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Categoria: fatti/cronaca

Strage Viareggio, oggi la sentenza della Cassazione 

E’ attesa per oggi la sentenza della Cassazione sulla strage ferroviaria di Viareggio avvenuta 11 anni e mezzo fa, la notte del 29 giugno del 2009, e costata la vita a 32 persone. 

Una delegazione di familiari delle vittime è riunita fuori dalla Cassazione in attesa della decisione dei giudici di piazza Cavour, chiamati a esprimersi sulla sentenza di Appello del 20 giugno del 2019 che condannò tra gli altri, Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana ed ex ad di Ferrovie dello Stato, a 7 anni di reclusione, Michele Mario Elia, ex ad Rfi, e Vincenzo Soprano, ex ad Trenitalia, a 6 anni di reclusione. 

Coronavirus Sicilia, Musumeci: “Nuove restrizioni” 

Nuove restrizioni anti Covid in arrivo in Sicilia. “Dobbiamo necessariamente correre ai ripari. E’ un peccato che di fronte alla campagna di vaccini che ci vede fra le prime regioni in Italia, dobbiamo registrare una impennata dei contagi che rischia di mettere tutto in discussione. Serviranno provvedimenti necessari e adottati con fermezza. Purtroppo abbiamo la necessità di farlo”, ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, durante una pausa della riunione di giunta che sta analizzando la relazione del Cts sui provvedimenti da adottare in relazione all’aumento dei contagi in Sicilia. 

Covid Sicilia, 1.435 contagi e 36 morti: bollettino di oggi 

“La relazione del Comitato tecnico scientifico fotografa una realtà preoccupante perché negli ultimi giorni è aumentato il numero di contagi. Il periodo delle festività ha registrato un calo di attenzione e le conseguenze si pagano adesso. Dovremo adottare delle misure restrittive e lo faremo, dopo una riflessione assai approfondita, nella giornata di domani. Nel frattempo arriveranno le determinazioni del governo nazionale e ci confronteremo con Roma”, ha spiegato Musumeci.  

“Per le scuole superiori la didattica a distanza continuerà come previsto fino al 10 gennaio, per gli altri ordini e gradi rimane vigente il provvedimento nazionale. Ma anche sul fronte della scuola domani decideremo quale sarà la misura più giusta e ragionevole”.  

 

Vaccino covid Moderna autorizzato dall’Aifa 

L’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha autorizzato il vaccino anti Covid Moderna nei soggetti di età pari o superiore a 18 anni. La notizia è stata diffusa al termine della riunione Commissione tecnico scientifica dell’agenzia che ha dato il parere positivo al dossier, sottolineando il “rapporto rischio/beneficio del vaccino particolarmente favorevole nella popolazione a maggiore rischio”, e ha stabilito il regime di fornitura per l’immissione in commercio. 

Si tratta del secondo vaccino Covid a cui l’Aifa ha dato il via libera, dopo quello sviluppato da BionTech e Pfizer e autorizzato il 22 dicembre 2020. Ieri era arrivato il via libera dell’Agenzia europea Ema. Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini: “Salutiamo con entusiasmo la possibilità di mettere a disposizione un secondo strumento per questa campagna vaccinale che sta raggiungendo ottimi risultati in Italia. Si tratta di un vaccino sostanzialmente equivalente rispetto al primo, con dati molto convincenti rispetto a tutte le popolazioni a rischio”, ha spiegato il Dg. 

Vaccino Moderna, quanto dura la protezione 

“La scienza ci ha fornito in pochissimo tempo un’altra arma potentissima ed efficace che sicuramente potrà incidere da subito sulla salute dei soggetti più a rischio, ma anche limitare la circolazione del virus se, come è auspicabile e come sta in affetti accadendo, l’adesione alla campagna vaccinale sarà convinta e sostenuta”. E’ il commento del presidente dell’Aifa, Giorgio Palù, dopo il via libera dell’agenzia al vaccino di Moderna.  

Vaccino Covid Italia, le differenze tra Pfizer e Moderna 

“Dopo l’ok europeo di Ema, l’Agenzia Italiana del farmaco ha dato approvazione al vaccino Moderna. Da oggi abbiamo uno strumento in più per la nostra campagna di vaccinazione su cui stiamo investendo ogni energia”. Lo scrive sui social il ministro della Salute, Roberto Speranza.  

Vaccino covid Moderna, quando arriva in Italia e quante dosi 

 

Arcuri: “Da febbraio vaccino Covid agli 80enni” 

“Da febbraio inizieremo a vaccinare le persone con più di 80 anni”. Lo ha annunciato il commissario Domenico Arcuri in una conferenza stampa per fare il punto sulle misure per l’emergenza Covid. Arcuri ha rivendicato che rispetto alla popolazione “siamo il primo Paese in Europa per numero di vaccinati”.  

