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Categoria: fatti/cronaca

Morto Carlo Flamigni, tra i padri della fecondazione assistita  

E’ morto Carlo Flamigni. Aveva 87 anni. Tra i padri della fecondazione assistita, è stato membro del Comitato nazionale di Bioetica. Viveva a Forlì nella sua casa di famiglia. Nell’ambito medico, tra il 1975 e il 1994 è stato direttore del servizio di Fisiopatologia della riproduzione per divenire poi direttore della clinica ostetrica e ginecologica dell’Università degli Studi di Bologna, incarico ricoperto fino al 2001. 

Olbia, nave cargo Grimaldi incagliata all’ingresso del porto 

Una nave cargo, l’Eurocargo Valencia della Grimaldi Lines, si è incagliata all’ingresso del porto di Olbia in un’area in cui ci sono coltivazioni di cozze. Un primo intervento di soccorso è stato tentato con il rimorchiatore Moby ‘Mascalzone scatenato’, proseguono le operazioni per riuscire a disincagliare il mezzo. Qualche settimana fa, a metà giugno, un incendio era divampato in serata su un altro traghetto Grimaldi in arrivo a Olbia da Livorno: anche in quel caso non si erano comunque registrati feriti. 

I soccorsi per disincagliare la nave cargo della Grimaldi nel molo Cocciani proseguono anche con l’intervento di altri rimorchiatori. Le operazioni sono delicate e, a quanto si apprende, a dirigerle in prima persona su uno dei rimorchiatori Moby è Achille Onorato, l’amministratore delegato di Moby. Giunto da Porto Torres un secondo mezzo che, una volta espletate le formalità di rito, cercherà di spostare la nave dalla secca. La Guardia Costiera di Olbia conferma che non ci sono stati danni alle persone né alle strutture portuali. 

PRODUTTORI DI COZZE: “TEMIAMO GRAVI DANNI” – Una quarantina di filari con cozze ed ostriche sarebbero stati gravemente danneggiati a causa dell’incaglio dell’eurocargo e fra i produttori adesso l’allarme è forte. Il Consorzio dei molluschicoltori di Olbia ha inviato questa mattina una segnalazione alla Grimaldi, alla Direzione Marittima di Olbia e all’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sardegna nella quale si denuncia che “gli impianti sono stati tranciati e/o affondati, col conseguente integrale danneggiamento e/o perdita delle cozze ed ostriche in allevamento. Oltre al danno relativo al ripristino degli impianti, vi è dunque quello della perdita del prodotto, con l’ulteriore possibile danno, ove non si provvedesse con tempestività alla ricostruzione degli stessi, di non poter riprendere la produzione per la stagione 2021” si legge.  

“Segnaliamo che al momento tutti gli impianti tranciati sono alla deriva e, ove non si provvedesse alla loro rimozione con una immediata operazione di bonifica, si corre il rischio che gli stessi possano invadere il canale di accesso al porto, con gravi pericoli per la sicurezza della navigazione e conseguente addebito a voi di tale responsabilità” prosegue la segnalazione.  

Impossibile al momento accertare il danno economico, anche perché lunedì i produttori effettueranno un tentativo di salvataggio del prodotto. “Il danno però c’è” avverte Raffaele Bigi, presidente del Consorzio dei molluschicoltori di Olbia, interpellato dall’Adnkronos. “Sono a rischio diverse migliaia di quintali di prodotto per un valore complessivo di qualche milione di euro. Non compete a noi stabilire le cause dell’incidente ma certamente si è verificato al momento dell’arrivo del traghetto e per questo – sottolinea – abbiamo subito segnalato il fatto”.  

