Municipio: Largo Felice Armati, 1 00043 Ciampino (RM) (+39) 06.79097.1 protocollo@pec.comune.ciampino.roma.it

Categoria: fatti/cronaca

Ponte Genova, Toninelli: “Giorno difficile, ho interiorizzato dramma” 

“Oggi è una giornata difficile. Io vivo le stesse sensazioni che vivono tutti i parenti delle vittime e i genovesi. Il dramma del crollo del ponte Morandi io l’ho interiorizzato”. Così Danilo Toninelli, ex ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in collegamento con la trasmissione ‘Agorà’ su Rai 3 nel giorno dell’inaugurazione del nuovo ponte di Genova.  

“Andiamo all’inaugurazione a testa alta ma senza applaudire senza festeggiare, perché le 43 vittime sono una ferita che non si ricucirà mai”, aggiunge Toninelli.  

Ponte Genova, Piano: “Figlio di tragedia terribile, vorrei che fosse amato” 

“Questo ponte più che un miracolo è figlio di una tragedia terribile, ed è il risultato di un lavoro senza sosta in un cantiere dove c’è stata grande collaborazione e alta competenza”. Lo dice, intervistato dal Corriere della Sera, Renzo Piano, progettista del nuovo Ponte di Genova. “Chi ha lavorato qua – osserva – si è sentito toccato da un compito speciale, si doveva ricucire una grande ferita e rimettere in connessione due parti di città: ne è nato un grande cantiere, professionale e umano”. “Un ponte – sottolinea l’architetto genovese – non deve crollare, quando succede è un dramma per tutti, è un legame che si spezza nell’immaginario collettivo. Qui ci sono state 43 vittime, centinaia di sfollati, Genova tagliata in due…Terribile”.  

“Bisogna – afferma Piano – dare un significato a quello che si fa, anche se nessuna delle opere fatte dall’uomo è destinata a durare così a lungo. Certe cose possono durare solo se sono amate, accudite, oggetto di affetto. Soltanto così si può resistere nel tempo. Io vorrei che questo ponte fosse amato”. “Tutta l’Italia – spiega – ha bisogno di un lavoro di ricucitura e di rammendo per strade, ferrovie, scuola, ponti, ospedali. Servono rammendi idrogeologici, sismici, riforestazione, manutenzione…Un grande progetto come questo sarebbe ossigeno direttamente in vena al nostro Paese, meraviglioso e trascurato”.  

Tre positivi, due navi crociera in isolamento al porto di Civitavecchia 

di Silvia Mancinelli  

Due navi della Costa Crociere, la Deliziosa e la Favolosa, sono al momento ferme in isolamento al Porto di Civitavecchia per tre membri dell’equipaggio positivi al coronavirus, come reso già noto dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Nello specifico, la Costa Deliziosa, con un gruppo di 28 persone dell’equipaggio dalle Filippine, due delle quali risultate positive sono ora allo Spallanzani, e la Costa Favolosa con un caso positivo tra l’equipaggio, sempre dalle Filippine. La compagnia, a tal proposito, in una nota spiega che, “allo stato attuale, due di loro – facenti parte dell’equipaggio di Costa Deliziosa – sono assistiti in buone condizioni presso strutture ospedaliere di zona e il terzo – parte del personale di Costa Favolosa – si trova in isolamento sulla nave stessa, anch’egli in buone condizioni di salute”. 

“La tempestività con cui la Compagnia è stata in grado di intercettare la positività di questi tre casi e di rispondere prontamente alla situazione specifica, è frutto dei rigorosi protocolli di sicurezza posti in essere da Costa Crociere, ulteriormente rafforzati in vista della possibile ripartenza delle proprie crociere, non appena il Governo darà la propria autorizzazione. Le procedure messe a punto da Costa Crociere prevedono uno screening scrupoloso per ogni membro dell’equipaggio che parte ben prima dell’imbarco sulla nave di destinazione. Ciascun marittimo viene, infatti, sottoposto ad una serie di test sanitari nel proprio Paese di origine, ospitato in strutture dedicate e sottoposto ad un tampone prima della partenza per l’Italia”. 

“Al momento dell’arrivo in Italia, viene svolto un secondo tampone e tutto il personale osserva un periodo di due settimane di costante monitoraggio sanitario. Solo a fronte dell’esito negativo di tutti questi controlli, il membro dell’equipaggio è giudicato idoneo all’attività di bordo. Anche in seguito, inoltre, il monitoraggio della salute degli equipaggi è continuo, con tamponi eseguiti periodicamente a tutto il personale. Tutte le procedure sono opportunamente concordate con le autorità sanitarie locali. Proprio in accordo con queste ultime, Costa Crociere, continuerà a svolgere le opportune indagini sanitarie anche nei prossimi giorni al fine di tenere costantemente monitorata la situazione. La sicurezza dei propri equipaggi è infatti una priorità assoluta”. 