“In una settimana – ha sottolineato- sono state 339.223 le persone vaccinate. Impreparati? Grazie a Dio i numeri sono difficili da confutare. Siamo molto più preparati di altri”.  

Quanto ai contagi Arcuri ha sottolineato che “la ripresa non ancora drammatica ma preoccupante dell’Rt è in atto. Ho messo nel cassetto il congelamento della curva ma spero di ritirarlo fuori la prossima settimana quando si dovrebbero vedere gli effetti delle misure di Natale”.  

Ma i morti, ammette, “continuano a essere troppi. I nostri concittadini che non ci sono più a causa del Coronavirus dall’inizio della pandemia abbiamo sono 77.291”.  

Per questo “l’obiettivo è di vaccinare tutti entro l’autunno”. ”Abbiamo iniziato per bene questa lunga traversata che ci porterà fuori da questa tragedia”. Ma “per raggiungere questo obiettivo servono tre componenti: dosi sufficienti di vaccino, un piano logistico e organizzativo per portare dosi nel minor tempo in un numero massimo di luoghi del nostro Paese e serve un insieme di donne e uomini capaci di somministrare queste dosi nel tempo più breve possibile al massimo numero di italiani. Servono vaccini, un piano ed essere capaci di somministrarlo”.  

”Oggi anche Aifa ha autorizzato l’immissione in commercio del vaccino di Moderna. E’ una buona notizia, abbiamo fatto il tifo perché – ha scherzato Arcuri – la Befana ci portasse nella calza il vaccino di Moderna. Aspettiamo con ansia gli altri”. 

”Fino ad oggi abbiamo inviato 919.425 vaccini nei 293 punti di somministrazione su tutto il territorio. Per questa prima fase ci siamo dati l’obiettivo di somministrarne almeno 65-67mila al giorno, ci stiamo riuscendo e stiamo superando questo obiettivo”. 

Ritardi? ”Non siamo in ritardo sui vaccini visto che siamo il primo paese in Europa. Dopo una partenza asimmetrica delle Regioni nei primi tre giorni, sembra che questa asimmetria si vada progressivamente riducendo, se non azzerando”. 

Scuola, Lombardia: superiori a distanza fino al 24 gennaio 

In Lombardia gli studenti delle superiori non torneranno sui banchi, almeno fino al 24 gennaio. Lo ha deciso la Regione Lombardia, “preso atto delle valutazioni e delle risultanze di carattere sanitario, connesse all’attuale diffusione del Covid, condivise con il Comitato Tecnico Scientifico lombardo”.  

In una nota, la Regione spiega che il suo orientamento è quello di “proseguire le lezioni per le scuole secondarie di secondo grado con la didattica a distanza al 100%”.  

La decisione sarà formalizzata con un’ordinanza e resterà in vigore fino al 24 gennaio.  

Sulla scuola “non possiamo permetterci un’altra falsa partenza sulla scuola, con un apri e chiudi che non fa bene né a studenti né ai dati sanitari”, sottolinea il presidente della Lombardia, Attilio Fontana.  

E ancora: “Prendiamo questo tempo sia per ulteriori valutazioni sull’andamento del virus in questo primo mese del 2021, sia per mettere in campo nuovi e concreti provvedimenti per supportare la ripartenza in sicurezza”, aggiunge il presidente della Regione. 

 

Covid Piemonte, oggi 1.040 contagi e 18 morti: i dati 

Sono 1.040 i nuovi contagi di Coronavirus in Piemonte secondo il bollettino di oggi, 7 gennaio. Si registrano altri 18 morti. 

I nuovi casi sono pari al 12,2% dei 8.497 tamponi eseguiti, di cui 2.929 antigenici. Dei 1040 nuovi casi gli asintomatici sono 345, pari al 33,2%. Il totale dei casi positivi diventa quindi 207.583, di cui 18.498 ad Alessandria, 10.599 ad Asti, 7215 a Biella, 28.741 a Cuneo, 16.228 a Novara, 108.466 a Torino, 7863 a Vercelli, 7209 a Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1088 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1676 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. 

I ricoverati in terapia intensiva sono 184 (- 8 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 2760 (- 13). Le persone in isolamento domiciliare sono 16.645. I tamponi diagnostici finora processati sono 2.089.744 (+ 8497), di cui 938.153 risultati negativi.  

Sale a 8.106 il totale delle vittime nella regione. I pazienti guariti sono complessivamente 179.888 (+1782).  