Piccolo America: “Ama ha distrutto le piazzole anti-Covid a Piazza San Cosimato” 

“Rendiamo pubblico che il personale Ama ha distrutto le piazzole anti-Covid della manifestazione ‘Il Cinema in Piazza’, quelle stesse piazzole dove si è seduto ieri sera il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, per seguire la proiezione de ‘La Bella Vita’ di Paolo Virzì, presentata dallo stesso regista assieme a Sabrina Ferilli. Le piazzole sulla pavimentazione pedonale di Piazza San Cosimato erano state realizzate dal Piccolo America assieme agli illustratori della scuola Officina B5 di Lorenzo Terranera, tenendo conto che il regolamento Capitolino non consente la pulizia dell’area con autovetture meccaniche, bensì con spazzamento e lavaggio manuale”. Lo fa sapere in una nota l’associazione Piccolo America. “Un atto gravissimo da parte di un’azienda pubblica, che dovrebbe occuparsi di rendere migliori e più pulite piazze, parchi e strade di Roma e che invece, contro ogni forma di rispetto nei confronti della città, dei suoi cittadini, ma anche di noi operatori culturali, pur di effettuare un lavoro nel minor tempo possibile e con meno fatica si fa beffa di ogni regola in vigore. Quanto successo oggi, è un danno alla nostra associazione e al nostro evento e pertanto abbiamo mandato al nostro studio legale di riferimento di agire nei loro confronti per il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi” conclude la nota. 

Coronavirus, Musumeci: “Notti insonni, ma Sicilia d’esempio per l’Italia” 

“Sono stati tre mesi disastrosi, in cui abbiamo dovuto fare scelte sofferte, dolorose, preoccupanti. Abbiamo trascorso notti insonni nel dubbio di aver firmato un’ordinanza che potesse mettere a rischio la salute di 5 milioni di siciliani”. A dirlo è stato il governatore siciliano, Nello Musumeci, durante il suo intervento alla convention di Diventeràbellissima, il movimento fondato dallo stesso presidente della Regione, in corso a Cefalù, nel Palermitano, tornando a parlare dell’emergenza sanitaria. “Sono stati mesi terribili, se i morti fossero stati ai bordi delle strade avrei dovuto organizzare la mia fuga di notte – ha aggiunto -. Invece, con la linea della fermezza e del rigore siamo riusciti a fare squadra e, con l’aiuto di Dio, abbiamo potuto consentire a questa terra di salvarsi da conseguenze nefaste. Siamo stati d’esempio per tutta l’Italia”. “Il Covid non se n’è ancora andato. Speriamo di tornare presto alla normalità quando questo virus sarà sconfitto dal vaccino ma fino ad allora sulla testa di tutti noi c’è una spada di Damocle. Il virus tornerà a essere virulento tra ottobre e novembre, dobbiamo essere prudenti, dobbiamo continuare a considerare le mascherine nostre compagne di viaggio”. 

Coronavirus, altri 235 contagi e 21 morti 

Coronavirus, 21 morti nelle ultime 24 ore. Il totale delle vittime è di 34.854. I casi totali sono 241.419, +235 da ieri per un totale di 241.419 contagi dall’inizio dell’emergenza. I dati sono stati diffusi dal Ministero della Salute e sono consultabili sul sito della Protezione Civile. Per il quinto giorno consecutivo aumentano i nuovi casi. I guariti sono 191.944 guariti con una crescita di 477 da ieri. I ricoverati con sintomi sono 940, 16 in meno rispetto a ieri. Cinque le Regioni a zero contagi rispetto a ieri.  

Il bilancio dell’emergenza in Italia  

In Lombardia 95 nuovi casi e 16 decessi  

Coronavirus, in Toscana registrati 3 cluster familiari 

In Toscana nelle ultime due settimane sono stati registrati 3 cluster familiari a Cortona (Ar), Pian di Scò (Ar) e Impruneta (Fi): sono 18 persone straniere, provenienti da Paesi extra Schengen per cui vige l’obbligo della quarantena, che rappresentano più del 40% dei nuovi casi registrati. Nella maggior parte dei casi si tratta di casi prodotti dal sovraffollamento familiare. Per scongiurare il moltiplicarsi di questo tipo di focolai domestici e gestire al meglio i casi di contagio intrafamiliare, considerato che in questi casi l’isolamento dei positivi è determinante, il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha firmato oggi una nuova ordinanza intitolata “Ulteriori misure di contenimento del contagio in ambito familiare e abitativo”.  

Nel testo si dà ai sindaci il mandato di adottare provvedimenti per trasferire le persone che risultino positive negli alberghi sanitari, fino ad oggi era possibile solo su base volontaria, eliminando così una delle principali cause di trasmissione del virus.  