IL SINDACO DI CIVITAVECCHIA – “Ho appreso questa notizia certo non con piacere. Le navi sono una risorsa per Civitavecchia e guai a chi tocca il crocierismo, ma un po’ di preoccupazione c’è. Ora sto rientrando per avere un’analisi più precisa. Stasera incontrerò il vicesindaco che ha seguito da vicino la vicenda, in mia assenza” ha detto all’Adnkronos, Ernesto Tedesco, sindaco di Civitavecchia. “Sono stato avvertito ieri sera, mi hanno poi chiamato dalla Asl – continua – minimizzando, devo dire, perché mi hanno detto che sono un paio di persone allo Spallanzani, comunque isolate e non posso scendere. Questo è consolante, ma rimane la preoccupazione, proprio ora che eravamo quasi Covid free, di ricominciare da capo con queste benedette navi”. 

Si dà fuoco a Crema, direttore Comunità psichiatrica: “Addolorati e sotto shock”  

La donna che ieri si è suicidata a Crema si chiamava Paola, aveva 38 anni, ed era “piena di progetti, voglia di fare”, anche per questo “siamo profondamente addolorati e sotto shock”. Marco Garbarini, direttore sanitario della Comunità Terapeutica Psichiatrica Redancia Po di Crema (Cremona), dove era ospite la donna, che si è data fuoco, è affranto.  

“Quello che possiamo dire – spiega, raggiunto dall’Adnkronos – è che siamo tutti scioccati: non c’era nulla che ci facesse pensare a quello che poi è successo, nessun elemento che tradisse uno scompenso nelle condizioni di Paola. Era un giorno come un altro. Il nostro pensiero va ai suoi familiari”. La Comunità ospita 36 persone.  

“Ora – sottolinea – dobbiamo continuare a pensare ai nostri ospiti a cui tutta questa storia non fa bene, c’è un’enfatizzazione che potrebbe essere dannosa per le loro fragilità e le nostre precauzioni devono essere rafforzate”. La questione delle riprese con il cellulare addolora il medico, che non commenta. Paola è potuta uscire perché, spiega Garbarini, “le nostre comunità sono aperte, i nostri ospiti possono uscire regolarmente. Il fine delle comunità è riabilitativo. Paola era da noi da diversi mesi e aveva il comportamento abituale, era abituata a mangiare fuori, come è successo anche ieri”.  

Coronavirus, D’Amato: “Oggi 17 casi di cui 4 d’importazione” 

“Sono 17 i casi registrati oggi nel Lazio, zero i decessi”. Lo dice l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato parlando dei contagi da coronavirus. “Di questi, 4 sono casi di importazione: due dal Messico, uno dall’India e uno dalla Romania. Un caso è stato individuato su segnalazione del Numero Verde 800.118.800 e due al test sierologico”. 

“A oggi i casi di importazione nel Lazio provengono da ben 33 diversi Paesi – continua -. Al Porto di Civitavecchia sono state messe in isolamento due navi da crociera che stavano riarmando gli equipaggi in vista della riapertura delle crociere: la Costa Deliziosa, con un gruppo di 28 persone dell’equipaggio dalle Filippine, due delle quali risultate positive sono ora allo Spallanzani; la Costa Favolosa con un caso positivo tra l’equipaggio, sempre dalle Filippine”.  

Nello specifico, nella Asl Roma 1 sono 4 i casi nelle ultime 24 ore, tra questi un uomo di rientro dal Messico per il quale è stato avviato il contact tracing internazionale, una persona con link ad un cluster già noto e isolato e una donna romena individuata in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl Roma 2 sono 3 i casi nelle ultime 24 ore e di questi due sono persone legate al cluster del centro estivo Monkey Village dove è in corso l’indagine epidemiologica e un caso ha un link con un cluster già noto e isolato. Tre casi anche nella Asl Roma 3: una donna individuata su segnalazione del Numero Verde 800.118.800, una 24enne con link familiare a un caso già noto ed in isolamento, un uomo di rientro dal Messico e individuato al test sierologico, in corso l’indagine epidemiologica.  

Nella Asl Roma 4, invece, un caso nelle ultime 24 ore: una donna per la quale è in corso l’indagine epidemiologica. Nella Asl Roma 6 sono 3 i casi nelle ultime 24 ore e tra questi un uomo ora ricoverato allo Spallanzani e una donna individuata al test sierologico. Infine, per quanto riguarda le province, sono tre i nuovi casi nelle ultime 24 ore e riguardano la Asl di Latina: il bagnino dello stabilimento balneare ‘Lido Azzurro’ a Sabaudia, per il quale è in corso l’indagine epidemiologica, un indiano con link a casi già noti e isolati e un uomo individuato in accesso al pronto soccorso. La Asl di Frosinone è Covid Free. 