Vaccino Moderna autorizzato dall’Aifa 

L’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha autorizzato il vaccino anti Covid Moderna nei soggetti di età pari o superiore a 18 anni. La notizia è stata diffusa al termine della riunione Commissione tecnico scientifica dell’agenzia che ha dato il parere positivo al dossier, sottolineando il “rapporto rischio/beneficio del vaccino particolarmente favorevole nella popolazione a maggiore rischio”, e ha stabilito il regime di fornitura per l’immissione in commercio. 

Vaccino Moderna, quanto dura la protezione 

Si tratta del secondo vaccino Covid a cui l’Aifa ha dato il via libera, dopo quello sviluppato da BionTech e Pfizer e autorizzato il 22 dicembre 2020. Ieri era arrivato il via libera dell’Agenzia europea Ema. Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini: “Salutiamo con entusiasmo la possibilità di mettere a disposizione un secondo strumento per questa campagna vaccinale che sta raggiungendo ottimi risultati in Italia. Si tratta di un vaccino sostanzialmente equivalente rispetto al primo, con dati molto convincenti rispetto a tutte le popolazioni a rischio”, ha spiegato il Dg. 

 

**Vip: all’asta Force Blue, il super yacht di Briatore sequestrato nel 2010** 

di Ilaria Floris  

Force Blue, il super yacht di proprietà di Flavio Briatore sequestrato nel 2010 al largo di La Spezia mentre a bordo si trovavano il figlio e lex moglie Elisabetta Gregoraci, è stato messo in vendita. A quanto apprende l’Adnkronos, la Corte d’Appello di Genova ha notificato a Flavio Briatore il decreto del 30 dicembre 2020, con la quale autorizza, quasi 11 anni dopo, la vendita giudiziale della barca, uno yacht super lusso che è il 78mo più grande del mondo, “delegando e autorizzando l’amministratore e custode giudiziale del bene all’esecuzione della stessa”. 

La cifra di partenza, secondo quanto si legge nell’ordinanza, è fissata in 7 milioni di euro, e la data dell’asta è fissata per il 27 gennaio 2021 alle ore 10.00. Le “offerte irrevocabili di acquisto, redatte in lingua italiana, con valore di proposta contrattuale” dovranno essere depositate “in busta chiusa” presso lo studio del notaio Ugo Bechini di Genova. La notizia colpisce soprattutto alla luce del fatto che la data della vendita è precedente alla data fissata per la decisione definitiva sul processo relativo allo yacht da parte della Cassazione: il 12 febbraio 2021, ovvero appena 14 giorni dopo.  

Tra le motivazioni della decisione della Corte d’appello di Genova, c’è la difficoltà ad affrontare i costi di manutenzione dello yacht, e il rischio che la nave si deteriori. Secondo quanto si apprende da fonti vicine all’entourage dell’imprenditore, il valore dell’imbarcazione potrebbe essere ben più alto, quasi il doppio, rispetto alla cifra proposta come base di partenza dell’asta. Ora resta ora da vedere cosa succederà se Briatore dovesse vincere il ricorso in Cassazione il 12 febbraio, e l’imbarcazione dovesse essere, nel frattempo, venduta.  

Covid Lazio, 1.779 nuovi casi e 43 morti: il bollettino 

Sono 1.779 casi i nuovi casi di coronavirus nel Lazio secondo il bollettino di oggi. Segnalati inoltre altri 43 morti. 1.579 i guariti. Nella regione sono 77.923 i casi attualmente positivi a Covid-19, di cui 2.882 ricoverati, 310 in terapia intensiva e 74.731 in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono in totale 92.821, i decessi 4.015 e il totale dei casi esaminati è pari a 174.759 Questo il bollettino aggiornato della Regione Lazio. 

“Oggi su oltre 12 mila tamponi nel Lazio (-3.078) si registrano 1.779 casi positivi (-228), 43 sono i decessi (+6) e 1.579 i guariti. Diminuiscono i casi” di Covid-19, “che tornano sotto quota 2 mila, mentre aumentano i decessi, i ricoveri e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è pari al 14%. I casi a Roma città tornano a quota 700”. A fare il punto è l’assessore alla Sanità e l’integrazione sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato, al termine della videoconferenza della task-force regionale per Covid-19 con i direttori generali delle Asl, aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. 

Nel dettaglio, nella Asl Roma 1 sono 244 i casi nelle ultime 24 ore e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Cinque sono ricoveri. Si registrano quattro decessi in pazienti di 64, 74, 81 e 91 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 396 i casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Centosessantotto sono i casi su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano tredici decessi in pazienti di 59, 68, 70, 76, 83, 89, 89, 89, 89, 90, 90, 91 e 97 anni con patologie. Nella Asl Roma 3 sono 93 i nuovi positivi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano tre decessi di 81, 83 e 93 anni con patologie.  