I sindaci possono procedere grazie all’adozione delle ordinanze contingibili e urgenti a tutela della salute pubblica in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica, a carattere esclusivamente locale, previste dall’articolo 50 del Testo unico degli enti locali (D.lgs. 18 agosto 2000, n.267). In caso di inosservanza le sanzioni vanno da 500 a 5000 euro. 

Per tutti i contatti stretti delle persone colpite, familiari e non, saranno attivati controlli a tappeto, isolando e allontanando da casa via via tutti coloro che risulteranno positivi. Aumenteranno anche i test molecolari e sierologici per le persone di queste comunità, caratterizzate anche da alta mobilità all’interno del territorio regionale e ricche di momenti di incontro collettivi. Si tratta di persone per cui, anche a causa delle difficoltà linguistiche, è difficile essere informate sull’andamento epidemiologico generale. 

La Regione invita, quindi, i Comuni ad attivare iniziative di comunicazione, nelle lingue parlate dalle principali comunità presenti in Toscana, con le principali precauzioni da prendere per evitare il contagio. 

Coronavirus, Zaia: “Morto il serbo contatto zero” 

“Il ‘contatto zero’, il cittadino serbo che ha infettato i 4 veneti rientrati da quel Paese a Vicenza è deceduto”. Ad annunciarlo è stato il presidente del Veneto Luca Zaia oggi in un punto stampa. “Il Veneto non ha ripreso l’onda dei contagi. Il virus ce lo siamo andati a prendere in Serbia e ce lo siamo portati a casa”. “Stiamo parlando quindi di cinque positivi, di un focolaio, importato dall’estero: positivi che si sono contagiati in Serbia”. Zaia ha quindi spiegato che “la sanità veneta ha funzionato perché siamo andati a rintracciare tutti i contatti stretti che hanno portato alle 52 persone in isolamento fiduciario”. 

Zaia: “Tso da usare in casi estremi” 

Il virologo Palù: “In Veneto 15 focolai e casi importati” 

LA PROVENIENZA DEI FOCOLAI – “La novità, non irrilevante, è che abbiamo 118 stranieri coinvolti in focolai in Veneto. Ci portiamo quindi il virus da fuori. Ed è quindi fondamentale, senza creare allarmismi, stabilire regole di reciprocità con gli altri Paesi, questo per tutelare la salute dei cittadini italiani e stranieri”. Zaia ha spiegato che ad esempio “c’è il bollino rosso per i Paesi del Nord Africa, dove ci sono focolai importanti, e la novità è quella dei Balcani con il lockdown a Belgrado: i nuovi focolai dei Balcani sono un tema che va affrontato”. 

ISOLAMENTO FIDUCIARIO – “E’ stato sbagliato togliere il penale per la mancata osservanza dell’isolamento fiduciario” ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia oggi nel punto stampa in cui ha spiegato che “la regione non ha facoltà di introdurre contravvenzioni autonomamente, ma mutua le leggi nazionali previste dal Dpcm”, ha spiegato tornando a ribadire che “la regione non ha tanti poteri per l’utilizzo del Tso o l’introduzione del penale per la mancata osservanza dell’isolamento fiduciario. Ne ho parlato con il ministro Speranza e anche con il viceministro Sileri perché questi sono temi da affrontare a livello nazionale. Il ministro ha convenuto con me che il tema del ricovero obbligatorio, in casi estremi come quello avvenuto (dell’imprenditore di Vicenza, ndr.) è un tema da affrontare e da approfondire”. 

IL VENETO NON E’ IL VIETNAM – “Lunedì presenterò l’ordinanza non per introdurre nuove regole per i cittadini ma per dare più potere ai sanitari per gli isolamenti fiduciari o peggio ancora per il ricovero di persone affette da coronavirus”. “Tutti noi qui in veneto viviamo ‘della pagnotta’ non possiamo permetterci e non possiamo mettere a ferro e fuoco i nostri operatori, le nostre aziende, facendo passare l’idea, a livello nazionale, che qui è tornato il Vietnam dal punto vista sanitario. Assolutamente no. Siamo a contagio praticamente zero secondo i dati”. 