Roma, ruba soldi delle offerte e scappa con l’auto del parroco: denunciato 

E’ entrato nella chiesa di Santa Maria Stella di Fiumicino e, dopo aver rubato i soldi nell’offertorio, ha rubato anche le chiavi dell’auto del parroco ed è fuggito verso Roma con la macchina. Per l’uomo, un romano di 40 anni di Fiumicino, il viaggio è finito poche ore dopo, in viale Gregorio VII, dove i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma lo hanno denunciato a piede libero con le accuse di ricettazione e danneggiamento. In tasca aveva i 65 euro in monete, arraffati dall’offertorio, e alcuni effetti personali del prelato. Tutto il materiale è stato poi restituito al parroco, che ha potuto così ritornare a Fiumicino con la propria macchina. 

Coronavirus, in Lombardia 8 morti e 38 nuovi casi 

 

In Lombardia si registrano otto morti nelle ultime 24 ore per il Covid19 e il totale sale a 16.815. A fronte di 7.712 tamponi processati, ci sono invece 38 nuovi casi positivi, di cui sei debolmente positivi e quattro a seguito di test sierologici. Tra guariti e dimessi, il conto complessivo sale 73.676, +164 rispetto a ieri.  

Stabili le terapie intensive con nove posti letto occupati da pazienti Covid come ieri. Diminuiscono, secondo gli ultimi aggiornamenti della Regione, i pazienti ricoverati negli altri reparti. Sono cinque in meno rispetto a ieri, per un totale di 153 malati di Covid19 in ospedale.  

Nessun contagio in provincia di Lecco e Pavia, in Lombardia, secondo gli ultimi aggiornamenti del Covid19 della Regione. Dei 38 nuovi casi rilevati dai tamponi, dieci sono nel milanese, di cui cinque in città; nove a Bergamo e 4 rispettivamente a Brescia e Cremona. Sono 3 i positivi a Mantova, uno a Sondrio, Varese, Monza, Lodi e Como.  

Distanziamento sui treni, resta l’obbligo 

“È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato un’ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi, aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro, che l’obbligo delle mascherine”. Lo annuncia su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.  

“Questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus”, ricorda Speranza. Lo stop del distanziamento sui treni aveva suscitato la preoccupazione degli esperti del Comitato tecnico scientifico, che non erano stati consultati, ma anche di virologi ed epidemiologi, preoccupati dei possibili effetti sull’andamento del contagio. 

SuperEnalotto, centrati dieci ‘5’ 

Nessun ‘6’ né ‘5+1’ al concorso SuperEnalotto-SuperStar numero 74 di oggi. La combinazione vincente è 4-14-17-18-26-45. Numero jolly 6, numero Superstar 56. Dieci i ‘cinque’ che si sono aggiudicati una quota unitaria di 18.469,61. Il jackpot per il prossimo concorso a disposizione dei punti ‘6’ è di 21.600.000 euro. 

Obbligo distanziamento sui treni, Lombardia e Liguria non ci stanno 

In relazione all’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e in vigore da oggi, che prevede tra le altre cose la possibilità di tornare a occupare tutti i posti a sedere sui mezzi di trasporto pubblico senza quindi rispettare il distanziamento interpersonale, “alla luce della nuova ordinanza emanata in data odierna dal ministro della Salute, Regione Lombardia, in attesa di valutare in maniera specifica e puntuale i contenuti di quanto previsto dalla nuova disposizione ministeriale e nell’ottica di un proficuo confronto da avviare in tempi rapidissimi con il governo e con la Conferenza delle Regioni, conferma la propria ordinanza”. Lo fa sapere in una nota la Regione Lombardia. 

“Le decisioni assunte ieri dalla Regione – prosegue il Pirellone – oltre a essere in linea con i risultati dei dati sanitari relativi alla Lombardia delle ultime settimane, puntano a un allineamento con quanto già posto in essere da tempo, in materia di trasporto pubblico locale, da Regioni confinanti con la Lombardia. Il tutto anche in un’ottica di dare la possibilità, a chi gestisce il trasporto pubblico locale, di programmare e ‘sperimentare’ nuove azioni in vista della ripresa dell’attività scolastica di settembre”. 

Anche la Liguria conferma la sua ordinanza. “In relazione alla nuova ordinanza emessa dal ministero della Salute sulle regole del trasporto, ribadiamo che in Liguria resteranno in vigore le disposizioni contenute nell’ordinanza regionale firmata e diramata ieri e che consente un maggior numero di passeggeri su tutti i mezzi, fermo restando l’uso delle mascherine e gli altri elementi di prudenza. Restiamo per altro stupiti da questo provvedimento del governo, diramato nel bel mezzo di un weekend di estate, quando molte persone sono già partite e dovranno tornare a casa”. Lo afferma il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, sulla sua pagina Facebook. 