Nella Asl Roma 4 sono 243 i casi nelle ultime 24 ore e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 78 anni con patologie. Nella Asl Roma 5 sono 179 i casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano cinque decessi in pazienti di 69, 77, 80, 80 e 84 anni con patologie. Nella Asl Roma 6 sono 213 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Quattordici casi hanno un link con la Rsa Villa Gaia a Nettuno dove è in corso l’indagine epidemiologica. Si registrano sei decessi in pazienti di 77, 83, 85, 87, 93 e 94 anni con patologie.  

Nelle province si registrano 411 casi e sono undici i decessi nelle ultime 24 ore. Nella Asl di Latina sono 211 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano sei decessi in pazienti di 54, 59, 65, 65, 82 e 92 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone si registrano 61 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Si registrano tre decessi in pazienti di 72, 82 e 82 anni con patologie.  

Nella Asl di Viterbo si registrano 76 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 70 e 82 anni con patologie. Nella Asl di Rieti si registrano 63 casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. 

 

Vaccino Covid Italia, oltre 321mila persone vaccinate 

Sale a 320.762 il numero dei vaccini somministrati in Italia, secondo i dati forniti dagli uffici del commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri. La Regione in testa per percentuale più alta è il Veneto (84,4%), seguito da Toscana (79,5%) e Lazio (66,9%). Agli ultimi posti invece la Lombardia (20,5%), la Valle d’ Aosta (20,4%), la Calabria (15,3%) e la Sardegna (13,7%).  

Vaccino Covid Italia, oltre 272mila persone vaccinate 

In base all’ultimo aggiornamento diffuso sul sito del commissario per l’emergenza Covid, in Italia al momento sono a disposizione 695.175 dosi di vaccino e di queste ne sono state somministrate 272.307, cioè il 39,2%.  

Le percentuali più alte di vaccini somministrati si registrano in Toscana (65,9%), Veneto (65,6%), nella Provincia autonoma di Trento (62,3%) e nel Lazio (61,8%) mentre la Lombardia è ferma al 17,8%. Le percentuali più basse riguardano infine la Calabria (11,4%) e la Sardegna (11,5%). 

Sono 259.481 le somministrazioni del vaccino anti-Covid finora effettuate in Italia. E’ il dato odierno diffuso dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che pubblica in un grafico i numeri relativi alla campagna di vaccinazione in corso anche in altri Paesi della Ue.  

Vaccino Covid Italia, oltre 272mila persone vaccinate 

In base all’ultimo aggiornamento diffuso sul sito del commissario per l’emergenza Covid, in Italia al momento sono a disposizione 695.175 dosi di vaccino e di queste ne sono state somministrate 272.307, cioè il 39,2%.  

Le percentuali più alte di vaccini somministrati si registrano in Toscana (65,9%), Veneto (65,6%), nella Provincia autonoma di Trento (62,3%) e nel Lazio (61,8%) mentre la Lombardia è ferma al 17,8%. Le percentuali più basse riguardano infine la Calabria (11,4%) e la Sardegna (11,5%). 

Sono 259.481 le somministrazioni del vaccino anti-Covid finora effettuate in Italia. E’ il dato odierno diffuso dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che pubblica in un grafico i numeri relativi alla campagna di vaccinazione in corso anche in altri Paesi della Ue.  

Conte: “Sì a confronto per governo più solido” 

La “premessa imprescindibile è rafforzare la coesione della maggioranza e, quindi, la solidità alla squadra di governo”. E’ un passaggio del lungo post che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, scrive su Facebook. “Non è mai venuta e mai verrà meno, da parte mia, l’apertura al confronto e all’ascolto delle forze che sostengono il governo. Ho sempre lavorato per raccogliere tutte le proposte migliorative su ogni tema o provvedimento sin qui adottato e così sarà anche in futuro, perché è questo che ci chiedono i cittadini”, le parole del premier. 

“Abbiamo un’emergenza sanitaria mondiale da superare e una grave crisi economico-sociale da fronteggiare. Abbiamo appena avviato la campagna di vaccinazione che va portata a termine il prima possibile. Uno sforzo immane, ma i primi risultati – che al momento ci vedono secondi in Europa per numero di vaccini somministrati – sono molto incoraggianti”, scrive Conte facendo riferimento a “sfide imponenti, molto impegnative. Ma accanto ad esse possiamo cogliere altrettante opportunità, in modo da costruire, mattone dopo mattone, l’Italia del futuro e così migliorare la qualità di vita dei cittadini”. 