PIANO DI SANITA’ PUBBLICA E QUARANTENA – “A metà luglio presenteremo il Piano di Sanità Pubblica che dice con chiarezza che cosa faremo in futuro, poi sarà oggetto di valutazione e consigli, con un cronoprogramma per tutte le attività da farsi, ma non sarà uno spreco perché preferiamo avere gli ospedali vuoti e ma l’artiglieria schierata”. “Sento che qualcuno dice che dato che le Regioni chiedono l’autonomia allora dovrebbero stabilire le quarantene. Ricordo che non siamo noi a gestire le frontiere, non siamo noi a stabilire la quarantena per chi viene da alcuni Stati. Questo spetta all’Oms, in basse ai dati sui contagi”. Inoltre, ha sottolineato Zaia, “la situazione che si è manifestata ieri non c’entra niente con i tamponi che vengono eseguiti”. “Ad oggi, in Veneto, sono stati effettuati 1.001.885 tamponi”. 

Sileri: “Ogni focolaio è una battaglia” 

In Italia “ci sono focolai sparsi, erano attesi: il virus circola ancora anche se molto meno. Ogni focolaio è una battaglia, più o meno impegnativa a seconda della grandezza: vinciamo le battaglie controllando i focolai e facendo sì che virus non si estenda altrove. Questo è quello che ci aspetta nei prossimi mesi, la nostra bravura sarà nel testare, tracciare e trattare” i casi di Covid-19. Lo afferma il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervistato a Sky Tg24.  

“I nuovi lockdown – prosegue – saranno on demand su piccole aree, una Rsa, una microzona rossa, dobbiamo abituarci a questo. Ma ribadisco che l’evidenza clinica e la situazione che osserviamo oggi sono molto tranquillizzanti. Non dobbiamo avere paura di nuovi focolai. Ce ne saranno altri, l’importante è scoprirli e contenerli”.  

Con il ministro della Salute Roberto Speranza, spiega ancora Sileri, “non c’è diversità di vedute” sulla situazione e la gestione del coronavirus in Italia. “Diciamo la stessa cosa: dobbiamo transitare dalla paura dei mille morti al giorno a una forma di convivenza con il virus e con una possibile malattia. Non significa abbandonare la cautela, dire liberi tutti o buttare la mascherina, ma guardare avanti e trasformare la paura in responsabilità e consapevolezza”. 

“Nessuno dice di fare un passo troppo in avanti. Il virus c’è, ma la verità è che circola meno grazie a quello che abbiamo fatto e continuiamo a farlo”, sottolinea Sileri. 

 

Sgominata rete di pedofili, arresti in 15 regioni  

Sgominata dalla Polizia Postale una rete di pedofili italiani che su una nota piattaforma di messaggistica scambiavano materiale pedopornografico. Oltre 200 investigatori del Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online e del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Torino stanno conducendo la più grande e complessa operazione di polizia degli ultimi anni, volta al contrasto della pedopornografia online, con il coordinamento della procura di Torino. 

Sono state eseguite 50 perquisizioni e arresti in 15 regioni italiane, per detenzione, diffusione ed in alcuni casi, di produzione di materiale pedopornografico.  

Come fa sapere la polizia, “la capillare attività di indagine, fatta anche attraverso veri e propri pedinamenti virtuali, ha consentito di dare una identità certa ai nickname utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete”. 

Ingente il quantitativo di file sequestrati contenenti immagini raccapriccianti di abusi su minori, ritraenti vere e proprie pratiche di sadismo dove le vittime erano anche neonati. 

Meteo, lunedì caldo super ma pioggia in agguato 

Nel corso della prossima settimana l’Italia vivrà un susseguirsi di cambiamenti atmosferici passando spesso da un estremo all’altro proprio come è avvenuto in questa prima parte dell’Estate. Già da lunedì è in arrivo una ‘bomba calda’ dall’Africa, poi però attenzione ad una possibile trappola temporalesca pronta a colpire alcune regioni. 