“Tutto ciò – continua – aumenta solo la confusione, specie in Liguria dove i treni e i mezzi pubblici in generale sono indispensabili visto che da ormai due mesi il governo ha deciso, senza alcuna spiegazione, di inchiodare le autostrade con un piano scellerato di cantieri che sta mettendo in ginocchio la nostra mobilità. Anche in questo caso da Roma non hanno consultato nessuno. Alle Regioni, che hanno competenza sui trasporti locali, neppure un preavviso”. “Dai cantieri autostradali al cambio in corsa delle regole sui treni il metodo sembra lo stesso ed è inaccettabile. Il confronto tra istituzioni è sancito dalla Costituzione ed è la base della nostra democrazia”, conclude. 

Zampa: “Regioni rispettino ordinanza, spero interlocuzione”L’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza che obbliga i treni ad Alta Velocità a mantenere il distanziamento sociale non estende i suoi effetti all’ordinanza della Regione Lombardia che ha cancellato il distanziamento per i posti a sedere del trasporto pubblico locale. A spiegarlo è la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa intervistata da Radio Popolare. “In base all’ultimo decreto con il quale noi restituiamo alle regioni la possibilità di assumere decisioni diverse, l’ordinanza della Regione Lombardia” relativa ai mezzi di trasporto regionali “andrebbe contestata” ha affermato ancora Zampa come riferisce in un una nota la stessa Radio Popolare. “Le regioni sono invitate a rispettare l’ordinanza” del ministro Speranza, precisa Zampa “ma se decidono di fare diversamente possono farlo”. 

Zampa spiega che serve quindi un procedimento diverso: “L’ordinanza della Lombardia va contestata, impugnata, è un procedimento lungo ma a parte questo deciderà forse Boccia, sentirà il presidente della Regione”. Zampa ha concluso: “Spero ci siano interlocuzioni e siano positive, probabilmente si è trattato di un equivoco, inviterei tutti a consultare il Comitato Tecnico Scientifico”. 

 

 

Napoli, carabiniere aggredito: 4 arresti 

I carabinieri della compagnia di Castellammare e del Nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno arrestato 4 persone, 3 maggiorenni (di 27, 22 e 19 anni, di cui 2 pregiudicati) e un minorenne (di 17 anni), ritenuti responsabili di aver aggredito un appuntato dei carabinieri la scorsa notte a Castellammare di Stabia (Napoli).  

Grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza e alle ricostruzioni testimoniali, è stata individuata una parte del gruppo di aggressori che, irritati dall’intervento del militare per sedare una rissa, nata a seguito di un incidente tra due scooter, lo hanno colpito fino a lasciarlo a terra privo di coscienza. 

Il militare, che non aveva esitato a intervenire sebbene si trovasse con la famiglia, è stato portato all’ospedale di Castellammare, dove è tuttora trattenuto per dei traumi commotivi, non è in pericolo di vita.  

I carabinieri, impegnati nelle indagini per la ricostruzione dell’aggressione, hanno documentato anche il furto del borsello del militare, che, mentre quest’ultimo era riverso in strada e in attesa delle cure, è stato sottratto da un 42enne, estraneo alle precedenti colluttazioni. Riconosciuto e sottoposto a perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso degli effetti personali del militare e arrestato. 

Sindaco Vezza d’Oglio: “Grazie Descalzi, in Val Camonica vacanza per tutti” 

Vezza d’Oglio è il piccolo gioiello della Val Camonica che Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha citato oggi nel racconto sulle sue estati in questi luoghi su ‘Il Sole 24 Ore’. “La meraviglia di un museo a cielo aperto”, ha scritto Descalzi. “Lo ringraziamo – dice all’AdnKronos il sindaco del comune in provincia di Brescia, Diego Martino Occhi -. Le varie attività dei nostri territori in questo periodo stanno lavorando bene. Le difficoltà gestionali, legate al coronavirus, ci sono, non lo nascondiamo, ma la montagna offre ampi spazi, camminate, la possibilità di fare una vacanza più tranquilla e più serena. Questo aspetto sta favorendo l’afflusso di turisti”.  