“Per raggiungere questi obiettivi occorrono piena dedizione, lucida determinazione, intelligente lungimiranza. Una premessa imprescindibile è rafforzare la coesione della maggioranza e, quindi, la solidità alla squadra di governo. Se percorreremo questo cammino con senso di responsabilità, avremo la più salda garanzia di andare nella direzione giusta, perseguendo l’interesse generale”, aggiunge. 

“La nostra azione di governo dovrà rimanere sempre all’interno di questo perimetro, mirata a sostenere e migliorare la vita delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese, a tutelare il diritto alla salute dei cittadini, ad assicurare un futuro ai nostri giovani. Qualsiasi altra iniziativa o intervento che si ponga al di fuori di questo tracciato non mi appartiene e non mi riguarda. Questo è il limite che mi sono sempre imposto, dall’inizio del mio mandato”, sottolinea. 

RECOVERY PLAN – Ampio spazio viene dedicato al Recovery Plan. “Nei giorni scorsi ho sollecitato le forze di maggioranza a far pervenire osservazioni e proposte utili a migliorare la prima bozza riguardante il nostro Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ho sempre inteso quella prima bozza come un documento utile ad avere una base tecnica di discussione per poi operare le scelte “politiche” e dare una impronta strategica al nostro PNRR”, afferma il premier. 

“Proprio questa mattina, il ministro dell’Economia Gualtieri, insieme ai ministri Amendola e Provenzano, mi hanno sottoposto una versione più avanzata di quel primo documento. Posso già anticipare che le proposte e le osservazioni sin qui indicate dalle forze politiche si sono rivelate contributi utili ad arricchire e a migliorare il Piano”, aggiunge. 

“A breve ci ritroveremo con tutte le forze di maggioranza per operare una sintesi complessiva, che valga a selezionare gli investimenti e le riforme più utili a modernizzare il Paese. I 209 miliardi che l’Europa ci mette a disposizione sono risorse ingenti, ma le nostre scelte devono essere ben ponderate”, scrive ancora, spiegando che “la nuova versione del PNRR punterà con ancora maggior decisione sugli investimenti, soprattutto quelli ad alto impatto sulla crescita, sulla trasformazione dei settori e sulle filiere innovative. Maggiori risorse saranno destinate, in particolare, alla salute, ai giovani, al terzo settore, agli asili nido e alle persone con disabilità”. 

“Per mirare al superiore interesse dei cittadini dovremo condurre il confronto e selezionare le proposte finali in base alla loro intrinseca bontà, alla loro coerenza di sistema, e alla loro sostenibilità sociale e ambientale. La piena disponibilità al dialogo predispone anche ad accogliere le buone idee degli altri. Una volta messa a punto una proposta migliorativa del Piano ritorneremo in Consiglio dei Ministri per la sua approvazione e riattiveremo così il confronto con l’intero Parlamento e, quindi, anche con le forze di opposizione, aprendoci anche alla discussione con tutte le parti sociali”, dice ancora. 

“Adesso -conclude- dobbiamo correre. Solo così potremo dare all’Italia l’accelerazione che serve a trarla fuori dalle difficoltà del tempo presente e a preservarla dalle ulteriori difficoltà che si annunciano all’orizzonte. Dobbiamo correre insieme”.  

 

Covid Italia, 20.331 contagi e 548 morti: il bollettino 

Sono 20.331 i contagi da coronavirus resi noti in Italia oggi, 6 gennaio, secondo il bollettino della Protezione Civile diffuso dal ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 548 morti che portano il totale a 76.877 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid 19. Da ieri sono stati eseguiti 178.596 tamponi, l’indice di positività è all’11,38%. 

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2.571, 2 più di ieri. I guariti sono 1.556.356 (+20.227) mentre gli attualmente positivi sono 568.712 (-449).  

I dati delle regioni: 

VENETO – Sono 3.638 i contagi da coronavirus in Veneto. Da ieri sono stati registrati altri 126 morti che portano il totale a 7.114 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid 19. 

CAMPANIA – Sono 1.366 i nuovi casi di covid in Campania oggi, 6 gennaio. Da ieri sono stati registrati altri 19 morti, che portano il bilancio totale a 2.994. 

PIEMONTE – Sono 1208 i nuovi casi di Covid-19 registrati oggi, 6 gennaio, in Piemonte, dove si segnalano anche 45 nuovi decessi. Lo ha comunicato L’Unità di Crisi della Regione. I tamponi eseguiti sono stati 17690. Dei 1208 nuovi casi gli asintomatici sono 480, pari al 39,7%.  