L’analisi del sito ilmeteo.it parte dalla giornata di lunedì 6 Luglio quando un promontorio dell’anticiclone africano riuscirà ad imporsi su buona parte del bacino del Mediterraneo centro occidentale. Per questo motivo ci aspettiamo una prevalenza di sole sul nostro Paese con un deciso aumento delle temperature con punte massime fin verso i 35°C specie sulle regioni tirreniche. Tuttavia non mancheranno dei rovesci specie tra Basilicata, bassa Campania e Calabria a causa di un vortice in allontanamento verso la Grecia che farà sentire ancora i suoi effetti. Dalla sera poi sono attesi dei temporali, localmente anche molto forti, sull’arco alpino centro orientale. 

Martedì 7 le condizioni meteo sono previste in peggioramento sulle regioni settentrionali per l’ingresso di correnti decisamente più fresche ed instabili in discesa dal Nord Europa con la possibilità di piogge e rovesci temporaleschi su Piemonte, Lombardia, Emilia Occidentale e Veneto. Da sottolineare anche le forti raffiche di Bora che spazzeranno le coste del medio alto Adriatico con mare molto mosso. Anche le temperature subiranno un deciso calo con valori che si porteranno leggermente sotto la media del periodo. Al Centro Sud invece prosegue la fase calda e soleggiata, anche qui però soffieranno intensi venti dai quadranti settentrionali. 

Da mercoledì 8 l’alta pressione è prevista in rinforzo sul nostro Paese, spazio quindi ad un maggior soleggiamento su tutti i settori salvo qualche nube di passaggio in più al Nord Ovest, ma senza precipitazioni di rilievo. Anche giovedì 9 e venerdì 10 avremo due bellissime giornate tipicamente estive con tanto sole e temperature diffusamente oltre i 29/30°C nelle principali città. 

Per il successivo weekend le incertezze aumentano, visto anche la distanza temporale, ma sembrerebbe che un nuovo vortice ciclonico possa impattare sul Nord Italia con il rischio di rovesci temporaleschi intensi dapprima sulle Alpi in estensione poi anche alle vicine pianure. Di questo però avremo modo di ripararne dei prossimi aggiornamenti. 

Coronavirus, altri 115 casi e 4 morti in Lombardia  

Sono 115 i nuovi casi positivi al coronavirus in Lombardia (di cui 35 a seguito di test sierologici e 34 ‘debolmente positivi’) per un totale complessivo di 1.064.173. E’ quanto emerge dai dati diffusi dalla Regione Lombardia. Il totale dei pazienti deceduti dall’inizio dell’epidemia sale invece a 16.675 (+4 rispetto a 24 ore fa), mentre i pazienti guariti/dimessi sono 67.871 (+261) di cui 65.548 guariti e 2.323 dimessi. Restano stabili i ricoverati in terapia intensiva (41) e i ricoverati non in terapia intensiva (241). I nuovi tamponi effettuati sono invece 9.758. Nel milanese, hinterland compreso, sono 24 i nuovi casi di coronavirus di cui la metà in città. Quanto alle altre province, a Bergamo i nuovi casi sono 22, a Brescia 15, a Como 2, a Cremona 10, a Lecco 4, a Lodi 4, a Mantova 3, a Monza 4, a Pavia 11, a Sondrio 3 e a Varese 4.  

Manuali online per fabbricare armi: chiusi 1.700 siti 

Scoperti e rimossi dalla Polizia Postale manuali online utilizzati per pianificare e realizzare attacchi terroristici e per fabbricare armi. Nell’ambito dell’attività di prevenzione e contrasto al terrorismo online, personale del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ha condotto l’operazione ‘Rad-Referral Action Day on instructional material online’ promossa da Europol con lo scopo di rimuovere ogni tipo di contenuto illustrativo, o di manualistica digitale, utilizzati per la pianificazione e la realizzazione di attacchi terroristici. 

L’Action Day ha coinvolto unità specializzate del centro europeo antiterrorismo (Ectc) e rappresentanti di 18 Paesi, tra cui 13 stati membri dell’Ue e 5 Paesi extra Ue L’attività ha preso di mira i contenuti online creati o utilizzati come materiale “didattico” diffusi in rete per ispirare e commettere attacchi nel contesto del terrorismo di matrice jihadista, dell’estremismo suprematista, antagonista ed anarchico. In particolare, i manuali fatti in casa e le guide individuate nel corso dell’operazione costituiscano il principale strumento per la realizzazione di armi self made anche con effetti devastanti, soprattutto per gli attacchi condotti da attori solitari. 