Vezza sorge nella confluenza di due valli laterali: Paghera, nel Parco Regionale dell’Adamello, e Val Grande, nel Parco Nazionale dello Stelvio. Un incontro che offre un panorama unico, il luogo ideale dove poter abbinare l’avventura delle escursioni nella natura incontaminata al riposo e alla tranquillità. “Ci sono innumerevoli passeggiate e camminate da fare, oltre a tante attività – aggiunge il sindaco -. Dallo Stelvio e il parco naturale dell’Adamello, che offrono varie possibilità anche per le famiglie, alla pista ciclabile sulla via Carolingia fino a escursioni impegnative. Qui a Vezza d’Oglio abbiamo l’Adamello Adventure, percorsi con le funi sospese sugli alberi che sono adatti sia ai bambini sia agli adulti. Salendo verso Ponte di Legno ci sono vari impianti sciistici aperti anche nella stagione estiva che consentono di fare ‘downhill’, scendere con la bicicletta lungo dei percorsi. Inoltre c’è un’altra pista ciclabile che collega Vezza d’Oglio a Ponte di Legno”. 

Un paradiso a due ore e mezzo di auto da Milano dove poter ammirare il maggior centro di arte rupestre in Europa, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. E le sorprese per chi ama la natura continueranno anche dopo l’estate. “Non ci si annoia mai. L’invito a venire in vacanza da noi è esteso anche per settembre e ottobre – conclude il sindaco Occhi -. In quel periodo, qui a Vezza d’Oglio, c’è il bramito dei cervi che popolano questa zona. Gli animali in quel periodo vanno in amore ed emettono questo richiamo particolare e suggestivo”. 

Malore in mare, muore la principessa Giorgiana Corsini 

La principessa Giorgiana Corsini, animatrice della vita culturale ed artistica fiorentina, fondatrice della mostra ‘Artigianato e Palazzo’ nello storico palazzo Corsini di Firenze, è morta a causa di un malore mentre nuotava nelle acque dell’Argentario. Aveva 80 anni. Era nata a Varese il 3 agosto 1939 come Giorgiana Avogadro di Valdengo e Collobiano, era sposata con il principe Filippo Corsini, 83 anni, da cui ha avuto quattro figli: Duccio, Elena Sabina, Nencia ed Elisabetta Fiona.  

Trasportata d’urgenza all’ospedale di Grosseto in codice rosso con l’elisoccorso, inutili sono stati tuttavia i tentativi di salvare la nobildonna colpita da un probabile infarto. Giorgiana Corsini, che era solita fare il bagno al mattino presto nella zona della Giannella, si trovava in vacanza nella tenuta agricola di famiglia nella Maremma del sud, ‘La Marsiliana’, tra Albinia e Manciano (Grosseto), dove lunedì prossimo avrebbe festeggiato il suo compleanno. 

Giorgiana Avogadro di Valdengo e Collobiano trascorre la sua adolescenza e gli anni della sua formazione a Torino e si laurea alla Scuola di Interpreti a Ginevra nel 1962. Si sposa con Filippo Corsini nel 1963. Dopo il matrimonio la coppia si trasferisce a Barberino Val d’Elsa (Fi), dove prende in gestione dai genitori di Filippo l’azienda agricola e dove decide di far nascere e crescere i quattro figli. Nel 1989, alla morte dei suoceri, Donna Giorgiana e Don Filippo lasciano Barberino con la famiglia e si trasferiscono a Firenze, a Palazzo Corsini sul Prato. L’energia, il dinamismo e la grande passione della principessa Giorgiana per le cose buone e belle, la portano negli anni a ideare, sviluppare e gestire molteplici iniziative, a cui riesce sempre a donare un tocco elegante e originale: da un’attività di affitto di ville di lusso in Toscana per inglesi, ai tempi in cui ancora non esistevano piattaforme multimediali, a un’agenzia di viaggi che la porta in giro per il mondo; dagli impegni culturali e benefici alla conservazione delle dimore di famiglia: Barberino Val d’Elsa, Castello di Marsiliana, il Palazzo Corsini sul Prato a Firenze, con il suo meraviglioso giardino secentesco. “Detesto vedere andare le cose a rotoli. È una questione di rispetto. Il denaro è un dono, si è privilegiati se lo si ha ed è un obbligo usarlo per il bene e il bello al servizio di tutti”, amava ripetere la nobildonna.  