ABRUZZO – Altri 365 casi in Abruzzo, che fa registrare altri 2 decessi (1.254 total). 

SICILIA – In Sicilia sono 1.692 i nuovi contagi da coronavirus resi noti oggi. Da ieri sono stati registrati altri 25 morti, che portano il totale a 2.593 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. 

TOSCANA – In Toscana sono complessivamente 122.831 i contagiati, 411 in più rispetto a ieri. E si si registrano 27 nuovi decessi. Questi i dati relativi all’andamento dell’epidemia di coronavirus contenuti nel bollettino di oggi. 

PUGLIA – Sono 1.581 i contagi da coronavirus in Puglia resi noti oggi, 6 gennaio, nel bollettino. Da ieri sono stati registrati altri 23 morti. 

EMILIA ROMAGNA – Sono 1.576 i nuovi casi di coronavirus in Emilia Romagna secondo i dati di oggi, 6 gennaio, diffusi nel bollettino. Da ieri sono stati registrati altri 61 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 16.527 tamponi.  

FRIULI VENEZIA GIULIA – Oggi in Friuli Venezia Giulia sono stati rilevati 606 nuovi contagi su 6.380 tamponi molecolari (pari al 9,5%). Sono stati realizzati inoltre 2.616 test rapidi antigenici in cui sono stati rilevati 300 nuovi casi che dovranno essere confermati con tampone molecolare nei prossimi giorni. I decessi registrati sono 24, a cui si aggiungono 9 morti relativi al periodo tra il 5 dicembre e il 4 gennaio. 

LOMBARDIA – Sono 2.952 i nuovi casi di coronavirus resi noti in Lombardia oggi, 6 gennaio, secondo il bollettino della Protezione Civile diffuso dal ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 92 morti che portano il totale a 25.498 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid 19. 

LAZIO – Sono 2.007 i contagi da coronavirus comunicati nel Lazio oggi, 6 gennaio, secondo il bollettino della Protezione Civile diffuso dal ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 37 morti che portano il totale a 3.972 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid 19. 

SARDEGNA – Sono 335 i nuovi casi di cornavirus in Sardegna secondo il bollettino diffuso dall’Unità di crisi regionale. Si registrano anche 9 decessi (786 in tutto), cinque donne e quattro uomini tra i 72 e gli 89 anni.  

 

Vaccino Covid Moderna, ok Ema. Ue: “E’ sicuro ed efficace”  

Via libera dell’Ema al vaccino Moderna in Ue. L’agenzia europea per il farmaco ha raccomandato l’autorizzazione condizionata per il commercio del vaccino contro il coronavirus prodotto dalla società americana per le persone maggiori di 18 anni, si legge in una nota. Si tratta del secondo vaccino contro il Covid autorizzato dall’Ema dopo quello Pfizer/Biontech il 21 dicembre scorso. 

“Buone notizie per i nostri sforzi di dare più vicini contro il Covid agli europei. L’Ema ha valutato che il vaccino di Moderna è sicuro ed efficace. Adesso lavoriamo a tutta velocità per approvarlo e renderlo disponibile in Ue”, scrive in un post su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen commentando il via libera. 

La Commissione Tecnico Scientifica dell’Aifa si riunirà domani per esaminare il dossier sull’autorizzazione all’immissione in commercio in Italia e definire le modalità di utilizzo nel Servizio sanitario nazionale. E’ quanto si legge in una nota. 

L’attenta valutazione dei dati sulla qualità, la sicurezza e l’efficacia del vaccino da parte del Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Ema, garantisce gli standard previsti dall’Unione Europea, e delinea le salvaguardie, i controlli e gli obblighi per tutte le campagne di vaccinazione nell’Ue, si legge nella nota. 

“Questo vaccino ci fornisce un altro strumento per superare l’attuale emergenza – ha dichiarato Emer Cooke, direttore esecutivo dell’Ema – Questa seconda raccomandazione positiva del vaccino, a poco meno di un anno da quando l’Oms ha dichiarato la pandemia, è una testimonianza degli sforzi e dell’impegno di tutti i soggetti coinvolti”. 

“Come per tutti i medicinali – ha proseguito Cooke – monitoreremo da vicino i dati sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino. Il nostro lavoro sarà sempre guidato dalle prove scientifiche e dal nostro impegno a salvaguardare la salute dei cittadini dell’Ue”. 

I test clinici condotti dall’Ema mostrano che il vaccino di Moderna è efficace su persone a partire dai 18 anni di età. Un’efficacia calcolata in 28mila persone, delle 30 mila totali che hanno partecipato alle sperimentazioni, di età compresa tra i 18 e i 94 anni e che non presentavano segni precedenti di infezione. 