Durante l’azione, gli esperti della Sezione Cyberterrorismo del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno rilevato, valutato e segnalato i contenuti online, inclusi manuali e tutorials su come preparare ed attuare attacchi terroristici, come selezionare gli obiettivi, come utilizzare le armi e costruire ordigni. Alcuni dei documenti individuati contenevano anche le istruzioni su come rimanere anonimi online e su come evitare di essere individuati durante la pianificazione di un attacco terroristico. 

Al termine delle attività sono state segnalate per la rimozione un numero complessivo di 1724 indirizzi web riconducibili a 113 piattaforme digitali utilizzate per la propaganda jihadista e 182 url su 67 piattaforme web nell’ambito dei contenuti riferibili all’area dell’ultradestra ed antagonista/anarchica.  

“Queste attività, promosse nell’ambito della cooperazione internazionale, assumono – sottolinea il direttore della Polizia Postale Nunzia Ciardi commentando l’operazione Rad – una valenza fondamentale per il contrasto al terrorismo online di qualsiasi matrice, non solo sotto il profilo investigativo, quanto soprattutto per la valorizzazione dell’azione preventiva, che attraverso l’individuazione e la rimozione di contenuti online connotati da una particolare pericolosità sociale, riesce a disinnescare i propositi di attori solitari spesso difficili da individuarsi in via precoce”. 

Roma, esplosione in hotel: 3 operai feriti 

Sono tre operai i feriti nell’esplosione della caldaia avvenuta, intorno alle 13.40, all’hotel Mercure in via Reggio Calabria, non lontano da piazza Bologna, a Roma. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e 118. Da una prima ricostruzione, lo scoppio è avvenuto mentre si stava facendo la manutenzione della caldaia. Due dei tre operai addetti alla manutenzione, rimasti feriti, sono padre e figlio, trasportati all’ospedale San Giovanni. Nessuno dei 3 sarebbe in gravi condizioni. Sul caso sono al lavoro i carabinieri del Nucleo radiomobile, della compagnia Parioli e della stazione di Piazza Bologna. 

 

Zaia: “Veneto a rischio elevato, lunedì nuova ordinanza” 

“Purtroppo siamo passati dal rischio basso al rischio elevato in Veneto con l’indice RT che dallo 0,43% è salito all’1,63 per cento, sta accadendo quello che temevamo, Se continuiamo a non usare la mascherina e a creare assembramenti andrà sempre peggio. Abbiamo una categoria di irresponsabili, ne prendiamo atto”. A lanciare l’allarme è stato il presidente del Veneto Luca Zaia che oggi è tornato al punto stampa proprio per avvertire che la situazione dell’epidemia si sta aggravando.  

“Il virus tornerà ad ottobre? E’ inevitabile, lo abbiamo già qui oggi. E per colpa di qualcuno, per i comportamenti irresponsabili, si aggiungono i tanti irresponsabili che abbiamo conosciuto nelle ultime ore. Abbiamo una sorta di sensazione di ‘liberazione’ dal virus, ma chi pensa che sia tutto finito si sbaglia, e poi abbiamo chi è positivo e va in giro tranquillamente e peggio rifiuta il ricovero proposto dai sanitari”, ha aggiunto. 

Zaia ha spiegato che l’RT a 1,63 % è stato causato da un nuovo focolaio nel vicentino, causato dal ritorno a fine giugno dalla Serbia di un imprenditore, che è risultato poi infetto e ora è ricoverato in terapia intensiva, e che da causato 52 persone in isolamento fiduciario a Vicenza e 37 nel veronese. “Qui siamo davanti a una persona che dopo aver accusato i sintomi ed effettuato il tampone risultato positivo ha rifiutato il ricovero proposto dai sanitari, nel frattempo è andato a una festa, poi c’è la signora reticente che non vuol dire quali contatti abbia avuto, se le motivazioni al richiamo dell’etica non servono, allora lunedì presenterò una nuova ordinanza per inasprire le regole. Noi dobbiamo muoverci nei limiti di legge, la legge prevede una multa di mille euro, per me mettere a rischio la vita di molte persone vale più di mille euro, è ridicolo per me deve essere previsto, a livello nazionale un TSO, un ricovero coatto per i positivi che non possono andarsene in giro tranquillamente”.  