E il suo impegno non si è fermato all’aspetto strutturale estetico: Giorgiana Corsini si è spinta, infatti, alla ricerca di quelle occasioni che possano rendere omaggio ai luoghi di famiglia, ritingendoli di arte e vita grazie a corsi di acquerello, alle prove del Coro dell’Accademia del Diletto e alle magnificenze del lavoro di ‘Artigianato e Palazzo’, mostra, come spiegava l’ideatrice, “non di artigianato bensì di artigiani”, una delle occasioni in cui il rigoglioso giardino di Palazzo Corsini apre i cancelli al pubblico. ‘Artigianato a Palazzo’ è nata nel 1995 e dal 17 al 20 settembre è fissata la XXVI edizione. Nel 2013 Filippo e Giorgiana Corsini hanno ereditato Villa Renacci a san Giovanni Valdarno (Ar), a cui hanno donato nuova vita e dove continuavano ancora oggi a soggiornare per lunghi periodi. “La sua grande curiosità, l’amore per l’arte e l’artigianato e la possibilità di viaggiare e di conoscere, offrono alla principessa Corsini l’occasione di ricreare e personalizzare le esperienze della sua vita, per proporle e renderle fruibili a tutti coloro che ne vogliono beneficiare”, ha scritto di sé in una biografia. Principe di Sismano, duca di Casigliano e Civitella, il marito di Giorgiana, Filippo Corsini è l’erede di uno dei cognomi più antichi d’Italia: i Corsini di Firenze, banchieri e commercianti, giunti da Poggibonsi (Si) intorno al 1100 e citati nella ‘Cronica’ di Giovanni Villani. Tra le numerose proprietà storiche sparse in Toscana, la famiglia possiede il Palazzo Corsini di Firenze (sul lungarno Corsini, in parte ancora abitato dalla famiglia, con la quadreria sei-settecentesca, e spesso affittato per eventi e cerimonie), il Casino del Prato, la fattoria Le Corti in San Casciano Val di Pesa (Fi). Dalla loro unione sono nati quattro figli: Duccio (1964), sposato con Clotilde Trentinaglia de Daverio (da cui Filippo, Elena Clarice e Selvaggia); Elena Sabina (1966), sposata con Brando Quilici (da cui Corso); Nencia (1969), sposata con Benedetto Bolza, da cui Giorgiana Nerina, Vita, Olimpia e Geza; Elizabetta Fiona (1969), da cui Leone, Neri e Zara Boatto, Fiamma, Fabiola e Lucio di San Giuliano. 

NARDELLA – “Sono profondamente addolorato per l’improvvisa morte di Giorgiana Corsini, storica fondatrice della mostra Artigianato e Palazzo. Entusiasta, leale, piena di idee e pragmatismo, ha animato Firenze con la sua energia. La sua scomparsa è una grave perdita per tutta la città e avviene in un momento molto difficile per il mondo dell’artigianato, che lei ha sempre cercato di valorizzare puntando sulle eccellenze della tradizione e proiettandole nel futuro”. Lo afferma il sindaco il sindaco di Firenze, Dario Nardella, appresa la notizia della scomparsa di Giorgiana Corsini avvenuta questa mattina all’Argentario. “Giorgiana Corsini è stata protagonista della vita culturale fiorentina, facendo nascere molte iniziative volte a mantenere vive le tradizioni degli artigiani e a promuovere l’arte – continua il sindaco Nardella – e dal 1995 ha curato la realizzazione della mostra Artigianato e Palazzo, nel Giardino di Palazzo Corsini, diventata appuntamento tradizionale e molto seguito. Ad Artigianato e Palazzo abbiamo voluto conferire lo scorso anno il Fiorino d’Oro per l’impegno nel recupero del concetto di bottega rinascimentale e per la grande apertura verso i giovani”. “Oggi perdiamo una grande fiorentina – ha concluso il sindaco -. Alla famiglia e ai tanti amici le mie più sentite condoglianze e quelle della giunta e dell’amministrazione comunale”. 

NERI TORRIGIANI – “Curiosa, cosmopolita, grande amante dell’arte e della musica, Giorgiana Corsini è stata in questi anni punto di riferimento per noi tutti e per i nostri artigiani, con i quali non smetteva mai di rimanere in contatto e per i quali fin da subito aveva messo a disposizione tutte le sue energie. Perdiamo colei che ci ha sostenuto, stimolato a guardare oltre, aiutato a superare le difficoltà senza arrendersi mai e facendoci sentire sempre parte di un’unica squadra”. Così Neri Torrigiani, promotore della mostra mercato “Artigianato e Palazzo”, ricorda la principessa scomparsa con cui fondò la rassegna 26 anni fa. “Artigianato e Palazzo” con “profondo dolore comunica l’improvvisa scomparsa di donna Giorgiana Corsini, anima della mostra, che ha voluto organizzare per 26 anni per la grande e sincera passione che la avvicinava al mondo dell’artigianato”, ha scritto Neri Torrigiani con Caterina Romig, Chiara Fioravanti e Maddalena Torricelli. 

Coronavirus, in Italia contagi in calo e 5 morti 

Sono 295 i nuovi casi di coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale di 247.832 contagi da inizio emergenza. E’ quanto emerge dal report giornaliero del Ministero della Salute consultabile sul sito della Protezione Civile. 

In Lombardia 55 nuovi contagi e un decesso 

Sono 5 le persone morte a causa di complicanze legate al coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale di 35.146 vittime da inizio emergenza.  

