevediamo con una mia ordinanza misure anti assembramento soprattutto per i centri commerciali perché il sacrificio è doloroso per tutti e non deve essere sprecato”, ha spiegato il governatore Alberto Cirio al Tg regionale. 

Di tono totalmente diverso le parole dei governatori ancora costretti a fare i conti con le restrizioni proprie della zona rossa. “Ieri abbiamo ricoverato un cittadino biellese perché tante rianimazioni del Piemonte erano sature. Oggi deduciamo (da Roma non arrivano comunicazioni) che rimarremo zona rossa e ad ora non sappiamo perché. Roma deve darci risposte chiare, questa non è serietà”, ha twittato il governatore della Valle d’Aosta Erik Lavevaz. “La Giunta regionale si riserva azioni politiche dopo l’annuncio del governo che conferma la Valle d’Aosta in zona rossa -ha fatto sapere la Regione con una nota-. La mancata spiegazione dei criteri di analisi dei dati e l’assenza di comunicazioni tempestive preoccupano la Giunta regionale della Valle d’Aosta, che si riserva ogni azione politica nelle prossime ore, dopo l’annuncio governativo che conferma la Regione autonoma come ‘zona rossa'”. 

Meno formale la posizione del presidente della Campania, Vincenzo De Luca. “Apprendo con viva emozione la decisione del Governo sulle zone Covid. Noi siamo com’è noto, da sempre, per la linea del rigore e della prudenza”, ha commentato. “Dunque esprimo la mia piena condivisione, purtroppo solo virtuale, visto che l’unica zona rossa realmente esistente da noi è la zona dell’aglianico. Tutto il resto è propaganda. I controlli sono pari a zero. Sono in libera uscita tutti, tranne i venditori di pantofole di panno beige”, ha aggiunto. 

Piemonte zona arancione, 2a e 3a media non tornano a scuola 

“Il passaggio” del Piemonte “in zona arancione è un passo che ripaga gli sforzi fatti ma proprio perché gli sforzi non vengano vanificati abbiamo previsto misure regionali che adotterò con un’ordinanza insieme a quella del ministro Speranza”. Così il presidente del Piemonte, Alberto Cirio a Sky Tg24. “Per esempio – ha spiegato – per i centri commerciali prevediamo misure molto rigorose per evitare l’assembramento così come per le altre attività che è giusto che riaprano ma sempre in un regime di sicurezza”.  

“Dobbiamo vivere questo momento con grande prudenza e responsabilità, non è un traguardo la zona arancione ma un passaggio che ci deve portare alla zona gialla, ma soprattutto per sempre. Questo è il motivo per cui oggi ho radunato gli epidemiologi e abbiamo deciso che in Piemonte per la seconda e la terza media continuerà la didattica a distanza e che prevediamo con una mia ordinanza misure anti assembramento soprattutto per i centri commerciali perché il sacrificio è doloroso per tutti e non deve essere sprecato”, ha aggiunto Cirio al Tg Rai regionale. 

 

 

Longo: “In Calabria problematiche scottanti” 

Nella sanità in Calabria ci sono “problematiche molto molto scottanti”. Lo ha detto il neo commissario alla Sanità della Regione, Guido Longo, in collegamento con Titolo V su Rai3. Il problema degli ospedali chiusi in Calabria sarà “certamente” una delle priorità” per il neo commissario. “Gli ospedali chiusi sono controindicati in un periodo come questo di massima allerta Covid”, ha spiegato durante il collegamento. “Vado in Calabria per cercare di dare qualcosa di concreto al popolo calabrese, perché ci vado con il cuore oltre che con il background professionale che mi porto dietro”. La prima cosa da fare? “Devo vedere un po’ la situazione in modo reale, si dicono e scrivono tante cose, però le cose poi bisogna guardarle e valutarle direttamente”, ha aggiunto il neo commissario. 

“Oggi pomeriggio mi ha chiamato il presidente Conte” e “il ministro Lamorgese”, ha spiegato, dicendo di aver accettato subito l’incarico, propostogli dal presidente del Consiglio. “Io sono un uomo delle istituzioni e quando il governo mi chiama io rispondo sempre. Tra l’altro non ho mai avuto incarichi facili e quindi sono abituato a questa tipologia di incarichi”. Nessun contatto “al momento” con il presidente facente funzione della Regione Calabria, Antonio Spirlì.  

In ogni caso Longo si aspetta “senz’altro” una buona accoglienza dalla Calabria, le cui istituzioni “penso che collaboreranno parecchio con me”. “Le prossime settimane saranno molto impegnative” conclude.  

Omicidio Rostagno, Cassazione conferma ergastolo Virga e assoluzione Mazzara 

Confermato l’ergastolo per il boss Vincenzo Virga e l’assoluzione per Vito Mazzara. E’ la decisione dei giudici della Prima sezione penale della Corte di Cassazione sul processo per l’omicidio di Mauro Rostagno, il giornalista e sociologo ucciso nei pressi di Trapani il 26 settembre del 1988. I giudici di Piazza Cavour hanno rigettato i ricorsi presentati dalla difesa di Virga e dalla procura generale di Palermo contro la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Palermo del febbraio 2018.