E Zaia ha anche annunciato: “Ho dato disposizione ai Dg delle Ulss di valutare se ci sono gli estremi per la denuncia penale, ci deve essere tolleranza zero. Abbiamo buttato via 4 mesi? La morale è che grazie a questi ‘signori’ siamo passati da rischio basso a rischio alto. Quello che è accaduto è gravissimo”, ha concluso. 

Jesolo, 38enne aggredito dal branco: è in fin di vita. Identificati 3 aggressori 

Un tunisino 38enne è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di almeno quattro persone a Jesolo, sul litorale veneziano, nella notte scorsa. Ne danno notizia oggi i quotidiani locali. Dell’aggressione, presumibilmente per futili motivi, esiste anche un video che sta circolando in rete in queste ore. Il 38enne si trova ora ricoverato all’Ospedale dell’Angelo di Mestre in condizioni critiche.  

Secondo le prime ricostruzioni la lite avrebbe preso il via attorno alle 4 del mattino dopo che la vittima, in preda ai fumi dell’alcol, avrebbe infastidito alcuni clienti di un bar. Da lì sarebbe scattata una sorta di ‘spedizione punitiva’ del branco che ha inseguito il tunisino fino ad una piazza poco lontana dal bar, dove è iniziato il pestaggio con calci e pugni che hanno provocato all’uomo un grave trauma cranico. Il tunisino è ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale dell’Angelo di Mestre. 

I carabinieri hanno identificato gli autori dell’aggressione grazie alle riprese delle telecamere di videosorveglianza. Dei quattro aggressori i carabinieri ne hanno già identificati tre: si tratta di tre trentenni italiani incensurati, sono accusati di lesioni personali gravissime in concorso. E sono alla ricerca del quarto presunto autore del pestaggio.  

Esplosione in hotel a Roma, “pensavamo a una bomba” 

“Abbiamo sentito un forte botto intorno alle 13. La gente urlava. Inizialmente abbiamo pensato a una bomba. Poco dopo sono arrivati vigili del fuoco e carabinieri e abbiamo saputo che si è trattato dell’esplosione di una caldaia, mentre stavano facendo manutenzione all’impianto”. Così all’Adnkronos una dipendente di un ristorante a pochi metri dal Mercure Hotel dove, intorno alle 13, è esplosa una caldaia all’interno dell’albergo causando il ferimento di tre operai. 

“Io abito qui a pochi metri e ho sentito un botto – racconta una residente – ho sentito tremare i vetri delle finestre e mi sono affacciata e ho visto che era successo qualcosa nell’albergo vicino”. 

“Non solo anticorpi, cellule T spia immunità Covid” 

Non sono solo gli anticorpi a dirci se un soggetto ha sviluppato l’immunità al Sars-CoV-2. “Gli anticorpi sono solo una manifestazione della risposta immunitaria, ma il cuore della risposta adattativa, quella che viene dopo la ‘prima linea’ di difesa, sono le cellule T. Lo studio” svedese (pubblicato nei giorni scorsi, ndr) “suggerisce che, se si misura la risposta mediata dalle cellule T, si trova che soggetti che sulla base degli anticorpi non hanno avuto una risposta, in realtà la risposta l’hanno avuta. Gli anticorpi sono solo una spia di una risposta immunitaria e lo studio suggerisce che possano non essere la migliore”. A parlare è Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.  

La ricerca a cui fa riferimento Mantovani è lo studio del Karolinska Institutet e Karolinska University Hospital di Stoccolma che ha mostrato come molte persone malate di Covid-19 in modo lieve o asintomatico – e che in molti casi non si sono accorte di avere la malattia – hanno sviluppato l’’immunità mediata da cellule T’, pur non risultando positive agli anticorpi nei test sierologici.  