Le persone guarite dal coronavirus in Italia rispetto a ieri sono 255, 200.229 da inizio emergenza. Al momento, in Italia sono 12.457 le persone positive al coronavirus. 

I dati dell’emergenza 

Coronavirus Lombardia, 55 nuovi casi e un morto  

Un morto e 55 nuovi casi. Sono i numeri delle ultime 24 ore in Lombardia relativi all’emergenza Coronavirus. Secondo quanto reso noto dalla Regione, dei 55 nuovi casi 9 sono ‘debolmente positivi’ e 13 sono emersi a seguito di test sierologici. Da ieri è stato registrato anche un nuovo decesso, che porta il totale delle vittime della pandemia in Lombardia a 16.807. I guariti/dimessi in tutto sono 73.512 (+110), i pazienti in terapia intensiva sono 9 (+2) e i ricoverati non in terapia intensiva 158 (+10).  

Questi i nuovi casi per provincia: Milano 17 (di cui 9 a Milano città); Bergamo 11; Brescia 11; Como 1; Cremona 1; Lecco 0; Lodi 1; Mantova 2; Monza e Brianza 5; Pavia 2; Sondrio 1; Varese 3. 

Sicilia: Musumeci striglia i dirigenti generali, ‘controllate i lobbisti’ e blocca il bonus  

Durissimo faccia a faccia tra il governatore siciliano Nello Musumeci e i 30 dirigenti generali della Regione. Un confronto durato quattro oltre ore e in cui il Presidente della Regione siciliana, come apprende l’Adnkronos, ha strigliato, senza fare sconti a nessuno, i capi dei dipartimenti, alla presenza del solo segretario generale Maria Mattarella. Mentre non c’era nessun assessore. Musumeci oltre a indicare la rotta per il futuro dell’amministrazione, ha anche annunciato lo stop alle premialità per i dirigenti, rimandando al mittente la relazione dell’organismo indipendente di valutazione. Una relazione che avrebbe permesso una indennità di risultato pari al 30 per cento del trattamento accessorio per i dirigenti, in altre parole un bel gruzzoletto di denaro per i già lauti stipendi dei dirigenti generali. 

Musumeci non ha risparmiato critiche ai dirigenti. “Non è vero che tutti quelli che hanno avuto la valutazione cento lo hanno meritato”, ha detto ai suoi interlocutori. E ha elencato alcune delle cose che, a suo dire, non funzionerebbero nell’amministrazione regionale. A partire dagli uscieri “che spesso non indossano la divisa e stanno con la camicia” e “non sono vestiti in maniera decorosa”, oppure la “mancanza di segnaletica interna”.  

Ma diventa ancora più duro quando parla di “alcuni gabinettisti che, invece di essere di aiuto agli assessori, girano con pezzi di carta in tasca per sbrigare faccende agli amici di cordata”. Per non parlare di quei regionali “che non rispondono al telefono”. E poi l’affondo sui “lobbisti abituali frequentatori dei dipartimenti”. Musumeci ha chiesto ai direttori: “Fermatevi a chiedere loro che ci fanno qui tutti i giorni? Non fate finta di non vedere!”, definendo la presenza dei lobbisti “molto inquietante”. 

Secondo Musumeci il “clima deve cambiare”. “Abbiamo aspettato per oltre due anni che le cose cambiassero ma non è accaduto niente”, ha detto ai dirigenti durante il faccia a faccia alla Regione.  

Nei giorni scorsi Musumeci aveva attaccato i dipendenti regionali, affermando che l’80 per cento di loro “si gratta la pancia”. Parole che hanno fatto infuriare i sindacati. “Musumeci dovrebbe spiegare ai siciliani – hanno scritto i sindacati – come mai, se l’80% dei regionali “si gratta la pancia” come rivela lui, i suoi fidati dirigenti generali – generati dalla sua politica – a fine anno raggiungono tutti i risultati e vengono premiati con il massimo possibile di indennità e come mai, proprio un paio di giorni fa all’Ars, ha raccontato risultati fantasmagorici tanto da irritare le opposizioni che adesso lavorano per sfiduciarlo”. 

Adesso arriva la ramanzina anche ai 30 dirigenti generali regionali che non si vedranno arrivare, almeno per ora, le indennità di risultato del 2019, bloccati dal governatore e rimandato al mittente che ha redatto la valutazione. (di Elvira Terranova) 

“Hotspot sta scoppiando”, appello sindaco Lampedusa a Conte 

“L’hotspot di Lampedusa sta scoppiando, ci sono oltre novecento persone su una capienza di cento ospiti. Mi rivolgo direttamente al premier Conte. Il centro d’accoglienza va svuotato subito, non possiamo aspettare le navi quarantena”. E l’accorato appello lanciato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, attraverso l’Adnkronos, dal sindaco di Lampedusa Salvatore Martello. “La situazione è molto grave e non possiamo aspettare l’arrivo della nave previsto per domani sera – dice – bisogna subito alleggerire il centro d’accoglienza”.  