Lo studio ha mostrato una riduzione del 94.1% del numero di casi di coronavirus sintomatici nelle persone che hanno ricevuto il vaccino (11 su 14.134 persone vaccinate hanno contratto il Covid-19 mostrando sintomi) rispetto alle persone che hanno ricevuto iniezioni placebo (185 su 14.073 persone che hanno ricevuto iniezioni placebo hanno contratto il Covid-19 mostrando sintomi). 

Lo studio ha anche mostrato un’efficacia del 90.9% nei partecipanti più a rischio di gravi complicazioni causate dal virus, compresi quelli con malattie polmonari croniche, malattie cardiache, obesità, malattie del fegato, diabete o infezione da Hiv. L’elevata efficacia è stata mantenuta anche per generi, gruppi razziali ed etnici. Il vaccino Moderna viene somministrato con due dosi nel braccio, a distanza di 28 giorni. Gli effetti collaterali più comuni – tra cui stanchezza, brividi, febbre, linfonodi ingrossati o dolenti sotto il braccio, mal di testa, dolori muscolari e articolari, nausea e vomito – sono stati generalmente lievi o moderati e sono comunque migliorati entro pochi giorni dalla vaccinazione. 

 

Vaccino Covid, Viminale: “Pericolo infiltrazione clan su diffusione” 

I clan della criminalità organizzata potrebbero sfruttare l’occasione della diffusione del vaccino anti-coronavirus per incrementare il loro giro di affari illegali. L’allarme sul pericolo infiltrazioni è contenuto del report dell’Organismo permanente di monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso, voluto dal Viminale. “La prossima diffusione dei vaccini potrebbe costituire l’area di interesse dei gruppi criminali in funzione della elevata domanda e della fisiologica bassa offerta iniziale”, si segnala.  

“Le mafie, com’era prevedibile, vogliono mettere le mani sui soldi del Recovery Fund, in quanto le mafie sono finalizzate ad acquisire potere, e il denaro, in una civiltà capitalista, è potere”, osserva Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare Antimafia, citando il report. “Nell’attuale fase pandemica, la criminalità sembra aver orientato i propri interessi sull’indebita percezione delle rilevanti e diversificate misure economiche di sostegno disposte dal governo e prevedibilmente sulle future risorse che saranno garantite nell’ambito del Recovery Fund”, rilancia Morra.. 

Gli ambiti in relazione ai quali finora è stato rilevato un maggiore aumento di segnalazioni sono quelli dell’abusivismo finanziario (+275,61%), delle polizze di pegno (+95,83%), dell’abuso nei finanziamenti pubblici (+87%), delle vittime di usura (+20%) e dell’usura (+19,34%), delle operazioni con utilizzo di contante (+16,19%), delle imprese in crisi/rischi di infiltrazione criminale (+14,29%) e delle imprese in crisi (+11,02%)”. 

Per Morra, “è nostro dovere impedire che le risorse necessarie al sostegno di persone, famiglie ed imprese ed al rilancio della nostra società ed economia finiscano nelle mani sbagliate. C’è attenzione da parte delle Istituzioni e della magistratura al riguardo e questo fa ben sperare”, assicura il presidente della commissione Antimafia. 

Tuttavia, “la sfida sarà vinta solo se, oltre a spendere velocemente le risorse in arrivo, sapremo attivare controlli specifici non solo a livello nazionale, ma anche europeo e mondiale. Come la pandemia ha favorito un’accelerazione nella ricerca scientifica, mi auguro che ne favorisca una analoga anche nella cooperazione europea sul contrasto alle mafie. Altrimenti – avverte Morra – il potere sarà sempre più criminale e sempre meno democratico”. 

 

Papa: “Non spegnere mai speranza ma senza fingere che tutto va bene” 

Avere speranza nella risoluzione dei problemi che ci angosciano, non vuol dire fingere che quei problemi non esistano e che tutto vada bene; ma significa che le difficoltà non vanno poste al centro della nostra vita, che non può restare prigioniera delle nostre ansie e preoccupazioni. E’ il messaggio che Papa Francesco mette in risalto, celebrando nella basilica di San Pietro in Vaticano la messa nella solennità liturgica dell’Epifania. 

Il Pontefice invita “a mettere da parte stanchezza e lamentele, a uscire dalle strettoie di una visione angusta, a liberarsi dalla dittatura del proprio io, sempre incline a ripiegarsi su se stesso e sulle proprie preoccupazioni. A non lasciarsi cioè imprigionare dai fantasmi interiori che spengono la speranza e non fare dei problemi e delle difficoltà il centro della propria esistenza”. 