Secondo i ricercatori significa che forse più soggetti nella popolazione hanno sviluppato immunità al Sars-CoV-2 rispetto a quanto suggerito dai test anticorpali. Quali sono le prospettive di queste ricerche? “Humanitas ha fatto il più grande studio di sierologia nella popolazione medico-sanitaria e anche in quel caso abbiamo avuto la sensazione di vedere solo un pezzo della risposta immunitaria, tanto che la professoressa Maria Rescigno sta studiando da noi la risposta T – risponde Mantovani – c’è anche un progetto in corso ora approvato dal ministero della Salute che io coordino e che coinvolge l’Istituto nazionale di genetica molecolare al Policlinico eil Papa Giovanni XXIII. Sappiamo poco di quali sono le risposte immunitarie del corpo nei confronti si questo virus”.  

Che cosa sono le cellule T? “Gli anticorpi non sono che una delle armi del sistema immunitario, c’è una ‘prima linea’ di difesa che gestisce l’attacco dei virus ed è questa che determina in buona parte l’esito di quelle persone che vanno incontro all’infezione e non si ammalano – ricorda lo scienziato – Superata la prima linea di difesa, ci sono dei ‘direttori d’orchestra’ dell’immunità, le cellule T, che dicono ad altre popolazioni cellulari, le cellule B, di fare da anticorpi”. 

Quali sono le differenze tra cellule T e gli anticorpi? “In generale l’eliminazione di un virus al primo incontro viene fatta non dagli anticorpi, ma proprio dalle cellule T. Le cellule T riconoscono pezzi diversi del virus rispetto agli anticorpi e sono fondamentali per la memoria dell’infezione. Ci sono tantissimi tipi di cellule T, di solito alcune di loro risolvono il problema uccidendo la cellula infettata”, avverte Mantovani. 

Si potrebbero mettere a punto test per la comunità basati sulle cellule T come si è fatto per i sierologici? “Sono test più complicati e sofisticati che richiedono una tecnologia complessa, ma se si dimostrasse che questa tecnologia dà uno sguardo più accurato sulla memoria immunitaria e sulla protezione del sistema immunitario, si potrebbero mettereapunto sistemi industriali ‘ad hoc'”, conclude Mantovani.  

Caso Regeni, accertamenti su altri cinque 007 egiziani 

Sono almeno altri cinque gli agenti della National Security finiti sotto la lente della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sul rapimento di Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto. I loro nomi sono emersi dai tabulati telefonici forniti nei mesi scorsi dal Cairo e si tratta di colleghi degli ufficiali già iscritti nel registro degli indagati dal pm Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta, il 4 dicembre del 2018. La Procura di Roma, già nella rogatoria inviata a maggio del 2019 chiedeva di “mettere a fuoco il ruolo di altri soggetti della National Security che risultano in stretti rapporti con gli attuali cinque indagati”. 

Coronavirus, altri 30 morti e 201 nuovi casi 

Altri 30 morti in Italia per coronavirus. I decessi dall’inizio dell’emergenza sono 34.818, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati altri 201 casi, che portano il totale a 240.961. Il numero dei guariti si è incrementato di altre 366 unità: nel complesso sono 191.083. 

In Lombardia 21 morti e 98 contagi 

Coronavirus: in Lombardia altri 21 morti e 98 nuovi positivi 

In Lombardia sono 98 i nuovi casi di positività al coronavirus Sars-CoV-2, di cui 30 a seguito di test sierologici e 36 debolmente positivi. I morti aumentano di 21, per un totale di 16.671 decessi registrati in Regione dall’inizio dell’emergenza Covid-19. E’ quanto si legge nel bollettino diffuso oggi. I tamponi effettuati sono 9.440, per complessivi 1.054.415. I guariti/dimessi sono 188 in più per un totale di 67.610 (65.267 guariti e 2.343 dimessi); i ricoveri in terapia intensiva restano stabili a 41, mentre calano a 241 (-36) i ricoverati non in terapia intensiva.  

Questo il dettaglio dei nuovi casi per provincia: a Milano 28, di cui 17 a Milano città; a Bergamo 23, a Brescia 9, a Como 4, a Cremona 5, a Lecco 2, a Lodi 3, a Mantova 5, a Monza e Brianza 2, a Pavia 3, a Sondrio 2, a Varese 5.