Da qui l’appello al premier Conte: “Non riesco a capire per quale motivo, essendoci stati più sbarchi in questo periodo del 2011, quella volta venne dichiarato lo stato di emergenza e ora si fa finta di niente”. E ricorda: “In 28 giorni ci sono stati più sbarchi del 2011. Come si fa a dire che non è un’emergenza?”.  

Intanto l’ondata di sbarchi non si ferma. Nella notte sull’isola sono arrivate oltre 250 persone su diverse imbarcazioni. 

Vito Crimi, viceministro dell’Interno, interpellato in merito a margine di un incontro a Napoli, ha detto che la nave sulla quale saranno ospitati i migranti che sbarcano in Italia per la quarantena “dovrebbe essere disponibile già da domenica”. Un’altra nave, ha aggiunto, sarà disponibile “in Calabria. Si proseguirà su questa linea cercando di utilizzare le navi che sono posti che garantiscono un trattamento dignitoso ma allo stesso tempo la sicurezza del luogo”.  

Palermo, migranti positivi al Covid lasciano camere hotel che li ospita 

Momenti di tensione la notte scorsa al San Paolo Hotel di Palermo che ospita 33 migranti risultati positivi al coronavirus. Un gruppo di tunisini, arrivati da Porto Empedocle e Lampedusa, e tutti in quarantena, in piena notte, come apprende l’Adnkronos, ha lasciato le camere nonostante il divieto. I tunisini sono poi rientrati nelle loro camere. E questa mattina il personale del San Paolo si è rifiutato di lavorare e ha chiesto prima l’immediata sanificazione dei luoghi. 

Il governatore siciliano Nello Musumeci, appresa la notizia, ha subito contattato il Prefetto di Palermo Giuseppe Forlani. Adesso la situazione sembra essere tornata alla normalità.  

Strage Bologna, Stefania Craxi: “Hanno voluto colpevoli a tutti i costi” 

“Sulla strage di Bologna ancora la verità non si conosce, hanno voluto trovare colpevoli a tutti i costi, etichettarla come strage fascista a tutti i costi. Io credo nell’innocenza di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, perché essendosi dichiarati colpevoli per altri episodi, non si capisce per quale motivo in questo caso abbiano portato avanti una battaglia per dimostrare la loro innocenza. Non si sa bene quali manine straniere abbiano inciso su questa strage”. Lo dichiara all’Adnkronos la senatrice di Forza Italia Stefania Craxi, vicepresidente della commissione Esteri del Senato.  

“La desecretazione degli atti? Credo che – conclude Craxi – sia passato un tempo sufficientemente lungo perché la storia venga scritta bene”.  

Locatelli: “Fine distanziamento sui treni preoccupa, serve riflessione” 

Di Margherita Lopes 

“Stupisce un po’, per non dire che sconcerta, la decisione assunta di porre fine al distanziamento sui treni. Il Comitato tecnico scientifico non è mai stato investito del problema, e non posso non dire che questa decisione desta preoccupazione e perplessità, in un momento in cui i nuovi casi di Covid-19 stanno crescendo, come mostrano i dati. C’è il rischio concreto che i viaggi in treno possano contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico” nel nostro Paese. Ad affermarlo all’Adnkronos Salute è il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli, componente del Cts, che aggiunge: “Credo che su questo tema vada aperta una riflessione”. 

Treni, stop al distanziamento 

Insomma, l’auspicio dell’esperto è che si possa tornare indietro, anche perché proprio grazie alle misure adottate in questi mesi, viaggiare in treno finora “si è rivelato sicuro. Io stesso – racconta Locatelli – ho avuto modo di viaggiare in treno 2 settimane fa per andare a Bergamo, e ho trovato il viaggio assolutamente gradevole e ordinato”. A bordo “c’è stato un corretto rispetto del distanziamento e un’attenzione sempre scrupolosa alle misure anti-Covid”.  

Inoltre “numerosi studi, fra i quali uno recente dell’Università di Southampton, hanno esaminato le possibilità di contrarre Covid-19 in una carrozza ferroviaria con a bordo una persona infetta”.  

Ebbene, questi lavori “hanno evidenziato l’importanza del distanziamento”. Ecco perché l’annuncio dell’addio alla distanza di sicurezza “lascia perplessi e preoccupa, proprio in una fase in cui i nuovi casi stanno crescendo. Credo vada aperta una riflessione”, conclude Locatelli.