Ma tutto ciò, avverte il Papa, “non vuol dire negare la realtà, fingendo o illudendosi che tutto vada bene. Si tratta invece di guardare in modo nuovo i problemi e le angosce, sapendo che il Signore conosce le nostre situazioni difficili, ascolta attentamente le nostre invocazioni e non è indifferente alle lacrime che versiamo”. 

Al contrario, osserva Papa Francesco, “quando fissiamo l’attenzione esclusivamente sui problemi, rifiutando di alzare gli occhi a Dio, la paura invade il cuore e lo disorienta, dando luogo alla rabbia, allo smarrimento, all’angoscia, alla depressione”. In queste condizioni, “è difficile adorare il Signore” e se si verifica ciò, “bisogna avere il coraggio di rompere il cerchio delle nostre conclusioni scontate, sapendo che la realtà è più grande dei nostri pensieri”. 

Del resto, spiega il Pontefice, “adorare il Signore non è facile, non è un fatto immediato: esige una certa maturità spirituale, essendo il punto d’arrivo di un cammino interiore, a volte lungo. Non è spontaneo in noi l’atteggiamento di adorare Dio. L’essere umano ha bisogno, sì, di adorare, ma rischia di sbagliare obiettivo”. 

Infatti, “se non adora Dio, adorerà degli idoli e invece che credente diventerà idolatra. Nella nostra epoca – mette in guardia il Papa – è particolarmente necessario che, sia singolarmente che comunitariamente, dedichiamo più tempo all’adorazione, imparando sempre meglio a contemplare il Signore”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

Scuola, ecco chi torna in classe domani e chi no  

Continua a far discutere il rientro a scuola. Il governo ha stabilito che gli studenti di elementari e medie, oltre ai piccoli dell’infanzia, torneranno in classe il 7 gennaio come da calendario. Discorso diverso invece per chi frequenta le superiori per i quali il rientro in presenza sarà l’11 gennaio, con presenze al 50 per cento. Ma l’emergenza coronavirus, con una circolazione ancora sostenuta del virus e molti esperti contrari alla riapertura – “Ho detto ripetutamente che le scuole vanno aperte dopo aver fatto abbassare la curva epidemica a livello tale da rendere stabile la loro apertura. Al momento quindi non ci sono le condizioni epidemiologiche”, ha affermato Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza – ha portato le Regioni a emanare ordinanze per rinviare il ritorno sui banchi degli studenti delle superiori. 

Veneto e Friuli Venezia Giulia sono state le prime a posticipare il ritorno sui banchi: qui le scuole secondarie resteranno chiuse fino al 31 gennaio.  

E’ di ieri la decisione del Piemonte prolungare la didattica a distanza al 100% per le superiori fino al 16 gennaio.  

Rientro posticipato anche per le Marche. La giunta regionale, dopo essersi confrontata sull’andamento epidemiologico nella Regione e, anche a seguito della concertazione avuta dall’assessore all’istruzione con il mondo della scuola, ha deciso di far proseguire la didattica a distanza per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, al 100% fino al 31 gennaio.  

In Alto Adige invece, da domani gli studenti delle scuole superiori torneranno stabilmente a scuola in presenza. Domani e venerdì 8 l’orario dell’attività didattica rimarrà provvisorio, diventando definitivo a partire da lunedì 11 gennaio. Nelle scuole superiori e negli istituti professionali in lingua italiana, le attività scolastiche e didattiche si svolgeranno da un minimo del 50% fino ad un massimo del 75% degli studenti in presenza. Lo stesso obiettivo vale per le scuole in lingua tedesca e ladina.  

Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato l’ordinanza in base alla quale a partire dal 18 gennaio sarà valutata, dal punto di vista epidemiologico generale la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria, e successivamente, dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado. Per tutti resta confermata la didattica a distanza dal 7 gennaio. La scuola dell’infanzia e i primi due anni delle elementari torneranno in presenza l’11 gennaio. 

 

Vaccino coronavirus Italia, oltre 240mila vaccinati 

Oltre 240mila le vaccinazioni anti-Covid, effettuate in Italia. Il numero esatto è a oggi 247.544 che è pari a quasi il 50% rispetto alle 479.700 dosi consegnate per la prima tranche di vaccini Pfizer, destinati al nostro Paese. Complessivamente sono stati vaccinati 96.309 uomini e 151.235 donne. La Regione con la percentuale più alta è il Lazio con il 77,9%, seguono la Toscana 75,1% e il Veneto (73,8%). Soltanto oggi sono state eseguite circa 70mila vaccinazioni in Italia.